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Gen 11, 2023 1438volte

La Runcard è la Legione Straniera per gli squalificati FIDAL?

Il droppo della Legione Straniera francese e la tanto discussa Runcard FIDAL Il droppo della Legione Straniera francese e la tanto discussa Runcard FIDAL

In questi giorni si è molto parlato di Alessandro Braconi, runner da 1h19 in maratonina, ma anche massaggiatore che trafficava in ormoni e steroidi, a cui è stata comminata una squalifica fino al 2058. Lui trentaseienne dovrà aspettarne altrettanti prima di tornare su una pista di atletica o ai nastri di partenza di una gara. Vista la cifra record, la notizia è stata ripresa anche da molti importanti quotidiani generalisti. Per rendere breve una storia piuttosto lunga, diciamo solo che Braconi aveva già patteggiato nel 2020 una squalifica di 12 anni che è stata successivamente triplicata.

Come ha fatto a cadere nuovamente in errore? Molto semplice, ha gareggiato nel 2021 e 2022. Ma in quali gare? Non competitive? Qualche tapasciata a premio? Manifestazioni organizzate da Enti di Promozione Sportiva non al corrente delle sanzioni inflitte dalla Federazione? No, no, in gare FIDAL… 

Gare FIDAL?!? Come è possibile? Ci racconta tutto Maurizio Forella, Presidente dell’AVIS Marathon Verbania. Sul profilo ufficiale facebook della società, il massimo dirigente della società per cui Braconi è stato tesserato dal 2017 al 2019, precisa che i fatti relativi alla prima squalifica risalgono al 2016 e che venuti a conoscenza della sanzione comminata nel 2020, hanno immediatamente preso le distanze e radiato l’atleta, non permettendogli il rinnovo del tesseramento.

OK, ma allora chi ha tesserato “lo squalificato" consentendogli di correre liberamente? Molto semplice, spiega Forella, è stata la FIDAL stessa che ha accettato di tesserarlo con la Runcard nel 2021 e 2022. Eh si, la famosa Runcard, quello strumento con cui la FIDAL fa concorrenza (a voi trovare un aggettivo appropriato) alle società, offrendo un tesseramento a dei prezzi che conti alla mano le società non possono fare, visti gli obblighi in termini di affiliazioni e spese varie che sono obbligatorie se si vuole tenere aperta l’attività.

Insomma, oltre all’offerta speciale che taglia l’erba sotto i piedi a chi lavora tutti i giorni per fare crescere il movimento, oggi scopriamo che la Runcard è anche una specie di Legione Straniera del running italico che copia quel corpo d’oltremare francese dove era possibile arruolarsi con un'identità fittizia e senza dover rispondere a troppe domande sul proprio passato. Con buona pace degli strumenti informatici che sono a disposizione nell’anno di grazia 2023 e che consentirebbero un banale controllo incrociato. Ai confini della realtà.

Rodolfo Lollini - Redazione Podisti.net

1 commento

  • Link al commento Giovedì, 12 Gennaio 2023 11:49 inviato da Paolo Ottone

    Scrivo due considerazioni circa la vicenda che ha visto l'atleta in questione correre la Lago Maggiore Half Marathon 2022 da noi organizzata.
    Intanto è giusto precisare che all'evento LMHM 2022 questo "atleta" ha corso la versione non competitiva (21K) e quindi non la versione competitiva con Run Card come erroneamente riportato dai media.
    Queste le stesse informazioni che ho fornito alla procura antidoping che mi ha contattato dopo la LMHM 2022.
    Detto questo concordo al 100% che la FIDAL non solo sottrae potenziali tesserati alle sue stesse società sportive affiliate che dovrebbe tutelare, ma addirittura demanda le incombenze che normalmente son in capo ai Presidenti come ad esempio il controllo dei certificati medici che pretende siano controllati dagli organizzatori a cui dall'altra parte richiede cospicue tasse organizzative.
    Come dire, incasso delle quote tesserati ma poi non mi curo di verificare né i certificati medici e nemmeno se ci siano pendenze di altro tipo che dovrebbero impedire all'atleta di presentarsi ai nastri di partenza delle gare!
    Non so se l'atleta in questione abbia fatto la Run Card nel 2022, ma se ciò fosse vero allora mi pare chiaro ci sia parecchio da rivedere nel sistema Run Card; sicuramente il controllo dei certificati medici, al pari delle altre società che tesserano atleti, dovrebbe essere in capo alla "società sportiva" che tessera..ovvero FIDAL stessa!
    Infine sono contento che finalmente si inizino a vedere punizioni esemplari per chi ama le scorciatoie.
    Un saluto sportivo
    Paolo Ottone
    Presidente Sport PRO-MOTION ASD

    Rapporto

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