Direttore: Fabio Marri

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31 gennaio - Ho corso la “Ronda Assassina”, di 25 km con 1200 metri di dislivello, consapevole della fatica e della sofferenza che avrei dovuto affrontare. Erano mesi che non gareggiavo… come quasi tutti; e anche se gli allenamenti non sono mai mancati, il dislivello e il fondo fangoso di ieri si sono fatti sentire.
Sono felice di avere concluso una gara per niente scontata… ho visto tanti ritirarsi, gente scoraggiarsi per la fatica e l’impraticabilità del fondo. Abbiamo guadato torrenti e affrontato discese tra fango, rocce e piccoli crepacci. Non ho mai, e dico mai, pensato di ritirarmi: la forza, costanza e determinazione che mi contraddistinguono mi hanno permesso di concludere questo wild trail in maniera più che soddisfacente, e con un tempo per me ottimo (4.25:58).
Quanto all’organizzazione: si apprezza molto l’impegno di avere voluto a tutti i costi fare correre gli atleti… hanno fatto il possibile, ma gli assembramenti nei trail alle volte sono inevitabili: quando hai delle salite o delle discese di single track diventa impossibile superare e sei costretto a stare “in corsia”, quindi in coda, formando inevitabilmente qualche piccolo assembramento.
Buone corse a tutti!

NdR: È il primo contributo che ci viene da questa valorosa crossista e trailer del Modena Runners Club, e speriamo che non resti l’unico. Dalle immagini che ci ha mandato e (aldilà del collage preparato da Roberto Mandelli) uniremo al servizio fotografico, al termine della faticaccia la bella Alessandra sembra diventata ancora più carina! [F.M]

 
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Sulle ali del grande entusiasmo e delle numerose richieste pervenute, il Comitato Direttivo ha deciso di anticipare di un mese l’apertura delle iscrizioni per la StraLugano 2021 al 1° febbraio. De resto gli organizzatori devono un po’ essere i primi a dimostrare “la voglia di ripartire”.

Il menu delle gare è il solito, super collaudato nel corso degli anni, e che ha dato soddisfazione a migliaia di partecipanti. 

21.097 Km                                     Half Marathon

21.097 Km                                     Half Marathon Relay Run (staffetta a 3)

10km City Run                                Campionati Svizzeri 2021

5km Fast Run                                 una distanza per tutti – la grande novità del 2021

Monte Brè Challenge Race               9 km con un dislivello di circa 730m

Stracombinata                                10Km + Challenge Race

Kids Run                                        le gare per ragazzi e ragazze

4Charity                                         5 km di beneficenza

Nei successivi comunicati forniremo maggiori dettagli, a beneficio di chi non è mai stato alla Stralugano.

Come di consueto le iscrizioni potranno essere registrate via Datasport dal sito www.stralugano.ch scegliendo tra le varie distanze: 

Il Comitato della StraLugano segue con particolare attenzione l’andamento dell’attuale pandemia COVID-19 e con ottimismo sta preparando la sua 15a edizione che si annuncia come un’esperienza unica e di alto livello. Fiduciosi in un’evoluzione positiva dei contagi che permetterà uno svolgimento del nostro evento nelle condizioni abituali, portando migliaia di podisti a sfidarsi sulle rive del Lago Ceresio in un clima di ritrovata gioia ed emozione.

Tuttavia, qualora le autorità competenti dovessero imporre di applicare il protocollo elaborato da SwissOlimpics, non sono escluse limitazione del numero di partecipanti, per ognuna delle gare in programma. www.swissolympic.ch/ueber-swiss-olympic/Dossier-Covid-19/Schutzkonzepte-f-r-Sport-und-Veranstaltungen

Se, ciò nonostante, le autorità ci imponessero l’annullamento della nostra manifestazione, le iscrizioni già registrate saranno riportate all’edizione del prossimo anno, in programma il 21/22 maggio 2022. 

Scegli il percorso che preferisci e divertiti assieme a noi, per ripartire ad emozionarti: corri ad iscriverti!

La StraLugano ti attende più in forma che mai “perché sei un essere speciale e noi avremo cura di te”

 

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Venerdì, 29 Gennaio 2021 07:19

Annullata la ludico motoria di Campi Bisenzio

28 gennaio - L'avevamo annunciata come il primo, coraggioso, al limite del velleitario (per via della non conformità con quanto previsto dai DPCM), tentativo di organizzare una non competitiva nel 2021.
Giunge questa mattina in redazione la notizia che la prefettura di Firenze ha bloccato la manifestazione.
Ecco il comunicato con cui il comitato organizzatore annuncia il "rinvio a data da destinarsi" della manifestazione; di fatto un annullamento:



per gli eventi in programmazione: CALENDARIO DI PODISTI.NET

 
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Venerdì, 22 Gennaio 2021 00:46

A Campi Bisenzio (FI) la prima ludico motoria 2021

La Uisp di Firenze e l'Atletica Campi Bisenzio hanno organizzato per il 31 Gennaio la prima manifestazione ludico motoria italiana del 2021; l'evento è stato annunciato questa sera con il seguente comunicato: 

Si invia il volantino della manifestazione in oggetto che, salvo future eventuali restrizioni, si svolgerà domenica 31 gennaio 2021.
La società organizzatrice fa presente che la partecipazione sarà limitata ad un massimo di 300 persone e che donerà una fornitura alimentare alla Caritas a sostegno delle famiglie in difficoltà nel comune di Campi Bisenzio.

L'evento è presentato come attività "ludico motoria aperta a tutti" e sul volantino si riporta il seguente testo:

Ritrovo presso lo stadio Zatopek dalle ore 7:30 alle 9:30 si possono lasciare le borse in tribuna (con le norme vigenti non si possono usare gli spogliatoi e docce), partenza libera, o piccoli gruppi di 10 persone, per un percorso segnato di Km. 5 volendo, da ripetere due volte. Arrivo in pista , ritiro borsa depositata in tribuna, all’uscita in apposito stand ritirare il pacco di partecipazione.
Normative:
1. Tutti dovranno arrivare con la mascherina che si toglieranno dopo la partenza, dovranno rimettersela una volta arrivati.
2. Iscrizioni € 5,00. Se iscritti come società effettuare l'iscrizione via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e il pagamento tramite bonifico bancario entro venerdì 29, accompagnando la ricevuta all'iscrizione ritirerete la busta presso un'apposita postazione dove troverete all'interno i tagliandi per il ritiro pacco di partecipazione.
3. Per chi vuol fare l'iscrizione al mattino – PORTARE I SOLDI PRECISI - ci sarà un contenitore dove VOI depositate i soldi, NON DAREMO RESTI, l'addetto presente vi consegnerà un tagliando per il ritiro del pacco di partecipazione comprendente anche una bottiglietta d'acqua.
4. Rispettare il Codice stradale C.

Manca un preciso riferimento al necessario distanziamento da tenere durante la manifestazione, il D.P.C.M. prevede espressamente che l'attività motoria sia fatta individualmente, quindi occorre tenere un significativo distanziamento da chiunque.
Vedremo se altri organizzatori avranno il coraggio di seguire l'esempio dei toscani.

SCARICA IL VOLANTINO NEL CALENDARIO DI PODISTI.NET

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Era il 15 gennaio, era una domenica mattina: anno, il 2012. Invertite le ultime due cifre ed eccoci arrivati al nostro anno appena cominciato.
E’ il compleanno del Cross per Tutti. Dieci anni tutti di corsa tra prati, fango e neve, a partire da quella gara 1 di Paderno Dugnano, dove un migliaio di atleti si ritrovarono per la “prima” di un nuovo progetto sportivo.
Tutto diverso allora, con solo 8 gare al via (oggi sono 22) e prove miste per le categorie giovanili.
Sfogliamo l’album dei ricordi. Troviamo subito la vittoria del monzese Luca Civati sui 4 km della prova “Elite”, allora composta dal settore assoluto ma senza master. Civati vincerà poi per tre volte la classifica finale Senior.
Tra le donne vinse l’azzurrina Laura Bottini, nei Cadetti il fenomeno giovanile Nicole Reina venne superata solo dal saronnese Matteo Aguzzoli, mentre nei Ragazzi la brava Arianna Locatelli mise dietro anche tutti i maschietti.

Così, tra una sorpresa e una conferma, prese il via un’avventura sportiva che oggi è in grado di mettere in campo quasi 2mila atleti per ogni gara, che è garanzia di divertimento, passione sportiva e professionalità.
Questa decima edizione avrebbe voluto essere l’apoteosi della corsa campestre, con idee che frullavano nella testa degli organizzatori fin dallo scorso inverno.
Il Covid ha interrotto la nona edizione, ma si lavora a quella del decennale. Le date sono stabilite e già inserite nel calendario regionale: sabato 6 e domenica 7 marzo 2021. Per la sede, siamo in attesa di permessi.
Due giornate per gestire meglio le presenze in campo, due giorni per tornare a fare ciò che più amiamo dell’inverno: la corsa campestre.

 
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10 gennaio - Entrai in Trieste la prima volta un pomeriggio degli anni Settanta. Il treno era l’erede dell’Orient Express, con carrozze da Parigi per Thessaloniki - Istanbul dopo soste a Belgrado, Sofia e chissà cosa altro. Nelle ultime centinaia di metri rallentava a passo d’uomo, e dentro ai finestrini cominciavano a piovere borsoni, poi a salire persone che allora si chiamavano iugoslavi, venuti a Trieste a comprare quello che nei paradisi dei lavoratori non si trovava, e volevano garantirsi i posti migliori. Le colline sopra la città erano dominate da una gigantesca scritta che inneggiava al Maresciallo. Un paio di km a sud, a Muggia, l’Italia finiva; ma anche Trieste non eravamo sicuri che fosse proprio italiana, nel senso che era la “Zona A”, provvisoriamente nostra ma chissà. Solo nel ’77 entrò in vigore il trattato di Osimo, e Trieste fu italiana del tutto; ci lasciarono anche la Foiba di Basovizza, dove gli italiani erano stati buttati vivi, legati col filo spinato ai morti ammazzati. Ma Capodistria, Isola, Pirano (da dove era scappata la mia maestra, con suo fratello che coprì la ritirata di famiglia sparando), tutta l’Istria insomma, andarono di là per sempre, come era già accaduto a nord per Caporetto o le grotte di Postumia.

Da queste tristezze cercavo di liberarmi, in quelle prime incursioni, salendo a San Giusto: memore della campana cantata dal 1915, da Caruso, Claudio Villa e Pavarotti, e delle ragazze di Trieste che chiedevano all’Italia di liberarle. E sull’altura di San Giusto una quantità perfino eccessiva di lapidi e monumenti ricorda quel 4 novembre 1918 quando il tricolore fu issato sul castello dall’invitta armata di Emanuele Filiberto duca d’Aosta, e su pietra venne incisa una lapide con la scritta “Mare Nostro”, a bagnare le terre redente (poi, la “vittoria mutilata” fu risarcita dai Legionari del Poeta Soldato, e la Carta del Carnaro fu la prima costituzione moderna ed eversiva della nuova Europa). Ma ricorda anche gli anni duri del “TLT”, il lavoro degli sminatori, i profughi istriani: nella mente tornano i nomi di Nino Benvenuti e Abdon Pamich, di Laura Antonelli e Alida Valli (trovate due donne più belle in tutta Italia), di Mario Andretti e Sergio Endrigo, di Ottavio Missoni e Lidia Bastianich. E per entrare in campo podistico, anche il marchio Diadora (che andrebbe pronunciato Diàdora), seppur fondato in provincia di Treviso, ricorda il nome latino di Zara (alias Zadar), da dove uno dei primi suoi artefici era dovuto fuggire.

2. Queste cose mi hanno guidato, più di quarant’anni dopo (o forse, più di sessanta, da quando cioè la maestra Maria, che mi chiamava fiaccòòne per le scarse doti ginniche, ci parlava di San Giusto lontana e contesa), a cercare di iscrivermi alla Corsa della Bora, dopo aver partecipato più volte alla Bavisela e alla maratona di maggio. Il sito del Sentiero S1 (appunto, il sentiero sul Carso stretto tra il confine e i meravigliosi strapiombi sul mare non più tutto nostro) è tanto ricco da rischiare di smarrircisi, ma anche da invitarti a leggerlo e rileggerlo e indurti a fare di tutto per prendere parte all’evento. Quest’anno, poi, c’è la complicazione enorme del Covid-19, con le limitazioni pazzesche poste all’agire umano, e un accanimento particolare contro il podismo. Sicuramente le leggi (o meglio, i decreti, sebbene di dubbia costituzionalità) sono fatte a fin di bene, la pressione sugli ospedali e le rianimazioni è intollerabile, il numero di morti per Covid (sebbene si dovrebbe dire “con Covid”) è doloroso, e sicuramente da qualcuno delle centinaia di superesperti e superfrequentatori dei talkshow (sebbene la loro qualità accademica ovvero il cosiddetto h-index risulti spesso carente) vengono avvisi di saggezza, che poi i politici tirano da una parte o dall’altra a seconda del proprio indice di gradimento.

Per farla breve, ho aspettato l’ultimissimo giorno (lunedì 4 gennaio) per iscrivermi, ma tenendo il fiato sospeso di fronte alle arlecchinesche carte d’Italia tricolori (non biancorossoverde come a San Giusto, ma giallo arancione rosso, con le varianti del “giallo rafforzato” o del “rosso attenuato”), che già avevano costretto Trieste al rinvio della data prevista del 3 gennaio, causa l’inopinato rosso festivo su tutta Italia. Solo venerdì 8 sera, leggendo che il Friuli-Venezia Giulia aveva uno degli Rt più bassi d’Italia e per giunta in calo (da 0,94 a 0,91), mentre quello della mia regione stava crescendo e portandoci “in arancione”, ho prenotato un albergo; a confortarmi sono giunti ben tre email (uno al giorno) di “invito” mandati dagli organizzatori agli iscritti, e corredati di tutte le pezze d’appoggio legali e le firme importanti, ad uso di quale poliziotto zelante. Perfetto anche il briefing di venerdì sera (cui ne sarebbe seguito un altro sabato sera).

3.Eccezionali, ed inaudite, le misure di sicurezza, anche se un mio compagno di squadra (non a caso mezzo triestino) dice che “all’aperto e distanziati, prendersi il Covid richiede un impegno notevole”: il ritiro pettorali andava prenotato per un’ora precisa; al “Bora Village” situato nel luogo di arrivo, sulle alture di un paesino che non è nemmeno nell’atlante stradale del Touring al 200mila (ma per fortuna è noto a Google maps, oltre che perfettamente indicato nel sito della S1), potevano accedere solo gli atleti. Anche l’orario di partenza andava prenotato, in una finestra di 15 minuti, senza mai superare le venti persone presenti; obbligo di mascherina nelle prime centinaia di metri, e (novità per me, che pure da settembre a oggi sono andato a tutte le gare esistenti in un raggio di 350 km) obbligo di mettersi la mascherina anche nell’accostarsi ai ristori, dove potevamo prendere un sacchetto e farci versare nella nostra tazza personale le bevande, poi allontanarci per consumarle. Obbligo di lasciare la borsa del cambio, sigillata e disinfettata dagli organizzatori, la sera prima già nel luogo di arrivo; ingresso contingentato nella tenda-spogliatoio dopo l’arrivo, con preghiera di far presto (quando arriverà il mio turno, noterò che appena la panca a me destinata è liberata dal precedente occupante, una addetta correrà a disinfettarla).

Tutto ciò perché (come ha detto in conferenza il commander in chief Tommaso de Mottoni) questa è una circostanza unica e un’occasione storica, e c’è gente ‘di fuori’ che non aspetta se non un passo falso per sparare le sue solite bordate disinformate, faziose e invidiose (questo lo aggiungo io) contro una pratica dello sport disciplinata e responsabile. Ovvio l’invito al rispetto e al buon senso per tutti noi; e io stesso, entrando in un ristoro, ho preso una piccola amichevole e sacrosanta sgridata perché la mia mascherina mi era cascata da un orecchio (era il copriorecchi di Podisti.net che non accettava… l’intrusione dell’elasticino). Ed entrando nello spogliatoio finale ho dovuto togliermi i guanti (che avevo portato per tutta la gara) per farmi disinfettare le mani!

Insomma, non mi vergogno di aver elogiato, da Casal Borsetti a Trino, passando per San Marino, Andora e altri posti, gli allestimenti di sicurezza posti in atto, e rivelatisi efficaci al 100% (mai un podista ammalatosi dopo queste gare: e oggi che la scienza ha scoperto il paziente 1 italiano con data 10 novembre 2019, chissà se gli sciocchi e disinformati detrattori del podismo la smetteranno di proclamare che Mattia Maestri si è infettato in gara); ma qui a Trieste ho visto cose straordinarie, impensabili: insomma, la perfezione, a prova del più pignolo dei questurini e del proibizionista più fanatico. All’obiezione, invece, che non dobbiamo correre per rispetto dei morti, non saprei cosa replicare: meglio mettersi a letto ad aspettare l’eterno riposo, beninteso spegnendo il frigorifero per rispetto ai morti delle dighe idroelettriche, e non partecipando nemmeno alla DAD e ai webinar, uno solo dei quali (sono statistiche della Gabanelli di oggi) produce tanto gas serra quanto 1500 ricariche di telefonino.

4. Allora, mettiamoci in viaggio: in autostrada, quasi solo camion con targhe turche o polacche o dintorni; in un bar verso Dolo ti aprono se suoni, il caffè devi fartelo da solo alle macchinette e consumarlo all’esterno. All’ultimo ristorante prima di Trieste, verso Palmanova, la cucina non funziona, ti scaldano solo panini o simile, e gli avventori seduti ai tavoli sono pressoché tutti podisti che vanno alla Bora. Come sarà anche negli alberghi di Trieste o Sistiana, offerti in gran numero a prezzi convenzionati con l’organizzazione. Ne prendo uno a due passi dalla partenza della maratona (una novità, messa su in collaborazione con Trieste Atletica), cui forse il nome di “Urban Eco Marathon” va un po’ stretto, perché di urbani ci sono solo i primi 2-3 km, poi l’attraversamento di qualche paesino alle falde del Carso, e l’asfalto grosso modo durerà una decina di km, più o meno tanti quanti i sassosi sentieri carsici, mentre il resto è costituito dalle stupende carraie a fondo naturale, o ghiaiate, dei Sentieri 1 e 2, e dell’Alpe Adria Trail.

Possono comunque bastare anche delle robuste scarpe da asfalto, come suggerisce de Mottoni, e io quelle scelgo (con un plantare abbastanza spesso) quando vedo che le previsioni danno precipitazioni all’1% (saranno i fiocchi di neve verso l’una), e fondo sostanzialmente secco. Tassativo, e ripetuto anche in un email di domenica mattina, vestirsi pesante e portarsi qualcosa di protettivo nello zaino: perché la bora è garantita (se non ci fosse, chiederemmo indietro il prezzo del biglietto: raffiche fino  a 100 km/h), la temperatura massima sarà di 3 gradi, quella percepita molto sotto: sull’altipiano, fra i 300 e i 410 metri, le pozzanghere sono ghiacciate e tra l’erba affiora la neve dei giorni scorsi. Godimento puro.

5. La prima parte della maratona (quasi 9 km) si svolge sulla bellissima pista ciclabile Giordano Cottur, ricavata da una vecchia ferrovia, compresa una galleria di 3-400 metri: avete presente la Cortina-Dobbiaco? Il nome di Cottur, triestino purosangue coetaneo di Bartali, riporta a quel drammatico Giro d’Italia del ’46, quando gli organizzatori ottennero dagli alleati occupanti di finire una tappa a Trieste; ma i titini di là e i loro compagni di qua (che consideravano Trieste non-italiana e dunque quella del Giro una invasione), a Pieris, ingresso della Zona A, sbarrarono la strada con pietre, blocchi di cemento, chiodi, filo spinato sulla carreggiata, e si misero pure a sparare. Ha scritto Daniele Marchesini: “Ortelli in maglia rosa si butta sotto una macchina, i carabinieri rispondono al fuoco, gli spettatori scappano nei campi, gli attentatori in fuga inseguiti. Panico. Le squadre più importanti subito decidono di non proseguire… Diciassette corridori decidono di continuare lo stesso. Passano due ore e gli organizzatori decidono che la tappa riparte dal bivio di Miramare. Tra i più infervorati, il triestino Giordano Cottur della Wilier Triestina, squadra che riunisce solo corridori delle Tre Venezie. Supera un passaggio a livello e si rimette a pedalare. Si procede lenti, la strada è piena di chiodi che gli spettatori di poco avanzano i corridori nel togliere. C’è pure Luigi Malabrocca con la sua maglia nera, e ovviamente arriva ultimo...”. Arrivano in 17, e simbolicamente vince Cottur, maglia rossa con l’alabarda, simbolo della città, sul petto, in un tripudio di folla.

Il giorno dopo, 1° luglio 1946, il grande Bruno Roghi, nel suo editoriale sulla Gazzetta dello Sport del 1° luglio 1946, scrive parole che danno un groppo in gola anche oggi: “È scappato Cottur… La sua andatura è impetuosa, il viso affilato e pallido dell’atleta compone con la sua bicicletta la prua di un ordigno aerodinamico. Un atleta triestino, della Trieste di noi tutti vola verso il traguardo della prima tappa. La sua maglia sapete com’è: rossa di fiamma. È la maglia della Wilier Triestina attraversata da un’alabarda. Rossa di fuoco, il sangue del nostro cuore è andato a tingere il tessuto che fascia gli omeri e il torso di un atleta triestino. Oggi non abbiamo che un nome sulle labbra e nel cuore: Giordano Cottur, che a un “no” per Trieste elaborato ai tavoli delle caute diplomazie, risponde con un “sì” a tutti gli sportivi italiani... I giardini di Trieste non hanno più fiori. Le campane di Trieste non hanno più suoni. Le bandiere di Trieste non hanno più palpiti. Le labbra di Trieste non hanno più baci. I fiori, i palpiti, i suoni, i baci sono stati tutti donati al Giro d’Italia”.
E se volete stemperare in un sorriso queste vicende di fronte a cui (scrive sempre il mio compagno di squadra) per i triestini “il Covid è un solletico”, cercatevi su youtube la scena finale di Totò al Giro d’Italia, cui partecipano Coppi, Bartali e appunto il mitico Cottur:

https://www.facebook.com/47861367820/videos/10154310276317821/

6. Andiamo dunque alla partenza, e partiamo pure, salutati da un gigantesco ciuco che ci dà il cinque (guantato). Tappeto di rilevamento, s’intende, e altri 3-4 controlli per via; trasmissione in tempo reale dei dati, per chi volesse seguire. Dopo 8,600 di moderata salita che ci porta comunque sui 300 metri, dai 64 metri della partenza, direi quasi al confine con quelli di là (S. Antonio in Bosco), c’è una brusca svolta a sinistra con strappo su sentiero che immette sull’altopiano, dove la bora ulula come nei film (devo dire, contro noi nel primo tratto, poi a favore, e infine diagonale nell’ultima parte). Frecce e bandelle a prova di cecità, ristori solo liquidi fino al km 14 (quando ormai il tè, originariamente caldo, per i tardoni come me è ex-tiepido). Ci si congiunge coi mastini della 80 km (partiti la notte di sabato), poi, sotto l’obelisco di Opicina da dove stanno partendo i velocissimi della 21, il ristoro con sacchetti dove mi sgridano (e ripeto che hanno ragione; mi fermano pure quando sto per attingere alla boccia del tè, perché me lo danno loro!). I sacchetti a sorpresa sono divisi in vegetariani, con formaggi, con cose dolci e con carne: punto sulle ultime due tipologie, e mi troverò fuori, su un muretto, a ingozzarmi di cubetti di squisita mortadella mischiandoli a pastiglie di cioccolato e a biscotti sbrisoloni che mi faranno tossire.

Da Opicina si torna su vista-mare, in una balconata giustamente frequentata da camminatori di ogni genere, mentre le pareti rocciose a destra sono popolate da climbers. Abbiamo un pubblico?? Orrore per i fanatici proibizionisti: una bella mamma con le sue due bimbe è al bordo della pista e ci applaude. Roba da far vietare la gara per infrazione al comma taldeitali che vieta il pubblico alle manifestazioni sportive? (e questa, se applicata al podismo, è forse la più demenziale delle disposizioni). Sono io ad applaudire e fare complimenti, senza mettermi la mascherina, alle bimbe: prossimi orfani della ministra Lamorgese, datemi la multa.

Dall’alto, sulla verticale di Miramare, lo sguardo spazia tra i due limiti del golfo, Grado e la Punta Salvore (oggi, ahinoi, Savudrija). Nessuno meglio di Carducci l’ha descritta, e sembra parli proprio di oggi: “Meste ne l’ombra de le nubi ai golfi – stanno guardando le città turrite, - Muggia e Pirano ed Egida e Parenzo – gemme del mare; - e tutte il mare spinge le mugghianti – collere a questo bastion di scogli – onde t’affacci a le due viste d’Adria, - rocca d’Absburgo: - e tona il cielo a Nabresina lungo – la ferrugigna costa, e di baleni - Trieste in fondo coronata il capo – leva tra’ nembi”.

Ma conviene correre, perché le gazzelle della 21 ti sopravanzano (sempre complimentandosi, visto il colore del nostro pettorale), come noi ci diciamo ammirati degli eroi della 80 con cui ormai faremo strada comune, e ci dispiace sorpassarli, perché sono molto, molto più bravi di noi. Dalle parti di Prosecco (ah perché non offrirci un calice?) c’è la separazione coi 21 e 57 che scendono verso il mare; noi saremmo pure autorizzati a stare con loro (“non vi squalifichiamo”, spiega de Mottoni: “la fate solo più lunga e meno panoramica”). Dunque stiamo in alto, sopra Nabresina/Aurisina: e io penso a papà Gigliotti, che qui nel 1943 protesse la stazione da dove partiva l’ultimo treno per l’Italia: difendeva la patria e la famiglia, col figlio Luciano di 9 anni, diretto a Modena dove ha fatto quello che tutti sanno. Ma il papà rimase e finì in una foiba.

Passiamo la ferrovia e comincia l’ultima salita di un certo rilievo, verso i 300 metri attorno alla Grotta Azzurra, intorno al km 34. Persino sul pettorale sta scritto che la discesa è scivolosa: niente di che. Dopo il 39 arriviamo, quasi stabilmente, sull’asfalto, e tutti i percorsi si ricongiungono. Un addetto ci dice: bravi, ultimo km! Da scettico razionalista, con sguardo al Gps, lo smentisco: ne mancano più di due! È vero, la stazione e il campo sportivo di Visogliano (il paese sconosciuto al TCI) sono lì, ma per raggiungere la lunghezza canonica ci fanno fare una specie di circonvallazione fino al tappeto finale del chip.

7. Da qui, bentornati nell’Italia dei Dpcm: pregasi indossare la mascherina subito, ritirare self service la medaglia incellofanata (un bel rettangolo rosso-alabardato con la scritta “Essere qui è meraviglioso”) e il cestino-ristoro, non poter far altro che sentire le felicitazioni di due belle ragazze con la maschera che lascia scoperti solo gli occhi, passare nel campo dove il nostro cambio sanificato ci aspetta in bell’ordine, mentre il megafono ci indirizza al tendone-spogliatoio con preghiera di sbrigarci per rispetto a chi arriva. Due belle signore alla mia sinistra mi invitano al trail degli Eroi sul Grappa, ma qualcuno le sgrida perché la fanno lunga. Doverosi i complimenti alla giovane mamma Susanna de Mottoni (“si impartiscono lezioni” al resto d’Italia), e poi ci si attacca a Internet per vedere chi ha vinto. Mi arriva un whatsapp di un corregionale:

Posso solo dire GRAZIE agli organizzatori, che hanno dimostrato che oggi in Italia si può organizzare una gara grossa in totale sicurezza, tutto nei minimi dettagli, e zero rischi di assembramento. Bravissimi davvero (regione Friuli-Venezia G. e comuni coinvolti, non come ***) [segue nome di sede di gara soppressa all’ultimo], delle forze dell’ordine e anche dell’esercito. Mi levo il cappello e ribadisco il mio GRAZIE, sperando che in tanti abbiano il coraggio e le forze di seguirli. La gara era bellissima, durissima, freddissima, c’erano tanti punti panoramici che mi sono pure fermato a fare qualche foto”.

8. Ecco allora le graduatorie (complete qui a parte https://www.podisti.net/index.php/classifiche/14788-corsa-della-bora-urban-eco-marathon.html?date=2021-01-10-00-00 )

 

80 km (148 classificati più dieci coppie di staffetta, 7 ritirati tra cui la campionessa Francesca Canepa che ha scontato una crisi di freddo e fame), con arrivo quasi in volata:

1°  GUBERT MARCO 7:59:19

2° DE ROSSI ALESSIO 8:00:45

1^ donna e quarta assoluta: KESSLER JULIA 8:22:30 .

57 km: classifiche diffuse due giorni dopo per problemi tecnici, 147 arrivati e 5 ritirati:

1° POZZER ANDREA ITA 5:20:38
2° CARRARA LUCA ITA 5:28:52 
3° GHEDUZZI ROBERTO ITA 5:32:14 

Donne:

1^ (7° ass.) GUIDOLIN NICOL ITA 6:17:47 
2^ (9° ass.) VINCO GIULIA ITA 6:30:07

42 km  (112 classificati e 33 ritirati), con un dominatore assoluto, oltre 18 minuti sul secondo:

1° MILANI ALESSIO 2:51:17

2° 861 VENEZIAN FEDERICO 3:09:38.

Più combattuta la contesa femminile:

1^ GIUDICI FABIOLA 3:43:58

2^ 787 LASTRI MARIA ELISABETTA 3:47:15

21 km (372 classificati)

1° MERIDIO MICHELE 1:24:01

2° CORÀ GIOVANNI 1:25:35

Senza rivali vicine la vincitrice:

1^ STENTA CATERINA 1:42:43 .

16 km (202 classificati), anche qui con un vincitore netto:

1° BORGESA DANIEL  1:08:24

2°COMAND DANIELE ITA 1:12:16.

Tra le donne, lotta (presumo) in famiglia:

1^ BRUNO ILARIA 1:22:19

2^ BRUNO GRETA ITA 1:24:15

 
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Mercoledì, 23 Dicembre 2020 18:46

Il 2 maggio torna la Maratona di Russi

Anche se le incognite sulla prossima primavera, vista la situazione sanitaria che stiamo ancora vivendo, sono tante, al Gs Lamone non hanno perso la speranza e, in coincidenza delle Feste Natalizie, vogliono mandare un messaggio positivo: la Maratona di Russi è pronta a tornare, per vivere la sua 44esima edizione e confermarsi come la seconda maratona italiana per anzianità, anche in tempi di Covid-19. Per questo si sta già lavorando alacremente, perché è chiaro che non potrà essere un’edizione come le altre.
Innanzitutto, cambia la data dell’evento che è spostato al 2 maggio confidando che in questi mesi la pandemia dia un po’ di tregua e si possano anche sfruttare, magari, i primi tepori primaverili. Un’altra novità è che la manifestazione per ora è concentrata sulla disputa della sola distanza dei 42,195 km: se ci saranno le condizioni si penserà a una seconda distanza, ma solo se sarà possibile allestirla in sicurezza. La Maratona di Russi, infatti, sarà completamente aderente ai protocolli sanitari vigenti al momento, per questo si sta già valutando se sarà possibile confermare la location di partenza/arrivo in Piazza Farini o se sarà necessario cercare spazi più ampi per gestire le partenze che dovranno essere differenziate e a piccoli gruppi, per garantire il necessario distanziamento.
Un aspetto importante riguarda le iscrizioni, che apriranno più avanti in base a quote ancora da stabilire. Coloro che si erano iscritti quest’anno e non hanno potuto gareggiare, avranno la possibilità di partecipare gratuitamente all’edizione 2021. Il tutto potrà essere fatto via mail attraverso il servizio di cronometraggio e segreteria messo a disposizione da Endu, secondo modalità che verranno comunicate in seguito.
La Maratona di Russi, con il suo leggero spostamento, diventa così la seconda delle prove del Trittico di Romagna, lasciando alla 50 Km di Romagna del 25 aprile, il compito di aprire le ostilità, chiusura poi con il classico appuntamento della 100 Km del Passatore del 23 maggio.
Molto c’è da fare e al Gs Lamone ne sono consapevoli, si preparano novità anche a proposito del percorso, ma ci sarà tempo per parlarne. Intanto si può cominciare ad allenarsi, sempre in sicurezza e nel rispetto degli altri, in attesa di tornare a sfidarsi sulle strade della provincia ravennate.
Per informazioni: Gs Lamone, tel. 335.6933050, www.gslamone.it, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Ultima ora (22 dicembre): In seguito all’ultimo Dpcm governativo del 18 dicembre, l'evento è spostato di una settimana e si terrà il 9-10 gennaio. La prenotazione dei pettorali, per chi l’avesse già fatta, e il programma, non subiscono variazione ma vengono unicamente spostati di un weekend. La chiusura iscrizioni invece è prolungata fino al 4 gennaio. Per maggiori informazioni visitare il sito www.s1trail.com.

 

Il 12 dicembre è arrivata anche la conferma ufficiale da parte delle autorità predisposte a rilasciare i permessi esecutivi all’Asd SentieroUno: dunque è ufficiale, la Corsa della Bora si farà: si sta dunque avvicinando l’appuntamento con il festival internazionale del trailrunning che sabato 2 e domenica 3 gennaio vivrà la sua settima edizione.
Dalla scorsa primavera il lavoro dell’Asd SentieroUno è stato inteso, senza soste, e dedicato principalmente alla stesura di protocolli di sicurezza e prevenzione che permettessero a tutti gli appassionati di vivere un weekend all’insegna dello sport e della scoperta delle bellezze di Trieste e dintorni dopo un anno a dir poco anomalo. L’organizzazione ha sempre affermato che l’evento si sarebbe fatto in ogni caso a meno che un provvedimento governativo non vietasse nei primi giorni del 2021 lo svolgimento di manifestazioni come la Corsa della Bora. Ma sabato è arrivato anche l’ufficialità burocratica, ovvero è stato confermato il rilascio dei permessi esecutivi per svolgere la due giorni di gare.
“Di solito questi permessi arrivano solo sette giorni prima della competizione ma quest’anno i tempi, a causa della situazione pandemica, sono stati anticipati”, spiega il presidente della società organizzatrice Tommaso de Mottoni che aggiunge come  “L’iter per ottenere questi permessi è stato ancora più lungo del solito, con la richiesta di ulteriori documentazioni e autorizzazioni rispetto alle scorse stagioni, interessando gli innumerevoli Comuni, Enti e Autorità (territoriali, sanitarie, sportive) coinvolte nella manifestazione. E’ stato inoltre fondamentale il supporto del Coni e dell’Aics Fvg. Arrivata l’ufficialità, ora possiamo concentrarci per lanciare ancora più forte il messaggio che si può correre e competere in sicurezza”.

Ben 8 le gare, per ogni livello di preparazione ed impegno: dai 16 km sulle bellissime Falesie di Duino affacciate sul Golfo di Trieste, a distanze sempre più lunghe: 21, 42, 57, 164 km su tracciati mozzafiato, sempre vari e mai ripetitivi. Inoltre c’è l’Adventure Race Ipertrail con 173 km a navigazione GPS.

Gli atleti che viaggiano verso o dall’Italia potranno partecipare con una delega speciale. Ma attenzione: atleti non significa turisti, atleta è colui che oltre ad essere iscritto riceve una nostra lettera di invito e completa tutta la procedura di autorizzazione!

Dal 17 al 20 Dicembre gli atleti non italiani per partecipare dovranno completare una richiesta di ingresso con numero di passaporto, numero di iscrizione, descrizione dell’itinerario di viaggio. Questo ci consentirà di emettere un documento ufficiale di invito che verrà allegato alla trasmissione della richiesta di ingresso in Italia all’Ufficio 3 della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria (Coordinamento USMAF-SASN). Gli atleti stranieri iscritti riceveranno una news il 16/12 ed il 17/12 il link verrà pubblicato in Race Guide. In seguito al completamento della pratica, verrà emesso un documento di viaggio.
La Corsa della Bora incarna con DNA Triestino, lo spirito ci accoglienza e multiculturalità che hanno fatto di questa città un melting pot unico dove nei secoli popoli e culture si sono incontrati. Con questo spirito, anche quest’anno, abbiamo messo voi, la vostra presenza e la vostra sicurezza al primo posto. Possiamo quindi dire non solo che “siete autorizzati” a venire, ma che siete i Benvenuti.
Sebbene l’Articolo 31 del nostro regolamento non preveda il trasferimento dell’iscrizione all’anno successivo, abbiamo deciso di andare in deroga e consentire a tutti gli atleti provenienti da suolo non Italiano di trasferire l’iscrizione all’anno prossimo o ad altre gare S1.

Quest’anno l’iter autorizzavo è stato molto complesso ed il controllo di tutte le autorità coinvolte è stato estremamente scrupoloso, con varie richieste di integrazioni ed approfondimenti. Non la viviamo come frustrazione da burocrazia, ma come serietà e tutela della salute da parte di chi controlla: ci hanno “messo sotto i raggi x” ed esaminato i protocolli e le autorizzazioni in ogni dettaglio.
Su suggerimento delle Autorità ci sarà una piccola modifica al percorso… dovremo togliere una cosa ma ne aggiungeremo un’altra molto bella! I dettagli dopo Natale.
Noi ci impegniamo molto, ma anche tu che parteciperai dovrai dare un segnale forte ed inequivocabile: ci si può divertire e competere in sicurezza. Il runner non è un criminale da inseguire con l’elicottero ed i droni, ma un cittadino responsabile che dà il buon esempio.
Partecipare quest’anno alla Corsa della Bora significa, in queste condizioni, dare un messaggio di speranza e responsabilità per il futuro. Un messaggio che esiste solo se ci sono due condizioni: il nostro lavoro nel massimo scrupolo ed un tuo comportamento corretto.

Stiamo lavorando per un’edizione all’insegna della sicurezza ma anche della leggerezza e della semplicità, cercando di fare necessità virtù e sperando che questa non sia un’edizione “così e così”,  ma sia la migliore di sempre.
Con un format nuovo di gara volto a ridurre a zero le attese e a garantire la massima flessibilità.
Quest’anno niente distribuzione pettorali nei negozi e negli hotel. Non possiamo distribuire titoli di gara a concorrenti che non abbiano completato lo screening pre-gara.
Dispiace a voi, e significa più lavoro per noi.
Chiediamo solo una cosa, forse la più difficile: leggete le istruzioni. Poche ma da seguire.

RIASSUNTO:

Iscriviti alla gara entro il 23/12

Completa il profilo inviando il certificato medico laddove necessario e accertati di poter accedere.
Dal 10 dicembre prenota il ritiro pettorale: prenota responsabilmente, pensa a chi viene da lontano. Se sei di Trieste scegli gli orari più scomodi.
Dal 23 dicembre prenota la navetta e l’orario di partenza.
A 72 ore dalla gara compila e scarica l’autodichiarazione.
Sii puntuale allo screening e ritiro pettorale, non si fanno eccezioni, la legge non ce lo consente!
Divertiti in sicurezza.
Le iscrizioni chiederanno il 23/12.

Il 29/12 si terrà una riunione con esame del Meteo, in caso di tempo favorevole la gara è confermata in data 2-3 gennaio. In caso di meteo gravemente avverso è spostata in uno dei due weekend successivi. Il nostro dispositivo di soccorso funziona ed è rodato anche in condizioni avverse, ma vogliamo minimizzare il rischio di dover intervenire. Inoltre, il numero ridotto di servizi post gara e zone al chiuso, suggerisce di prediligere condizioni meteo non proibitive.

In caso di spostamento data:

Tutte le prenotazioni, anche degli hotel convenzionati e delle navette saranno spostate in automatico. Non dovrai fare NULLA. Cambia solo la settimana.

 

APPENDICE NORMATIVA E RIFERIMENTI LEGALI

DPCM in vigore alla data della gara: DPCM 4 dicembre 2020

Articolo 1, comma 10 lettera e

Sono consentiti soltanto gli eventi e  le  competizioni  -  di livello agonistico e riconosciuti di preminente  interesse  nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano  (CONI)  e del Comitato italiano  paralimpico  (CIP)  -  riguardanti  gli  sport individuali e di squadra  organizzati  dalle  rispettive  federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno  di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero  all'aperto  senza la presenza di pubblico. Le sessioni  di  allenamento  degli  atleti, professionisti e non professionisti, degli  sport  individuali  e  di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla presente  lettera e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte  chiuse,  nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali,  discipline  sportive  associate  e  enti  di   promozione sportiva.  Il  Comitato  olimpico  nazionale  italiano  (CONI)  e  il Comitato italiano  paralimpico  (CIP)  vigilano  sul  rispetto  delle disposizioni di cui alla presente lettera;

NORMA CHE CONSENTE AD ATLETI E AL TEAM DI SUPPORTO DI VIAGGIARE IN ITALIA E VERSO O  DALL’ITALIA

Articolo 1, comma 10 lettera H

Al  fine  di  consentire  il   regolare   svolgimento   delle competizioni sportive di  cui  alla  lettera  e),  che  prevedono  la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari  di  gara,  e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l'ingresso in  Italia e' vietato o per i quali e' prevista la  quarantena,  questi  ultimi, prima dell'ingresso  in  Italia,  devono  avere  effettuato  un  test molecolare o antigenico per verificare lo stato  di  salute,  il  cui esito deve essere indicato nella dichiarazione  di  cui  all'art.  7, comma 1, e verificato dal vettore ai sensi dell'art. 9. Tale test non deve essere antecedente a settantadue ore dall'arrivo in Italia  e  i soggetti interessati, per essere autorizzati all'ingresso in  Italia, devono essere in possesso dell'esito che ne certifichi la negativita' e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per  gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono  autorizzati  a  prendere  parte  alla  competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in  conformita'  con lo specifico protocollo  adottato  dall'ente  sportivo  organizzatore dell'evento.

 
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13 dicembre 2020 - La prima impressione su questa manifestazione è netta: premiato il coraggio di ripartire, peraltro nel rispetto delle regole. Addirittura cresciuti i numeri dei partecipanti, 343 classificati nel 2019, 376 nel 2020. Cresciuta anche la qualità, se nel 2019 solo tre atleti maschi avevano terminato sotto i 70 minuti, questa volta ben dieci sono arrivati entro quel tempo. Situazione simile anche al femminile, con record del percorso, ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto oggi.

Gara uomini risolta solo nel finale, con il forte Italo Quazzola (Casone Noceto) che chiude con un ottimo 1:04:21, precedendo il sempre valido Renè Cuneaz (Cus Pro Patria) che torna a correre sulla mezza a buoni livelli, suo il tempo di 1:04:56. Terzo posto per Omar Bouamer (1:05:27).

Sesto posto e titolo di campione regionale per Dario De Caro (1:07:42, Cus Torino).

Tra le donne prevale Silvia Oggioni, forte atleta della Pro Sesto all’esordio sulla distanza, che con 1:15:46 fissa il nuovo record del percorso. Bene Sara Boggiato (Aeronautica Militare), seconda in 1:16:38. Terza Federica Frigerio (1:23:36, CUS Brescia).

Elisa Rullo (Cral Reale Mutua) è la nuova campionessa regionale, quinta in 1:25:59.

Alla fine sono stati 376 gli atleti che hanno terminato la gara; se la testa della gara ha prodotto riscontri tecnici di assoluto interesse, non meno importanti quelli delle varie categorie master, ecco alcuni esempi dei vincitori.

SF50, Simona Bolchini, Sport Project VCO, 1:31:22

SF 60, Cristina Frontespezi, Atl. Roata Chiusani, 1:38:47

SM55, Enrico Eula, Atl. Paratico, 1:20:36

SM 60, Antonio Zoppo, Dynamiyk Fitness, 1:21:25

Ovviamente contenti gli organizzatori del GS Torball Club e del Gruppo Podistico Trinese; il loro sforzo ed il loro impegno sono stati premiati. E’ bene evidenziare che per soddisfare le regole sanitarie tutto è stato più complicato, e anche costoso, dal punto di vista logistico. Bene anche il meteo, giornata fredda ma col sole dopo tanti giorni di pioggia.

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13 dicembre - A fine mattinata la soddisfazione era palpabile, tanto fra gli organizzatori che fra i quasi 400 concorrenti che hanno preso parte alla 14esima Mezza Maratona Terre d’Acqua, che a Trino Vercellese ha assegnato i titoli regionali Fidal di specialità. Soddisfazione per una prova podistica di altissima qualità e con numeri importanti, allestita in un periodo nel quale l’attività podistica è pressoché ferma e oltretutto con riscontri cronometrici di prim’ordine da parte dei due vincitori, Italo Quazzola e Silvia Oggioni, atleti più volte nel giro della nazionale.
Merito non solo degli organizzatori del Gs Torball Club e del Gp Trinese, ma anche del Comune di Trino Vercellese, che ha fortemente voluto la disputa della gara per mandare un messaggio di speranza.

Pur essendo campionato regionale, la prova vercellese ha avuto tantissime presenze anche da altre regioni, addirittura dalla Romania con Stefan Julius Gavril indicato alla vigilia come il favorito ma alla fine rimasto fuori dal podio, a causa della fuga messa in piedi da Italo Quazzola (Atl.Casone Noceto), René Cuneaz (Cus Pro Patria Milano) e Omar Bouamer (GP Parco Alpi Apuane). I tre sono rimasti sempre molto vicini, ma nel finale Quazzola ha allungato per vincere in un probante 1h04’20”, con 35” su Cuneaz e 1’07” su Bouamer. A Gavril il quarto posto, staccato di 1’49”. Il titolo regionale è andato a Dario De Caro (Cus Torino), sesto in 1h07’42”.

Di rilievo ancor maggiore la prestazione tecnica di Silvia Oggioni (Atl. Pro Sesto) che a 25 anni ha fatto il suo esordio sulla distanza dopo aver vestito la maglia azzurra nel cross e sui 3000 siepi. Un esordio bagnato da un’ottima prestazione, 1h15’45” che lascia intravedere per lei un futuro nella specialità e, chissà, anche sulla maratona. Seconda la rappresentante dell’Aeronautica Sara Brogiato in 1h16’37”, terza Federica Frigerio (Cus Genova) in 1h23’35”. Prima piemontese è giunta Elisa Rullo (Cral Reale Mutua Assicurazioni) quinta in 1h25’59”.

Hanno concluso la prova in 378, un numero notevole grazie anche a una giornata fredda ma pallidamente assolata, anche questo un “unicum” visto il maltempo abbattutosi nel weekend al Nord come al Sud. Era destino che la mezza di Trino avesse successo, con l’augurio che il prossimo anno i numeri siano maggiori, soprattutto senza le restrizioni e l’ansia di questi tempi.

[Fabio Marri] Al tempestivo comunicato di Gabriele Gentili aggiungo le impressioni di podista-turista (nel senso che ho corso ad andatura turistica dopo essermi allenato per ben due ore e 10 in tutta la settimana, ma sono venuto a Trino anche con intenzioni di visitare una terra che avevo rapidamente attraversato mezzo secolo fa).

Anzitutto, l’elogio al coraggio di organizzare: nel discorsino che ha preceduto le premiazioni, il sindaco della cittadina ha accennato a minacce o quanto meno a fervorini moralistici sul tipo di “ma non vi vergognate a correre e far correre mentre la gente muore?”. Se allargassimo questo discorso ai massimi sistemi, non dovremmo più usare l’energia elettrica dopo il disastro del Vajont, né andare in autostrada dopo i caduti dal ponte Morandi. Sono morti Maradona e Rossi, ma si gioca a calcio più che mai: perché devono fermarsi i podisti, se rispettano tutte le norme prudenziali, e anche di più? Si tiri fuori una sola gara podistica della seconda metà del 2020 da cui siano usciti dei contagiati di gruppo.

Malgrado le solite reprimende dello squalificato personaggio che Dante ci invita a chiamare “il falso Sinone da Troia”, dalle gare che più di tutte ha tentato di osteggiare (Pescara e Andora) non è venuto fuori nessun focolaio: e sono onorato di aver partecipato a entrambe (come pure all'altra maratona di Ponte Buggianese), di esserne uscito sano, come sono convinto che uscirò sanissimo pure da Trino (un’altra falsità messa in giro ultimamente dal falso Sinone era che i podisti che hanno corso durante gli ultimi mesi ora non protestano più per le restrizioni perché sono tutti malati); oppure, se mi ammalerò, sarà per tanti altri contatti ‘pericolosi’ extrapodistici.

“E se licito m’è, o sommo Giove” (sempre per danteggiare) tocco brevemente un altro argomento che è servito come scusa agli organizzatori di gare, seppure autorizzate a livello nazionale: il divieto di pubblico ad assistere, divieto in base  al quale non si corre per le strade, oppure si corre su circuitini chiusi con poche decine di privilegiati, e pazienza se i campioni italiani M 50 o ultra non possono difendere i loro titoli perché non stanno sotto le 2:45 in maratona. Mi ripeto: il divieto di partecipazione di pubblico è stato emanato pensando alle gare negli stadi o peggio ancora nei palasport (il sommo presidente della regione Emilia-Romagna, a cui va comunque il mio plauso per il buon senso che spesso gli riesce di esprimere, aveva autorizzato ben 1200 spettatori alle gare di pallavolo, e vagheggiava l’idea di riempire gli stadi del calcio per almeno un quarto della capienza), queste sì possibili fonti di contagio: per non parlare dei mezzi pubblici pieni all’80%, 63 ragazzotti sul bus scolastico… Ma non si propaga certo l’infezione se la gente, rispettando le dovute distanze, sta ai lati della strada a veder passare dei podisti; tanto più che in queste settimane sono quotidiane le scene di gente che va per strade e piazze per farsi i fatti propri, specialmente in compagnia.

In questi 21 km di Trino confesso di aver visto in totale… quattro spettatori, nell’abitato di Costanzana dove si faceva il giro di boa: due uomini erano davanti a casa propria, a sistemare il cortile o il giardino (senza mascherina, orrore!), e quando noi passavamo ci salutavano. Due giovani signore invece erano (con mascherina) a uno slargo in corrispondenza di una curva ad angolo retto, e facevano proprio da spettatrici plaudenti: le ho elogiate per questa violazione di un codicillo insensato o comunque mal interpretato.

Per il resto, la corsa si è snodata nella massima regolarità: consegna pettorali dopo misurazione della temperatura (stavo a 35°, dite che sia abbastanza per correre?) e sanificazione; spogliatoi in una palestra molto ampia, con sedili  distanziati, servizi e acqua calda ma (secondo legge) senza docce; partenze in tre scaglioni a distanza di 5 minuti, assenza di traffico automobilistico lungo il percorso, abbastanza nervoso con saliscendi specie nei primi e ultimi 5 km, e visioni stupende nella prima parte sul gruppo del Rosa. Ristori solo con bottiglie d’acqua sigillate; al traguardo, ancora acqua e dei dolcetti caratteristici, consegnati in sacchetto individuale (mi sono poi permesso un pranzo coi fiocchi, dalla paniscia alle lumache, in un magnifico ristorante della periferia ricavato da un convento).
Classifica fatta combinando il responso dei chip con le schede dei giudici d’arrivo (tra cui l’antica e stravagante maratoneta torinese Marinella Satta); magari, se un tappeto di rilevamento fosse stato collocato alla partenza, si sarebbero pareggiate le partenze distanziate di ogni gruppo (grosso modo atleti a tre metri l’uno dall’altro, dunque 10/15 secondi di svantaggio per gli ultimi); e se fosse stato al giro di boa, avrebbe evitato qualsiasi tentazione di accorciare il percorso (honni soit qui mal y pense).
Se aggiungiamo poi le 1300 fotografie di Arturo Barbieri, direi che siamo al top (senza togliere meriti a Roberto Mandelli, che ha partecipato ai lavori adattando tre foto per questa copertina), e che questo campionato piemontese sia stato festeggiato al meglio.
E chissà che, coraggio dopo coraggio, a Trino pensino di riproporre la maratona, come si fece per qualche anno, valorizzando ancor più queste “terre d’acqua”, riscattate nel medioevo dai monaci, e ancora ossigenate dal bosco della Partecipanza, riserva naturale che nasconde la chiesa monumentale dedicata alla Madonna della Vigna, e da salvare al pari dell’ambiente attorno.

 

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Valeria Straneo (Laguna Running), dal 2018 allenata da Stefano Baldini, nel 2012 stabilisce le migliori prestazioni italiane in mezza maratona e maratona: il 26 febbraio chiude la Roma-Ostia, valida anche come Campionato Italiano assoluto, in 1h07'46"; il 15 aprile chiude la maratona di Rotterdam in 2h23'44".
Ha partecipato a due Olimpiadi per la maratona: 7^ classificata nel 2012 a Londra in 2h25'27'', e 13^ nel 2016 all’età di 40 anni, a Rio dei Janeiro 2h29'44". Ora sta cercando di fare il minimo per le Olimpiadi di Tokyo. Il prossimo 6 dicembre parteciperà alla maratona di Valencia “solo élite” per cercare cioè un tempo sotto le 2h29’30”.

http://podisti.net/index.php/notizie/item/6694-maratona-di-valencia-solo-atleti-elite-anche-qui.html

Ha 44 anni ma nulla le impedisce di trasformare il suo sogno in realtà, continuando ad allenarsi seriamente e duramente così da ottenere ancora risultati prestigiosi, come nella mezza maratona agli ultimi campionati mondiali del 17 ottobre scorso a Gdynia in Polonia, in 1h11”39’.

http://podisti.net/index.php/cronache/item/6607-gdynia-pol-mondiali-mezza-maratona-kiplimo-e-jepchirchir-con-record-del-mondo.html

Approfondiamo la conoscenza di Valeria attraverso alcune domande.

Cosa toglie e cosa dà lo sport?Per me che comunque lo faccio come professione, toglie sicuramente tempo ad altre cose, ma come un lavoro normale che comunque adoro. Mi dà molto di più rispetto a quello che toglie, perché ovviamente è la mia grande passione e dà tantissime soddisfazioni. Mi dà anche la carica per affrontare meglio le giornate, perché comunque per me lo sport, nonostante che sia un lavoro, è una valvola di sfogo molto grande, e lo farei a prescindere”.

Bella questa testimonianza: nella vita bisogna fare scelte e lo sport è un’ottima scelta, un orto importante da coltivare; nel suo caso è diventato un ‘lavoro’, con la possibilità di allenarsi ottenendo risultati prestigiosi oltre ai tantissimi benefici che si ottengono, come lo sfogo e la ‘carica’.

Quali sono i tuoi allenamenti più importanti e decisivi?Sono i lunghi. Sono maratonetal per cui è assolutamente fondamentale che io faccia i lunghissimi dai 30 ai 40km. Ovviamente si parte sempre con un po' meno di chilometri, per esempio se devo iniziare la preparazione parto da 25km poi 32, 35 e arrivo fino a 40km. Anche i medi o le ripetute lunghe, quindi 3.000, 4.000 e 5.000, che patisco tantissimo però ti danno il ritmo gara e quindi diventano assolutamente fondamentali”.

Per eccellere bisogna simulare il più possibile la gara, bisogna adattarsi gradualmente alla fatica, e i migliori allenamenti sono quelli di lunga durata, quasi quanto la maratona, per capire fino a che punto ci si può spingere, cosa si incontra dopo un certo chilometraggio, come affrontare le crisi che arrivano; ma sappiamo che bisogna aspettarle, accettarle e saperle gestire. Inoltre le ripetute lunghe sono un altro duro allenamento che produce i risultati in gara: si tratta di ripetute di più chilometri a ritmi sostenuti per abituare la gamba a persistere nella fatica, nello sforzo a una certa velocità.

Ora quali sono i tuoi obiettivi?A breve termine sono la maratona di Valencia il 6 dicembre, che è un po' particolare in quanto è solo per atleti élite, non è una ‘mass race’; per cui anche il percorso sarà leggermente diverso dal solito, dunque cercherò di correre sotto il minimo per le olimpiadi di Tokyo. Perché un obiettivo in grande in tutti i sensi è far la mia 3^ olimpiade il prossimo anno”.

Un obiettivo molto sfidante per Valeria ma fattibile se continua a far bene, ad allenarsi duramente e a gareggiare al meglio delle sue possibilità. Ha dimostrato in passato più volte di avere i numeri giusti e le carte in regola per poterlo fare correndo mezze maratone a tempi eccellenti, sotto 1h10” la mezza maratona e sotto le 2h25’ la maratona. Ora si tratta di fare ancora uno sforzo avendo dalla sua parte tantissima esperienza e l’adattamento alla fatica e alle prove dure, dopo partecipazioni a olimpiadi, campionati mondiali e gare internazionali come la maratona di New York.

Quali sensazioni sperimenti in maratona?Le sensazioni sono diverse: concentrazione massima, perché io sono molto distratta ma quando sono in gara penso solo a quello e sono molto focalizzata sulle sensazioni, su quello che il mio corpo mi dice; sto molto attenta a prendere i ristori, a “stare dentro la gara” al 100% malgrado sensazioni anche di fatica estrema. 42 km sono lunghi, non sempre va tutto liscio; so pure di dover far fronte a periodi bui, dove davvero mi ci vuole tantissima concentrazione. A volte le sensazioni non sono belle, è invece bellissima la sensazione di tagliare il traguardo se la gara è andata bene come ti aspettavi: allora la gioia è immensa, ma resta comunque una gioia essere arrivata in fondo”.

L’atleta, in tante fasi di allenamento e di gare, attraversa sensazioni ed emozioni varie e difficili; ma bisogna sapersi organizzare e presentarsi pronti, efficienti, efficaci, sicuri al momento della gara che può riservare brutti scherzi, ma si deve avere la consapevolezza che non è la prima volta, si è saputo gestire tante situazioni, e questa volta si farà bene come le altre.

Cosa consigli a chi … predilige il divano?Consiglio appunto di farsi forza per i primi minuti, perché sono quelli più difficili: una volta che si comincia a fare sport, dopo l’attività fisica si sta veramente benissimo, è una sensazione impagabile. Basta provare, perché poi ci si assuefà e non si può fare a meno di muoversi: il corpo sta veramente meglio se è in movimento”.

Questi sono i messaggi che dovrebbero trasmettere in TV, sui social, in radio, su giornali e riviste, in luogo di messaggi allarmanti e di paura. Basta provare, crederci e insistere e poi i benefici sono tantissimi: certo per Valeria lo sport è diventato un lavoro redditizio, e nemmeno se lo sarebbe aspettato, ma per tutti lo sport fa bene e crea benessere e benefici.

Come stai affrontando e superando il periodo COVID 19?Adesso come adesso a me non ha cambiato molto la vita perché comunque riesco a fare i miei allenamenti tutti i giorni, spostandomi di una decina di km perché di solito i luoghi dove vado a correre non sono sotto casa; ma per fortuna devo fare brevi tragitti. E’ stato un problema quando ci hanno tappati dentro, e gli spostamenti erano molto più difficili; adesso non mi sto quasi accorgendo di essere in lockdown anche perché non esco fuori la sera, non frequento bar o ristoranti, sono troppo stanca:  la sera vado a dormire. La sola cosa che mi pesa adesso è che dovrò andare in Spagna e fare un tampone nelle 72 ore, è un casino tremendo trovare un laboratorio che ti garantisca il risultato in 72 ore, ho telefonato ad alcuni laboratori e te lo danno dopo 6-8 giorni che è tantissimo: questo è il problema più grosso, gli spostamenti lunghi, non la quotidianità. Speriamo che vada tutto bene perché altrimenti non so come farò a raggiungere la Spagna, senza appunto il tampone fatto nelle 72 ore; ma io sono ottimista, ce la faremo”.

Purtroppo bisogna stare alle regole, ma c’è sempre una soluzione e ci si organizza per fare tutto anche mentalmente, senza paura di nessun muro od ostacolo, per risolvere tutto restando fiduciosi e ottimisti.

Quali sono le tue consapevolezze ora?Ho consapevolezza di essere alla fine della mia carriera sportiva e quindi voglio cercare di dare il massimo in questi ultimi appuntamenti che mi trovo a poter fare: quindi la maratona di Valentia, sperando di fare poi le Olimpiadi. Ho però anche la consapevolezza che è tutto molto campato per aria, puoi programmare quanto vuoi ma la natura ha il sopravvento e bisogna cambiare i piani”.

Cosa intravedi per il fine carriera?Spero di rimanere sempre nel mondo dello sport, magari diventando allenatrice visto che nella mia città non ci sono molti allenatori, soprattutto per gli amatori, e sono in tanti a chiedermi se sono disponibile per allenarli!”.

Forse è presto, meglio stare focalizzati sulle prossime Olimpiadi…

Cosa consigli ad atleti e allenatori per affrontare le competizioni serenamente? “Non saprei perché tutti siamo diversi. Io non sono per niente ansiosa, me la vivo bene senza l’imperativo assoluto di fare il risultato, la prendo un po' più di distacco e divertimento; ma non con leggerezza, perché comunque, essendo anche il mio lavoro sono pienamente consapevole che è importante e che non è solo divertimento. Però mi dico sempre che se va male non muore nessuno, non è una questione di vita o di morte, ma è solo una gioia se riesci a raggiungere obiettivi. Per cui secondo me l'allenatore non deve creare pressioni su una gara, ma piuttosto stemperare la tensione e far divertire i ragazzi. È fondamentale che comunque una persona si diverta nel fare sport e competizioni, che non veda solo un obbligo di andare forte: non sempre si riesce a dare il massimo purtroppo, però non si deve pensare che se la gara va male ci buttiamo dal ponte, contestualizzarla appunto in un contesto più di gioco, di svago, non come una questione vitale”.

Cosa consigli alle bambine e alle istruttrici in questo periodo di pandemia?Consiglio alle bambine e anche a chi deve insegnare in questo periodo, assolutamente di non abbattersi e continuare comunque nel rispetto delle regole, di allenarsi e di trovare modi alternativi anche di allenamento. Per esempio mia figlia fa ginnastica artistica: ovviamente non può andare in palestra per cui fanno lezioni online dove sono tutti insieme e fa esercizi in casa. Non ha attrezzi, non ha nulla, però fanno più di un’ora di ginnastica alternativa: nel rispetto delle regole si può, e non bisogna perdersi d'animo, perché poi riaprirà tutto e quindi non dobbiamo trovarci impreparati”.

Concordo: in questo periodo gli adulti sono di riferimento per i più piccoli che devono continuare a giocare, divertirsi, studiare e fare sport in un modo diverso, in un modo adattato e con il sostegno, la fiducia, la flessibilità e la resilienza di insegnanti, istruttrici, educatori.

 
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Lo comunicano il GP Trinese e l’Asd Non Vedenti Torball confermando il regolare svolgimento della 14^ edizione della mezza maratona, che sarà campionato regionale FIDAL, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie in vigore che prevedono - è bene ricordarlo - partenze scaglionate, obbligo di indossare la mascherina per i primi 500 metri di gara e subito dopo l’arrivo. I partecipanti avranno a disposizione ristori idrici con bottigliette d’acqua chiuse al 5°, 10° e 15° km.
Iscrizioni, online su SIGMA Piemonte, entro il 10 dicembre al costo di 21 euro
Informazioni su www.facebook.com/mezzamaratonaterredacqua oppure telefonando a Asd Torball Club tel. 0161.829395 / 338.6108290

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Chissà se ci vuole più coraggio o incoscienza a pensare alle gare nel 2021, con tutti i segnali negativi di questi tempi. Ebbene io voto senza riserve la prima opzione, e applaudo al coraggio di chi vuole ripartire, di chi pensa che questo incubo finirà e si potrà tornare a vivere normalmente. E correre.

Ecco il comunicato degli organizzatori di questa maratona alpina 

Bressanone, 11 novembre 2020 – Dopo un anno di pausa forzata, sabato 3 luglio 2021 torna la Brixen Dolomiten Marathon. Al rinomato evento altoatesino di corsa in montagna nella città vescovile, tra le possibilità di scelta per gli appassionati di corsa non c’è soltanto la classica distanza di 42,2 chilometri su un dislivello di 2450 metri: anche il LadiniaTrail (29 km/1852 m di dislivello) e il Dolomites Ultra Trail (84 km/4728 m) completano un’offerta adatta a tutti i podisti.

Dopo un anno d’arresto in buona parte del mondo della corsa, la comunità dei podisti arde dal desiderio di tornare a correre nel 2021. Lo stesso fervore c’è anche tra gli organizzatori della Brixen Dolomiten Marathon che, nell’undicesima edizione della classica altoatesina di corsa in montagna, si affidano all’esperienza. Il cuore dell’evento rimane il percorso della maratona su quasi 2500 metri di dislivello, percorso dai partecipanti più veloci in circa tre ore e mezza. La Brixen Dolomiten Marathon può però essere corsa anche da staffette composte da due o quattro persone. Proprio questo entusiasma molte famiglie e diversi gruppi di amici che vogliono affrontare i 42,2 chilometri assieme e che per mesi si preparano intensamente a questa sfida.

Un po’ più breve – con un percorso di 29 chilometri e un dislivello di 1852 metri – è il LadiniaTrail, inserito per la prima volta tra le proposte nel 2019. È particolarmente adatto alle podiste e ai podisti che vogliono avvicinarsi a distanze più lunghe. “Il LadiniaTrail si svolge su strade forestali e sentieri, ma anche su salite alpine attraverso paesaggi montani unici, d’impareggiabile bellezza. Dal punto di vista tecnico questo percorso non è eccessivamente impegnativo e può essere affrontato in ogni caso anche da principianti”, affermano gli organizzatori.

Il Dolomites Ultra Trail è solo a coppie.

Chi invece cerca una gara davvero impegnativa ed avvincente il Dolomites Ultra Trail è la scelta giusta: da un lato per la lunghezza di 84 chilometri e per il dislivello di quasi 4800 metri. Ma anche l’orario di partenza, un minuto dopo mezzanotte, e la conseguente corsa nella notte profonda rappresentano una vera sfida per le atlete e gli atleti. Questo è anche un motivo per cui il Dolomites Ultra Trail deve essere percorso a coppie.

L’11 novembre alle ore 11.11 gli organizzatori dell‘ASV Brixen Dolomiten Marathon hanno aperto le iscrizioni per le gare sulle diverse distanze. “Ogni giorno in questo periodo, per via della pandemia di Coronavirus, ci arrivano delle cattive notizie. Con l’apertura delle iscrizioni abbiamo voluto contribuire con un’informazione positiva. Siamo fiduciosi che entro la prossima estate la situazione sarà normalizzata e la Brixen Dolomiten Marathon si potrà svolgere come da programma”, spiega il presidente del comitato organizzatore Christian Jocher.

Ci si può iscrivere sul sito www.brixenmarathon.com. Entro il 31 dicembre la quota d’iscrizione alla Brixen Dolomiten Marathon ammonta a 69 euro per i singoli partecipanti, a 90 per le staffette da due e a 140 per quelle da quattro frazionisti. Il costo per il LadiniaTrail è di 45 euro, mentre la quota per ciascuna coppia del Dolomites Ultra Trail è di 180 euro. “A Natale ci sarà una grande sorpresa”, aggiunge Jocher. Tra l’altro le iscrizioni per l’edizione 2020 vengono spostate automaticamente sull’edizione 2021. “Se ci sono degli atleti che non possono partecipare nel 2021, offriremo una ‘borsa’ dei pettorali, dove avranno la possibilità di cedere il proprio pettorale ad altri concorrenti interessati. Purtroppo noi organizzatori non possiamo restituire la quota d’iscrizione”, conclude il comitato organizzatore.

 

 

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 8 novembre - La corsa era stata programmata inizialmente per il 29 febbraio, inizio dei nostri guai. Spostata adesso (in un momento che rischia di ripetere il già visto) per quanto mi concerne comincia da questi scambi di messaggi col modulo “contatti” dei Runrivierarun, giovedì 5 novembre; le sollecite risposte sono del presidente Luciano Costa, che così mantiene la promessa, indicata sul sito, di essere disponibile 24 ore al giorno.

- Salve, confermate che domenica la gara si farà? Qualcuno scrive che è stata annullata. Eppure le iscrizioni sembrano ancora aperte. Come va con quelli che vengono da fuori Liguria?

-Buonasera, chi scrive che é stata annullata? E dove? Ad oggi é confermata, anche se dobbiamo attendere la lettera del Coni, da DPCM di ieri, che attesti (la Fidal lo ha già fatto) che la gara é nazionale (da ieri nel DPCM sono cambiate le competenze). Dal Piemonte e dalla Lombardia chiaramente non possono venire, é penale. [infatti gli iscritti sono stati avvisati che “per rispettare il DPCM del 3 novembre, quindi la legge, e per non incorrere voi nel Penale, gli atleti provenienti dalle aree rosse e arancioni non possono partecipare. Spiace comunicarlo, ma anche per rispetto del Comune di Andora, dobbiamo seguire le direttive del DPCM”].

- Che sia annullata lo scrive un famigerato blog di Fb, e vi prende anche per i fondelli (“Fate un bel CIAONE a Ultrandora Run. Io lo avevo detto, eh: #CIAONEEEE”) Scusa, dall'Emilia non si può venire? noi siamo zona gialla, dipende se si può entrare in Liguria.

- Dall'Emilia potresti venire, perché anche noi siamo Area Gialla e le iscrizioni si chiudono domani sera alle 24, ma, come ti dicevo, dobbiamo attendere la lettera del Coni. Ecco il punto e) di ieri che ha completamente cambiato ciò che vi era scritto nei precedenti: “sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni ‒ riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) ‒ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.
Entro domattina dovremo, per forza, uscire con una comunicazione su fb.

- Grazie. Infatti anch'io sto rileggendo il testo del DPCM, e sapendo che la vostra gara è nazionale mi sembrava che ci fosse spazio. Sebbene ci siano dei cavilli pazzeschi per cui... All'inizio pareva che la Liguria fosse arancione: ma se è gialla la Campania...

- Se hai letto il DPCM, vedrai, come ti ho scritto sotto, che la competenza é passata al Coni e non più alle Federazioni. La comunicazione deve arrivare dal CONI perché non possiamo andare contro ad un DPCM.

Il venerdì a mezzogiorno ecco il messaggio sintetico: Noi confermiamo. Lo apprende anche il personaggio del suddetto blog (che, approssimandosi il centenario dantesco, si candida quale erede del “falso Sinon greco di Troia”, condannato nelle Malebolge tra i “falsatori di parole”), e schiuma rabbia mista a minacce: “Ci dicono che Ultrandora si farà.. Stavolta prima ve la faccio fare [bontà sua, l’Onnipotente ve la lascia fare!] poi faccio formale richiesta agli atti: voglio vedere l’autorizzazione, voglio vedere il pagamento ANTICIPATO degli straordinari ai Vigili Urbani…” e via minacciando, chiamando pure in causa i “molti amici dalle tue parti: non ci metto niente a farmi fare una formale richiesta di accesso agli atti” (il suo vicino di casa Roberto Saviano, come definirebbe uno che chiama in causa gli “amici” per ottenere quello che un comune cittadino farebbe fatica ad avere?).

Basta, smettiamo col “tanto leppo” di Sinone (Dante). C’è tempo fino a mezzanotte per iscriversi, e così faccio, per almeno tre ragioni: è l’unica gara in Italia (se c’era Ravenna sarei andato là, lo dico sinceramente) – l’impegno degli organizzatori merita riconoscimento - mi punge curiosità di vedere se alla fine prevarrà lo scrupoloso rispetto della legge o (diciamolo ancora con Dante), “la lingua  e l’acqua marcia che ‘l ventre inanzi a li occhi sì t’assiepa”.  
Mettiamoci allora in viaggio verso Andora: che per me era solo un nome, legato al mondo del calcio: ad Alessandra Massabò, vigorosa attaccante del Modena femminile, serie A anni Ottanta (e bella donna, il che non guasta); e a Riccardo Gagliolo, il difensore “vichingo” di Carpi e Parma in serie A. E ora si materializza grazie al podismo, dopo un viaggio attraverso autostrade deserte e autogrill vuoti (ma solo in autogrill puoi mangiare: arrivato ad Andora dopo le 18,30, trovi qualche luce accesa nei bar e ristoranti, ma tutto chiuso, anche alla Creuza de mà, e nessuno per strada).
Nessuno, tranne nella zona del porto, dove Luciano Costa e due sue collaboratrici lavorano per sistemare tutta la zona del ritrovo, “e s’affretta e s’adopra di fornir l’opra anzi al chiarir dell’alba” (questo non è Dante, lo dico agli adoratori di quel certo blogger). Due file di tavoli al coperto vengono apparecchiate con tutto quanto servirà a ciascuno dei podisti, messi in ordine di pettorale: gel, mascherina, guanti, gli abbondantissimi ristori individuali da usare l’indomani, persino una boccetta di profumo detergente. Ognuno ha la sua sedia numerata e il suo spazio accessibile da entrambi i lati.
E mentre noi podisti curiosi andiamo a dormire (“lo sai che sono già arrivate tre denunce preventive?” Ah bè, si bè), nel porto di Andora si lavorerà tutta la notte, e quando al mattino apriremo le finestre di via della Pineta, sotto un cielo che pian piano si pulirà, vedremo l’allestimento ormai completo, e i primi atleti in mascherina che arrivano, invitati come prima cosa a igienizzarsi le mani, poi a farsi misurare la temperatura (l’ho a 36°4, quasi la febbre!), a firmare il modulo di autocertificazione e a prendere possesso del proprio stand. Più di così non so cosa si possa fare; e più sicuri di così non so cosa si possa pretendere.

La gara è stata anche anticipata alle 9, questo perché i partecipanti alla 12 ore non abbiano poi difficoltà col rientro, dato il cervellotico divieto di circolare dopo le 22,30. Certo che gli amici influenti potrebbero pur sempre denunciare l’organizzazione perché, siccome la gara finisce dopo le 18,30 e gli atleti troveranno sempre dei ristori, si incorre nella distribuzione di cibo dopo ‘o coprifùoco. E, permanendo il divieto di spettatori alla gara, siccome dalle barche ormeggiate nel porto turistico qualcuno ci saluta (orrore, anche a 8 metri soli di distanza!), stiamo in gontravvenzìone… Avandi, avvogati!

È campionato italiano, anche se la partecipazione purtroppo è prevalentemente locale: io penso a don Gregorio Zucchinali, patron della IUTA, impossibilitato a spostarsi per una manifestazione che ha fortemente voluto; e penso a Mihaela Englaro, la bulgara di Concorezzo, che avrebbe avuto i numeri per andare sul podio, o alla supercampionessa Francesca Canepa, pure iscritta. Mi spiace per loro e tanti altri; anche il campionato di calcio si sta giocando con squadre talora dimezzate, eppure non cessa di essere valido per l’assegnazione dello scudetto; così come le Olimpiadi di Mosca e Los Angeles assegnarono medaglie ‘vere’ sebbene mancasse mezzo mondo. Che dobbiamo fare: metterci tutti a letto in attesa che passi ‘a nuttata?

Invece si parte (distanziati e con mascherina per i primi 500 metri), e con noi parte il consigliere comunale Ilario Simonetta, pettorale 235 delle 6 ore, che supererà i 55 km piazzandosi 12° assoluto, poi partecipando alle premiazioni (lui stesso premiato come secondo degli M 55): ecco i politici che mi piacciono.
Il tracciato è di 2 km, ricavato sui due bracci del porto, con giri di boa ovviamente dove la tenaglia del molo si apre al mare. Bello, con viste sull’acqua da un lato, sulla boscosa collina di Andora dall’altro, sugli altri paesini abbarbicati ai pendii, appena più in là. Quanto alla misurazione, aspetteremo oltre un’ora dopo lo scoccare del tempo perché i giudici Fidal abbiano rifatto tutto il giro con la rotella metrica assegnando a ciascuno il suo chilometraggio esatto.

Non siamo molti, ma inanellando i giri impariamo a conoscerci, e le battute non mancano per nessuno: spicca il bel gruppo giovane di Arenzano, ragazze tutte bionde, e se una si ferma per andare alla toilette le altre rallentano per aspettarla. Quella che vediamo più spesso è la candidata al successo, Virginia Oliveri da Varazze, che mantiene le attese coprendo 68,700 km e piazzandosi terza assoluta dietro il primo, Alessandro Civitiello che sfiora i 75 km, e il secondo uomo Davide Giribaldi con quasi 69 (le sei ore mi fermano giusto di fronte a Virginia, ma lei ha dieci giri di vantaggio!).

Naturalmente la nostra ammirazione e gli incitamenti vanno agli “eroi” delle 12 ore, a cominciare da Pablo Barnes (pure lui Varazze) che vincerà compiendo 65 giri e rotti (130,3 km), 16 km davanti a Diego Di Toma tesserato Bergamo Stars.
Tra le donne vince Sonia Lutterotti, atleta vegana F 55, sfiorando i 96 km; 8 km in più di Gabriella Lavezzo; mentre terza arriva una delle concorrenti forse più lontane, Adele Rasicci, insegnante d’arte dall’hinterland ferrarese, i cui occhi alla Liz Taylor sono ben noti agli ultramaratoneti (era stata persino a Faenza otto giorni prima nella speranza di correre la 6 ore della Birra). Nei nostri frequenti colloqui da sorpasso o da incrocio (per l’esattezza, nelle prime 6 ore siamo a pari giri), mi parla del suo zio di Ortona, il poeta Ranalli discendente di una antichissima famiglia abruzzese, e mi dice di dedicare questa gara all’ambiente in pericolo (sia pure ammettendo che qui ad Andora l’ambiente non ha subito la “rapallizzazione” del resto della Liguria marina).

È tempo di chiudere: noi mezzi-lunghisti depositiamo il chip Wedosport nel luogo esatto dove ci ha sorpreso lo sparo finale e aspettiamo il responso, facendo intanto il tifo, dai nostri stalli, per i compagni che procedono: io in particolare per Marco Serci, che parte e arriva camminando, e Barbara Cosma, che ogni tanto invece va di corsa e chiuderà a 67 km, più o meno come da pronostico.

Tendone delle premiazioni dove accedono solo i tre di ciascun podio, e chi li premia, dopo misurazione della temperatura e indossamento della mascherina. Che sorpresa: mi scopro campione italiano della categoria più vecchia, e con rossore per la modestia del chilometraggio dedico questa vittoria (ricoprendomi la bocca con mascherina avuta in omaggio alla maratona di Pescara) a Paolo Gino, presidente del Club Supermaraton, e ad Enrico Vedilei, entrambi scippati dal destino e dalla volontà umana di una gara cui avevano dedicato ogni sforzo.

Anche in nome loro, oggi ad Andora, we-do-sport.

 

 
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25 ottobre – Questa domenica ci sentiamo un po’ come i partecipanti alla maratona verdiana del 23 febbraio, temendo che possa essere l’ultima volta, prima di un lungo lockdown (quello che i politici negano a parole e istituiscono nei fatti).
Vedo che alla Ecomaratona di Alba, fortemente limitata dagli organizzatori che avevano stabilito un tempo massimo tale da scoraggiare la più parte del nostro mondo, in 69 hanno finito la 42 km (compresi gli 8 che oltre il tempo massimo ci sono comunque andati), e in 215 la mezza.

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6644-alba-cn-11-ecomaratona-e-maratonina-del-barbaresco-e-del-tartufo-bianco.html

A Ponte Buggianese, località presumibilmente sconosciuta ai non toscani (pochi km a ovest di Montecatini, recuperata da un’antica palude nella quale si è corsa la non competitiva di 10 km, vedi foto 11), le ore concesse erano 8, e ci si poteva iscrivere fin la mattina della gara, ragion per cui molti reduci da Pescara di domenica scorsa si sono incamminati fiduciosi verso il circuito “Alfredo Martini” (1921-2014, ciclista dei tempi eroici, compagno di squadra di Coppi, maglia rosa al Giro del 1950 dove finì terzo dietro i supercampioni Koblet e Bartali… quando c’era anche Totò; poi commissario della Nazionale, che portò ai successi mondiali di Moser Saronni Bugno e non solo).
Il giorno prima era piovuto, il cielo era ancora imbronciato e la temperatura sotto i 10 gradi (diventeranno 19 nelle ultime ore di corsa quando un sole velato ci sovrasterà e il vento si farà più forte al punto da far cadere alcune transenne).
Per fortuna, nessun pubblico amministratore aveva preso alla lettera i diktat terroristici, improvvisati (ma in quale repubblica di Bananas si fa un decreto alla settimana che contraddice il precedente?) e antisportivi, che già erano stati firmati ma sarebbero entrati in vigore solo da lunedì; anzi, il sindaco della località era presente ed ha partecipato all’allestimento, che anzitutto esibiva il rigoroso rispetto delle misure anti-Covid (ingresso contingentato - foto 4-5 -, mascherina fino a dopo il via - foto 9 - , gel preliminare sulle mani, misurazione temperatura, autocertificazione, distanziamento nella pista fino alla partenza per scaglioni, coi nostri numeri di pettorale marcati sull’asfalto). Originale la consegna ad ogni atleta di un cartone numerato, contenente il ristoro da disporre sul tracciato e accessibile solo dallo stesso (radiocorsa alla fine diceva di un corridore che andava a frugare nei cartoni degli altri; se fosse vero bisognerebbe proprio essere morti di fame: a me è sparito un bicchiere, già usato in un paio di passaggi!): acqua, cola, banana, cornetto, cioccolato, gel, birra analcoolica; bottigliette supplementari di acqua erano disponibili in zona traguardo.
Discreto anche il pacco gara, inclusivo di una felpa di valore, anche oltre le 70 garantite dal regolamento; efficiente la segretaria (la vedete nella foto 6 alla consegna del cartone-ristoro), che addirittura mi pratica uno sconto sulla cifra che sarebbe stata in vigore per l’iscrizione tardiva (“ti ho riconosciuto, l’anno scorso ti ho iscritto io alla Vinci-Collodi”), e sarà assidua nell’assistenza anche dopo la conclusione delle fatiche.
Mancano docce e spogliatoi, come da norma, ma si può accedere alla zona toilette fornita anche di lavandini. Funziona regolarmente il bar da cui alla fine mi caverò lo sfizio di due calici, uno di bianco uno di rosso locale.
La pista, disegnata molto bene, con lunghi rettilinei interrotti da curve a gomito (foto 7), misura 2000 metri esatti, ma era stata ‘allungata’ di qualcosa con transenne che ci facevano prendere le curve dal lato esterno, in modo da aggiungere quei 10 metri a giro che alla fine avrebbero portato, su 21 giri, alla fatidica lunghezza dei 42,195: sulla correttezza dei dati vigilava l’altro “sindaco”, il Simonazzi da Mantova, che infatti dopo la caduta delle 'chicanes' di cui sopra rimprovererà la terza donna assoluta perché, al suo ultimo giro, imposta le curve dal lato corto.

Abbiamo dunque rivisto gli amici ‘pescaresi’, il supermaratoneta presidente Paolo Gino, che ha spesso corso (foto 19) affiancato al suo consigliere Gianfranco Toschi (al rientro, dopo un intervento chirurgico), salvo farci scoprire, vedendo le classifiche, che aveva un giro di vantaggio! Ol sindic, invece, ogni tanto si esibiva in scatti cui nemmeno io riuscivo a resistere, e chiuderà addirittura in 5.50 cioè 4 minuti meglio che a San Marino e 14 meno di Pescara! Riuscirà a battere i due vecchi amici Carlotta Gavazzeni (alias signora Piccinelli) e Giordano Lucidi, di cui personalmente ricordo un arrivo allo sprint con Govi e il sottoscritto alla maratona di Caen del 1994, e che rimane il principale indiziato per una burla tirata alla maxiclassifica di Correre, quell’anno.
Lucidi e Gavazzeni sfruttano addirittura le 8 ore a disposizione per allungare la distanza di maratona, arrivando, lei a 54 km (insieme a Gaspare Belotti, che aveva corso la maratona col Sindic), lui a 52.
Ad ogni sorpasso, o incrocio su rettilinei opposti, era tutto uno scambio di battute: sul tale che non smette di sparare (in attesa delle bombecarta avanzate ai suoi concittadini nei tumulti anti-chiusura) gli insulti che costituiscono la sua unica cifra stilistica, contro i maratoneti, colpevoli di andare dove lui, plurisqualificato, non può più farsi vedere. E di ammonimenti al figlio Maurito Malavasi che non ha scrupoli a doppiare il papà Paolo (solitario in foto 20); o le domande a quelli che nella maglietta hanno il nome di Bibbiano (ma, precisano, è quello di Toscana). Il più allegro è l’enfant du pays Massimo Morelli, che ridendo e scherzando o corteggiando arriva dietro persino alla Carlotta.
Poi c’è chi corre seriamente e non ha tempo per chiacchiere: come il ritrovato Massimo Cortella, capelli lunghi (un po’ grigi rispetto ai tempi che “i se g’ha dà na maia che xera na strassa”) e t-shirt gialla, che indicato al 15° posto a metà gara, scalerà fino all’11° finale (il sistema di chip Icron, stavolta in formato-rotolo di cerotto, ad ogni giro proietta sullo schermo i nostri tempi e piazzamenti, a lungo lasciandomi sperare in un secondo posto di categoria che svanirà solo al momento delle premiazioni per la misteriosa apparizione di un concorrente prima non censito…); il sempre più inarrivabile Leandro Pelagalli da Prato, dominatore degli M 70 con 3 o 4 giri sui piazzati; Mauro Gambaiani che si migliora di 8 minuti su Pescara, poi la coppia inossidabile Alle-Simo, che il chip separerà di 13 secondi, stavolta a vantaggio di lui (ma l’uomo non separi ciò che Dio e i fotografi hanno unito! foto 16-18); e Ilaria Razzolini, che si dimostra lettrice di Podisti.net e anche questa volta accompagna l’amica non vedente Chiara, probabilmente rinunciando a concorrere per il podio di categoria che sarebbe stato alla sua portata.

Ci rivedremo a breve? La risposta è nel grembo dei DPCM ultimo, che si apre con un chiarissimo rimando al “decreto-legge 23 febbraio  2020”, “convertito,  con  modificazioni” e “successivamente abrogato dal decreto-legge n. 19 del 2020 ad eccezione dell'art. 3, comma 6-bis, e dell'art. 4” (una legge che si basa su un’altra legge abrogata tranne un articolo e mezzo??), e prosegue con ben 90 “nonché”, 66 “epidemiologico” e soli 6 “epidemico”, ripristinando le “mascherine di comunità” che erano state soppresse una settimana fa (ma vanno portate anche "al disopra del naso", cioè sugli occhi, come Zorro o più); e il suo autore, dopo aver chiuso le palestre perché sono state cattive (ma non doveva chiudere subito quelle 'cattive' lasciando vivere quelle in regola?) promette perfino i "ristori", non sappiamo se in cartoni individuali, o con il gel per far scorrere meglio la supposta. Grasso che colerà per gli avvocati, mentre noi di mezzana cultura cerchiamo di districarci tra enigmi e sgrammaticature, e per smaltire l'uggia ci tuffiamo nel medioevo luminosissimo (rispetto a quello dei decreti d'oggi) della piazza Duomo di Pistoia.

Ecco il comunicato-stampa coi risultati, pervenutoci da Giancarlo Ignudi

Sulla distanza della maratona (km 42,195) hanno preso il via quasi100 concorrenti.
La vittoria assoluta è andata al rappresentante del Gruppo Sportivo Orecchiella Garfagnana Damiano Lippi,che termina la gara nel tempo di 2h54’31, secondo si classifica Marco Bonamigo (Runcard), al terzo posto il bolognese Bruno Trebbi (Polisportiva Monte  San Pietro), quarto Mirko Cardelli (Montecatini Marathon) e quinto Manuel Amantini (Pietralunga Runners).

Nella categoria  veterani si presenta per primo sulla linea d’arrivo Alberto Cappello (Alpi  Apuane) che conclude nel tempo  di 3h15’18’’, al posto  d’onore Mimmo Caraccioli (Toscana Atletica Empoli) e terzo, Thimoty Chaplin (Isolotto Firenze).

Paolo Scalella (Club Supermarathon Italia) vince nella categoria veterani argento in 3h48’22’’, il secondo posto se lo aggiudica Michele D’Alvano (Atletica Cascina) e il terzo Giovanni Onorato, compagno di colori del vincitore.

Il pratese  Leandro Pelagalli (Prato Promozione) ottiene il primo posto nella categoria veterani oro terminando la gara in 4h00’54’’, seconda posizione per  Nicola Gaggiano (Nuova Virtus Cesena) e terzo Fabio Marri (Modena Runners Club).

Nella classifica assoluta donne si aggiudica la gara ,Andrea Salas (Orecchiella Garfagnana - foto 12) in 3h17’06’’, seguono poi al secondo e terzo posto, Elena Malaffo (A.s.d. Team Sport) e Marta Doko (Gruppo Sportivo Lamone Russi).

Nelle donne veterane  il primo posto va alla sanmarinese Mona Fristad (Gruppo Podistico Atletica San Marino) in 4h06’18’’, secondo gradino del podio per la fiorentina Debora Buffalino (Unione Sportiva Nave) e terzo posto per Michela Aniceti (Polisportiva 29 Martiri Figline Prato).

Nelle donne veterane argento l’unica classificata e stata la romagnola Paola Grilli (Amici della Fa

Nella 10 km  (141 hanno finito la gara) nella categoria assoluti successo per il fiorentino Domenico Passuello (Il Fiorino) che compie la distanza nel tempo di 33’05’’, precedendo di 24” Samuele Oskar Cassi (Toscana Atletica Futura)  e di 31’’  Adriano Curovich (Podistica Castelfranchese); seguono Federico Matteoni (Orecchiella Garfagnana), Filippo Bianchi (Il Ponte Scandicci), Andrea Belluomini e Mario Bendoni, entrambi dell’ Orecchiella Garfagnana, Andi Dibra (Il Fiorino), Antonio Prestianni (Podistica Castelfranchese) e Simone Gamenoni (La Stanca Valenzatico).

Nella categoria veterani, il primo posto è andato a Luca Silvestri (Montecatini Marathon) in 35’25’’  su Giulio Buchignani (Alpi Apuane) e Massimiliano Lunardini (La Galla Pontedera Atletica).

Adriano Matteoni (Orecchiella Garfagnana) ottiene il primo posto nella categoria veterani  argento in 39’56” , al secondo posto Roberto Mei (Silvano Fedi Pistoia), terzo Sergio Matteucci (Rossini Ponteaserchio).

Lo  spezzino Claudio Cevasco (Atletica Favaro) si impone nella categoria veterani oro concludendo la gara in 45’33’’; secondo posto per Sirio Salvadori (La Galla Pontedera), terzo Silvano Panichi (Silvano Fedi Pistoia).

Nella categoria assolute donne si aggiudica la gara Ilaria Lasi (Atletica Vinci) che conclude in 37’56, precedendo di 1’31’’ Laila Hero   (Atletica Arcobaleno) e di 1’36’’ la compagna di squadra Damiana Lupi; seguono Costanza Del Bravo (Atletica Castello Firenze) e Beatrice Macelloni (Atletica Vinci).

Nelle donne veterane ottiene il primo posto la lucchese Flavia Cristianni (Lucca Marathon) in 44’15’’, seconda classificata Tiziana Pacini (Virtus Orentano), terza Sabrina Casini (Montecatini Marathon).

 

“Tanto di cappello a Ponte Buggianese”, come scrive il comunicato stampa del G.P. Parco Alpi Apuane:

In uno dei momenti bui di questo periodo, l’attività del GP Parco Alpi Apuane Team Ecoverde è andata avanti, con risultati come sempre ottimi. A Ponte Buggianese, nel percorso del ciclodromo, è andata in scena la “Ponte Buggianese Run” sulle distanze di dieci chilometri, mezza maratona e maratona. Molti sono stati gli atleti biancoverdi al via, con le prestazioni migliori arrivate da Giulio Buchignani, argento di categoria sulla dieci chilometri, e da Alberto Cappello, oro di categoria e argento assoluto nella maratona, con buone prove per Roberto Ria, Guglielmo Landi, Francesco Frediani e Igor Marracci sulla distanza più breve.

 
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N.D.R. Ormai fa più notizia la conferma di una gara piuttosto che un annullamento. Ecco quanto comunicato dagli organizzatori della Maratona del Presidente, in programma l'1 novembre; nel menu, oltre alla maratona, 10 km, mezza maratona, 30 km e sei ore. 

L’ultimo DPCM del 18 ottobre 2020 ci consente lo svolgimento nello stretto rispetto della normativa anticovid contenuta nel regolamento allegato. 

Come ben sapete dato che non ci è stata data la possibilità di correre a Forlì abbiamo deciso di spostarci al Parco di Levante di Cesenatico visto che questo Comune già a settembre ci aveva dato la possibilità di correre all’interno in occasione della maratona Alzheimer. 

Voglio cogliere l’occasione per segnalare che certamente è un modo per disputare una maratona in più (aggiungere una “tacca” come alcuni dicono) ma ci tenevamo ad organizzarla anche per cogliere l’occasione, come negli anni passati, di ricordare il fondatore del Club, Sergio Tampieri. 

Mi piace ricordarlo perché Sergio ci ha lasciato due messaggi importantissimi che voglio segnalare a chi non l’ha conosciuto. 

Innanzitutto Sergio vedeva la corsa come un momento di amicizia. Certamente durante la gara era competitivo, stringeva i denti per stare sotto certi tempi anche ad età avanzata e se riusciva, anche a superare quelli della sua categoria, ma il tutto avendo sempre in mente che la corsa era il momento di condivisione di interessi comuni, la gioia di incontrare altri con i suoi stessi interessi. 

La sua frase “come si sta bene quando si corre insieme” era da lui sentita veramente. 

Altra messaggio che Sergio ci ha lasciato è l’importanza del rispetto delle regole e questo valeva soprattutto per lui ma pretendeva dai suoi amici che questo fosse anche il loro modo di essere. Quando, lui anziano, qualche organizzatore proponeva un aiutino, un vantaggio personale, si arrabbiava: “se la regola è quella deve essere rispettata, nel momento in cui non riuscirò più starò a casa.” 

Ora, per andare sul pratico della manifestazione, si corre all’interno del parco di Levante di Cesenatico. 

Il circuito che proponiamo è un po’ meno di 2 chilometri da percorrere 22 volte per arrivare alla maratona, si corre su sentieri di ghiaia con, a circa metà del percorso, una salita e relativa discesa. 

Il percorso non sarà transennato perché far portare transenne avrebbe un costo eccessivo. Spero che il messaggio di Sergio dell’importanza del rispetto delle regole sia un messaggio condiviso, si corre per noi, per il nostro divertimento, quindi barare tagliando il percorso non ha senso, nessuno ci obbliga a fare 42 chilometri, sarebbe solo una manifestazione di piccolezza morale, ma al tempo stesso è un modo per sputtanare tutto il club: “si vantano di fare tante gare e poi...” 

Tutti i partecipanti avranno diritto a una Pizza Margherita e una bibita alla fine della gara mostrando il pettorale presso il Ristorante 152 OPEN PLACE in via dei Mille 152 Cesenatico. Si trova vicino a una delle uscite del Parco di Levante verso il mare. 

Per quanto riguarda il pernotto, l’amico Marco Simonazzi ha telefonato ad alcuni alberghi e ha ottenuto sconti per i partecipanti.  Li elenco in ordine di vicinanza con l’ingresso del parco: 

ALBERGHI:  Per usufruire della convenzione occorre segnalare che si prenota utilizzando la “convenzione Simonazzi Club Super Marathon". 

Hotel Numi & Medusa  Viale Sassari, 32, Telefono: 0547 81424 (vicinissimo all’ingresso del Parco)  € 30 a persona in camera doppia pernotto con colazione  In singola € 40  Offre anche la cena a € 10 ma occorre abbia almeno 10 persone.

Hotel Dolce Vita Viale dei Mille, 107, Telefono: 0547 80390  € 30 a persona in camera doppia pernotto con colazione  In singola € 40. 

Hotel Zamagna Viale E. de Amicis, 91, Telefono: 0547 82369  € 30 a persona in camera doppia pernotto con colazione: 

Hotel Ori via Giovanni da Verazzano, 14, Telefono: 0547 81880 (un po’ lontano dal Parco ma il gestore si è impegnato a portare lui chi avesse necessità)  € 40 pernottamento colazione e cena (€ 30 per pernotto e colazione e € 10 per eventuale cena).

Clicca per regolamento

Clicca per autocertificazione

per informazioni:

www.clubsupermarathon.it

per iscrizioni: (termine ultimo 28 ottobre, non saranno accettate il giorno della gara)

www.dreamrunners.it/

 

 

 

 

 
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Preambolo dal sito:

COLLIAmo le Terme: marcia ludico-motoria amatoriale con partenza da Abano l’11 ottobre 2020
Casa Religiosa di Ospitalità San Marco
Via Santuario, 130
Abano Terme

Partenza libera dalle 7.30 alle 9.30

COLLIAmo le Terme è una marcia ludico-motoria amatoriale a passo libero aperta a tutti, omologata e valida per i concorsi FIASP-IVV.

Percorsi: Km. 7 pianeggiante, Km. 12-16 (300 D+) misto collinare, con ristori conformi alle normative FIASP rispettando protocolli Covid19.

La manifestazione si terrà con qualsiasi tempo.
Apertura iscrizioni dalle 7.30. Partenza libera dalle 7.30 alle 9.30. Chiusura manifestazione 12.30.

Ieri 11 ottobre, definire da lupi il tempo nel Veneto è usare un termine ottimistico. Pioggia torrenziale, vento, freddo, freddo e ancora freddo.
Quest'anno, non solo i grandi eventi podistici sono stati tutti annullati, ma pure le bellissime manifestazioni amatoriali che vedevano ogni domenica gente di tutte le età percorrere in compagnia e allegria, sentieri, colline e argini di torrenti.
Purtroppo, come per le squadre di calcio minori non blasonate, anche i piccoli organizzatori, le Pro Loco, i vari comitati, non si azzardano ad organizzare nulla.

Ieri però, con un coraggio più unico che raro, il gruppo podistico UTR di Tencarola di Selvazzano (PD), si è buttato. Premetto che tutti gli anni si raggiungeva il numero di circa 3000 persone che si inoltravano lungo i pendii dei Colli Euganei. Si disputava anche un mini trail per bimbi ed era veramente una festa di colori ed allegria.
Quest'anno NULLA. Ma il gruppo ha deciso di non mollare.

Partenza dal convento cinquecentesco degli Eremitani di Sant'Agostino della Beata Vergine di Monteortone.Tutta la struttura è di una bellezza architettonica unica, e il parco è l'ambiente ideale per questa manifestazione. Ieri mattina, sotto un diluvio universale, sono partiti 106 temerari che hanno sfidato il meteo, percorrendo i 12 e i 16 km strettamente collinari.
Era tanta la voglia di muoversi che alla fine non si riusciva a capire se quello che si vedeva sui loro visi erano le lacrime o la pioggia. Ho visto veronesi, ferraresi,veneziani, tutti sorridenti e ligi alle regole anti covid. Regole che il nostro bravo presidente Alberto ha controllato venissero osservate da tutti: continuava a sfrecciare con la moto e con una tuta da astronauta lungo i sentieri.
Tutti i podisti con la mascherina quando si avvicinavano ai ristori, ristori rigorosamente confezionati, compreso quello finale dove io, con una visiera che mi ha fatto venire mal di testa, cercavo di asciugare tante mani intirizzite.
Tutti all'arrivo ci ringraziavano, ci sorridevano, ma subito dopo scappavano in auto per il freddo.
I volontari hanno svolto un lavoro unico. Le ragazze sono state bravissime, non si sono tirate indietro neppure davanti allo smontaggio gazebi, carico  materiale sotto il diluvio: nulla, impavide e sorridenti.
Che dire alla fine? La gente che ama muoversi, VUOLE muoversi, vuole poter salutare gli amici, anche se distanziati. L'essere umano vive anche per queste piccole cose.

Grandissimi UTR.

 
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Lunedì, 12 Ottobre 2020 10:15

Parisi inaugura la Timent Run di Latisana

11 ottobre - Esordio migliore non ci poteva essere. Fra le difficoltà legate alla diffusione del Covid-19 e i timori per le condizioni atmosferiche, le ore della vigilia della Timent Run erano scorse non senza tensione, ma alla fine l'esordio della 10 Km nazionale Fidal a Latisana (UD) è andato nel migliore dei modi. La gara, figlia diretta della Lignano Sunset Run, ma su una distanza (10 invece della mezza maratona) e in un luogo diverso, è stata un pieno successo, a dimostrazione che si può continuare a correre e ad allestire eventi podistici anche in questo periodo così difficile, a condizione di essere sempre attentissimi, di usare la mascherina prima e dopo la gara ed evitando gli assembramenti.
A Latisana si è corso dividendo i concorrenti in piccoli gruppi, un'accortezza necessaria, ma che non ha tolto nulla alla passione e allo spettacolo dell'evento.
La vittoria è andata al favorito della vigilia, stando ai tempi d'iscrizione: Luca Parisi (Acsi Campidoglio Palatino), corridore da 30 minuti sui 10 km, ha chiuso in 32'18” con un vantaggio di sicurezza sugli avversari maturato soprattutto nella seconda parte. Andrea Rinaldi (Fondazione Bentegodi) ha finito a 20”, terzo Omar Zampis (Assindustria Padova) a 29”.
Doppietta della KM Sport fra le donne, con Marta Fabris prima in 38'43” e Chiara Pianeta seconda in 40'06”, terzo gradino del podio per Cristina Ballabio (Runners Desio) in 40'17”.

Tantissimi i volontari, in particolare dell'Associazione Consulta dello Sport di Latisana e Ronchis, lungo il percorso e nella gestione della delicata fase di partenza e arrivo.  Oltre a loro, un ringraziamento per la riuscita dell'evento va ai Comuni di Latisana e di Ronchis, che hanno fortemente appoggiato l'organizzazione, alle sezioni locali della Protezione Civile molto impegnata viste le condizioni atmosferiche, e alle società coinvolte (Running Team Conegliano, Atl. Aviano, Bando Cycling Team, Gruppo ANC, Gruppo Mamme di Latisanotta), oltre all'Ass. Carabinieri in Pensione.
Una prima davvero encomiabile e appuntamento fra un anno per un evento ancora più grande e, speriamo, senza la grande paura che serpeggia nell'aria in queste ore.

 
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Domenica, 11 Ottobre 2020 19:05

Monza (MB) - Run for Life

Monza, 11 ottobre. Run for Life together is better, questo il nome completo di una manifestazione  non competitiva, che proponeva tre percorsi di 5 km, 10 km e 21 km (i due più lunghi cronometrati con chip e con piccoli riconoscimenti ai migliori tempi). 

Si potrebbe anche aggiungere "chi la dura, la vince", infatti la data originaria di marzo è stata prima spostata a maggio per il divieto imposto a tutte le manifestazioni sportive e poi riprogrammata per domenica 11 ottobre, finendo per essere disputata con un buon successo anche in termini numerici.

I dati parlano di circa 130 finisher sui 21 km e oltre 430 nella 10 km, più qualche altro centinaio di runner/camminatori sul percorso più breve: una buona metà degli iscritti che risultavano dalle liste dei giorni precedenti hanno purtroppo rinunciato a partecipare, ma considerando quanto tempo è passato e quante cose sono successe da marzo ad oggi è comprensibile.

Importante comunque che la buona causa a favore della quale la manifestazione è stata organizzata (sostegno al Comitato Maria Letizia Verga di Monza) abbia raccolto i fondi che rappresentano il vero senso di eventi di questo genere.

Dal punto di vista organizzativo e più strettamente podistico si può parlare di un successo ancora più indiscutibile: fattori vincenti il percorso, che considero uno dei più belli in assoluto nei dintorni di Milano; la massiccia presenza dei Gamber de Cuncuress a supportare la gestione di tutti i dettagli legati alle partenze; il rispetto di tutte le procedure previste dai protocolli FIDAL (partenza a onde con distanziamento, mascherina obbligatoria per i primi 500 metri e dopo l'arrivo, accesso con misurazione della temperatura e auto-certificazione delle condizioni sanitarie individuali) che ha consentito a tutti di correre in condizioni di sicurezza; gli spazi molto ampi della Cascina San Fedele, base logistica e sede di partenza e arrivo per tutti i percorsi; dulcis in fundo la presenza del sempreverde Roberto Mandelli che ha documentato per ore la presenza di tutti i runner nella zona del traguardo.

Un po' di pioggia caduta nella notte ha lasciato spazio ad un cielo moderatamente sereno al mattino, con temperatura piuttosto fresca all'orario di partenza della 21 km (09.30) e via via più tiepida con il passare dei minuti. I tratti non riparati dagli alberi risultavano perfino piuttosto caldi durante il secondo giro del percorso, che solo i runner della 21 km hanno percorso.

La 10 km si è sviluppata sul percorso fisso, tracciato dalle frecce rosse sull'asfalto dei viali del parco, mentre per la 21 km si è optato per due giri più una variante di raccordo dopo alcuni chilometri della seconda tornata, per guadagnare il chilometro mancante. Come ben sanno le migliaia di runner che si allenano con frequenza al Parco di Monza, è un percorso vario e non facilissimo, che presenta numerosi cambi di direzione e anche alcune ondulazioni, non eclatanti, ma che soprattutto al secondo giro si sentono sulle gambe.

La carenza di gare che ha caratterizzato gli ultimi otto mesi ha attratto numerosi runner di buon livello dalle province di Monza e Brianza, Bergamo e Milano, sicché i migliori tempi sono stati realizzati da atleti di una certa notorietà e sicuramente sono risultati rispettabili per una non competitiva: sui 10 km migliore in assoluto Giacomo Piazza (36:22) e Andrea Nicole Fionez prima in campo femminile (41:57), mentre sulla 21 km top performer è Alessio Finolezzi (1:20:22) e Giulia Sommi (1:25:48).

In conclusione, vorrei sommessamente suggerire che eventi organizzati come la Run for Life oggi potrebbero rappresentare il futuro prossimo del podismo: di certo non si prestano ad obiettivi di business, perché non attireranno mai le folle oceaniche di certe corse very fashionable nel centro delle grandi città, ma correre in spazi così ampi, e con tutte le opportune garanzie per il distanziamento, potrebbe essere la soluzione anche per proporre manifestazioni agonistiche, anche in abbinata con le non competitive se si vogliono avere più partecipanti, in tempi che si prospettano ancora bui per alcuni mesi.

Temo infatti che le autorità non tarderanno ad individuare in sportivi e podisti (chi ha già scordato la caccia al runner untore di aprile scorso??) facili bersagli per accontentare demagogicamente le cassandre e i benpensanti, sospendendo nuovamente le manifestazioni sportive dilettantistiche. Sperando con grande sincerità di sbagliarmi, ovviamente!

 

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Domenica, 11 Ottobre 2020 17:21

Pisa Half Marathon al Burundi, bene gli italiani

11 ottobre - Il coraggio di ripartire premiato anche dal meteo, infatti ha smesso di piovere poco prima della partenza e le gare, mezza maratona e 10 chilometri, si sono svolte regolarmente.

Festa burundese con la doppietta nella gara femminile e il primo posto in quella maschile, ma buone notizie anche sul fronte italiano.

La gara maschile si riduce sin da subito ad una sfida a tre, con Salvatore Gambino nella morsa dei due burundesi, Jean Marie Vianney Niyomukiza (Atl. Sandro Calvesi) e Rubayita Siragi (Atl. Castello), entrambi portano in dote dei tempi di rilievo, rispettivamente 1:03:45 e 1:03:30. Eppure Gambino (DK Runners Milano), atleta esperto, classe 1980, fa la sua gara senza alcuna soggezione; tra l’altro è un periodo di ottima forma, recentemente ha ritoccato i suoi personale su 1500 metri, miglio e 10 chilometri.

Verso il km 10 Siragi, che aveva allungato subito dopo la partenza, perde alcuni metri per poi cedere definitivamente nei chilometri successivi; segue a breve distanza Antonino Lollo (Atl. Bergamo 1959), costretto a correre da solo. La gara si risolve all’ingresso in Pisa, verso il km 18, con Niyomukiza che allunga sull’avversario e va a vincere in 1:05:58. Secondo posto e ottima prestazione per Salvatore Gambino, che a 40 anni realizza il suo personale col tempo di 1:06:19 (precedente 1:06:31). Terzo posto per Antonino Lollo: anche per lui una gara da ricordare, nuovo personale di 1:06:48 (precedente 1:07:20). Appena giù dal podio Fabio Conti, che comunque lima il suo personale di un secondo, tempo 1:08:26.

Corsa femminile, come detto sopra, dominata dalle atlete del Burundi: vittoria per Niyomukunzi (1:13:00-Atl. Castello) al suo esordio sulla distanza; secondo posto per la connazionale Nahimana Cavaline (1:14:08-Ilove Athletic Terni). Bene Sarah Giomi (Cus Pro Patria), terza in 1:18:09, che conferma una notevole regolarità sulla mezza maratona. Benissimo l’evergreen Eliana Patelli, che si porta a casa un’ennesima buona prestazione, suo il tempo di 1:19:01.

Sono 1046 gli arrivati, contro i 1204 del 2019, si tratta di un ottimo risultato in questo periodo che potrebbe (dovrebbe) incoraggiare altri organizzatori a provarci.

Percorso ritenuto molto scorrevole dai partecipanti, eccezion fatta per gli ultimi tre chilometri. Mancava il podio, in osservanza forse eccessiva delle norme anti covid, che comunque sono state fedelmente rispettate.

 

 
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(M.L.) In un periodo dove fioccano gli annullamenti è da apprezzare chi ci prova ed ha “il coraggio di ripartire”, come il presidente del Club Super Marathon, Paolo Gino. I maratoneti in crisi di astinenza a Cesenatico troveranno un ampio menu a loro disposizione, dai 10 chilometri sino alla 6 ore, passando per la mezza maratona, la 30 chilometri e, ovviamente, la maratona.

Lo scenario è il Parco del Levante di Cesenatico, un polmone verde di 40 ettari, si corre su un circuito di 1.917 metri da ripetere un numero di volte in relazione alla distanza scelta.

Ovviamente si confida che non ci saranno peggioramenti della situazione relativamente al covid, o comunque tali da impedire lo svolgimento della manifestazione.

Ecco la presentazione e tutte le informazioni per partecipare.

Partenza di tutte le gare dalle ore 7:30 alle ore 8:30. Si organizzeranno anche una Sei Ore, una 30 km, Mezza Maratona e 10 km.

Presso piazzale Donatori degli Organi CESENATICO

Rilevamento tramite DREAMRUNNER con chip a applicare alla scarpa..

COSTI 2020 fino 28/10/2020 

10,000 km:                                   non soci 10,00 €                      soci CSMI 10,00 €

21,0975 km:                                   non soci 15,00 €                       soci CSMI 15,00 €

30,000 km:                                  non soci 20,00 €                       soci CSMI 15,00 €

42,195 km:                                  non soci 25,00 €                       soci CSMI 20,00 €

Sei Ore:                                         non soci 25,00 €                       soci CSMI 20,00 € 

Le iscrizioni chiuderanno tassativamente alle ore 24:00 del 28/10/2020.

Le iscrizioni la mattina della gara prevederanno un supplemento di 10,00 euro per tutti gli atleti e verranno effettuate dalle 7:00 alle 8:00, per cui si prega di arrivare per tempo.

 

Per l’iscrizione è necessario comunicare i seguenti dati: cognome, nome, luogo e data nascita, nazionalità, indirizzo di residenza, telefono fisso o mobile, email, nome società sportiva, codice società, numero di tessera. NON SI ACCETTANO ISCRIZIONI E PAGAMENTI AL MATTINO. Le iscrizioni devono essere effettuate esclusivamente tramite  www.dreamrunners.it - Informazioni Gare sul Sito www.clubsupermarathon.it

REGOLAMENTO

Il Club Super Marathon Italia, organizza la undicesima edizione della Maratona del Presidente dedicata al suo fondatore Sergio Tampieri. L’evento è di carattere privato ed aperto a tutti, uomini e donne, che abbiano compiuto 20 anni, in regola con la certificazione sanitaria che attesti l’idoneità all’attività agonistica Atletica leggera; iscritti alla FIDAL o ad enti di Promozione Sportiva in convenzione con Fidal o in possesso di Runcard. Percorso su una pista piatta asfaltata a forma di anello del PARCO DI LEVANTE, 1.917,95 metri, più giri con tappeto di controllo.

  • Maratona pari a 22 giri. Tempo limite 7 ore.
  • 30 km pari a 16 giri più pari a 30,675 km
  • Mezza Maratona pari a 11 giri.
  • 10 km pari a 5 giri pari a 9,589 km
  • Sei Ore pari ai km percorsi nelle sei Ore. stop sotto l’arco non si conteranno i metri percorsi nell’ultimo giro incompleto

TUTTE LE GARE PARTIRANNO DA LE ORE 7:30 alle 8:30 DEL 1/11/2020

Nella quota di iscrizione sono compresi: assicurazione, cronometraggio e classifiche, ristori, servizio sanitario con ambulanza e medico, medaglia ricordo giornaliera, piccolo trofeo per i primi tre classificati assoluti uomini e donne. Non esistono premi di categoria. Non esiste pacco gara spogliatoi, no deposito borse, no docce. Tranne quelli della 10 km a tutti gli atleti partecipanti pizza party dopo le ore 12:30 presso il Ristorante vicino al del Parco.

il pettorale è personale e non deve essere scambiato con quello di altri partecipanti. Deve essere applicato ben visibile sulla maglia. Il chip deve essere posizionato unicamente alla scarpa. Non possono essere occultate scritte, numeri e loghi, pena la squalifica. 

Cronometraggio e Classifiche: il cronometraggio sarà eseguito da Dream Runners. Le classifiche degli atleti partecipanti saranno pubblicate sul sito www.clubsupermarathon.it  e tramite  www.dreamrunners.it.

Ritiro pettorali: SOLO LA MATTINA DELLA GARA 1 novembre 2020 dalle ore 6:30.

Tempo limite Maratona 8 ore dalla partenza individuale

Parcheggi: parcheggi piazzale Donatori degli Organi CESENATICO

Privacy: ai sensi del testo unico D.Lgs. 196/2003 in materia di privacy, s’informa che i dati personali raccolti saranno utilizzati soltanto per l’elenco dei concorrenti partecipanti e le classifiche finali.

Avvertenze finali: l’organizzazione si riserva di modificare, in qualunque momento, ogni clausola del presente regolamento per motivi di forza maggiore. Eventuali modifiche a servizi, luoghi e orari saranno riportate sul sito www.clubsupermarathon.it. La manifestazione avrà luogo con qualsiasi condizione atmosferica. Non sono ammesse partecipazioni a qualsiasi titolo di atleti non iscritti all’evento e/o privi dei requisiti richiesti dal presente regolamento. Non Sporcare! Gettare spugne, bottiglie e bicchieri negli appositi contenitori. Lasciamo il circuito come lo abbiamo trovato.  Grazie.

Ospitalità: non esiste Palestra o struttura per dormire.   

 

REGOLAMENTO ANTICOVID PROTOCOLLO UISP EVENTI E COMPETIZIONI “NO STADIA”

PRESCRIZIONI COMPORTAMENTALI PER ATLETI E ORGANIZZAZIONE Prima, durante e dopo l’evento, L’organizzazione, tramite lo speaker, dovrà comunicare e ricordare i comportamenti da mantenere per garantire il rispetto delle norme anticontagio Covid 19. In fase di allestimento, l'organizzazione dovrà allestire un’area smaltimento rifiuti con adeguati contenitori per la raccolta differenziata utilizzabili da ogni partecipante; è consigliabile, che l’organizzazione, preveda un sistema di comunicazione tramite sms o chat di messaggistica circa le modalità di accesso alla gara e di svolgimento della medesima oltre alle disposizioni previste in ambito sanitario. È vietata la presenza di pubblico salvo disposizioni diverse dell’Autorità preposta. In particolare occorrerà garantire la disponibilità dei Dpi previsti dalla normativa anticontagio (gel lavamani, mascherine, cartellonistica) in tutti i settori dedicati alla manifestazione. I partecipanti all’evento (atleti, giudici, volontari e staff) dovranno:

  • praticare il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro (2 metri durante l’attività fisica) e indossare la mascherina, inoltre tutto lo staff dovrà avere in dotazione guanti monouso e/o gel lavamani;
  • coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o una manica (non le mani) quando si tossisce o starnutisce;
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, riporre fazzoletti o salviettine (monouso) utilizzate durante la corsa in appositi taschini e gettarli successivamente nei contenitori predisposti dall'organizzazione;
  • prima e dopo l’attività fisica utilizzare sempre le mascherine o idonea protezione di naso/bocca;
  • gli atleti non dovranno condividere oggetti personali (vedi creme o indumenti);
  • evitare strette di mano, abbracci o altre forme di contatto fisico. 

PRIMA DELLA PARTENZA Distribuzione e consegna pettorali avverrà in un’area riservata. I singoli atleti potranno accedere all’area partenza solo dopo aver ricevuto il pettorale e solo se muniti del modulo di Autodichiarazione Covid 19 (Allegato A) che verrà consegnato al personale addetto all’accoglienza dopo aver rilevato, a cura dell’organizzazione, la temperatura ed aver constatato l’idoneità del singolo all’ingresso.

 BORSE Il deposito borse è vietato, per evitare assembramenti e soprattutto contatti tra le persone.

RISCALDAMENTO Zona riscaldamento Gli atleti devono effettuare il riscaldamento in una zona distante dal campo gara indossando la mascherina.

TRIAGE  Settore Triage In questo settore, ubicato immediatamente prima della zona partenza, il personale dell’organizzazione addetto accoglierà gli atleti muniti di pettorale, la giuria e il personale di servizio, verificandone e ritirando l’Autodichiarazione Covid debitamente compilata e sottoscritta e rilevandone la temperatura corporea che non dovrà superare 37,5° C; in caso contrario, il personale dovrà allontanare la persona dalla manifestazione e segnalare il caso all'autorità sanitaria mediante il numero telefonico dedicato. La documentazione di gara (lista partecipanti e relative Autodichiarazioni Covid 19) dovrà essere conservata dall’organizzazione per almeno 14 giorni allo scopo di garantire la tracciabilità di eventuali contagi.

Terminate le operazioni di triage e prima di accedere all’area riservata alla partenza l'atleta dovrà effettuare la sanificazione delle mani.

PARTENZA Zona partenze.  Non avendo nel parco di Levante areee abbastanza ampie la partenza avverrà singolarmente subito dopo aver ritirato il pettorale. L'utilizzo di un sistema di cronometraggio con chip elettronico per garantire la stesura delle classifiche con modalità real time gestirà il corretto svolgersi della gara. La partenza sarà a cronometro individuale (no coppie) tra una partenza e la successiva si prevede l'intervallo di almeno 20 secondi. Il percorso è in circuito:  si obbliga a non sorpassare nelle strettoie per garantire il distanziamento interpersonale in caso di sorpasso.

MASCHERINE Comportamenti degli atleti.  Gli atleti presenti nella griglia di partenza dopo la fase di identificazione (zona triage), dovranno indossare la mascherina fino allo start e nei primi 500 metri di gara. La mascherina andrà poi riposta in un apposito sacchetto personale e portata al seguito durante la gara, per essere indossata dopo aver terminato la stessa.

Dopo la partenza, agli atleti sul percorso è fatto divieto di utilizzare un pacer, correre in scia, superare un altro concorrente riducendo il distanziamento interpersonale.

SOLO ACQUA. Ristori La gara è in auto gestione ci sarà solo distribuzione di bevande in bottigliette chiuse.

NIENTE cibi solidi e confezionati e sigillati. Vietato depositare su tavoli o sedie cibi etc, deve essere tutto portato con voi nei vostri marsupi o zaini

RIFIUTI È predisposto un sistema di raccolta rifiuti mediante posizionamento di un adeguato numero di contenitori nel tratto di percorso immediatamente successivo al punto ristoro;

NIENTE  spugnaggi

ARRIVO: la zona arrivo è sufficientemente ampia per evitare contatti tra gli atleti in volata; immediatamente dopo il traguardo è predisposto un percorso obbligato, dove all’atleta, che nel frattempo indosserà nuovamente la mascherina e manterrà un adeguato distanziamento interpersonale, sarà consegnata unicamente la medaglia. NIENTE PREMIAZIONI di nessun genere e tipo, niente omaggi o pacchi gara prima e dopo.

CLASSIFICHE solo on line, non fermarsi in zona arrivo per fare domande a riguardo.

USCITA. Gli atleti dovranno immediatamente uscire dalla zona di gara e recarsi nelle proprie auto o alberghi a cambiarsi. Si prega di non tornare a fare assembramenti dopo il termine della gara, pena la squalifica.

PASTA PARTY. Presentarsi al Pasta party nel ristorante vicino con il pettorale altrimenti non verrete serviti.

 

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Lunedì, 05 Ottobre 2020 23:20

Marendole (PD) – 3a “Sei ore del Drago”

Ieri 4 ottobre, festa di San Francesco, si è svolta a Marendole, piccola frazione di Monselice, la terza “6 ore del Drago”. Chi mi conosce sa bene che non amo questo tipo di manifestazioni. Io amo i trail di lunga distanza, le montagne, le grandi fatiche, e soltanto l'idea di girare per 6 ore sullo stesso percorso mi fa venire mal di pancia.

Mi sono comunque iscritta in segno di rispetto verso questo gruppo che con tanta fatica ha tentato di far ripartire questo sport che amiamo. Si disputavano la 6 ore, la maratona e la mezza maratona. Il tutto in una piccola frazione dei colli Euganei.

Organizzazione TOP all’ennesima potenza. Il circuito di 1080 metri, mai noioso ma simpatico. Vicino alla chiesetta del paesino sono stati sistemati dei tavolini per ogni partecipante con sopra una cesta contenente più dell'equivalente di quanto pagato: acqua, birra, frutta, dolcetti, integratori, ecc.; e alla terza ora, pure un abbondante piatto di insalata di riso debitamente confezionata e sigillata. Dimenticavo, anche una mascherina (per gli smemorati). Alla partenza, tutti con la mascherina, tolta soltanto quando eravamo distanziati, e rimessa quando si passava sopra il tappeto dei cronometristi.
Giornata stupenda, cielo azzurro e una brezza che ci rianimava. Il circuito con tratti di sterrato dentro il parco di villa Buzzaccarini, verde sopra l'argine del fiume, e in asfalto per pochi metri nella zona di transito e arrivo.

Verso la quinta ora, una dispettosa nuvola fantozziana ci ha ben bagnati, ma avendo il cambio nell'arco di pochi metri, nessuno ha avuto problemi.
Personalmente ho rivisto molti amici del Club Supermarathon, accorsi numerosi e con la canotta d'ordinanza. Si continuava a percorrere questo breve giro sostenuti da un tifo genuino da parte degli organizzatori e dei molti accompagnatori.
Non mi sono per niente annoiata, anzi mi sono veramente divertita. Non ero sulle Dolomiti? Non ero sul Monte Bianco? Non importa, questo sport non deve morire, e chi con fatica cerca di farci felici merita perlomeno GRAZIE.

 

Classifiche della 6 ore. Uomini (71 arrivati) Tempo            km                   giri

  1. CARLUCCI ALESSANDRO                  05:57:17          74445,00         70
  2. PISANO ROMUALDO                         05:55:45          71220,00         67
  3. PECORA LUIGI                                 05:59:06          71220,00         67

 

Donne (25 arrivate)

 

  1. PIVETTI ELISA                                05:55:13          67995,00         64
  2. FELTRIN ANTONELLA                       05:57:20          60470,00         56
  3. FLOREANI ELENA CRISTINA             05:56:23          56170,00         53

 

 
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Terza e penultima tappa del Giro Podistico dell’Umbria, ospitata questa volta presso gli impianti sportivi Ventinella di Soccorso a Magione (PG). Si prospetta un finale al cardiopalma nella prova maschile, se non per la vittoria finale, che sembra ormai assicurata al kenyano di stanza a Perugia Simon Kibet Loitanyang, per le altre posizioni sul podio, in quanto i distacchi sono minimi e potranno essere rivoluzionati nell’ultima tappa, di 11,4 km in programma nella mattinata di domenica a Tuoro sul Trasimeno, con lo start alle ore 10:00.
Il corridore africano, tesserato per la FX Fitness, ha dominato anche la terza tappa, di 10,1 km, chiudendo in 33’45” con un distacco enorme, ben 3’04”, sul secondo Emanuele Rondoni (Pietralunga Runners), mentre terzo ha chiuso Riccardo Montresor (Fondazione Bentegodi) a 3’12”. In classifica generale Loitanyang ha quindi un vantaggio su Montresor di 8’43” mentre terzo è Fabio Ansano (Maratona del Mugello) a 10’14”, ma con appena 30” su Rondoni, in chiara rimonta nelle ultime due frazioni. A meno di 2 minuti dal terzo sono anche Andrea Lucchetti (Athlon Bastia) a 10’57”, Federico Furiani (Atl. Il Colle) a 11’07” e Andrea Biagini (Atl. Avis Magione) a 12’03”
Molto più chiara la situazione fra le donne dove Irene Enriquez (Atl. Avis Perugia, tempo finale 45’56”), com’era avvenuto nelle prime due frazioni, ha preceduto Emanuela Varasano, della società organizzatrice Atl. Capanne, e Lorena Piastra, compagna di colori di Loitanyang, rispettivamente di 39” e 1’58”. La classifica generale rispecchia quindi fedelmente quella di tappa, con la perugina Enriquez con 1’03” sulla Varasano e 6’36” sulla Piastra, chiamata a difendere 1’56” nell’ultima tappa dall’assalto di Sonia Mariotti (Atl. Avis Magione).
In gara a Magione si sono presentati, oltre ai 130 concorrenti in corsa per il Giro, anche una cinquantina di corridori giornalieri (i migliori sono stati Luca Giuliani dell’Olympic Runners Lama in 37’36” e Alena Canuto dell’Atl. Castello in 45’15”, meglio quindi della Enriquez): un gruppo molto folto, ma ben gestito dall’organizzazione coadiuvata dall’Atl. Avis Magione e dall’Associazione Vivi il Paese, che hanno fatto rispettare i protocolli previsti dalla Fidal.
Le premiazioni sono state effettuate da Francesca la Rocca, presidente della Pro-loco, e dal Presidente del Ventinella calcio e dell'Atl. Avis Magione, Michele Fumanti.

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Giovedì, 01 Ottobre 2020 09:37

Ripartiamo da San Marino

Quell'emozione di euforia mista a timore, tipica delle prime volte: anche se nelle prime volte gioca un ruolo fondamentale l'incoscienza, la mancanza di esperienza. Queste sono le sensazioni che ci hanno accompagnato nel ritorno alle maratone dopo il lungo periodo di stop forzato per l'emergenza covid.
La  comunicazione della maratona di San Marino è uscita all'ultimo minuto, tant'è che alcuni di noi si sono trovati impreparati, sprovveduti di certificato medico rinnovato; nata come maratona a staffetta è stata aperta anche agli atleti individuali solo un paio di settimane fa.
Iscritti al volo, nonostante un tempo limite iniziale di 5 ore e mezzo, poi prolungato a 6 ore, e un dislivello di quasi 800 m; rassegnati alla possibilità di finire fuori tempo massimo pur di tornare a respirare quell'aria mista di adrenalina ed energia che regalano il pettorale e il gruppo di amici maratoneti che non incontravamo ormai da troppo tempo.
Tutto si era fermato a fine febbraio, quando il clima era ancora fresco; stesso clima che abbiamo ritrovato  nell'ultima domenica di settembre a Borgo Maggiore nello Stato di San Marino, ai piedi del monte Titano, dove partiva questa maratona a giri: 7 volte lungo un anello da 5900 mt e un andirivieni nell'ultimo passaggio per raggiungere la metratura regolamentare (misurata con “odometro”, assicurano gli organizzatori).
Circa 350 gli atleti, distribuiti tra maratona individuale e staffette di 5 partecipanti a batteria; noi singoli siamo partiti alle 9.35 dal centro, da qui un buon tratto in discesa ci portava all'interno di due gallerie pedonali in costante salita. Di seguito il percorso è stato ricavato sulla corsia a monte della circonvallazione, rigorosamente chiusa al traffico nel nostro senso di corsa. Le discese e le salite non particolarmente impegnative ma costanti per lunghi tratti ben presto hanno fatto emergere una forma fisica poco abituata a corse così lunghe.  Un bel panorama sul mare nella seconda parte, e ad ogni passaggio il naso all'insù per ammirare la rocca a strapiombo sulla roccia. Un breve ma impegnativo strappo di salita portava nuovamente al centro del paese e quindi al traguardo.
Un ristoro sempre rifornito di solidi e liquidi e la presenza di numerosi bagni pubblici comunali sul ciglio della carreggiata  hanno appagato ogni esigenza. Nemmeno il tifo e la musica al passaggio dal via sono mai mancati; e per finire, la gioia di portare al collo la medaglia, piccola ma significativa. Ciò che però ha reso tutto speciale è stato finalmente poter ritrovare gli amici che più sono mancati, quella "famigliarità" che crea un legame nonostante le distanze e le differenze. 

 

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Mercoledì, 30 Settembre 2020 16:03

Formigine prova a rompere… la nebbia il 18 ottobre

Sarebbe stata, e sarà comunque, la quarantesima edizione della corsa della Carovana (così detta perché la località è proverbiata per la storica presenza tzigana), quella che ogni anno invitava i podisti modenesi e reggiani ad una 21 km competitiva autunnale. Quest’anno la prudenza è d’obbligo: dal marzo in provincia solo la corsa di Monchio ha più o meno rispettato il calendario annuale (sia pure limitandosi alla non competitiva, che poi è stata bissata qualche mese dopo); il Coordinamento podistico provinciale, come Conte, ha dichiarato il prolungamento dell’emergenza fino a tutto il 2020, e insomma, chi organizza lo fa di sua iniziativa (sebbene qui si dichiari l’egida di Aics e Uisp, e l’omologazione del Coordinamento podistico).
Il coraggio di ricominciare non tuttavia è mancato ai formiginesi, che per il 18 ottobre tentano di rompere, non il ghiaccio ma la nebbia dei punti interrogativi e del dolce far niente di troppi organizzatori, confermando la propria corsa, seppure ridotta a 7,5 km non competitivi, con numero chiuso a 450 e partenze scaglionate ogni 3 minuti per gruppi di 20: cosicché, in caso di pienone, in un’ora e un quarto si dovrebbero risolvere tutte le partenze.

L’iscrizione, obbligatoria e attraverso il portale Uisp di Atleticando.net, costerà i soliti 2 euro (che poi l’organizzazione devolverà in beneficenza a favore dello sport giovanile), e darà diritto a una borraccia, lo stesso premio che arrivò in una delle ultimissime gare della zona prima del blocco, quella di Rubiera.

Rispetto assoluto delle regole: mascherina se si è a meno di 2 metri (e speriamo proprio che non diventi obbligatoria sempre e ovunque, come alcuni comuni hanno già deciso: magari, i comuni che durante il lockdown esibivano con orgoglio il podista sorpreso col drone ad allenarsi in solitudine, ma adesso autorizzano 1216 spettatori al coperto del Palasport di Modena, e spandono lacrime di coccodrillo quando appaiono le foto della movida reclamata dai baristi dell’happy hour).

A Formigine, niente ristoro finale, niente tende societarie ma premi per le società con almeno 10 iscritti. “Evitiamo di cadere nella tentazione di fare aggregazione”, recita saggiamente il volantino: proprio questa è l’incognita. Perché il podismo modenese, al pari di quelli delle province circostanti, ha di anno in anno perso i caratteri agonistici per adagiarsi sul modello di “aggregazione”, di adunate di massa, dove la minoranza corre e la maggioranza si incammina, già da un’ora prima del via… ma verso i ristori, arraffando quanto più può e lamentandosi se manca il panino imbottito con cui imbottire il marsupio o simulare di essere incinte per la merce nascosta sotto la maglietta o l’elastico dei pantaloncini.

Sarebbe una bella sorpresa se questo genere di frequentatori facesse il suo ravvedimento operoso, accettando il ritorno a un sano passato, a una corsa dove si va per correre e non per fare colazione "a-gratis" (a-pagare si fa sempre in tempo). I precedenti delle ultime settimane non sono ottimali: si canta vittoria se alle corse vanno in cento… vedremo il 18 ottobre.

Per info, 348 533 55 71.

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Lunedì, 28 Settembre 2020 17:31

Federica Moroni, welcome in San Marino (not Italy)

27 settembre - Non è la prima volta che la classifica assoluta di una maratona vede in testa una donna: certo, non accade nelle maratone dove il tintinnio della moneta attira da ogni dove i mercenari maschi e i loro manager. Ma per Federica Moroni, primatista italiana di vittorie sui 42.195, e seconda al Passatore nel 2019, che aveva cominciato lo sciagurato 2020 con un paio di vittorie nella propria regione (Maratona di Crevalcore, Ultra della Pace di Bagnacavallo), non è una novità totale, dato che il 2 febbraio scorso aveva vinto, seppure a pari merito con Francesco Lupo, la maratona Ippociok a Fusignano, andando appena sopra le 3 ore. Più volte ne abbiamo descritto le imprese, fino alla mezza di Casal Borsetti di due settimane fa, dove aveva vinto (solo tra le donne, stavolta…). Però a memoria non ricordiamo una maratona nella quale la prima donna preceda di oltre 9 minuti il primo uomo, come invece accaduto per la maratona “special edition” di San Marino, introdotta in via straordinaria nella già collaudata Ekiden Marathon (per squadre di cinque staffettisti, su distanze variabili ma tutte rapportate al circuito di 5,9 km nel quale la manifestazione è stata instradata), con centro ai 520 metri slm del Borgo Maggiore.

Ma facciamo due digressioni storiche, una a breve distanza e una a più ampia gittata, ma tuttavia (azzardo) determinante per lo svolgimento della gara. Podisti.net era nato da poco più di un anno, quando nella RSM si disputò la prima maratona (7 ottobre 2000): partenza e arrivo in cima, circuito iniziale e poi discesa che – se ricordo bene – ci portò a sconfinare in Italia (l’organizzatore era un riminese, Zavatta se non erro), e infine risalita; insomma, un dislivello abbastanza pauroso, dichiarato dagli organizzatori in 2066 metri. La finimmo in 183, nella nebbia. L’esperienza tornò nei due anni successivi, fino al 20 ottobre del 2002, su un percorso diverso, ma sempre concluso dalla salita alla zona pedonale dei castelli e del merchandising (tanta paccottiglia, nessun giornalaio!): ci eravamo però ridotti a 126, è chiaro che l’esperienza non poté durare a lungo; e di San Marino come sede di maratone individuali non si parlò per un pezzo.

La seconda digressione arretra al 17 ottobre di 281 anni fa (1739), quando lo Stato della Chiesa, col pretesto ‘sovietico’ di tutelare la popolazione dall’oppressione dell’oligarchia, occupò la Repubblica con un esercito di un centinaio di soldati comandati dal cardinale piacentino Giulio Alberoni. Ma i sanmarinesi resistettero, recuperando la libertà dopo meno di quattro mesi (5 febbraio 1740). Libertà conservata fino ad oggi, e in base alla quale San Marino non è Italia ma si basa su leggi proprie. Se fosse entrata a far parte dello Stato Pontificio, sarebbe poi stata annessa all’Italia, come la Romagna e le Marche che la circondano.

Dite che non c’entra niente? Bè, sarà un caso, ma la prima maratona stradale, su asfalto urbano, della penisola (a parte esperienze, diciamo così, quasi private svoltesi nelle settimane scorse), dopo gli annullamenti delle più grosse maratone autunnali, si è svolta in uno “stato estero”, dove non fanno testo San Mattarella o quello “che conta più di lui” (secondo quanto dicono a Perugia); dove le circolari dei nemici del podismo, i prefetti Gabrielli e Piantedosi, si fermano a Dogana. Dove insomma il Covid lo si combatte con un po’ più di giudizio.

Ecco allora che, a 9 giorni dall’evento (18 settembre), è apparsa in rete la notizia che la Ekiden Marathon si estendeva a una “special edition” individuale, con numero chiuso e altre limitazioni (niente spogliatoi e docce – ma libero accesso ai bagni pubblici cento metri sotto il traguardo, e agli altri sapientemente dislocati dai sanmarinesi lungo i viali), distanziamento in partenza, mascherine obbligatorie per i primi 500 metri.

Iscrizioni per soli 25 euro, un ristoro fisso poco sotto la partenza (banane, acqua, tè, idrosalini, biscotti), in progressivo impoverimento giro dopo giro (al personale ultimo passaggio dopo 4 ore e 06 agguanto l’ultimo mezzo bicchiere di tè rimasto; al mio arrivo non c’è più niente, però dietro c’era ancora gente con un giro di distacco). Pacco gara oggettivamente scarsino (in sostanza, una t-shirt che nel mio caso sembra di dimensioni spropositate), premiazioni ridotte ai primi tre assoluti, mentre per i partecipanti alla Ekiden c’era un sacco di premi, compresi quelli bizzarri, per esempio a squadre assemblate un tanto al braccio.

Giusto così, nel senso che noi ammalati di maratona, in crisi di astinenza (quanto al territorio nazionale) da sette mesi, e con vacche magre in prospettiva, dobbiamo solo ringraziare per l’ospitalità, e anzi fare il mea culpa se, complice anche la scarsa risonanza degli annunci, e probabilmente il tempo massimo fissato inizialmente in 5h30 (elevate ‘in corsa’ a 6), per una gara con un dislivello che sfiora i 600 metri, siamo venuti solo in 69 (contro i 275 staffettisti). Chissà se i sanmarinesi ci ospiteranno ancora, o si richiuderanno di nuovo alla sola Ekiden, dove la partecipazione è stata davvero qualificata e i risultati di buon livello.

Ha vinto una staffetta abbastanza stratosferica, a livello regionale, come la Gabbi-Diolaiti A di Fabio e Marco Ercoli, Diego Gaspari, Giacomo Pensalfini e Vasil Matviychuk con un tempo finale di 2:17:38 cioè 3:15 /km. Doppietta dello stesso team in campo femminile, dominato appunto dalla Gabbi-Diolaiti A donne di Monica Freda, Eliana Patelli, Luana Leardini, Eleonora Gardelli e Celeste Ferrini, decime assolute in 2.48:19 vale a dire 3:59/km. Trentotto le squadre maschili, sette le femminili, dieci le miste, regolate dal Bar Maina (mista, vabbè: 4 maschi, e la ciliegina di una donna a fare gli ultimi 7 km scarsi) in 2.50:08.

Logico che l’entusiasmo e le attenzioni pubbliche fossero rivolte soprattutto agli staffettisti: un video captato da quel mostro di Mandelli nel profilo Fb di un partecipante mi ritrae mentre, al terzo o quarto dei miei sette passaggi sotto il traguardo, devo vedermela con l’auto che precede la squadra dei primi (al suo ultimo cambio), si ferma nella piazza già affollata dagli staffettisti in attesa e quasi mi obbliga a fermarmi (vabbè, direte voi, da andare ai 7/km a stare fermi c’è poca differenza).
Il passaggio e arrivo erano al culmine dei cento metri di salita più dura dell’intero tracciato, peraltro tutto corribile, persino dal sottoscritto, sebbene parecchi del mio livello lo camminassero. A proposito di camminatori, per un po’ mi ha fatto compagnia il mantovano Marco Simonazzi, detto Ol Sindic per la sua passata candidatura alle elezioni comunali di Mantova, che insieme all’ingegnere lughese Daniele Zoli aveva adottato la tattica del birillo: nei numerosi tratti di strada in cui il nostro tracciato era separato da quello automobilistico mediante birilli, a 30/40 metri uno dall’altro, i due compagni adottavano la tattica di correre “per un birillo” e camminare per l’altro. Con questo sistema hanno chiuso in 5.54, tre minuti davanti alla “pantera rosa” bergamasca Carlotta Gavazzeni, forse la più ‘viaggiatrice’ dei partecipanti (in gran parte romagnoli, più cinque modenesi).

Percorso abbastanza suggestivo, sostanzialmente nella circonvallazione a mezza quota di San Marino, con qualche interferenza automobilistica solo verso il km 4, in prossimità della ex stazione ferroviaria, dove lavori in corso restringevano la nostra corsia a un metro scarso, che qualcuno si autoriduceva passando per la rotonda anziché seguire la chicane prescritta (devo dire però che di frecce segnaletiche ne abbiamo viste poche; mi echeggia nella mente la voce della bella vigilessa bionda posta a presidiare l’area, che a un tizio alle mie spalle dice “vadiquà”, non so se divisibile in “va di qua” oppure “vadi qua”).
Dopo di che cominciava il tratto panoramico, con vista a destra sul mare tra Misano e Gabicce/Gradara, e prospetto finale, in verticale alla nostra sinistra, dei tre caratteristici castelli. Suggestivo anche il passaggio per le due gallerie restaurate (a occhio, 5/600 metri complessivi a ogni giro), dove fra l’altro faceva anche più caldino rispetto al meno confortevole clima esterno (per fortuna è piovuto solo dopo le 5 ore di gara): hanno mandato a pallino le misurazioni dei nostri Gps, ma questo conta poco.

Ho detto della vittoria della Moroni in 2.53:03; secondo (e primo uomo) Luca Benazzi in 3.02:24. Sesta assoluta è la seconda donna, Fausta Borghini; undicesima la terza, Marta Doko.
Mi aspettavo qualche ‘supermaratoneta’ in più, ma ci siamo accontentati dell’ex presidente Luciano Bigi, uno dei patron della Maratona Alzheimer, che mi ha doppiato proprio mentre io stavo doppiando la Carlotta, e ha chiuso in 4.04, precedendo di poco un supermaratoneta emergente come Maurito Malavasi (primo dei modenesi, 4.12). Tra gli altri, ho rivisto con piacere, dopo il lungo blocco, l’ammiraglio Vincenzo Carulli (che dopo l’ultima nostra gara comune a Lanzarote aveva corso e raccontato per noi la maratona di Cartagine); la famosa pacemaker toscana Ilaria Razzolini, qui alla scorta dell’amica ipovedente Chiara; gli sposini di Magreta Bacchi-Mascia, sempre in luna di miele e che spesso ci hanno raccontato le loro maratone in giro per l’Italia; e l’altro toscano Massimiliano Morelli, 600 e passa maratone all’attivo, che al terzo giro ha tentato il colpaccio di superarmi ma si è arreso al penultimo, andando così a ingrossare la fila striminzita di chi mi è arrivato dietro.

Ma la sfida era soprattutto con noi stessi, con la nostra disabitudine a stare sulle gambe per 4 ore e più, la continua tensione fino al giorno delle gare cui siamo iscritti, nel timore che ci sia l’ennesimo annullamento, come leggiamo ogni giorno. Per fortuna, San Marino è una repubblica libera e indipendente: sebbene acciaccati e stanchi all’indomani, possiamo solo benedire la sua autonomia.

30 settembre - Estratto dal comunicato stampa della società organizzatrice.

Una partenza impressionante, con uno scatto fulmineo dalle prime file. Un ritmo di gara attorno ai 3 minuti al kilometro ha fatto sin da subito selezione tra i concorrenti della prima frazione di gara. Saldamente al comando nella categoria Team Pro, dal primo kilometro, la squadra “Gabbi Diolaiti Bologna - A”, composta da Fabio Ercoli, Diego Gaspari, Giacomo Pensalfini, Vasil Matviychuk e Marco Ercoli, con una velocità media spesso sotto ai 3’15” al km e il miglior tempo finale con 2h 17’ 38”. A seguire i team CorriForrest di Forlì e Dinamo Sport di Bellaria hanno lottato fino all’ultima frazione, rispettivamente arrivate al 2° e 3° gradino del podio, con il tentativo di recupero di Rachid Benhamdane (Dinamo Sport) nella 4° frazione di gara.

Nella categoria Team Corporate, la sfida più accesa con tanti sorpassi ad ogni frazione gara, si è vista tra le squadre EnerGreen, Colombini, MVP Sport e The Space.

Poi nel finale il sorpasso di Ilie Laurentiu (EnerGreen) su Federico Borlenghi (Colombini) regala al team EnerGreen la gioia della vittoria di categoria con il crono di 2h 30’ 35” e la seconda posizione assoluta. Al secondo posto il team Colombini, al terzo MVP Sport e The Space al quarto.

Le migliori prestazioni assolute in campo maschile, nelle rispettive frazioni, sono di Giacomo Pensalfini, con il tempo di 18’ 29” nel giro singolo di 5,9 km (media di 3’07”al km) , Vasil Matviychuk, con il tempo di 37’ 02” nel doppio giro da 11,8 km (media di 3’08”al km) e Marco Ercoli, con il tempo di 22’ 46” nel giro finale da 6,795 km con variante (media di 3’20”al km).

In ambito femminile dominio assoluto, nei Team Pro, della “Gabbi Diolaiti Bologna – A” composto da Monica Freda, Eliana Patelli, Luana Leardini, Eleonora Gardelli e Alice Cuscini, con il crono di 2h 48’ 19”, davanti alle atlete dell’Atletica 85 Faenza (3h 00’25”) e della Miramare Runner (3h 07’ 29”).

Le migliori prestazioni assolute in campo femminile, nelle rispettive frazioni, sono di Monica Freda, con il tempo di 25’ 14” nel giro singolo di 5,9 km (media di 4’ 16”al km), Eleonora Gardelli, con il tempo di 43’ 47” nel doppio giro da 11,8 km (media di 3’ 42”al km) e Emanuela Brasini, con il tempo di 27’ 58” nel giro finale da 6,795 km con variante (media di 4’ 06”al km).
Nella maratona individuale il miglior tempo assoluto, sui sette giri del circuito, lo ha fatto registrare Federica Moroni, portacolori della AVIS Castel San Pietro e regina indiscussa della San Marino Marathon 2020, con il crono di 2h 53’ 03” (media di 4’ 06”al km) seguita da Fausta Borghini, Running Team San Patrignano e Marta Doko, GS Lamone.

La classifica maschile incorona al primo posto Luca Benazzi (3h 02’ 24”), portacolori della LifeRunner, seguito da Paolo Callegari dell’Atletica CorriFerrara e Loris De Paoli della Grottini Team Recanati.

 
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24 Settembre – Tra i tanti annullamenti, Maratona di Ravenna Città d'Arte conferma - nell’apposita conferenza stampa di oggi - l’appuntamento per l’8 Novembre 2020: insieme alla maratona, si correrà anche la mezza maratona. Solo la Good Morning Ravenna di 10K si disputerà il 21 marzo 2021.

Il numero dei partecipanti sarà limitato a 4000 unità, con partenze ad ondate e il rispetto delle misure precauzionali anticovid previste dalle normative federali.

Ecco il comunicato ufficiale:

In tantissimi, soprattutto nelle ultime ore e in occasione delle prime manifestazioni podistiche post lockdown, si stavano chiedendo quale fosse il futuro della Maratona di Ravenna Città d’Arte, evento rimasto sempre nel calendario dei prossimi mesi in attesa di verifiche sulla situazione epidemiologica e sui protocolli da adottare.

Ora è ufficiale: la Maratona di Ravenna Città d’Arte si svolgerà, come previsto nella programmazione delle manifestazioni sportive in Emilia Romagna e nel calendario FIDAL, Domenica 8 Novembre 2020. E lo stesso giorno si correrà, oltre che sulla distanza dei 42,195 Km, anche la Ravenna Half Marathon sui 21,0975 Km.

Sarà invece posticipata al 21 Marzo, e non annullata, l’edizione 2020 della Good Morning Ravenna 10K, arricchita anche dalla terza edizione della Dogs & Run. Per consentire infatti uno svolgimento più naturale della manifestazione, che da sempre ha i connotati di un’autentica festa per tutto il territorio e dare il giusto spazio al colore e al calore di un evento che si basa sul divertimento e il piacere di stare insieme a tanti amici, si è scelto di individuare una data nella quale proporre esclusivamente questo evento in un periodo nel quale, si spera, con l’arrivo della primavera le tematiche legate al Covid-19 dovrebbero essere meno preoccupanti.

Due date e due eventi distinti: Domenica 8 Novembre Maratona e Half MarathonDomenica 21 Marzo 2021 Good Morning Ravenna 10K e Dogs & Run.

L’8 Novembre si correranno dunque, come da programma stilato in epoca pre Covid e mai modificato, la 42K e la 21K. Due gare che verranno però organizzate nel pieno e più fedele rispetto delle norme in vigore a quella data contro la diffusione del Coronavirus per divertirsi e fare sport in sicurezza.

Diverse le novità che saranno direttamente legate alla situazione sanitaria attuale e che verranno proposte seguendo alla lettera le Linee Guida ed i Protocolli stilati negli ultimi mesi per le manifestazioni sportive “no stadia”. Tra queste il numero degli iscritti che sarà limitato a quattromila unità con partenze scaglionate “a ondate”, cronometraggio con real time e runner distanziati alla partenza grazie ad apposita segnaletica. Oltre a questo, non saranno disponibili né spogliatoi né docce; il pettorale di gara avrà un chip monouso. E sempre per evitare i tanto temuti assembramenti, l’Expo verrà proposto in una modalità più snella, così come le premiazioni a fine gara.

La decisione definitiva è stata presa proprio nelle ultime ore da Ravenna Runners Club, società organizzatrice dell’evento, in accordo ed in costante contatto con il Comune di Ravenna, la Regione Emilia-Romagna e tutte le autorità competenti.

Alla Conferenza non ha potuto presenziare, a causa di altri impegni istituzionali, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il quale non ha però mancato di far pervenire un messaggio di fiducia e sostegno: “Grazie agli organizzatori di Ravenna Runners Club che hanno scelto di confermare questo appuntamento in un momento così difficile, nel massimo rispetto di tutte le norme di sicurezza. Come Regione – queste le parole di Bonaccini – siamo convinti che lo sport sia un formidabile motore di socialità, comunità e opportunità economica: tutte caratteristiche di cui abbiamo bisogno in questa fase di ripartenza”.

“Siamo soddisfatti – dice il sindaco di Ravenna Michele de Pascale – di annunciare che la Maratona si svolgerà l’8 Novembre, ma tengo a sottolineare che non è una scelta presa a cuor leggero, tutt’altro. È frutto di un lavoro attento e costante, portato avanti per mesi, fianco a fianco. Un lavoro fatto di valutazioni e confronti con tutte le autorità competenti per fare in modo che la manifestazione si possa svolgere mantenendo la qualità con la quale è sempre stata organizzata e, al contempo, il totale rispetto delle normative in vigore. Tutto ciò è possibile grazie all’impegno di Ravenna Runners Club, al sostegno dell’Amministrazione comunale e della Regione Emilia-Romagna, oltre che degli sponsor privati che hanno scelto di investire sull’evento. Tutti auspicavano una risposta positiva e siamo lieti di poterla dare oggi”.

“Abbiamo deciso di proseguire – sottolinea invece Stefano Righini, presidente di Ravenna Runners Club – nel nostro cammino verso l’8 Novembre, con la consapevolezza che saremo chiamati ad una prova difficile perché questa volta non sarà sufficiente garantire la qualità nell’evento, ma anche, e soprattutto, la massima sicurezza a tutti i partecipanti. Ci stiamo confrontando quotidianamente con le autorità competenti ed ogni nostra scelta da oggi sarà assolutamente ponderata con attenzione e scrupolo nei confronti dei protocolli e delle linee guida stabilite dalla Fidal e dagli enti preposti. La scelta di posticipare la Good Morning 10k deriva dalla consapevolezza che a novembre non avremmo potuto dare alla città l’opportunità di godere della consueta festa collettiva, fatta di divertimento e spensieratezza. Speriamo tutti che a Marzo potremo rivivere le emozioni che siamo stati abituati a provare in passato

Ulteriori dettagli verranno comunicati nelle prossime ore, sempre con un obiettivo: ripartire in sicurezza anche per quanto concerne i grandi eventi internazionali.

 

NdD. Finalmente fatti, e non chiacchiere 'virtuali'! E ci contavamo, dopo il buon esito della mezza ravennate di Casal Borsetti che abbiamo raccontato due settimane fa. Naturalmente incrociamo le dita, però ci fa piacere che il podismo non sia più la cenerentola degli sport, in una regione che per prima ha aperto agli spettatori le partite di pallacanestro, pallavolo (al chiuso!) e calcio (sebbene ancora troppo poco: 1000 presenti, quando in Ungheria si gioca la finale di Supercoppa davanti a ventimila!).  E' anche un risarcimento, alla stessa regione che, dopo aver celebrato l'ultima maratona su strada (Salso-Busseto, 23 febbraio), era stata la prima a chiudere, con l'annullamento della 42 km di Bologna del 1° marzo. E spero che questo sia solo la conferma in grande stile (dopo le maratone di ottobre che stanno al momento resistendo) di una ripresa che opportunismo, pavidità, burocrazia hanno dilazionato oltre ogni limite. [Fabio Marri]

 

 
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Varese, 22 settembre 2020 – Nonostante le tante sfide organizzative di quest’anno (l’ultima l’inagibilità del caratteristico ponte di legno sul lago di Comabbio, ndr), gli organizzatori confermano la 6° edizione della CORRI con SAMIA – Lago di Comabbio Run (Ternate-Varese) che si svolgerà come previsto questa domenica 27 settembre.

I 300 pettorali disponibili sono già andati esauriti. Stante la possibilità di partire in blocchi di atleti e non singolarmente come ipotizzato inizialmente, mettiamo a disposizione altri 50 pettorali”. Partenza del primo blocco dei “competitivi” fissata per le 8.30 sempre dall’edificio polifunzionale del Parco Berrini a Ternate (Va). A seguire la seconda griglia con i “non competitivi”.   

Il percorso, come detto, deve tenere presente l’inagibilità del ponte. Per questo rispetto alle passate edizioni si correrà in senso antiorario per dirigersi subito verso la deviazione che permette di aggirare il ponte e re-immettersi sulla ciclo-pedonale. La distanza sarà sempre di 12 chilometri.

“In partenza e per i primi 500 metri è obbligatorio indossare la mascherina. Tagliato il traguardo bisogna indossarla nuovamente. Chiediamo a tutti i partecipanti di rispettare le regole: un minimo sforzo per svolgere in massima sicurezza la gara”, così all’unisono gli organizzatori. 

Per le 50 iscrizioni ancora disponibili: www.endu.net o sabato pomeriggio dalle 15 alle 18 al Parco Berrini di Ternate, dove si potranno ritirare anche i pettorali. 

Ultima novità di questa edizione, il rinnovato logo della manifestazione. Grazie alla designer varesina Francesca Cecchini, la nuova veste grafica vuole portare nuova linfa in vista di importanti novità che bollono in pentola per la prossima edizione. 

La manifestazione si svolge in collaborazione con il Comitato Provinciale CSI di Varese e grazie a Whirlpool, Fondazione Comunitaria del Varesotto, ProAction, Tigros, iovedodicorsa – CiaoRunner, Camera di Commercio di Varese - Varese Sport Commission, Avis Biandronno, CRAL Whirlpool, AIC Lombardia, Mera&Longhi, tutti a vario titolo sostenitori da anni dell’evento. 

Buona corsa a tutti!

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Lunedì, 21 Settembre 2020 13:54

Arrone (TR) - Stravalnerina Country Edition 2020

20 Settembre - La StraValnerina 'Bartolini' Country edition ha fatto centro. La manifestazione organizzata dall’#iloverun Athletic Terni era la prima della provincia di Terni dopo l'emergenza Covid. Pieno gradimento da parte dei partecipanti della formula trovata nel rispetto dei protocolli di sicurezza: percorso più corto (4 km anziché 10) e gara a cronometro con partenze scaglionate ogni 20 secondi. 

Primo assoluto al traguardo l'ivoriano Jean Marc Louaty Diomande con il tempo di 12'31" (media di 3'08" a chilometro). Il portacolori dell'#iloverun Athletic Terni, dove allena anche i bambini ed è amatissimo soprattutto dai più piccoli, era uno dei favoriti. Specialista del mezzofondo veloce con personale da 1'58"78 negli 800, Jean Marc non disdegna uscite nella mezza (1h17'24" nella Terni Half Marathon 2020). Al secondo posto Gianluca Fanelli (Asd AT Running) con il tempo di 12'53". Terzo Matteo Giacomelli (Asd Runners San Gemini) in 12'55". Tra gli atleti di casa quarto posto per Tommaso Cresta (13'25"), ottavo per Enrico Costanzi (13'48") e nono per Enrico Martellini (14'05").

Tra le donne altro successo firmato #iloverun Athletic Terni grazie ad Elena Maria Petrini, prima sul traguardo con il tempo di 14'14". Azzurra del triathlon e campionessa mondiali junior nel 2010 nell’Acquathlon, Elena è stata protagonista in maglia Athletic Terni sia ai campionati italiani di cross che nella Coppa dei Campioni di cross. In pista ha al suo attivo un 17’35” nei 5000 metri. Al secondo posto Manuela Piccini (La Sbarra & I Grilli) in 14'30", mentre terza si piazza Tania Palozzi (#iloverun Athletic Terni) in 15'03". 

Gara veloce in pieno stile 'country' con salite impegnative e passaggi sullo sterrato che hanno impegnato ma anche divertito i partecipanti. La partenza a intervalli di 20 secondi tra un atleta e l'altro ha regalato un momento emozionante quando l'arrivo di Francesca Muccioli ha coinciso con la partenza di Antonio Zaratti. I due podisti dell'Atletica Rocca Priora sono sposati da poche settimane ed erano appena rientrati dalla luna di miele.
“Se mi fossi rimesso i panni dell'atleta avrei apprezzato anche io il percorso - ha commentato il presidente dell'#iloverun Athletic Terni, Leonardo Bordoni - è stata una gara sui generis, ma le prove in solitaria a cronometro sono sempre affascinanti. La partenza ravvicinata porta a esprimersi al meglio ed il percorso lungo il territorio comunale di Arrone è sempre bello e apprezzato”.
Queste le parole del vincitore Jean Marc Louaty Diomande: “Era tanto che non correvamo su strada e avevamo voglia di dare il meglio. Alla partenza tanta adrenalina, siamo abituati a stare in gruppo. Oggi invece bisognava cercare di riprendere il compagno che vedevamo davanti e bisognava. A metà percorso un po’ di salita ma sentivo bene le gambe e sono andato a tutta”. Per la vincitrice Elena Petrini: “Peccato non poterla fare in modalità classica ma è stata una gara divertente ed uno stimolo diverso. Bisogna concentrarsi sul fare il meglio e superare se stessi. Percorso impegnativo, ma bello e piacevole tra vallonate, sterrate, curve e salite. Gara veloce di 4 km ma a livello muscolare è stata molto dura”.

 

STRAVALNERINA "BARTOLINI" COUNTRY EDITION 2020  

CLASSIFICA MASCHILE

 

1 Jean Marc Louaty Diomande (#iloverun Athletic Terni) 00:12:31

2 Gianluca Fanelli (Asd AT Running) 00:12:53

3 Matteo Giacomelli (Asd Runners San Gemini) 00:12:55

4 Tommaso Cresta (#iloverun Athletic Terni) 00:13:25

5 Enrico Calandri (2S Atletica Spoleto) 00:13:25

6 Paolo Luigi Lupi (Ass. Atl. Libertas Orvieto) 00:13:26

7 Michele Fiorucci (Tiferno Runners) 00:13:39

8 Enrico Costanzi (#iloverun Athletic Terni) 00:13:48

9 Paolo Martellini (#iloverun Athletic Terni) 00:14:05

10 Franco Lombardi (Polisportiva Fulgur Tuscania) 00:14:06 

 

CLASSIFICA FEMMINILE 

1 Elena Maria Petrini (#iloverun Athletic Terni) 00:14:14

2 Manuela Piccini (La Sbarra & I Grilli) 00:14:30

3 Tania Palozzi (#iloverun Athletic Terni) 00:15:03

4 Patrizia Giannini (Asd Athletic Lab Amelia) 00:15:08

5 Susanna Faustini (Gs Amleto Monti) 00:16:14

 
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Il Trail del Gevero, che il prossimo 8 novembre a Cison di Valmarino (TV) vivrà la sua sesta edizione, non è solo una gara di corsa fuoristrada, ma potrebbe essere considerata la scusa per andare alla scoperta di un territorio, nel cuore della provincia trevigiana, che garantisce tutto quello che si può desiderare: da idilliache bellezze storiche e artistiche, come il Castello Brandolini/Colomban o il Tempio della Madonna delle Grazie, a tanti itinerari ideali per escursioni fuoriporta, a gustose cene nelle osterie del luogo, che sembrano ancora perle di un passato lontano, a richiami locali di non poco conto come il Museo delle Radio d’Epoca nella centralissima Piazza Roma.
Paradossalmente, la scelta dovuta, di proporre un solo percorso di 21 km per 1.500 metri di dislivello, per snellire quanto più possibile la gestione organizzativa in base alle normative anti Covid-19, può essere un vantaggio, offrendo a coloro che si iscriveranno l’opportunità di affrontare una gara affascinante, anche nella sua lunghezza contenuta, abbinandola magari a un weekend di sano turismo.
Venendo all’aspetto tecnico della gara, il tracciato è rimasto invariato rispetto alla scorsa edizione. Un percorso da affrontare con un buon allenamento alle spalle, soprattutto per la lunga salita del sentiero della Costa del Vent che porta al Gpm di Crodon del Gevero. La partenza verrà data alle ore 8:00 da Piazza Roma, secondo le modalità prescritte al periodo dai protocolli sportivo-sanitari. Lungo il percorso sarà prevista una sola postazione di ristoro esclusivamente idrico, con i runner che dovranno essere dotati di proprio bicchiere già alla partenza.
La quota di partecipazione alla gara è di 15 euro fino a fine settembre per poi passare a 20 euro con chiusura l’1° novembre.
Per informazioni: ASD Trail del Gevero, tel. 371.4220548, traildegevero.it

 
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