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Victor Kwemboi e Gladys Chemutai firmano la 26^ Padova Marathon

26 APRILE 2026 | Di Pietro De Biasio
La partenza - Foto Massimo Bartolini

26 aprile Padova – La “città dei tre senza” si è svegliata presto, con quella tensione leggera che solo le grandi maratone sanno creare. Alla vigilia, tra Expo Village e conferenza stampa, i protagonisti avevano parlato chiaro: ambizioni misurate, ma concrete. Poi, come sempre, è stata la strada a dare le risposte. E la Padova Marathon non ha tradito. Dallo start delle 8.30 allo Stadio Euganeo fino alla mezza partita da Abano Terme, la giornata ha avuto un filo conduttore preciso: ritmo alto, gara vera, senza tatticismi esasperati. Proprio come ci si aspettava.
Maratona (42,195 km) I nomi della vigilia erano quelli giusti. L’ugandese Victor Kwemboi, già terzo nel 2024 e secondo nel 2025, aveva dichiarato apertamente di puntare al successo. E lo ha fatto. Con una gara intelligente, senza strappi inutili, ha aspettato il momento chiave per cambiare passo e chiudere in 2h09’35”. Dietro di lui il keniano Dickson Simba Nyakundi, atleta abituato a vincere anche in Italia, che ha tenuto fino alla fine cedendo solo nel finale (2h09’44”). Terzo il burundese Therence Bizoza, il più accreditato sul piano cronometrico alla vigilia con il miglior personale di 2h09’18” ad Amsterdam nel 2023, che paga qualcosa nella seconda parte, ma sale comunque sul podio (2h11’59”). Una gara che ha rispettato i valori annunciati, con gli africani a fare selezione naturale e a gestire la corsa con esperienza. Tra gli altri, presenza solida anche per nomi come l’eritreo Solomon Asmerom Shumay e gli altri keniani al via, in una gara che ha confermato il respiro internazionale dell’evento.
Al femminile, più che una gara, è stata una dimostrazione di forza. La vigilia indicava chiaramente il blocco keniano come riferimento tecnico, e la corsa ha trasformato il pronostico in dominio netto. Subito ritmo alto, selezione naturale già nei primi chilometri e, soprattutto, una gestione della gara senza sbavature. A emergere è stata Gladys Chemutai (2h29’53” vincitrice a Nairobi nel 2024), capace di costruire la vittoria con progressione costante fino al 2h32’23”. Alle sue spalle Violet Jelangat, seconda in 2h32’27”, e Teresiah Omosa, terza in 2h40’22”. Tre atlete, tre keniane, un podio interamente monocolore. Un dominio tecnico e tattico, costruito sulla capacità di correre in controllo e colpire nel momento giusto.
Mezza maratona (21,097 km) Qui il copione era più aperto. Da una parte l’esperienza di Daniele Meucci azzurro di lungo corso e oro europeo a squadre nel 2014, che torna sulla mezza di Abano Terme dopo il quinto posto del 2021, dall’altra la freschezza e la fame di Ahmed Ouhda, compagno di squadra nell’Esercito e bronzo a squadre ai Mondiali militari di Antalya, nonché atleta allenato dal Direttore tecnico dell’evento Ruggero Pertile, indicato alla vigilia come favorito. E la gara ha seguito esattamente questa linea. Ritmo alto, gruppo compatto, nessuno disposto a scoprire troppo presto le carte. Poi, nel finale, la progressione decisiva. A vincere è stato l’italo marocchino Ouhda in 1h03’40”, capace di trovare l’allungo giusto nel momento chiave. Meucci, ancora competitivo a quarant’anni, ha risposto colpo su colpo, ma si è dovuto accontentare della seconda piazza per appena cinque secondi (1h03’45”). Terzo Daniele Farronato, sempre presente e regolare (1h03’58”). Una gara vera, interpretata fino all’ultimo metro, come lo stesso Meucci aveva anticipato alla vigilia.
Al femminile, la keniana Valentine Jepkoech Rutto, già indicata tra le possibili protagoniste e già vincitrice a Malaga nel 2022, ha preso subito in mano la gara imponendo il proprio ritmo. Vittoria netta in 1h12’22”. Alle sue spalle, ottima prova di Nicole Reina portacolori della Caivano Runners, pluricampionessa nazionale che ha confermato le sensazioni della vigilia chiudendo in 1h12’38”. Completa il podio Diletta Moressa, terza in 1h14’58”.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai risultati. Padova ha messo insieme mondi diversi: atleti africani di alto livello, élite italiane, gruppi internazionali come i brasiliani di “Corre Dublin”, e tanti podisti che hanno dato senso alla giornata. Dalla promessa personale alla ricerca del tempo, dalla prima gara alla centesima: ogni storia ha trovato spazio sulle stesse strade. La Padova Marathon organizzata da Assindustria Sport. si conferma una gara completa. Tecnica quanto basta, partecipata il giusto, internazionale senza perdere identità. E alla fine resta questo: una corsa che non ha bisogno di effetti speciali. Basta seguirla, passo dopo passo.

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FONTE CLASSIFICA ENDU

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