Yeman Crippa è prima un vincente e poi un recordman
Ebbene sì, lo ammetto. Su Yeman Crippa e il suo “problema” con la maratona, felicemente risolto domenica scorsa a Parigi, non ci avevo capito niente, ma questo non è importante e non fa notizia. Quello che conta è che domenica scorsa con una condotta attenta, Yeman ha vinto a Parigi, come raccontato da Maurizio Lorenzini in questo pezzo. Con un finale alla… Crippa: 6’01” negli ultimi 2195 metri che come ci faceva notare l’amico Alberto Mazzucchelli, è il miglior finale nella storia della maratona. Insomma è tornato su uno dei “luoghi del delitto”, dove non aveva performato secondo quelle che erano le sue e le nostre aspettative e che riportiamo qui di seguito:
2h08:57 – Milano – 2 aprile 2023
2h06:06 – Siviglia – 18 febbraio 2024
2h10:36 – Parigi (Olimpiadi) – 10 agosto 2024
Ritirato – Londra – 27 aprile 2025
Ritirato – Tokyo (Mondiali) – 15 settembre 2025
2h10:59 – Valencia – 7 dicembre 2025
a cui aggiungiamo, finalmente: 2h05:18 – Parigi – 12 aprile 2026
Un esordio con dolori di stomaco, ma giustificabile. La maratona è un altro sport rispetto a mezza e 10K. Lo sanno bene i nostri lettori. Una promettente crescita l’anno dopo a Siviglia, poi due ritiri e due controprestazioni da 2h10 che non si possono vedere per uno che corre la mezza il 59 minuti e i 10K in 27.
Sicuramente ci sono state precise ragioni tecniche e fisiche dietro ogni precedente “fallimento” ma sarà un caso, a Parigi si è scatenato. Non a Siviglia, Londra o Valencia, gare velocissime, ma dove arrivare nella top ten era già un successo. Lui non cercava il record italiano, lui voleva battere tutti, non voleva essere un comprimario di lusso. Lo incontrai per la prima volta fuori dagli spogliatoi al Campaccio. Era giovanissimo e ricordo bene, il colore dei suoi capelli e di quelli del fratello Neka. Erano… fosforescenti. Non sapevo chi fosse. Non conoscevo la sua storia. Scambiammo due battute e compresi subito che lui era un tipo speciale e non per il colore della testa. Era lì per vincere. Come nella Ville Lumiére. Se poi arriva anche il record, personale o italiano tanto meglio, ma non è questo il suo primo obiettivo. Appena ha annusato l’odore del sangue della vittoria, come uno squalo si è avventato e sappiamo com’è andata a finire. Grande Yeman!