Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Feb 14, 2019 1626volte

R.I.P. Elsa Pasquali: "Vengo, mio Signore, a correre dietro a Te"

Ricordi solo in bianco e nero Ricordi solo in bianco e nero Roberto Mandelli (dal web)

Se ne è andata in silenzio: questa non è la frase fatta che di solito apre i necrologi, ma corrisponde alla scelta di vita e di morte di suor Elsa Pasquali, vicentina di Schio, classe 1941, che l’8 dicembre 1966, dieci mesi dopo aver stabilito il record mondiale dei 30 km (con 2.03:04), aveva scelto di entrare nel monastero di Vimercate con la congregazione di S. Paolo di Chartres (un ordine di suore consacrate alla carità verso il prossimo, fondato nel 1696 e che ha ora la sua sede centrale a Roma). E proprio nella Casa di Roma suor Elsa è spirata l’8 febbraio, ma disponendo che l’annuncio della sua morte fosse divulgato solo ieri, 13 febbraio, ad esequie avvenute.

Elsa Pasquali, tesserata per l’Atletica Schio, che si allenava la sera dopo aver lavorato in fabbrica, nei primi anni Sessanta raggiunse e superò le distanze massime allora consentite alle donne: cominciò coi  400, 800 e 1500 metri (ricordo che Paola Pigni, più giovane di lei di 4 anni, cominciò a correre i 1500 all’altezza di Messico 1968, quando non erano ancora disciplina olimpica). Poi, sotto la guida di un allenatore straordinario come  Mario Lanzi (il novarese classe 1914, argento olimpico a Berlino sugli 800, e che proprio a Schio concluse nel 1980 la sua carriera di sportivo e di uomo), il 29 dicembre 1965 stabilì il record mondiale sull’ora con la distanza di 15,953 chilometri. La ricorda ancora Giorgio Cimbrico, lo storico dell’atletica italiana, in un contributo del 2018 su “Le pioniere dell'atletica azzurra”, come colei che  avviò il “processo di emancipazione, di abbattimento di cancelli all’interno dei quali erano state rinchiuse” le donne.

Nemmeno un mese  e mezzo dopo il primo record, ecco un altro mondiale di Elsa, su una distanza semplicemente inimmaginabile al femminile, i 30 km, stabilito l’11 febbraio 1966. Fece in tempo a parlarne l’ultima edizione di un libro di culto, L'atletica femminile in Italia e nel mondo di Salvatore Massara (Napoli, L'Arte Tipografica, 19663, dopo una prima stampa del 1955 pubblicata a Vibo Valentia presso un editore che si chiamava, guarda caso, Gigliotti).

Ma mentre il libro usciva, Elsa, a 25 anni, entrava in convento a Vimercate, diventando per sempre suor Elsa, e così dichiarando al “Gazzettino”, il giornale della sua terra (che oggi  ne riproduce le parole): “L’atletica mi ha dato molto, non soltanto sul piano fisico: le mie vittorie più belle, la mia capacità di resistenza allo sport, di soffrire nelle estenuanti gare sono state per me come un segno premonitore che avrei potuto applicare le mie forze fisiche e il mio spirito di sacrificio a un fine più utile di quello che non sia il raggiungimento di un traguardo agonistico. Donando la mia vita a Dio, le darò un senso nuovo, mi completerò, mi arricchirò più di quanto un qualsiasi primato mondiale possa arricchirmi».

Tornò a Schio quattro anni dopo, scrivendo per l’inaugurazione del nuovo centro per l’atletica leggera questa frase: «Qui Cristo mi chiamò. Sì, vengo mio Signore a correre dietro a Te. Tu sarai la mia pista, Tu sarai il mio allenatore, Tu sarai la mia gara, Tu sarai il mio traguardo…».

Domani mattina 15 febbraio, alle 9 nell'oratorio salesiano di Schio, una messa in suffragio. È da sperare che ben altri riconoscimenti  giungano presto a ricordare Elsa anche su questa terra.

1 commento

Lascia un commento

I commenti sono a totale responsabilità di chi li invia o inserisce, del quale restano tracciati l'IP e l'indirizzo e-mail. 

Podisti.Net non effettua alcun controllo preventivo né assume alcuna responsabilità sul contenuto, ma può agire, su richiesta, alla rimozione di commenti ritenuti offensivi. 
Ogni abuso verrà segnalato alle autorità competenti.

Per poter inserire un commento non è necessario registrarsi ma è sufficiente un indirizzo e-mail valido.
Consigliamo, tuttavia, di registrarsi e accedere con le proprie credenziali (trovi i link in fondo alla pagina).
In questo modo potrai ritrovare tutti i tuoi commenti, inserire un tuo profilo e una foto rendere riconoscibili i tuoi interventi.

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina