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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Martedì, 06 Ottobre 2020 23:52

Arena di Milano, finalmente si riparte

Accadrà domenica 11 ottobre, una sorta di battesimo con la presenza di rappresentative provinciali lombarde e piemontesi, categoria cadetti (nati 2005-2006) ed è bello che tutto ricominci proprio dal settore giovanile. L’inaugurazione vera e propria avverrà tra breve, così come si spera presto arrivino tutte le attrezzature e si proceda con l’omologazione per tutte le specialità.

Lavori di rifacimento pista durati un anno, in realtà era inutilizzabile già diversi mesi prima (disponibili invece gli spogliatoi, salvo problemi covid). Torna l’atletica, speriamo anche quella di alto livello, che in realtà non si vedeva all’Arena dal 2015, eppure questo impianto nel tempo ha visto prestazioni di alto livello, basti citare il record del mondo realizzato da Marcello Fiasconaro (anno 1973, 800 metri, 1:43:70). Anche altri sport hanno “vissuto” da queste parti, ad esempio fino al 1950 Milan ed Inter giocavano proprio qui le loro partite.

Un impianto storico, nato come anfiteatro nel 1807, divenuto poi settant’anni più tardi Arena Civica. Ben più recentemente intitolata a Gianni Brera.

Il colore, anzi, i colori scelti, perché si tratta di uno “spezzato”, sono il verde e l’arancio.

Speriamo sia l’inizio di una nuova era, e confidiamo che quanto prima si proceda alla ristrutturazione di tutto ciò che si trova intorno alla pista stessa, condizione essenziale per tornare a vedere i grandi eventi dell’atletica.

 

4 ottobre - Anche nella seconda giornata di gare (ieri si è corso il Vertical), scampato il pericolo meteo per il Trofeo Nasego, che si è corso regolarmente: Nasego che nell’occasione era campionato italiano di corsa in montagna su lunga distanza.
Nella gara maschile il primo posto è del francese Sylvain Chacard, che si prende la rivincita da Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana), che lo aveva battuto al recente Fletta Trail; terzo Xavier Chevrier (Atl. Valli Bergamasche). Quarto posto per il vincitore dell’edizione 2019, Andrew Douglas.

Al femminile la vincitrice è l’irlandese Sarah McCormack, davanti a Francesca Ghelfi (Podistica Valle Varaita), terza Elisa Sortini (Atl. Alta Valtellina).

Per effetto di questi risultati Francesco Puppi e Francesca Ghelfi sono i campioni italiani di specialità del 2020.
Nella classifica per nazioni Italia al primo posto nel maschile, invece al femminile prevale la Repubblica Ceca.

Di seguito maggiori informazioni a cura del comitato organizzatore.

Grande impegno ed attenzione da parte degli organizzatori di Atletica Valli Bergamasche Leffe e di ABCF Comero per disporre un protocollo adeguato: mascherine e distanziamento, le parole d’ordine di questa edizione. Ma al centro c’erano le gare, e le gare non hanno tradito: spettacolo puro con la prima parte come di consuetudine lanciata a tutta nelle vallate laterali di Casto con il Parco Fucine, le Ferrate, i Piani di Alone. Poi la scalata al Nasego, il simbolo ed icona di questa gara giunta alla 19^ edizione.

Al Maschile un plateau di campioni clamoroso che ha dato vita ad una sfida emozionante, ed all’interno una sfida che si rinnova, quella tra Sylvain Cachard e Francesco Puppi, che già al FlettaTrail di Malonno avevano dato vita ad un duello appassionante.

Nella primissima parte si fanno vedere Chevrier e Maestri in un gruppetto che comprende Cachard, Puppi, Douglas e Rancon. I cinque insistono e sono insieme anche a metà gara. La gara gira al km 14 quando la salita più dura è al suo inizio. Cachard e Puppi riescono a fare la differenza mettendo quasi un minuto sugli inseguitori.

Puppi fa il forcing in discesa ma Cachard non si stacca e con sagacia tattica attende la discesa finale per l’attacco che risulterà decisivo. Certo il copione poco si discosta da Malonno ma questa volta a Puppi non riesce il miracolo. Cachard vola letteralmente e polverizza il record di Douglas. Nuovo primato del tracciato: 1h34’11”.Podio completato da Puppi 2° che si laurea tricolore di lunghe distanze e da Xavier Chevrier, super atteso al rientro il fenicottero non ha deluso e dopo tanto tempo conferma intatta classe e talento di uno dei più grandi interpreti del mountain running europeo degli ultimi 10 anni.

Gran top ten, con il gotha europeo della specialità: Andy Douglas (Sco) 4°, un immenso Julien Rancon (Fra) 5°, Cesare Maestri 6°, Henri Aymonod 7° (vincitore della combinata con il Vertical), lo sloveno Beçan 8°, Alberto Vender 9° e Jean Baptiste Simukeka (Rwa) 10°.

Nella gara Femminile assolo stupendo di Sarah McCormack che dopo l’argento dello scorso anno trionfa alla Nasego mettendo in bacheca un altro Trofeo Internazionale di grande prestigio. La vincitrice dell’ultima World Cup è irresistibile per tutte le avversarie, spinge sull’acceleratore e scava un divario di oltre 1 minuto sulle avversarie che danno vita invece ad un continuo avvicendarsi alle sue spalle.

Il duello premia alla fine la portacolori della Pod. Valle Varaita Francesca Ghelfi, 2^ nella generale e nuova campionessa italiana di lunghe distanze. Terzo gradino del podio per Elisa Sortini, autrice di una prova coraggiosa dopo una vigilia segnata dalle incertezze per un infortunio muscolare.

Il podio italiano saluta il bronzo di Alessia Scaini, al suo esordio in una gara così lunga e dura dal punto di vista fisico la giovane e talentuosa promessa dell’Atletica Saluzzo si presenta anche nella top 10 di giornata con il 4° posto finale e con il titolo italiano under 23.

La top 10 femminile generale del Trofeo Nasego 2020 vede poi al 5° posto Primitive Niyirora (Rwa), 6^ Lorenza Beccaria, 7^ Alice Gaggi, 8^ Tegegn (Eth), 9^  la promessa francese Jade Rodriguez, 10^ la detentrice del titolo Lucy Wambui Murigi (Ken).

La mattinata si era aperta con la grande novità di questa edizione 2020: il Trofeo Nasego Junior, una manifestazione internazionale under 20 voluta con forza dai vertici Federali della corsa in montagna per dare un minimo di senso ad una stagione che ha visto la cancellazione dell’intero programma internazionale giovanile con Europeo, Youth Cup e mondiale che non si disputeranno.

Nella cornice splendida del Parco delle Fucine, dove è racchiusa la storia stessa di Casto e della sua comunità, i giovani atleti di Italia, Repubblica Ceka e Slovenia si sono dati battaglia per festeggiare poi con i grandi all’arrivo di Famea.

Vittoria netta al maschile dell’azzurrino Alain Cavagna che ha messo in fila i connazionali Alessandro Crippa ed Alessandro Rossi. Al femminile la ceka Adela Kolackova precede la slovena Nusa Mali e Sona Kourilova (Cze).

 
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Previsto nel mese di aprile e poi rimandato causa covid, finalmente si corre il trofeo Nasego, gara internazionale di corsa in montagna (cui si aggiunge una prova sul chilometro verticale). Il piatto forte è la gara del 4 ottobre, sulla distanza di km 21,450 e dislivello + 1336 metri, che quest’anno (19esima edizione) è campionato italiano di corsa in montagna su lunga distanza.

Il programma della manifestazione, sabato 3 ottobre:

7:30 apertura ufficio gara presso Palazzetto dello Sport di Casto

9:45 appello atlete 

10:00 partenza Vertical Nasego femminile

10:15 appello atleti 

10:30 partenza Vertical Nasego maschile

12:00 premiazione Vertical Nasego presso Rifugio Nasego (all’esterno)

16:30-18:30 apertura segreteria di gara presso centro sportivo Famea per consegna pettorali Trofeo Nasego

domenica 4 ottobre

7:30 apertura ufficio gara presso Palazzetto dello Sport di Casto

9:15 appello atleti/atlete

9:30 partenza Trofeo Nasego

9:45 partenza Trofeo Nasego juniores

10:45 premiazione Trofeo Nasego juniores presso palco in località Famea

11:00 arrivo previsto primi atleti Trofeo Nasego 

Il meteo potrebbe essere la principale difficoltà delle gare, organizzate dall’Atletica Valli Bergamasche e ABCF Comero ASD.

Ecco maggiori informazioni, a cura del comitato organizzatore

Due giorni ricchissimi di competizioni con il clou domenica 4 ottobre con il Trofeo Nasego valido come Campionato Italiani individuale (Assoluto, Promesse e Master e di Società di lunghe distanze e con il Trofeo Nasego International Under 20 Mountain Running Match; l’antipasto di sabato 3 ottobre sarà decisamente sostanzioso con il Vertical Nasego.

Sabato 3 ottobre - Vertical Nasego

Il meteo, la situazione ed il fatto che quest’anno non assegnerà il titolo italiano (che sarà invece in palio al Kilometro Verticale Chiavenna Lagunc domenica 11 ottobre) farà dell’edizione 2020 del Vertical Nasego un evento in tono leggermente minore degli altri anni. Ai protagonisti il compito di onorare un tracciato molto selettivo ed una storia si breve ma che ha già visto sfidarsi su questi sentieri alcune icone dell’only-up internazionale.

Al femminile favori abbastanza netti per Valentina Belotti (Atl. Alta Valtellina) che ha superato l’anemia estiva e che punta dritta all’appuntamento col titolo italiano di Chiavenna tra una settimana, suo obiettivo dichiarato. Valentina è favorita per curriculum e classe, ma rispetto agli anni scorsi deve fare i conti con mille problemi fisici ed una condizione tutta da verificare. Le avversarie più pericolose sono sicuramente la slovena specialista Mojca Koligar e la friulana Dimitra Theocharis, la grande sorpresa di questa stagione 2020, autrice di un filotto di prestazioni convincenti con la perla della vittoria alla Drei zinnen. Altri nomi da segnarsi per le primissime posizioni: Corinna Ghirardi (US Malonno), Angela Serena (SA Valchiese), Arianna Pasero (Atl. Valle di Cembra) e Alessandra Valgoi (Atl. Alta Valtellina). Il record della gara, intoccabile o quasi: Andrea Mayr 38:39.

Nella gara maschile concorrenza decisamente più forte e tanti candidati per la successione a Magnini nell’albo d’oro. Il primo nome è naturalmente quello di Henri Aymonod (Sportification). Per il valdostano c’è l’occasione di vince l’unico grande vertical europeo che manca alla sua “collezione”. Ma prima dovrà battere Patrick Facchini, due volte vincitore qui e detentore del secondo miglior tempo all-time. Non è finita : l’esperto sloveno Miran Cvet è un osso duro cosi come il chiavennasco Andrea Acquistapace (Amici Madonna della Neve Lagunc). Super chance da podio per Tiziano Moia (Gemonatletica). Osservati speciali sono anche lo scozzese Andy Douglas, i gemelli Bernard e Martin Dematteis (Sportification) , i fratelli Spanring, l’irlandese Zak Hanna , Emanuele Manzi e i suoi allievi del team Us Malonno Marco e Luca Malgarida, i portacolori dell’Atletica Valli Bergamasche Leffe Luca Cagnati e Max Zanaboni. Record anche qui importante, griffato da Davide Magnini con 35:17.

Purtroppo persistono grandi dubbi sull’effettivo svolgimento della prova, che potrebbe essere o accorciata con arrivo al rifugio Nasego o annullata se sabato mattina dovessero presentarsi condizioni climatiche che non rendessero sicuro raggiungere la corna di Savallo.

Domenica 4 ottobre - Trofeo Nasego 2020

Sul luogo del trionfo che lo lanciò poi alla conquista della coppa del mondo torna lo scozzese Andrew Douglas, l’eroe del 2919 protagonista di quella cavalcata che gli valse vittoria e record.  Ma nel cuore del Savallese ci sono di certo, indimenticabili, Cesare Maestri e Xavier Chevrier (Atl. Valli Bergamasche Leffe), i vincitori rispettivamente del 2017 e del 2016, punte di diamante della nazionale, atleti clamorosi che con Francesco Puppi  (Atl. Valle Brembana) completano un trittico di italiani che può monopolizzare il podio domenica, sia del campionato nazionale lunghe distanze che della classifica generale. Bisognerà certo fare i conti con l’irlandese Zak Hanna,  con il padrone di casa Alessandro Rambaldini (Atl. Valli Bergamasche Leffe), con i francesi Julien Rancon e Sylvain Cachard , quest’ultimo laureatosi lo scorso week end campione di Francia. Ma tra i top runner non possono essere dimenticati Alberto Vender (SA Valchiese), Luca Cagnati (Atl. Valli Bergamasche Leffe), Bernard e Martin Dematteis (Sportification) , Andrea Rostan (Atl. Saluzzo) , Luca Merli (SA Valchiese), Gabriele Bacchion (La Recastello Radici Group) , lo sloveno Timoteo Becan , il ceco Jiri Sacl, Emanuele Manzi (US Malonno), Jean Baptiste Simukeka (GS Orecchiella Garfagnana), Lorenzo Beltrami e Luca Del Pero (Falchi Lecco), Henri Aymonod (Sportification), Fabio Ruga (La Recastello Radici Group) e i fratelli Italo e Roberto Cassol (La Recastello Radici Group).

Leggermente più contenuto il Parterre femminile, dove spicca su tutte Elisa Sortini (Atl. Alta Valtellina) come candidata per la vittoria del titolo italiano. La talamonese però lamenta un fastidio muscolare e potrebbe dare forfait all’ultimo. A questo punto i favori passerebbero tutti sulle spalle dell’irlandese Sarah McCormack, già protagonista qui lo scorso anno con un gran crono ed il secondo posto dietro a Lucy Wambui Murigi da record. La keniana ci sarà anche quest’anno ma non ci sentiamo di indicarla come favorita numero uno dopo le opache prestazioni recenti culminate con la sfortunata caduta alla Sierre-Zinal.

Grande attesa invece le giovani azzurre Alessia Scaini (Atl. Saluzzo), Lorenza Beccaria (Atl. Saluzzo) e Francesca Ghelfi (Podistica Valle Varaita), le ultime due grandi protagoniste a Malonno in agosto e già in evidenza sui sentieri della Nasego nel 2019. Occhio poi alla ceca Lucie Maršánová che possiede classe ed esperienza ad altissimo livello, potrebbe rappresentare la grande sorpresa di giornata al pari della valtellinese Alice Gaggi (La Recastello Radici Group), sempre più vicina al livello che le compete e che ritrova scenari e sentieri dove ha vinto già più volte, l’ultima nel 2018. Dimitra Theocharis, Primitive Niyirora, Mojca Koligar, Annalaura Mugno (GS Orecchiella Garfagnana), Julia Combe e Barbara Bani (FreeZone) elevano la gara ad un livello di caratura internazionale che saluta anche l’esordio alla Nasego della giovane francese Jade Rodriguez, neo laureata campione nazionale promesse.

Domenica 4 ottobre - Trofeo Nasego International Under 20 Mountain Running Match

All’interno della gara maggiore si disputerà, sempre la domenica mattina, anche il Trofeo Nasego Junior, gara di corsa in montagna riservata agli Under 20 cui partecipano le squadre nazionali  di Italia, Slovenia e Repubblica Ceca. Start poco dopo i big e percorso di circa 6,5 km che porterà gli juniores a tagliare il traguardo di Famea verso le 10:15: l’Italia schiererà otto atleti tra cui cinque lombardi, Alain Cavagna (Atl. Valle Brembana) e Alessandro Crippa (Atl. Alta Valtellina) nella squadra A maschile, Elisa Pastorelli (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) nella squadra A femminile e Alessandro Rossi (As Lanzada) e Marco Zoldan (Atl. Rodengo Saiano Mico) nella squadra B maschile. LE FORMAZIONI COMPLETE

 Dalle 11:00 previsti gli arrivi della gara maggiore, poi scatteranno subito le premiazioni. Sullo speciale palco allestito sul sagrato antistante l’arco di arrivo sfileranno le categorie del campionato italiano (primi tre) e gli assoluti della generale mano a mano che gli arrivi permetteranno di comporre la classifica immediata, anche questa una misura per ridurre assembramenti e proteggere tutti.

Tutte le informazioni su regolamenti, programmi ed orari sono disponibili sul sito ufficiale
www.trofeonasegocorsainmontagna.com.

 

Ci fosse da assegnare un Oscar della sfortuna molto probabilmente andrebbe agli organizzatori di Varese City Run. Nel 2019 fecero una gara sui 20 chilometri, per testare la manifestazione in tutti i suoi aspetti (logistica, percorso, etc) e…venne giù il diluvio, quest’anno la rinuncia causa Covid, situazione che peraltro tocca un impressionante numero di manifestazioni. In parte ho avuto modo di seguire l’avvicinamento alla gara: sarebbe stata la prima mezza maratona nella città di Varese, gli organizzatori ce l’hanno messa proprio tutta, già da prima del lock down, per offrire un “prodotto podistico” di pregio agli appassionati di tutti i livelli. Cito su tutto l’arrivo della gara previsto nello storico stadio di Ossola. Niente da fare, ma resta ferma la volontà di rilanciare la manifestazione nel 2021, già pronta la data: si correrà il 10 ottobre.

Ecco il comunicato degli organizzatori, Sportpiù:

E’ stata una decisione difficile, per gli organizzatori della Varese City Run, rinviare l’evento al 2021. La curiosità e l’attesa aumentavano di giorno in giorno, dopo il più che positivo esperimento dello scorso anno sui 20 km questa sarebbe stata la prima volta della mezza maratona nella città lombarda, oltretutto inserita nel calendario nazionale Fidal. Ci si era lavorato tantissimo a dispetto delle oggettive difficoltà legate al Covid-19, si erano studiati i protocolli sanitari nei minimi dettagli, la voglia di provarci era tanta ma alla fine è prevalsa la prudenza, il buon senso ha consigliato di mettere ogni sogno da parte per un anno, non potendo garantire la necessaria sicurezza a concorrenti, addetti, volontari. D’altronde allestire un evento a mezzo servizio non avrebbe avuto senso, Varese City Run sui 21,097 km dovrà nascere in un clima di piena socialità, essere quella festa che tutti attendono.

Che sia chiaro: non è un addio, ma solo un arrivederci, tanto che la data per il prossimo anno è già stata fissata: dall’8 al 10 ottobre 2021 Varese diventerà una “città di corsa” con tante iniziative culminanti con la sfida sulla mezza maratona ( 10 ottobre) e in questi mesi ci sarà tempo e modo per arricchire sempre di più un menu che già oggi appare molto ambizioso e appetibile.

Intanto però Varese City Run 2020 non si ferma del tutto, anzi si trasforma in VareseCityPlay. L’iniziativa degli organizzatori varesini è semplice e allo stesso tempo intrigante: basta indossare maglietta e calzoncini e andare a correre per le strade o i sentieri della propria città, pubblicare una foto taggando la pagina Instagram della manifestazione @varesecityrun_ e/o su Facebook utilizzando l’hashtag #varesecityplay, in tal modo si potrà concorrere ai premi consistenti nei gadget della Varese City Run 2020. Non c’è da pagare alcunché, solamente dare sfogo alla propria passione e ricordarsi che la Varese City Run c’è e vi aspetta, anche con i suoi premi.

Per informazioni: Sportpiù Spd, tel. 0331.1710846, www.varesecityrun.it

 

17 settembre - Innegabile che questa edizione fosse meno regale delle precedenti, ma i risultati sono venuti fuori. E che risultati. Armand Duplantis (vent’anni!) fa il record del mondo nel salto con l’asta (outdoor), superando con 6,15 metri il precedente primato di un certo Sergey Bubka. Ma venendo alle cose che competono maggiormente a questa rivista, per noi è la serata di Yeman Crippa, sui 3.000 metri: con 7:38:27 (quarto posto) migliora il “vecchio” record italiano di Genny Di Napoli, quel 7:39:54 realizzato nel lontano 1996. Una gara tatticamente perfetta, dal mio punto di vista: resta col norvegese Jakob Ingebritsen, l’ugandese Jakob Kiplimo e l’australiano Stewart Mc Sweyin fino a che può, poi valuta correttamente che quel ritmo è impossibile e, pur restando solo per metà gara, si gestisce magnificamente. Voleva il record, ha fatto il record, migliorando sensibilmente il suo precedente personal best (7:43:30).

Ora detiene i primati italiani su 3.000, 5.000 e 10.000 metri.

Vince Kiplimo in volata su Ingebritsen, tempi rispettivamente di 7:26:64 e 7:27:05, polverizzati i precedenti personali, peraltro fatti quando entrambi erano giovanissimi. Terzo l’emergente Stewart McSweyn (7:28:02), che ha condotto la gara in testa sino quasi al termine, dando l’impressione di fare da lepre.

Ottima prova per Pietro Riva e Osama Zoghlami: il primo, da un anno sotto la guida di Stefano Baldini, migliora il suo personale di quasi 5 secondi, portandolo a 7:50:03, coronando un ottimo periodo di forma, infatti aveva già ritoccato i suoi personali nel 2020 su 1.500 metri, miglio e 5.000 metri. Zoghlami, anche lui recentemente miglioratosi su 1.500 metri e miglio gli finisce poco avanti, con 7:48:63; altro personal best, precedente 7:50:84.  

Golden Gala che ha riservato altre soddisfazioni ai colori italiani: Edoardo Scotti addirittura vince realizzando il record italiano Under 23 sui 400 metri, 45:21. Bene sui 100 metri Filippo Tortu e Marcel Jakobs , 10:09 e 10:11. Luminosa Bogliolo nei 110 hs (secondo posto,12:83) e Gianmarco Tamberi (secondo posto, 2,27 mt).

  

 
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Se qualcuno pensava che il miglio di San Donato Milanese avesse tolto energie fisiche (e magari mentali, per aver mancato il record di un nulla), si è sbagliato di grosso; Crippa corre un fantastico 5.000 metri, con intelligenza e capacità, e fissa il nuovo record italiano a 13:02:26. Il precedente apparteneva a Salvatore Antibo, 13:05:79 (1990).

Una gara di alto livello tecnico, era proprio quello che ci voleva, per Crippa e per gli altri protagonisti. A cominciare da Salomon Barega (Etiopia) e Jakob Kiplimo (Uganda).

Testa della gara ovviamente subito presa dalle due lepri Sikor e Saleh, il loro compito si esaurisce subito dopo il terzo giro, parrebbe evidente che dovessero solo impostare il ritmo, anche se forse sembra breve il loro lepraggio. Prende l’iniziativa l’etiope Lamecha Girma, che condurrà Barega fino ai 3400 metri. Poco dietro Crippa si mette in scia all’ugandese Kiplimo, certamente un ottimo punto di riferimento per il nostro atleta.

Dopo i 3.000 metri Kiplimo, 19 anni, già campione del mondo di cross U20, inizia una pazzesca progressione; Crippa si gestisce bene, non si scompone, continuando col suo passo, probabilmente già sente odore di record italiano. Precedenti passaggi assolutamente in linea: 1.000 metri in 2:32; 2.000 metri in 5:11; 3.000 metri in 7:45, poco sopra il suo personale di 7:43.

Raggiunto Barega, Kiplimo si mette in testa, cambia passo ai 4600 metri; Barega sembra tenere, forse anche superarlo, ma un ennesimo allungo chiude la partita. Vince Kiplimo in 12:48:63, polverizzando il precedente di 13:13:64 (fatto a 17 anni!).

Yeman Crippa chiude alla grande, nuovo record personale, oltre cinque secondi meno del precedente. Decimo tempo europeo all time, vicinissimo al fenomeno Jakob Ingebritsen, vicino al muro dei 13 minuti. 

Discreta la prova dell’altro italiano in gara, Said El Otmani, tempo di 13:24:13.

Aggiungo un pensiero personale, doveroso, meritato, ricordando il mio amico Marco Borsari: il percorso di Yeman Crippa è cominciato proprio con lui, quando se lo portò nella S.A. Valchiese per insegnargli a correre. 

Marco, un forte abbraccio che ti arrivi fin lassù.

 
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SERVIZIO FOTOGRAFICO

Della gara sui 1609,34 metri ne abbiamo parlato QUI; è mancato il record di Yeman Crippa ma i riscontri tecnici sono stati tanti, ad esempio sono state realizzate le tre migliori prestazioni mondiali maschili del 2020. E da non dimenticare il record del mondo di Davide Raineri, 4:10:30, categoria M45. Qui il report del collega Rodolfo Lollini sul record e sulla gara dei master

Però c’è stata un’altra gara nella gara che, sia pure senza una classifica vera e propria, ha dato soddisfazione a tanti atleti, dai professionisti ai master, sotto forma di record personale sui 1500 metri. Era infatti previsto, ed omologato, il tempo di passaggio. A termini di regolamento era indispensabile concludere regolarmente la gara sul miglio, e non solo. Dopo il passaggio non si doveva rallentare vistosamente, deviare la propria traiettoria o comunque danneggiare in alcun modo la gara degli altri concorrenti, pena la squalifica.

Ecco l’elenco di alcuni personal best realizzati nell’occasione; sono riportati quelli degli uomini fino a 4:30 e delle donne fino a 5:00. Da notare che diversi atleti appartengono alle categorie junior e promesse, questo fa ben sperare, in prospettare. C'è anche un M40, come si dice...non è mai troppo tardi.

Atleta Gruppo sportivo nuovo primato 1500 metri/categoria precedente 
Joao Neves Bussotti C.S. Esercito 03:36:70 (SM) 03.38.05
Pietro Riva Fiamme Oro Padova 03:40:10 (SM) 03.41.05
Osama Zoghlami C.S. Aeronautica 03:40:30 (SM) 03.41.28
Pietro Arese SAF ATL. Piemonte 03:42:50 (SM) 03.43.42
Ala Zoghlami Fiamme Oro Padova 03:43:60 (SM) 03.44.09
Leonardo Feletto ATL. Mogliano 03:46:20 (SM) 03.47.15
Aymen Ayachi Cus Pro Patria 04:02:90 (SM) 04.06.81
Ibrahim Jammeh Cus Pro Patria 04:03:06 (PM) 04.10.20
Salvatore Gambino DK Runners  04:07:40 (SM40) 04.14.98
Simone Marcolli Varese Atletica 04.12.50 (PM) 04.13.40
Anwar Habboubi Cus Pro Patria 04:16:30 (JM) 04.18.15
Gianantonio Di Domenico De Ran Club 04:14:10 (SM) 04.24.38
DONNE      
Micol Majori Pro Sesto Atl. 04:19:50 (PF) 04.21.92
Silvia Oggioni Pro Sesto Atl. 04:25:20 (SF) 04.30.74
Elena Baldini Cus Genova 04:30:50 (PF) 04.31.93
Sabrina Passoni Atl. Riccardi 04:50:30 (SF) 04.54.02

 

Infine, siccome ci sono stati alcuni problemi tecnici in fase di registrazione dei passaggi, che hanno riguardato solo le categorie elite e professionisti, è opportuno precisare che tali problemi sono stati risolti, dopo un’adeguata verifica dei dati rilevati. I tempi esposti sul sito Fidal sono omologati ed ufficiali a tutti gli effetti, per tutte le categorie degli atleti partecipanti.

 

SERVIZIO FOTOGRAFICO

Chissà a quanto metri, anzi centimetri, corrispondono 12 centesimi sulla distanza di 1609,34 metri. Pochi, pochissimi. Yeman Crippa (Fiamme Oro Padova) ha sfiorato il record di Genny Di Napoli, quel 3:51:96 realizzato nel lontano 1992, fermando il crono a 3:52:08 nella gara organizzata da Don Kenya Run in collaborazione col Club del Miglio.

La gara elite, fortemente voluta da Matteo Vecchia, in arte Don Kenya, direi proprio che ha soddisfatto tutti i requisiti: alto livello dei protagonisti, lepri all’altezza e tatticamente perfetta, con questi elementi ha prodotto ottimi riscontri tecnici. Se Yeman ha sfiorato il record il vincitore della gara, il 23enne Matthew Ramsden, lo ha fatto, portandosi da 3:53:32 a 3:51:23; l’altro forte australiano, Ryan Gregson ha chiuso in 3:52:38, a soli 14 centesimi dal suo primato, datato 2010. Basterebbe già solo questo a testimoniare il livello della gara che, lo ricordo, vedeva al via i primi 7 uomini delle graduatorie italiane (oltre alle prime 5 donne al via nella loro batteria elite).

Un dato importante e significativo: il tempo di Ramsden costituisce la miglior prestazione mondiale sul miglio del 2020, e ovviamente seconda quella di Crippa.

La gara è filata via così come impostata, anche attraverso la riunione tecnica: prima lepre Lorenzo Pilati (fino ai 700 metri) e seconda il polacco Adam Czerwinski (fino ai 1200 metri, anche se si è fatto da parte un pochino prima). Poi ha preso l’iniziativa Crippa, in testa per un lungo tratto e superato solo ai 1400 metri dal vincitore. A cercare il cosiddetto pelo nell’uovo forse un cambio alla testa della gara, da parte dell’australiano, avrebbe cambiato qualcosa? Resto col dubbio. Invece la certezza me l’ha data lo stesso Crippa che, alla domanda se era più arrabbiato per aver mancato il record oppure felice della prestazione e convinto che quel record è nelle sue corde…ha risposto “decisamente la seconda opzione, senza dubbio, in particolare se penso che questa non è nemmeno la mia distanza”. Opinione condivisa dal suo coach, Massimo Pegoretti, che ha già la testa sulla gara di Ostrava (Repubblica Ceca), martedì 15 settembre, sulla distanza dei 5.000 metri.  A seguire la Diamond League di Roma (17 settembre), quando Crippa correrà i 3000 metri; è mia personale convinzione che questa distanza si avvicini maggiormente alle caratteristiche di Yeman e che il suo attuale pb di 7:43:30 sia proporzionalmente più facile da migliorare rispetto a quello del miglio. Vedremo.  

Più in generale sono state tante le prestazioni di alto livello, per la maggior parte degli atleti mancano i riferimenti sulla stessa distanza, poco praticata in Italia; invece saranno certamente molti quelli che si sono migliorati sui 1500 metri, ricordo che era previsto il rilevamento e che costituiva a tutti gli effetti un tempo certificato. Al momento i dati non sono disponibili, ma probabilmente si sono migliorati almeno Joao Bussotti (C.S. Esercito) e Osama Zoghlami (C.S. Aeronautica) nella batteria elite più accreditata, invece Leonardo Feletto (Atletica Mogliano) e Stefano Massimi (Sef Stamura Ancona) nella seconda batteria, vinta da Ala Zoghlami ((Fiamme Oro Padova) col tempo di 4:01:54.

Batteria che ha oltretutto visto un clamoroso risultato: Davide Raineri (C.S. San Rocchino) batte il suo stesso record mondiale sul miglio, categoria M45, portandolo da 4:13:96 a 4:10:30!! Incredibile questo… ragazzo di 47 anni. 

Gara femminile vinta con relativa facilità da Giulia Aprile (C.S. Esercito), che nell’occasione ha spolverato il suo precedente personale di 4:36:94; ha chiuso col tempo di 4:36:44. Seconda Micol Majori (4:39:42-Pro Sesto), terza Martina Tozzi (4:40:96-G.A.Fiamme Gialle). Anche qui è probabile che diverse atlete di passaggio abbiano migliorato il loro personale sui 1500 metri, però attendiamo i dati ufficiali. 

In totale sono state corse 29 batterie, comprese le tre elite (2 maschili ed una femminile). Credo si sia trattato di un evento unico nel suo genere perché, oltre a presentare un alto livello tecnico, ha messo insieme due mondi che raramente si ritrovano nella stessa manifestazione, un ulteriore plus di questo evento. Ottima organizzazione a cura del Club del Miglio (ASD Atletica Ambrosiana) e Don Kenya Run, perlomeno questa è la mia netta impressione; la nuova pista del campo Sportivo Mattei ... quasi perfetta, tranne il fatto che in parte è mancata un’adeguata illuminazione nelle ultime batterie.

Podisti.Net era orgogliosamente media partner della manifestazione, presenti sul campo di gara i fotografi Roberto Mandelli, Carlo Vincenzi e chi ve l'ha raccontata.

 
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La keniana Peres Jepchirchir ha realizzato oggi il record del mondo sulla mezza maratona, a mio personale avviso quello più corretto, perché fatto in gara di sole donne.

In tempi relativamente recenti si è introdotto il principio di record in gara mista, quindi uomini e donne, e gara per sole donne. E’ evidente che una lepre maschile può dare maggiore aiuto; a titolo informativo il record in gara mista appartiene all’etiope Ababel Yeshaneh, realizzato a Ras al-Khaima (Emirati Arabi) il 21 febbraio 2020.

Peres Jepchirchir ha divorato i 21097 metri in 1:05:34 correndo in solitudine sin dai primi chilometri. Passaggio ai 10 k in 32:32.
Con questo tempo migliora il precedente primato (gara solo donne) di Netsanet Gudeta (1:06:11, Valencia 2018).

Prestazione di rilievo anche in ambito maschile, con il keniano Kibiwott Kandie che ha vinto col gran tempo di 58:32, migliorando il suo personale di un minuto.

Da precisare che si è trattato di gara ad invito, riservata ai soli atleti elite, per l'impossibilità o comunque le forti limitazioni imposte dall'emergenza sanitaria.

http://podisti.net/index.php/notizie/item/6440-praga-5-settembre-tentativo-record-del-mondo-sulla-mezza-maratona.html

 

Ora occhi puntati sul campo di San Donato Milanese, dove stasera ci sarà il tentativo di Yeman Crippa di record sul miglio; che i record di questo fine settimana (ieri Farah e Hassan sull'ora in pista e oggi questo sulla mezza), siano di buon auspicio.

 
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Il contesto era certamente dei più stimolanti, in occasione della Diamond League e i due protagonisti non hanno tradito le attese, in particolare Mo Farah, non fosse altro per le aspettative che si erano create attorno alla sua possibile impresa.

In una gara particolarmente tirata il britannico ha percorso km 21,330, solo 45 metri in più del record precedente. Gara tirata anche perché il secondo, il belga Bashir Abdi (ex Mogadiscio) è arrivato solo 8 metri dietro (21,322), dopo che i due atleti si sono alternati al comando per tutta la gara (passaggio in 28:12 al km 10). Bashir Abdi è un’atleta esploso solo quest’anno con 2:04:49 alla maratona di Tokio, prima aveva un modesto 1:01:50 sulla mezza maratona.

Mo Farah si batteva contro il record di una leggenda dell’atletica, Haile Gebresellassie, che nel lontano giugno del 2007 sulla pista di Ostrava (Repubblica Ceca) realizzava una fantastica prestazione, coprendo una distanza di km 21,285 nell’arco di 60 minuti.

Le prove dell’ora in pista hanno visto la nascita nel 1904, quando il britannico Alfred Shrubb percorse km 18,742. Solo nel 1963 fu superata per la prima volta la barriera dei 20 chilometri, da parte di un altro mito, Emil Zatopeck.

Sifan Hassan, etiope di nascita, oggi con cittadinanza olandese, ha abbondantemente battuto il precedente record della etiope Dire Tuna, che nel 2008 coprì la distanza di km 18,517. La Hassan ha fatto oltre un giro di pista in più, più precisamente 414 metri. Seconda di questa prova è (sarebbe, leggete a seguire) Brigid Kosgei, che ha corso a 18,883 km/ora, poi Lonah Salpeter (km 18, 571), Eva Cherono (km 18,341) ed Helen Bekele (km 17,974).

Curiosità: Brigid Kosgei ha corso la maratona del suo record (Chiacago 2019) alla velocità media di 18,883 km/ora, invece qui 18,880, addirittura più piano su una distanza nettamente inferiore. I confronti strada/pista sono sempre ardui, ma questi dati tendono a sorprendere.

Possibile squalifica della Kosgei per aver messo i piedi fuori dalla pista: al momento che vi scrivo mi risulta ci sia in atto un ricorso.

 

 
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