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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Come è ormai noto (LEGGI QUI) dal 4 maggio i centri sportivi possono riaprire, consentendo in questo modo la ripresa degli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale. Le difficoltà sono molte, perché si tratta di assumersi delle responsabilità, mettere a disposizione un numero adeguato di persone per gestire gli accessi (contingentati), creare tutte le condizioni per il rispetto delle disposizioni governative…

Difficoltà che non scoraggiano alcuni gestori delle piste di atletica, tra questi il campo sportivo XXV Aprile di Milano, che dispone la riapertura fissando una serie di regole.

Resta una perplessità, non da poco: come raggiungere i centri sportivi? Io, atleta di interesse nazionale, posso avere tutte le certificazioni possibili da parte della federazione, ma Il decreto parla chiaro, non posso spostarmi se non per le motivazioni indicate.

Comunque plaudo all’iniziativa del gestore del XXV Aprile, pur dubbioso che molti potranno usufruirne.

Questa la disposizione

CENTRO SPORTIVO XXV APRILE EMERGENZA COVID-19 – FASE 2 REGOLAMENTO DI ACCESSO E UTILIZZO DELL’IMPIANTO SPORTIVO A PARTIRE DAL 04 MAGGIO 2020 BOZZA

In riferimento al D.P.C.M. 26 Aprile 2020 e alle disposizioni in esso espresse a partire dal 4 maggio 2020, (data di inizio della cosiddetta Fase 2) e fino a nuove disposizioni che verranno successivamente comunicate, sarà consentito l’ingresso al Centro sportivo XXV Aprile secondo i seguenti criteri:

1) orari di apertura: - dal lunedì al venerdì dalle ore 15:00 alle ore 19:00 - sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:00;

2) L’accesso sarà consentito per le sessioni di allenamento agli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, CIP e dalle rispettive federazioni, muniti di relativa certificazione che dovranno esibire all’ingresso;

3) L’accesso sarà altresì consentito ai tecnici degli atleti aventi i requisiti precisati nel punto precedente;

 4) Tutti gli utenti che accedono all’impianto dovranno essere dotati di mascherina e si consiglia la dotazione di guanti in lattice monouso e gel igienizzante. Ai soli atleti sarà concesso non utilizzare tali dispositivi solo all’interno della pista di atletica o campi da gioco (tennis);

5) L’accesso sarà consentito previa misurazione temperatura corporea (tramite termometro a infrarossi) e solo nel caso in cui la temperatura non superi i 37,5°C e registrazione dell’accesso;

6) All’interno della pista di atletica sarà ammessa la presenza contemporanea di non più di n.50 utenti (atleti + tecnici);

7) All’interno della pista di atletica si dovrà mantenere una distanza minima interpersonale di mt.2,00 nell’uso delle corsie;

8) In tutto il Centro sportivo saranno vietati assembramenti e dovrà essere mantenuta una distanza minima interpersonale di mt. 1,00;

9) Non sarà possibile l’utilizzo di spogliatoi e palestra;

10) Sarà possibile accedere ai bagni;

11) Gli utenti potranno servirsi dell’attrezzatura in dotazione al campo (pesi, dischi, rastrelli, blocchi di partenza, aste, ecc.) solo previa sanificazione con prodotti igienizzanti messi a disposizione dal Centro (disinfettante e panno monouso);

12) I saltatori in alto e con l’asta dovranno essere automuniti di teli di cellophane di dimensioni adeguate da stendere sui materassi al momento dell’utilizzo;

13) Guanti, fazzoletti, salviette monouso, ecc. dovranno essere sempre gettati negli appositi contenitori; Si avvisano gli utenti che nella circostanza e fino a quando saranno in vigore le presenti norme, al Personale di gestione dell’impianto è riconosciuta la facoltà di allontanare dall’impianto coloro che non rispetteranno il presente regolamento. Centro sportivo XXV Aprile CUS Milano

 
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Prosegue il cammino delle maratone della speranza, un percorso fatto di resistenza e resilienza, ma soprattutto tanta solidarietà. Infatti ad oggi abbiamo superato la cifra di 20.000 euro! Un grande risultato, grazie davvero a tutti. L’ultima tappa di questo circuito è stata la 50 chilometri di Romagna, un record di partecipazione, ma anche un record di storie raccolte, sono ben 32; sono emozioni vissute e raccontate da chi ha voluto esserci.

Prossima tappa domani, 1 maggio, alla Riso amaro Marathon.

Questo il resoconto del percorso sinora fatto (partecipanti e contributo), frutto di "felice fatica", ed impegno per gli altri.

Abbonamenti per 11 maratone, 102 = 9.092 euro

Milano, 31 + 102 = 690 euro

Orta, 102 + 25 = 663 euro

Padova, 102 + 24 = 471 euro

50 K Romagna, 2012 + 23 = 442,40

Riso, 102 + 5 = 40 (iscrizioni ancora aperte)

totale partecipanti 510 + 108 = 11,358,40 euro. Da aggiungere le donazioni pari a 8.700,08, totale raccolta = 20.058,48 

Tutti possono partecipare alla raccolta di fondi del Club Supermarathon Italia, correndo una o più tappe, o semplicemente facendo una donazione alla Protezione Civile, o altri Enti impegnati nella lotta al Covid 19, inviando il pagamento a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o w/app 340-4525911

50 km di Romagna - Clicca per elenco. I partecipanti sono stati 125 e quel che è sorprendente sono stati raccolti 32 racconti, UN VERO E PROPRIO RECORD DI EMOZIONI 50 km della speranza

Per raccogliere e collegare il gran numero di dati, classifiche, foto e racconti è stato creato un sito apposito a cui si accede dal nostro sito www.clubsupermarathon.it e cliccando

http://www.clubsupermarathon.it/maratone/4830-11-maratone-della-speranza-milano-resisti-marathon.html

11 maratone della speranza

iscrizioni alle 7 maratone restanti 60 €, medaglie e pettorali scaricabili (oppure a tutte 100 €)

info w/app 3404525911 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

regolamento: http://www.clubsupermarathon.it/maratone/4830-11-maratone-della-speranza-milano-resisti-marathon.html

 

 
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E’ ormai noto che il decreto del 26 aprile consente dal 4 maggio agli atleti professionisti di riprendere gli allenamenti, questo il passaggio, ART.1 punto g) ………. Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali –  sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali……………..

Nel frattempo non ci sono più notizie della proposta Fidal che tanto aveva fatto sperare gli atleti tesserati, di ogni livello, compresi gli amatori, leggi qui FIDAL PROPONE.

Dal 27 aprile sono stati definiti, o ridefiniti, i criteri per essere inseriti nella lista degli atleti di interesse nazionale. La novità è che sono stati inclusi coloro i quali hanno ottenuto i minimi di partecipazione nel corso del 2019. Questa la nota di Fidal:

Nel corso di una riunione congiunta tra il Consiglio federale ed i Presidenti di Comitato regionale, tenutasi oggi (27 aprile) in videoconferenza, la FIDAL ha formulato la propria proposta circa la composizione del gruppo di atleti di interesse nazionale che alla data indicata dal DPCM 26 aprile 2020, ovvero il 4 maggio p.v., potrà riprendere, secondo le prescrizioni governative, gli allenamenti all’interno degli impianti. 

Sono da considerarsi “atleti di interesse nazionale” ai fini suddetti, coloro i quali, alla data di svolgimento dei campionati italiani individuali assoluti e di categoria outdoor dell’anno 2019, abbiano: 
1) ottenuto lo standard di partecipazione alla manifestazione
2) raggiunto, alla data del 4 maggio p.v., anche la maggiore età (nel caso in cui alla prima condizione non facesse seguito la seconda, esplicita richiesta di autorizzazione potrà essere avanzata da chi esercita la potestà genitoriale dell’interessato). 

Sono da considerarsi altresì “Atleti di interesse nazionale”, anche coloro i quali nel corso della stagione 2020 si siano classificati ai primi tre posti dei Campionati italiani indoor Assoluti e di categoria Promesse e Juniores (per questi ultimi, sempre premesso il raggiungimento della maggiore età alla data del 4 maggio p.v.; anche in questo caso, ove la condizione della maggiore età non sia stata raggiunta, una richiesta di autorizzazione potrà essere presentata da chi esercita la potestà genitoriale dell’atleta interessato). 

Il parere della FIDAL sarà trasmesso al CONI affinché lo veicoli, come da testo del DPCM 26 aprile, all’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui compete la cura delle linee guida di ripresa delle attività sportive sul territorio nazionale.

Come si può notare in quest’ultimo passaggio sono ancora tanti gli step da superare prima che la proposta diventi realtà, e il 4 maggio è dietro l’angolo…Restano almeno un paio di problemi, la cui soluzione non è stata indicata: come faranno gli atleti a raggiungere i centri sportivi, stante le disposizioni che proibiscono gli spostamenti, basterà una lettera Fidal ad autorizzarli? Quante e quali saranno quelli disponibili ed organizzati per gestire un numero di atleti così limnitato?  

Ricordo che in data 10 marzo Fidal aveva già specificato nel dettaglio leggi qui: Atleta_di_Interesse_Nazionale_2020

 

 
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Non si era mai visto, almeno che io ricordi, di trovare facilmente i pettorali disponibili per la maratona londinese, ed invece oggi è proprio così; eppure mancano solo 5 mesi alla gara (rinviata al 4 ottobre). Stesso per New York, le agenzie dichiaravano il sold out a metà gennaio (ma non per i gruppi, direi ovviamente...) ed oggi i pettorali tornano disponibili. Naturalmente c’è un motivo, si chiama coronavirus, il timore che non si possano correre le due gare ha indotto molti a rinunciare. In particolare a Londra, data la possibilità offerta dagli organizzatori di rinviare alla nuova data del 4 ottobre, oppure spostare l’iscrizione al 2021, persino ottenere il rimborso (ma solo per richieste pervenute entro il 26 aprile).

In ogni caso, data l’incertezza della situazione attuale, gli organizzatore della 40esima edizione della London Marathon non escludono l’ipotesi di una gara solo atleti elite , come accaduto a Tokio lo scorso 1 marzo (gara limitata a 200 partecipanti). Il direttore di gara Hugh Brusher, intervistato in proposito, ha dichiarato al quotidiano “the Guardian” che l’intendimento primario è che la gara si possa correre e che “la fiamma della speranza è ancora accesa”, tuttavia sono pronti ad un piano B, ovvero che la partecipazione alla gara sia riservata solo ad atleti di alto livello internazionale. Del resto i numeri di questa manifestazione sono notevoli, oltre 40.000 partecipanti, ma anche quasi un milione di spettatori, 6.000 volontari….difficile garantire le condizioni di sicurezza se la situazione non migliorerà. La decisione finale sarà presa entro fine agosto.

Fermo restando il dispiacere di chi vuole esserci e forse non potrà, solo gara elite  significherebbe comunque grande spettacolo, dal punto di vista tecnico. Tra l’altro era stata annunciata la sfida dell’anno, il confronto tra Eliud Kipchoge e Kenenisa Bekele. I due fortissimi atleti sono distanti solo due secondi come personal best in maratona: 2.01:39 per Kipchoge (Berlino 2018), che è anche record del mondo. Invece, sempre a Berlino ma nel 2019, Bekele chiuse in 2:01:41. Chissà se confermeranno la loro presenza. Nell’ipotesi che si tratti di gara solo elite ovviamente non mancheranno altri atleti di alto livello a garantire la qualità della competizione.

Anche maratona di Berlino (in programma il 27 settembre), dopo aver comunicato l’annullamento confida in un rinvio sempre nel 2020, a mio avviso piuttosto improbabile. Chissà se anche da queste parti stanno pensando ad una gara solo elite.

Di certo, dopo gli annullamenti di tutte le gare primaverili, anche il calendario fine estate ed inizio autunno è piuttosto a rischio.

 
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Giovedì, 23 Aprile 2020 23:28

Cancellati gli europei di atletica a Parigi

Si, proprio cancellati gli europei di atletica leggera in programma a Parigi dal 25 al 30 agosto 2020. Preciso cancellati perché non ci sarà alcun rinvio al 2021, quindi edizione 2020 annullata, si va direttamente al 2022.

Viene da dire che difficilmente gli atleti avrebbero potuto presentarsi nelle migliori condizioni, data la situazione. Se ciò è vero per gli atleti stranieri, che comunque hanno potuto allenarsi sia pure con qualche limitazione, lo è ancora di più per i nostri azzurri, che non potevano affatto prepararsi, per i noti limiti imposto dal governo. 

Una decisione difficile quella presa oggi dagli organizzatori e dalla federazione di atletica leggera; fino all'ultimo si è sperato, forse si confidava che, trattandosi di gare in pista, si potesse gestire in qualche modo la manifestazione.  Questo il testo del comunicato:

“Avevamo sperato in questi tempi difficili di offrire agli atleti europei un grande evento a cui puntare alla fine di questa estate - le parole del presidente ad interim della European Athletics, Dobromir Karamarinov - Purtroppo oggi siamo stati informati dal comitato organizzatore e dalla federazione francese che, dopo il confronto con le autorità nazionali e locali competenti in materia di salute e sicurezza, non erano più in grado di procedere all’organizzazione dei campionati in agosto e sono stati costretti a cancellare l’evento”. 

Questo invece quanto riportato dal presidente del comitato organizzatore, Jean Garcia:

Abbiamo avuto molte discussioni nel corso dell’ultimo mese. Abbiamo lottato fino alla fine per mantenere l’evento, abbiamo esplorato la minima opportunità ma abbiamo deciso di annullare. Ovviamente eravamo anche in contatto con la Federazione Europea, che ha accettato la nostra decisione e sa che abbiamo fatto del nostro meglio. Volevamo offrire a tutti gli atleti qualcosa di interessante alla fine della stagione. Eravamo tutti coinvolti, stavamo parlando di uscire dal tunnel dopo la crisi. Purtroppo non sarà il caso. “

Si poteva attendere ancora un po' per decidere? Forse si. Invece credo fosse da scartare l'ipotesi di organizzare la manifestazione in paesi meno colpiti dal coronavirus, il tempo a disposizione è poco ed è difficile trovare qualche paese messo decisamente meglio, considerando inoltre che la situazione è in continua evoluzione. 

 

Pareva strano non si facesse sentire il comitato lombardo, forse attendeva segnali positivi da Roma, che invece tardano ad arrivare.

Ecco quindi che diventa quantomai opportuno farsi avanti, con un appello tanto ragionevole quanto fermo ed accorato, che fotografa una situazione davvero difficile. Opportuno ricordare che le società lombarde rappresentano un quarto dell’intera atletica italiana, un peso importante, anche sotto il profilo economico. 

Ecco il testo completo della comunicazione (Cesare Rizzi – Fidal Lombardia) 

Il Comitato Regionale FIDAL Lombardia lancia un appello al Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi e al Consiglio Federale: la sopravvivenza delle nostre società è in pericolo e sono indispensabili interventi come l'esenzione dalle tasse di affiliazione e tesseramento per la stagione 2021 oppure (e meglio ancora) un contributo federale per tutte le società affiliate nel 2020 che vada a rifonderle (almeno in parte) dei costi sostenuti per l’affiliazione e il tesseramento per il  2020.  

L’APPELLO del presidente Gianni Mauri e dei vicepresidenti Roberto Goffi e Luca Barzaghi.

Distanti ma uniti: il filo e il dialogo con le 570 società di atletica della Lombardia è continuo, fatto di tristezza e cordoglio per le persone che abbiamo perso ma anche di grande allarme e preoccupazione per una situazione che sta mortificando una bellissima realtà fatta di volontari e di passione, di dirigenti di società e di tecnici.

Stiamo predisponendo una serie di interventi che abbiamo già abbozzato e che ufficializzeremo dopo un confronto con FIDAL Nazionale, con il Consiglio Regionale e con i Comitati Provinciali e appena note e definitive le disposizioni di legge circa la ripresa delle attività. Abbiamo un piano articolato, che spazia dalla ripresa degli allenamenti (partendo dagli atleti e dalle atlete di interesse nazionale) in diversi impianti su tutto il territorio lombardo, a un piano graduale e in sicurezza di ripresa agonistica a livello provinciale e regionale, alla definizione di interventi e agevolazioni (sulla scorta delle prime decisioni del Consiglio Federale) per l'attività delle nostre società in questa fase pesantissima.

Le società oggi sono in gravissime difficoltà: sospesi i corsi di atletica manca la parte fondamentale, a livello economico, del metabolismo basale di sostegno degli stessi club e a questo purtroppo va aggiunto che, nel quadro economico attuale, molte aziende hanno ridotto considerevolmente (o annullato) le sponsorizzazioni. Per questo, alla luce del prolungarsi della situazione di criticità in Lombardia, chiediamo con forza al Presidente Alfio Giomi e al Consiglio Federale una delibera nella quale, come hanno già fatto altre Federazioni, prevedere un contributo federale per tutte le società affiliate nel 2020 (stagione nella quale si troveranno a svolgere un’attività molto ridotta) oppure (in alternativa) la gratuità, per il 2021, delle affiliazioni delle società e del tesseramento degli atleti. Tutto ciò costituirebbe un considerevole aiuto alla nostra gente e un meraviglioso segnale di vicinanza da parte della Federazione, uno stimolo importante a resistere e ad andare avanti. In questa situazione è quasi certo che molte società (per carenza di risorse) non potranno partecipare all'attività nazionale e locale e per molte è addirittura in gioco la sopravvivenza stessa del sodalizio.

Il nostro è un Comitato che, grazie ai grandi numeri di attività e di tesseramento prodotti dalle nostre società, ha garantito in questi anni gettiti economici importanti e che sono andati a beneficio di tutti , non solo della Lombardia: ora chiediamo aiuto in questa situazione di grande difficoltà.

Le nostre atlete e i nostri atleti, i tecnici, i dirigenti e i giudici, la gran parte dei quali sono volontari, sono il nostro patrimonio, un valore immenso che produce ogni anno risultati di eccellenza assoluta, medaglie internazionali, titoli italiani, maglie azzurre: è un movimento che ha (aspetto altrettanto importante) una infinita importanza sociale, valoriale, umana e di aggregazione. Non vogliamo perdere nessuno!

 
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Giovedì, 23 Aprile 2020 15:37

Il Gruppo dei Runners Bergamo si racconta

Un’indagine conoscitiva ben fatta e circostanziata, in seguito ad un’interessante iniziativa di Virgilio Barcella, presidente del Runners Bergamo A.S.D. per comprendere le abitudini dei propri runners. Un gruppo sportivo nato nel 2002, molto attivo e, con i suoi 619 tesserati, uno dei più numerosi in Lombardia (e non solo). Immagino che molti li conosceranno in quanto te li trovi a gareggiare un po’ ovunque, ma anche perché organizzano alcune gare importanti, ben partecipate e che coprono un po’ tutte le specialità della corsa: Mezza Del Brembo (gennaio), 10.000 metri Città di Bergamo (maggio-giugno), 6 ore in pista a Curno (maggio), Bergamo City Trail Millegradini (settembre), Scalata Nembro-Selvino (ottobre).

Un gruppo di taglio decisamente amatoriale, che corre tutte le distanze classiche, dai 10 km alla maratona, passando per le mezze ed i 30 chilometri, dall'ultra maratona allo Skyrunning. Un orientamento tutto sommato tipicamente “stradale”, anche se negli ultimi anni c’è stato uno spostamento verso il trail e la corsa in montagna ed oggi sono oltre 100 gli amanti di queste discipline. Tra questi qualcuno che ha ottenuto degli ottimi risultai agonistici, come Graziana Pé e Thomas Capponi, che hanno gareggiato con profitto sia in Italia che all’estero.

Virgilio Barcella tiene poi a sottolineare lo spirito del suo gruppo. Tanta promozione del running, una forte propensione a coinvolgere la gente, dice con orgoglio “sono davvero tanti quelli che hanno iniziato a correre grazie al nostro impegno ed entusiasmo”. 

Tornando all’iniziativa dell’indagine conoscitiva, l’idea era quella di capire le preferenze in modo più preciso, obiettivo direi proprio raggiunto grazie ad uno specifico questionario che ha totalizzato ben 263 risposte complete, quindi un dato statisticamente rilevante. Si precisa che in generale si riferisce ad un periodo “normale”, pertanto non in tempi del coronavirus, tranne in un caso dove la domanda era proprio diretta alle attuali abitudini.

Ognuno potrà fare le sue considerazioni, magari proprio in relazione alle personali abitudini ed a quelle del proprio gruppo sportivo; di certo emerge una realtà di un gruppo sportivo amatoriale relativamente giovane, il 72% ha un’età compresa tra 36 e 55 anni. La maggior parte (68,8%) si allena da 2 a 4 volte alla settimana e per un periodo che varia da 1 a 2 ore. Asfalto e sterrati coprono la quasi totalità delle preferenze (94,7 %), mentre il tartan della pista non è proprio nelle loro corde. infine, 81 su 100 scelgono di correre da soli.

QUI I RISULTATI COMPLETI DEL QUESTIONARIO

Un ultimo messaggio del presidente: abbiamo abbracciato con serietà il motto “restate a casa”, rinunciando a fare una cosa che ci piace tanto e sono certo che la stragrande maggioranza dei runner italiani ha fatto altrettanto. Consapevoli delle attuali difficoltà economiche, abbiamo anche sviluppato un progetto di beneficenza interno al nostro gruppo sportivo, fatto di corse/allenamenti a casa, ognuno come poteva. Hanno partecipato in 200! La raccolta di 6.500 euro è andata al Gruppo Alpini, impegnati in un incredibile sforzo per la realizzazione di un ospedale alla Fiera di Bergamo.  Ora però …lasciateci correre, mettete tutti i limiti che volete, fasce orarie, distanziamenti, imponeteci di correre da soli, ma metteteci anche un po’ di sano buon senso. Abbiamo osservato educatamente, e sopportato, una campagna di odio senza precedenti, ora che è chiaro a tutti, spero anche agli “odiatori”, che i runner ci azzeccano davvero poco con la diffusione del virus. Vogliamo tornare a correre, con tutte le precauzioni del caso, in solitudine, in montagna, nelle campagne ma …FATECI CORRERE. 

Se facessimo una classifica delle regioni che maggiormente limitano gli spostamenti la Valle d’Aosta vincerebbe per distacco anche se, a dire il vero, da ieri non è più così. Ma andiamo per gradi.

Almeno fino ad oggi qui le limitazioni erano totali, o quasi; si legge dall’ordinanza (allegata) del 19 marzo “l’attività motoria per ragioni di salute o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, sono ammessi solo in prossimità della propria abitazione”. Dove le “ragioni di salute” andavano comprovate da certificato medico. La cosa ha indotto a più di una riflessione un gruppo di nove magistrati i quali, armati carta e penna (si fa per dire), hanno scritto la lettera che vedete più sotto. Si parla di cose di legge, ma io ci vedo anche tanto buon senso.

Sempre in questi giorni c’è stata un’altra iniziativa in regione, una petizione che ha raccolto rapidamente 7.000 firme, finalizzata ad allentare le misure restrittive.

Se…due indizi fanno una prova, si può immaginare che il presidente della regione, Renzo Testolin, grazie a questi sia stato indotto a rivedere qualcosa? Forse è solo un caso che proprio ieri abbia comunicato che “è permessa l’attività motoria nei pressi della propria abitazione”. Il resto del comunicato ribadisce tutti gli altri limiti, parchi e giardini chiusi, etc, richiamando la disposizione del ministro Speranza del 25 marzo. Ha infine fatto intendere che non nessun passo avventato sarà fatto, in merito alle attività non lavorative all’aria aperta, almeno sino al 4 maggio.

La sostanza è che, di fatto, la Valle d’Aosta viene adesso equiparata alla normativa nazionale, un piccolo passo in avanti. Certamente non è molto per una regione con un’elevata percentuale di sportivi praticanti, chiuse le palestre, le piste da sci, le ciclabili, l’impossibilità di girare in bicicletta …. saranno in tanti che si sono messi a correre, o quantomeno avrebbero voluto farlo.

Questo il testo completa della lettera (fonte Ansa)

"Con estremo sconforto - soprattutto morale - abbiamo assistito - ed ancora assistiamo - ad ampi dispiegamenti di mezzi per perseguire illeciti che non esistono, poiché è manifestamente insussistente qualsiasi offesa all'interesse giuridico (e sociale) protetto". Lo affermano, in riferimento al divieto di passeggiate, nove magistrati di Aosta in qualità di "cittadini": Eugenio Gramola, presidente del tribunale, i giudici Anna Bonfilio, Maurizio D'Abrusco, Luca Fadda, Davide Paladino, Marco Tornatore, Stefania Cugge (giudice a Ivrea) e i pm Luca Ceccanti ed Eugenia Menichetti.
    "In un territorio - scrivono in una lettera aperta - qual è quello valdostano - ma anche altrove, in zone di campagna o collinari su tutto il territorio italiano - ove molti comuni hanno una densità di popolazione assai limitata a fronte di un territorio in gran parte esteso in zona rurale, che pericolosità rivestono le condotte di chi, per sopravvivere alla situazione pesante in cui tutti viviamo, avendo la fortuna di abitare in comune montano - o comunque in zone isolate - (con gli inconvenienti ben noti in condizioni normali, soprattutto in stagione invernale, per spostamenti anche ordinari) faccia una passeggiata nei boschi 'osando' allontanarsi anche per qualche chilometro dalla propria abitazione, laddove superate le 'quattro case' del paese - proprio nel raggio delle poche centinaia di metri di spostamento consentito od almeno tollerato - si spinga fino alle zone solitarie di montagna dove - se ha fortuna - potrà incontrare forse qualche marmotta, o capriolo o volpe, transitando al più in prossimità di qualche alpeggio, al momento anche chiuso".
Quindi "fermo restando che è compito delle Forze di Polizia, e prima ancora dell'autorità politica che ne dirige l'operare, decidere come e dove concentrare i controlli sull'osservanza delle disposizioni emanate dal Governo, è difficile non chiedersi se davvero non si sappia immaginare un modo più utile per spendere il danaro pubblico, in settori ove ce n'è ben più bisogno per le tante necessità urgenti delle strutture sanitarie o per più seri interventi di prevenzione e protezione degli anziani in strutture di accoglienza".

"Tutto ciò - aggiungono i magistrati - avviene con sacrificio estremo, manifestamente non necessario, di diritti fondamentali di libertà personale e di circolazione dei cittadini di cui alla parte I della Costituzione, che meriterebbe rinnovata lettura ed attenta meditazione. Non dimentichiamo che le norme che vengano ad incidere e sacrificare diritti costituzionalmente garantiti, anche a tutela di altri diritti di pari rango che vengano a confliggervi, sono comunque sempre soggette a stretta interpretazione e perdono ogni legittimazione laddove le condotte sanzionate siano prive di lesività per il bene preminente salvaguardato".
Nell'ambito dell'emergenza da coronavirus, in Valle d'Aosta è prevista "in senso ulteriormente restrittivo" rispetto alla normativa nazionale (per via di una ordinanza regionale) la possibilità di svolgere attività motoria e di uscire con l'animale da compagnia "solo in prossimità della propria abitazione", ricordano giudici e pm. Nella lettera aperta fanno riferimento in particolare alla "Circolare del Ministero dell'Interno 31.03.2020", in cui si ricorda che "la finalità dei divieti" risiede "nell'esigenza di prevenire e ridurre la propagazione del contagio" e che "il perseguimento della predetta esigenza implichi valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete".
Inoltre "non sarebbe forse 'strategicamente' più utile limitare l'applicazione dei provvedimenti in vigore nell'ambito effettivamente necessario per il perseguimento dei fini loro propri di contenimento dei rischi reali - e non immaginari - di diffusione dell'epidemia in atto, salvaguardando il più possibile le libertà fondamentali dei cittadini? Ciò perché i cittadini stessi, ben consapevoli e largamente convinti della necessità di un regime comunque restrittivo, poiché coscienti - per la maggior parte almeno - dei rischi conseguenti al mancato contenimento della diffusione epidemiologica in atto, sarebbero così assai più motivati e spontaneamente disposti al pieno rispetto della normativa vigente, ragionevole ed equilibrata, e non si sentirebbero invece costretti a cercare i più umilianti sotterfugi per sottrarsi a solerti controlli che finiscono per essere percepiti come gratuite persecuzioni di nessuna utilità per l'effettiva tutela del bene della salute pubblica". Infine "se superassimo il pericolo da coronavirus lasciando sul tappeto libertà fondamentali e diritti primari di libertà che oggi vengono seriamente posti a rischio da condotte repressive non adeguate rispetto ai fini perseguiti, che risultato avremmo conseguito?".
   

 

21 aprile - Secondo le decisioni prese, e comunicate nel corso della odierna conferenza stampa del Senato di Berlino, è stata annullata la maratona di Berlino del prossimo 27 settembre. La scelta è quella di proibire l’organizzazione di manifestazioni con oltre 5.000 partecipanti fino al 24 ottobre. Con questa limitazione salta una delle più importanti e partecipate maratone al mondo, che nel 2019 vide all’arrivo 30.742 classificati.

Importante rilevare che la decisione è stata presa dal Senato di Berlino, pertanto riguarda solo le gare organizzate in quella specifica regione (un Land all'interno della Repubblica  federale di Germania). E quindi, parlando di manifestazioni podistiche, solo la maratona (ed altre eventuali gare ad alta partecipazione, come la celebre 25 km).

La decisione "di secondo livello", cioè relativa solo a un singolo Land, viene in applicazione della delibera, presa questa volta dal governo federale (quello, per intenderci, presieduto dalla cancelliera Angela Merkel) a séguito di una consultazione con tutti i presidenti dei Laender (cioè degli stati federali tedeschi) svoltasi il 15 aprile. A rigore, il testo vieta le grosse manifestazioni (nello specifico: concerti, feste patronali, sagre e fiere; non si citano gli eventi sportivi) fino al 31 agosto, come appare dal testo originale: 

Bundeskanzlerin Angela Merkel (CDU) hat gemeinsam mit den Ministerpräsidenten der Bundesländer beschlossen, dass alle Großveranstaltungen in Deutschland bis zum 31. August grundsätzlich untersagt werden. 
Vom Verbot betroffen seien unter anderem größere Konzerte, Schützenfeste, Messen oder Kirmes-Veranstaltungen.

Lasciando peraltro ai singoli Laender regole più dettagliate, che tengano conto per esempio del numero dei partecipanti:

Konkrete Regelungen zur Absage von Großveranstaltungen, etwa zur Anzahl der Teilnehmer, sollen demnach von den Bundesländern selbst getroffen werden. 

Il numero di 5000 e la data del 24 ottobre sono state autonomamente scelte dal governo del solo Land di Berlino. Da notare che a meno di 300 chilometri e due settimane di distanza (13 settembre) è prevista la maratona di Amburgo (quasi 10.000 classificati nel 2019) che, in quanto appartenente ad un altro Land, si potrebbe correre: infatti il relativo sito al momento nulla dice in merito ad annullamenti o rinvii.
Ora, anche in Italia, come abbiamo visto, ci sono differenti applicazioni delle normative nazionali in tempi di coronavirus, però credo che difficilmente sarebbero ammesse a macchia di leopardo gare di questa portata. Ma è chiaro che ogni nazione si muove come crede, come abbiamo ben visto sinora.

A seguire in Germania sono previste altre manifestazioni ad elevata partecipazione che, al momento, non hanno comunicato alcuna variazione: Colonia (4 ottobre), mezza e maratona (nel 2019 sono stati 16.229 i classificati complessivi sulle due distanze). Monaco (11 ottobre), che tra mezza e maratona nel 2019 ha totalizzato 11.097 arrivi. Vedremo se saranno confermate: come visto sopra, la delibera federale non si spinge oltre agosto.

Una curiosità: se la decisione di Berlino (in quanto Land, non in quanto governo federale) fosse applicata in tutta la Germania, guardando il calendario se la scamperebbe Francoforte, programmata proprio per il 25 ottobre, un giorno dopo il blocco.

Ora cosa succederà, maratona di Berlino annullata? Probabile. Rinviata? Difficile, il calendario è già pieno e comunque da novembre diventa complicato anche per ragioni climatiche. Il sito ufficiale annuncia che in questi giorni si sta decidendo che fare, e prega gli iscritti a non rivolgersi ai canali di contatto usuali.

Wir werden uns nun mit den Konsequenzen der behördlichen Untersagung unserer Veranstaltungen beschäftigen, uns über die weiteren Schritte abstimmen und euch dann informieren. Bitte seht bis dahin von der Kontaktaufnahme per Mail, Telefon, Kontaktformular und über Social Media Kanäle ab.

Invece certamente annullata la 187esima edizione dell’Oktoberfest (periodo 19/9 – 4/10/2020, naturalmente Land della Baviera), una manifestazione che poco c'entra con lo sport (perlomeno come comunemente lo si intende) ma che ogni anno richiama 6 milioni di visitatori. Resta alquanto dubbio che, una settimana dopo, sia autorizzata la maratona.

 
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Il calendario delle gare è ormai sospeso da tempo e ovunque, e gli atleti africani non possono in ogni caso lasciare il loro paese. Qui mi occupo del Kenya, nazione che conosco meglio; in data 11 marzo il presidente di Athletics Kenya, Jackson K.Tuwei, aveva inviato una lettera a tutti i manager degli atleti informando che venivano sospese tutte le autorizzazioni a viaggiare, sino a data da destinarsi. A fine marzo aveva realizzato una campagna di sensibilizzazione, per invitare tutti a prendere coscienza della grave situazione; per rafforzare il messaggio veniva utilizzata l’immagine di alcuni dei più famosi atleti keniani (Eliud Kipchoge, Hellen Obiri, Timothy Cheruiyot). Già al tempo si parlava di distanziamento sociale. Oggi le misure sono diventate più stringenti: obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici, spostamenti limitati in diverse contee, coprifuoco dalle 19 e fino alle 5 del mattino successivo. Preoccupazioni doverose, in un paese che dispone di soli 150 posti letti intensivi, perlopiù situati nella capitale Nairobi, in un paese con una estensione doppia rispetto all’Italia.

I dati ufficiali (fonte OMS, al 15 aprile) dicono 10.579 contagi in Africa, un numero relativamente basso in rapporto alla popolazione (1,314 miliardi di abitanti, dati 2019) ma purtroppo in crescita. Il Kenya al momento è una delle nazioni meno colpite con 216 contagi ufficialmente registrati. 

Comunque sono tutte informazioni incerte, del resto se in una nazione evoluta come l’Italia non sappiamo i numeri reali di chi ha contratto il virus…. forse è difficile pretenderlo in Kenya. 

In mezzo a tutto questo, come se la passano gli atleti? Riescono comunque ad allenarsi? Quali sono le limitazioni?

Grazie alla collaborazione di Marco Rampi (responsabile Africa & Sport, associazione che sostiene il progetto sportivo e sociale di Run2gether) ho raccolto alcune informazioni sugli atleti del team.

Non si gareggia in manifestazione ufficiali ma ci si allena comunque; non ci sono disposizioni precise da parte del governo, tranne che non si può correre in gruppo (se non in numero limitato), e sempre osservando le distanze. Elementi che rappresentano una notevole difficoltà perché così sono abituati gli atleti in Kenya. Una modalità che serve da stimolo per correre forte, ma anche per fare in modo che tutti gli atleti, di qualunque livello prestativo, non si ritrovino mai da soli. Il training camp degli atleti è situato a Kiambogo, nella contea di Nakuru, 80 chilometri a nord ovest di Nairobi; campo che attualmente è chiuso, in osservanza alle disposizioni governative che vietano gli assembramenti. Ogni atleta si allena quindi a casa, secondo il programma predisposto dal coach Joseph Ngure (ndr, ieri ha compiuto 56 anni), ma per verificare lo stato di forma è stato anche definito un programma con test su diverse distanze, eccolo nel dettaglio: 

1 maggio, 10 chilometri

15 maggio, 5 chilometri

29 maggio, 60 minuti, da correre alla massima velocità possibile

12 giugno, 10 chilometri 

ogni atleta deve dotarsi di un GPS che registri i dati, da trasmettere poi al responsabile del team, l’austriaco Thomas Krejci. C’è anche un premio in denaro per i tre più veloci, rispettivamente di 100-70-50 euro. L’iniziativa è riservata a tutti gli atleti Run2gether con un contratto in essere e possono partecipare anche gli atleti europei; gli europei sono essenzialmente austriaci, dato che esiste un team amatoriale Run2gether ufficialmente registrato in Austria. I risultati verranno pubblicati sul sito del team www.run2gether.com

        

 

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