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Apr 01, 2018 1511volte

Sabato santo a Modena: “Dietro il Panaro” sboccia la primavera

Sabato santo a Modena: “Dietro il Panaro” sboccia la primavera Teida Seghedoni

Dopo l’appuntamento podistico che di solito si svolge il giorno di Santo Stefano, l’altro incontro tradizionale, questa volta del sabato santo, per i podisti modenesi e reggiani è alla polisportiva Modena Est, affogata in un quartiere industriale poco ameno, ma con la fortuna di trovarsi in linea d’aria a meno di due km dal corso del fiume Panaro: lo stesso fiume che fa da scenario, poco più a monte, per innumerevoli corse tra S. Donnino, S. Damaso e S. Ambrogio.

Gara non competitiva e alquanto ruspante, come appare fin dal volantino in cui si è inserito uno strano indirizzo di Montegrotto Terme, e dalla distanza dichiarata della gara più lunga che oscilla tra i 10, i 10 e mezzo e gli 11 a seconda delle varie scritte su cartelli (si veda la foto 9 del servizio, luminoso come la primavera finalmente sbocciata, di Teida Seghedoni). Il fatto è che, a seconda delle condizioni climatiche, i circa 3 km di argine del fiume Panaro possono essere percorsi o no, dunque quanto sarà lunga in tutto lo scopriremo solo vivendo (stavolta i Gps si fermano a 10,300).

Gara a partenza alquanto “liberalizzata”: nemmeno chi voleva partire all’orario giusto riesce a farlo, perché il via, o meglio il “rompete le righe”, è dato tre minuti prima. Le foto di Teida vi danno un’idea dell’allegro caos prepasquale: il primo corridore ‘vero’, preceduto da una “staffetta”, transita solo a partire dalla foto 136; la prima donna è alla foto 170. Chissà se il cagnolino, sperduto sull’argine alla foto 76, e poi “salvato” (foto 1 e 424), era partito col suo padrone, o si è intrufolato, o è scappato di fronte all’orda, ma alla fine ha trovato una famiglia che farà mangiare un po’ di colomba anche a lui.

Per fortuna, la squallida zona industriale ed ex sportiva (in zona ci sono un bocciodromo dove si disputarono dei campionati italiani, e ora cade a pezzi, e un campo da rugby che il Comune ha reso edificabile) viene abbandonata dopo un km, e l’asfalto dopo 2,5; Teida (che, a differenza dei fotografi stabilmente arroccati in zona traguardo, gira per tutto il tracciato) ha modo di eseguire scatti (da 31 in poi, per esempio) che se fossero firmati Franco Fontana verrebbero disputati a suon di yen e yuan e magari andrebbero a rimpolpare le tristi mostre fotografiche del Comune di Modena; invece ce le gustiamo solo noi, saltando rapidamente i podisti in posa e che si scontorcono e fanno ciaomama, per passare alle immagini panoramiche.

Dalla foto 53 si sale sull’argine, dove un cicerone d’occasione tenta di descrivere quelle che secondo lui erano le “sacche d’espansione” del fiume (in realtà, mai state lì e mai chiamate così: semmai era il “drizzagno del Panaro”).

Modena - A dre Panera 2018


Ecco la lunga teoria dei camminatori ed anticipatori, simbolicamente capeggiata dalla solita coppia carpigiana, il cui bambino cinquantenne qualche km più avanti avrà un litigio con un altro bambino cinquantenne sul tema del ritmo da tenere in gara. Altre coppie regolamentari, e spesso competitive, seguiranno alle foto 347 e 350, mentre la più desiderata delle podiste questa volta fa coppia con un “trentino”, mentre il suo compagno appiedato aspetta fiducioso in borghese al traguardo.

Passano gli ex indiani, entrambi con vistosi segni di sofferenza alle ginocchia (290, 385), passano le signore che hanno fatto la storia delle ultramaratone ma ora si concedono una camminata rilassante tra le fioriture (396, 413 ecc.); insomma, passiamo tutti reimmergendoci di nuovo nel paesaggio industriale e nel traguardo polisportivo.

Come premio gradito ci aspetta un uovo di Pasqua della fabbrichetta modenese di via Scanaroli che tutti i vecchi geminiani frequentano in questa stagione (nel negozio, le uova rotte sono di libero assaggio); alle uova si aggiungono colombe e spumante, ammanniti con larghezza ai tavolini delle singole società. Il Gps ci informa che il percorso lungo ci è costato 850 calorie, mi sa che le recuperiamo con gli interessi.

 

VIDEO di Nerino Carri

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Teida Seghedoni e Nerino Carri

1 commento

  • Link al commento Martedì, 03 Aprile 2018 19:52 inviato da Fabio

    Concordo con Fabio sulla partenza, tutte le volte che ho partecipato a questa gara sia in primavera che in dicembre sono sempre partiti in anticipo.

    Rapporto

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