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Ago 04, 2018 219volte

Tra Carpi e Guastalla, per spegnere l’afa…

Tramonto sul "Rio Bo" della bassa reggiana Tramonto sul "Rio Bo" della bassa reggiana Fabio Marri

3-4 agosto - Siamo rimasti in pochi nelle città emiliane a beccarci i 38 gradi di inizio agosto. Ma chi è rimasto consulta ansiosamente i calendari podistici per sapere dove sudare al tramonto…

Non che molti lo rimpiangessero, ma in mancanza di meglio è tornato “Al giir ed Quartirol” (due i ma solo una o: coerenza vorrebbe che si scrivesse anche Quartirool), che l’anno scorso aveva ceduto sotto la scure della circolare Gabrielli o per dire meglio dei suoi occhiuti applicatori (ripeto che la circolare non riguarda le corse, ma le feste, i concerti ecc.; eppure è stata un pretesto per taglieggiare anche il mondo del podismo).

  1. Dunque, 19° appuntamento in questa parrocchia al limite meridionale di Carpi città, ormai inglobata dal centro ma che da un lato si apre sulla campagna. Giro già ritenuto il più brutto di tutta l’annata modenese, circuito di 2,2 km tra fabbrichette, ditte di trasloco, negozi più o meno etnici; ma che quest’anno era annunciato in veste rinnovata, con partenza “dal parco delle Regioni” e tracciato “in parte sull’argine canale”. Uno pensa a un parco e a un argine… poi va là e scopre che il parco è il solito campo sportivo dietro la chiesa, con qualche albero ai lati; e il canale di bonifica, quello oltre il quale si aprirebbe la campagna aperta, non solo non ha un argine, ma non verrà nemmeno toccato: per circa 300 metri la strada gli corre a fianco, e nessun ponticello né arginello si erge per farci passare dove si respirerebbe. Anzi, l’asfalto è stato in parte rinnovato, appena messo, ed emana calore supplementare rispetto ai 35 gradi dell’aria. Giro nuovo? Semplicemente in senso inverso rispetto al precedente, con un vialone in meno e qualche stradetta in più: 2 km da percorrere quante volte si desidera. Alla partenza, per dire molti, saremo in 150, ma per strada c’è già un sacco di gente che corricchia o cammina, e perlopiù si ferma dopo un paio di giri. Qualcuno corre sul serio, come in rappresentanza di Morselli il suo scudiero reggiolese Mirco Ferrari (foto 318), o i carpigiani Carlo Gabbi (foto 360) e soprattutto il mitico Antonino Caponetto (foto 254, 258, 359); Francesca Braidi e marito completano l’educazione dei pargoli portandoli entrambi a correre (foto 404); Mastrolia adocchia due simil-straniere (non podiste) dalle ammiccanti scollature, ma alla fine si riduce a fotografare Caponetto. Le foto di Teida sorprendono atteggiamenti medicalmente preoccupanti di qualche vecchia volpe (foto 219), e altre vecchie volpi che seguono ansimando una pink lady vestita di tutto punto (74, 312, 358), in corsa e nel dopocorsa, che non vada in pericolo (ma ce l’ha lo spray urticante?).

Premio finale, la cinquantesima borraccia di plastica da aggiungere alle altre che non userò mai. Ma anche oggi abbiamo assolto il dovere sociale e consumato 5-600 calorie.

SERVIZIO FOTOGRAFICO DI TEIDA SEGHEDONI

  1. L’indomani, si passa ancora da Carpi per raggiungere (attraverso una serie insidiosa di autovelox chiaramente a scopi monetari) una specie di Rio Bo della bassa reggiana, San Rocco di Guastalla, quasi alla foce del Crostolo in Po: zona d’influenza di Morselli, che infatti dall’Egitto telecomanda il suo Mirco Ferrari; come viene Gelo Giaroli disposto ad alleviarmi la pena di ben 11 km con 32 gradi; un certo numero di mantovani (viadanesi soprattutto, col neo-presidente e la canotta nuova), e a sorpresa parecchi modenesi capitanati per il lato-segreteria da Peppino Valentini, per il lato immagine dalla Teida, e per l'aspetto della gloria sportiva dal Micio Cenci.

Giro, questa volta, lunghetto ma gradevole: l’argine promesso viene in effetti mantenuto, dal basso ci regala una graditissima ombra, e dall’alto lascia vedere i campanili dei paeselli vicini che hanno allevato i Baldini: Castelnuovo di sotto, Meletole Poviglio Santa Vittoria… Con Gelo rievochiamo, anche per mettere alla prova l’esperienza podistica degli eterni sposini Alle-Simo, le corse che si facevano e non si fanno più: la 21 di S. Vittoria, la sagra del pesce di Meletole, il retrorunning di Poviglio…

Ben quattro ristori dotati, se Dio vuole, di acqua da bere deliziosamente fredda; che ritroviamo al ristoro finale, all’ombra di una vecchia scuola probabilmente dismessa, dove un addetto con tagli netti e sapienti da macellaio antico affetta cocomere pure esse freddissime, distribuite a volontà (io che sono moderato ne prendo solo tre fette). Per 2 euro di iscrizione, premio di una bottiglia di vino dall’intitolazione promettente: alla prova dei fatti, l’enologo carpigiano Torricelli ci dirà se era buona. Scende pacificamente il tramonto, e la zona si anima dei molti che vengono alla cena all’aperto: questa volta, i Gps ci indicano che abbiamo speso un migliaio di calorie, si può trasgredire un po’ di più.

SERVIZIO FOTOGRAFICO DI TEIDA SEGHEDONI

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