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Ott 21, 2018 Ufficio Stampa Evento 442volte

Imola (BO) – 50° Giro dei Tre Monti

L'arrivo del vincitore L'arrivo del vincitore Foto IsolaPress

21 ottobre - Imola e il suo Autodromo “Enzo e Dino Ferrari” non potevano avere cornice migliore per festeggiare una lunga storia iniziata nel 1968 agli albori del movimento podistico, grazie alla presenza di circa 5200 partecipanti per la 50^ edizione del Giro dei Tre  Monti di km 15,300, una delle classiche del podismo nazionale.

Un felice connubio tra la città imolese posta ai confini tra Emilia e Romagna e un movimento podistico che a cavallo degli anni 70-80 e 90 faceva notizia al solo nominare una corsa piedi all’interno del circuito imolese. Un autodromo nato per auto e moto, poi assurto alla storia nello stesso anno di nascita dell’evento podistico per il mondiale di ciclismo che incoronò campione del mondo il nostro Vittorio Adorni.

La presentazione avvenuta otto giorni prima dell’effettuazione della gara con l’uscita di un magnifico libro edito da Bacchilega Editore e scritto dalla giornalista Lisa Laffi, che ripercorre le 49 edizioni precedenti con redazionali e storie anno per anno della gara, corredate di foto che rievocano ricordi e momenti emozionanti,  ci ha fatto rivivere  un evento podistico unico nel suo genere, in perfetta simbiosi con la città di Imola, la sua collocazione logistica, il percorso con una prima parte e finale all’interno dell’Autodromo, con la parte esterna al circuito su strade collinari dove sudore, fatica e profumi della campagna si mescolano tra di loro. Allora, ma ancora oggi una grande fatica, piena di ricordi e gratificazioni per l’inventore dell’evento il mitico Leo Monduzzi (oggi novantenne ma ancora in gran forma, presente sull’auto di testa a dirigere corsa e dare informazioni), sostituito  in questi ultimi 20 anni da un altro Leo, questa volta di cognome Zanuccoli, una sorta di passaggio di consegne tra due imolesi con il secondo che ha mantenuto l’evento ad alto livello in piena sintonia con i loro preziosi collaboratori.
Peccato che alla conferenza abbiano dichiarato che erano arrivati al traguardo di un evento che festeggiava le nozze d’oro tra una città e il podismo. 
Ora lasciano il timone ad altri e dalla prossima edizione sarà l‘Atletica Imola Sacmi Avis a portare avanti un pezzo di storia della corsa su strada italiana.

Un Giro dei Tre Monti che nel suo albo d’oro non vanta solo nomi eclatanti di grandi campioni ma anche cifre di partecipazione che negli anni a cavallo dell’80 al 90 sono arrivate a ben 11.000 partecipanti, poi il proliferare di un calendario podistico sempre più denso di gare ha ridotto le presenze, infine nuove regole e altro della Fidal hanno posto altri generi di problemi che si sono aggiunti al poco felice momento per la ricerca di sponsor. 
Per correttezza d’informazione, in questa 50^ edizione del Giro dei Tre Monti poco più di 800 sono stati gli iscritti alla veste competitiva, il restante tutto nella parte ludico motoria alla quale si sono aggiunti i circa 200 ragazzini per il Trofeo Giovani Promesse di Romagna svoltosi in ante premia al Giro dei Tre Monti.

Una grande festa che sotto l’aspetto tecnico-agonistico ha visto ancora una volta il dominio degli atleti africani con i successi di Ishmael Chelanga Kalale (Ken-Casone Noceto) e Ivyne Jeruto Lagat (Ken-Loverun Athletic Terni) che hanno proseguito un trend di successi ormai  abituale in questi ultimi anni per gli atleti/e dall’Africa dal Nord a quella Centrale; ma l’albo d’oro del Giro dei Tre Monti ha una storia tutta italiana, mondiale ed europea di grande rango: come non notare  i nomi di un pezzo di storia della corsa e della pista quali: Giuseppe Ardizzone, Franco Fava, Claudio Solone, Gianni Demadonna, Emil Puttemans (Bel), Gelindo Bordin, Bogumil Kus (Pol), Orlando Pizzolato, Petro Metta (Tan), in campo femminile la compianta Claudia Cavulli, Laura Fogli, Emma Scaunich, Antonella Bizioli e la beniamina imolese Cesarina Taroni vincitrice di ben sette edizioni dal 1981 al 1991.

Gara di questo 2018 dominata letteralmente da Kalale che poco prima dell’uscita dall’autodromo alle Acque Minerali aveva già messo tutti in fila andando poi a farsi in solitario oltre 13 km dei 15,300 totali; primo degli italiani in un arrivo frammentato il romagnolo Gianluca Borghesi (11°). Tra le donne gara più battagliata con l’etiope Tegegn in testa poco prima del passaggio nel punto più alto del percorso (il Monte Frassineto) dove veniva raggiunta e superata dalla keniana Lagat, che poi s’involava per un netto successo, precedendo l’ugandese Munguleya di quasi un minuto, poi terza la Tegegn, quarta assoluta e prima italiana l’emergente romagnola Beatrice Boccalini (G.S. Gabbi BO), di professione fisioterapista, che dopo il traguardo guardava leggermente sconsolata il tempo impiegato dichiarando “con questo crono l’anno scorso avrei vinto”: simpatica Beatrice, ma misurarsi con avversarie più forti è e sarà sempre uno stimolo per migliorarsi.

Nella sfida a punteggio tra le società in base ai primi cento classificati successo ancora una volta per i bolognesi del G.S. Gabbi di Nerio Morotti, precedendo l’Atl. Avis Castel S.Pietro e l’Atletica Corriferrara guidata dal suo presidente Massimo Corà.

Ordine d’arrivo Uomini: 1° Kalale (Ken) 46’13”, 2° Irabaruta (Bur) 47’27”, 3° Kisorio (Ken) 48’42”, 4° Aich (Mar) 48’53”, 5° Myasiro (Rwa) 49’16”, 6° Zitouni (Mar) 49’38”, 7° Matviychuk (Ukr) 49’58”, 8° Kirui (Ken) 50’14”, 9° Benhamdane (Mar) 50’25”, 10° El Barhoumi (Mar) 51’13”, 11° Borghesi 51’26”, 12° Ricciardi 51’39”, 13° Kaba (Mar) 52’03”, 14° Bernardi 52’46”, 15° Barizza 52’50”, 16° E.Generali 52’55”.

Ordine d’arrivo Donne: 1^ Lagat (Ken) 54’22”, 2^ Munguleya (Uga) 55’16”, 3^ Tegegn (Eth) 55’39”, 4^ Boccalini 56’08”, 5^ Varga 59’29”, 6^ Nanu 1.01’33”, 7^ Yayeh (Eth) 1.02’10”, 8^ Alfieri 1.02’53”, 9^ Whitfield (Gbr) 1.03’43”, 10^ Cazzaro’ 1.04’02”, 11^ Zannoni 1.04’09”, 12^ Ferrini 1.04’45”, 13^ Thompson (Gbr) 1.05’02”, 14^ Leardini 1.06’07”, 15^ Bellini 1.06’27” , 16^ Latifi 1.06’41”.

 

 

 

 

 

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