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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Oro olimpico a Rio De Janeiro il 14 agosto 2016, prima keniana a vincere la maratona femminile  alle Olimpiadi, Jemima Sumgong, nell’aprile del  2017, a pochi giorni dalla partecipazione alla Maratona di Londra, fu sospesa per essere risultata positiva, durante un controllo a sorpresa, alla eritropoietina ricombinante (il più noto Epo) per essere poi squalificata per quattro anni.

La Sumgong dichiarò di essere innocente e di essere in grado di provarlo, fino a consegnare pochi mesi fa all’AIU, l’Integrity Unit della federazione di atletica leggera, una lunga serie di documenti che avrebbero dovuto scagionarla. In particolare la maratoneta sosteneva che cinque giorni prima del controllo si era presentata al Keniatta National Hospital di Nairobi per una gravidanza extrauterina: qui per uno sciopero non  fu registrata la sua presenza,  le fu praticata una trasfusione da un medico “impostore”, trasfusione con sangue contaminato da Epo, che giustificava la sua  positività.

Ma gli ispettori dell’AIU hanno controllato accuratamente tutti i documenti scoprendo che i certificati erano stati falsificati, che la Sumgong era stata  ricoverata al Keniatta Hospital, ma nel 2009, mentre nel 2017- nei giorni della presunta trasfusione - si trovava a Kapsabet, come da registro WADA. . La stessa clinica aveva contemporaneamente fatto una serie di controlli smentendo la presenza della maratoneta nell’ospedale nelle date indicate nella certificazione.    

Così all’AIU non è rimasto che raddoppiare la squalifica alla Samgung, fino al 2025, che a questo punto ha finito la carriera.

Ma, quasi sicuramente, le resterà l’oro olimpico come consolazione…

Venerdì, 25 Gennaio 2019 10:42

Molla e Chepngetich vincono la Dubai Marathon

25 Gennaio - La 20^ edizione della Standard Chartered Dubai Marathon (Gold Label IAAF) continua la tradizione che la vuole velocissima e, conseguentemente, con prestazioni di elevatissimo livello.  

La gara, con partenza alle 6 locali, le tre di stanotte in Italia, con condizioni climatiche favorevoli (18 gradi, 86% di umidità), ha visto primeggiare il debuttante etiope Getaneh Molla Tamire che si è imposto in 2h03:34, nuovo record della corsa, migliorando il primato della gara stabilito l'anno scorso dal connazionale Mosinet Geremew (2h04:00). Molla, classe 1994, diviene così il sesto maratoneta più veloce della storia nonché il miglior debuttante sulla distanza e ottiene l’ottavo tempo all-time.   

Secondo posto per il connazionale Herpassa Negasa Kitesa in 2h03:40 (pb, ottavo maratoneta più veloce all-time); terzo, a completare il podio interamente etiope, Asefa Mengstu Negewo in 2h04:24.

Per la maratona di Dubai anche il primato di vedere i tre componenti del podio sotto le 2h04:30.

Il passaggio a metà gara è avvenuto in 1h01:43, con un gruppo composto da 14 uomini, compresi i tre pacemakers; ma, progressivamente, tanti gli atleti che hanno cominciato a staccarsi, compresi due dei favoriti, gli etiopi Lemi Berhanu (qui vincitore nel 2015) e Guye Adola. Al 35° km, passato in 1h42:17, sono soli al comando Molla e Negasa; Mengstu li riprende poco dopo, ma al 40° (passaggio in 1h57:16) si stacca nuovamente e definitivamente. Molla e Negasa procedono insieme, ma, a 700 metri dal traguardo, anche Negasa si arrende e Molla avanza verso la vittoria.  

In campo femminile, è la keniana Ruth Chepngetich a vincere in 2h17:08, nuovo record della corsa (nettamente migliorato il precedente record, il 2h19:17 del 2018 di Roze Dereja) e soprattutto terzo miglior tempo della storia dopo la britannica Paula Radcliffe (2h15:25) e la keniana Mary Keitany (2h17:01).  

Secondo posto per la etiope Worknesh Degefa in 2h17:41, nuovo record nazionale che migliora di 15” il precedente di Tirunesh Dibaba nel 2017 a Londra, e la porta ad essere la quarta maratoneta più veloce della storia. Terza, staccata, l’altra etiope Worknesh Edesa in 2h21:05 (pb).

Gara femminile partita ad un ritmo più alto del previsto: sotto la guida dei pacemakers uomini, il gruppo di testa composto da sei atlete passa al 10° km in 32:23, per poi – ridotte a tre – passare alla mezza in 1h09:30. Ma ben presto Edesa rallenta, lasciando a Chepngetich e Degefa (qui vincitrice nel 2017) di proseguire sole con passaggio al 30° in 1h37:16 e al 35° in 1h54:00. Ma, con l’uscita di scena delle “lepri”, progressivamente Chepngetich abbandona la compagna di fuga, andando a conquistare la vittoria, prima keniana dal 2006, interrompendo il dominio etiope.

Dubai diviene così la seconda maratona della storia, dopo Londra 2017, a registrare due atlete sotto le 2h18.   

Men
1 Getaneh Molla (ETH) 2:03:34
2 Herpassa Negasa (ETH) 2:03:40
3 Asefa Mengstu (ETH) 2:04:24
4 Emmanuel Saina (KEN) 2:05:02
5 Shifera Tamru (ETH) 2:05:18
6 Kelkile Gezahegn (ETH) 2:06:09
7 Adugna Takele (ETH) 2:06:32
8 Birhanu Teshome (ETH) 2:08:20

Women
1 Ruth Chepngetich (KEN) 2:17:08
2 Worknesh Degefa (ETH) 2:17:41
3 Worknesh Edesa (ETH) 2:21:05
4 Waganesh Mekasha (ETH) 2:22:45
5 Sintayehu Lewetegn (ETH) 2:25:59
6 Rahma Tusa (ETH) 2:26:38
7 Muluhabt Tsega (ETH) 2:27:36
8 Sule Utura (ETH) 2:32:52

 

Sul sito ufficiale della manifestazione, sono state pubblicate le liste degli atleti top che parteciperanno alla London Marathon, in programma il prossimo 28 aprile.

Davvero grandi nomi a comporre il cast di stelle, tra cui ricordiamo Eliud Kipchoge e Mo Farah, che dovrebbero dar vita ad un fantastico duello, infastiditi però dall’etiope Leule Gebreselassie, terzo nel ranking mondiale, personale di 2h04:02, l’anno scorso a Dubai. Poi Wilson Kipsang, ma, data la qualità, andrebbero citati tutti…

Da segnalare il nostro Yassine Rachik, in gara soprattutto per migliorare il personale, quel 2h12:09, che gli valse il bronzo a Berlino.

Tra le donne, Mary Keitany, Tirunesh Dibaba…

Ecco le liste complete:

UOMINI

Eliud KIPCHOGE KEN 02: 01.39
Wilson KIPSANG KEN 02: 03.13
Mosinet GEREMEW ETH 02: 04.00
Leule GEBRSELASSIE ETH 02: 04.02
Tamirat TOLA ETH 02: 04.06
Abraham KIPTUM KEN 02: 04.16
Mule WASIHUN ETH 02: 04.37
Tola Shura KITATA ETH 02: 04.59
Mo FARAH GBR 02: 05.11
Daniel WANJIRU KEN 02: 05.21
Henryk SZOST POL 02:07.39
Cameron LEVINS CAN 02: 09.25
Dewi GRIFFITHS GBR 02: 09.49
Michel BUTTER NED 02: 09.58
Callum HAWKINS GBR 02: 10.17
Bashir ABDI BEL 02: 10.46
Ihor OLEFIRENKO UKR 02: 12.04
Yassine RACHIK ITA 02: 12.09
Yohei SUZUKI JPN 02: 12.18
Tsegai TEWELDE GBR 02: 12.23
Chris DERRICK USA 02: 12.50
Jonathan MELLOR GBR 02: 12.57
Iraitz ARROSPIDE ESP 02: 13.23
Derlis AYALA PAR 02: 13.41
Robbie SIMPSON GBR 02: 14.04
Joshua GRIFFITHS GBR 02: 14.49
Mick CLOHISEY IRL 02: 14.55
Andy DAVIES GBR 02: 15.11
Thomas DE BOCK BEL 02: 15.19
Matt SHARP GBR 02: 16.02
Dennis LAERTE BEL 02: 16.29
Brett ROBINSON AUS DEBUT
Jack RAYNER AUS DEBUT
Andy VERNON GBR DEBUT
Jack MARTIN GBR DEBUT
Nitender SINGH RAWAT IND DEBUT
Mikael EKVALL SWE DEBUT

 

DONNE

 

Mary KEITANY KEN 02: 17.01
Tirunesh DIBABA ETH 02: 17.56
Vivian CHERUIYOT KEN 02: 18.00
Gladys CHERONO KEN 02: 18.11
Brigid KOSGEI KEN 02: 18,35
Roza DEREJE ETH 02: 19.17
Birhane DIBABA ETH 02: 19.51
Haftamnesh TESFAY ETH 02: 20.13
Tadelech BEKELE ETH 02: 21.40
Linet MASAI KEN 02: 23.46
Sinead DIVER AUS 02: 25.19
Molly HUDDLE USA 02: 26.44
Sonia SAMUELS GBR 02: 28.04
Martina STRAHL SUI 02: 28.07
Allie KIEFFER USA 02:28.12
Lilia FISIKOVICI MDA 02:28.26
Charlotte PURDUE GBR 02: 29.23
Lily PARTRIDGE GBR 02: 29.24
Tracey BARLOW GBR 02: 30.42
Ruth VAN DER MEIJDEN NED 02: 31.15
Maude MATHYS SUI 02: 31.17
Tish JONES GBR 02: 33.56
Carmen MARTINEZ PAR 02:35.17

Natasha COCKRAM GBR 02: 35.47
Brittany CHARBONEAU USA 02:36.34
Hayley CARRUTHERS GBR 02: 36.48
Laura GRAHAM GBR 02: 37.05
Emily SISSON USA DEBUTTO
Emma MITCHELL IRL DEBUTTO

 

23 Gennaio - E’ stata presentata a Roma, in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, la 45^ edizione della RomaOstia Half Marathon, unica maratonina italiana IAAF Gold Label, in programma il prossimo 10 marzo.

Il patron Luciano Duchi ha confermato il solito percorso con partenza dal quartiere romano dell’Eur, per poi progressivamente prendere la Via Cristoforo Colombo che porta al mare di Ostia, sul cui litorale è previsto l’arrivo.

Annunciata la presenza di Valeria Straneo, la piemontese tesserata per Laguna Running, vicecampionessa del mondo di maratona a Mosca 2013; di Daniele Meucci, l’ingegnere pisano tesserato per l’Esercito, campione europeo di maratona a Zurigo 2014; di Tamirat Tola (Etiopia), vicecampione mondiale di maratona a Londra 2017; di Stefano La Rosa (Carabinieri), il grossetano argento a squadre nella mezza maratona europea di Amsterdam 2016. Ancora, tra le donne, da segnalare l’israeliana Lonah Chemtai Salpeter, oro europeo dei 10.000 di Berlino 2018 e leader europea di maratona della scorsa stagione.  

Duchi ha dichiarato: "Alla RomaOstia si vola e per questo nella nostra gara si viene per correre forte. L’albo d’oro comprende primatisti del mondo di maratona come Steve Jones nel 1985 e vincitori di 42 km ai Giochi come Stefano Baldini che nel 1997 realizzò anche il record italiano. Abbiamo già un cast importante e altri nomi li annunceremo nelle prossime settimane. Purtroppo Galen Rupp, che aveva mostrato il desiderio di tornare a correre la RomaOstia, ha dovuto rinunciare per un infortunio che lo ha tenuto lontano dall'attività".

Alla cerimonia erano presenti: il presidente della FIDAL Alfio Giomi; il presidente dei Bancari Romani - organizzatori dell’evento - Laura Duchi; l’assessore allo Sport, Politiche giovanili e Grandi eventi del Comune di Roma Daniele Frongia; il rappresentante dell’ufficio di Presidenza della Regione Lazio, Roberto Tavani; il responsabile dell’area Mass Event di Rcs Sport, partner della RomaOstia, Andrea Trabuio.

Giomi si è congratulato per il raggiungimento della 45^ edizione: "È una straordinaria creatura. In una disciplina così universale come la corsa, alla portata di tutti e senza limiti di età, il ruolo della RomaOstia in Italia è stato fondamentale. Un esempio unico. È nata da un’idea visionaria di Luciano e dalla sua passione vera. Ma dopo la grande intuizione, il suo merito è l’aver creato una struttura professionale. Sarebbe rimasto soltanto un bel sogno se non fosse stato in grado di costruire professionalità intorno alla passione. Luciano ha dimostrato che si può fare".

Ospite d’eccezione, Daniel Fontana, pluricampione di Ironman, che ha presentato la maglia ufficiale della 45^ RomaOstia.

Confermata la gara non competitiva sulla distanza di cinque chilometri, la EUROMA2 RUN che partirà in coda alla gara competitiva e arriverà nel Centro Commerciale di Euroma2. I dettagli inerenti al percorso e alle iscrizioni saranno definiti nei prossimi giorni.

Novità di questa edizione, realizzata in collaborazione con OPES, sarà l’edizione zero della School Run, già sperimentata positivamente alla Milano Marathon, dove ha raccolto diecimila partecipanti, e dedicata ai bambini, ai ragazzi e ai loro accompagnatori (genitori, familiari, insegnanti). I dettagli inerenti anche a questo percorso e alle iscrizioni saranno definiti nei prossimi giorni.

 

 

 

 

20 Gennaio - La temperatura oltre la media, ben 23° gradi, ha accolto i partecipanti alla Tata Mumbai Marathon (IAAF Gold Label road race) in India: nonostante tutto, i due vincitori, il keniano Cosmas Lagat e la etiope  Worknesh Alemu si sono affermati rispettivamente in 2:09:15 e 2:25:45, i secondi migliori tempi nella storia della manifestazione, che sono valsi il premio – a testa – di 45.000 dollari.

Partiamo dalla gara femminile, con il gruppo di testa che guidato dai pacemakers (uomini) è passato al 10° km in 34:28 e al 20° in 1h08:42.

Un gruppetto di quattro donne, tutte etiopi, Worknesh Alemu, Amane Gobena, Birke Debele e Mergetu Alemu, erano davanti al 30° km: 1h43:14 il passaggio, con ancora viva la speranza di poter battere il primato della gara, appartenente alla keniana Valentine Kipketer con 2h24:33 nel 2013.

Successivamente Mergetu Alemu si è staccata dal gruppetto, seguita poi da Birke Debele, con la sola Gobena che ha resistito a Worknesh Alemu fino al 35° km, quando, anche a causa di problemi di stomaco, ha lasciato andare la compagna di fuga.

Con la temperatura aumentata fino a 26 gradi, Alemu ha proseguito verso la vittoria e il nuovo record personale in 2h25:45, mentre Gobena, vincitrice uscente, ha concluso seconda in 2h26:09, malgrado i suddetti problemi fisici. Terza la Debele in 2h26:09, con sette etiopi ai primi sette posti.

Ottava l’indiana Sudha Singh che, in 2:34:56, ha realizzato il primato personale, a soli 13” dal record nazionale.

La gara maschile ha visto inizialmente un gruppo di 14 atleti – compresi 3 pacemaker – guidare la corsa con passaggi al 10° km in 30:53, al 20° in 1h02:18 e alla mezza in 1h05:15.

Ma, circa al 29° km, l’azione di Lagat è divenuta decisiva, con il keniano che affiancato soltanto da due pacemaker, è passato al 30° km in 1h32:23, con sette uomini ad inseguirlo staccati di 11”.

Pur abbandonato dalle due “lepri” al 32° km, Lagat ha continuato a spingere, guadagnando 40” di vantaggio sugli inseguitori al 35°, incrementato a 60” al 38°.

Lagat è così andato a vincere in 2h09:15, precedendo gli etiopi Aychew Bantie, secondo in 2h10:05, e Shumet Akalnew, terzo in 2h10:14.

Solo settimo il favorito della vigilia, Abere Kuma, che staccatosi al 30° km dai più forti, ha concluso in 2h13:10.

Classifiche

Uomini
1 Cosmas Lagat (KEN) 2:09:15
2 Aychew Bantie (ETH) 2:10:05
3 Shumet Akalnew (ETH) 2:10:14
4 Daniel Muteti (KEN) 2:10:55
5 Ayenew Mekuant (ETH) 2:11:16
6 Silas Too (KEN) 2:12:06
7 Abera Kuma (ETH) 2:13:10
8 Deresa Geleta (ETH) 2:13:11

Donne
1 Worknesh Alemu (ETH) 2:25:45
2 Amane Gobena (ETH) 2:26:09
3 Birke Debele (ETH) 2:26:39
4 Mergertu Alemu (ETH) 2:31:00
5 Almaz Negede (ETH) 2:31:45
6 Melesech Tsegaye (ETH) 2:32:45
7 Zinash Gerado (ETH) 2:34:32
8 Sudha Singh (IND) 2:34:56

Martedì, 22 Gennaio 2019 22:29

Una Houston stellare, tra Maratona e Mezza

E’ la mezza maratona ad oscurare per una volta la maratona: a Houston, negli Stati Uniti, la keniana Brigid Kosgei, vincitrice dell’ultima Chicago Marathon, dimostra di essere pronta per la prossima London Marathon affermandosi in 1h05:50, nuovo record della manifestazione e miglior prestazione femminile della storia sul suolo nordamericano (migliorato il precedente di 39” stabilito da Mary Wacera nel 2016 sempre ad Houston).

La manifestazione, IAAF Gold Label road race, si è disputata in una mattinata dal clima freddo con temperature di poco sopra lo zero: subito in testa un gruppetto di nove atlete passate al 5° km in 16:07, dalle quali sono poi emerse le keniane Kosgei e Fancy Chemutai che hanno superato il 10° km in 31:33, con le sole Ruti Aga e Gladys Cherono a tenere il passo.

Il passaggio al 15° km di Kosgei e Chemutai è avvenuto in 46:52, con Aga staccata di 17 secondi e Cherono di 24.

Nei successivi chilometri, troppo forte l’azione della Kosgei (passaggio al 20° km in 1h02:30) andata ad affermarsi, come già scritto, in 1h05:50, 11° tempo all-time, e personale migliorato di 45”. Seconda la connazionale Chemutai in 1h06:48, terza la campionessa uscente, la etiope Ruti Aga in 1h06:56.

Quarto posto per la keniana Monicah Ngige Wanjuhi in 1:07:29 con nuovo primato personale, quinto per la statunitense Emily Sisson in 1h07:30, che ha mancato il primato nordamericano per soli cinque secondi. Sesta Gladys Cherono in 1h07:37.

Nella gara maschile, doppietta etiope con Shura Kitata primo in 1h00:11, tre secondi prima di Jemal Yimer.

Kitata, secondo classificato alle maratone di Londra e New York del 2018, è passato nel gruppone di testa al 5° km in 14:30 e al 15° in 28:32 quando in testa erano rimasti soli sei atleti. Staccatosi successivamente anche Geoffrey Koech, i cinque battistrada sono passati al 15° in 42:49.

Al 20°, superato in 57:16, solo quattro al comando: con Kitata e Yimer anche il keniano Bedan Karoki e il tanzaniano Gabriel Geay: ben presto Geay si staccava, mentre Yimer guadagnava terreno sui due rivali, seguendo però erroneamente il mezzo apripista che andava a fermarsi.

Sempre in testa, ma con il vantaggio oramai ridotto, Yimer non riusciva a reagire al prepotente attacco di Kitata che andava a vincere sul connazionale (1h00:11 e 1h00:14, i rispettivi tempi). Terzo Karoki in 1h00:18, quarto Geay in 1:00:26 (pb). Quinto il keniano Bernard Ngeno in 1h01:20, sesto l’australiano Patrick Tiernan in 1:01:22 (pb), settimo Geoffrey Koech in 1:01:40.

12531 i finisher.

Nella maratona (IAAF Silver Label road race), di rilievo la prestazione della etiope Biruktayit Degefa che ha bissato il successo femminile di 12 mesi fa - terza donna nella storia a vincere Houston per tre volte - sfiorando anche il record della corsa, non battuto per soli 14 secondi; 2h23:28 il suo crono (prima parte in 1h12:52 e seconda in 1h10:36), pb, 13° successo consecutivo etiope in questa maratona.   

Per 30 chilometri la Degefa ha corso con la 19enne Meseret Belete, primatista mondiale U20 sulla mezza maratona e al debutto in maratona, per poi staccarla definitivamente; nel finale Belete ha subito il sorpasso anche di Belaynesh Fikadu, che ha concluso seconda in 2h26:41; terza Belete in 2h26:51, per un podio interamente etiope.

in campo maschile successo del keniano Albert Korir in 2h10:02, alla sua prima esperienza negli Stati Uniti, che ha battuto solo negli ultimi metri l’etiope Yitayal Atnafu, incredibilmente secondo (2h10:08) in questa manifestazione per la quarta volta consecutiva. Terzo il keniano Justus Kimutai in 2:10:25, davanti al connazionale Elisha Barno, quarto in 2h10:54, e al messicano Juan Pacheco, quinto in 2h10:58.

7154 i finisher.

La 34enne keniana Lucy Kabuu Wangui è stata squalificata per due anni: vincitrice dell’ultima edizione della Maratona di Milano in 2h27:01, fu sottoposta al controllo antidoping risultando positiva alla morfina.

Sospesa in via precauzionale dal 1° agosto in attesa delle controanalisi, nonostante tutte le giustificazioni prodotte, compreso l’uso di medicinali dovuto ad un ricovero per un’infezione, è stata ritenuta colpevole dal Tribunale Antidoping della IAAF che l’ha sanzionata con due anni di squalifica che scadranno il 31 luglio 2020.

A questo punto la vittoria nella Milano Marathon andrà alla connazionale Vivian Kiplagat, seconda in 2h27:07. 

Da ricordare che Kabuu nella sua carriera ha vinto l'oro nei 10000 metri e il bronzo nei 5000 ai Giochi del Commonwealth del 2006; vanta, inoltre, il 12° tempo nella storia della maratona femminile con il 2h19:34 stabilito nel 2012 a Dubai. Due le partecipazioni alle Olimpiadi, ad Atene 2004 e Pechino 2008: in quest'ultima concluse in 5^ posizione i 10000 metri in 30:39.96. 

 

13 Gennaio - Gara veloce, velocissima l’undicesima edizione della Valencia 10K Ibercaja, con la 20enne etiope Tsehay Gemechu che si è assicurata il successo in 30:15, migliorando di 15 secondi il primato nazionale sinora detenuto da Tirunesh Dibaba.

In campo maschile ancora una vittoria etiope, con Chala Ketema Regasa ad imporsi in 27:23, nuovo record della corsa, di livello IAAF Bronze Label.

Partenza unica per tutti, con temperatura fredda di 6 gradi, quasi inaspettata, ma che non ha fermato le protagoniste della gara femminile, che ha vissuto sul duello tra la etiope Gemechu e la keniana Gloria Kite, passate al 5° km in 15:01. Ritmo leggermente ridotto nella seconda parte, con la vincitrice che ha staccato la compagna di fuga intorno all’ottavo chilometro, ottenendo anche il primato della corsa e il quinto miglior tempo di sempre.   

Kite ha concluso in seconda posizione in 30:26, migliorando il personale di più di un minuto; terza l’altra keniana Evaline Chirchir in 30:43. Ottava la spagnola Trihas Gebre, che in 31:39, ha stabilito il nuovo primato nazionale.

In campo maschile, ritmo davvero sostenuto a 2:43/2:45 al chilometro, con un gruppo di sette uomini – i favoriti della vigilia - a condurre la gara: gli etiopi Chala Ketema Regasa, Abayneh Degu e Batesfa Getahun, l’ugandese Stephen Kissa e i keniani Matthew Kipkorir Kimeli, Edward Kibet e Vedic Cheruiyot.

Passaggio al 5° km in 13:43, ma, proseguendo, si staccano dal gruppo di testa Kibet, Kimeli, Degu e  Getahun in progressiva successione, lasciando a combattere per il successo finale Kissa, Cheruiyot e Regasa, con l’ugandese a tirare il trio.

Avanzano compatti fino allo volata finale, quando Regasa fa valere la sua maggiore velocità negli ultimi 200 metri, andando a vincere in 27:23 su Kissa (27:24) e Cheruiyot (27:26). Regasa migliora il record della corsa di ben 29 secondi.

Da segnalare, infine, che Martin Fiz, “vecchio” maratoneta spagnolo, campione del mondo sulla 42,195 metri nel 1995, ha stabilito il nuovo primato del mondo SM55 in 31:36, migliorandolo di 27 secondi.

10780 gli arrivati.

Classifica Maschile

1 Chala Ketema Regasa (ETH) 27:23
2 Stephen Kissa (UGA) 27:24
3 Vedic Cheruiyot (KEN) 27:26
4 Batesfa Getahun (ETH) 27:39
5 Matthew Kimeli (KEN) 27:45
6 Edward Kibet (KEN) 27:50
7 Abayneh Degu (ETH) 27:51
8 Mohamed Reda (MOR) 27:58
9 Juan Antonio Pérez (ESP) 27:59
10 Moses Kurong (KEN) 28:00

Classifica femminile
1 Tsehay Gemechu (ETH) 30:15
2 Gloria Kite (KEN) 30:26
3 Evaline Chirchir (KEN) 30:43
4 Rosemary Wanjiru (KEN) 30:50
5 Antonnina Kwambai (KEN) 31:02
6 Hunegnaw Yisman (ETH) 31:23
7 Joyce Chepkemoi (KEN) 31:38
8 Trihas Gebre (ESP) 31:39
9 Karolina Nadolska (POL) 32:20
10 Susan Jeptoo (KEN) 32:55

13 Gennaio - Ottava edizione della “Corri tra i pini di Chiatona”, un cross sempre affascinante, particolare, che si va a sviluppare nel boschetto della nota località balneare, su un fondo vario, dall’iniziale e breve tratto in asfalto, allo sterrato, alla terra, all’argilla, alla sabbia, in un continuo variare, respirando aria che più buona non si può.

Apparentemente facile: solo dopo aver dato tutto e aver tagliato il traguardo, si comincia a sentire quella pesantezza di gambe, dovuto allo sforzo su una distanza sostanzialmente breve, ma che ti porta a lavorare tanto e in fretta.

L’accoglienza è genuina e spontanea, gli organizzatori della Atletica Podistica Palagiano sono gente semplice e sincera, fanno tutto con il cuore, per il solo piacere di far correre la gente sulle loro abituali zone di allenamento.

Lorenzo Resta è il simbolo di questa società, con lui collabora il “figlio putativo” Alessandro Belotti; il presidente Gaetano Stellaccio si occupa più della burocrazia, lasciando a tutti gli altri soci la vera organizzazione dell’evento. 

Il ritrovo è fissato come da tradizione sulla strada che conduce alla stazione ferroviaria di Palagiano-Chiatona, non c’è una vera zona parcheggio, si sistemano le auto ai bordi della sede stradale, lasciata appositamente libera per gli ospiti- podisti.

Già pronto il servizio bar, visibilissimi i bagni chimici in fondo, è già attiva la distribuzione dei pettorali, che si svolge in rapidità: due le opzioni in fase di iscrizione, 5 euro per quella base, un euro in più per ricevere una cassettina di oltre 3 chili di pregiati mandarini (anche se mi è parso di capire che nessuno abbia fatto ricorso alla soluzione basic e che comunque gli organizzatori avrebbero consegnato gli agrumi a tutti).

Giornata finalmente non troppo fredda, nonostante il bosco: l’aria è frizzante, ma si sta bene, ancor meglio staranno gli atleti durante la corsa, spesso fa capolino anche un timido sole, quanto mai apprezzato in questo deciso inverno pugliese.

Tre le serie in programma, nella prima correranno gli atleti maschi più giovani, dalla AGM sino alla SM40; nella seconda ancora gli uomini, dalla SM45 fino alla SM55; nella terza le restanti categorie maschili, oltre a tutte quelle femminili.

Prima gara a carattere regionale del 2019 in Puglia e si scoprono i trasferimenti di quegli atleti che hanno cambiato società, in un “atleticamercato” sempre più interessante, dove la parte del leone sembra averla fatta la Dynamyk Fitness di Palo del Colle, che ha tesserato corridori di gran livello, come Caliandro, Miccoli, Todisco, nella speranza di imporsi soprattutto a livello nazionale.

Presenta la manifestazione il già citato Alessandro Belotti, atleta sempre di alto livello, rappresentante in zona di un noto brand americano, da tutti voluto bene per la buona educazione e per il sorriso di cui è dotato.

Prevista la prima partenza per le ore 9.15, i Giudici del Gruppo di Taranto cominciano a richiamare gli atleti sul punto di via con discreto anticipo.    

6500 metri la distanza prevista per questi atleti, con 114 iscritti alla vigilia che si tramuteranno in 102 finisher, nella serie più tecnica e più attraente. Tanti di atleti di spicco presenti, fa piacere rivedere Francesco Caliandro, fratello del mai troppo rimpianto Mimmo, finalmente recuperato dopo i tanti problemi fisici che l’anno tenuto nascosto negli ultimi anni.

Sistemati al meglio gli atleti sul punto di via, si può procedere con il colpo di pistola che lancia gli atleti sui primi metri di asfalto, presto interrotti dall’ingresso nel bosco, inizialmente sullo sterrato pietroso, a breve sostituito dalla superficie naturale, tra terreno, argilla, sabbia e chi più ne ha ne metta. Da subito un trio a guidare il plotone, Redi e Petarra si scambiano la guida, ma Caliandro segue sornione.

La soluzione la si trova nelle ultime fasi quando Caliandro, dopo essere stato a lungo ad inseguire, decide di cambiare passo e si lascia dietro gli altri due fuggitivi: il buon Francesco (Dynamyk Fitness Palo del Colle) coglie la seconda affermazione del 2019 (dopo quella di Faggiano nel giorno della Befana), il più giovane Andrea Petarra (Apuliathletica San Pancrazio Salentino) riesce a precedere Antonio Redi (Dynamyk Palo), terzo, componendo un podio di altissimo valore.

“Solo” quarto Vincenzo Trentadue, sempre potente in corsa e brillante nell’ingaggiare atleti per la sua Dynamyk; quinto l’energico Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia); sesto il capace Luca Quarta, con indosso la nuova maglia della Montedoro Noci. Dal settimo al nono posto, altri tre prestanti maglie gialle della Dynamyk: Stefano Todisco, Giuseppe Mele e Daniele Miccoli, un mix di nuovo e vecchio per questa fortissima società. Chiude, al decimo posto, il generoso Marco Calò (Montedoro Noci), sempre volenteroso. 

Il tempo di vedere arrivare l’ultimo della serie, il lodevole Ignazio Giuseppe Rosato (Atalas San Vito dei Normanni) e si è già pronti per la seconda partenza. 128 gli scritti, taglieranno il traguardo 116 atleti, nel ruolo di favoriti Masciale e Pazienza, allievo e mister, Curri e Dellaccio.

Partenza regolare e in orario, immediatamente Pazienza sembra stare in ottima forma e guadagna qualcosa sui diretti rivali. Anche nella seconda serie la distanza è di 6500 metri circa, non mancano cambi di pendenza su questo tracciato, davvero bello, un paradiso per gli occhi oltre ad essere allenante per gli arti.  “Usate i piedi” suggerirà Pazienza agli atleti della successiva serie e ben li usa a sua volta in questa, andando man mano a ricavare quel vantaggio che lo porta a tagliare in traguardo vittorioso, sempre bello a vedersi, con il suo pregevole stile. E’ secondo Dino Masciale, anch’egli Dynamik…o, come Pazienza; terzo il sempre forte Gianfranco Dellaccio (Montedoro Noci) a precedere il compagno di squadra Vitantonio Curri. Il combattivo Vito Bongermino (Top Runners Laterza) è quinto, segue il valido Paolo Triarico (Apuliathletica), sesto, prima del duo del Team Francavilla, i reattivi Giuseppe Tardio e Pietro Argentiero, rispettivamente settimo e ottavo. Bravo Luigi Da Biasi (Podistica Taras), nono, con ancora una maglia gialla della Dynamyk, quella di Domenico Gisonda, a chiudere il treno dei dieci partecipanti più veloci. Ma un applauso va anche a Vito Spada (Podistica Taras), giunto quando la terza ed ultima serie era già partita, ma che prende tanti applausi quanto il primo.

L’ultima partenza, quella riservata alle restanti categorie maschili e a quelle femminili, sulla distanza di 5 chilometri, vede 67 le donne iscritte per 61 arrivate; 67 anche gli uomini più… maturi, ne arriveranno 62. A loro si aggiungono una quarantina di liberi, senza pettorale, che si impegnano duramente.  

Dispiace che questa serie porti ad una spiacevole considerazione: sono state molte le donne che si sono avvalse dell’aiuto di “cavalieri” o di “gabbiani” che avevano già corso e hanno “tirato” la gara a compagne, amiche di squadra, conoscenti. Ricordiamo che tutto ciò è scorretto, l’articolo 144 del Regolamento Tecnico lo vieta espressamente, le atlete in questione sarebbero potute essere squalificate per assistenza. E aldilà dei regolamenti, delle squalifiche, resta il rispetto per gli altri, avvantaggiarsi in questa maniera è poco sportivo, dobbiamo imparare a comportarci correttamente, facile poi dare lezioni sui social agli altri, analizziamo prima i nostri comportamenti. Ben hanno dichiarato gli organizzatori che dall’anno prossimo vieteranno l’accesso al bosco a chi non partecipa, l’ingresso sul percorso di gara sarà concesso solo agli iscritti per quella serie, si faranno anche annunci preventivi per scongiurare scorrettezze e eventuali sanzioni.

Ritorniamo alla corsa, per segnalare il trionfo nella serie di Cosimo Papapietro (Top Runners Laterza), però quasi rimontato negli ultimi metri dal validissimo Marco Cisternino (Apuliathletica); terzo l’inossidabile Vincenzo Palumbo (Atletica Tommaso Assi Trani). Quarto posto per il tenace Matteo Triggiani (Dynamyk Palo), seguito da Giuseppe Oliva (Atletica Ceglie Messapica), giunto quinto e per nulla affaticato, dal deciso Fabrizio Narcisi (Paolotti Atl. Maritina), sesto, e dal mai domo Antonio Fusillo (Montedoro Noci), settimo. Il sempre positivo Francesco Campanelli (Correre è salute Mottola) è ottavo, davanti al terribile Antonio Peragine (Pedone Riccardi Bisceglie), nono, e al mitico Riccardo Spione (Dynamyk Fitness), decimo.

Tra le donne, il successo per la simpaticissima e giovanissima (2001!) Sabrine Zahid (Nova Siri Marathon), che precede la brillante Maria Carmela Landriscina (Trani Marathon), seconda, e la caparbia Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), terza. Quarto posto per Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), notevolmente migliorata, sulla novità Lavinia Orlando (Dof Amatori Turi), quinta, e sulla determinata Giuseppina Russo (Atletica Talsano), sesta. La grintosa Cassandra Barbieri (Manzari Casamassima) è settima, a precedere la sempre brava Grazia Anastasia (Podistica Grottaglie), ottava, la vitale Lorenza Verdura (Gravina Festina lente!), nona, e la raffinata Daniela Pignatelli (Ostuni Runner’s), decima.

Chiude Crescenza Montanaro (Dof Amatori Turi), ma l’ultimo ad arrivare in assoluto è Vincenzo Mirizzi, classe 1933, che bagna così la nuova maglia dell’Atletica Bitritto.

Come da tradizione, il ristoro è a base di focaccia e agrumi, offerte sino a totale esaurimento, come le bottiglie d’acqua, mai negate.  

Mentre è in arrivo il suddetto Mirizzi, comincia la cerimonia di premiazione alla presenza del Sindaco di Palagiano, Domenico Pio Lasigna, e del Consigliere Comunale, con delega allo sport, Salvatore Pulimeno, esperto runner palagianese.
Cassette di pregiati agrumi arricchite con bottiglie o latte di olio e integratori, sono offerte ai premiati; un monile si aggiunge per la prima donna, il tutto a ritmo continuo… non appena giungono le classifiche.
E la consegna dei trofei alle prime tre squadre con più atleti al traguardo (vince la DOF Amatori Turi con 18, su Dynamyk Fitness Palo del Colle -17- e Gioia Running -16) conclude definitivamente la manifestazione.

I Pini di Chiatona confermano ancora una volta il loro fascino; Lorenzo, Alessandro, Gaetano e soci rinnovano la loro affettuosa accoglienza, tutti fattori che portano al successo di questa manifestazione da sempre apprezzata e che senz’altro continuerà a ricevere i “like” dei podisti.         

 

Martedì, 08 Gennaio 2019 12:00

La 17^ Xiamen Marathon parla solo etiope

6 gennaio – Il 2019 delle grandi maratone internazionali è partito nel giorno dell’Epifania con la cinese Xiamen Marathon, evento IAAF Gold Label road race, corsa sotto un cielo nuvoloso e con temperatura freddina. 

La manifestazione ha registrato il dominio dell’Etiopia, che ha piazzato i primi tre arrivati sia in campo maschile che femminile per il secondo anno consecutivo. 

Tra gli uomini, il ventiquattrenne Dejene Debela ha bissato il successo del 2018  affermandosi in 2:09:26, primo uomo a far doppietta in questa manifestazione,  migliorando il crono di quasi due minuti rispetto a dodici mesi fa (il suo pb è tuttavia di 2:07:10, ottenuto a Dubai nel 2017). 

Sin dall’inizio si è portato in testa un gruppo di sei atleti, seguiti da altri sette maratoneti. 

Il passaggio al 15° km è avvenuto in 44:49, a soli 4” da quanto realizzato dal keniano Moses Mosop nel 2015 quando stabilì il record della corsa in 2.06:15; si veniva così alimentando la speranza di un nuovo primato.  Speranza però presto svanita perché il gruppo di testa, già ridotto a cinque atleti (gli etiopi Debela e Birmani Nebebew e il trio keniano composto da Eliud Kiptanui, Asbel Kipsang e Gilbert Masai) ha progressivamente rallentato il ritmo, passando al 25° km in 1:15:50, dove Kipsang si è addirittura ritirato. Al 29° km circa, l’aggancio tra gruppo di testa ed inseguitori, ma al 37° è di nuovo un gruppetto di cinque atleti a condurre la gara, tutti etiopi: Debela, Nebebew, Afewerk Mesfin, Belachew Alemayehu e Chele Dechasa.

I cinque si controllano a vista e proseguono uniti fino all’ultimo chilometro, quando prima Alemayehu e poi Dechasa sono costretti a staccarsi, lasciando agli altri tre fuggitivi il podio.

L’azione decisa di Debela lo conduce alla vittoria, con Mesfin secondo in 2:09:28 (pb) e Nebebew terzo in 2:09:36 (pb). Quarto Dechasa in 2:09:43, quinto Alemayehu in 2:09:52.  Primo cinese Li Zicheng in 2:15:04. 

“Buono il percorso, buono il tempo, mi piace correre in Cina”, le parole di Debela, invincibile da queste parti, considerando i due successi a Xiamen e quello di Pechino in 2:12:08 lo scorso settembre.

Tra le donne successo per la 21enne Medina Deme Armino in 2:27:25, che ha migliorato il personale di quasi due minuti.

La gara ha visto subito staccarsi un terzo di atlete al comando: le etiopi Deme Armino e Shasho Insermu e la 26enne keniana Milliam Ebongon, con passaggi al 10° km in 33:34 e al 20° in 1:07:29.

Circa al passaggio della mezza, si è registrato il ritiro della keniana, che ha lasciato campo libero alle due connazionali etiopi che hanno proseguito insieme, fino al 41° km, quando la favorita Insermu (pb di 2:23:28), ha provato a staccare la compagna di fuga.

Ma Deme Armino ha reagito e, anzi, quando mancavano circa 700 metri al traguardo, è partita decisa lasciandosi dietro Insermu, che ha concluso seconda in 2:27:42; terza Fantu Ericha Jimma in 2:29:55, come 12 mesi fa.  Quarta la prima cinese, He Yinli, in 2:33:26.

Per l’Etiopia è il decimo successo femminile di fila a Xiamen.

36.826 gli atleti partecipanti.

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