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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

8 dicembre - Nuovo record per Vito Intini che sabato scorso, a Reggio Emilia, è riuscito nell'impresa di battere il record mondiale della 12 ore di corsa sul tapis roulant: per lui 152,500 km che migliorano il precedente primato di 148,120 km stabilito nel 2016 da Daniele Baranzini.

Il 49enne ultramaratoneta di Putignano, in provincia di Bari, e tesserato per l’ASD Amatori Putignano, presso il centro maratona della Maratona del Tricolore nel PalaBigi di Reggio Emilia,  dopo il via alle ore 7.00 si è reso protagonista dell’ennesima impresa su tapis roulant della sua carriera, dopo aver già ritoccato per due volte di seguito il primato mondiale delle 24 ore, che gli appartiene con 253,83 km.

Questa la sua tabella di marcia durante le 12 ore: 
ORA KM VELOCITÀ MEDIA
1 13,000 4’36” 13,000 
2 26,530 4’33” 13,148 
3 40,130 4’29” 13,375 
4 53,830 4’27” 13,457 
5 63,550 4’43” 12,709 
6 78,860 4’33” 13,143 
7 92,460 4’32” 13,208 
8 105,300 4’33” 13,162 
9 117,540 4’35” 13,060 
10 128,720 4’39” 12,870 
11 140,920 4’41” 12,811 
12 152,500 4’44” 12,666 

In particolare, Vito è passato alla maratona in 3h09’, ai 50 km in 3h43’, ai 100 km in 7h3’04” (record italiano), andando in crisi verso la nona ora, passando a camminare, per poi riprendersi e tornare a correre fino al termine delle 12 ore.

Ecco le parole del protagonista, espresse in suo post apparso sui social il giorno dopo l’impresa: “Ci sono volute più di ventiquattrore prima che io fossi in grado di scrivere qualche mia riflessione sull’ultima prestazione fatta con il Tapis Roulant sulla distanza di 12 ore. Il risultato finale è mostruoso e anche se in apparenza facile in realtà è stato pieno di insidie e grosse difficoltà psicofisiche.
L’idea è nata cinque mesi fa e condivisa solamente con mia moglie Marica. Non avevo ancora chiaro dove e quando provare l’assalto al Record Mondiale ma nella testa c’era. Il detentore era Daniele Baranzini, un caro amico e compagno di viaggio nel mondo delle ultramaratone. Ero presente quando riuscì nell’impresa di fare 148,120 km. Nello stesso contesto che era l’Expo di Milano 2015 ebbi la fortuna di correre con Ivan Cudin ottenendo un risultato che valeva il record del mondo della 12 ore in staffetta di oltre 175 km ( si corre per 12 ore dandosi il cambio ogni 10 km). Ma il merito di quel record va sicuramente ad Ivan che riusciva a recuperare nella sua frazione di 10 km il tempo che perdevo nella mia frazione di 10 km nelle ultime 3/4 ore.
Luglio 2018, inizio la preparazione che durante l’estate è composta principalmente da corsa di fondo lento la mattina sul Tapis Roulant e la sera su percorsi ondulati al ritmo di 5:30”/6:00” al km. Ezio, Stefano, Gianni, Vincenzo e tanti altri compagni di allenamento che si sono dovuti “sacrificare”. Nel mese di agosto sfioro 800km di allenamento e a settembre raggiungo uno streak ( giorni consecutivi) di 80 giorni con quasi 2000 km segnando una media di 25 km al giorno. Le mie vacanze estive sono lì tra mare e corsa.
Ad ottobre cambio tipo di allenamento. Più vicino alla preparazione della maratona.
Il ponte del 1° novembre faccio 4 maratone in 4 giorni sul Tapis Roulant (3:05’/3:02’/2:59’/2:57’) sono pronto... ma non ho ancora la certezza della data ed il luogo.
Solamente il 20 novembre mi viene confermato dal presidente della Maratona di Reggio Emilia ed il CTR del dott. Citarella che si può fare l’8 dicembre durante l’Expo della maratona. Il giorno dopo faccio un test di 6 ore di corsa e mi accorgo che sono in una forma strabiliante. Da lì in poi ho corso pochissimo e l’ultima settimana sono stato completamente fermo.
L’alimentazione è molto importante... sempre tutti i giorni della vita! Niente alcool, niente fumo, niente cibo spazzatura. Ho eliminato nelle ultime settimane caffeina, cioccolato, tutto ciò che stimola la dopamina e abbassa la resilienza psichica.
Questo Record Mondiale è nato sotto la bandiera del NO DOPING, ma ho voluto andare oltre NESSUN MEDICINALE (antinfiammatori, antidolorifici,... ) NESSUN STIMOLANTE (caffè, tè, guaranà,...). Se record doveva essere allora nella forma più pura possibile. È mio figlio Peter l’artefice di questo modo di vedere il mondo.
Acqua di cocco, succo di barbabietola rossa, spirulina e clorella, barrette di cocco e zenzero, latte di mandorla......
Dedico molto tempo ai dettagli ed agli aspetti mentali. Ogni giorno ci lavoro. Non basta allenarsi bene e dirsi sono pronto ce la faccio, ma l’introspezione quotidiana anche se noiosa e apparentemente senza relazione verso il gesto della corsa è la chiave vera che può distinguerci.
Se non avessi lavorato su questi aspetti mi sarei fermato sicuramente durante le ultime 3 ore di corsa. Il senso di fatica e a tratti di dolore fisco erano tali da spezzare ogni buona volontà di propositi ...mi scende una lacrima al pensiero di aver superato una tale situazione.
Dunque è fatta 152,500 km, passiamo ai ringraziamenti: il mio unico grande amore, mia moglie Marica ...quanta pazienza; mio figlio Peter per i confronti sul cibo ( non ditelo a nessuno non vuol essere nominato); gli Amatori di Putignano simbolo di un paese compatto e di gente meravigliosa, in particolare Francesco Ricchi sempre disponibile ai miei capricci; il dottore Robert Citarella del CTR di Reggio Emilia (anche suo figlio) ed il suo staff attentissimi sulle mie condizioni di salute; Paolo Mandelli, presidente della maratona di Reggio Emilia; tutti i concittadini di Putignano che ancora un volta hanno dovuto seguirmi da lontano senza poter essere presenti... ma vi ripagherò presto; Alessandro Annovi di Isodrops per le sue proteine liquide senza zuccheri d’aiuto negli allenamenti lunghi; a tutti voi che mi avete incitato per tutte queste ore. Mi venivano letti i vostri messaggi: GRAZIE!; al caro amico Pasquale Tria che ci osserva dall’alto; Pietro Trabucchi psicologo dello sport; infine l’associazione IUTA che mi ha avvicinato alla ultramaratona
Mi perdonino coloro che ho dimenticato ma non ho ancora ripristinato tutti gli zuccheri nel cervello”. 

Da parte mia, non posso che chiudere con i complimenti al mio corregionale Vito!

 

9 Dicembre - Un oro under20 vinto alla grande da Nadia Battocletti  e il bronzo a squadre senior maschile: ecco il bilancio italiano ai Campionati Europei di corsa campestre a Tilburg, in Olanda, su un tracciato duro e fangoso. 

La 18enne trentina Nadia Battocletti, figlia d’arte, tesserata per le Fiamme Azzurre, vince la medaglia d’oro nella competizione under 20, con una gara autoritaria condotta sempre tra le primissime, per prodursi in uno splendido e vincente allungo finale all’ultima curva. 13:46 il crono della nostra rappresentante (4,3 km la lunghezza dell’impegnativo tracciato, diviso in tre giri) che, sotto la pioggia, precede la svizzera Delia Sclabas, seconda in 13:47, la turca Inci Kalkan, terza in 13:48, e l’olandese Jasmijn Lau, quarta in 13:51.    

È il primo titolo continentale di cross tra le donne ed è anche il primo podio italiano individuale al femminile nelle 25 edizioni dell’evento, il trentesimo in totale.

“E’ un sogno, non me lo aspettavo! Negli ultimi 300 metri sentivo di avere una spinta di più e ho voluto dare tutto. Ma prima mi ero resa conto che all’uscita dal bosco recuperavo maggiormente rispetto alle altre. Nel secondo giro era come se il mio corpo mi dicesse di fare la selezione piano piano, non di colpo, e vedevo che le avversarie diminuivano. Non pensavo di rimanere davanti così tanto, ma è andata bene. La dedica è per i miei genitori che sono stati vicini a me, fino a qui”, le parole della neo campionessa europea.

Le altre italiane: la piemontese Elisa Palmero è 18esima (14:19), la genovese Ludovica Cavalli, 22esima in 14:23, la torinese Francesca Marangi Agostino è 42esima (14:40), l’emiliana Martina Cornia è 50esima (14:45 dopo una caduta in avvio) e la trentina Angela Mattevi è 75esima (15:15).

Nella classifica per nazioni l’Italia è quinta con 41 punti; vince la Gran Bretagna (23) su Olanda (28) e Turchia (39).

Tra gli under 20 maschili, sul tracciato di 6,3 km, il primo italiano è l’andriese Pasquale Selvarolo, trentesimo in 19:12, seguono il bresciano Enrico Vecchi, 34esimo (19:14), il piemontese Pietro Arese, 39esimo (19:15),  il brianzolo Luca Alfieri, 41esimo (19:18), il bergamasco Alain Cavagna, 49esimo (19:23) e l’altro bresciano Nesim Amsellek, 77esimo (19:52). Vince il norvegese Jakob Ingebrigtsen, al terzo successo consecutivo,  in 18:00, lasciandosi alle spalle nell’ultimo chilometro lo spagnolo Ouassim Oumaiz, secondo in 18:09, e il serbo Elzan Bibic, terzo in 18:11.

La Norvegia è la prima nazione con 28 punti su Gran Bretagna (30) e Germania (38), con l’Italia al nono posto.

Tra le Under 23, sul tracciato di 6,3 km, è 19esima la 22enne vicentina Rebecca Lonedo, dopo essere stata nel gruppo di testa nella prima parte, in 21:24; le bresciane Federica Zanne e Mara Ghidini si piazzano rispettivamente 23esima in 21:31 e 36esima in 21:49. Vince la gara la siepista danese Anna Emilie Moller in 20:34 che supera allo sprint la tedesca Anna Gehring (20:36); terza la polacca Weronika Pyzik (20:46).

Tra le nazioni, vince la Germania con 22 punti, su Spagna (25) e Gran Bretagna (33), con l’Italia settima.

Tra gli under 23, sul tracciato di 8,3 km, il 22enne emiliano Simone Colombini rimonta fino alla 12esima posizione in 24:13; 40esimo il modenese Alessandro Giacobazzi (25:03), 45esimo il brianzolo Riccardo Mugnosso (25:10), 58esimo il bergamasco Ahmed Ouhda (25:33), 69esimo il friulano Jacopo De Marchi (25:55, dopo aver perso una scarpa in avvio). Vince il francese Jimmy Gressier, al secondo titolo consecutivo, in 23:37, autore di un’incredibile caduta proprio mentre tagliava il traguardo con tanto di bandiere transalpine in mano. Secondo il tedesco Samuel Fitwi in 23:45 sull’altro francese Hugo Hay, terzo in 23:48.

Tra le nazioni vince la Francia con 11 punti davanti a Gran Bretagna (30) e Spagna (42); decima l’Italia.

La gara senior femminile (8,3 km) vede le tre nostre rappresentanti nelle retrovie: la piemontese, capitana Valeria Roffino è 39^ in 28:02, l’emiliana Christine Santi è 47esima in 28:12, la veneziana Giovanna Epis è 49esima in 28:15. Vince la turca di origine keniana Yasemin Can, al terzo successo consecutivo, prima della storia a fare tripletta: si afferma in 26:05 precedendo di un solo secondo la svizzera Fabienne Schlumpf (argento europeo dei 3000 siepi) , al termine di un appassionante duello; terzo posto per la norvegese Karoline Bjerkeli Grovdal in 26:07, al quarto bronzo di fila. A seguire due olandesi: Susan Krumins, quarta in 26:16, e Jip Vastenburg, quinta in 26:45.

A livello di nazioni, è prima l’Olanda con 20 punti, su Gran Bretagna (24) e Germania (50); 13esima l’Italia.

Nella prova senior maschile (10,3 km), grande Italia che si piazza sul terzo gradino del podio a squadre, a quattro anni dall’ultima volta (quinta medaglia della storia dopo l’oro nel 1998, l’argento nel 2004, il bronzo nel 2009 e 2014), in virtù del sesto posto del 22enne Yeman Crippa in 29:14 (dopo essere stato con i migliori fino al 7° km),  dell’undicesimo di Daniele Meucci in 29:26, in rimonta, e del 20esimo di Nekagenet Crippa (29:47), fratello maggiore di Yeman. Gli altri italiani: 29esimo Ahmed El Mazoury in 29:54, 48esimo Andrea Sanguinetti in 30:31, ritirato Marouan Razinesi.

La gara è vinta dal norvegese Filip Ingebrigtsen in 28:49, fratello del campione under20, che precede il belga Isaac Kimeli, secondo in 28:52, e il turco Aras Kaya, terzo in 28:56. Quarto il campione uscente, l’altro turco Kaan Kigen Ozbilen in 29:04. A livello di nazionali è prima la Turchia (14), che bissa il titolo, su Gran Bretagna (34) e Italia (37).

 “Oggi è stata più dura del previsto. Ero venuto qui per una medaglia, ma gli avversari hanno corso più forte, onore a loro. Si vede che non ero ancora pronto per prenderla, ma ci riproverò l’anno prossimo. Ho fatto la volata sul traguardo anche per la squadra e sono contento per loro, per me un po’ meno. Non riuscivo praticamente a correre nelle curve nei tratti dove c’era più acqua, poi cercavo di recuperare nelle altre parti, ma gli altri hanno guadagnato. Si impara anche da questo e non c’è niente di facile, c’è solo da lavorare”, le parole di Yeman Crippa.

“Sono contento perché era una scommessa. La condizione è migliorata nelle ultime due settimane, ci ho creduto e ho fatto leva anche sull’esperienza. Davanti sono partiti forte e quei ritmi non potevo tenerli, dopo essere rimasto a casa in estate per la polmonite e aver ripreso solo a settembre. Ma non ho rimpianti e guardo avanti, era importante rientrare. Ho dato volentieri una mano alla squadra per arrivare a una medaglia”, le parole di Daniele Meucci.

Infine, nella staffetta mista 4x1,5 km, l’Italia è undicesima in 16:51 con Mohad Abdikadar, Eleonora Vandi, Ala Zoghlami e Giulia Aprile. Vince la Spagna (Saul Ordonez, Esther Guerrero, Victor Ruiz e Solange “Soli” Pereira) in 16:10 sulla Francia, seconda in 16:12, e sulla Bielorussia, terza in 16:21. Quarta la Gran Bretagna (16:24).

Nel medagliere chiude in testa la Norvegia con 3 ori e 1 bronzo, davanti a Francia (2-1-1) e Turchia (2-0-3), mentre l’Italia è all’ottavo posto (1 oro e 1 bronzo).

Per chiudere, ecco le parole del Direttore tecnico, Antonio La Torre: “Era difficile immaginare che potesse andare meglio di così. Brilla l’oro di Nadia Battocletti ottenuto con una grande prestazione, non solo per la vittoria ma per come è stata padrona della situazione e ha trascinato anche le compagne di team al quinto posto, a soli due punti dal bronzo. Mi è piaciuto molto l’atteggiamento complessivo di tutta la squadra senior maschile, con Yeman Crippa che non solo ha imparato tanto, ma ha dato tanto. Nove mesi fa si ritirava al campionato italiano, oggi è quello che con i suoi compagni è salito sul podio europeo, recuperando una posizione in volata che ha dato la medaglia. Insieme a lui un ritrovato e combattivo Daniele Meucci: ieri nel discorso 'da capitano' aveva detto che era venuto per dare una mano alla squadra e ha mantenuto totalmente l’impegno. Splendidi anche Neka Crippa e Ahmed El Mazoury. Meno bene alcuni della formazione under 23 maschile, di quella senior femminile e la parte finale della staffetta. Ma possiamo festeggiare due medaglie, che in buona parte mi aspettavo, e giudico comunque positiva la gara di Yeman Crippa, almeno da otto come voto finale”.

7 Dicembre - Parte col botto l’Adnoc Abu Dhabi Marathon: la prima edizione è, infatti, vinta dal 30enne keniano Marius Kipserem in 2h04:04, pb, quarta prestazione mondiale dell’anno e dodicesima di sempre, che batte in volata il connazionale, favorito della vigilia, Abraham Kiptum (reduce dal primato mondiale della mezza maratona con il 58:18 del 28 ottobre a Valencia), secondo in 2h04:16 (pb).

La fuga dei due keniani è cominciata non appena superato il cartello del 30° chilometro: Kiptum non ha mai però collaborato, affidando le sue speranze allo sprint finale, dove ha dovuto arrendersi al più veloce Kipserem.  

Terzo posto per la sorpresa etiope Dejena Debela Gonfa in 2h07:12 (pb), davanti a due altri  papabili vincitori della vigilia, i keniani Thomas Kiplagat Rono, quarto in 2h07:12, e   Stanley Biwott, quinto in 2h09:18.

Ottavo il grande Emmanuel Mutai in 2h12:38, che dopo quattro anni di infortuni è riuscito a concludere una maratona.

In campo femminile, successo per la 27enne etiope Ababel Yeshaneh Brihane in 2h20:16 (che migliora di quasi tre minuti il pb realizzato a Milano nel 2013 quando vinse da… lepre), davanti alla rappresentante del Bahrain (ma keniana di nascita) Eunice Chumba, seconda in 2h20:54, e alla connazionale Gelete Burka, terza in 2h24:07.
Quarta ancora una etiope, Chaltu Tafa Waka in 2:25:09, sulla keniana Caroline Cheptpnui Kiliel, quinta in 2:29:14.

Kipserem e Yeshaneh, entrambi nella scuderia di Federico Rosa, con la loro vittoria si sono aggiudicati il premio di 100.000 dollari; 25.000 dollari ai secondi classificati e 15.000 ai terzi.

Velocissimo e piatto il percorso, disegnato da Paul Tergat, che, dopo la partenza – alle 7 locali, le nostre 3 del mattino -  dal quartier generale di ADNOC (la compagnia petrolifera major sponsor dell’evento), ha costeggiato il celebre lungomare della città (la cosiddetta Corniche), raggiungendo l’Emirates Heritage Village, il Marina Mall, la King Abdullah Bin Abdulaziz Al Saud Street, il Qasr Al Hosn (uno degli edifici in pietra più antichi e meglio conservati di Abu Dhabi),  Mina Zayed, per fare ritorno e concludersi alla sede di ADNOC, sul tracciato composto da lunghi rettilinei, con sole quattro curve, i giri di boa, forse troppo bruschi a detta di qualcuno.   

Abu Dhabi è così subito entrata nel novero delle grandi maratone, lanciando la sfida alla “vicina” Dubai, ancora avanti cronometricamente per pochi secondi (a gennaio vinse l’etiope Geremeh in 2h04:00 davanti al connazionale Leule Gebrselassie in 2h04:02).

Non poteva arrendersi, non lo sa fare e così dopo aver corso la sua maratona non ufficiale, la nostra Floriana Piarulli non riusciva a darsi pace. 

Moralmente era una maratoneta, ma dov’era scritto, dov’era il suo diploma, dov’era la sua medaglia? 

Nella mente le parole scritte dai tanti amici per consolarla: “Domenica c’è la Maratona del Barocco a Lecce, vai a correrla…” 

L’indecisione, le iscrizioni scadute lunedì, ma una telefonata val sempre la pena farla, la disponibilità degli organizzatori, del patron Simone Lucia, memori anche di aver letto quanto successo la domenica prima a Floriana, come potevano dirle di no? 

E così Floriana è iscritta, non ne parla con nessuno (o quasi), è il suo piccolo segreto… 

La domenica mattina è il gran giorno, la stazione, il treno per Lecce, sul quale già viaggiano numerosi atleti della Barletta Sportiva. 

Tutto calcolato, tutto perfetto, Floriana finalmente ha il pettorale spillato alla canotta, l’arco di partenza questa volta c’è, ci sono i tanti compagni di avventura, c’è il giudice a sparare il colpo di via. 

E Floriana parte, con lei due angeli custodi d’eccezione: il supermaratoneta Francesco Cannito, che oggi corre la  150^ maratona della sua carriera, e la sempre generosa Emma Caputo Fortunato. 

Lecce è bella, Lecce è ospitale, per Floriana Lecce è oggi ancor più bella ed ospitale. 

I chilometri passano, Floriana sa ormai gestirsi, rispetta la distanza ma non la teme, pian piano il suo sogno diventa sempre più realtà… 

Finalmente, quasi troppo presto, quasi la voglia di non interrompere il sogno, ecco il traguardo, le mani si uniscono, Floriana taglia il traguardo insieme ad Emma e Francesco, si aggiunge anche Pietro Sapio, gioia e commozione sono un tutt’uno, sudore e lacrime non si distinguono più... 

4:46:25, il crono ufficiale, ma il crono è solo un dettaglio, Floriana ha al collo la sua medaglia, questa volta nessuno le potrà dire nulla, ora è davvero maratoneta. La sua gioia è incontenibile. 

Per me, per noi che la conosciamo bene, che sappiamo la sua forza morale, la sua determinazione, alcuna meraviglia, ma la soddisfazione di sapere che ce l’ha fatta e, sicuramente, sarà la prima di una lunga serie. 

Concludo riportando il post pubblicato da Floriana sul suo profilo Facebook: “Che dire! Sono ancora senza parole! Piangevo già dal 40° km! Stavolta in silenzio ho fatto la mia prima Maratona! Due maratone in una settimana con il mio grande amico, nonché idolo Francesco Cannito che mi ha guidato passo passo alla fine della mia prima maratona ufficiale! Per lui 150^ maratona, per me la prima!
Dovevo farla e un grazie alla mia collega Donata Spilotros che in silenzio mi ha fatto questo regalo!
A parte Emma Caputo Fortunato che sapeva tutto e piangeva con me per la gioia, è stata una grande sorpresa per tutti, anche e soprattutto per il mio amico sostenitore, grande Luca Falco che mi ha fatto il servizio fotografico e sostenuto l'ultimo km.....forse la gioia più grande è stata proprio vedere la sua gioia per me. Ora non sto più sognando sono sveglia ed ecco la mia medaglia conquistata col cuore! P.S. e ora vado a lavorare.....Non è finita qua!” 

Già, non è finita qua, ma intanto goditi la tua impresa, complimenti Floriana, complimenti maratoneta ufficiale!

Mercoledì, 05 Dicembre 2018 13:05

Yuma Hattori vince la Fukuoka Marathon

2 Dicembre - Dopo 14 anni la maratona di Fukuoka rivede affermarsi un giapponese: è Yuma Hattori a vincere in 2h07:27 (ottavo crono all-time nipponico), che a sei chilometri dal traguardo riesce a liberarsi dell'etiope Yemane Tsegay, vicecampione del mondo 2015, e alla fine secondo in 2h08:54, e dell’eritreo Amanuel Mesel, poi terzo in 2h09:45.

Quarto posto per l’ex detentore del record nazionale Yuta Shitara in 2:10:25, quinto per Hayato Sonoda, in 2:10:31.

Decimo Yuki Kawauchi, all'undicesima maratona stagionale (con cinque vittorie, tra le quali spicca Boston) in 2h12:03; ritirati il campione del mondo 2015, l’eritreo Ghirmay Ghebreslassie, e il keniano Vincent Kipruto.

Fukuoka, che sorge sulla costa settentrionale dell’isola di Kyushu, non vedeva un vincitore di casa dal 2004, quando s’impose Tsuyoshi Ogata, ultimo maratoneta nipponico a salire su un podio mondiale od olimpico, terzo ai mondiali di Helsinki.

Nell’albo d’oro della Fukuoka Marathon, giunta alla 72^ edizione, troviamo grandi nomi come i campioni olimpici, l'etiope Abera e il keniano Wanjiru, o i primatisti mondiali come Haile Gebrselassie.

Classifica:

  1. Yuma Hattori, JPN, 2:07:27
  2. Yemane Tsegaye, ETH, 2:08:54
  3. Amanuel Mesel, ERI, 2:09:45
  4. Yuta Shitara, JPN, 2:10:25
  5. Hayato Sonoda, JPN, 2:10:31
  6. Hiroki Yamagishi, JPN, 2:10:42
  7. Jo Fukuda, JPN, 2:10:54
  8. Satoru Sasaki, JPN, 2:11:40
  9. Ryo Hashimoto, JPN, 2:11:40
  10. Yuki Kawauchi, JPN, 2:12:03

 

Passaggi: 

5km - 15:04

10Km - 30:08 (15:04)

15km - 45:12 (15:04)

20km - 60:16 (15:04)

Mezza - 63:37

25km - 1:15:19 (15:03)

30km - 1:30:54 (15:35)

35km - 1:46:12 (15:18)

40km - 2:00:52 (14:40)

Finish - 2:07:27 (6:35)

Mercoledì, 05 Dicembre 2018 11:51

IAAF: Eliud Kipchoge atleta mondiale 2018

Il maratoneta keniano Eliud Kipchoge è stato nominato atleta mondiale dell’anno 2018 nel corso del gala degli IAAF Athletics Awards a Montecarlo; in campo femminile, il premio è andato alla saltatrice colombiana  Caterine Ibarguen. 

Stelle nascenti sono state elette l’astista svedese Armand Duplantis e l’ostacolista statunitense Sydney McLaughlin.

Si tratta della prima affermazione per un maratoneta: il trentaquattrenne ha quest’anno realizzato il record mondiale a Berlino in 2h01:39 demolendo il precedente di un minuto e 18 secondi; da tener presente, inoltre, che Kipchoge ha finora vinto dieci delle maratone su undici disputate, tra cui quella di Rio, che gli è valsa il titolo olimpico. 

“Ringrazio il mio allenatore Patrick Sang e la società Global Sport che si occupa del mio management. Desidero ringraziare tutti gli atleti e quelli che sono venuti stasera per applaudirci e auguro un grande 2019. Il record del mondo è il frutto del duro lavoro e della pazienza sia in allenamento sia in gara. Si impara ad essere pazienti quando ci si allena duramente. Non sono appagato e voglio essere un modello per i più giovani e un esempio al quale ispirarsi”, le parole di Kipchoge. 

Ricordiamo, infine, che il Consiglio IAAF ha assegnato a Budapest i Mondiali 2023 che tornano in Europa dopo Doha 2019 e Eugene 2021.

 

2 Dicembre - “Toglietemi tutto ma non la mezza di Monopoli”: questo potrebbe essere il giusto slogan per una gara  sempre più nel cuore dei podisti pugliesi, un vero must di fine stagione, anzi per tanti la corsa che conclude la stagione.

Giunta ormai alla nona edizione la mezza di Monopoli si conferma ben organizzata, curata nei particolari, una manifestazione da correre e da provare.

Continua a cambiare percorso quasi ogni edizione, i tracciati omologati oramai si sprecano: quest’anno, dopo il tradizionale e spettacolare giro in Monopoli, i podisti sono stati indirizzati – sfruttando le complanari – a Polignano, sempre bella con il suo lungomare, rimanendo però in zone periferiche, forse anche per via di quel provvedimento che prevede l’accesso a pagamento (5 euro) per i non residenti nel centro del paese di Mimmo Modugno.

Successivamente il ritorno… a casa, vale a dire sul punto di partenza, in senso contrario su di un tracciato magari meno caratteristico rispetto a quello che portava a Capitolo tra coltivazioni tipiche e costeggiando il mare, ma veloce, con un solo tratto di leggere salita all’andata, chiaramente poi divenuta discesa al ritorno… Tracciato veloce,  sostanzialmente sicuro e blindato al traffico, certo le auto dovrebbero completamente sparire nell’iniziale giro cittadino, qualche partecipante ha evitato all’ultimo istante l’impatto con i mezzi parcheggiati.

Il vero miracolo della giornata è stato il clima: ci si aspettava una giornata con pioggia e temporali, alla fine – come aveva promesso il locale Sindaco, il giovanissimo Angelo Annese, fratello del podista Pasquale – è uscito persino il sole, dando vita ad una giornata davvero perfetta.

Ma entriamo nei dettagli ricordando che la Mezza Maratona di Monopoli, gara nazionale di livello bronze, costituiva la ventiduesima ed ultima prova del Campionato regionale master a tappe di Corsa su strada, il celeberrimo “Corrripuglia”, inoltre era valida come Campionato Nazionale dell’Aeronautica Militare.  

Tassa di iscrizione basic fissata a 12 euro come da regolamento nazionale, a 15 con il diritto a ritirare l’ottimo pacco gara, con tanto di maglia tecnica celebrativa e un simpaticissimo asciugamano, oltre a barrette energetiche e prodotti alimentari (chiaramente tutti hanno scelto la seconda opzione….).

Le precise indicazioni stradali che indirizzavano ai vasti parcheggi risolvevano immediatamente il problema; per gli amanti dello stare “vicino, vicino” alcun posto a pagamento, essendo giorno festivo, ma posti subito esauriti a danno dei ritardatari.

Una fila di sei (od otto?, mi viene il dubbio) bagni chimici a disposizione degli atleti, oltre quelli dei bar, già in precedenza sensibilizzati per permettere l’uso agli ospiti, risolvono ogni problema ai partecipanti, evitando scene poco civili.

Dopo anni di duopolio Cuoco-Liuzzi come speaker, il secondo riesce a liberarsi del primo: scherzi a parte, impegnato il buon Michele nel corso di Allenatore Specialista, il carico è interamente su Paolo Liuzzi che  anche oggi se la cava ottimamente, gestendo da par suo ogni situazione,  in maniera sempre esemplare.

A dettare i tempi per chi insegue un personale, un sogno, a partire da un ora e 24, ecco i il gruppo di pace maker di Running Zen di Ignazio Antonacci, Ignazio che oggi è a Valencia per la maratona…

Un solo favorito leggendo i nomi dei 1674 iscritti (purtroppo anche Monopoli va in rosso rispetto ai 1873 di un anno prima, ma c’è da considerare l’arrivo in questa data della Maratona di Lecce , concomitanza che era logicamente da evitare, nell’interesse comune…): il sergente biellese Francesco Bona, tesserato per il C.S. Aeronautica Militare, campione italiano sulla distanza nel 2011, varie medaglie in tantissime manifestazioni. In ambito pugliese, con Auciello a fare il pacer, Minerva in gara ma a mezzo servizio, speranze sono riposte sul talentuoso Alessandro Marangi, con Gaeta possibile outsider.

In campo femminile, stesso discorso, favori tutti per l’aviere capo Sara Brogiato, piemontese di Moncalieri, un titolo italiano di mezza nel suo palmares, fresca esordiente in maratona a Torino (2h38 e secondi), ma, purtroppo bloccata da un risentimento, lascia campo libero alla locale Tropiano, che non dovrebbe avere problemi ad imporsi.

Partenza fissata per le 9,00, gli atleti man mano vanno ad occupare la zona loro riservata, con gabbia iniziale a disposizione dei più veloci, precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia. Improvvisamente, però, le transenne delimitanti sono spostate, gli atleti avanzano e formano un corpo unico con i più prestativi, oramai non si può fare più nulla, allo sparo vedremo il solito atleta “leggermente pesantuccio” in testa per pochi metri per poi finire nelle zone che più gli competono.

Triplo arco gonfiabile, Piazza Vittorio Emanuele è pronta, le foto dall’alto ritraggono una miriade di colori, di visi, di espressioni, di sensazioni, di speranze, di attese.

Eccolo lo sparo, gli atleti lasciano la Piazza e cominciano il caratteristico giro in Monopoli, li ritroviamo sul mare, vanno verso lo stadio a prendere la strada che li porta fuori, per noi è tempo di prendere un caffè.

Frattanto è tutto pronto per l’arrivo degli atleti, gli addetti Fidal al rilevamento elettronico hanno predisposto i sensori, i giudici hanno predisposto i cosiddetti imbuti per rilevare il numero di pettorale degli arrivati, gli addetti sono pronti per la consegna delle ricche bustine ristoro (barrette energetiche, acqua, frutto,  merendina) e le signore delle medaglie sono pronte a consegnare quell’oggetto così ambito dai podisti, soprattutto se è molto bella come avviene sempre a Monopoli, con consegna di piccoli bassorilievi.

Un uomo solo al comando e un uomo solo va a vincere, Francesco Bona non deve neanche spingere eccessivamente, va ad affermarsi in solitaria in 1:08:34. Quasi due minuti di attesa, che sembrano lunghissimi, ed ecco il sempre ottimo Alessandro Marangi (Atl. Amatori Cisternino), secondo in 1;10:32, liberandosi solo nel finale dell’agguerrito e bravissimo Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), terzo in 1:10:41.

Quarto posto per Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), che continua il suo processo di “ri-crescita” e chiude in 1:13:41, davanti a Francesco Minerva (Montedoro Noci), che col freno a mano tirato è comunque quinto in 1:14:56. Oramai stabile sulla strada, il 2000 Luigi Catalano (Barile Flower Terlizzi), sempre concentrato, è sesto in 1:15:02, seguito dal capacissimo Pietro Antonio Tamborra (Free Runners Molfetta), settimo in 1:15:10, davanti al compagno di squadra, l’esemplare Michele Uva, ottavo in 1:15:19. Al nono posto ecco Nicola Conte (Atl. Amatori Cisternino), che tra una pietanza e l’altra, ogni tanto sforna una signora corsa (1:15:34 il suo crono), con l’acciaccato Vito Sardella (Montedoro Noci), che nella sua città non può mancare e termina in 1:15:53.

Tra le donne, come detto, la Brogiato non è neanche partita: Daniela Tropiano, la star di casa, punta di diamante dell’Atletica Monopoli, non lo sa, si avvicina al traguardo con impegno, ma senza enfasi… La voce di speaker Paolo la annuncia come vincitrice, l’espressione di Daniela cambia e ricorda il “non ci posso credere!!!” di Aldo, Giovanni e Giacomo, gli ultimi metri di gran carriera, le braccia alzate, una piccola lacrima mista al sorriso, l’abbraccio di tutta una piazza, di tutta un città! 1:25:44 per Daniela, dovrebbe essere il personal best, è festa nella festa!

Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), al termine di una lunga stagione di corse e corsi, ottiene un prestigioso secondo posto in 1:31:20; terzo posto per la cara, carissima “vecchia” compagna di tante corse”, Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), terza in 1:32:45. Quarto posto per la leggiadra e concentrata Francesca Riti (Montedoro Noci), in 1:32:47, con la determinatissima Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 1:33:33, e la camuffata Marisa Russa (Marathon Massafra), nascosta in un cappellino, sesta in 1:33:51. Nuova grande prova di Rosa Di Tacchio (A. Maratoneti Andriesi), settima in 1:34:11, davanti alla brava ed esuberante Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), ottava in 1:34:54, e alla “tremenda” Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci), nona in 1:35:36. Decimo posto - a chiudere la lista delle dieci signore oggi più veloci - per l’ottima Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), in 1:37:48.

Tutti gli atleti ritirano la medaglia, è un vanto tenerla al collo, il ristoro ufficiale e il ristoro che ogni società ha portato festeggiare dopo questa corsa di chiusura, si mangia, si festeggia, si pianifica il futuro, il mercato è in pieno fermento, tanti i trasferimenti in atto…

Proseguono gli arrivi, alla fine se ne registrano 1558, con Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) in 3:09:40, e Vincenzino Mirizzi (Amatori Putignano), 85 anni già compiuti, in 3:25:16, a chiudere le rispettive graduatorie. 

E, mentre gli ultimi atleti sono ancora in gara, cominciano le premiazioni: condotte dai vitalissimi Marescialli Emiliano e Barletta, si consegnano i trofei ai migliori di tutte le categorie militari; sorprende che Brogiato a parte, non vi sia neanche una donna.

E’ il momento delle premiazioni insite nella manifestazione: presente il locale Sindaco, si procede a celebrare Bona e Tropiano, che ricevono lo splendido trofeo oltre al mazzo di fiori (Daniela), una abbondante confezione di prodotti tipici e altri premi vari.

A seguire, la distribuzione della confezione di prodotti alimentari per i primi cinque di ciascuna categoria, seguita dalla consegna del premio (una confezione un tantino più grande) alle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Tommaso Assi Trani su Montedoro Noci, Bitonto Sportiva, Free Runners Molfetta e Nadir on the road.

Ma la vera vittoria per l’Atletica Tommaso Assi è quella del Corripuglia 2018, i dati sono subito in rete, la Tommaso Assi Trani è campione per la settima volta consecutiva, parte il coro: “I campioni della Puglia siamo noi”, si levano il cielo i palloncini con la scritta “TA7”. Una fantastica rimonta, senz’altro la delusione per Montedoro Noci è tanta, a breve – come accade sempre nello spot – si riparte, ma intanto la Assi Trani può meritatamente festeggiare.

E festeggiano con la foto di gruppo anche tutti i soci della Atletica Monopoli, per loro un ennesimo successo organizzativo, un gruppo che ogni domenica è ovunque, un gruppo di gente seria e preparata, una gruppo che si prepara al decennale della mezza, che saremo felici di festeggiare insieme.    

Lunedì, 03 Dicembre 2018 13:27

Cagliari - 11^ CagliariRespira

2 Dicembre – L’undicesima edizione della CagliariRespira, organizzata dalla Asd Cagliari Marathon Club sulla classica distanza della mezza maratona, è vinta dall’italiano di origini marocchine, Said Boudalia (Cagliari Marathon Club) che si impone in 1h07:37, ottenendo l’ottava vittoria della sua carriera in questa manifestazione.

Secondo posto per il pugliese Pasquale Rutigliano (OlimpiaEur Camp) in 1:08:15, che precede il polacco Maciek Miereczko (Runcard), iscrittosi all’ultimo istante, terzo in 1h08.19.

Tra le donne domina Claudia Pinna (CUS Cagliari) in 1h15:44 sulle altre due sarde, Luisa Manigas (Isolarun), seconda in 1:21:30, e Elisabetta Orrù (Asd Cagliari Atletica Leggera), terza in 1:22:23.

835 gli arrivati in una giornata ideale per correre con 18 gradi e cielo appena nuvoloso.

Nella contemporanea gara di 9900 metri, la Karalis Run, conclusa da 312 atleti, successo per Francesco Mei (Atletica Olbia) in 30.42 su Filippo Casciu (Tespiense Quartu), secondo in 30:56, e Lorenzo Vigliotta (Atletica Leggera Porto Torres), terzo in 31:02.

Tra le donne è prima Sara Paschina (CUS Cagliari) in 34:08 su Laura Secci (Atl. Edoardo Sanna Elmas), seconda in 38:29, e su Antonella Mulas (Atletica 4 Mori), terza in 39:05.

Da segnalare, infine, la non competitiva “SeiKilometri”, molto partecipata da famiglie, associazioni benefiche e di volontariato e da neofiti.  

E’ previsto per domenica prossima, 2 dicembre, alla Maratón Valencia Trinidad Alfonso EDP (IAAF Gold Label) il ritorno sulla distanza di Valeria Straneo, la primatista italiana, dopo più di due anni di assenza: esattamente 840 giorni dalla quella olimpica di Rio, dove si piazzò tredicesima.

Quattordici, finora, le maratone in carriera per la 42enne alessandrina tesserata per Laguna Running, che nella carriera ha ottenuto l’argento ai Mondiali del 2013 e agli Europei del 2014, classificandosi 7^ nel 2012 e, come accennato, 13^ nel 2016 alle Olimpiadi; primatista italiana con 2:23:44 a Rotterdam 2012, ha vinto a Würzburg nel 2016.

Speriamo che i segnali di ripresa che l’hanno portata a vincere il titolo italiano nella mezza maratona di Foligno, ad ottobre, si confermino in terra spagnola.

A Valencia, con partenza alle 8,30 dalla Città delle Arti e delle Scienze (dove è fissato anche l’arrivo) la Straneo troverà altri duemila italiani tra i 22000 partecipanti.

Tra le favorite nella gara femminile, la keniana Philomena Cheyech (2h21:22 a Parigi nel 2017) e le etiopi: Aberu Zennebe (campione uscente in 2: 26.17, pb di 2: 25.30 ad Ottawa nel 2015), Ashete Dido (2h23:37 a Parigi nel 2018), Meseret Mengistu (2h23:56 a Parigi nel 2015), Tinbit Weldegebril (2h26:48 quest’anno a Marrakech) e Haimanot Alemayehu (2h25:51 a Siviglia nel 2018). Da tenere in considerazione anche le debuttanti: la keniana Pauline Korikwiang (1h06:31 alla recente mezza di Valencia) e la etiope 19enne Meseret Belete (primatista mondiale under 20 di mezza maratona con 1h07:51 quest’anno a Copenhagen). Il record della corsa appartiene alla keniana Valary Jameli Aiyabei con 2:24.48 nel 2016.  

In campo maschile, favoriti il keniano Sammy Kitwara (campione uscente con 2h05:15 – record della corsa - e pb di 2h04:28), gli etiopi Leule Gebrselassie (2h04:02 a gennaio a Dubai) e Tsegaye Kebede (2h04:38 a Chicago nel 2012), l’altro keniano Norbert Kigen (2h05:13 ad Amsterdam nel 2017).

Nella lunga intervista concessa a Luca Cassai e riportata sul sito della Fidal, Valeria si dice felice di tornare a correre una maratona, la sua distanza, al termine di una preparazione diversa dal solito, ma che è andata bene: ripresi gli allenamenti a metà luglio, dopo la lesione al bicipite femorale destro, ha iniziato la preparazione specifica a fine settembre, durata due mesi, privilegiando il benessere fisico e optando per qualche chilometro in meno (è passata dai 200-210 km a settimana di una volta ai 140-150 km con punte di 170 km di adesso). In particolare, la maratoneta dichiara di aver svolto esercizi diversi rispetto al passato, lavorando a velocità massimale: un lavoro impegnativo, ma che ha portato la fascia muscolare a rielasticizzarsi.

Fondamentale il raduno di Barletta, sotto la guida di Massimo Magnani, il suo allenatore, per ritrovare la condizione, tanto poi da vincere la mezza di Foligno in 1h12:04.

La Straneo afferma poi di sapere che non farà un risultato super, le indicazioni sono per un crono di 2h32’, avendo perso un po’ l’abitudine alla distanza: rispetta al massimo le difficoltà insite in questa lunga gara, ricca di variabili, contando sempre sulla sua grinta e tanto entusiasmo. Nelle prossime maratone penserà al cronometro, l’importante ora è ricominciare, per poi guardare al futuro passo dopo passo, sperando di riportare buone sensazioni da questa gara. E, nella speranza di aver continuità negli allenamenti, il vero segreto per una maratoneta, afferma di voler correre nel 2019 anche sulla mezza maratona, distanza che le piace parecchio.  

A Valencia, dove non dovrebbe trovare il freddo, Valeria teme il vento (come le ha raccontato Emma Quaglia, che ha qui ha corso nel 2016), anche se ricorda che il record italiano lo stabilì proprio in una giornata ventosa a Rotterdam…

Le maratone di Valeria Straneo (4 prima del 2010 e 10 dopo l’intervento che ha subito per l’asportazione della milza)

3h32:49

30

Torino

26-3-2000

2h48:41

2

Piacenza

9-3-2003

2h51:10

6

Reggio Emilia

14-12-2003

2h41:15

4

Carpi

11-10-2009

2h26:33

8

Berlino

25-9-2011

2h23:44

2

Rotterdam

15-4-2012

2h25:27

7

Londra

5-8-2012

2h27:04

3

Torino

18-11-2012

2h25:58

2

Mosca

10-8-2013

2h28:22

5

New York

3-11-2013

2h25:27

2

Zurigo

16-8-2014

2h29:24

7

New York

2-11-2014

2h39:50

1

Würzburg

12-6-2016

2h29:44

13

Rio de Janeiro

14-8-2016

 

25 Novembre - Successi africani alla 16^ edizione della mezza maratona di Palmanova, in provincia di Udine, che ha visto 1864 atleti tagliare il traguardo (460 donne).

In campo maschile vittoria per il keniano Ken Mutai in 1h08:26 davanti al burundese Celestin Nihorimbere (Atl. Brugnera Friulintagli), secondo in 1h08:44, e a Giacomo Esposito (Silca Ultralite Vittorio Veneto), terzo in 1h09:03.

Al femminile s’impone la etiope Addisalem Tegegn (Atl. Brugnera Friulintagli) in 1h16:33, precedendo la barese (ma di stanza a Trieste) Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo), seconda in 1h16:58, e l'altra etiope Gedamnesh Yayeh (Atl. Brugnera Friulintagli), terza in 1h17:47.

Come descritto sul sito ufficiale della manifestazione: “il percorso è sempre veloce come ogni anno, privo di curve secche e completamente piatto; oltre al Comune di Palmanova, vengono toccati anche il Comune di Trivignano Udinese e il Comune di Santa Maria La Longa. Caratteristica unica è la doppia partenza: gli atleti escono da Palmanova attraverso Porta Cividale o attraverso Porta Udine, per poi incontrarsi poco prima del secondo chilometro. Il percorso prevede il doppio passaggio a Clauiano, paese appartenente al club de ‘I Borghi più belli d’Italia’”.

Da segnalare infine la presenza in gara del famoso nuotatore Massimiliano Rosolino, che affiancato da Anna Incerti, ha chiuso in 1h40:38 per la 731^ posizione. 

 

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