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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Giovedì, 20 Settembre 2018 22:43

I giovani azzurri per l'incontro di Rennes

Sono quindici gli atleti selezionati, sette under 20 e otto under 23, 8 uomini e 7 donne, per la squadra italiana che il prossimo 14 ottobre, prenderà parte all’Incontro Internazionale giovanile di corsa si strada a Rennes in Francia, che l’anno scorso portò tre vittorie individuali su quattro, più due a squadre.

Ecco l’elenco degli atleti:

UOMINI (8)

 

 

Under 20

 

 

VINCENZO

GRIECO

BARILE FLOWER F.R.TERLIZZI

PASQUALE

SELVAROLO

BARILE FLOWER F.R.TERLIZZI

AMANUEL

FALCI

CUS TORINO

ROCCO

LANCELLOTTI

CLUB ATLETICO POTENZA

 

 

 

Under 23

 

 

ALESSANDRO

GIACOBAZZI

A.S. LA FRATELLANZA 1874

ADEME

CUNEO

ATL. CENTO TORRI PAVIA

RICCARDO

MUGNOSSO

ATL. VIS NOVA GIUSSANO

AHMED

OUHDA

ATL. CASONE NOCETO

 

 

 

DONNE (7)

 

 

Under 20

 

 

MARTINA

CORNIA

A.S. LA FRATELLANZA 1874

LUDOVICA

CAVALLI

S.S. TRIONFO LIGURE

MICHELA

CESARO'

CUS TORINO

 

 

 

Under 23

 

 

NICOLE SVETLANA

REINA

CUS PRO PATRIA MILANO

REBECCA

LONEDO

ATL.VICENTINA

ILARIA

FANTINEL

C.S. ESERCITO

ALESSIA

TUCCITTO

A.S.D. TRINACRIA SPORT

     

Martedì, 18 Settembre 2018 22:58

Cerignola (FG) - 16^ CorriCerignola

16 Settembre - “Organizzare una gara podistica è per tutti un’impresa, un compito difficile. Organizzare una tappa del Circuito Corripuglia richiede tanta dedizione, professionalità e collaborazione. Grazie a tutti i miei collaboratori oggi siamo in grado di proporre un evento straordinario, una prova di maturità organizzativa.  10 km per le vie di Cerignola, in una città ben controllata al traffico, con un grande parcheggio, con spogliatoi, docce e altro…”, scriveva così Luigi Mansi, il presidente della Podistica Santo Stefano sulla essenziale brochure alla vigilia della 16^ edizione della CorriCerignola.  

Scriveva così e in larga parte ha realizzato quanto descritto, davvero la Podistica Santo Stefano esce rafforzata dalla organizzazione della sua manifestazione, quasi perfetta in tutte le fasi, con un gruppo coeso ed operativo al lavoro per offrire il massimo agli ospiti podisti.

Ecco, proprio questo il lato dolente della gara, l’adesione degli atleti pugliesi che si è fermata ad appena 558 atleti Fidal, davvero pochi, a mia memoria il minimo storico per una gara di Corripuglia.

La contemporaneità di altre manifestazioni storiche in Regione e la distanza hanno tenuto lontano i podisti delle altre province eccettuato chi segue direttamente il Corripuglia; assenti anche i foggiani, ai quali non è andato giù il dover pagare i cinque euro per il pettorale e chip unico valevole per l’intero Campionato, ma che nel loro caso si sarebbe ridotto all’uso per un’unica gara.

Si sono aggiunti i liberi, forse un centinaio, ma è stata una magra consolazione per la società organizzatrice che si aspettava e avrebbe meritato altri numeri.

Raduno fissato presso l’accogliente Palazzetto dello Sport, facilissimo da raggiungere seguendo le indicazioni riportate sul regolamento della manifestazione. Vastissimi gli spazi per parcheggiare, il traffico è già stato bloccato su Via dei Mandorli, dove i Soci organizzatori sono al lavoro per innalzare gli archi gonfiabili e definire gli ultimi particolari.

All’interno del Palazzetto avviene il comodo e ben gestito disbrigo delle pratiche di iscrizione, con il conseguente ritiro nel palestrone di fronte dei ricchi pacchi gara con prodotti alimentari. Sette euro il costo dell’iscrizione, solita tariffa Corripuglia; qualche iscritto resto deluso nel non trovare la maglia tecnica celebrativa consegnata ai soli liberi, in via promozionale.

Giornata calda, 30 i gradi, ma che aumentano notevolmente per l’elevatissimo tasso di umidità che condurrà quasi stremati gli atleti al traguardo, nonostante il doppio ristoro con bottigliette d’acqua lungo il tracciato.

A disposizione degli atleti bagni, spogliatoi e, nel dopo gara, docce del Palazzetto; qualche passo in più per prendere il caffè, sotto i portici, distanti un trecento metri.

A presentare la manifestazione un presentatore locale, bravo magari nella gestione delle fasi di “festa”, ma davvero troppo all’oscuro della res podistica, spesso inadeguato nonostante i grandi sforzi…   

Partenza prevista per le ore 9.30: alle 9,20 i Giudici invitano tutti gli atleti a schierarsi dietro la linea di via. Transennata la zona pole riservata agli atleti più rapidi con il pettorale contrassegnato da speciale bollino e precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia.

Non mancano anche oggi degli intrusi, ma sono pochi e si parte dietro la linea di via, in maniera regolare.

Le note dell’Inno di Mameli a ricordarci che siano italiani e poi lo sparo del Giudice: gli atleti invadono le larghe vie di Cerignola.

Il giro del quartiere del palazzetto, fino al bivio che man mano porta verso il centro della Città, attraversato rapidamente per poi avviarsi verso la zona più periferica, la zona tipica di allenamento dei podisti cerignolani, in strade più extraurbane, ma larghe e sicure. Percorso sostanzialmente piatto, qualche leggero saliscendi nella seconda parte, ben bloccato al traffico veicolare (nonostante qualche protesta di qualche cittadino che solo in quel momento ricorda di doversi recare al lavoro), con due ristori con bottigliette d’acqua al 4° e al 7° km, cartelli che indicano lo scorrere dei chilometri, la presenza continua di Vigili Urbani ed addetti, i rapidi applausi della popolazione locale in centro.

9700 metri la lunghezza del tracciato, allungati dal gran caldo, con podisti giunti davvero seccati al traguardo: il buon Sabino Sardella, il presidente della Podistica Canusium 2004, mi confesserà il giorno dopo di aver bevuto in continuazione fino a mezzanotte per recuperare i liquidi persi in gara…

Non perde ma vince, finalmente assisto al trionfo di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che tornato al podismo dopo un breve rientro nel ciclismo, si afferma in 32:54, riuscendo anche e finalmente a gestire al meglio le forze, non partendo solitario in testa e “a tutta”, come suo solito. Solo otto secondi ed ecco il secondo arrivato, altro esponente della Montedoro, l’abile Matteo Mimma, che mi ha personalmente dato l’impressione di aver voluto evitare lo sprint finale. Terzo posto per il giovanissimo Giuseppe Bonavita, tesserato per l’Amatori Atletica Acquaviva ma cerignolano, sempre volitivo, in 33:39.

Buoni segnali di ripresa da Denis Greco (Atletica Tommaso Assi Trani), quarto in 33:44, con il rilassato Michele Uva (Free Runners Molfetta), quinto in 33:56, seguito dal compagno di squadra, il generoso Pietro Antonio Tamborra , sesto in 34:24. Quasi un’istituzione, Pino Migleitti (Montedoro Noci) è settimo in 34:31, sullo statuario Vito Alò (Atletica Monopoli), ottavo in 34:35, e sull’irrefrenabile Marco Patruno (Amatori Putuigano), nono in 34:51; il bravo Pantaleo Papagno (Tommaso Assi Trani), è decimo in 35:25.      

La gara femminile vive un epilogo davvero avvincente con l’incredibile sorpasso di Francesca Riti (Montedoro Noci) su Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta) proprio sulla linea di arrivo. 40:22 il tempo di Francesca, un secondo in più per la quasi sbigottita Raffaella, ma grande sportività ed equilibrio fra le due, da elogiare senz’altro entrambe. E da elogiare è anche la potente Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) che ottiene il terzo posto in 41:12, seguita dall’irriducibile Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), quarta in 41:23, e dalla capace Marisa Russo (Marathon Massafra), quinta in 41:35, nonostante dedichi più tempo ad allenare che ad allenarsi. In casa propria, con la maglia della Nadir on the road Putignano, Rosalinda Pischetola, sempre competitiva, è sesta in 42:16, davanti alla grintosa Maria Dibenedetto (Barletta Sportiva), settima in 43:26, e alla coppia terribile dell’Atletica Monopoli, Stella Giampaolo e Cinzia Ammirato, rispettivamente ottava e nona in 43:40 e 43:46. Sempre frizzante, Rosa Cazzolla (Correre è salute Mottola), è decima in 44:13.

512 gli arrivati, oggi citeremo gli ultimi cinque perché la manifestazione premiava appunto anche loro: nell’ordine decrescente Annnamaria Antonante (Marathon Massafra) in 1:22:33; Francesco Berteramo (Pod. Santo Stefano Cerignola) in 1:22:54, stesso tempo di Michele Torre (Maratoneti Andriesi); Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) e Arcangelo Losavio (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), entrambi in 1:26:18.

Conclusa la gara, nell’atrio esterno del Palazzetto ha sede il ristoro finale che prevede, oltre alla classica bustina con acqua, mela e una merenda, il panino con salsiccia cotta alla brace al momento e birra, coca cola e the a volontà.

Mangiano e bevono gli atleti, gustano e riprendono le forze: la distribuzione dei panini iniziata con il ritiro dei tagliandi distribuiti al momento della consegna delle buste di iscrizione, prosegue oramai senza tagliandi, si continuano a regalare panini e bevande a volontà…

Il buon lavoro di Giudici e addetti chip della Fidal permette di cominciare presto la cerimonia di premiazione.

Dispiace che nonostante il gran supporto dato dall’Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore allo Sport, Carlo Dercole, in sede di preparazione della manifestazione, non vi sia alcun esponente in questa fase finale.

Comunque, nonostante la scarsa dimestichezza dello speaker con un evento di tal genere, si procede speditamente partendo dai primi cinque arrivati assoluti sia maschili che femminili (trofeo per i primi tre , più diversi premi in natura), per passare ai primi cinque di tutte le categorie maschili e femminili, che ritirano confezioni di vasetti di verdure e ortaggi sottolio, più altri premi vari.

Premiati anche gli ultimi cinque, come già detto, si passa alla graduatoria per società relativa ai gruppi che hanno portato più atleti a tagliare il traguardo: vince la Tommaso Assi Trani su Atletica Pro Canosa, Montedoro Noci, Santo Stefano Cerignola e Barletta Sportiva.  

A chiudere la sempre sentita premiazione del Memorial Bruno Liscio con la Signora a premiare i primi due arrivati, uomo e donna, della società organizzatrice: vincono Rosario Mancino e Annamaria Dei Pazzi, che ricevono un ricco cesto di prodotti alimentari.

Fatta la foto di Gruppo, la manifestazione è davvero conclusa, gli addetti già sono in fase di smontaggio, per noi il dover rientrare.

Giudizio positivo, gli amici della Podistica Santo Stefano hanno davvero ben lavorato, avrebbero meritato altri numeri, ma la delusione è ripagata dall’aver compiuto totalmente il proprio dovere, cosa quanto mai facile e oramai rara.

P.S.: Un sincero ringraziamento a Matteo Morra, sempre gentile e disponibile. 

 

16 Settembre – Domenica di grandi record sulle strade di Europa: dopo lo stratosferico record del mondo di maratona a Berlino con il 2h01:39 di Eliud Kipchoge, a Copenaghen è stato stabilito il nuovo primato europeo femminile di mezza maratona.

Infatti, l’olandese (ma nata in Etiopia) Sifan Hissan, ha concluso in 1h05:15, vincendo la gara e soprattutto migliorando il precedente record continentale detenuto dalla connazionale (ma keniana di nascita) Lornah Kiplagat, che lo aveva realizzato in Italia, ad Udine, il 14 ottobre del 2007 ai Mondiali di mezza in 1h06:25.

La 25enne Hassan, campionessa europea in carica dei 5000 metri in pista (distanza sulla quale detiene anche il record europeo in 14:22.34) ha preceduto l'etiope Ababel Yeshaneh, seconda in 1h05:46, e la keniana Joan Chelimo, terza in 1h06:15.

Tra gli uomini si è affermato il keniano Daniel Kipchumba in 59:06 sul connazionale Abrahm Kiptum, secondo in 59:09, e sull'etiope Jemal Yimer Mekonnen, terzo in 59:14; otto gli atleti che hanno concluso nei 60 minuti.

Ecco i passaggi della Hassan che le sono valsi il record:

5km: 15:06 (3:02 min/km)
10km: 30:37 (15:31, 3:07 min/km)
15km: 46:09 (15:33, 3:07 min/km)
20km: 1h01:56 (15:48, 3:10 min/km)
21,097km/FINISH: 1h05:15 (3:19, 3:10 min/km)

8 settembre - Limite mondiale sulla 10km su strada sfiorato dal 19enne keniano Rhonex Kipruto,che a nella 23° Birell Prague Grand Prix, ha concluso in 26:46 a due soli secondi dal record mondiale che appartiene a Leonard Komon (26:44 nel 2010 a Utrecht).

Per Kiprono sarebbe stata una storica tripletta, avendo migliorato il limite mondiale under 20 sui 10 km su strada già da lui stesso detenuto (27:08 ad aprile a New York) e il  record della corsa abbassato di ben 24 secondi.    

Secondo posto per Geoffrey Koech, secondo in 27:18, terzo per Matthew Kimeli, il precedente detentore del record della corsa, terzo in 27:26.

Successo femminile per Caroline C. Kipkirui in 30:19, terza miglior prestazione di sempre, sulle connazionali keniane in Fancy Chemutai, seconda in 30:22, e Diana Chemtai Kipyokei, terza in 30:23 (pb).

Circa 11000 i partecipanti, compresa la concomitante 5km femminile, 5625 i finisher sulla 10 km.

Risultati

Uomini

  1. Kipruto Rhonex | KEN | 00:26:46
    2. Koech Geoffrey | KEN | 00:27:18
    3. Kimeli Mathew | KEN | 00:27:26
    4. Kipyatich Abraham | KEN | 00:27:38
    5. Lagat Benard Kibet | KEN | 00:27:40
    6. Kwemoi Peter | KEN | 00:27:44
    7. Amghar Hicham | MAR | 00:27:46
    8. Kimeli Benard | KEN | 00:27:50
    9. Belihu Berta | ETH | 00:27:54
    10. Kipkoech Vedic | KEN | 00:27:57

Donne

  1. C. Kipkirui Caroline | KEN | 00:30:19
    2. Chemutai Fancy | KEN | 00:30:22
    3. Kipyokei Diana Chemtai | KEN | 00:30:23
    4. Tuitoek Dorcas Jepchirchir | KEN | 00:31:17
    5. Nenkampi Perine | KEN | 00:31:25
    6. Wanjiru Rosemary M. | KEN | 00:31:34
    7. Chemnung Loice | KEN | 00:31:50
    8. Van Der Wielen-Lahti Sarah | SWE | 00:32:23
    9. Takashima Yuka | JAP | 00:32:26
    10. Gorecka Emelia | GBR | 00:33:41
Giovedì, 13 Settembre 2018 20:50

Farah, quinto successo nella Great North Run

9 settembre - Mo Farah ottiene la quinta vittoria consecutiva nella Great North Run, la mezza maratona che parte da Newcastle e termina nella vicina South Shields: 59:26 il suo crono, a soli quattro secondi dal suo primato personale fissato nel 2015 sullo stesso percorso (per i 30 metri e mezzo di dislivello eventuali record qui ottenuti non sono omologabili, il “vero” primato di Farah resta il 59:32 ottenuto a Lisbona sempre nel 2015). Imbattuto ancora il record della gara, il 58:56 stabilito dal keniano Martin Mathathi nel 2011.

Il 35enne inglese, per anni dominatore in pista, si è detto pronto per la prossima Maratona di Chicago del 7 ottobre.  

Secondo è giunto il il neozelandese Jake Robertson in 59:57, terza il belga Bashir Abdi in 1h00:43, quarto lo statunitense Scott Fauble in 1h02:18, quinto l’altro statunitense Ryan Vail in 62:19, sesto il giapponese Hiroyuki Yamamoto in 62:49, settimo il keniano Daniel Wanjiru in 63:40.

In campo femminile, tripletta keniana con il successo di  Vivian Cheruiyot, già impostasi due anni fa e seconda lo scorso anno, in 1h07:43, su Brigid Kosgei, seconda in 1:07:52, e  su Joyciline Jepkosgei – la primatista mondiale -  terza in 1h08:10. Quarta Linet Masai in 1h08:11.  

13 Settembre - E’ apparsa stamani sul sito della RomaOstia Half Marathon la lettera aperta che Luciano Duchi scrive ad Alfio Giomi, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, contestando il trattamento riservato alla “mezza maratona italiana più qualificata da un punto di vista tecnico e tradizionalmente più partecipata”, che vede da quattro anni la concomitanza con la festa del Cross, mentre la stessa Federazione è direttamente impegnata nell’organizzazione della Rome Half Marathon – Via Pacis”…

Una lettera da leggere con attenzione. Eccola, riportata interamente:

Roma 11 Settembre 2018 

Caro Alfio,                          

sono il tuo ben cognito Luciano Duchi, dal lontano 1974 presidente e organizzatore della mezza maratona Roma Ostia. La gara, come ben sai, è da tempo immemore percepita erga omnes come la mezza più famosa d’Italia ed è qualificata dalla Federazione Internazionale da ormai 6 anni con la prestigiosa etichetta “Gold Label”. In particolare, in questi ultimi due anni, unica gara di corsa su strada italiana a potersi fregiare di questa etichetta.

Si tratta indubbiamente della mezza maratona italiana più qualificata da un punto di vista tecnico e tradizionalmente più partecipata, come testimoniato dal numero dei classificati, parametro che la rende seconda in assoluto nel panorama italiano, maratone comprese.

Una manifestazione che sarebbe a tutti gli effetti, scusa il condizionale, il fiore all’occhiello di qualsiasi altra Federazione, per la sua storia, il suo albo d’oro, la sua valenza internazionale e, non ultimo, per il credito di cui gode all’estero. Un prestigio appunto, parametro che nel mondo anglo-sassone, in particolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, gioca un ruolo fondamentale, confermato dal fatto che due dei loro migliori corridori di lunga lena di sempre – il britannico Steve Jones (ex primatista mondiale di maratona e plurivincitore delle maratone di New York, Londra e Chicago) e lo statunitense Galen Rupp, orgoglio d’America, vincitore della Roma-Ostia lo scorso anno (vice campione olimpico sui diecimila in pista a Londra 2012, bronzo nella maratona olimpica di Rio e recente vincitore delle maratone di Chicago e Praga) – figurano entrambi nell’albo d’oro della gara.

Per queste e numerose altre considerazioni, qualsiasi federazione avrebbe avuto degli ottimi motivi per tutelare gli aspetti promozionali e principalmente tecnici della Roma-Ostia, agevolando la partecipazione dei migliori atleti italiani alla gara, in passato più volte scelta come banco di prova per le selezioni aventi come obiettivo la maglia azzurra.

Come viene espressa questa tutela tecnica dalla attuale Federazione di Atletica? Programmando da quattro anni la FESTA DEL CROSS, cioè i CAMPIONATI ITALIANI INDIVIDUALI e di SOCIETA’ A STAFFETTA ASSOLUTI E MASTER, nello stesso giorno della Roma-Ostia. Questo malgrado le riunioni avute, anche conviviali e a seguito di lettere di protesta, nostre e di tanti partecipanti che non possono prendere parte alla nostra gara perché convocati dalla propria società o perché atleti di valore assoluto.

In particolare ti voglio ricordare che in occasione del festeggiamento del mio tardo settantanovesimo genetliaco, quando ho presentato il mio libro “Meraviglioso o……”, nel tuo affettuoso discorso hai fatto ammenda delle pluriennali concomitanze e della tua assenza alle presentazioni della Roma-Ostia, promettendo che tali circostanze non si sarebbero ripetute. Questo di fronte ad una platea di un centinaio di persone (tra le quali numerosi “addetti ai lavori”). Ed ora vengo ad apprendere soltanto dal web che la promessa non è stata mantenuta. Senza che, da uomo a uomo, oltre che da Presidente della Federazione a Presidente del Comitato Organizzatore, sentissi la necessità di comunicarmelo direttamente.

La Fidal da parte sua concentra le sue forze e la sua attenzione nell’organizzazione della “Rome Half Marathon – Via Pacis” che viene pubblicizzata dalla Federazione in maniera imponente, che impegna direttamente tante forze federali, civili e militari, diventando la vera alternativa alla Roma-Ostia, che noi poveri organizzatori abbiamo da 45 anni considerato come la vera “Rome half Marathon”.

Quindi caro Giomi, saremmo nostro malgrado in competizione con distinti e contrapposti interessi, come organizzatori entrambi di una mezza maratona? E di conseguenza, l’inserimento, ancora una volta, del campionato italiano di cross lo stesso giorno della Roma-Ostia, come deve essere interpretato e qualificato?

Fra l’altro, come diciamo da anni, siamo obbligati, da disposizioni federali, a destinare il 25% dell’importante montepremi della gara agli atleti italiani. Ma se i migliori atleti italiani sono invitati dalle società a partecipare agli assoluti di cross, perché dovremmo essere in ogni caso obbligati, come ci è stato confermato lo scorso anno da un vostro solerte dirigente, a mettere a disposizione il montepremi italico?

Credimi caro Giomi, sono molto amareggiato e sto meditando sinceramente di porgere l’altra guancia, come ho fatto sempre nella mia vita. Ma a questa mia “non presa” di posizione si oppongono fermamente il comitato organizzatore, la mia famiglia e gli oltre undicimila partecipanti alla gara. Tu pensi che, dopo il totale impegno nella disciplina sportiva che è stata la ragione principale della mia vita, sia una cosa giusta, che io, e quindi la Roma Ostia, si continui a porgere l’altra guancia?.

Luciano Duchi

Presidente dal 31 Marzo 1974 della Roma – Ostia Rome Half Marathon

 

Mercoledì, 12 Settembre 2018 21:39

Francavilla Fontana (BR) - 10^ CorriFrancavilla

9 Settembre - Francavilla Fontana, terra di grandi maratoneti e mezzofondisti entrati nella storia dell’atletica italiana: Giacomo Leone, Ottavio Andriani, Mimmo Caliandro, quasi un obbligo essere presenti quando si organizza una gara podistica da queste parti.

Poi la grande amicizia che mi lega a tutti componenti del Team Francavilla, a cominciare dal presidente Piero Argentiero per finire con Isidoro Gioia, comprese tutte le validissime atlete che compongono questo gruppo.

Ecco, dopo la mattinata a Palo del Colle, il tempo di un pasto frugale e via in macchina per giungere in tempo per la 10^ edizione della CorriFrancavilla – Città degli Imperiali, con partenza fissata alle ore 17.00.

Erano anni che mancavo da queste parti, l’ultima occasione fu un Corripuglia nel 2012, se non erro, organizzato per ricordare Antonio Andriani e Mimmo Caliandro, poi più nulla, fino ad oggi.

Location tutta in periferia, lo spettacolare centro cittadino non è per nulla toccato dalla manifestazione, anche per non creare troppi disagi alla popolazione locale, dopo la manifestazione ciclistica della mattinata.

Quartier generale fissato nei pressi della Chiesa San Lorenzo Martire su Viale Abbadessa nel quartier San Lorenzo: larghi gli spazi per parcheggiare, veloce il ritiro di pettorali e pacchi gara (5 euro il costo dell’iscrizione con consegna di maglia tecnica celebrativa della quale è possibile anche scegliere la taglia), due bagni chimici per i 345 iscritti, insomma non manca nulla.

Anzi, qualcosa manca : un bar aperto dove prendere un caffè come mi sottolineano gli amici della Gymnasium San Pancrazio. In compenso, tante ,troppe le zanzare che provvederanno a farci un prelievo di sangue regolare, consiglio all’Amministrazione cittadina di provvedere alla disinfestazione della zona.

A presentare la manifestazione Antonio Tau, validissimo speaker del “leccese”, preciso, opportuno, continuo, insomma da lodare senz’altro.

Il percorso è costituito da due giri di 4,5 chilometri, non perfettamente identici, con partenza dal viale alberato laterale e via su strade urbane ed extraurbane, tutte larghe e pianeggianti, senza alcun problema di traffico, con regolare segnalazione dei chilometri, frecce direzionali sull’asfalto, ristoro a metà percorso, auto e bici a fare da apripista e da fine gara.

L’unico vero problema è il caldo, la Puglia continua per fortuna ad avere belle giornate, ma i raggi del sole picchiano sulla testa degli atleti, costretti per forza a perdere qualcosa correndo a queste temperature. Troppo flebile il vento per portare giovamento.

Agli atleti Fidal si aggiungono un buon numero di atleti liberi, saranno impegnati nella “Corri nel Quartiere San Lorenzo”, un unico giro sulla distanza di 4,5 km, con arrivo totalmente differenziato dai competitivi, che evita ogni forma di problema a giudici e… fotografi.

La CorrifFrancavilla  è valida come 9^ tappa del Circuito provinciale brindisino di corsa su strada “Sulle Vie di Brento 2018” e come campionato individuale provinciale con consegna di maglia di campione ai vincitori di ciascuna categoria di età.

Alle 16,45, puntuale , l’invito da parte dei zelanti Giudici del Gruppo di Brindisi, di schierarsi in zona partenza; nelle retrovie ci sono i liberi che, educatamente, rispettano la disposizione.

Prima del via la consegna di una maglia rievocativa a Pietro Argentiero - il presidente della società organizzatrice - da parte del Sindaco, Antonello Denuzzo, sindaco che ottimamente partecipa alla non competitiva, complimenti davvero, ma lo vogliamo tesserato a breve nel Team!

Intanto, schierati gli atleti, dopo il sempre toccante Inno di Mameli, ecco il via con lo sparo di tanti coriandoli sugli atleti.

Prima del via, il favorito d’obbligo era il locale Antonio Redi, ottimo atleta e ottima persona, allenato dal  validissimo professor Pietro Sternativo: Antonio , in mattinata aveva persino rinunciato alla gara organizzata a Palo dalla società per la quale è tesserato pur di correre in casa. Possibile outsider il buon Petarra, ma Andrea non è ancora al massimo della condizione…

Al femminile, assente la favorita Marta Alò, due i nomi per la vittoria: Madaghiele e Verri, non si scappa!

E, in effetti, già il passaggio dopo circa un chilometro, vede in testa Redi, con buon margine su Petarra, a sua volta inseguito da Conte; al femminile, Madaghiele precede di un passo Verri.

Colpisce in fondo al plotone, il gruppo tutto unico e compatto della MY Domo di San Pietro Vernotico, davanti lo striscione a ricordare che: “Correrai sempre con noi, Cesare”. Già il povero Cesare Litti, una vita da massaggiatore di squadre di calcio, valido podista, uomo buono che ci ha lasciati a soli 51 anni qualche giorno fa. Onore a Cesare!

Tutto pronto intanto in zona arrivo, i giudici hanno allestito imbuti per rilevare i numeri di pettorali, unitamente al rilevamento elettronico degli arrivi mediante chip con gli addetti di Icron - Tempogara in piena azione: all‘arrivo degli atleti scopriremo che i pettorali in carta si sono letteralmente disintegrati, i Giudici soni disoccupati, ci si affida al solo chip.

La sirena della moto dei locali Vigili che fa da apripista, poi le bici ed ecco apparire la canotta gialla della Dynamyk Palo del Colle indossata da Antonio Redi che sfata il mito di “nemo profeta in patria” e va a vincere in casa in 29:31. Soddisfazione per Antonio, sempre sobrio e misurato anche nell’esultanza, 6° di categoria una settimana fa ad Alberobello ai Campionati Italiani master.

Dietro di lui, a completare il podio, due ottimi rappresentanti della Apuliaathletica di San Pancrazio Salentino, il team presieduto da Vincenzo Daggiano: il fascinoso Andrea Petarra è secondo in 32:05, seguito dal grintoso Mario Conte, terzo in 33:30.

Al quarto posto il caro, carissimo Alessandro Belotti, l’atleta di Palagiano tesserato per la Purosangue Athletics Club Roma, in 33:42: un piacere rivederlo molto più in forma di come l’avevo lasciato! Bravissimo anche il quinto arrivato, Luca Carbotta (Atletica Avis Mesagne) in 34:03, a precedere il capace Luigi Candelise (Atletica Amatori Brindisi), sesto in 34:06, davanti al “terribile” Paolo Triarico (Apuliathletica S.P.S.),  settimo in 34:15. Applausi dell’intera piazza per l’arrivo dei primi atleti tesserati per la società organizzatrice, due atleti di valore: Giuseppe Colella, ottavo in 34:21, e Giuseppe Tardio, nono in 34:25. L’aitante Paolo Napoletano (Polisport Ciclo Club Fasano), chiude la top ten maschile in 34:30.

Poche parole, tanti fatti, ecco in breve il ritratto di Maria Madaghile (Olimpo Latiano) che si afferma nella gara femminile in 39:42, 57^ assoluta. Seconda piazza per l’ultramaratoneta Viviana Verri (GPDM Lecce) in 40:54, con la grintosa Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino), terza in 42:18.

Maria Giovanna Turco (Atletica Carovigno), sempre determinata, è quarta in 43:19, sulla decisa Elvira Britannico (Podistica Grottaglie), quinta in 43:53, e sull’infaticabile Liliana Gentile (Body Angel Manduria), sesta in 44:24. Onori alla prima atleta di casa, Maria Pompea Bruno, settima in 44:39, seguita dalla costante Patrizia Prezioso (Atletica Avis Mesagne), ottava in 45:03, e dall’energica Daniela Sava (Atalas San Vito dei Normanni), nona in 45:10. La leggiadra Daniela Pignatelli (Ostuni Runners)chiude il treno delle prime dieci donne in 45:16.

282 i finisher, con arrivi chiusi da Cosimo Giuseppe Epifani (Atletica Latiano) in 1:07:39 e da Rita Poerio (Atletica Amatori Brindisi) in 1:14:56. Complimenti ad entrambi per la determinazione!

Il ristoro finale consegna agli atleti acqua, the, cornetto e frutta, utili per ritrovare forze ed energie.

In attesa dell’inizio della cerimonia di premiazione, ho il piacere di rivedere Francesco Caliandro: dopo due interventi al tendine di Achille, sembra che il suo calvario stia volgendo al termine e che presto potremo rivederlo in gara: per me tanto piacere e un sincero augurio di ogni bene!

Intanto, si può cominciare con le premiazioni, che avviene alla presenza del presidente provinciale della Fidal Brindisi, Giancosimo Pagliara: si parte dai due podi, con gli atleti che ritirano trofeo, orologio e bottiglia di olio.

A seguire le premiazioni di ciascuna categoria, i primi cinque fino alla SM55 e alla SF50, i primi tre per le restanti, con consegna di bottiglie di olio e simpatiche statuette-trofei.

Ricordo che i primi di ciascuna categoria hanno ritirato la maglia di campione provinciale.

Ultimo atto il riconoscimento per le prime tre società per numero complessivo di arrivati: vince la Ostuni Runners su Polisport Ciclo Club Fasano e Atletica Carovigno.

I saluti del presidente Piero e di speaker Antonio concludono definitivamente la manifestazione, nella speranza di non dover aspettare altri sei anni per la prossima edizione!

Organizzazione valida, tutto ha funzionato, non si sono registrati problemi, forse un “salto” nel centro di Francavilla avrebbe ancor di più abbellito la manifestazione, ma intanto va bene così!      

I Campioni provinciali:

AM – Antonio Bianco (Atletica Avis Mesagne)

JM – Orlando Rossetti (Apuliathletica San Pancrazio Salentino)

SM – Andrea Petarra (Apuliathletica San Pancrazio Salentino)

SM35 – Mario Conte  (Apuliathletica San Pancrazio Salentino)

SM40 – Luigi Candelise (Amatori Atletica Brindisi)

SM45 – Giuseppe Tardio (Team Francavilla)

SM50 -  Cosimo Salonna (Runners San Michele Salentino)

SM55 – Lorenzo Elia (Atletica Ceglie Messapica)

SM60 – Giuseppe Oliva (Atletica Ceglie Messapica)

SM65 – Ernesto Diana (Folgore Brindisi)

SM70 – Renato Internò (Folgore Brindisi)

SM80 – Stefano L’Abbate (Polisport Ciclo Club Fasano)

SF – Daniela Pignatelli (Ostuni Runners)

SF35 – Maria Giovanna Turco (Atletica Carovigno)

SF40 – Angela Locorotondo (Atletica Carovigno)

SF45 – Maria Madaghiele (Olimpo Latiano)

SF50 – Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino)

SF55 – Daniela Sava (Atalas San Vito dei Normanni)

SF65 – Rita Poerio (Atletica Amatori Brindisi)

 

Martedì, 11 Settembre 2018 22:53

Palo del Colle (BA) - 4^ StraDynamyka

9 Settembre - Ad una settimana dal successo di Alberobello, dove si è classificata al secondo posto tra le società master italiane sulla distanza della 10 chilometri, la Dynamyk Fitness di Palo del Colle ha potuto festeggiare “in casa” con l’organizzazione della quarta edizione della StraDynamyka”, gare regionale valevole come 13^ prova del Campionato regionale “Corripuglia”.

Quanto mai gradita è così risultata la presenza del Presidente Regionale Fidal, Giacomo Leone, l’ultimo vincitore italiano della New York City Marathon, giunto di buonora e andato via tra gli ultimi, che ha osservato dal vivo tutte le fasi della manifestazione, premiando anche buona parte dei meritevoli.

Manifestazione che, come da tradizione, si è sviluppata positivamente, ottenendo il gradimento dei partecipanti; l’occhio critico del sottoscritto ha registrato alcuni disfunzioni in fase di partenza ed arrivo, che analizzeremo di seguito.

Lasciata la propria vettura nei tanti comodi spazi per parcheggiare, a cominciare dal vastissimo Piazzale Lenoci, lo svolgimento delle pratiche burocratiche e la distribuzione dei pacchi gara sono avvenite su Corso Vittorio Emanuele, in maniera rapida e concreta. Iscrizione fissata a 7 euro, tariffa Corripuglia, per un premio di partecipazione ricco di prodotti alimentari, anche se qualcuno è rimasto male nel non trovare la maglia tecnica, che ha premiato viceversa i tanti liberi iscritti, forse per incentivarli alla pratica podistica.

Pettorale e chip unico per l’intero campionato sono già in dotazione per ciascun atleta, anche se in tanti si sono presentati senza il pettorale, costringendo giudici e segreteria agli straordinari, anche magnanimi nell’evitare di addebitare i costi del pettorale “di giornata”.

A disposizione degli atleti due bagni chimici, troppo pochi ma per fortuna integrati da due strutture pubbliche nei pressi del quartier generale e in spazi verdi non troppo distanti.

Giornata calda, un leggero venticello mitiga leggermente la potenza del sole, che continua a dominare le giornate pugliesi.

A presentare la manifestazione Paolo Liuzzi che, dopo le fatiche del Campionato Italiano, tornato in formato“single”, ha gestito al meglio tutte le fasi della gara, sempre gradito al popolo podista di Puglia.

Leggermente modificato il percorso, devo dire in meglio, con partenza arretrata di circa trecento metri, sempre su Corso Vittorio Emanuele, ma dove la sede stradale è più ampia, solito giro tecnico con diversi saliscendi in tutta Palo, per morfologia mai piatta e banale, fino alla conclusione che ha previsto la salita tangendo il Campanile, che ha permesso splendidi duelli e ulteriore fatica prima di presentarsi sul Viale di arrivo e tagliare il traguardo.

Presentato di 9500 metri, i più patiti di misure e gps  mi hanno parlato di 9300 metri, sperando sempre che queste differenze non dipendano da eventuali tagli in curva e sui marciapiedi, antipatici e antisportivi.

Tornando alla partenza, che si è svolta al limite della regolarità, venendo a mancare la zona pole per i più veloci e prestanti - con il pettorale contrassegnato da speciale bollino, individuati preventivamente dalla Commissione Master della Fidal Puglia -, con i concorrenti tutti ammassati nelle prime fila, senza preoccuparsi di ritmi ed andature e conseguente “ruberia” di una cinquantina di metri oltre la linea di avvio, con lo spettacolo dell’unica auto lasciata in divieto di sosta rimossa dal carro attrezzi in diretta, l’inno d’Italia a riportarci al giusto patriottismo, e il colpo di pistola che libera gli atleti.

Spostamento rapido in Piazza Santa Croce per il primo passaggio, il rischio dell’errore di percorso per lo sbaglio dell’auto apripista che svolta a sinistra, mentre per fortuna le bici e Minerva – palese doc – proseguono diritto, in direzione esatta, salvando la gara.

Gara che vive sul duello tra Selvarolo e il suddetto Minerva, due campioni italiani (Juniores e SM40), possibili padre e figlio per età, il primo 19enne, il secondo 40enne, che hanno scaturito l’interesse del pubblico sin dai primi metri, inizialmente anche in compagnia di Gaeta. Al femminile, l’incerto pronostico si  indirizza subito a favore di Riti, passata per prima in testa, anche se Zaccheo e Amatulli seguono da molto vicino. 

Tracciato blindato al traffico, con precise indicazioni chilometriche, addetti a sorvegliare, ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, tutto insomma ben controllato.

918 gli iscritti Fidal, un centinaio abbondante i “liberi”, tra cui l’ex sindaco, Domenico Conte.      

Da ricordare che la manifestazione era valida come 2° Memorial Vito Prezioso e Nino Danisi, due giovani protagonisti, troppo presto scomparsi: in nome di Vito Prezioso la presenza degli amici di Monte Sant’Angelo, i Montanari Doc, guidati dal presidente Raffaele Rinaldi, che hanno rinnovato il gemellaggio con gli amici della Dynamyk.

Intanto, tutto pronto sulla linea del traguardo, con la trepida attesa del vincitore: ecco sbucare la canotta arancione della Barile Flower Terlizzi, il vincitore è Pasquale Selvarolo, classe 1999, di Andria, campione italiano juniores una settimana fa ad Alberobello, ragazzo dalle indubbie capacità, ben allenato da Giovanni De Rocco, che si afferma in 29:43, mantenendo sempre la sua naturale sobrietà.

Secondo posto per il palese doc, Francesco Minerva, tesserato e capitano della Montedoro Noci, in 30:10; Francesco, sempre sportivissimo,  si complimenta con il giovane Pasquale e si lancia - in proiezione futura - verso la mezza di Trento, che distribuirà i titoli italiani sulla mezza, una doppietta dopo la 10 di Alberobello non sarebbe male!

Terzo gradino del podio per Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie) in 31:40: superato un periodo di problemi fisici, il buon Nicola, sempre concreto, lascia solo parlare i fatti.

Dal foggiano, ma a difendere la maglia della Montedoro, il bravo Matteo Mimma è quarto in 31:51, a precedere il buon Rosario Livatino (Athletic Academy Bari), che speriamo di rivedere presto al massimo, quinto in 32:01, a sua volta seguito dal capace Stefano Todisco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), una sicurezza su tutte le distanze, sesto in 32:08. Settimo posto per il primo atleta della società organizzatrice: il capitano Mimmo Tedone in 32:15, a precedere il compagno di squadra, l’eterno Angelo Pazienza, ottavo in 32:15, e il rientrante al podismo, dopo un breve ritorno al ciclismo, il caro Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che deve solo allenarsi con continuità e gestirsi meglio, nono in 32:51. Decimo posto per un volto nuovo, Alessandro Cazzolla (Bitonto Runners), in 33:14, che ho visto correre bene e senza eccessivo sforzo, ne sentiremo parlare.

“Fino alla fine”, Francesca Riti (Montedoro Noci), fa suo questo motto e chiude in testa, vincente, in 38:50; applausi sinceri per questa semplice, brava e bella ragazza! Ottima Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), che conquista la piazza d’onore in 39:10, con la reattiva Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), terza in 39:49, a completare il podio.

La grinta di Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) in quarta posizione in 39:58, a precedere la sempre brava Marisa Russo (Marathon Massafra), quinta in 40:23, e la sempre più brava Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), sesta in 40:50. “Rock e corsa” per il settimo posto di Alessia Santonastaso (Free Runners Molfetta), in 41:45, davanti alla combattiva Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), ottava in 41:45, e alla prima donna “organizzatrice”, Marilena Brudaglio, nona in 41:51. Chiude la lista della prime donne, la  concreta Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno) in 41:58.

858 i finisher, chiudono le rispettive graduatorie Giovanni Bruno (Atletica Adelfia), in 1:21:48, e Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), in 1:25:53, un plauso alla loro forza d’animo e impegno.

Ristoro con gelato, acqua e integratore (almeno per i primi quest’ultimo) e una lattina di una bibita energetica …

Per una attimo riprendo la questione della zona arrivi, al principio accennata, ribadendo – come per le precedenti edizioni – che lo stessa deve essere blindata a mezzi, spettatori, parenti e atleti che tornano indietro sul percorso; parimenti dovrà essere anticipata l’uscita dei liberi che, bloccati a pochi metri dal traguardo e senza preventivo avviso, hanno messo in difficoltà il giudice proposto, gli altri atleti che hanno rischiato cadute e tamponamenti, oltre ai fotografi…

In attesa dell’inizio della cerimonia di premiazione (ritardata anche per incredibili presenze nelle graduatorie subito affisse, con atleti  tra i primi giunti in realtà molto dietro, per fortuna poi sistemati), la possibilità di assaggiare un gustoso “pezzo” della crostata fatta da Floriana Piarulli, in compagnia di Francesco Saccente, il runner-scrittore-cameraman, che ha ripreso in moto tutte le fasi della gara.

Sempre toccante il momento dello scambio di doni tra Dynamyk e Montanari doc, a suggellare il loro gemellaggio: Raffaele Rinaldi regala anche due splendide stele riportanti l’effigie di San Michele Arcangelo che andranno ai due vincitori.

E, in effetti, pochi istanti dopo, ecco Pasquale Selvarolo e Francesca Riti, riempiti di premi (tra cui la stele), davvero tanti, ma meritati, perché nello sport giustamente si celebra ancora chi vince, chi merita, il più bravo.

A seguire ricchi premi alimentari e tecnici di varia entità secondo la posizione in graduatoria per i primi cinque di ciascuna categoria sino ai 60, i primi tre della restanti. Tra loro, lasciatemi ricordare Nicola Bove (Tommaso Assi Trani), finalmente tornato alla gare e tornato a vincere dopo il malore di marzo a Putignano.

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Bitonto Sportiva su, nell’ordine Montedoro Noci, Assi Trani, Nadir on the road Putignano e Amatori Putignano.

E’ conclusa la manifestazione, ora parte la seconda parte, quella dei bilanci e dello smontaggio, dei ripristino di Palo alla sua veste tradizionale.

Manifestazione da promuovere, solo piccoli accorgimenti e potrà meritare elogi incondizionati, intanto un bravo a Saccente, Trentadue e tutti i soci della Dynamyk per i risultati in gara e fuori. E, speriamo, che quella vocina che mi ha detto che la quarta sia stata l’ultima edizione di questa manifestazione, abbia raccontato il falso: Palo, terra di podisti e marciatori, merita senz’altro una manifestazione importante.         

P.S.: rivedendo le foto degli arrivi, scopro che in realtà il 10° uomo in classifica è l'instancabile Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), erroneamente classificato 12° nelle classifiche ufficiali...     

  

Sabato, 08 Settembre 2018 22:03

Mondiali 100km: Calcaterra 7°, Italia sesta

8 Settembre - Calcaterra settimo e sesto posto di squadra, questo il bilancio rapido della spedizione della Nazionale Italiana ai Campionati Mondiali della 100 km che si sono disputati oggi a Sveti Martin na Muri, in Croazia.

"Re Giorgio" (Calcaterra Sport), tre volte iridato, nonostante una grande rimonta nella parte finale e conseguente volata per il quinto posto, chiude in settima posizione – come due anni fa - in 6h42:35, primo degli europei.

Campione mondiale è di nuovo il giapponese Hideaki Yamauchi in 6h28:05 davanti al connazionale Takehiko Gyoba, secondo in 6h32:51, e al sudafricano Bongmusa Mthembu (6h33:47). Quarto l’altro giapponese Koji Hayasaka (6h36:05), quinto lo statunitense Geoff Burns  (6h42:30), sesto ancora un altro nipponico Nao Kazami (6h42.30).

Queste le parole di Calcaterra sulla sua pagina Facebook: “Una gara impegnativa, dove ci ho messo tutto il cuore e tutto l'impegno. Sapevo di non poter stare sul podio, ma ho comunque dato tutto fino all'ultimo. Ho fatto una volata di un km che ho perso e che mi ha lasciato il segno, ma sono contento perché posso dire di aver dato tutto. Certo per andare a fare l'antidoping mi hanno dovuto sorreggere, e questo è stato imbarazzante. Ma era giusto provarci. Sesto posto per l'Italia, grazie ai miei compagni di squadra che non hanno mollato mai. Herman e Francesco Lupo sono stati bravissimi. Ottimi anche Andrea Zambelli che nonostante le difficoltà non ha mollato e Matteo Lucchese si è dovuto fermare, ma ho visto come stava e non mi sento di dire che ha sbagliato. W l'Italia, un onore poter correre con i nostri colori”.

Hermann Achmuller (Laufclub Pustertal), sempre regolare, è 27° in  7h10:55; il debuttante Francesco Lupo (Atl. Imola Sacmi Avis) è 48° in 7h38:21, rallentato nel finale da crampi; Andra Zambelli (Pol. Scandianese), non al meglio della condizione, è 67° in 8h08:11. Costretto al ritiro  per problemi gastrointestinali   Matteo Lucchese (Atl. Avis Castel San Pietro).

Tra il team successo per il  Giappone (19h37:01) su Sudafrica (20h33:49), Germania (21h02:12), Stati Uniti (21h05:41) , Spagna (21h06:49) e Italia (21h31:51).

Tra le donne vittoria per la croata Nikolina Sustic (7h20:34) sulla tedesca Nele Alder-Baerens (7h22:41) e sulla giapponese Mai Fujisawa (7h39:07), seguita da altre tre nipponiche.

Nella classifica per nazioni, trionfo anche al femminile per il Giappone (23h03:50), su Sudafrica (23h56:44) e Croazia (24h13:57). Assenti le azzurre.

31 agosto- 2 settembre - Il francese Xavier Thévenard e la nostra Francesca Canepa sono i vincitori della sedicesima edizione dell’Ultra Trail du Mont Blanc, il più noto evento di trail running al mondo, pari a quello che è New York tra le maratone, partito alle 18 di venerdì 31 agosto da Chamonix: 170 chilometri (10.000 metri D+) attorno alla cornice del Monte Bianco attraverso Francia, Italia e Svizzera, per tornare e terminare a Chamonix.

Francesca Canepa è la prima atleta italiana a cogliere il successo in questa manifestazione, rimontando progressivamente tutte le altre partecipanti: 26h03’48” il suo crono. Decisivo anche il maltempo, con temperature fino a -10° nei tratti più alti, con le rivali che hanno rallentato o si sono addirittura ritirate, come la svedese Mimmi Kotka – che ha decelerato decisamente al Les Contamines -; come la statunitense Magdalena Boulet - che si è fermata al Lac Combal - e la francese Caroline Chaverot, che si è dovuta ritirare per ipotermia al Col Grand Ferret. Ha resistito invece a lungo l’altra italiana, Katia Fori, ma, quando si sentiva profumo di doppia medaglia, ha dovuto rallentare sull’ultima salita di La Flégère, chiudendo comunque con un brillante quinto posto in 26h40’43”.
Argento per la spagnola Uxue Fraile Azpeitia in 26h08'07", bronzo per la francese Jocelyne Pauly in 26h15'11".

La Canepa, giunta al traguardo dando la mano ai due figli, ha dichiarato: “Questo è forse il più bel giorno della mia carriera atletica. Non avevo programmato certo di vincere. La mia strategia era quella di essere paziente, anche se è molto difficile da mettere in pratica una volta partiti. A Les Contamines non ero probabilmente nemmeno al ventesimo posto nella classifica femminile. Ho voluto risparmiare energie, correndo al mio ritmo, per provare a usarle nel finale di gara. È fin troppo facile farsi prendere dall’euforia generale della gara, dalle emozioni e rovinare tutto. Sono riuscita a mantenere la calma, correndo senza mai preoccuparmi troppo della classifica, e alla fine la mia strategia ha funzionato.”

Tra gli uomini, terzo successo per il transalpino Xavier Thévenard in 20h44’16”, che, gestita la prima parte di gara, ha rimontato man mano tutti gli avversari, compresi il romeno Robert Hajnal, che ottiene uno storico secondo posto in 21h31’37”, e lo spagnolo Jordi Gamito, terzo in 21h57’01”.  Thévenard raggiunge così François d'Haene e Kilian Jornet al primo posto per numero di vittorie nella manifestazione.
Settimo Stefano Ruzza in 23h02’19”, in piena rimonta finale; ritirati Jim Walmsley (USA) – partito troppo forte; Kilian Jornet (ESP) – punto da una vespa tre ore prima della partenza e fermatosi al Gran Ferret; Luis Alberto Hernando (ESP); Sylvain Corte (FRA); Ryan Sandes (RSA); Alex Nichols (USA); Tim Tollefson (USA); Benoît Cori (FRA); Michel Lanne (FRA); Zach Miller (USA), a lungo compagno di fuga del vincitore, ma entrato in crisi alla terribile salita di Bovine, dopo Champex-Lac, fino a fermarsi a sua volta.

Queste le prime parole del vincitore: “Bisogna restare umili davanti a questo genere di corsa, altrimenti la montagna può rapidamente riportarvi con i piedi per terra”.

1778 i finisher, 783 i ritirati.

Nella CCC - Courmayeur-Champex-Chamonix (100km - 5.950 D+) - si è imposto il gallese Tom Evans in 10h44’32”, rimontando il cinese Min Qi, che era stato in testa per 90 km, per finire secondo in 10h50’57”; terzo lo spagnolo Pau Capell in 10h52’26”, che ha rimontato e superato il nostro Marco De Gasperi, finito quarto in 11h21’15”.

Al femminile, la conferma della crescita della Cina anche nelle ultra: vince, infatti, Miao Yao in 11h57’46”, dominando sin dai primi chilometri; seconda la statunitense Katie Schide in 12h28’42”, terza la svedese Ida Nilsson in 12h41’37”. Decima Cecilia Flori in 14h56’56”.

1622 i finisher, 525 i ritirati.

Nella TDS - Sur les Traces des Ducs de Savoie (120km - 7.250 D+) - ha vinto il polacco Marcin Swierc in 13h24’00” sullo statunitense Dylan Bowman (13h25’02”) e sul russo Dmitry Mityaev (13h25’43”). La francese Audrey Tanguy è la prima donna in 16h05’22”, davanti alla statunitense Rory Bosio, seconda in 16h19’36”, e alla connazionale Caroline Benoit, terza in 17h18’02”. Sesta Sonia Locatelli in 18h56’08”.

1329 i finisher, 470 i ritiri.

Nell’ OCC - Orsières - Champex – Chamonix – (53 km - 3.300 D+), successo ancora a un cinese, Erenjia Jia in 5h28’44 sullo spagnolo Santiago Mezquita, secondo in 5h34’11”, e sul francese Kevin Vermeulen, terzo in 5h35’54”. Decimo Davide Cheraz in 5h48’05”.  Tra le donne vince la neozelandese Ruth Charlotte Croft in 5h53’09” sulle spagnole Eli Gordon Rodriguez, seconda in 6h00’40”, e Monica Vives Vila, terza in 6h40’30”.

1478 i finisher, 94 i ritiri.   

Infine, nella PTL - Petite Trotte a Leon (300 km circa e 24.000 D+), a squadre, successo dei francesi de Les Beaufortains (Sebastien Gerard Thierry Bochet)  in 100h00+24” sui connazionali Les Frangins (Lionel e Damien Trivel), secondi in 104h23’40”, e Vic et JP (Victor Richiard e Jean Paul Tavernier), terzi in 127h06’25”.

48 i finisher, 63 i ritiri.

 

 

 

 

  

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