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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Venerdì, 27 Aprile 2018 23:01

Conversano (BA) - 3° Castiglione Ecorun

Parlare di corsa in natura sarebbe troppo riduttivo, la 3^ edizione del Castiglione Ecorun ha confermato di essere una festa, dove al termine delle fatiche, è cominciata una vera e propria fiera gastronomica, con il vantaggio di poter mangiare, ridere, scherzare in grande compagnia.  

Ad organizzare l’Avis in Corsa Conversano, che guidata dal presidente Raffaele Gigante, ha impegnato tutti i soci presenti per raggiungere il massimi obiettivo finale, la soddisfazione dei podisti intervenuti.

E’ cambiata la masseria che ci ospita, siamo alla Cimiconte, più inoltrata sulla SP 37 per Castiglione, un vero e proprio paradiso naturale.

Per i più pigri la possibilità di parcheggiare all’interno della struttura, viceversa – lasciando l’auto più lontano - la possibilità di gustare già un assaggio dei fantastici scenari naturalistici della zona.

Giornata fantastica, sembra davvero estate, stare alla aperto è piacevolissimo.

Dieci euro il costo dell’iscrizione con ricco pacco gara, uno zainetto contenente prodotti locali e una canotta tecnica celebrativa della manifestazione; c’è anche l’opzione base, 5 euro per la sola iscrizione, ma tutti – intelligentemente – scelgono la prima opzione.

All’interno della struttura, un efficiente servizio bar e alcuni bagni chimici, per chi ama la privacy e non gli spazi aperti, che oggi proprio non mancano.

Un po’ lenta la consegna di pettorali e pacchi gara soprattutto nel momento in cui si registra l’afflusso in massa degli iscritti: sicuramente oltre quattrocento, un amico mi confessa di averne contati 433 sul sito della ditta che ha curato la segreteria della manifestazione.

Rispettati comunque perfettamente i tempi, i partecipanti possano cambiarsi con cura e avviare le operazioni di riscaldamento, perfettamente in tempo per essere pronti per la partenza.

"The voice” Paolo Liuzzi, lo speaker della manifestazione, comincia ad invitare i podisti a sistemarsi nella zona di partenza. Finalmente raggruppati e fatti arretrare sull’esatta linea di via, il colpo di pistola del Giudice dà il via alle ostilità.

Partenza rapida, il plotone si allunga subito, netto il divario tra i primi e gli ultimi.

Allungo anch’io e sono pronto, al primo chilometro circa, per ritrarli e notare che in testa alla corsa conduce Trentadue, inseguito da Moliterni, seguito da Scattarelli, che precede Roberto, Franco, Gratton, Curri Giordano. Tra le donne è in testa Dibenedetto su Carrino e Zaccheo.

L’eco-run odierno è un trail running di 11 chilometri con 250 m di dislivello positivo e dislivello medio del 4%; il tracciato non è certamente semplice, prevede alcuni variazioni di pendenza, soprattutto verso la Torre di Castiglione che costringe a salire parecchio. Pur sorvegliato, genera come tradizione di questa tipologia di gare, un errore di percorso, che scatenerà la rabbia – anche giustificata – di chi si ritrova davanti improvvisamente atleti già messi dietro.

Gara in regime di autosufficienza, non prevede ristori lungo il percorso e non inquina con bottigliette e bicchieri; il tracciato, che in tanti mi descrivono affascianante, nasconde diverse insidie, tanto che diverse saranno le cadute e conseguenti sofferenze ed abrasioni per gli atleti.

A presentarsi per primo sul viale di arrivo, dopo una gara trascorsa in piacevole solitudine in questi scenari naturali, è Vincenzo Trentadue (Dynamyk Fitness Palo del Colle), giunto così solo da tagliare il traguardo al passo, cercando il piccolo Cristian, il figliolo… per festeggiare insieme. Non riuscendolo a trovare, chiude – quasi deluso - in 40:56. La seconda posizione è appannaggio di Giuseppe Moliterni, il presidente della Gravina festina lente! e vero promotore e amante di questa tipologia di gare in natura in regione: conclude in 43:10. Terzo posto per Francesco Saverio Scattarelli (Montedoro Noci), bravo su ogni superficie, che completa il podio in 43:43.

A raffica, si susseguono gli arrivi: è quarto il bravissimo Andrea Beretta (Taranto Sportiva) in 44:16 che precede di 4” il reattivo Gianni Gratton (Montedoro Noci), di 7” il grintoso Pietro Roberto (Nocincorsa) e di 8” il capace Vitantonio Curri (Montedoro Noci). Sempre combattivo, Federico Losavio (Podistica Taras) è ottavo in 44:31, stesso tempo del valido Vittorio Braico (Smart Fit Gravina), nono, mentre in 45:04 taglia il traguardo Mariano Franco (Nocincorsa), mai domo, in 45:04.

Al femminile, ottima prestazione di Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) che vince la gara – 62^ assoluta – in 50:26; brilla anche Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport Massafra), seconda in 51:25, mentre la biondissima Alessandra De Luca (Atletica Amatori Brindisi), ripresasi del malore di Ostuni, è splendida terza in 53:51.

Un elogio particolare per la quarta arrivata, Carmen Albani (Atletica Polignano), sempre generosa, che taglia il traguardo in 54:17, stesso tempo della specialista Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), oggi bloccata dall’improvviso indurimento dei muscoli delle gambe, comunque quinta. Continua il suo costante miglioramento, Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), bravissima sesta in 55:27. Una violenta caduta frena Maria Dibenedetto (Barletta Sportiva) che deve accontetarsi del settimo posto in 55:58; eccellente Anna Luigia Gigante (Atletica Adelfia), ottava in 56:03, davanti a Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), sempre prestante, nona in 56:27, e alla combattiva Doranna Cristofaro (Martina Franca Running), decima in 57:13.

385 gli arrivati, chiudono le rispettive graduatorie Domenico Iodice (Barletta Sportiva) in 1:35:06, e Doriana Mongelli (Amici del Cammino Barletta), in 1:55:30, bravi come i primi.

Da segnalare che il Castiglione Ecorun ha rappresentato la quarta tappa del circuito Puglia Trail, il circuito di gare in natura all’edizione zero, nato da un idea del succitato Giuseppe Moliterni, e che sta riscuotendo una favorevolissima adesione in regione.

Terminata la fatica, dopo la citazione dello speaker e la foto del soprascritto, ogni partecipante ha potuto riprendersi inizialmente con una bottiglietta d’acqua per poi sorprendersi con un ristoro pantagurelico dove davvero non è mancato nulla, dal panino con la salsiccia o con le “bombette” cotte alla brave, a pezzi di parmigiano appena tagliato, dalla mortadella alla frutta, e tanti dolci; da bere integratore, acqua, vino, orzata e… sicuramente mi è sfuggito qualcosa.

Stanchi, stesi sull’erba della fantastica masseria, si riposano e mangiano gli atleti, riprendendo tutte le energie consumate in corsa, anzi sono sicuro che in tanti non avranno poi pranzato.

E la cosa più bella è stare in compagnia degli altri podisti, nascono così le migliori amicizie, tanti sconosciuti che sembravano antipatici si scoprono meravigliosamente gentili e piacevoli, altro che social!

Ma la scaletta non si può fermare e pubblicate le classifiche, si procede alle giuste premiazioni per i meritevoli, a cominciare dai vincitori Trentadue e Zaccheo , premiati con trofeo e confezioni di prodotti locali. A seguire, i primi tre di ciascuna categoria (anche per loro prodotti a km.0), fino a concludere con le prime tre società per numero complessivo di arrivati.

Vince La Fenice Casamassima, davanti ad Amici Strada del Tesoro Bari e Atletica Castellana.

La foto di gruppo dei soci dell’Avis in corsa Conversano e la manifestazione ufficiale è finita, si continua con l’estrazione dei biglietti della lotteria, mentre la gente continua a mangiare…

Splendida giornata di sport, natura, cibo e amicizia, davvero una manifestazione piacevole, da correre e da gustare.

E mentre invio i miei personali complimenti a chi l’ha realizzata, non posso non pensare all’espressione piacevolmente estasiata di Enzo Bassi che di gare ne ha corse, ma non avevo mai partecipato ad un trail e a questo genere di dopo-gara. Mi sa che ripeterà l’esperienza…    

  

Martedì, 24 Aprile 2018 22:13

Maratona: la squadra azzurra per gli Europei

Nella riunione odierna del Consiglio Federale, il DT Elio Locatelli ha ufficializzato i nomi degli atleti convocati sui 42,195 km per la rassegna continentale di Berlino del 7-12 agosto: “La gara sarà molto probabilmente di altissimo livello tecnico e l’Italia punta a confermarsi come una delle realtà leader della corsa su strada. Tra gli uomini, schiereremo quattro atleti: Daniele Meucci, Stefano La Rosa, Eyob Faniel, Yassine Rachik; in campo femminile, la formazione sarà composta da Catherine Bertone, Sara Dossena, Valeria Straneo, Giovanna Epis, Fatna Maraoui e Laura Gotti; ove una delle suddette dovesse avere dei problemi, sarà pronta a subentrare Anna Incerti, che farà comunque, come tutti i selezionati, un percorso agonistico e di preparazione concordato e assistito”. 

Quindi quattro uomini e 6 donne (più una riserva): spicca l’assenza di  Rosalba Console, terza domenica scorsa a Padova in 2:37:26.

Tre grandi protagonisti nel ritorno della Maratonina degli Ulivi Secolari nel calendario delle prove di Corripuglia: i due vincitori, Mino Albanese e Daniela Tropiano, e il gran caldo, con temperatura già estiva.

E il ritorno nel Corripuglia coincide anche con il ritorno della manifestazione a Villanova, il mare di Ostuni, con il percorso notevolmente più semplice rispetto alle ultime edizioni con partenza ed arrivo nella splendida “Città bianca”.

818 gli iscritti, anche in questa occasione era lecito aspettarsi qualcosa in più, considerando che la manifestazione era valida – come accennato - come 6^ prova del campionato regionale su strada e, in più, come seconda prova del circuito provinciale “Sulle Vie di Brento”: troppe però le concomitanze dal trail sul Gargano alla gara di Minervino, dalla non competitiva a Triggiano all’urban trail di Castellaneta, alle gare su pista di Acquaviva (del sabato prima) fino a finire alle maratone di Londra e Padova.

Ad organizzare l’Atletica Città Bianca, presieduta dal capace Francesco Valente: tante le indicazioni sulla strada, appena usciti dalla Statale, che indirizzano al punto preciso di ritrovo: sorprende la domenica mattina l’aver fissato il punto di disbrigo delle pratiche di iscrizione (pettorali unici e chip unici sono consegnati solo a chi debutta nel Corripuglia, gli altri ne sono già in possesso) presso il porto a circa un chilometro dal tradizionale punto di partenza e arrivo, in Viale Consolato Veneziano, che crea un certo disagio tra gli atleti, che restano perplessi su dove recarsi e parcheggiare, pur se il tutto era descritto sul regolamento (per le prossime edizione è preferibile tener tutto in zona partenza).

Dodici euro il costo dell’iscrizione, il minimo previsto dalla Fidal per la distanza: non c’è premio di partecipazione, ma la società organizzatrice assicura di dedicare parte del ricavato alla Fondazione Tiziana Semeraro - il cerchio della vita Onlus.

A presentare la manifestazione il buon Paolo Liuzzi, sempre energico nonostante il gran caldo che distrugge anche chi sta fermo; tre bagni chimici assicurano decenza e privacy, fra tanti spazi verdi.

Partenza intelligentemente prevista per le ore 9.00, gli atleti spariscono in fretta per provvedere a cambiarsi ed essere pronti per la partenza. Le solite operazioni di risveglio muscolare, più blande rispetto a quelle effettuate per le 10 km, anche per via del caldo che già si fa sentire; già pronto il team di pacer, predisposto dall’ottimo Ignazio Antonacci, abile a formare un gruppo valido, nonostante le tante defezioni dell’ultimo istante.

Larga la sede di partenza, ben blindata a chi vuole schierarsi davanti senza averne i titoli: in zona pole sono presenti i soli atleti precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia e che presentano lo speciale bollino sul pettorale, consegnato nelle buste di iscrizione.

Spicca la presenza di Giacomo Leone, oggi presidente regionale della Federazione, un tempo mitico maratoneta, che dopo aver assistito alla partenza, corre (in auto) verso Acquaviva delle Fonti per gli interregionali di marcia – prova nazionale.

Ricevuto l’ok dai Vigili, la partenza avviene puntuale con gli atleti che ben presto lasciano il Viale e si indirizzano nel tratto iniziale in Villanova, sul mare, per poi dirigersi verso Ostuni, tra immense distese di ulivi e continui falsipiani, leggeri ma che poi si sentono nelle gambe, come si fa sentire sulla testa il sole, che picchia, come si fa sentire il caldo che sottrae energie. Dal dodicesimo chilometro, dopo aver visto in alto – quasi mistica – come me la descrive il caro Sergio Sovereto – la cinta muraria di Ostuni, più bianca del solito, il progressivo ritorno verso Villanova, in leggera discesa. Ma occorre non esagerare, il sole continua a far danni, il caldo si percepisce in maniera maggiore non essendosi ancora gradualmente abituati – è scoppiato improvvisamente; il cavalcavia del 17° km si fa sentire, come il chilometro sullo sterrato nel finale, che accentua ancor più le sofferenze di chi soffre di allergie. Poi finalmente il lungo viale finale, il tappeto blu, la voce e i complimenti di speaker Paolo, la foto di Roberto (mi scuso con chi non ho ripreso, essendosi ad un certo punto riempita la scheda sd che non avevo svuotato…), la medaglia al collo e il ristoro con banana, acqua e qualcos’altro per riprendere le forze…

Ecco proprio l’acqua è stato il lato negativo di questa manifestazione: nel pomeriggio sono stato letteralmente subissato dalle proteste degli atleti che mi hanno comunicato che i ristori non erano quattro come da regolamento federale (al 5°, al 10°, al 15° e al 20°9, ma tre (al 6,5°, al 12° e al 17°), quindi uno in meno e nulla nel finale, con ovvio sgomento, rischi di svenimenti e problemi di tenuta per i partecipanti, soprattutto in queste condizioni di caldo anomalo. Poi, gli spugnaggi non esistevamo… Solo due docce nebulizzatrici, al 7° e al 16°, troppo poco davvero.

Mi dispiace criticare gli organizzatori ma l’acqua sul percorso e la sicurezza degli atleti sono fattori fondamentali, ancor più in una manifestazioni nazionali e – ripeto - disputate in condizioni difficili.

A proposito di sicurezza, tutto ottimo, con tracciato presidiato e blindato al traffico; da segnalare che gli organizzatori, come previsto dal regolamento della manifestazione, hanno garantito la chiusura del tracciato e la presenza degli addetti sino alle 2 ore e trenta minuti di percorrenza (estesa poi di fatto fino a 2h40’): gli atleti giunti successivamente non sono rientrati in classifica e sono rimasti “soli” sul percorso, come nonno Mirizzi, SM85, giunto sul viale di arrivo in senso contrario quando oramai non c’era più nulla, quando il sottoscritto e lo speaker stavano andando via e gli addetti erano intenti a smontare.

Nessun problema invece per Mino Albanese: il forte atleta massafrese, tesserato per l’Atletica Crispiano, fa gara solitaria in testa sin da subito e senza fastidi, se non la solitudine… 1:09:49, il suo crono, non “aiutato” da alcuno. Sempre affabile, il buon Mino, oramai 33enne, può forse recriminare per alcun infortuni in momenti topici della sua carriera che ne hanno limitato l’esplosione, pur difendendosi ancora decisamente bene…

Dieci minuti di attesa e finalmente, accolto dal festoso saluto dei cari Cristian e Gabriele - i suoi figlioli, ecco l’arrivo di Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle) che conclude secondo in 1:19:09; chiude il podio, il concreto Vito Alò (Atletica Monopoli), terzo in 1:19:17.

Quarta posizione per il bravissimo Antonio Cardone (Dorando Pietri Pezze di Greco) in 1:19:31, davanti al Baldini di Puglia, Angelo (Montedoro Noci), quinto in 1:21:30, e al reattivo Stefano Todisco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), sesto in 1:22:46. Da lodare Giuseppe Lenoci (Atletica Pro Canosa), il più “vecchio” della top ten, classe 1967, capace di chiudere in 1:23:04, tempo appesantito – come per tutti i partecipanti – dalle condizioni climatiche. Complimenti anche a Mario Greco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), che completa la distanza in 1:23:13, in ottava posizione; segue il caparbio Donato Notarangelo (Atletica Monopoli), nono in 1:23:18, con il mai domo Giovanni Tinelli (Montedoro Noci), decimo in 1:23:20.

Al femminile, dopo una gara in testa ma senza essere notata per via del taglio di capelli quasi a zero dall’addetto in bici che comunica i risultati in diretta allo speaker, Daniela Tropiano rispetta i favori del pronostico e s’impone in 1:28:15, sempre serena e sorridente. In rimonta, con mia grande gioia, sale sul podio l’immensa Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), un’icona del podismo pugliese, seconda in 1:33:51; terzo posto per la compagna di team, Ornella Donghia, sempre di poche parole e tanti fatti, terza in 1:35:37.

Bravissima anche Francesca Riti (Montedoro Noci), che cresce di gara in gara, quarta in 1:36:26; peccato per il calo nel finale e l’eccellente Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport Massafra), dopo essere stata a lungo in seconda posizione, conclude quinta in 1:36:27. Sempre energica, Antonella Patierno (Free Runners Molfetta) è sesta in 1:36:46, davanti alla combattiva Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci), settima in 1:37:37, e all’abile Antonella Capitanio (Atletica Monopoli), ottava in 1:38:06. Il solito terribile sprint e la grintosa Antonia Chiochia (Taranto Sportiva) è nona in 1:38:47, tre secondi prima di una affaticata, ma sempre presente al vertice, Titti Amatulli (Montedoro Noci), decima in 1:38:50.

737 gli atleti classificati, chiudono le rispettive graduatorie il giovanotto 83enne Stefano L’Abbate (Polisport Ciclo Club Fasano) in 2:37:34 e Margherita Cecere (Martina Franca Running) in 2:39:04.

Da segnalare le gare giovanili che hanno allietato l’attesa degli astanti non appena partita la maratonia: 200, 400 e 800 metri, secondo l’età, e medaglia per tutti, vera promozione per l’atletica.

Con gli atleti sorteggiati costretti all’antidoping, quando gli ultimissimi continuano ancora ad arrivare, comincia la cerimonia di premiazione, alla presenza del locale assessore allo sport (non ricordo purtroppo il nome, il sole picchiava anche sulla mia testa!)

Un cesto per i componenti dei due podi, maschili e femminili, oltre ai rispettivi trofei; bottiglie di vino e vari premi alimentari per i meritevoli (i primi tre) di ciascuna categoria, a premiare i protagonisti odierni.

Ultimo atto la premiazione delle prime tre società per numero complessivo di arrivati: vince la Amatori Putignano su Nadir on the road Putignano e Gioia Running.

La manifestazione è finita, i ringraziamenti del presidente Valente, i saluti di Paolo Liuzzi e la foto del gruppo femminile chiudono la manifestazione.

Il giudizio finale resta soggetto al suddetto problema dei ristori e della poca acqua soprattutto nei chilometri finali, mancanza alla quale - sono certo – si rimedierà per le future edizioni. Per il resto tutto si è svolto positivamente, anche se, francamente, non c’era quell’enfasi che nelle edizioni precedenti caratterizzava questa manifestazione.

Intanto, l’attesa per le prossime gare è brevissima: il 25 sono in programma due splendide manifestazioni in natura, alle Pianelle di Crispiano e a Castiglione di Conversano, peccato non poter essere presente ad entrambe…

 

Un altro morto durante una maratona, questa volta è accaduto a Londra, domenica scorsa.

Il 29enne Matt Campbell, famoso chef in patria, è crollato a terra intorno al 36° chilometro, vicino alla Tower Hill, e nonostante “l’immediato soccorso dei sanitari e il conseguente ricovero in ospedale”, come assicurano gli organizzatori, è morto alcune ore dopo.

Difficile pensare possa essere stata la temperatura, 23/25 gradi sono tanti per Londra ma pochi rispetto ad altre maratone, a cominciare dalla concomitante Padova, più realistico pensare ad un malessere del concorrente.

Matt, originario di Kendal, nel nordovest dell’Inghilterra, aveva deciso di correre la London Marathon in memoria del papà deceduto 18 mesi fa, con il quale – e con il fratello Josh - nel 2016 aveva corso la sua prima maratona. “Mio padre è stato l’uomo che più mi ha ispirato nella mia vita. Mi ha detto: so che puoi farlo e devi farlo. Così ho deciso di correre la maratona”, aveva recentemente dichiarato Campbell.

Da aggiungere che lo stesso Campbell aveva corso l’8 aprile la Greater Manchester Marathon, in 2:56:50, questa sarebbe stata la sua seconda maratona in 15 giorni…

Lo chef –maratoneta era in gara anche per raccogliere denaro per la fondazione Brathay Trust, un’associazione caritatevole che sostiene i ragazzi in difficoltà.

Campbell era famoso in Inghilterra come chef: nel 2009 era arrivato secondo - ad appena 20 anni - a Young Chef of the Year; aveva poi lavorato in ristoranti stellati Michelin; quest’anno aveva partecipato a The Masterchef: The Professionals, trasmesso dalla BBC.

“Era un uomo adorabile, di buon cuore e con i piedi per terra, credo che fosse pronto a diventare il prossimo grande innovatore nel cibo britannico. Stava compiendo un tour durante il quale ha avuto modo di ispirare molti giovani chef”, ha dichiarato Helen Hokin, la portavoce di Campbell.

"Una pessima notizia. Era intelligente, creativo e innovativo. Il mio pensiero va alla sua famiglia", il messaggio su twitter del giornalista Jay Rayner. Anche la critica Grace Dent ha espresso il suo “dolore insondabile per la perdita di un talento brillante”. 

Il 33enne keniano Eliud Kipchoge vince la 38^ London Marathon in 2h04:17: per il campione olimpico si tratta del terzo successo della carriera nella capitale britannica (2015, 2016 e 2018), come già hanno fatto il connazionale Martin Lel, il portoghese Pinto e il messicano Ceron.
E’ secondo l'etiope Tola Shura Kitata in 2h04:49, terzo l’idolo locale Mo Farah in 2h06:21, che con questo tempo diviene il recordman nazionale.
Quarto il due volte campione del mondo Abel Kirui in 2h07:07, quinto Bedan Karoki in 2h08:34, sesto Kenenisa Bekele in 2h08:53, ottavo Daniel Wanjiru, vincitore di un anno fa, in 2h10:35.

Kipchoge, alla decima maratona della carriera, coglie così il nono successo sulla distanza (gli ultimi otto consecutivi): in una giornata dal clima quasi estivo, corre in maniera regolare (dal 35° al 40° km corre a 3’ al km!), staccando man mano gli altri otto iniziali compagni di fuga. Questi i suoi passaggi intermedi: 13:48/ 5km, 28:19/ 10km, 43:05/ 15km, 57:52/ 20km, 1h01:00/ mezza maratona, 1h12:36/ 25km, 1h27:24/ 30km, 1h42:33/ 35km, 1h57:35/ 40km, 2h04:27 finale.
L’ultimo a cedere è il 22enne etiope Kitata, che ha retto con il vincitore fino al 37° km, chiudendo comunque al secondo posto e migliorando il proprio pb (2h05:50 a Francoforte in autunno) di oltre un minuto, quarta prestazione under 23 all-time.
Terzo Mo Farah, che ha ceduto ai primi due solo al 28° km, realizzando comunque il nuovo primato nazionale che apparteneva sinora a Steve Jones (2h07:13) e la terza prestazione europea della storia dietro il norvegese Moen (2h05:48) e il turco-keniano Kigen (2h06:10).

Al femminile, vittoria per la 35enne keniana Vivian Cheruiyot, che raggiunge e supera al 35° km la favorita connazionale Mary Keitany, imponendosi in 2h18:31; seconda l’altra keniana Brigid Kosgei (2h20:13, pb), terza l'etiope Tadelech Bekele (2h21:40, pb), quarta ancora una keniana, Gladys Cherono in 2h24:10, quinta Keitany, che chiude in 2h24:27. Ritirata l’etiope Tirunesh Dibaba per problemi muscolari dopo il 30° km, dopo essere stata in testa nei primi 18° km con Keitany.
La Cheruiyot (un titolo olimpico, cinque titoli mondiali, due argenti olimpici e due mondiali, un bronzo fra pista e cross) ottiene il pb sulla distanza dopo l’esordio proprio a Londra nel 2017 (quarta in 2h23:50) e la vittoria in autunno a Francoforte (2h23:35). Molto regolare la sua condotta di gara, il passaggio alla mezza in 1h08:56, la seconda parte in 1h09:35, questi i suoi passaggi: 16:15/ 5km, 32:53/ 10km, 49:18/ 15km, 1h05:31/ 20km, 1h08:56/ mezza maratona, 1h21:56/ 25km, 1h38:19/ 30km, 1h54:48/ 35km, 2h11:08/ 40km, 2h18:31 finale.
Grossa delusione per Mary Keitany che cercava il primato del mondo in gara mista (già suo è quello in gara “solo donne” in 2h17:01) e il quarto successo a Londra, come la norvegese Ingrid Kristiansen. A lungo sotto il primato mondiale di Paula Radcliffe, la Keitany ha rallentato nella seconda parte di gara, per crollare nel finale, finendo addirittura al 5° posto. 

Venerdì, 20 Aprile 2018 22:45

Roberto Barbi squalificato fino al 2032

Roberto Barbi accumula una nuova squalifica a seguito della partecipazione non consentita alla 12^ Porretta Terme-Corno alle Scale (BO) dello scorso 30 luglio 2017: in particolare, l’ex maratoneta toscano prima radiato per reiterato doping e poi in base al ricorso squalificato fino al 9 marzo 2024, prendeva parte alla suddetta 30 chilometri inserita nel calendario UISP, tagliando il traguardo competitivo.

Questa la sentenza: “La Seconda Sezione del TNA, in accoglimento della richiesta della Procura Nazionale Antidoping, dichiara sussistente la violazione dell’art. 4.12.1 CSA contestata al sig. Roberto Barbi (tesserato FIDAL) e statuisce che la squalifica pendente sullo stesso decorra nuovamente a far data dal 30 luglio 2017 (nuovo termine finale al 29 luglio 2032), in applicazione dell’art. 4.12.3 CSA. Condanna il sig. Barbi al pagamento delle spese del presente procedimento, che liquida in € 350,00.

La squalifica di Barbi, essendo nato il 25 marzo 1965, terminerà quando l’ex atleta avrà 67 anni.

Ecco la regola infranta da Barbi:

4.12.3 Violazione del divieto di partecipazione durante una squalifica.

Qualora l’Atleta o altra Persona violi il divieto di partecipazione di cui al comma 4.12.1, i risultati ottenuti a seguito di tale partecipazione saranno invalidati ed il periodo di squalifica originariamente comminato, dovrà ricominciare a decorrere dalla data della violazione. Il nuovo periodo di squalifica può essere ridotto ai sensi dell’articolo 4.5.2 se l’Atleta o altra Persona dimostra la propria assenza di colpa o negligenza significativa per la violazione del divieto di partecipazione. Sarà il CONI-NADO a determinare se l’Atleta o altra Persona abbia o meno violato il divieto di partecipazione e se sia appropriata una riduzione ai sensi dell’articolo 4.5.2. E’ possibile ricorrere in appello avverso tale decisione ai sensi dell’art. 32.

Qualora il Personale di supporto dell’Atleta o altra persona assistano un soggetto nel contravvenire al divieto di partecipazione durante il periodo di squalifica, l’Organizzazione antidoping avente competenza nei confronti di tale personale di supporto o altra persona dovrà procedere alla erogazione di sanzioni per violazione dell’articolo 2.9 relativamente all’assistenza di cui sopra.

Per completezza, segnaliamo anche che Matteo Giovannelli, del comitato organizzatore della Porretta-Corno alle Scale, in data 15 febbraio 2018 ha ricevuto da parte del Tribunale nazionale antidoping l'avviso ufficiale di archiviazione di ogni accusa per sé e l'organizzazione.

 

Il TNA (Tribunale Nazionale Antidoping) ha sospeso in via cautelare Federica Poletti, tesserata per il GS Fulgor Prato Sesia) dopo un controllo al trmine della 38^ Biella-Piedicavallo, dove l’atleta aveva chiuso in terza posizione in 1:23:50 alle spalle della vincitrice Giorgia Morano (1:17:57) e di Valeria Roffino, seconda in 1:18:18.

Questo il comunicato ufficiale: La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta Federica Poletti (tesserata FIDAL) riscontrata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita a seguito di un controllo disposto da NADO Italia al termine della gara di atletica leggera “38^ Gara Podistica Biella - Piedicavallo” svoltasi a Piedicavallo il 25 marzo 2018.

Queste le dichiarazioni rilasciate dall’organizzatore, Claudio Piana: «Non mi aspettavo di avere un’atleta positiva. Di controlli ne fanno tanti e qualcuno cade nella rete. Poletti si è giustificata e io credo nella presunzione d’innocenza».

Sul profilo Facebook, Poletti scrive: «A fine gara ci chiamarono per il controllo antidoping, mi sottoposi senza problemi e con la coscienza pulita. Al termine tornai a casa tranquillissima anche perché più che pillola e ferro non assumevo. Alcuni giorni dopo mi chiamarono dalla procura antidoping di Roma dicendomi di essere risultata positiva al test antidoping per il Clostebol, steroide anabolizzante contenuto solo in pomata o spray cutaneo. Per me fu una doccia fredda: non riuscivo a capire il motivo, cosa avessi potuto usare, fino a quando dopo un sacco di ricerche notai che questa sostanza era contenuta in una pomata chiamata “Trofodermin” che usavo per la cura di un brufolo infiammato, mai avrei pensato di doparmi con una crema. Non ci sono parole per descrivere il mio stato umorale. Per me è un momento difficile da superare, chi mi conosce sa che la forza la grinta e il sorriso non mi manca sia nelle vittorie che nelle sconfitte, cercherò di andare avanti a testa alta perché la coscienza ce l’ho pulita». 

 

Martedì, 17 Aprile 2018 17:35

Massafra (TA) - 9^ Stracittadina Massafrese

Nell’ennesima domenica di grandi concomitanze, dai Vivicittà al trail di Andria, la Stracittadina Massafrese tiene bene e registra 1083 iscritti.

Valevole come quinta tappa del Campionato Regionale Corripuglia, la manifestazione si dimostra ben organizzata, con la novità del tracciato portato a 10000 metri esatti, distanza certificata ed omologata.

Il ritrovo è fissato come da tradizione, nella dorsale est di Corsa Roma, dove, presso il Bar Aurora, si ritirano con “poca” coda ricevute di iscrizione e coupon per il ritiro dei pacchi gara (più pettorale e chip unico per coloro che debuttano nel campionato).

Sette euro la quota d’iscrizione, sufficientemente ricchi i pacchi gara, che contengono prodotti alimentari ed integratori vari.

Già risolto il problema del parcheggio, con vaste aree a disposizione, alcuni bagni chimici allontanano paure ed ansie, soprattutto in maniera civile.

Giornata dal clima mite, il cielo è grigio, per fortuna solo sparute gocce di pioggia nel pre-gara causeranno timori per la giornata, rimasta viceversa del tutto asciutta. Quel sottile vento contrario creerà qualche disagio ai corridori, ma nulla di trascendentale.

E’ Michele Cuoco il presentatore della manifestazione: voce rodata, commenta con enfasi ogni momento della manifestazione, dimostrando il suo amore per l’atletica.

Dopo le foto di gruppo, il caffè, gli abbracci, i selfie, gli sfottò, gli atleti spariscono per alcuni minuti per andarsi a cambiare e vestire i completi da gara: rapidissimi, sono ben presto sul lungo Corso per effettuare le operazioni di risveglio muscolare.

E’ il momento più bello della gara: dico così perché in queste fasi corrono tutti, tutti sorridono e si divertono, il Corso è un andirivieni di canotte colorate e festose che riempiono di gioia la città che ci ospita, tutti uguali, tutti amici.

Contribuisce anche Angela Azzone, “miss energia”, personal trainer – podista che aiuta a prepararsi alla competizione con i suoi esercizi guidati dal vasto palco, già pronto per il dopo gara.

Ma l’orario di partenza si avvicina, i giudici ed addetti vari cominciano ad invitare gli atleti ad andarsi a schierare oltre la linea di via sotto l’arco gonfiabile dello sponsor unico del Corripuglia, la “Depur System”. Prima fascia riservata agli atleti più veloci, precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia, con il pettorale contrassegnato da uno speciale bollino, che autorizza l’ingresso nella pole.

Raggruppati finalmente gli atleti, con il cordone umano dei soci della Marathon Massafra a tenerli sul punto di via, tutto è finalmente pronto.

Mi piace vedere l’espressione del volto di Tundra Chiaradia, la presidente della Marathon Massafra, i suoi occhi trattengono a fatica le lacrime, la sua ansia e soddisfazione si mescolano, tanto lavoro si va a concretizzare in questi attimi.

Il minuto di silenzio ricorda il Giudice Salvatore Pipino, scomparso in settimana: grazie per tutto quello che hai fatto per il nostro amato sport, piacere di averti conosciuto e scambiato con te tante impressioni.

Il secondo sparo, l’applauso di tutto il Corso, finalmente il terzo colpo e il serpentone si muove: la testa in maniera rapidissima, in maniera molto più rilassata la coda.

In gara anche numerosi atleti liberi, la speranza è di vederli tesserati per la prossima edizione.

Il percorso, blindato e controllato continuamente dagli addetti che hanno più volte bloccato il tentativo di alcune auto di inserirsi, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, attraversa la città nei primi chilometri, si distende poi nella zona più periferica in strade extraurbane per poi rientrare nel finale ancora nel cuore di Massafra, anche grazie al tradizionale salitone che apre ancora a Corso Roma, percorso ora in senso contrario rispetto all’avvio e che conduce al traguardo, dove è possibile prodursi in lunghi sprint.

L’omologazione del tracciato ha portato a piccole modifiche, Minerva e Enzo Romano - intervistati da speaker Michele – descriveranno la comparsa di altre due salite, che hanno reso questo tracciato impegnativo, giustamente tecnico, senza grandi eccessi altimetrici; gli atleti sono stati infastiditi - come già detto – anche dal vento contrario.

Da migliorare, in qualche tratto, la blindatura del tracciato con nastri per evitare la possibilità di eventuali tagli come avvenuto in una piazza, all’incirca al 3° chilometro, tagliata diagonalmente e non costeggiata lateralmente, o di alcuni marciapiedi, riducendo la distanza (peraltro omologata).

Ottima la sistemazione della zona arrivo: i liberi hanno un corridoio di uscita a parte, l’accesso è vietato ai non autorizzati, si può lavorare con estrema precisione.

Dal punto di vista agonistico, la gara maschile vive sul dominio di Francesco Minerva tra gli uomini con il solo Mino Albanese ad inseguirlo e a impensierirlo a qualche metro di distanza; stessa situazione in campo femminile con Daniela Tropiano a condurre e Ilenia Colucci a cercare di non farla andare “troppo” via.

Situazione rimasta immutata fino all’arrivo, con il brillante Francesco Minerva (Montedoro Noci) che si aggiudica la manifestazione (mi sembra per la 4^ volta) in 31:43, precedendo l’ottimo Mino Albanese (Marathon Crispiano), atleta massafrese e figlio d’arte, secondo in 32:06. Terzo posto per il carissimo “sudanese di Taranto” Allul Sakine (Podistica Taras), in 33:41.

In rodaggio, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), al termine di una gara molto regolare, è quarto in 34:09, quinto posto in 34:53 per chef Nicola Conte (Amatori Cisternino), che, tra una pietanza e l’altra trova anche il tempo di allenarsi; sesto il buon Denis Greco (Tommaso Assi Trani), che al termine della battaglia con i suoi tanti dolori, chiude in 35:00. Giuseppe Lacarbonara (Atletica Talsano), sempre competitivo, è settimo in 35:15; 6 secondi in più per il continuo Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), ottavo, a precedere il “sempreverde” Nicola Muciaccia (Assi Trani), nono in 35:25, e il reattivo Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), che raggiunge finalmente la top ten, in 35:42.

Al femminile, splendida prova per Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), l’antidiva per eccellenza: “corsa, simpatia, impegno e semplicità”, questo potrebbe essere lo slogan della bravissima atleta monopolitana. 39:49 il crono della vincitrice, mentre la sempre determinata, nonostante qualche problema fisico, Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo), chiude in seconda posizione in 41:56. La star di casa, Marisa Russo (Marathon Massafra) chiude il podio in 42:27; la “nuova” Marisa è comunque sorridente e soddisfatta, un piacere vederla tranquilla. Molta brava, Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) è quarta in 42:36, andando a superare l’altrettanto capace Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), che conclude quinta in 42:51. Applausi sinceri per Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), che - in costante miglioramento – si classifica sesta in 43:21, davanti all’energica Emoke Csilla Pummer (Free Runners Molfetta), settima in 43:40. Non poteva mancare ed eccola Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci), ottava in 43:49, davanti alla compagna di team, la vitalissima Francesca Riti, nona in 44:06, e alla indomabile Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), decima in 44:18.

1027 gli arrivati: chiudono, tra le donne, Maria Raffaella Marchianò (Correre è salute Mottola) in 1:23:14, e nonno Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), che taglia il traguardo in 1:25:51, accompagnato da uno stuolo di ragazzini locali festanti, ricevendo il bacio della signora consorte non appena fermatosi.

Un sacchetto contenente un gustoso e profumato panino con mortadella, uno yogurt e una bottiglietta d’acqua ristorano gli affaticati atleti; l’organizzazione, portata a termine la distribuzione ufficiale, consegna liberamente i restanti sacchetti a chi… ha fame.

Già affisse le classifiche, alla presenza del presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, e del locale assessore allo sport, Michele Bommino, inizia la cerimonia di premiazione.

Si comincia, com’è naturale, dai vincitori Minerva e Tropiano, che ritirano il trofeo Tebaide d’Italia, un ricco cesto di prodotti alimentari, un prodotto tecnico, un prosciutto e una confezione di lattine di birra: per loro due ulteriore allenamento, un potenziamento per gli arti superiori nel portar via tutta questa roba.

Si prosegue con i migliori della varie categorie (i primi cinque fino alla 60 maschile e alla 50 femminile, poi i primi tre delle restanti), tuti premiati con ricchi cesti o confezioni di lattine di birra. Una targa e una simpatica borsa premia i primi tre donatori Avis (Muciaccia, Tota, Evangelista).

Ultimo atto la premiazione dei primi 5 sodalizi per numero complessivo di arrivati: vince la Montedoro Noci su, nell’ordine, Nadir on the road Putignano, Amatori Putignano, Gioia Running e Taranto Sportiva.

A questo punto la manifestazione è davvero conclusa, ora comincia il momento peggiore, il dover smontare, pulire, ripristinare…

Nello stesso tempo è momento di bilanci: anche la 9^ edizione della Stracittadina Massafrese si conferma di alto livello, Enzo Romano ha dato un otto all’organizzazione, io aggiungo che è un otto da scuole superiori, quindi più alto… Lavora bene questo gruppo, è sensibile e attento alle critiche, per poi migliorare. E, considerando che la prossima sarà la decima edizione, mi aspetto una gran bella manifestazione.

Intanto il Corripuglia si sposta domenica prossima a Ostuni, per la tappa brindisina, in occasione dell’undicesima edizione della Maratonina degli Ulivi Secolari, che quest’anno torna a Villanova, sul mare, con meno salite e meno asperità. Ci vediamo là! 

La 122^ edizione della Boston Marathon, corsa oggi (nel pomeriggio italiano) in condizioni meteorologiche proibitive (sotto una violentissima pioggia, vento forte contrario e temperatura iniziale di 0 gradi poi saliti a 5 all’arrivo), registra a sorpresa la vittoria del giapponese Yuki Kawauchi tra gli uomini, e della statunitense Desiree Linden tra le donne.

Il giapponese chiude in 2:15:58 andando a riprendere negli ultimi chilometri il campione del mondo, il keniano Geoffrey Kirui, campione uscente, letteralmente crollato, che conclude in seconda posizione in 2:18:23. Terzo posto per Shadrack Biwott in 2:18:35. Ritirato Galen Rupp.

Kawauchi, 31enne di Tokyo, atleta non professionista e impiegato statale nella vita di tutti i giorni, che ogni anno corre almeno dieci maratone,  per averne corse più di tutti sotto le 2 ore e 20 minuti è entrato nel Guinness World Record: oggi è stato protagonista di una grande impresa mostrandosi pronto – dopo l’allungo al 30° km di Kirui - a raggiungere l’avversario e lasciarlo alle spalle. Kamauchi diventa così il secondo giapponese della storia – dopo il successo di Toshihiko Seko nel 1987 – a vincere a Boston.

Al femminile, dopo 33 anni torna a vincere un’atleta di casa: Linden domina la gara e chiude in 2:39:54. La statunitense passata in testa alla mezza in 1:19:41, in compagnia della keniana Rebercca Chesire, al 30° cambia passo e va via solitaria; seconda è la connazionale Sarah Sellers in 2:44:04, terza la canadese Krista Duchene in 2:44:20. Tutte statunitensi le prime dieci, con Shalane Flanagan – all’ultima maratona della carriera - settima in 2:46:31 e Edna Kiplagat, campionessa mondiale, solo decima.

Boston Marathon 2018


29.978 i partecipanti all’evento. 

gli italiani al traguardo sono stati 226, il primo uomo è stato Marco Pallini in 2h51'41" mentre la prima donna è stata Carlotta Federica Montanera in 3h20'12".
Per i risultati di tutti gli italiani vedere pezzo apposito.

Ordine d'arrivo maschile:

  • 1 Kawauchi, Yuki (JPN) Time 02:15:58
  • 2 Kirui, Geoffrey (KEN)  Time 02:18:23
  • 3 Biwott, Shadrack (USA) Time 02:18:35
  • 4 Pennel, Tyler (USA) Time 02:18:57
  • 5 Bumbalough, Andrew (USA) Time 02:19:52
  • 6 Smith, Scott (USA) Time 02:21:47
  • 7 Nageeye, Abdi (NED) Time 02:23:16
  • 8 Kibet, Elkanah (USA) Time 02:23:37
  • 9 Coolsaet, Reid (CAN) Time 02:25:02
  • 10 Vassallo, Daniel (USA) Time 02:27:50

Ordine d'arrivo femmniile:

  • 1 Linden, Desiree (USA) Time 02:39:54
  • 2 Sellers, Sarah (USA) Time 02:44:04 
  • 3 Duchene, Krista (CAN) Time 02:44:20 
  • 4 Hyland, Rachel (USA) time 02:44:29
  • 5 Chichester, Jessica (USA) time 02:45:23
  • 6 Dimercurio, Nicole (USA) time 02:45:52 
  • 7 Flanagan, Shalane (USA) time 02:46:31
  • 8 Reed, Kimi (USA) time 02:46:47
  • 9 Kiplagat, Edna (KEN) time 02:47:14
  • 10 Yoshitomi, Hiroko (JPN) time 02:48:29

 

La 20^ edizione della Sportisimo Prague Half Marathon (IAAF Gold Label, svoltasi lo scorso sabato 7 aprile, registra il dominio degli atleti keniani che conquistano l’intero podio maschile, tutti sotto l’ora: vince Benard Kimeli in 59:47 che precede Geoffrey Yegon, secondo in 59:56, e Peter Kwemoi, terzo in 59:58.

La gara è stata sin dall’inizio dominata dagli atleti africani con il gruppo di testa composto da 11 atleti che è passato al 5° km in 14:07; gruppo ridotto a 9 unità al passaggio al 10° km in 28:11 e poi a 8 al passaggio al 15° km in 42:33. Poco prima del 20° km (passaggio in 56:46) la svolta della gara: Kimeli, Kwemoi e Yegon si staccano, Kimeli allunga definitivamente e va a vincere.

Per dirla tutta, i keniani conquistano anche le successive sei posizioni (Abel Kipchumba 4° in 1:00:05, Shadrack Kiplagat 5° in 1:00:06, Abraham Kapsis Kipyatich 6° in 1:00:08, Justus Kipkogei Kangogo 7° in 1:00:24, Josphat Kimutai Tanui 8° in 1:01:14, Edmond Kipngetich 9° in 1:01:19) con il nostro Eyob Faniel che va a classificarsi decimo in 1:02:27, il suo nuovo personal best.

Il 25enne vicentino del Venicemarathon Club, allenato da Ruggiero Pertile, primo nell’ultima Venicemarathon in 2:12:16, migliora il suo precedente limite stabilito 15 giorni prima ai Mondiali di Valencia (1:02:37). Da considerare che Eyob è al terzo miglioramento in 34 giorni: il 4 marzo, infatti, a Parigi, aveva chiuso in 1:02:49.

Dodicesimo l’altro azzurro, il carabiniere 32enne Stefano La Rosa, in 1:02:57, secondo miglior tempo della carriera.

Grande gara in campo femminile con il successo della 27enne keniana Joan Chelimo Melly in 1:05:04, a soli tredici secondo dal record mondiale, miglior quinto tempo della storia sulla distanza. Seconda l’altra keniana Caroline Chepkoech Kipkirui in 1:06:09, terza l’etiope Worknesh Degefa in 1:08:10.

Seguono altre quattro keniane: 4^ Risper Chebet in 1:09:25, 5^ Antonina Kwambai in 1:09:48, 6^ Flomena Chepchirchir in 1:09:52, 7^ Gladys Kimaina in 1:10:40; ottava la ceka Eva Vrabcova-Nyvltova in 1:11;01, nona la bielorussa Sviatlana Kudzelich in 1:11:45, decima la nostra 46enne Catherine Bertone in 1:13:51, che manca il pb per soli 15 secondi, sfiorando l’ennesima impresa.

La gara femminile si sviluppa sin dall’inizio sull’azione incredibile di Melly e Chepkoech Kipkirui: passano insieme al 5° km in 14:51, poi Melly comincia ad allungare e passa al 10° in 30:14, al 15° in 45:54 e al 20° in 1:01:44, concludendo solitaria e vittoriosa.

10197 i finisher, di cui 3335 donne.

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