Alla Los Angeles Marathon puoi tagliare, non ti squalificano, ma anzi ti premiano!
Era inevitabile che tutto ciò accadesse, perché in fondo le grandi maratone sono un business e per incrementarlo si fa di tutto. A partire dai tempi limite. Un tempo dopo tre ore o poco più, smontavano il gonfiabile del traguardo. Portando il limite a 7 ore, arriva in fondo anche chi cammina. Per passare ora anche al chilometraggio. Ma in fondo, chi l’ha detto che per essere un maratoneta, uno debba coprire 42 chilometri e 195 metri? Quindi ieri, 8 marzo a Los Angeles, classico luogo dove sembra che l’apparire sia quasi comparabile all’essere, si sono inventati questa geniale novità. Sia ben chiaro, originale e brillante da un punto di vista commerciale, non certo per noi puristi, peraltro destinati a diventare nel tempo una ottusa minoranza. Anche se credo che a Boston, per restare ad un paragone podistico, ma perché no, anche cestistico, non credo siano disponibili a certe cose.
In sostanza, con l’alibi delle temperature “elevate”, ovvero attorno ai 25 C°, una volta arrivati all’altezza del diciottesimo miglio (circa 29 chilometri), invece di proseguire per un faticoso e anche senza senso aggiungiamo noi, avanti/indietro fino a Brentwood per completare la canonica distanza, l’organizzazione della Los Angeles Marathon consentiva di planare direttamente sul traguardo del Santa Monica Boulevard (vedi mappa del percorso). Dove si veniva regolarmente premiati e festeggiati. Tutto alla luce del sole, del caldo sole, almeno 25 gradi. Non come quei miserabili che tutti gli anni alla NY Marathon, come dei ladri scappano dal percorso al chilometro 26 e di nascosto si fiondano all’arrivo di Central Park…
In ogni caso se la cosa si estende alle ultramaratone, magari provo anch’io una 24 ore. Ovviamente con un forte sconto, ma quando partirà la cosa, sarà una gara al ribasso 😉