Portiamo le gare fuori dalle città, la proposta (shock) di un ministro
8 luglio 2026. Si può liquidare il tutto con una battuta … sarà il caldo di questi giorni, ma è difficile pensare che il ministro Mazzi, a differenza della gente comune, passi molto tempo ai 35-40 gradi di questo giorni.
Invece è proprio così: nel corso di un incontro dal titolo “turismo e territorio” ha proposto di portare le gare, in particolare i grandi eventi, fuori dai centri cittadini.
E’ certamente “curioso” notare che il suo ministero sia proprio quello del turismo, dovrebbe quindi porre molta attenzione al fatto che le grandi maratone, ad esempio quella di Roma, attirano migliaia di turisti stranieri, che ormai pesano per il 70/80%.
Difficile pensare che arriverebbero comunque se dovessero correre a Tivoli, Frascati o Monterotondo, che sono bellissime cittadine, magari da visitare prima o dopo la gara, ma in ogni caso meno appetibili di una corsa a Roma.
Le reazioni non sono mancate, a cominciare proprio dall’assessore al turismo di Roma; “La maratona aveva ottomila iscritti – ha detto l’assessore -. In quattro anni, dopo che abbiamo fatto un gemellaggio con la Maratona di New York, siamo arrivati a un tetto di 35 mila iscritti che l’anno prossimo vorremmo portare a 45 mila”
Insomma, sembra un paradosso: mentre altre grandi maratone europee pensano “in grande”, vedi Londra, che l’anno prossimo per …farci stare dentro tutti, farà correre due maratone, il 24 e 25 aprile, c’è chi pensa al contrario.
In realtà sono davvero tante le grandi città internazionali che fanno di tutto, investendo ingenti risorse, per attirare podisti da tutto il mondo. Un settore, quello del turismo sportivo che ormai vale miliardi.
Giammarco Mazzi è diventato recentemente, dal mese di aprile, ministro del turismo, subentrando indirettamente a Daniela Santanchè, dopo il periodo interinale durante il quale la carica era ricoperta dal presidente Giorgia Meloni.
Come prima uscita ufficiale (non me ne risultano altre non è male), una boutade che speriamo davvero sia solo una bolla di sapone.
Certo viene in mente una celebre frase di Checco Zalone “ma … questo è del mestiere?”