Caso Zilio-Zordan: falsi i certificati di Anna, s’indaga per omicidio colposo – OK quelli di Alberto, altre analisi in corso
Non arrivano buone notizie dalle indagini relative ad Anna Zilio (39 anni) e Alberto Zordan (48). Nel giro di un paio di settimane sono entrambi morti nel sonno per cause apparentemente naturali. I due avevano in comune la passione per la corsa e la stessa società di appartenenza, l’ ASD Team KM Sport di Verona. Qui trovate i nostri precedenti articoli sull’argomento: 1 2 3.
Le ultime novità riguardano Anna Zilio. La Procura di Verona ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo che si aggiunge a quello già aperto, sempre contro ignoti, per falso nei certificati medici emessi dopo il 2021. Dalle indagini è risultato che dei certificati medici della Zilio, trovati nel PC della società che ricordiamo per legge li deve conservare per 5 anni, lo studio medico di San Martino Buon Albergo (VR) che dalle carte risultava averli emessi:
- ha riconosciuto come suo quello del 2021
- non ha emesso quelli del 2022, 2023 e 2024 e in quel periodo non ha mai visitato l’atleta
Di quello del 2025 invece non c’è traccia nemmeno nel PC della Team KM Sport di Verona. Ricordiamo che come ammesso anche da Marco Pezzotti, l’avvocato della famiglia Zilio l’attività di caricamento dei documenti sanitari, era svolta proprio da Anna.
Come riportato dal Corriere del Veneto e dall’Arena, verrà disposto un esame tossicologico sui campioni di sangue prelevato dal corpo della donna durante l’autopsia. Lunedì il Pubblico Ministero Silvia Facciotti conferirà l’incarico alla dottoressa Donata Favretto, professoressa associata in tossicologia forense dell’Università di Padova, per accertamenti tecnici irripetibili medico tossicologici. Per verificare se l’atleta avesse o meno assunto alcuni farmaci prima del decesso. In casa della Zilio sono stati rinvenuti solo normali integratori a base di magnesio e potassio. Come già scritto negli altri articoli sull’argomento, noi ci fermiamo qui, ai fatti e lasciamo ad altri entrare nel campo delle supposizioni.
Per Zordan, tutti i certificati, emessi da uno studio diverso da quello della Zilio, sono in regola. Qui ad indagare è una seconda Procura. E per il momento, almeno ufficialmente i due casi non risultano collegati tra loro. Anche sul suo corpo è stato eseguito un esame diagnostico con prelievo di tessuti che dovranno ora essere analizzati. I magistrati hanno inoltre richiesto approfondimenti sui liquidi biologici, per chiarire nel dettaglio le cause della sua morte.