Chiacchierate col Fisioterapista: 13 – L’importanza dell’utilizzo attivo delle braccia nei runner
Il running è uno sport che coinvolge principalmente le gambe, ma la postura, l’equilibrio e l’efficienza locomotoria dipendono anche dall’intero sistema corporeo, inclusi gli arti superiori.
Gli esseri umani muovono naturalmente le braccia durante i movimenti bipedi, come camminare e correre.
Le braccia svolgono un ruolo fondamentale nel migliorare la stabilità, l’efficienza del movimento e la resistenza durante la corsa.
Per poter sottolineare questo meccanismo dobbiamo fare riferimento alla letteratura scientifica, e in particolare a uno studio recente (1) dove si è andati ad analizzare, con più di 150 marker sui principali muscoli del corpo, una corsa di 20 secondi con tre diverse variabili: una fase attiva di swing delle braccia, una fase passiva di swing delle braccia e una fase con le braccia piegate al petto.
I risultati supportano l’ipotesi che il movimento attivo delle braccia durante la corsa riduce sia il movimento angolare del busto intorno all’asse longitudinale sia il consumo di energia metabolica da parte dei muscoli scheletrici. Inoltre questi risultati dimostrano che il movimento attivo delle braccia contribuisce a migliorare l’efficienza energetica metabolica durante la corsa, in accordo con precedenti studi (2).
Mentre il consumo di energia metabolica nei muscoli della parte superiore degli arti era più elevato durante il movimento attivo delle braccia, il consumo totale di energia risultava inferiore rispetto ad altre condizioni. Questo risultato suggerisce che il movimento delle braccia durante la corsa viene eseguito attivamente come un meccanismo di risparmio energetico.
I risultati cinematici nel piano trasversale confermano i precedenti risultati secondo cui il movimento attivo del braccio contribuisce a migliorare la stabilità rotazionale del tronco (3).
Inoltre, il movimento delle braccia durante la corsa può servire a controbilanciare il momento angolare generato dalla forza frenante del piede, riducendo così lo sforzo muscolare necessario per mantenere la stabilità del corpo.
Un’osservazione chiave è l’assenza di una grande flessione del gomito nel modello di swing passivo
delle braccia, che rappresenta una caratteristica distintiva della corsa rispetto alla camminata. Nel modello passivo risulta assente e questo rafforza ulteriormente l’idea che il movimento delle braccia durante la corsa sia principalmente guidato dal controllo attivo piuttosto che essere un fenomeno passivo.
I risultati di questo studio hanno implicazioni pratiche in diversi ambiti. Il modello può aiutare gli allenatori a progettare programmi di allenamento per migliorare l’efficienza nella corsa attraverso l’oscillazione attiva delle braccia, che stabilizza la rotazione della parte superiore del corpo.
Nell’ambito della riabilitazione, fornisce spunti per sviluppare esercizi di rieducazione degli arti superiori che migliorino la stabilità e la forza delle braccia nei runner in fase di recupero.
L’allenamento delle braccia rappresenta quindi un elemento importante per i runner che desiderano migliorare la propria efficienza, prevenire infortuni e ottimizzare le prestazioni. Integrare esercizi specifici di potenziamento e coordinazione delle braccia può portare benefici significativi, come dimostrato dalla letteratura scientifica.
(1): Active Arm Swing During Running Improves Rotational Stability of the Upper Body and Metabolic Energy Efficiency (Young‐Jun Koo, Naomichi Ogihara, Seungbum Koo)
(2): The metabolic cost of human run- ning: is swinging the arms worth it? (Arellano, C. J., and R. Kram)
(3): Ground Reaction Forces and Lower Extremity Kinematics When Running With Suppressed Arm Swing. (Miller, R. H., G. E. Caldwell, R. E. A. Van Emmerik, B. R. Umberger, and J. Hamill)