Chiacchierate con il Fisioterapista: 7 – Quando la corsa incontra la tecnologia
Oggi parliamo di una novità che sta rivoluzionando il mondo della corsa. Nel running, avere un’analisi accurata di come si muove il corpo durante il movimento può fare la differenza nel comprendere al meglio il gesto atletico e intercettare problematiche di movimento prima che diventino infortuni.
Il macchinario in questione si chiama WalkerViewTM ed è prodotto da Tecnobody, un’azienda italiana che si è guadagnata una posizione di rilievo nel campo della riabilitazione e della valutazione posturale e sportiva. In poche parole, è un modo per osservare la corsa in modo completo e scientifico (1), non solo sentendola ma misurandola.
Come si svolge il test? Si parte con una fase di riscaldamento sul tappeto. Non è una corsetta random: l’intensità sale gradualmente, guidata dall’atleta e dal sensore di controllo, finché non si arriva a una velocità che si percepisce come medio-alta. A quel punto, entra in gioco la parte cruciale: un minuto di test vero e proprio. Durante quel minuto, il macchinario WalkerViewTM rileva e mette a fuoco un insieme di dati utili per una valutazione accurata dei meccanismi della dinamica della corsa e delle potenzialità del gesto motorio.
Si tratta di un sistema integrato che fornisce dati che possono davvero guidare interventi concreti e per questo già utilizzato in alcuni studi scientifici per ottenere indicazioni importanti e validate per il mondo del running (2). Al termine del test, si aprono schermi di dati numerici che ci raccontano come si muove il nostro corpo quando corriamo ad alta velocità.
Partiamo dai dati visibili: le telecamere. WalkerViewTM è in grado di rilevare e calcolare il range di movimento di tronco, spalle, ginocchia e caviglie. È un po’ come avere un occhio di falco che osserva i movimenti del corpo dall’esterno, in tempo reale e con la massima precisione. Il risultato? Uno scenario di come lavora il corpo durante la corsa: quanto si inclina il tronco, come si muovono le spalle per mantenere l’equilibrio, se le ginocchia si flettono in modo armonico o se c’è un arto più corto che può, nel lungo periodo, mettere a rischio una muscolatura già provata.
Ma non è finita qui. Sotto il tappeto, la tecnologia è ancor più concreta: celle di carico integrate forniscono dati numerici relativi a parametri molto utili sul piano dell’esecuzione tecnica e della gestione del carico. Tra questi parametri ci sono la lunghezza della falcata, il tempo di contatto al suolo, l’oscillazione verticale (cioè quanto “salto” c’è durante ogni passo) e, certamente, il peso
imprimibile al terreno. Tutti valori che, messi insieme, disegnano una storia coerente della corsa di quel singolo atleta. Pensate a quanto sarebbe utile conoscere non solo quanto corri, ma come effettui ogni passo: se la falcata è lunghissima ma poco efficiente, se resti troppo a lungo a contatto con il terreno perché il piede non rimbalza, o se la tua spinta arriva in modo non ottimale.
E perché tutto questo è utile? Per due grandi logiche: prevenzione degli infortuni e miglioramento delle prestazioni. Da una parte, osservando i parametri di range di movimento e di carico, è possibile individuare schemi di movimenti potenzialmente disfunzionali che, nel tempo, possono tradursi in dolori e lesioni da sovraccarico o da microtrauma. Se, per esempio, si nota
un’eccessiva oscillazione verticale o una gestione del peso al terreno che non è efficiente, si può intervenire con specifici esercizi di rafforzamento, mobilità o rieducazione neuromuscolare. Dall’altra parte, l’analisi frame by frame della dinamica di corsa offre una lente di ingrandimento preziosa: se esiste una variazione di tecnica che potrebbe migliorare la velocità o la resistenza, è
possibile intervenire con modifiche mirate della postura, della spinta e del gesto tecnico; una vera e propria ottimizzazione della biomeccanica.
La visione frame by frame è una rivoluzione nel contesto dell’allenamento, soprattutto quando si hanno dolori ricorrenti. Se un distretto lavora in modo disfunzionale durante gli allenamenti o le gare, è molto più probabile che emergano sintomi dolorosi o alterazioni strutturali. Grazie a questa capacità di osservazione, diventa possibile tracciare la catena causale: dove iniziano i
compensi, quali muscoli sono affaticati, e come si propagano questi compensi nel resto del corpo.
Chi potrebbe trarre beneficio da questo tipo di valutazione? Atleti di endurance, podisti agonisti e amatoriali o chiunque stia pensando di migliorare la propria efficienza di corsa. Anche chi sta vivendo dolori ricorrenti potrebbe trovare in WalkerViewTM un alleato utile per comprendere quali distretti lavorano in modo scorretto e, di conseguenza, quali interventi mirati – compresi lavori di potenziamento, mobilità e correzione tecnica – potrebbero liberare la corsa dalle tensioni indesiderate.
Infine, va detto che strumenti come WalkerViewTM non sostituiscono la competenza di un fisioterapista, di un preparatore atletico o di un medico dello sport, ma ne ampliano notevolmente la possibilità di intervento mirato. Se integrati in un percorso di monitoraggio e allenamento, i dati raccolti diventano una mappa affidabile per guidare scelte di allenamento, programma di
prevenzione infortuni e strategie di gestione del dolore. In breve: una finestra preziosa su come correre meglio, in modo più sicuro e con un occhio al benessere a lungo termine. Se avete la possibilità di provarlo, vi troverete di fronte a una nuova lettura del gesto che ci accompagna ogni giorno: una corsa non solo più consapevole, ma anche più efficiente.
(1): Validity Analysis of WalkerViewTM Instrumented Treadmill for Measuring Spatiotemporal and Kinematic Gait Parameters.
Marco Bravi, Carlo Massaroni, Fabio Santacaterina , Joshua Di Tocco , Emiliano Schena , Silvia Sterzi, Federica Bressi and Sandra Miccinilli
(2): Running Footwear and Impact Peak Differences in Recreational Runners.
Federico Roggio , Bruno Trovato, Marta Zanghì, Luca Petrigna, Gianluca Testa, Vito Pavone and Giuseppe Musumeci