Danilo Goffi: Thirty Training si, Track&Friends no
Oggi siamo in compagnia di Danilo Goffi, olimpionico azzurro che vanta nel suo palmares anche una medaglia di bronzo in maratona ai campionati europei, oltre a tanti altri successi individuali e di squadra.
Ciao Danilo, parlaci delle iniziative della Tua nuova società, la ASD Almostthere
La prima era “Track&Friends”, una riunione di atletica, domani al Campo sportivo milanese “XXV Aprile”, ma abbiamo deciso di sospenderla. Tuttavia non è una rinuncia. Anzi. È un rilancio. Ci si rivede ad Aprile 2019 nell’ambito della seconda edizione di “una settimana di corsa”, che si arricchirà di numerosi appuntamenti in più in agenda, tra cui spicca e brilla, la Milano Marathon, che va di fatto a inserirsi con le due gare, individuale e staffetta, come degna chiusura di quella che di fatto diventerà la settimana più importante, coinvolgente e intensa mai vista nella corsa a Milano e probabilmente in Italia.
Qual è la caratteristica peculiare di “Track&Friends”?
La sfida di Track&Friends è di portare in pista gli amatori, i runner più o meno occasionali. La corsa deve ritrovare nella pista la sua cornice più aspirazionale e “ispirazionale”. In pista non vogliamo vedere solo pro ed elite, ma anche chi non si è mai messo ai blocchi di partenza di un mille o in tremila. Non è facile, e c’è bisogno della volontà di tutti: Federazione, associazioni, allenatori. Noi di Almostthere ci mettiamo volentieri a disposizione per fare sistema. Appuntamento quindi ad Aprile 2019.
“ThirtyTraining” invece è confermata?
Confermatissima. ThirtyTraining, longrun di 33km, è un autentico caso studio. Quando tre eversivi del running 2.0 come me, Michele Ronzulli ed Ippolito Alfieri ci siamo riuniti, sognavano in grande ma non potevano immaginare che intorno a questa gara-allenamento si potesse accendere un tale entusiasmo.
Terza edizione, 6 ottobre, sempre da Pavia a Milano, partendo in treno da Milano, e tornando di corsa. Sei ristori, servizio scopa, servizio borse, ristoro finale. Ed ovviamente pacer, per sei diverse andature, coordinati dal sottoscritto.
Di “olimpionici” della maratona ricordo solo Bordin e Baldini (e magari, sì e no, Dorando Pietri); gli altri come Goffi hanno partecipato alle Olimpiadi, ma non le hanno vinte (nike, nikào in greco).
Quelli della Treccani invece la pensano come me (vedi http://www.treccani.it/vocabolario/olimpionico/)
olimpiònico agg. e s. m. (f. -a) [dal gr. ᾿Ολυμπιόνικος agg., ᾿Ολυμπιονίκης s. m. (lat. Olympionīces), comp. di ᾿Ολύμπια «gare di Olimpia, giochi olimpici» e tema di νικάω «vincere»] (pl. m. -ci). – Nell’antica Grecia, vincitore nei giochi olimpici (in questo senso anche, secondo l’accento latino, olimpionìco). Nell’uso moderno, vincitore (e, al femm., vincitrice) in una o più gare alle olimpiadi: i campioni o.; un o. di scherma, di pugilato; una o. di salto in alto; anche, per estens., che o chi partecipa ufficialmente a una olimpiade: la squadra o.; la selezione degli o. italiani….
“Che si poteva mai rispondere a ragionamenti dedotti da una sapienza così antica, e sempre nuova? Niente: e così fece il nostro frate” (Manzoni, Promessi sposi, cap. 5).
Chiederemo a Malagò di ribattezzare il CONI in “Comitato Olimpionico”: almeno sulla carta, sarà una vittoria.
Ah, dimenticavo: fermo restando il chiaro ed indiscutibile significato etimologico, oltre alla Treccani, anche l’Accademia della Crusca accetta questo genere d’uso per l’aggettivo olimpionico (vedi :
http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/olimpico-olimpionico-qual-differenza )
… Nell’uso però ha esteso la sua sfera semantica, assumendo anche uno dei valori di olimpico (derivato di Olimpia) e arrivando ad indicare quindi tutto ciò che riguarda le olimpiadi… Raffaella Setti 20 aprile 2012