DoloMyths Run Trail: tre record illuminano la giornata, Prandi e Desco firmano la 42 km
A Canazei Andrea Prandi ed Elisa Desco dominano la prova regina con nuovi primati. Record anche nella 12 km grazie a Massimiliano Berti. Domenica 12 luglio riflettori puntati sulla leggendaria Skyrace.
11 luglio Canazei (TN) – È iniziata nel segno dei record l’edizione 2026 della DoloMyths Run Trail. La giornata inaugurale, dedicata alle prove sulle lunghe distanze, ha regalato spettacolo e prestazioni di altissimo livello, con tre nuovi primati cronometrici sulle quattro gare disputate. Le condizioni meteo ideali hanno certamente favorito i circa 280 concorrenti al via, ma il merito è soprattutto degli atleti che hanno interpretato le gare con ritmi elevatissimi.
I protagonisti assoluti della prova regina, la 42 km con 2.213 metri di dislivello, sono stati i bormini Andrea Prandi ed Elisa Desco, entrambi capaci di riscrivere il record della competizione. Il terzo primato di giornata è arrivato nella 12 km, dove il trentino Massimiliano Berti ha migliorato il limite della gara. L’unica vincitrice a non aggiornare il record è stata la trentina Luna Giovanetti, comunque autrice di una prova autorevole.
Prandi domina la 42 km e abbatte il record Il ventottenne Andrea Prandi ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime rampe verso Penia, prendendo immediatamente il comando della corsa e non lasciandolo più fino al traguardo di piazza Marconi. Al Passo Fedaia il vantaggio sul gardenese Alex Oberbacher era già di 1’06”, con il bresciano Diego Angella a 2’02”. Più attardati l’argentino Sergio Gustavo Pereyra, il vincitore uscente Giacomo Forconi e il fassano Marco Zanoner. Lungo il tecnico percorso del Padon e del Viel del Pan il vantaggio di Prandi è aumentato ulteriormente, mentre solo nella successiva salita verso Passo Sella Oberbacher è riuscito a ridurre parzialmente il distacco. Nel finale, nonostante il recupero del rivale lungo la celebre discesa del single track “Tutti Frutti”, Prandi ha mantenuto il controllo della situazione, tagliando il traguardo in 3h50’55”, tempo che migliora di 6 minuti e 11 secondi il precedente record stabilito nel 2025. Alle sue spalle anche Oberbacher, secondo a 1’24”, e l’argentino Pereyra, terzo a 6’20”, sono scesi sotto il vecchio primato della gara. Completano la top six Diego Angella, Giacomo Forconi e Marco Zanoner.
Elisa Desco cambia distanza e lascia ancora il segno Dopo il successo nella Skyrace dello scorso anno, Elisa Desco ha scelto di misurarsi sulla distanza più lunga e la decisione si è rivelata vincente. Nella prima parte della gara era stata l’ucraina Sofiia Porokhnavets a transitare al comando al Passo Fedaia con 27 secondi di vantaggio sulla valtellinese. La svolta è arrivata sulla salita verso il rifugio Padon, dove Desco ha raggiunto e superato la leader, involandosi in solitaria. L’atleta bormina ha concluso la propria prova in 4h37’13”, migliorando di 2 minuti e 15 secondi il precedente record della manifestazione. Alle sue spalle si è classificata Alice Testini del Team Salomon, capace di superare nel finale la Porokhnavets, terza dopo aver perso terreno nella discesa conclusiva. Più indietro Ilaria Zeni, Chiara Berera ed Ester Slechtova.
Berti da record nella 12 km, Giovanetti regina al femminile Anche la prova short di 12 km ha regalato ritmi elevatissimi. Tra gli uomini il trentino di Storo Massimiliano Berti ha preso subito il comando, imponendosi in 56’25”, nuovo record della gara con un miglioramento di 40 secondi rispetto al precedente limite. Alle sue spalle hanno chiuso il gardenese Samuel Demetz, sempre presente sul podio nelle tre edizioni della gara, e Luca Cagnati. Nella competizione femminile è invece arrivata la vittoria della trentina Luna Giovanetti, atleta di Fornace, che ha completato il percorso in 1h11’04”, precedendo Sofia Demetz e Sarah Zerbini.
Domenica, 12 luglio, spazio alla leggendaria Skyrace L’attenzione si sposta ora sulla gara simbolo della manifestazione. Domenica mattina, con partenza alle 8.15, andrà infatti in scena la 28ª DoloMyths Skyrace, che vedrà al via circa 700 concorrenti. Tra gli uomini i principali candidati al successo sono Lorenzo Cagnati, Tiziano Moia, Fiorillo Camesi, Michael Galassi, Marcello Ugazio, Stefano Gardener, Andrea Rota e Mattia Tanara. Nella prova femminile riflettori puntati su Beatrice Bianchi, Francesca Rusconi, Elisa Presa, Arianna Del Pino, Maria Sole Oberti e Maria Dimitra Theocharis, pronte a contendersi una delle gare più iconiche del panorama internazionale dello skyrunning.
Le interviste ai protagonisti delle gare trail 42K e short 12K
Andrea Prandi (1° classificato 42 km) – «Meglio di così non poteva andare. Sono felice soprattutto perché due settimane fa alla Mont Blanc Marathon avevo dovuto fermarmi per problemi intestinali, mentre oggi sono stato bene, eccetto un po’ di dolori ai piedi con i quali ho convissuto. Con Alex e Diego ci siamo staccati già sulla prima salita, poi io ho progressivamente allungato e tenuto botta fino alla fine. C’è soddisfazione per il record, ma proverò a batterlo il prossimo anno».
Alex Oberbacher (2° classificato 42 km) – «La gara è stata condizionata dal ritmo elevato che ha imposto Andrea fin dalla partenza. Non l’ho voluto tenere perché temevo di scoppiare ed anche perché è mi saltato un rifornimento a causa del fatto che mia mamma è rimasta bloccata nel traffico, quindi quando sono arrivato all’ultima discesa ogni tentativo di rimonta si è rivelato vano, così non ho rischiato più di tanto. Un percorso bellissimo, il passaggio lungo Viel del Pan è qualcosa di unico al mondo».
Sergio Gustavo Pereyra (3° classificato 42 km) – «Sono contento di aver preso parte a questa gara spettacolare e anche di tornare a casa con un terzo posto dietro a ottimi corridori come Andrea e Alex. Ero già venuto qui a correre nel 2023 e ricordavo questi panorami spettacolari, peccato che quando si corre non si possano osservare come meriterebbero».
Elisa Desco (1ª classificata 42 km) – «Diciamo subito che avrei voluto partecipare anche quest’anno alla skyrace di domani, ma di recente mi sono rotta il legamento di una caviglia e quindi non sono in grado affrontare le discese molto tecniche che la contraddistinguono. Non speravo di poter vincere questa gara, perché vi erano avversarie più esperte di me su queste distanze al via, ma conoscevo il tracciato che avevo già affrontato quando veniva organizzata la gara sui 60 km e ho dosato bene le forze. Dopo il secondo ristoro dovevo recuperare 30 secondi da Sofiia e ci sono riuscita sul traverso dell’ultima cresta, poi in discesa ho amministrato il vantaggio. Una gara che consiglio a tutti».
Alice Testini (2ª classificata 42 km) – «Elisa era imprendibile oggi, anche da infortunata ha un passo che io non riesco a tenere. Bene quindi questo secondo posto, anche perché fino a quando non ho superato Sofiia all’inizio dell’ultima discesa, non credevo di poterlo conquistare. In salita ho dovuto anche fronteggiare qualche problema di stomaco, ma la gara è bellissima e ci riproverò».
Sofiia Porokhnavets (3ª classificata 42 km) – «Il terzo posto mi soddisfa, perché con questo caldo ho fatto veramente fatica a correre, sono in Italia ormai da quattro anni, ma non mi sono ancora abituata a queste temperature estive. In quanto alla gara, in salita sono andata bene, in discesa molto meno, perché serve una tecnica che io ancora non ho, quelle più ripide devo imparare ad affrontarle».
Massimiliano Berti (1° classificato 12 km) – «Non essendo uno specialista della salita, sono partito forte sapendo che la prima parte era la meno dura, poi ho potuto amministrare il vantaggio nel tratto finale più duro. Mi sono iscritto per provare questo tipo di specialità ed anche come test in vista di una partecipazione futura alla skyrace».
Samuel Demetz (2° classificato 12 km) – «Questa è stata la mia terza volta in questa gara e devo dire che ogni anno mi sembra sempre più bella. Massimiliano ha preso subito un buon vantaggio e dietro siamo rimasti a lungo in tre ad inseguirlo, poi sull’ultima rampa sono riuscito a staccare gli altri due e a conquistare un bel secondo posto».
Luna Giovanetti (1ª classificata 12 km) – «Prima del via ero un po’ scettica, perché so che nelle gare di sola salita ho delle difficoltà, poi però ho visto che c’erano pezzi veloci e ho preso coraggio, l’ambiente spettacolare ha fatto il resto. Mi sono allenata molto nelle ascese per arrivare preparata e adesso mi sento più pronta per affrontare questo tipo di sfide, in particolare il prossimo anno mi piacerebbe prendere parte alla skyrace anche se so che la discesa è molto complicata. Non avendo contatti con le altre donne in gara, oggi ho fatto la corsa con alcuni concorrenti della sfida maschile, che utilizzavo come riferimenti soprattutto in salita. Ora mi dedicherò alla trasferta in Galles con la nazionale per la Snowdon Race».
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