Gare virtuali, ma spesso costi veri
Credo che ormai di gare virtuali…non se ne possa più. C’è stato un periodo in cui tutto sommato erano ben accolte, magari perché si confidava in soluzioni temporanee, sperando di riprendere quanto prima a correre sul serio, oppure perché erano semplici da buttare in piedi, con iscrizioni facilissime. Delle volte non era nemmeno richiesta la “certificazione” del tempo e del percorso fatto, talvolta addirittura bastava uno screen shot del GPS. Di norma si dava una finestra temporale entro cui correre, in corrispondenza della gara vera che era stata annullata. I costi erano bassi, spesso non costavano proprio nulla, oppure pochi euro con la promessa che venivano devoluti in beneficenza. Ovviamente nessun pacco gara, medaglia, iscrizioni solo online.
Ecco quindi che faceva notizia quando qualche organizzatore “alzava il tiro”, ovvero i costi non erano più tanto simbolici. Che io sappia la prima è stata la BAM, Brescia Art Marathon, in calendario nel mese di marzo, poi spostata a settembre ed infine annullata. Costi di iscrizione: 20 euro per la maratona e 16 per la mezza; due euro per iscritto erano donati attraverso il progetto “AiutiAMObrescia”, un’iniziativa a supporto degli Istituti Ospedalieri Bresciani. Veniva fornito il pacco gara già previsto, da inviarsi a domicilio; alla manifestazione (virtuale), secondo quanto pubblicato dagli organizzatori, hanno aderito 1380 persone.
Al tempo non erano ancora note le decisioni degli organizzatori delle maratone autunnali (tranne Parma, che aveva annullato a luglio), del resto c’era ancora la speranza di poter correre.
Se a qualcuno poteva sembrare cara quella iscrizione, sarebbe stato sorpreso da quanto fatto successivamente alla maratona di Venezia, in programma il 25 ottobre, annullata e sostituita da una “virtual” da corrersi dal 25 ottobre all’1 novembre. Costi: per la maratona di 40 euro, invece 30 euro per la 10 K (da aggiungere i consueti balzelli legati alla modalità di pagamento prescelta). Pacco gara inviato a domicilio, sostanzialmente si tratta della maglietta e della medaglia. Pettorale via e-mail.
Ognuno si farà la sua idea su questa iniziativa: vista da dentro, quindi dal punto di vista dell’organizzatore, pare un tentativo di recupero dei costi, oggettivamente ingenti, che deve sopportare. Vista da fuori…il costo può sembrare una follia.
Da “addetto ai lavori” vivo tutto l’anno in mezzo ai podisti, eppure tutto quanto sta accadendo confonde un po’ le idee; quanto può realmente interessare (ancora) una gara virtuale? Può essere una motivazione per correre comunque? Una medaglia ottenuta in questo modo ha lo stesso valore? Infine, sei disposto a spendere 40 euro (come nel caso di Venezia), oppure 30, per una 10 chilometri?
Forse qualcuno che si era già iscritto alla gara “normale” ha deciso di correre in questo modo, avendo già pagato (era prevista l’opzione “virtual”, oltre allo spostamento dell’iscrizione al 2021) e non avendo certezze per il 2021. Già, certezze: e chi ne ha?
Curioso di conoscere l’esito.