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Gen 10, 2022 312volte

La Corsa della Bora soffia ottimismo su tutti

La Corsa della Bora soffia ottimismo su tutti Roberto Mandelli

Trieste, 9 gennaio – Sette corse competitive, dall’estremo dei 169 km con oltre 7000 metri di dislivello (distanza ridotta intorno a 164 per la neve che ha costretto ad ‘abbassare’ il punto di partenza) fino alla mezza maratona (in realtà di 18,2 km), in coda alla quale si è corso sullo stesso tracciato anche in forma non agonistica.

Riassumo e integro quanto ricevuto dai comunicati ufficiali, che abbiamo pubblicato in due serie fin da sabato 8

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/8205-trieste-corsa-della-bora-terzo-trionfo-per-kienzl-nell-ipertrail.html

http://podisti.net/index.php/cronache/item/8212-trieste-s1urban-ecomarathon-s-impongono-milani-e-giudici.html

Sì è conclusa con successo la settima edizione della AICS Corsa della Bora, evento clou del trailrunning italiano organizzata da Asd SentieroUNO, che ha radunato atleti da tutto il mondo, dall’Ungheria alla Francia alla Germania fino alla Nuova Zelanda.

Otto le gare su diverse distanze e ancor più variegati scenari del Friuli Venezia Giulia e della vicina Slovenia: la competitiva principale, la 164 Km S1 Ipertrail, è partita (nella serata di venerdì 7) dalle cime del monte Canin lungo un percorso transfrontaliero a diverse altitudini, per terminare a Portopiccolo di Sistiana. Sul podio maschile, al primo posto si è classificato l’altoatesino Peter Kinzl (già vincitore delle due precedenti edizioni) col tempo di 26h 21’ e 36”, seguito da Marco Gubert (27:37:05) e da Martin Perrier (28:53:08). La vittoria femminile va a Laura Trentani (35:17:39), seguita dopo un serrato confronto dalla slovena Klara Bajec (35:46:39) e dalla francese Claire Cussonneau (37:32:42). Una gara impegnativa con tratti in notturna e in mezzo alla neve, segnata da un alto numero di abbandoni e molte sorprese: 30 sono gli arrivati (fino alle 47 ore dell’ultimo, venuto dalla Romania), altrettanti i ritirati.

 

Il Mezzo Ipertrail, ossia gli ultimi 83 km della gara principale, vede ai primi posti, in ordine, l’austriaco Markus Schieder in 9h54, con un’ora e 10 sull’altoatesino Andreas Kostner che ha sua volta ha preceduto di un’altra ora e 10 il corregionale Andrea Tiefenthaler; mentre tra le due sole donne al traguardo ha prevalso in15 h 04 Maura Tasin che ha inflitto oltre 3 ore e mezzo a Manila Valentini: 19 i classificati in tutto.

 La notturna da 79 km S1 Night Trail, partita a mezzanotte tra sabato e domenica, è stata vinta dal trentunenne sloveno Matic Čačulovič in 7h 50, due soli minuti prima di Luca Carrara; molto staccato il terzo, il 27enne tedesco Max Haubensack. Tra le donne primo posto per l’austriaca 36enne Cornelia Oswald in 9h 03, seconda a 50 minuti l’aostana cinquantenne Francesca Canepa, a sua volta 23 minuti davanti alla coetanea Roberta Feliciani. 108 gli arrivati, di cui 17 donne.

 Nella S1 Trail da 57 Km, partita da Basovizza alle 7,30 di domenica, la classifica colloca al primo posto su 246 totali il 29enne Ivan Favretto in 5h01, un quarto d’ora prima del quarantenne Luca Arrigoni, che ha preceduto di 2 minuti lo slovacco Marian Priadka. La trentina Irene Zamboni, non ancora quarantenne, ha vinto tra le 55 donne in 6h 49, 18 minuti meno della croata Maja Urban, giunta con 20 minuti sulla terza, la svizzera Helga Fabian.

Ufficialmente omologata Fidal la S1 Ecomarathon da 42,195 Km, dove hanno tagliato il traguardo a Portopiccolo con il miglior tempo il monfalconese Alessio Milani (2h45) e la friulana Fabiola Giudici (ottava assoluta in 3h32).

Il primo posto della 28,4 km S1 Urban (partita dal Molo Audace di Trieste) va al trentino Christian Modena in 2h 03, seguito dai due atleti della Trieste Atletica Enrico Pausin (2h14) e Alessandro Naimi; e alla monfalconese Michela Miniussi in 2h 42. 211 gli arrivati, tra cui 58 donne.
Il ventitreenne Mirko Cocco, in 2h 13, e la 34enne triestina Caterina Stenta, quinta assoluta in 1h 31, si sono invece imposti nella S1 Half da 18 Km, la più partecipata coi suoi 691 arrivati tra cui 263 donne. La gara è partita a mezzogiorno di domenica dal balcone di Opicina, transito obbligato e stazione di ristoro di tutte le gare

 Alle premiazioni, il direttore di corsa Tommaso De Mottoni ha parlato di “un’edizione incredibile a livello di sforzo organizzativo, più dell’anno scorso in cui c’era la certezza dei divieti, mentre quest’anno avevamo la speranza della normalità ma ci siamo ritrovati in una situazione di estrema difficoltà. Eppure le istituzioni, le associazioni e le aziende ci hanno sorretto. Abbiamo avuto quasi 2500 iscritti ma ne abbiamo persi 500 persone per positività al virus, e altri 500 non si sono presentate, ma il nostro sforzo è ancora più importante, una reazione positiva verso la sicurezza ma volta a un futuro di nuova normalità”. 

Il Sindaco triestino Roberto Dipiazza ha lanciato un’idea: “Il prossimo anno la faremo partire da Piazza Unità d’Italia”.
La sindaca di Duino-Aurisina Daniela Pallotta ha ringraziato l’organizzazione per “un evento grandioso ed emozionante, stamattina ho visto atleti con un grande entusiasmo negli occhi. Lo sport è ancora più importante di questi tempi, perché rappresenta salute e attività all’aria aperta.

 

[F.M.] Ed eccomi di nuovo qua, tornato negli stessi luoghi che un anno fa mi avevano affascinato, e convinto dall’estrema efficienza degli organizzatori.

http://podisti.net/index.php/cronache/item/6822-dalla-bora-di-trieste-soffiano-folate-propizie-arriveranno-in-italia.html

La situazione sanitaria (perché bisogna sempre cominciare parlando di questa), rispetto al 2021 di quasi assoluto lockdown (stavano cominciando le primissime vaccinazioni, per giunta poggiate su un vaccino la cui inefficienza è stata dimostrata dai fatti) è un po’ migliorata: adesso stiamo quasi tutti tra le 2 e le 3 dosi, ma quotidianamente le sirene medical-mediatiche danno i numeri dei contagiati, trovando cifre uguali o superiori rispetto a un anno fa (certo, ma con tamponi enormemente superiori!), e dicendo solo a bassa voce che il 95% dei ‘positivi’ se la cava stando chiuso in casa, e magari se non facesse il tampone non saprebbe neanche di aver il virus. Poi ogni settimana salta fuori un decreto lambiccato, compromissorio, incomprensibile e dalle interpretazioni multiformi… (mi sono iscritto solo quando è parso di capire che il decreto di Natale non aveva proibito le corse, sebbene parecchi sindaci si siano dimostrati di opposto parere).

Siamo tutti d’accordo che occorre la massima cautela e il rispetto delle norme (la copertura vaccinale, certo, che male non fa; e anche le regolette incomprensibili e contestate dagli stessi primari dei reparti Covid), e attesto che l’organizzazione guidata da De Mottoni è in prima fila per la nostra sicurezza, tant’è vero che ha adottato misure da “zona arancione” anche se siamo solo in “giallo”: obbligo di FFP2 in tutti gli spazi comuni (inclusi i punti ristoro al chiuso), greenpass rafforzato (o in alternativa, greenpass più tampone) da esibire all’atto dell’iscrizione, rinuncia al pasta party ufficiale. Più di così non so cosa si potrebbe fare, e se di una cosa ho sentito qualcuno lamentarsi è l’estrema numerosità delle comunicazioni, almeno quotidiane: fino al briefing online obbligatorio la sera antecedente, dove i collegati erano tanti che abbiamo fatto fatica a trovare la linea.

Facendo la somma dei classificati, rispetto ai 997 di un anno fa su 5 gare (mancavano i due ipertrail, che peraltro aggiungono solo una cinquantina di unità), vedo che siamo arrivati a 1455, senza contare i partecipanti alla 18 km non comp; e sono convinto che senza la precarietà cui ci costringono i padroni del vapore, saremmo stati anche di più. Ma come si fa a prenotare e pagare un albergo senza la certezza che potrai andarci davvero?

Rispetto all’anno scorso, il Centro maratona è stato spostato, dal centro sportivo di Visogliano (sulla collina) al Portopiccolo di Sistiana, più scomodo quanto ad accessi (l’auto andava lasciata varie centinaia di metri prima, alla caccia di un posto libero nei parcheggi autorizzati), ma indubbiamente dotato di un fascino straordinario, e che, venendo alla logistica delle gare, obbligava tutti i corridori ad almeno un mezzo km di suggestiva spiaggia ghiaiosa prima del traguardo sul braccio sinistro del porto.

Espletate le formalità obbligatorie, dopo di che ci veniva dato il braccialetto passepartout da esibire in ogni occasione, ognuno sciamava, con mezzi propri o navette dell’organizzazione, verso i vari punti di partenza. La maratona certificata Fidal quest’anno è partita dalla piazza Cavana, adiacente alla maestosa piazza Unità (e a quella deliziosa trattoria della Siora Rosa che sabato sera mi aveva riconciliato con la vita) avviandoci tutti in gruppo, a differenza delle partenze pressoché individuali del 2021, sulla salita di San Giusto e poi, anche percorrendo la scalinata Joyce, alla chiesa di San Giacomo: quando giungevamo alla partenza dell’anno scorso, cioè l’inizio della ciclabile Cottur sulla vecchia ferrovia, i Gps segnavano già 2 km e un centinaio di metri saliti (sui 1280 dichiarati – forse qualcosa di meno in effetti). Logicamente, i km in più sono stati tolti verso la fine, da Aurisina in poi, dove ci è stata risparmiata la discesa-risalita alla Grotta Azzurra, e in pratica dal km 39 siamo finiti sull’asfalto della Litoranea (chiusissima al traffico, incluso lo svincolo per l’autostrada) e poi scesi al Portopiccolo dove ci siamo ricongiunti, sulla spiaggia, a chi concludeva i 57 e i 79 km.

In mezzo, direi lo stesso percorso del 2021, perfettamente segnato (un solo sbaglio ce l’ha fatto fare il sorvegliante a un attraversamento stradale verso il km 30, che ci ha mandato verso una carraia anziché sul sentiero bandellato; ma ragionando e ironizzando un po’ – eravamo in tre -, dopo 300 metri abbiamo ritrovato i segni e tutto è finito in gloria.

Per strade e sentieri, si ritrovano i vecchi amici: Michele da Trieste, compagno della maratona di Bologna, o se ne conoscono di nuovi, Christian dei Runners Bergamo e Astrid "Sorriso" milanese, segretaria della Iuta: tra tutti (prima che mi distacchino…), mandiamo il nostro pensiero affettuoso a “don” Gregorio Zucchinali, esempio di probità, dedizione, coraggio.

Qualche chiacchiera in più la si scambia ai ristori, frequenti e ben forniti, con tè e brodo quasi sempre caldissimi, e possibilità di scegliere tra frutta (“te la do io, non toccare!”; e all'uscita un cartello scrive a lettere cubitali DISQUALIFICAZIJA! per chi gettasse le bucce a terra), panini al formaggio o una tentatrice mortadella alle cui lusinghe cederò due volte. Se l’agonismo non è esasperato, scattiamo qualche foto, specie all’altezza degli impagabili panorami prima e dopo la balconata di Opicina, verso Miramare, e ancora sulle rampe di Contovello/Prosecco dove ci sono anche due fotografi ufficiali.

Arrotondate per difetto le indicazioni di meno 7 e meno 4 km che ci danno agli ultimi due ristori, comunque il discesone verso il Porto ci induce addirittura a medie sui 6/km che credevamo ormai irraggiungibili. Poi il ricongiungimento finale coi colleghi degli altri percorsi (c'è perfino un ragazzo che avrà sì e no vent'anni e si è stancato di giocare a basket...), e l’ultimo tratto di spiaggia in comune, fino al piccolo arco dell’arrivo, sul molo.

Dopo di che, medaglia originale, raffigurante il dio Borea che soffia sulla Venezia Giulia, altri sacchetti di ristoro, recupero del nostro ricambio lasciato lì la sera prima, e… sorpresa! Contrariamente agli annunci della vigilia, il tendone ieri adibito a consegna pettorali oggi è occupato da un ristorantino con tante squisitezze locali (zuppa d’orzo, gnocchi al gulasch…), annaffiate da birra locale e dalla “Bora calda” (vin brulé). Poi, un cartello non troppo visibile indirizza a spogliatoi e docce, all’interno dello stabilimento balneare. La doccia più calda e confortevole che ricordi in 32 anni (sic) di maratone affrontate; e anche la doccia più pulita, grazie al lavoro continuato di due addetti, cui vanno complimenti e benedizioni da tutti.

Nell’aria che si oscura, il porto di Sistiana visto da noi che ci allontaniamo lungo la salita (mentre laggiù si concludono gli arrivi) è l’ultima sublime visione di questa giornata perfetta.

 

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: F. Marri

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