
Maurizio Lorenzini
Roberto De Benedittis: un addetto ai lavori che dice 'basta al linciaggio'
Romano, sposato, due figli, 56 anni compiuti da poco e alle spalle una vita spesa nello sport; e certamente così continuerà ad essere in futuro. Roberto è stato presidente di due società, ACSI Campidoglio (fino al 2013) e ACSI Italia; direttore generale di Vivicittà e della Roma-Ostia; ideatore e organizzatore dell’Appia Run, una gara di 14 chilometri che ogni anno ospita oltre 5.000 partecipanti, tra competitivi e no. Dal 2017 è coordinatore della Rome Half Marathon Via Pacis. Ha ideato, promosso e sostenuto numerosi progetti a favore dello sport, non solo in ambito di atletica leggera; tanti gli incarichi portati avanti come consulente, redattore, addetto stampa di riviste e manifestazioni. Ci sarebbe altro da aggiungere, ma credo che questo basti a identificarlo come un “addetto ai lavori”.
Da osservatore attento del nostro settore è letteralmente esploso nel vedere quanto sta accadendo nel nostro settore. E, nel suo stile aperto e diretto, ha espresso tutto il suo rammarico, e direi anche la rabbia, attraverso questa sua comunicazione. E’ un po’ lunga, ma vale la pena leggerla tutta, e con molta attenzione.
Ma prima, gli ho chiesto un chiarimento: eccolo.
Roberto cosa ti ha spinto a scrivere questo post?
"Prima di tutto vorrei chiarire che il post fa riferimento diretto al cartellone che ho visto esposto nelle strade di Cagliari, ed è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo giorni che ascoltavo messaggi fuorvianti che indicavano come il problema numero uno quelli che correvano. E' ovvio che siamo in una situazione drammatica e dove la cosa migliore è stare a casa, ma sentire costantemente indicare coloro che fanno quel minimo di attività fisica consentita, come portatori di possibile contagio, mentre vedo metropolitane, autobus pieni, file al supermercato ed al tabaccaio, mancanza di mascherine, e negli ospedali di guanti, ventilatori ecc., mi è sembrato troppo. I podisti sono quelli che tengono alla propria salute, e quindi sono un esempio di ciò che si dovrebbe fare tutti i giorni "prima" dell'arrivo della pandemia. Come ha scritto qualcuno, il cartellone, in tempi di salute, dovrebbe essere "Da quando ho visto mia madre entrare in ospedale ho capito che dovevo cominciare a correre". Ma questa campagna non la vediamo mai nelle nostre città."
Questo il post:
ORA BASTA!
La campagna di odio contro chi tenta di svolgere quel minimo di attività motoria consentita dalle leggi vigenti è arrivata a dei livelli inaccettabili. Inaccettabili per l'ignoranza con cui si svolge, inaccettabili per la mancanza di razionalità con cui tutti i canali, televisivi, istituzionali, social e chi più ne ha più ne metta, la stanno diffondendo.
Ormai non c'è trasmissione televisiva dove allo "state a casa" non sia accompagnato un richiamo a "quelli che fanno la corsetta".
Partiamo da un presupposto, che tutti gli scienziati ci hanno spiegato in tutte le salse: Il contagio avviene attraverso la trasmissione diretta tra uomo e uomo del liquido che noi trasferiamo nell'aria quando parliamo, respiriamo ecc.
Se sei infetto (non hanno ancora ben chiaro se asintomatico o con pochi sintomi) e hai una goccina sulle mani, stringi la mano all'altra persona, gli trasferisci il virus, e poi l'altro si mette la mano sulla bocca, negli occhi o nel naso, la gocciolina può entrare nel suo corpo ed infettarlo.
Da questo, la precauzione di essere distanziati per evitare che chiunque, anche se inconsapevolmente infetto, trasferisca il virus ad altri.
Benissimo! Bisogna uscire da casa solo per le cose essenziali, lavoro, spesa alimentare, necessità, farmacia, salute.
Il Comitato Scientifico che ha dato i suggerimenti al Governo per l'emanazione dei Decreti di restrizione, ha intelligentemente inserito tra le varie necessità anche quella dell'attività motoria, seppur con delle restrizioni. Ad esempio si sono chiuse palestre e piscine, impianti sportivi, lasciando la possibilità agli atleti di livello nazionale e d'interesse olimpico di potersi continuare ad allenare negli impianti adeguati.
A quel punto decine, se non centinaia di migliaia di persone che fanno attività quotidiana in questi impianti, avevano due scelte: o fermarsi completamente e restare a casa H24 oppure continuare a tenere in forma il proprio fisico attenendosi alle normative, ossia fare attività da soli, possibilmente vicino a casa. Visto che tutti gli impianti sono chiusi, cosa si può fare per mantenersi in forma? Una bella corsetta! Ed ecco qui che ai runners "original" si sono affiancati migliaia di "runners di necessità".
Dove si va a correre preferibilmente? In un parco vicino casa. E allora i comuni cosa fanno? Chiudono i parchi! E allora dove si va? Per strada, con la gente che ti insulta dal balcone mentre si fuma la sigaretta comprata qualche ora prima facendo 30' di coda dal tabaccaio (rimasto rigorosamente aperto perché "essenziale"!).
Ed allora tutta questa "orda" di runners (ossia di gente che ha a cuore la propria salute), che probabilmente fa questo tutti i giorni o almeno 3/4 volte a settimana, viene additata come gli "untori" di manzoniana memoria.
A nulla servono i pareri di numerosi scienziati che continuano ancora oggi a dire che una moderata attività motoria, se fatta in situazione di isolamento, non aumenta il contagio e anzi, preserva chi lo fa dall'essere contagiato. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia, ove consentito, di fare attività dai 30 ai 45 minuti al giorno.
Niente da fare, Presentatori ignoranti, ospiti saccenti, politici autoritari, continuano questa "crociata", fino ad arrivare al Sindaco di Cagliari, che spende i soldi pubblici per la sua campagna indegna. Vedremo, finita questa tragedia, se spenderà un euro per una campagna contro il fumo (visto che questo virus attacca le vie respiratorie, sempre e comunque danneggiate sia dal fumo attivo che da quello passivo, oltre che dagli agenti inquinanti).
Siamo di fronte ad una tragedia che ha colpito il nostro paese più di altri, ed in alcune aree la situazione è al collasso. Abbiamo mille emergenze, dai guanti, alle mascherine, ai ventilatori, stiamo montando ospedali da campo, stiamo riconvertendo fabbriche, stiamo attrezzando spazi fieristici come ospedali; eppure il problema numero 1... sono quelli che corrono!
Altra motivazione: non bisogna correre per rispetto alle vittime! Come se si andasse a ballare in discoteca, o a fare qualsiasi attività ludica che non avesse un fine salutistico.
Bisogna tenersi in forma, proprio per rispetto ai tanti morti, che per età, situazioni patologiche in corso, non ce l'hanno fatta a superare la crisi. Per fare in modo, tenendosi in forma, di non essere contagiati. Ovviamente e rigorosamente mantenendo le distanze con altri cittadini.
In Campania, un anestesista è stato fermato dai Carabinieri mentre correva sotto casa in uno dei pochissimi spazi di riposo a lui concesso. Messo in quarantena per il decreto del Presidente della Regione Campania. Quindi abbiamo per 14 giorni un anestesista in meno in un'ospedale della Campania solo perché voleva tenersi in forma, magari solo per resistere due ore in più in ospedale.
Due farmaciste a Salerno mentre rientravano in bici dalla farmacia a casa, sono state prese a male parole e a secchiate d'acqua dal balcone.
Altri esempi si potrebbero fare, ma il post è già troppo lungo.
Da questa gravissima crisi abbiamo imparato alcune cose:
- Essere in salute non solo è una cosa importante per noi stessi, ma anche per gli altri. In questo caso essere in salute e non avere conseguenze anche se contagiati, significa non poter trasmettere il virus e creare quindi una sorta di "barriera" al virus stesso.
- C'è bisogno di una campagna fortissima contro l'ignoranza di chi non comprende come l'attività fisica non è solo un "passatempo", ma è un fortissimo presidio sanitario contro le malattie contagiose.
- Chi pratica sport non è immune dal contagio, ma ha molte meno possibilità di essere contagiato. Facendo questo, fa risparmiare alla sanità pubblica centinaia di milioni di euro, sempre, ma soprattutto in situazioni di questo tipo.
Quindi, al contrario, dopo che sarà terminata questa straordinaria epidemia, bisognerà guardare a chi corre come ad una persona da encomiare e non da insultare come si è fatto vergognosamente in queste settimane.
Consiglio federale del 27 marzo: blocco gare sino al 31 maggio
Tutto sommato poco o nulla di nuovo rispetto alle previsioni, si trattava solo di capire la data del nuovo blocco. Quindi sino al 31 maggio, ma di fatto la maggior parte delle gare di questo mese avevano già deciso autonomamente di rinviare o annullare le proprie manifestazioni. Per quanto si intuisce, nessuna decisione finora si è presa sulle richieste di spostamento fatte per il periodo settembre-novembre. Si salvano, almeno per ora, i vari campionati italiani, spostati da giugno a luglio, settembre e ottobre.
Al punto 1) della “road map” si precisa che la ripresa delle attività su strada sarà effettuata con gradualità, solo con manifestazioni regionali/provinciali; di fatto questo taglia fuori le gare di giugno. I grandi eventi restano ancorati alla possibilità di trovare una data nel periodo fine estate – autunno.
Infine, importante la decisione di stanziare una somma a favore delle società sportive, anche se attualmente non è dato sapere il criterio di ripartizione.
Ecco il testo completo:
Il Consiglio federale, riunito quest’oggi in videoconferenza, ha affrontato la difficile situazione venutasi a creare con l’insorgere ed il diffondersi nel Paese dell’epidemia da Covid-19. “È probabilmente la riunione di Consiglio più importante della mia vita – le parole d’esordio del presidente federale, Alfio Giomi – perché la complessità del momento è sotto gli occhi di tutti. Ma ribadisco quel che ho detto già qualche giorno fa: noi ce la faremo. Abbiamo il dovere di immaginare il nostro movimento alla ripresa dell’attività, e di fare il massimo per consentire alle società sportive di tornare al proprio lavoro, quando sarà possibile, nelle migliori condizioni”.
Dopo aver ascoltato la relazione del Direttore tecnico Antonio La Torre (di cui riferiamo in un servizio a parte), ed in considerazione delle perduranti difficoltà, il Consiglio ha deliberato la sospensione fino al 31 maggio (salvo diversa indicazione da parte del Governo) dell’attività agonistica su tutto il territorio nazionale.
Delineata, al contempo, anche una sorta di road map (di princìpi e date) per il riavvio della macchina dell’atletica leggera.
1) Nel momento in cui sarà possibile riprendere la pratica, verrà applicato un criterio di gradualità, limitando lo svolgimento di manifestazioni alle aree provinciali e regionali, ed evitando comunque l’organizzazione di eventi con grandi numeri.
2) Nel caso in cui sia possibile riprendere in maniera graduale nel mese di giugno, e senza limitazioni nel mese di luglio, questo il calendario dei Campionati Italiani Individuali:
17-19 luglio: Rieti, Campionati Italiani Allievi – Festa dell’atletica giovanile (senza “minimi” di qualificazione)
25-26 luglio: La Spezia, Campionati Italiani Assoluti (ove confermato lo svolgimento dei Campionati Europei di Parigi)
18-19-20 settembre: Grosseto, Campionati Italiani Juniores e Promesse
3-4 ottobre: Campionati Italiani Individuali e per Regioni Cadetti
Ove non sia possibile ripartire a giugno, ma solo a luglio, rimarrebbero invariate le date dei Campionati Italiani Juniores e Promesse, e dei Campionati Italiani Individuali e per Regioni Cadetti, i Campionati Italiani Allievi verrebbero spostati all'11-13 settembre, e i Campionati Italiani Assoluti, ove venissero cancellati gli Europei di Parigi, sarebbero ricollocati in una data definita di concerto con gli organizzatori.
3) Le gare di corsa su strada rinviate, per le quali sia stata richiesta una calendarizzazione in altra data nel corso del 2020, potranno svolgersi solo attraverso una concertazione con le manifestazioni già inserite in calendario.
4) Il resto dell’attività, compresa quella del settore Master, verrà definito alla luce di quando sarà possibile la ripresa.
PER LE SOCIETÀ - Il Consiglio ha poi varato una serie di provvedimenti in favore delle società sportive affiliate, cellule vitali del movimento:
a) richiesta al Governo di interventi straordinari in loro favore, che verrà trasmessa allo stesso entro la fine del mese;
b) conferma, all’interno del bilancio FIDAL 2020, dello stanziamento di 1.238.000 Euro a sostegno dell’attività;
c) destinazione, ad incremento dello stesso stanziamento, di una somma pari al cinquanta per cento dell’eventuale avanzo di amministrazione 2019 (risorse che saranno distribuite con criteri da stabilire);
d) conferma degli interventi disposti, sul territorio, da parte dei Comitati Regionali;
e) cancellazione di tutti gli interventi celebrativi già programmati sul territorio, con destinazione delle relative risorse alle associazioni sportive.
GRUPPI DI LAVORO - Il Consiglio ha poi approvato una serie di gruppi di lavoro varati per affrontare le seguenti tematiche specifiche: 1) Regolamenti e calendario attività in pista (consiglieri Campari e De Anna); 2) Regolamenti e calendario attività su strada (Montanari); 3) Regolamenti e Calendario attività Master (Vaiani Lisi); Gruppi di lavoro da 1 a 3 coordinati dal vice presidente vicario Vincenzo Parrinello; 4) Bilancio (De Sensi e Fraccaroli); 5) Programmazione tecnica giovanile (Nicolini e Calvesi); 6) Iniziative federali socio-culturali, raccolta fondi (Salis).
EUROPEI 2024 - Il presidente federale Giomi ha informato il Consiglio che la European Athletics ha spostato alla data del 10 novembre la decisione sulla città che ospiterà i Campionati Europei 2024 (l’Italia è candidata con Roma).
In conclusione di riunione, approvata la prima variazione di bilancio 2020 e l’aggiornamento all’elenco degli atleti AEC 2020.
Emma Quaglia, atleta e medico, due punti di vista importanti
Nata nel 1980, Emma è stata una delle più forti maratonete italiane: probabilmente è più conosciuta per questa specialità eppure nel corso della sua lunga carriera non si è fatta mancare nulla. Pista indoor e outdoor, cross, strada e, più recentemente, la corsa in montagna. Invece non sono molti a sapere che questa maratoneta ha al suo attivo 3 titoli italiani sui 3.000 siepi; i risultati più prestigiosi a livello internazionale sono un 6° posto ai mondiali di maratona (Mosca 2013) e l’oro europeo a squadre (Zurigo 2014). I suoi personali: maratona 2:28:25, mezza maratona 1:12:36.
Si parla quindi di un'atleta élite, ma l’idea di incontrarla non era focalizzata sulla sua carriera, bensì di incrociare le sue due attività, quella di atleta e quella di medico. Già, perché quello che non tutti sanno è che Emma Quaglia è medico sportivo, peraltro si è formata nella specialità della fisiopatologia respiratoria, come dire, siamo molto nei dintorni dei problemi causati dal maledetto coronavirus. Ecco quindi che scambiare due chiacchiere con lei mi è parsa un’ottima idea.
Buongiorno Emma, la prima domanda di questi tempi è quasi scontata: tutto bene dalle tue parti?
Ciao Maurizio, si, grazie, tutto bene, compatibilmente con la grave situazione che mi tocca prima di tutto come persona, poi come medico e solo dopo come atleta.
Partiamo dalla cosa più facile, l’atletica: tu hai diritto ad allenarti perché parte del gruppo atleti di interesse nazionale. Ci riesci? Lo chiedo perché non mi pare sia così facile.
No infatti, non lo è. Sono tuttavia fortunata perché non vivo nel centro della mia città (Genova), poco lontano da casa mia ci sono i boschi, non sarei un problema né per me, né per gli altri. Però scelgo di stare più vicino possibile, faccio dei tratti praticamente sotto casa, non è il massimo ma può andare.
Ecco, parliamo proprio di questo, come ci si allena di questi tempi? Consigli?
Beh, dovrei dire che fondamentalmente … non ci si allena, si può fare solo attività fisica di conservazione, e questo vale per tutti, atleti e podisti in genere. E’ essenziale mantenere il benessere fisico; chi pratica regolarmente sport di base ha un sistema immunitario migliore rispetto al sedentario (per non confondere le idee, di certo questo vale meno nei giorni che seguono una maratona, ma solo in questa specifica situazione e per pochi giorni), diminuire o addirittura azzerare l’attività fisica non è una buona idea. Poi non sono da trascurare gli aspetti psicologici, la depressione può essere una roba seria. Speriamo che finisca in fretta, altrimenti nel dopo coronavirus, indiscutibilmente oggi il problema più grande ed urgente, ci sarà ancora…tanto da fare i per i medici.
Come medico tu cosa stai facendo?
Chiaro che lo studio è chiuso, i certificati di idoneità possono attendere. Mi sono messa volentieri a disposizione della ASL di competenza così come della protezione civile. Sono fortunata rispetto ad altri colleghi che operano davvero in prima linea, ed ai quali rivolgo un sincero ringraziamento per quanto stanno facendo. Aggiungo che la sanità italiana è di ottimo livello, si sta affrontando la situazione con competenza e professionalità e questo fa ben pensare che ne usciremo.
Invece, inevitabile la domanda, sempre come medico cosa ne pensi in merito a correre… insomma, fare attività motoria?
Se ci sono delle leggi vanno rispettate, questo è un fatto. E’ tuttavia innegabile che l’attività fisica sia fondamentale, per tutti, non solo per gli atleti. Non lo dice solo Emma Quaglia, bensì l’organizzazione mondiale della sanità (OMS); il movimento, ai diversi livelli, è il miglior farmaco naturale di cui si dispone; tante malattie possono essere prevenute e anche combattute grazie ad un’adeguata attività motoria, tra queste sovrappeso/obesità, diabete, ipertensione arteriosa. Ma l’attività è anche molto utile a mantenere un benessere psichico, fondamentale in questo periodo.
(Ndr: leggi qui una comunicazione dell’organizzazione mondiale della sanità, World Health Organization, pubblicate il 20 marzo)
ULTIME INDICAZIONI SUL CORONAVIRUS
Purtroppo di questi tempi chi corre è nel mirino….
Mi ritengo una persona equilibrata, condanno gli eccessi di qualunque genere essi siano: hanno sbagliato quelli che hanno continuato a correre in gruppo, così come quelli che si facevano apericene di gruppo (ma con questi ultimi è … più complicato prendersela). Purtroppo la tensione è salita molto, tensione che ognuno scarica secondo il proprio … personale metro di valutazione. Certo la campagna scatenata sui social e tra la gente contro chi corre, o anche semplicemente passeggia per ragioni di salute, è decisamente insensata, non ha giustificazioni. Eppure mai come in questo periodo “muoversi” aiuterebbe tanto.
Grazie Emma, e buone corse. Anzi, no, adesso non si può dire.
Grazie a te
Aggiornamenti al 6 aprile, prospettive gare e non solo
3/4/2020, le cancellazioni ormai si estendono al mese di luglio, in particolare quelle relative alle corse in montagna, che per le loro caratteristiche sono molto difficili da recuperare in altri periodi. Diverse manifestazioni hanno fatto richiesta di spostamento e sono attesa in indicazioni da parte della Fidal (sono quelle indicate con GARA RINVIATA), per quanto riguarda la possibilità che esse si svolgano dopo il periodo estivo
27/3/2020, IMPORTANTE AGGIORNAMENTO: a seguito della riunione odierna in federazione è stata decisa l'interruzione di tutta l'attività agonistica sino al 31 maggio
27/3/2020, messaggio (vedi pdf in fondo) ai tesserati del presidente di Kenya Athletics, Jackson K.Tuwei: raccomanda di non gareggiare e di evitare allenamenti collettivi
Riepilogo ultime notizie 26/3/2020
In generale, il mese di aprile è stato azzerato dal punto di vista del calendario, così come gran parte, anzi tutto maggio almeno sotto l'egida Fidal.
Sono numerose le richieste di rinvio; qualcuna ha già trovato collocazione (Maratona di Padova 20 settembre, mezza di Lecco 13 giugno), la maggior parte è in attesa. Si prospetta un periodo settembre-novembre "difficile", con un calendario ancora più trafficato.
Rimandate le Olimpiadi di Tokio al 2021 LEGGI QUI
Fidal Lombardia aveva già prorogato la sospensione delle gare in regione sino al 30 aprile (prima era 3 aprile) LEGGI QUI
Kenya: la federazione mantiene la sospensione dei viaggi per i suoi tesserati ed ha formalmente proibito gli allenamenti di gruppo. Formalmente ancora in calendario la maratona più importante (Eldoret, 19 aprile, super premiata per gli standard keniani). Al momento sono 25 i casi accertati/dichiarati, tutti scoperti al momento del rientro in paese (controlli aeroportuali). Da sperare davvero che il virus non si diffonda in un paese dotato di soli 150 posti letto di terapia intensiva e quasi tutti concentrati nella capitale, Nairobi. Teniamo conto che si parla di un paese grande due volte l'Italia e con collegamenti molto difficili. Eliud Kipchoge in quarantena LEGGI QUI.
Qui cerchiamo di dare tutte le notizie utili relativamente solo alle gare in calendario (da 1/3/2020), delle quali abbiamo notizie certe. ATTENZIONE: quando scriviamo manifestazione confermata è perché gli organizzatori scrivono questo sul loro sito e pagina fb, oppure perché da noi contattati ci hanno confermato la manifestazione. Tuttavia vi invitiamo a seguire gli sviluppi perché gli annullamenti sono in costante aumento.
Gare italiane, aggiornamento al 6/04/2020
1/3/2020 Lecce, mezza maratona, RINVIATA AL 17/5/2020 (vedi disposizioni in testa all'articolo)
1/3/2020 Bologna, maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020 LEGGI QUI
1/3/2020 Lecco, maratonina di Lecco, RINVIATA AL 13 GIUGNO
1/3/2020 S.Benedetto sul Tronto (AP), maratona, RINVIATA al 22/11/2020
8/3/2020 Brescia, Maratona, RINVIATA
8/3/2020 Parabiago (MI) Parabiago Run, RINVIATA AL 18 OTTOBRE
8/3/2020, Cagliari - SoloWomen Run, RINVIATA AL 6 GIUGNO
14/3/2020 Latina - Giocagin, RINVIATA AL 26 MAGGIO (vedi disposizioni in testa all'articolo)
15/3/2020 Brescia, Corritalia, RINVIATA AL 31 MAGGIO (vedi disposizione in testa all'articolo)
15/3/2020 Savona, mezza maratona, RINVIATA AL 14/6/2020
20-22/3/2020 Radda in Chianti (SI), Chianti Ultra Trail, RINVIATA AL 9/5/2020 (vedi disposizione in testa all'articolo)
22/3/2020 Milano, Stramilano, RINVIATA, IN ATTESA DI NUOVA DATA. Possibile il 20 settembre
22/3/2020 Biella, Biella-Piedicavallo, RINVIATA AL 25/4/2020 (vedi disposizione in testa all'articolo)
22/3/2020 Agropoli, mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 14/3/2021)
29/3/2020 Treviso, maratona, RINVIATA, FATTA RICHIESTA PER IL 20 settembre LEGGI QUI
29/3/2020 San Michele Tiorre (PR), Trail del salame, RINVIATA AL 2/6/2020
29/3/2020 Caldaro (BZ), mezza maratona RINVIATA
29/3/2020 Orzinuovi (BS), mezza maratona RINVIATA AL 13/4/2020 (vedi disposizione in testa all'articolo)
5/4/2020 Milano, maratona, RINVIATA, IN ATTESA DI NUOVA DATA LEGGI QUI
5/4/2020 Russi (RA), maratona del Lamone, ANNULLATA EDIZIONE 2020 ( prossima data 5/4/2021)
5/4/2020 Fossombrone (PU), mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020, (prossima data 11/4/2021)
5/4/2020 Firenze, mezza maratona, RINVIATA
5/4/2020 Torino, 10 K Fast, RINVIATA AL 17/5/2020 (vedi disposizione in testa all'articolo)
11/4/2020 Pedavena (BL), Dolomiti Beer Trail, RINVIATA A 11/10/2020
10-13/4/2020 Gozzano (NO), QuadOrtaThon, 4 maratone, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data aprile 2021)
19/4/2020 Padova, maratona, RINVIATA AL 20/9/2020
19/4/2020 Verbania (VCO), mezza maratona del lago Maggiore, RINVIATA AL 1/11/2020 (incorporata nella maratona già in calendario, stessa data)
19/4/2020 Bagno a Ripoli (FI), Ecomaratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data aprile 2021)
19/4/2020 Genova, mezza maratona RINVIATA
19/4/2020 Bari, mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
19/4/2020 Roma, Roma Appia Run, RINVIATA
19/4/2020 Saluzzo (CN), mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
25/4/2020 Cornuda (TV), Due Rocche, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 25/4/2021)
25/4/2020 Castel Bolognese (BO), 50 K di Romagna, ANNULLATA EDIZIONE 2020
26/4/2020 Sarnico (BS), Sarnico-Lovere, ANNULLATA EDIZIONE 2020
26/4/2020 Vezzano sul Crostolo (RE), Canossa Trail, ANNULLATA EDIZIONE 2020
26/4/2020 Numana (AN), mezza maratona (campionato italiano), decisione a breve
1/5/2020 Santhià (VC), maratona, RINVIATA AL 13/9/2020
1/5/2020 Oderzo (TV), Giro podistico di Oderzo, RINVIATA IN AUTUNNO
3/5/2020 Piacenza, mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
3/5/2020 Monza (MB), Wings for life, ANNULLATA EDIZIONE 2020
3/5/2020 Cinisello Balsamo (MI), 6 ore del Parco Nord, ANNULLATA EDIZIONE 2020
3/5/2020 Barchi-Fano (PU), maratona, RINVIATA
3/5/2020 Barletta (BT), Maratona delle Cattedrali, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 2/5/2021)
3/5/2020 Trieste, mezza maratona, RINVIATA
10/5/2020 Buccinasco (MI), mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
10/5/2020 Carpineti (RE), Amorotto Trail, ANNULLATA EDIZIONE 2020 LEGGI QUI
10/5/2020 Bibione (VE), mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
10/5/2020 Isola d'Elba (LI), maratona, RINVIATA AL 4/10/2020
10/5/2020 Pontassieve (FI), mezza maratona RINVIATA a 8/11/2020
16/5/2020 Jesolo (VE), mezza maratona, RINVIATA
17/5/2020 Isola d'Elba (LI), giro podistico, RINVIATO a 11-18/10/2020
23-24/5/2020 Firenze, 100 k del Passatore, ANNULLATA EDIZIONE 2020 LEGGI QUI
30/5/2020 Cortina d'Ampezzo (BL), Cortina-Dobbiaco, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 30/5/2021)
7/6/2020 Suviana (BO), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
13-14/6/2020 Forno di Zoldo (BL), ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 12-13/6/2020) LEGGI QUI
13/6/2020 Prato allo Stelvio (BZ), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 19/6/2021)
14/6/2020 Pian del Cansiglio (BL), Cansiglio Run, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 13/6/2021)
20/6/2020 Chiavari (GE), mezza maratona, RINVIATA
21/7/2020 Livigno (SO), Skymarathon, ANNULLATA EDIZIONE 2020 LEGGI QUI
26/6/2020 Cortina d'Ampezzo (BL), Lavaredo Ultratrail, ANNULLATA EDIZIONE 2020
4/7/2020 Bressanone (BZ), Brixen Dolomiten Marathon, ANNULLATA EDIZIONE 2020 (prossima data 3/7/2021) LEGGI QUI
5/7/2020 Corteno Golgi (BS), maratona del Cielo, ANNULLATA EDIZIONE 2020
19/7/2020 Listolade (BL), Transcivetta, ANNULLATA EDIZIONE 2020
20/9/2020 Borgo S.Lorenzo, maratona, RINVIATA AL 4/10/2020
Gare estere, aggiornamento al 6/4/2020
15/3/2020 Barcellona (ESP), maratona, RINVIATA AL 25/10/2020 LEGGI QUI
15/3/2020 New York (USA), mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020, previsto rimborso o spostamento iscrizione al 2021
20/3/2020 Gerusalemme (ISR), RINVIATA AL 6 NOVEMBRE
22/3/2020 Atene (GR), mezza maratona, RINVIATA
22/3/2020 Lisbona, mezza maratona, RINVIATA AL 6 SETTEMBRE
29/3/2020 Gdynia (Pol) campionati mondiali di mezza maratona, RINVIATA AL 17/10/2020
28/3/2020 Praga (CZE), mezza maratona, RINVIATA AL 6/9/2020
4/4/2020 Ibiza (ES), maratona, RINVIATA A OTTOBRE, data da destinarsi
5/4/2020 Parigi (FRA), maratona, RINVIATA AL 18/10/2020 LEGGI QUI
5/472020 Rotterdam (NL), maratona, RINVIATA IN AUTUNNO
5/4/2020 Berlino (DE), mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
5/4/2020 Istanbul (TR), mezza maratona, RINVIATA AL 20/9/2020
3-13/4/2020 Marocco, MARATHON DES SABLES, RINVIATA AL 18-28 SETTEMBRE 2020
12/4/2020 Creta, maratona, RINVIATA
13/4/2020 Dongio (CH), Media Blenio, ANNULLATA EDIZIONE 2020
19/4/2020 Amburgo (DE), ANNULLATA EDIZIONE 2020
19/4/2020 Vienna, maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
19/4/2020 Enschede (NED), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
20/4/2020 Boston (USA), maratona RINVIATA AL 14/9/2020 LEGGI QUI
26/4/2020 Londra (GB), maratona, RINVIATA AL 4/10/2020 LEGGI QUI
26/4/2020 Hannover (DE), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
26/4/2020 Cracovia (POL), RINVIATA IN AUTUNNO
26/4/2020 Zurigo (CH), ANNULLATA EDIZIONE 2020
26/4/2020 Düsseldorf (DE), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
3/5/2020 Praga (CZE), maratona, RINVIATA
3/5/2020 Rodi (GR), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
10/5/2020 Ginevra (CH), maratona, RINVIATA
10/5/2020 Bucarest (ROM), mezza maratona, RINVIATA AL 6/9/2020
16/5/2020 Helsinki (SF), RINVIATA AL 22/8/2020
16-17/5/2020 Lugano (CH), RINVIATA AL 29/30 agosto 2020 LEGGI QUI
17/5/2020 Salisburgo(AT), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020
17/5/2020 Riga (LAT), maratona RINVIATA IN AUTUNNO
23/5/2020 Varsavia (POL), maratona, RINVIATA AL 27/9/2020
31/5/2020 Stoccolma (SWE), maratona, RINVIATA AL 5/9/2020
20/6/2020 Tromso (SWE), maratona ANNULLATA EDIZIONE 2020
Fidal Lombardia: prolungata sospensione gare sino al 30 aprile
Era nell’aria, mancava solo l’ufficialità: il comitato lombardo ha comunicato la sospensione a tutti gli effetti del calendario gare fino al 30 aprile, il blocco precedente (su tutto il territorio nazionale) era sino al 3 aprile).
In realtà la maggior parte delle gare aveva già provveduto autonomamente ad annullare/rinviare la propria manifestazione (Sarnico-Lovere, Milano Marathon, Val Bregaglia Trail, etc). Poi la mezza di Orzinuovi (BS), già rimandata una volta dal 29 marzo al 13 aprile.
Che cos’altro perde il calendario: Ultramaratona in Franciacorta, Trofeo Morbegno (10 k) e Walk &Middle Distance, peccato, perché il meeting milanese di Giorgio Rondelli propone sempre degli ottimi livelli tecnici ed agonistici.
Per quanto riguarda i possibili recuperi al momento nulla si sa. Domani, 27 marzo, si terrà una riunione per l’intero calendario nazionale.
Atletica in tempi di coronavirus: il punto di vista di Massimo Magnani
Alcuni giorni orsono ho pubblicato un mio pezzo (LEGGI QUI), dove toccavo diversi argomenti, ma focalizzando in particolare sulla Federazione, e le sue attuali linee guida (attualmente non ben definite, o assenti), in merito agli atleti professionisti e no; per intenderci, non solo quelli già in possesso dei requisiti ma tutti coloro i quali hanno già il pass per le varie manifestazioni federali, ad esempio i campionati. Infine, quelli che potrebbero acquisirlo attraverso le gare, che però adesso non ci sono. In mezzo a questo difficile scenario è chiaro che il potersi allenare è condizione fondamentale per raggiungere gli obiettivi. Ho contattato diverse persone che vivono nell’atletica e per l’atletica, anche gli stessi atleti che chiaramente sono i primi a dover subire la situazione. Dico subito che in tanti di loro ho registrato prima di tutto il disagio per l’attuale situazione, la difficoltà a pensare all’atletica in questo momento, sia pure unitamente al desiderio di praticarla. Io credo che tuttavia la vita continua, deve continuare, ci sarà una ripresa che vale per tutte le attività, vale per l’atletica.
Nel frattempo, è notizia di ieri, sono state rinviate al 2021 le Olimpiadi di Tokio, da capire cosa accadrà al prossimo consiglio federale (27 marzo) ed ai successivi): ci saranno comunque nuove elezioni? Dato il rinvio delle Olimpiadi ci sarà una deroga alla durata quadriennale che, non per caso, coincide con l’anno olimpico?
Fra le persone contattate e coinvolte Massimo Magnani (una vita spesa nell’atletica, prima agonistica e poi a livello dirigenziale), che ha ritenuto di commentare il mio articolo, fornendo una visione globale del momento, ma anche dando alcune precise indicazioni (ho evidenziato quelle a mio avviso più interessanti).
Ecco il suo punto di vista:
Le riflessioni del Presidente Giomi sulla situazione venutasi a creare anche nel mondo dell’atletica a fronte del Coronavirus sono centrate e lucide. Se da un lato Giomi cerca di mantenere accesa la torcia del futuro – «ne usciremo», «c’è un domani» – dall’altro non può che guardare anche verso un certo, giusto, realismo – «quando tutto questo sarà finito, non potremo ripartire come se nulla fosse stato. I tempi per il ritorno alla normalità saranno lunghi». Una disamina questa che, nella sua estrema, apparente, semplicità, è del tutto condivisibile.
Nel realismo di Giomi traspare però anche una certa preoccupazione sul come: come ne usciremo e come riusciremo a ripartire. Ed è proprio su un tale come che auspico si giunga a discutere in Consiglio Federale. Analogamente spero che Presidente e Consiglieri nel loro dibattere partano da quel primo principio ispiratore che apre lo Statuto Federale, secondo il quale «la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) […]» nel proprio associarsi s’ispira «al principio di democrazia e di partecipazione di chiunque, in condizioni di uguaglianza e pari opportunità»; cioè, detto in altri termini, la Federazione s’impegna a garantire a chiunque la pratica dell’Atletica Leggera su tutto il territorio nazionale.
Ciò che non mi sento di condividere è, invece, il modo in cui la Federazione ha di volta in volta gestito la propria posizione ufficiale circa il comportamento che gli atleti, a qualunque livello essi siano, dovrebbero tenere nella contingenza legata al virus. Nella medesima intervista il DT Antonio La Torre dichiara da un lato che «L’attività fisica moderata mantiene alte le difese immunitarie, e può aiutare ad affrontare meglio il diffondersi del virus. Lo dicono studi scientifici approfonditi e riconosciuti a livello internazionale. Allo stesso tempo, gli atleti amatoriali non possono pensare di utilizzare questa situazione drammatica per dedicarsi all’allenamento. Il problema sta nei comportamenti sbagliati, non nella corsa»; dall’altro che «Per prima cosa, va ridotta drasticamente l’attività. Per lo meno dimezzata. E poi, vanno adottati quei comportamenti che sono stati chiaramente indicati dai medici, nell’ottica del cosiddetto “distanziamento sociale”. Voglio essere chiaro: non si può pensare di andare tutti a mezzogiorno a fare le ripetute alla Montagnetta, a Milano. Ci vuole intelligenza. E aggiungo che molto si può fare, anche senza correre, tra le mura di casa».
Queste due affermazioni, a livello generale, sono tutte corrette e, almeno all’apparenza, neppure si contraddicono reciprocamente. Sfortunatamente, però, e questo è il problema, non possiamo, in occasione di un’emergenza simile a quella odierna, affidarci all’intelligenza ed alla ragionevolezza del singolo. Piuttosto, la Federazione avrebbe dovuto farsi portatrice di un messaggio chiaro ed univoco; e questo perché le persone – a prescindere dalla loro intelligenza – non sono sempre coscienti della condizione storica in cui stanno vivendo, non sanno interpretare i fatti che hanno sotto gli occhi e spesso non sanno neppure organizzarsi adeguatamente: per esempio, se in una città i luoghi deputati alla corsa sono un numero ridotto, è chiaro che quanti vorranno allenarsi si riverseranno tutti in quei luoghi e secondo i loro orari consueti, perché ragioneranno seguendo il criterio dell’abitudine.
Giacché le abitudini consolidate sono difficili da scardinare in generale, figuriamoci in un tempo che chiede una trasformazione così immediata: per esempio, se io appartengo a quel gruppo d’irriducibili che nonostante tutto, decreti o no, vogliono lo stesso andare a correre, leggerò la succitata frase di La Torre come viatico per la mia decisione: «Oh, ma l’ha detto anche La Torre che l’attività fisica moderata mantiene alte le difese immunitarie, e può aiutare ad affrontare meglio il diffondersi del virus» tralasciando completamente che il DT ha posto l’accento sull’aggettivo moderato e che ha ribadito il concetto subito dopo affermando che «va ridotta drasticamente l’attività. Per lo meno dimezzata».
Per quanto l’intento di La Torre possa risultare cristallino per molti degli addetti ai lavori, non lo è per tutti; soprattutto non lo è per il resto, cioè per chi non è addetto, ma è solo appassionato e si affida ai giganti per capire come comportarsi. In breve, il problema non è schierarsi, scegliere se essere pro o contro la prosecuzione dell’attività fisica, quanto piuttosto il modo in cui tale scelta viene comunicata di volta in volta. È anche vero che, ad oggi, allinearsi su una posizione più rigida di comportamento, non equivarrebbe a elidere tout court le proprie convinzioni, qualora dovessero essere difformi rispetto a quelle ministeriali. Risponderebbe piuttosto, e più semplicemente, ad una necessità più alta: fare fronte comune nell’arginare un’emergenza.
Ritornando all’articolo 1 dello Statuto Federale, non si dovrebbero fare figli e figliastri: i Decreti che giorno dopo giorno si sono succeduti rendono, una volta di più, evidente come le norme che regolano la vita federale non vengano applicate e fatte funzionare per tutti, indifferentemente, ma per scopi precisi e mirati, venendo così meno al principio delle pari opportunità. Se è vero che la Federazione s’impegna a garantire a chiunque la pratica dell’Atletica Leggera su tutto il territorio nazionale, allora tutti, non solo gli atleti di élite e d’interesse nazionale – ma tutti coloro che per esempio, pur non essendo d’interesse federale, hanno raggiunto lo standard per partecipare ad un Campionato Nazionale (massima manifestazione federale) – dovrebbero essere messi nelle stesse condizioni degli atleti d’élite e di interesse nazionale. Eppure ad oggi non lo sono, difatti non possono frequentare i campi di atletica e/o non possono allenarsi all’aperto, pur seguendo le indicazioni del Decreto Ministeriale. È chiaro, quindi, come la normativa sugli atleti di interesse nazionale sia stata approvata, non tanto per classificare un atleta in base al proprio valore, ma per agevolare la partecipazione ai bandi di arruolamento nei Gruppi Sportivi Militari.
La sfida a cui oggi la FIDAL è chiamata a rispondere con il prossimo Consiglio Federale è quella di comprendere che sua prima responsabilità è quella di ripensare ed organizzare le condizioni affinché tutti possano praticare l’atletica in totale sicurezza.
Un altro tema, veramente ostico per il Consiglio Federale, sarà il lavoro di armonizzazione del Calendario: poiché gli organismi sportivi deputati non hanno dato informazioni certe su una possibile data di ripresa delle attività agonistiche, non sarà facile calendarizzare le competizioni. A questo si aggiungono una serie di altri problemi.
Innanzitutto la questione della sovrapposizione delle gare: poiché una parte grandissima delle manifestazioni su strada previste in primavera (anche gare istituzionali di carattere internazionale come i Mondiali di Mezza Maratona), per ora, sono state spostate nella seconda parte di stagione, queste avranno un inevitabile impatto anche sull’attività in pista.
Un secondo problema è quello di riuscire a conciliare tutte le attività organizzative dalle varie realtà sportive perché rischiano di non esserci i tempi tecnici necessari, cioè rischia di non esserci spazio nel calendario. C’è da sperare che alle società sportive che organizzano le manifestazioni venga data la precedenza rispetto a quei soggetti il cui obiettivo principale differisce da quello dell’attività federale. Sarà un utile test anche per capire quanti e quali organizzatori amano davvero l’Atletica, e quanti e quali, invece, la utilizzano per fini propri. Sarebbero auspicabili linee precise, chiare anche severe, financo impopolari; forse sarebbe l’unico modo per trovare una soluzione praticabile e magari reimpostare nuove modalità di organizzare il Calendario Federale, anche in prospettiva.
Un altro tema su cui il Consiglio dovrà cominciare a porre attenzione sono le elezioni federali: adesso che siamo stati posti di fronte all’ufficializzazione dello slittamento dei Giochi Olimpici al 2021, vale la pena domandarsi se anche le elezioni debbano seguire lo stesso destino, oppure se il Consiglio Federale decida comunque di confermare le elezioni previste in novembre e dichiararsi dimissionario prima dei Giochi riposizionati nel 2021. Nelle norme CONI esisterebbe la possibilità di chiedere una deroga sia in tal senso, sia di mantenere le elezioni nel 2020: ma quando mai si è visto qualcuno chiedere l’applicazione di norme per perdere una poltrona...?
Proprio perché, come dice il Presidente Giomi, «non potremo ripartire come se nulla fosse stato», gli atti di responsabilità, oggi, assumono un’importanza quanto mai rilevante.
Cagliari - Comune all'attacco di podisti e passeggiatori
Se non siamo al delirio totale davvero poco ci manca; succede nella civile Cagliari che le istituzioni, tra le tante cose che potrebbero e dovrebbero fare, decidono di prendersela con chi corre e addirittura chi cammina. Qui il punto non è certamente quello di disquisire sui soldi spesi bene o male, che poi sono quelli dei contribuenti, bensì dell’assurdo messaggio che si vuole far passare. E poi, quale sarebbe la connessione tra una persona intubata ed una che passeggia?
Una campagna di odio realizzata attraverso l’affissione di messaggi (ovviamente ci sono anche altri messaggi, quelli riservati a chi corre… ci mancherebbe) che è difficile non definire terroristici, colpendo ancora una volta una categoria che è improbabile abbia precise responsabilità della diffusione del virus. Tra l’altro, sia pure con tutti i limiti del caso, anche a Cagliari una minima movimentazione è tuttora garantita. Piacerebbe conoscere il pensiero in merito degli assessori allo sport e della sanità della città, ma anche della regione.
E’ inaccettabile, e non lo dico solo da podista e amante dell’atletica; in questo momento così critico dovrebbero passare ben altri messaggi. La gente oggi è incerta, preoccupata, viene facilmente da pensare che questa campagna non faccia altro che destabilizzare ulteriormente le persone.
Credo che i responsabili del Comune (ente firmatario dei messaggi esposti) si siano assunti una grossa responsabilità in merito alle potenziali conseguenze. In realtà spero che questa campagna venga immediatamente interrotta; davvero, non c’è bisogno di queste cose.
In Cina si è tornato a correre
E’ avvenuto a Chengdu, una località che dista 1100 chilometri da Wuhan, epicentro del coronavirus in Cina. Una città di oltre 10 milioni di abitanti che annualmente ospita una maratona con 20.000 partecipanti.
Stavolta si sono accontentati di molto meno e su una distanza inferiore, infatti è stata chiamata mini-marathon, probabilmente il messaggio che doveva passare era quello di una ripartenza, un ritorno verso la normalità. In ogni caso si è trattato della prima “gara” dell’era coronavirus, anzi, speriamo davvero di poter dire per la Cina… prima post coronavirus.
Pare che le condizioni fossero quelle della massima sicurezza possibile: misurazione della temperatura a tutti i partecipanti, prima e dopo la gara. Suddivisioni alla partenza in gruppi di 100 (in totale erano un migliaio) e obbligo di correre indossando la mascherina, chissà se poi è stato rispettato durante la corsa.
Parla il presidente Fidal: il calendario agonistico, gli atleti, i dubbi
Il 27 marzo ci sarà una riunione del consiglio federale, già programmata da tempo. La ragione principale, per quanto a mia conoscenza, è (era?) la rivisitazione del calendario gare, completamente rivoluzionato dagli eventi legati al coronavirus. C’è chi ha semplicemente annullato l’edizione 2020 ed altri invece che cercano disperatamente una data, facile prevedere un affollamento nel periodo settembre-novembre, organizzatori che magari si litigheranno i clienti/podisti a colpi di sconti e offerte speciali. Non sarà facile, per nessuno. In ogni caso la mia impressione è che, in base al recente sviluppo della situazione, sia oggi prematuro fare ipotesi di calendario, anche se sarebbe bello, una sorta di segnale che la vita sportiva riprenderà. Sarà quindi una riunione dalla quale emergerà poco o nulla.
Alfio Giomi, presidente della Fidal:
Quando questa mattina, dopo aver letto delle ennesime, immani difficoltà in cui si sta dibattendo il nostro Paese, mi sono apprestato ad approfondire i temi del Consiglio federale del 27 marzo, mi sono chiesto quanto fosse congruo, in un momento come questo, pensare all’attività sportiva. E la risposta è stata: lo è più di sempre, perché ci aiuta ad affrontare una fase difficilissima, sapendo che ne usciremo e che c’è un domani. È quindi con questo spirito che affrontiamo le difficoltà di oggi, preparandoci al meglio per quando finiranno.
Dobbiamo però ammetterlo: quando tutto questo sarà finito, non potremo ripartire come se nulla fosse stato. I tempi per il ritorno alla normalità saranno lunghi, e dovremo, tutti insieme, organizzarci per superarli al meglio. Con questo spirito ci prepariamo alla riunione di Consiglio del 27 marzo, nell’ambito del quale costruiremo e rafforzeremo tutti quegli strumenti che ci consentiranno di superare l’ostacolo. Sarà allora, che i valori fondanti dell’Atletica Italiana potranno fare la differenza.
Tutti insieme, ce la faremo.
Un messaggio un po’ banale, un po’ scontato, ma forse in questo momento è difficile dire di più. Invece ci sono dei problemi da mettere sul tavolo, certamente molto meno gravi rispetto a quanto sta accadendo, tuttavia si deve pensare che la vita continua, deve continuare. Non credo che sia blasfemo cominciare a pensare o immaginare il dopo coronavirus, vale per tutte le attività, vale per l’atletica. Ed allora, nel frattempo, piacerebbe sapere cosa sta effettivamente facendo la federazione rispetto al movimento dell’atletica; la domanda più immediata riguarda gli atleti che possono o potrebbero concorrere per le gare più importanti; il primo pensiero va alle Olimpiadi di Tokio (se si faranno) ma anche più semplicemente ai campionati italiani. Per accedere ci vogliono dei minimi, in termini di tempi e misure, ma senza gare, come si fa ad ottenerli? Prima ancora, in mezzo a tutti gli stop che la situazione impone, come possono allenarsi? Per chi vale la possibilità di farlo? Fidal ha definito una lista di atleti autorizzati, questi i criteri:
Atleti-di-interesse-nazionale-ecco-i-requisiti
Con questo si definisce un primo elenco di atleti che potrebbero allenarsi. Bene, ma dove? Gli atleti dei gruppi militari (Esercito, Aeronautica, Fiamme Gialle, etc) di norma hanno a disposizione i propri centri sportivi, opportunità utile soprattutto per le specialità classiche dell’atletica (salti, lanci, prove veloci e multiple, mezzofondo). Per tutti gli altri è più complicato, semplicemente perché i centri sportivi sono chiusi. A proposito degli altri: ci sono diversi atleti che non appartengono ai gruppi militari, né sono inclusi nella lista “atleti di interesse nazionale”, eppure posseggono già i minimi per i campionati italiani. Ne cito alcuni che mi vengono subito in mente: Omar Bouamer (29:48 sui 10.000 mt), Francesco Carrera (29:29, 10.000 mt), Nicola Bonzi (1:05:14, mezza maratona). Allargando il discorso ci sono altri atleti meno noti ma comunque in possesso dei cosiddetti “minimi”, che sono ad esempio in campo maschile 3:51 per i 1500 metri; 31’ per i 10.000; 9’20 per i 3.000 mt siepi. Quali possibilità riserva loro la federazione di potersi allenarsi? Vale a tutti gli effetti l’autocertificazione?
In mezzo a tutti questi discorsi c’è un’altra complicazione: grazie alla battaglia scatenata contro chi corre allenarsi per strada diventa un’attività ad alto rischio, sono in aumento gli episodi di intolleranza.
La scomparsa di Raimondo Balicco, uno di noi
18 marzo - L'epidemia ha strappato al nostro mondo un altro sindaco bergamasco: dopo Giorgio Valoti, sindaco di Cene, questa notte è scomparso, a 77 anni, Raimondo Balicco. Da due settimane era a casa, a Villa d'Almè, influenzato.
Dal 2017 ricopriva la carica di sindaco di Mezzoldo (BG), città dove è nato 77 anni fa, dopo esserlo già stato ininterrottamente dal 2002 al 2012, senza mai avere tessere di partito.
Gli amanti della corsa in montagna lo ricordano soprattutto per ciò che ha fatto in questo ambito. Per un lungo periodo, dal 1985 al 2012, è stato responsabile nazionale per la Fidal del settore corsa in montagna: in questi anni si sono formati tanti atleti che hanno poi vestito la maglia azzurra e riportato notevoli successi in campo nazionale ed internazionale.
Prima ancora era stato atleta della Forestale, poi al termine della sua carriera agonistica si era dedicato a far crescere il settore: ed è anche grazie a lui che la specialità è entrata in ambito federale. Nel corso degli anni ha avuto un ruolo centrale anche nella WMRA (World Mountain Running Association), la federazione mondiale di questa disciplina, che gli ha poi riconosciuto il titolo di membro onorario.
Da sempre organizzatore di una gara impegnativa, Mezzoldo – Ca' San Marco, una corsa in salita dal suo paese natio (situato a 835 mt) fino al passo San Marco (1992 mt); oltre 1000 metri di dislivello in soli 8 chilometri. E’ qui che ho avuto modo di conoscerlo, poi l’ho incontrato ancora in occasione di due raduni della nazionale di corsa in montagna.
E’ così che una provincia già duramente colpita dal coronavirus aggiunge un’altra vittima, che molto ha avuto a che fare con lo corsa.
Alle condoglianze del mondo sportivo si aggiungono quelle della famiglia di Podisti.Net.