Laura Galli e il velocissimo asfalto di Berlino
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il racconto di Laura Galli (Ortica Team), tornata dalla mezza maratona di Berlino con tanto e giustificato entusiasmo, per un miglioramento cronometrico e una bella esperienza sportiva.
Ammetto di esser partita prevenuta e credo di non essere stata l’unica ad aver temuto di poter rivivere gli stessi disguidi del pre-gara e sul percorso vissuti durante la maratona di Berlino del 2025.
Per fortuna, mi sono dovuta ricredere. Su tutto.
Innanzitutto, l’Expo è stata meravigliosa. Lo scorso settembre era stato allestito presso Messe Berlin, bella location, ma, onestamente, simile a molte altre viste in precedenza, mentre venerdì 27 e sabato 28 marzo, è stato l’aeroporto ormai in disuso di Tempelhof ad ospitare l’expo della mezza di Berlino. Non so se per mera deformazione professionale ( n.d.r. è architetto), ho adorato la location: dall’ingresso nella hall con i rulli dei bagagli, agli ambienti essenziali ma enormi, all’affaccio dell’edificio su Tempelhofer Park. Oltre a questo, il flusso di persone è stato gestito benissimo, non c’è stata alcuna coda per l’affrancatura del braccialetto per l’accesso all’area Expo e all’area di partenza della gara, e la distribuzione dei pettorali è stata veloce ed efficiente. Per non parlare della marea di volontari sparsi ovunque e pronti a dare informazioni sulla logistica del giorno della gara. Unica pecca: purtroppo, essendo arrivata nel pomeriggio di sabato, ho perso la gara dei bambini che si era tenuta proprio nell’area esterna dell’expo.
La partenza della mia griglia era alle 10.05, dopo gli skaters, le handbikes, gli elite e la griglia A: visto il cambio dell’ora, da solare a legale, e il clima decisamente freddo, l’orario mi sembrava perfetto.
Sono arrivata, come consuetudine, molto presto, ossia verso le 8.30 ed ho notato subito che il clima era più rilassato rispetto allo scorso settembre. Con il passare dei minuti, aumentavano le persone presenti nell’area di partenza, ma le code ai bagni rimanevano di una lunghezza ragionevole, i runner rimanevano coperti e non c’erano persone ammassate ai depositi borse, i flussi verso le griglie erano scorrevoli. Insomma, nell’attesa, mi sono resa conto che quei 20.000, più o meno, runner di differenza (i finisher della mezza di Berlino sono stati circa 37.000), la differenza l’hanno fatta veramente.
Non rimaneva che capire se i runner erano stati distribuiti in maniera corretta nelle griglie e se ci sarebbero stati degli ingorghi durante la gara: ma questo non potevo saperlo fino a quando non avrei iniziato a correre e comunque ormai il mio mood era positivo e rilassato.
Ed ecco lo start, emozionante come sempre. Inizio a correre più veloce del previsto e noto che tutti attorno a me corrono all’incirca alla stessa velocità. Ultimo dubbio sfatato dunque: tutto sommato si poteva correre serenamente.
Sono andata a Berlino per provare a fare il personale per cui ammetto di aver guardato a terra e poco più per 21097 metri. Conoscevo il percorso poiché era parte della maratona, sentivo il tifo, sempre meraviglioso, anche se ero concentrata, e volevo pensare solo a correre.
Il percorso della mezza di Berlino è praticamente piatto e privo di curve secche a parte il giro di boa al diciassettesimo chilometro: l’ideale insomma per un buon crono.
Credo che il clima abbia aiutato anche la gestione dei ristori poiché tanti runner non hanno avuto grosse necessità di idratarsi ad ogni ristoro.
La ciliegina sulla torta di una giornata, per me, già perfetta e una gara organizzata in maniera impeccabile (lode all’efficienza tedesca) è stato l’incontro casuale con un runner di Milano che mi ha accompagnata per ben 14 chilometri, praticamente avevo un pacer personale in gara.

L’arrivo alla porta di Brandeburgo è sempre molto emozionante e lo è ancora di più quando si taglia il traguardo con un crono da sogno. Perché se poi ci aggiungi un notevole personal best ufficiale, 1h27’00 che già questo costituisce un sostanziale miglioramento rispetto a 1h28’32 (sempre nel 2026, a Lisbona), ma con un real time di 1h25’58…beh…una trasferta bella come poche!
La logistica post-gara è stata all’altezza di tutto il resto: flussi scorrevoli, nessuna attesa alla consegna delle sacche, presenza di spogliatoi e docce, ristoro finale con birra analcolica al limone o al pompelmo.
Sicuramente una gara da 10 e lode.
N.D.R. gara ad elevata partecipazione, alla fine sono 36.559 gli atleti classificati, di cui 20.127 uomini e 16.432 le donne, una percentuale elevata (circa il 45%) quantomeno rispetto alla media delle gare italiane

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