Lo strano caso del Maglificio LADIF (che ricorda molto la FIDAL…)
Descriviamo oggi il curioso modello di marketing del Maglificio LADIF che fino a pochi anni fa distribuiva i suoi MAGLIONI solo tramite una rete esterna di vendita. Ecco i costi in Euro richiesti ai NEGOZI, comprese le attrezzature/iscrizioni annuali obbligatorie, per vendere i prodotti LADIF:
L’INSEGNA LADIF fuori dal negozio: 450
COMMESSI: minimo 3×20=60
1 STILISTA: 50
1 SARTO: 50
Quindi per vendere un MAGLIONE, ceduto da LADIF a 25 euro, il GESTORE del NEGOZIO doveva considerare i summenzionati costi fissi, oltre ad altri oneri come gli stipendi per commessi, sarto, stilista e così via. Facile immaginare che anche se alcuni dipendenti lavorassero gratis, per andare in pari, senza guadagnare nulla, il MAGLIONE era messo in vendita ad almeno il doppio dei 25 Euro del prezzo di acquisto.
Da qualche tempo LADIF, che alle convention annuali fa sempre grandi complimenti ai NEGOZI, ha deciso di aprire una vendita diretta dei MAGLIONI-ONLINE al prezzo di 25 euro, ovvero lo stesso prezzo di cessione ai NEGOZI!?!
A noi sembra una scelta poco lungimirante che non aiuta il SISTEMA e penalizzante per i NEGOZI.
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Bene, se ci avete seguito fino a qui, provate a sostituire
MAGLIONE/I con TESSERA/E
MAGLIONI-ONLINE con RUNCARD
INSEGNA con AFFILIAZIONE
GESTORE con PRESIDENTE
NEGOZIO con SOCIETA’
COMMESSI con DIRIGENTI
STILISTA con ALLENATORE
SARTO con MEDICO
SISTEMA con ATLETICA
scoprirete che LADIF è l’anagramma, o meglio il palindromo di FIDAL… di cui non capiamo il modello di marketing.
ma qualcuno ha chiesto al CONI se è regolare che una federazione tesseri direttamente i singoli atleti facendo cosi concorrenza sleale verso le società affliate?