Caso Zilio e Zordan – certificati medici presenti e mancanti: un avvocato poco informato
Come vi avevamo promesso nel nostro precedente articolo qui allegato ed attenendosi solo alle notizie, ecco gli ultimi aggiornamenti relativi all’inchiesta legata alla prematura scomparsa, in circostanze analoghe, di due atleti della Km Sport: Anna Zilio ed Alberto Zordan.
Le indagini hanno evidenziato che secondo il sistema informatico della FIDAL, Anna Zilio risulterebbe in regola fino al febbraio 2026, ma nell’archivio della società mancherebbe l’ultimo certificato medico dell’atleta con scadenza appunto a febbraio 2026. Ricordiamo che era proprio lei a svolgere questa funzione per gli oltre 700 tesserati del sodalizio veneto. Si tratterebbe dell’unica anomalia tra i soci del Km Sport. L’avvocato Marco Pezzotti che tutela la famiglia Zilio, ha dichiarato a Fanpage.it, quanto segue: “Quest’anno Anna ha gareggiato solo in Olanda dove questo documento non è prescritto dalla legge (n.d.r. l’avvocato è poco informato, Anna Zilio ha gareggiato in almeno altre 6 occasioni nel 2025, come documentato dalla sua scheda FIDAL, sono cinque mezze maratone e una 10 chilometri) . Non sappiamo se quel certificato sia a casa, se non abbia eventualmente inserito i dati per aggiornare la piattaforma Fidal e abbia tenuto quel documento da qualche altra parte. L’attività di caricamento di questi documenti sanitari, come è ormai noto, la svolgeva proprio Anna e quindi non possiamo sapere cosa effettivamente sia accaduto, se quel certificato è conservato in casa o se ci sia stata qualche irregolarità. Quello che per ora posso confermare è che il documento per il 2025 manca”.
Ci permettiamo solo di aggiungere che data la rilevanza nazionale del caso, sarebbe quantomeno strano o poco professionale se uno Studio Medico avesse emesso quel certificato e non avvertisse le forze dell’ordine.
Diversa è invece la situazione di Zordan, sul quale indaga una seconda Procura. Il suo certificato sarebbe stato inserito nel sistema con le stesse modalità da Zilio, ma non risulterebbero attualmente anomalie.
Posso dire “chissene frega del certificato”? qui si sta mescolando il brodo inutilmente, qualcuno vuol spostare l’attenzione su di un binario che non porta da nessuna parte.
I due atleti non sono morti per colpa o meno del certificato medico, la causa della morte non è il certificato, si vorrebbe capire invece quale sia stato l’esito dell’autopsia.
Beh, non sono un avvocato ma credo che la presenza o meno di un certificato (valido) sposti i termini delle responsabilità, civili e penali della questione. Però è vero che solo l’autopsia potrà e dovrà dire qualcosa di più preciso. E comunque, a prescindere dai certificati, è deceduta in casa, non durante una gara.
La particolarità del caso è il decesso a distanza di 3 settimane di due atleti della stessa provincia, della stessa squadra, per cause sconosciute, ognuno di noi vorrebbe sapere solo di cosa sono morti gli atleti.
In ogni caso il sistema delle visite agonistiche fa acqua da tutte le parti, l’Italia è piena di certificati taroccati, basterebbe che il medico avesse l’obbligo di caricare l’esito della visita medica per la pratica agonistica nel “Fascicolo Sanitario Elettronico” dell’atleta, perchè inquirenti, Ministero, federazioni e ASL possano tracciare tali certificati cosi da spegnere sul nascere qualsiasi tentativo furbesco di taroccamento,
Da regolamento, che ricordi, se il certificato non è aggiornato e caricato nel sistema l’atleta non dovrebbe poter gareggiare. Come ha fatto l’atleta a iscriversi e gareggiare nelle gare fidal nel 2025? Inoltre, in prossimità della scadenza del certificato la società riceve comunicazione che il certificato è in scadenza e in mancanza di rinnovo l’atleta non può gareggiare. In sintesi è tutto molto ma molto strano.
Ricordi bene, tuttavia un certificato era caricato, diversamente non avrebbe potuto gareggiare, cosa che invece ha fatto
Cara Cristina, a mia conoscenza, sul sito FIDAL, non viene caricato il documento medico, ma solo aggiornata la data di scadenza dell’ultimo certificato. Il documento deve poi essere conservato per almeno 5 anni dalla società.
Quindi in qualsiasi società è possibile aggiornare (in maniera fraudolenta) la data di scadenza della visita di un atleta anche se il documento non è stato emesso, oppure si tratta di un certificato falso. Chi svolgeva questa funzione per la Km Sport era proprio Anna Zilio.