Miele, Tè e scarpe da 5155 euro al chilo: riflessioni dopo il Big Bang a Londra
Lasciando a quelli bravi elucubrazioni più professionali, permettetemi di condividere con voi qualche pensiero dopo il Big Bang di domenica scorsa a Londra, con non uno, ma addirittura due gli atleti capaci di correre la maratona sotto le due ore. Il keniano Sebastian Sawe in 1:59.30 , ma anche l’etiope Yomif Kejelcha in 1:59.40. E per non farci mancare niente, pure il record del mondo femminile, con Tigist Assefa che porta il nuovo limite, in gara di sole donne, a 2:15’41.
Fallimento degli integratori – Cominciamo con le brutte notizie così almeno ci liberiamo dal peso. In una giornata di festa per atleti, allenatori, organizzatori, produttori di calzature e amanti della maratona in generale, chi ne esce a pezzi è la reputazione degli integratori, perchè Sawe ha ingenuamente confessato, come due ore prima dello start la sua colazione pre gara fosse composta da un paio di fette di pane, miele e del tè. Anche se a volte, ma non questa, si concede il lusso di un uovo… Con buona pace di polveri magiche, barrette e compagnia cantante.
(Mi correggo. Il sempre ben informato Marco Bonarrigo sul Corriere della Sera di oggi riporta quanto segue: “Domenica ha rabboccato il serbatoio cinque minuti prima del via con 40 grammi di glucosio, fruttosio e carbonato di calcio e poi ogni cinque chilometri ha alternato borracce degli stessi zuccheri, tenute in frigo fino al momento del rifornimento. L’aggiunta di un pizzico di bicarbonato (speciale, ad occhio, considerati i 350 euro al chilo) «tamponava» la produzione di acido lattico, il segreto per schivare la nausea è (secondo chi la produce) la sottilissima matrice in gel che avvolge le molecole di zucchero (omissis) …Per riuscirci ha allenato il suo stomaco al pari di gambe e polmoni e ha trovato (in una startup svedese) chimici all’altezza del suo talento. L’attenzione di Sawe all’alimentazione in corsa è la stessa del fenomeno pedalante Tadej Pogacar: per lui la razione di carboidrati è 120 grammi all’ora, soglia un tempo considerata fisiologicamente intollerabile. Messaggio agli amatori: come per la bici di Tadej o le scarpe di Sabastian, anche copiando pedissequamente la dieta-maratona del keniano ci si può far male. Il rischio è correre verso il bagno, non verso il traguardo”.
Quando in tanti vanno forte… bisogna trovare il minimo comun denominatore – Nelle garette di paese, dove modestia a parte, ho una certa esperienza, quando i tempi sono bassi per molti, bisogna capire dove sta il “trucco”. In genere il tracciato è più corto di quello dichiarato. Classico nelle gare più ruspanti, anche se capita anche con percorsi omologati… Con grande soddisfazione di chi si ritrova il personale riportato sulla sua scheda FIDAL. Per il caso di Londra la ricerca non è difficile, in quanto Sebastian Sawe e Yomif Kejelcha, hanno manager diversi, allenatori diversi, nazionalità diverse… ah, sì… entrambi avevano ai piedi le stesse scarpe!
Adizero Adios Pro Evo 3 = scarpe da 5155 euro al chilo – Ecco il nome delle scarpe che il produttore mette ora in vendita a 500 euro. Ma non si poteva correre solo con scarpe già disponibili in commercio? Come al solito sono io che faccio confusione. Saranno regole per la pista. In ogni caso questo gioiello pesa solo 97 grammi. Meno della scatola e facendo una divisione salta fuori il provocatorio prezzo al chilo che abbiamo riportato. Più care del tartufo bianco.
Addio al carbonio, basta piastra, si passa al magico anello – La novità tecnica più grande è l’addio alla piastra in carbonio, sostituita dall’Energygrim che riportiamo testualmente è: “un anello in materiale composito che garantisce rigidità e confort”. Anche tanta spinta, visto i tempi.
Battuto il record Yeman sui 2195 metri finali – Nella vittoria parigina il nostro Crippa aveva percorso gli ultimi 2195 metri finali, dal km 40 al traguardo, in 6’01”. Kejelcha ha corso in 6’02”, ma Sewa si è preso anche questo record intermedio con 5’51”
Chiudiamo con tre quesiti – Per i quali non abbiamo risposta, ma magari ci potete aiutare voi. La prima è la seguente: visto che Yomif Kejelcha era all’esordio in maratona, non è che è lui il più forte dei due? L’ultima domanda è: quanti amatori che in gara corrono a 5 o 6 o 7 e più al chilometro compreranno le scarpe magiche o similari? In quanti faranno indigestione di bicarbonato, tipo dopo il cenone di Capodanno?