Percorsi veloci e percorsi lenti
3 febbraio 2026. Quante volte nel decidere se fare o meno una gara sentiamo dire “ma com’è quel percorso, è veloce?” Una domanda trasversale, anche se probabilmente più comune negli amatori piuttosto che negli atleti di livello.
Insomma, è un parametro essenziale che spesso fa propendere le scelte verso una gara piuttosto che un’altra; anche gli organizzatori delle corse su strada, perché ovviamente a queste ci riferiamo, si ingegnano alla ricerca della maggiore scorrevolezza. In questa analisi escludiamo la pista, sempre uguale ( e sempre precisa!). Le foto mostrano atleti impegnati su diversi percorsi e diversi contesti.

Ma è così importante che un percorso sia assolutamente veloce? E’ davvero l’unico parametro di cui tenere in considerazione nelle scelte?
Chiaramente è importante, anche molto importante, basti pensare ad esempio alle gare di Valencia, che ogni anno fanno registrare prestazioni di altissimo livello, pare che alla base nella scelta del percorso ci sia stato lo studio “storico” dei venti per individuare il percorso.

Ma non è l’unica cosa che conta, se si vuole una gara capace di generare performance interessanti, è invece di fondamentale importanza riuscire a mettere insieme atleti certamente di livello, ma anche con prestazioni simili tra loro, tutto ciò concorre verso l’obiettivo di correre forte.
Abbiamo visto tante, troppe volte gare gare dove gli organizzatori si impegnavano, anche economicamente, per garantirsi un atleta molto forte, senza preoccuparsi degli altri, col risultato di avere magari un tempone del primo e poi un buco di 5 minuti nella mezza maratona o anche 10 nella maratona tra il vincitore e chi arrivava dopo.
Non è bello per lo spettacolo, che non c’è, perché viene meno la competizione e non è bello per gli atleti che seguono, perché manca lo stimolo per dare tutto. Inoltre, il livello tecnico complessivo della gara risulta più basso.
Ecco quindi che a mio avviso un parametro per definire una corsa veloce è anche la qualità generale degli atleti presenti, perché in gara certamente competono tra loro, ma aiutandosi, perché il comune obiettivo è che tutti possano dare il massimo, magari proprio per un record personale. Gli atleti forti, o comunque quelli ambiziosi, cercano gare dove potersi confrontare e non spaventa loro la presenza di eventuali piccoli dislivelli.
Un’altra caratteristica che ha molto a che fare con la scorrevolezza dei percorsi è relativa … agli atleti stessi, quindi alle loro peculiarità. Ci sono quelli abituati a “correre sul ritmo”, che deve essere il più costante possibile, non gradiscono nemmeno … i cavalcavia, le tortuosità, anche minime; altri invece, magari meno veloci ma che digeriscono meglio i cambi di pendenza (beninteso, contenuti) e le curve che anzi, le utilizzano per rilanciare l’azione.
