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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

E’ stata diramata dalla  Fidal la lista dei convocati azzurri per la 25^ edizione dei  Campionati Europei di corsa campestre, in programma domenica 9 dicembre a Tilburg (Olanda).  

Sono 35 atleti: 20 uomini e 15 donne. Le formazioni italiane maschili avranno il numero massimo di 6 partecipanti in ognuna delle tre categorie; le squadre femminili potranno concorrere in tutte le classifiche per team con 3 seniores, 4 under 23 e 6 under 20: dalla scorsa stagione il  regolamento prevede che portino punteggio tre atleti.

Confermata la staffetta mista, introdotta un anno fa, con due uomini e due donne.

Ecco i selezionati:

UOMINI

Seniores

Nekagenet

CRIPPA 

Trieste Atletica

Yemaneberhan

CRIPPA 

G.S. Fiamme Oro Padova

Ahmed

EL MAZOURY 

Atl. Casone Noceto

Daniele

MEUCCI 

C.S. Esercito

Marouan

RAZINE 

C.S. Esercito

Andrea

SANGUINETTI 

G.S. Fiamme Oro Padova


Under 23

Ahmed

ABDELWAHED 

G.A. Fiamme Gialle / CUS Camerino ASD

Simone

COLOMBINI 

C.S. Aeronautica Militare / La Fratellanza 1874

Jacopo

DE MARCHI 

Trieste Atletica

Alessandro

GIACOBAZZI 

C.S. Aeronautica Militare / La Fratellanza 1874

Riccardo

MUGNOSSO 

Atl. Vis Nova Giussano

Ahmed

OUHDA 

Atl. Casone Noceto


Under 20

Luca

ALFIERI

P.B.M. Bovisio Masciago

Nesim

AMSELLEK

Atl. Chiari 1964 Lib.

Pietro

ARESE

S.A.F. Atletica Piemonte A.S.D.

Alain

CAVAGNA

Atl. Valle Brembana

Pasquale

SELVAROLO

Barile Flower F.R. Terlizzi A.S.D.

Enrico

VECCHI

Atl. Rodengo Saiano Mico

 

DONNE

Seniores

Giovanna

EPIS 

C.S. Carabinieri sez. Atletica

Valeria

ROFFINO 

G.S. Fiamme Azzurre

Christine

SANTI 

C.S. Esercito


Under 23

Mara

GHIDINI 

Atl. Brescia 1950 ISPA Group

Rebecca

LONEDO 

Atl. Vicentina

Francesca

TOMMASI 

C.S. Esercito / Atl. Insieme New Foods VR

Federica

ZANNE 

Atl. Brescia 1950 ISPA Group


Under 20

Nadia

BATTOCLETTI

G.S. Fiamme Azzurre / Atl. Valli di Non e Sole

Ludovica

CAVALLI

S.S. Trionfo Ligure

Martina

CORNIA

A.S. La Fratellanza 1874

Francesca

MARANGI AGOSTINO

C.U.S. Torino

Angela

MATTEVI

Atletica Valle di Cembra

Elisa

PALMERO

ASDP Atletica Pinerolo

 

STAFFETTA MISTA

Mohad

ABDIKADAR S.A.

C.S. Aeronautica Militare

Giulia

APRILE

C.S. Esercito

Eleonora

VANDI

Atl. Avis Macerata

Ala

ZOGHLAMI

G.S. Fiamme Oro Padova / CUS Palermo

Martedì, 27 Novembre 2018 22:49

Canosa di Puglia (BT) - 5° Trofeo Boemondo

25 Novembre - Pioggia copiosa sulla strada avvicinandoci, pioggia copiosa sull’intera provincia, un solo punto asciutto, Canosa di Puglia, che spicca data la sua maggiore altitudine, sotto il buco azzurro in un cielo tutt’intorno grigio.  

Sabino Sardella, il presidente della Podistica Canusium 2004 (gli odierni organizzatori), deve avere qualche amico molto in alto, ma proprio in alto: ha cominciato a piovere soltanto quando la cerimonia di premiazione era ormai all’epilogo…

Hanno ringraziato il Cielo anche tutti i convenuti per la 5^ edizione del Trofeo Boemondo – Memorial Paolo Minerva, valevole come 10^ prova del Circuito provinciale “Terra di Bari”, che hanno visto bagnarsi soltanto le vetture andando via.

Organizzazione positiva senz’altro, con soddisfazione di quasi tutti partecipanti, cresciuti a 662 iscritti contro i 627 di un anno prima, nonostante la maratona di Firenze abbia sottratto un bel numero di atleti che avrebbero corso da queste parti.

Manifestazione caratterizzata dall’atipica distanza di 15 chilometri, una distanza che può essere allenante per le prossime mezze e per le ultime maratone stagionali, anche considerando la difficoltà di un percorso tecnico, con gli ultimi chilometri in continua salita.

Ritrovo fissato in Piazza Vittorio Veneto, in pieno centro, con consegna rapida e ordinata di pettorali e chip presso l’ingresso di Palazzo Sinesi, dove ha sede il locale Museo archeologico; a pochi passi, presso la sede locale della società organizzatrice, la consegna dei pacchi gara, contenente unicamente prodotti alimentari.

Doppia opzione di iscrizione: 8 euro full optional o “completa” per dirla in italiano, 6 euro senza il suddetto premio di partecipazione e senza il diritto di partecipare al ricco ristoro finale: bastava darne comunicazione preventiva.

Tre bagni chimici si aggiungono a quelli della struttura fissa della vicina Villa Comunale, per risolvere gli ultimi problemi degli atleti ed evitare scene poco civili in un centro città.

A presentare la manifestazione Umberto De Giosa, podista e giornalista canosino, dimostratosi all’altezza del compito, pur chiaramente non avendo la conoscenza degli atleti propria di chi lo fa abitualmente.

Clima apparentemente favorevole, perché – sebbene non piova e non pioverà – la temperatura sarà condizionata dal tasso di umidità, e lo spirare improvviso di fortissime folate di vento danneggerà gli atleti e il lavorio degli “imbuti” creato dai giudici, costretti ad alzare più volte le transenne.

A guidare i podisti nella ricerca dell’andatura più giusta e più regolare, i rappresentanti del gruppo pace-maker di Laura Tassielli, che ha creato questa nuova formazione di metronomi della corsa: i loro palloncini condurranno le orde podistiche a raggiungere il crono desiderato.

L’organizzazione ha previsto anche di onorare la Giornata contro la violenza sulle donne: un’addetta segna con il pennarello rosso il volto di ogni persona presente: non servirà forse a niente, ma almeno resta il segnale, in attesa di pene più severe per chi si macchia di questi (ed altri) delitti.

Orario di partenza intelligentemente fissato alle 9.00: si comincia prima, si finisce in anticipo, poi la distanza è più lunga e si vuol dare sempre meno fastidio ai cittadini.

Frattanto gli atleti già abbigliati per la disfida, provvedono agli ultimi esercizi di riscaldamento muscolare, pur non rinunciando al selfie e alla foto di rito, andandosi poi a schierare dietro la linea del via, ben delimitata dallo sbarramento di transenne.

Fra tutti gli atleti ne spicca uno, anzi bisogna cercarlo, perché magrissimo e sempre modesto com’è, sparisce nel gruppo di testa: stiamo parlando dell’ospite d’onore, il super-super-ultramaratoneta Giorgio Calcaterra: il suo mito è universale, tutti lo conoscono, lo ammirano, lo amano, segno di un condotta sportiva e morale unica. 

Tutto è pronto per la partenza, si definiscono gli ultimi particolari, i Vigili urbani comandati dal maresciallo runner Peppino Germinario danno il via libera e il Giudice De Lillo spara il colpo di pistola che aziona i podisti.

Primi chilometri cittadini, il primo passaggio, il secondo: un piccolo errore di percorso dei primi tre condizionati dall’auto dei Vigili fermatasi per risistemare una transenna spostata, subito rimessi sulla strada giusta e per fortuna senza alcuna conseguenza di classifica. Al terzo passaggio invece, a sbagliare il percorso sono gli ultimi tre, quasi involontari protagonisti di uno sbaglio che li porta nel mezzo nella corsa, per poi scivolare nuovamente in fondo.  A questo punto la gara si sviluppa in periferia, il tracciato è inaccessibile alle auto, i ristori con acqua sono posti ogni 5 chilometri, peccato per il vento che rallenta e infastidisce, peccato per un po’ di fango nelle strade extraurbane, che le rende a tratti scivolose e che sporca; tracciato interessante, mai banale, con continui cambi di pendenza, fino agli ultimi tre chilometri, quando per rientrare in città e raggiungere il centro bisogna salire e salire, prima di lanciarsi nel lungo sprint che conduce al traguardo.

Tracciato da “nastrare” meglio nei punti dove è possibile tagliare non effettuando il giro della piazza; area di arrivo da controllare e transennare con maggior cura, evitando il passeggio di borghesi e di podisti già arrivati, che crea problemi agli atleti ancora in gara, ai giudici e ai fotografi.

Gara che vive sostanzialmente nella lotta a tre tra Calcaterra, Mastrodonato e Guastamacchia; si ritira troppo presto Michele Uva, riappare finalmente Gadaleta; scendendo, ogni gradino della classifica racconta di sprint, di lotta, di duelli, di sacrifici, di allenamenti, di voglia di non fermarsi e di proseguire…

Al femminile, dopo la sfuriata iniziale di Filannino, Labianca riprende il suo ruolo in testa come da pronostico, ma attendiamo l’evolversi delle situazioni.

Si attendono gli arrivi, il vento soffia forte, sembra di volare, intanto trovo e abbraccio il mio amico Sabino Diaferio, auguro a lui ogni bene con la sottile speranza di ritrovarci un giorno, quasi per miracolo, di nuovo a correre…

La sirena dell’auto dei Vigili, un uomo solo al comando, i chilometri nella sue gambe sono spaventosamente tanti… Giorgio Calcaterra, della Calcaterra Sport Roma, si impone in 51:36, l’albo d’oro di questa manifestazione si fregia della presenza dell'ottavo re di Roma, un mix perfetto di umiltà, bravura, costanza, resistenza, simpatia, disponibilità.
Secondo posto per Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno), da sempre ai vertici, bravo maestro e maestro di sport, che sta forgiando tanti piccoli campioncini, in un anno fondamentale nella sua vita, con 51:54.
Terzo posto per Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), valente atleta sempre alla ricerca di migliorarsi, speriamo che il periodo nero sia passato e che il domani gli porti ogni bene, oggi intanto chiude in 52:08.

Al quarto posto riecco Sabino Gadaleta (Pedone Riccardi Bisceglie), persona splendida, ancor oggi valido atleta e mani d’oro al servizio di chi può dare grandi soddisfazioni alla nostra disciplina (vero Veronica?), in 54:03. Quinto ancora un atleta della Pedone Riccardi Bisceglie, l’attivissimo Francesco Uva in 55:07, seguito dal coriaceo Pantaleo Papagno (Assi Trani), sesto in 55:18, con il primo atleta della società organizzatrice, il terribile Antonio Di Nunno, settimo in 55:23. Non molla mai, il buon Ciro Pappalardo (Maratoneti Andriesi), ottavo in 55:27, seguito dal sempre più bravo Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari), nono in 55:47, e dal carissimo Antonio Francolino (GS Athlos Matera), espressione della bella Lucania, decimo in 55:49.

Al femminile, cominciato finalmente a superare, anche mentalmente, il recente infortunio, la brava e solare Francesca Labianca (Alteratletica Locorotondo), una vita di successi, è prima in 1:02:26; secondo posto per la brillante Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), che conclude in 1:04:22, seguita dalla cocciuta Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), terza in 1:04:48, capace di dare il meglio anche in un giorno apparentemente negativo.

Continua a crescere Maddalena Carella (La Fenice Casamassima):l’impegno paga ed è quarta in 1:06:53; quinto posto per la sempre combattiva Filomena D’Adamo (Bitonto Runners), che non vedevo da un po’, in 1:09:05, con la stakanovista Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), sesta in 1:09:13. Bella prestazione per la determinata Teresa Landriscina (Trani Marathon), che conclude in 1:09:34, precedendo l’esuberante Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), ottava in 1:09:51, e l’emergente Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), nona in 1:10:34. Bravissima, chiude la top ten, Stefania Antonacci (Bio Ambra New Age Capurso) in 1:10:38.

622 gli arrivati: tra le donne chiude Grazia Petruzzelli (Andria Runs) in 1:47:32, mentre è Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), classe 1933, a concludere la manifestazione in 2:09:13.

Ristoro finale, ecco i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Einaudi” a deliziare i podisti con le loro specialità: ceci e farro, un tortino dolce con marmellata, banana, succo di frutta, acqua, il tutto in quantità industriali e con la possibilità di ripetere il giro più volte, che permette di sentirsi di nuovo in forze dopo la gara.

Pronte immediatamente le classifiche, ottimo il lavoro degli addetti Fidal al rilevamento elettronico e dei Giudici: si comincia con il premiare i due vincitori assoluti, Giorgio Calcaterra e Francesca Labianca, nella centralissima Cassarmonica: per entrambi un ricco cesto con prodotti tipici locali, per Giorgio l’aggiunta di una riproduzione di una splendida anfora d’epoca, come vincitore assoluto, e di una targa consegnata da Patrizia Minerva – presidente Unesco Canosa.

A seguire la premiazione dei primi cinque delle varie categorie maschili fino alla SM60, dei primi tre per le restanti; le prime tre per ciascuna categoria femminile: cesto al primo, tris di vini al secondo e terzo, duo al quarto e quinto.

A consegnare i premi, a turno, Sergio Fontana - presidente di Confindustria BAT; Riccardo Piccolo -  fiduciario CONI Canosa; Francesco De Mattia - Presidente provinciale Fidal Bari; e chi vi scrive, in quanto Consigliere Regionale Fidal Puglia. Assenti i  politici.  

E’ il momento delle società: vince con distacco la corazzata Barletta Sportiva con 69 arrivati complessivi; secondo posto per la Amici Strada del Tesoro Bari con 38, a seguire Atleticamente Modugno (28), Maratoneti Andriesi (25) e Atletica Amatori Corato (24).

Comincia a piovere, e tra i saluti dello speaker Umberto, l’appuntamento è fra un anno.

Positivo bilancio finale, la Canusium 2004, che finalmente può contare non solo a correre di giovani forze fresche come Silvia Bucci e Stefano Germinario, supera ottimamente la prova, dimostrandosi più forte anche di alcuni banalissimi inconvenienti.

E, se il presidente Sardella è riuscito a far bloccare la pioggia per l’intera durata della manifestazione, attendiamoci altri miracoli nelle edizioni a venire….

 

Floriana Piarulli è una podista per passione come tante.

Lavora, ha una famiglia, una casa da accudire e, appunto, una grande passione: la corsa.  

Non sono scoccate le 5 del mattino che Floriana è già per strada, sulle strade di Bari, a correre i suoi chilometri quotidiani sempre con un sorriso e una disponibilità unici.

Ogni domenica, dopo ogni gara, tira fuori dal suo cilindro di bontà gustosissime torte che ha preparato il giorno prima, per il solo piacere di stare insieme agli altri, per rendere felici gli amici “vecchi e nuovi”.

Floriana vive la sua corsa così, non le interessano tanto tempi e prestazioni, corre per star bene e per il piacere di socializzare, di stare bene con la gente.

Oramai avvezza alle 10 chilometri e alle mezze maratone, decide quest’anno di fare il grande salto: si iscrive alla Maratona di Firenze, in programma il 25 novembre. Quale occasione migliore inoltre per festeggiare il suo compleanno, per lei che è nata il 21, vale a dire quattro giorni prima?

Comincia la sua preparazione, niente di particolare, intendiamoci, ma come e quando può allunga il suo allenamento: un sabato mattina la incontriamo persino alle 4.30 quando si allena nei pressi della Pineta San Francesco, scortata da suo marito Roberto, che la segue in auto.

Tutto procede bene, Floriana annuncia trionfalmente sui social la sua presenza a Firenze, quest’anno poi presa ancor più d’assalto dai pugliesi (si sfiorano la 500 presenze) …

Ma “il diavolo ci mette la coda” (come usava dire mia madre): il giovedì 22, il datore di lavoro di Floriana, un commerciante poco sportivo ma che sicuramente conosce meglio gli affari, revoca il permesso a Floriana, anche e soprattutto in vista del black friday, divenuto poi black week-end …

Floriana mortificata lancia i suoi messaggi sui social, la sua immagine del profilo Facebook – come il suo umore - si annerisce, Floriana si sente un uccello in gabbia, una farfalla alla quale hanno tagliato le ali. Ma non può lasciare il lavoro, le bollette, la spesa bisogna pur pagarle, come scriverà lei stessa, al mondo d’oggi un lavoro lo devi tenere stretto.

Niente da fare, gli altri maratoneti partono, la invitano magari ad iscriversi alla maratona di Lecce la settimana dopo, le promettono di portarle la medaglia di Firenze, ma chiaramente non è, non può essere la stessa cosa.

E allora la grande decisione: domenica mattina, all’alba, anzi di notte, Floriana si prepara per correre la sua maratona, aveva deciso il 25 e il 25 sia: non ci sono altri maratoneti, non c’è il deposito borse, non c’è il giudice, non c’è l’arco di partenza, nessuno le dà il via, ma lei parte e corre, corre e corre, corre sola nell’umidità di Bari e delle sue lacrime, chilometro dopo chilometro, saluta tutti ma oggi non si ferma, non può fermarsi, corre e corre ancora, il suo gps segnerà alla fine 42,21 chilometri chiusi in 4 ore, quarantotto minuti e 50 secondi.

Floriana è una maratoneta, non avrà diploma, il suo crono non apparirà sul sito della Federazione, ma è una maratoneta. Non avrà la medaglia, ma è una maratoneta.

Anzi la medaglia l’avrà: è quella dell’autostima, della determinazione, del coraggio… E la medaglia gliela consegneranno idealmente tutti i podisti baresi, pugliesi, italiani, mondiali che conosceranno la sua storia.

Nel giorno della lotta alla violenza contro le donne, Floriana ha mostrato quanto forte sa essere una donna.

Grande Floriana, tu sei LA maratoneta!      

18 Novembre - Incredibili risultati risaltano dalla mezza maratona di Ageo, in Giappone: intendiamoci, nessun record mondiale, ma strabilianti prestazioni di massa. Infatti, se si considera la classifica, dieci atleti hanno chiuso sotto 1h02:28, diciotto sotto 1h03; venticinque sotto 1h03:27; cinquantacinque sotto 1h04; centotrentadue sotto 1h05; centonovantasette sotto 1h06; duecentosessanta sotto 1h07; duecento novanta sotto 1h08; trecentotrenta sotto 1h09 e, concludiamo, trececentosessantuno sotto 1h10!

Cifre davvero non paragonabili con alcun'altra mezza del mondo!

Forse influisce il fatto che questa mezza è l’ultima tappa di selezione per l’Hakone Ekiden, la gara più importante per i giappponesi, la maratona a staffetta che si correrà il prossimo 2 e 3 gennaio; inoltre, il podismo in Giappone è considerato uno sport di primo piano: tantissimi gli atleti che si dedicano con estremo impegno, diverse le aziende che supportano i corridori anche economicamente.      

Intanto la 31^ Ageo City Half marathon è stata vinta dal keniano Vincent Laimoi in 1h01:19, record della gara, davanti al giapponese Ken Nakayama, secondo in 1h01:32, e all’etiope Workneh Derese, terzo in 1.01.50. Quarto ancora un giapponese, il maratoneta Yuta Shitara in 1h01:59, quinto lo svedese David Nilsson in 1h02:09, record nazionale.Seguono: Genki Kaneko in 1h02:16, Daichi Kamino in 1h02:19, Gaku Hoshi in 1h02:20, Reiri Nakashima in 1h02:28, Michael Githae in 1h02:28.

Da segnalare il ritorno a buoni livelli di Yuky Kawauchi, 14° in 1h02:49.

Al femminile, successo di Kaori Yoshida in 1h11:54, nuovo record della corsa, su Chun Yu Tsao (Taiwan), seconda in 1h13:56, e Kaoru Nagao, terza in 1h15:50.

Mercoledì, 21 Novembre 2018 21:54

Nuovo record femminile alla Shanghai Marathon

18 Novembre - Nonostante le condizioni climatiche fredde e piovigginose, con temperature tra i 10 e i 12 gradi, la etiope Yebrqual Melese Arage, in 2h20:37, ha stabilito il nuovo record femminile della Shanghai International Marathon (Gold Label IAAF), giunta alla 19^ edizione.  

La 28enne ha migliorato notevolmente il precedente primato di 2h21:52, appartenente alla connazionale Tigist Tufa che lo stabilì nel 2014 (ha resistito, viceversa il suo primato personale di 2h19:36 a Dubai a gennaio).

Sotto il precedente record, anche il crono della seconda arrivata, l'altra etiope, l’appena ventunenne, Azmera Abreha Gidey, seconda in 2h21:51, primato personale; pb, con metto miglioramento di quasi sei minuti, anche per la terza classificata, la 27enne keniana Betty Wilson Lempus, al traguardo in 2h23:41. Otto delle prime dieci classificate hanno ottenuto il primato personale

La gara si è decisa negli ultimi 5 chilometri quando la Melese è riuscita finalmente ad avvantaggiarsi su Gidey; precedentemente il gruppo iniziale di sette atlete, con passaggi al 10° km in 35:30 e al 20° in 1h06:30), si è ridotto a tre al 25° (passaggio in 1h23:35), con il successivo ritiro dell’altra etiope Muluhabt Tsega, che ha lasciato campo libero alle due connazionali.  

Più combattuta la gara maschile, con i primi tre racchiusi in 1" e i primi sette in 8", con successo anche qui etiope (prima doppietta etiope uomo-donna nella storia di questa maratona) di Seyefu Tura Abdiwak in 2h09:20 che allo sprint supera il connazionale Tsegaye Mekonnen, secondo con lo stesso tempo, e al keniano Dickson Kipsang Tuwei, terzo in 2h09:21. (passaggio al 5° km in 15:25, al 10 ° in 30:47, al 20° in 1h01:21, al 30° in 1h32:12).

Da ricordare che Tura (pb di 2:04:44 a Dubai a gennaio), ad aprile aveva vinto la maratona di Milano in 2h09:04.

Infine, dopo due anni e mezzo e diversi ritiri, l’ex primatista mondiale Dennis Kimetto è finalmente riuscito a concludere una maratona, classificandosi decimo in 2h14:55.

Ospite d'onore e starter d'eccezione il primatista mondiale e campione olimpico Eliud Kipchoge, che ha dato il via alla maratona con 38.000 partenti.

 

Mercoledì, 21 Novembre 2018 09:39

Gotti in dialisi dopo Berlino: di chi la colpa?

La vicenda ha inizio venerdì scorso, 16 novembre, quando sul Corriere della sera appare il breve articolo dal titolo: “Atletica - La maratoneta Gotti fa causa alla Federazione”.

Ecco il testo: “Laura Gotti, la maratoneta che ha contribuito all'argento a squadre conquistato dall'Italia agli Europei di Berlino dello scorso agosto, ha fatto causa alla Federatletica. Proprio a Berlino sono iniziati i suoi problemi. La Gotti partecipò alla gara grazie a un'infiltrazione per quella che, secondo lo staff medico azzurro, era un'infiammazione. In realtà era una frattura da stress al bacino che le ha procurato un blocco renale e costretta alla dialisi”.

Ricostruiamo a questo punto un po’ i fatti: Laura Gotti, 27enne maratoneta e ultramaratoneta di Cremignane di Iseo (Brescia), parrucchiera nella vita di ogni giorno, dopo la grande prestazione alla Maratona di Milano dello scorso 8 aprile, settima donna in 2h32’22”, è convocata in Nazionale per prendere parte ai Campionati europei di Berlino. Lo scorso 12 agosto, pur in condizioni non ottimali, partecipa alla Maratona finendo – al passo - 46^ assoluta in 3h34’13”, contribuendo alla conquista della medaglia d’argento a squadre insieme a Catherine Bertone, Sara Dossena e Fatna Maraoui.

Al ritorno in Italia, dopo una settimana, la Gotti è ricoverata d’urgenza, con i medici che le riscontrano un bocco renale, che la costringe alla dialisi, e di qui la suddetta accusa ai medici della Nazionale che avrebbero sottovaluto il problema (una frattura da stress al bacino, curata con una sola infiltrazione), mettendo a grave rischio la salute dell’atleta. 

In serata sulla pagina del profilo Instagram di Sara Dossena, un commento molto duro sulla notizia: situazione: “Non ho parole… io c’ero e so come sono andate le cose… prima di fare causa bisognerebbe essere sicuri di non dichiarare il falso o le verità che fanno comodo…“, dichiarazione condita con due faccine che vomitano.

Su facebook importante il commento alla notizia del tecnico Luigi Ferraris: “Chiunque corre sa che l’infortunio fa parte del gioco e di certo correre con una microfrattura non ti porta in dialisi, quello che è successo è una concatenazione di eventi e trovarne un colpevole è impossibile, probabilmente io stesso sono in piccola parte colpevole. Io devo dire che c’è stata molta disponibilità da parte dello staff della federazione, e nessuno ci ha puntato una pistola per correre! Una cosa ho imparato nella vita SOLO CHI FA PUÒ SBAGLIARE!!"

Il giorno seguente, sabato 17, sulle pagine del Corriere della Sera di Brescia, la lunga intervista alla Gotti da parte di Luciano Zanardini, di cui riportiamo solo la parte quando la maratoneta dichiara di aver trascorso 20 giorni in ospedale e un mese a letto immobile a casa, rischiando di morire. Ma la Gotti dichiara di non voler fare alcuna guerra alla Federazione, ma di voler chiarimenti dallo staff medico, aggiungendo di aver chiesto: “all’assicurazione un risarcimento per l’infortunio, per i costi che ho dovuto sostenere per la fisioterapia e per la chiusura di due mesi del negozio. Se mi avessero informato della microfrattura avrei rischiato, ma poi mi sarei fermata”.

La Gotti prosegue affermando che ora avrebbe ripreso a condurre una vita normale, che i reni funzionano regolarmente, ma niente corsa al momento. Infine, l’affermazione che il DT Antonio La Torre sia l’unico della Fidal ad essersi fatto sentire.

Ieri sera la risposta della Fidal con il comunicato ufficiale: “In riferimento alle recenti notizie di stampa relative alla maratoneta Laura Gotti, e a presunte conseguenze fisiche derivanti dalla sua partecipazione agli Europei di Berlino, la FIDAL contesta la ricostruzione dei fatti in relazione all’operato dello staff medico federale.

Si precisa che i medici federali, come avviene in ogni occasione, hanno provveduto a prestare all’atleta l’assistenza necessaria, rappresentando alla Sig.ra Laura Gotti quale fosse il percorso da seguire.

La suddetta Atleta ha operato delle scelte in assoluta autonomia e consultandosi con il suo Staff. Pertanto, si ritiene che i problemi di salute lamentati dalla Sig.ra Laura Gotti non siano in alcun modo riconducibili all’operato dello staff medico federale, che ha svolto regolarmente e correttamente il proprio compito.

A tal proposito la FIDAL si riserva la facoltà di proporre le azioni ritenute più opportune a tutela della propria immagine e credibilità, nonché dei propri tecnici e medici”.

Aspettiamo ora la risposta della Gotti, vediamo cosa accadrà… 

 

Martedì, 20 Novembre 2018 21:58

Altamura (BA) - 6° Trofeo Correndo tra le mura

18 Novembre - L’importante è che tutto si sia svolto nel migliore dei modi e che la 6^ edizione del Trofeo Correndo tra le Mura abbia soddisfatto le aspettative dei partecipanti.

Certo è dispiaciuto finire in periferia, non ritrovarsi nel “solito” centro cittadino che da anni e anni ha ospitato tutte le manifestazioni podistiche che si sono svolte ad Altamura.

Le norme antiterrorismo, il cosiddetto decreto Gabrieli, tramite le varie interpretazioni e traduzioni dei vari organi locali, ha portato a ritrovarsi “fuori le mura”: peccato per chi nel centro di Altamura non c’è mai stato, ma alla fine fondamentale è stato organizzare la manifestazione e correre.

Un plauso maggiore lo meritano gli organizzatori, la Happy Runners, capaci di reinventarsi la gara e di farlo in maniera positiva, con soli piccoli particolari da migliorare, se si dovesse continuare ad organizzarla da queste parti.    

Ritrovo fissato in Via Antonio De Curtis, alle spalle della Stazione ferroviaria, simpaticamente denominata Piazzetta degli Atleti, in una zona dove sono soliti allenarsi i podisti sfruttando la pista ciclabile, stante l’atavica mancanza di una pista in questa città che pure tanto ha fatto per l’atletica leggera.

Zona industriale, tanti gli spazi per parcheggiare, presso gli uffici di un’azienda locale si definiscono in comodità e rapidità le operazioni di iscrizione, per poi ritirare i premi di partecipazione costituiti da prodotti alimentari e bustine di integratore salinico.  7 euro il costo dell’iscrizione, solita tariffa Corripuglia, di cui questa manifestazione rappresenta la 21^ e penultima tappa.

989 gli iscritti Fidal, ai quali si sommano i cosiddetti “liberi”, per un totale di circa 1200 partecipanti, numero decisamente positivo se si pensa che la domenica pugliese prevede altre quattro manifestazioni, una per provincia podistica.

A disposizione degli atleti alcuni bagni chimici, in una domenica graziata dal cattivo tempo e dalla pioggia, certo fa freddo ma è sopportabile, poi resteremo all’asciutto se si esclude qualche gocciolina iniziale.

A presentare la manifestazione il bravissimo Claudio Lorusso, che gioca in casa e ritrova la “strada”, essendosi oramai specializzato su meeting in pista, anche a livello nazionale. Voce sicura e piacevole, sicuramente ferrato, se la caverà più che positivamente, penalizzato solo dalla mancata e giustificata conoscenza di tutti gli atleti.

Sono, intanto, cominciate le operazioni di risveglio muscolare da parte dei partecipanti, occorre con il freddo più attenzione a riscaldare il motore per evitare poi traumi e problemi. Tanti indossano sotto la canottiera sociale la cosiddetta “maglia della salute””, l’importante è trovare la propria armonia e correre al meglio.

Gara decisiva nella definizione delle varie graduatorie del Campionato a livello individuale e soprattutto di società, con i campioni uscenti della Tommaso Assi di Trani che hanno ritrovato il primo posto e non intendono lasciarlo nuovamente alla Montedoro Noci, che aveva primeggiato per l’intera stagione. Appassionante il duello, le due formazioni si schierano quasi al completo, ci sarà da divertirsi.

Ben delimitata l’area di partenza, con accesso possibile solo posteriormente, con la zona pole riservata ai soli possessori di bollino colorato e vidimato sul pettorale, preventivamente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Regionale, in base a prestazioni e risultati precedentemente realizzati.

Pian piano le due zone si riempiono, anche oggi tra i più veloci non mancano i clandestini che non si sa come sono riusciti ad infilarsi, si supera la linea di avvio di un metro circa, occorre spingere gli atleti indietro, pian piano l’operazione riesce e il Giudice è pronto a sparare il colpo di via.

Si attende solo l’ok dai Vigili che controllano la viabilità sulle strade, ecco il lasciapassare, il giudice è pronto, il braccio si distende, il grilletto è piegato, parte il colpo e partono gli atleti.

Si muove il plotone, più lento dietro, allungato in coda dai liberi, tra loro spicca il buon Cosimo Girolamo, lui corre su una gamba e due stampelle, la sua partecipazione aggiunge sempre qualcosa anche e soprattutto ad esempio di volontà e costanza.

Ultimissimo a partire, arrivato non si sa da dove, il buon Alessio Catozzo di Laterza, in arte “Barbanera”, che va ad attraversare tutta la piazza pur di partire correttamente dalla linea di via, lanciandosi in una “impossibile” rimonta.

Numerosi gli atleti di livello presenti oggi, da i vecchietti Minerva, Sardella, Pazienza e Mele, ai giovanissimi Catalano, Didonna, Cangiulli, ai “medi” Gaeta, Uva, Di Giulio, Insalata, difficile individuare a priori il possibile favorito, il buon speaker indica Minerva non sapendo che Francesco era già passato alla preparazione invernale prima di capire di dover tornare per aiutare la sua società…

Più facile in campo femminile, i favori sono tutti per la locale Mariangela Ceglia, che non so quanti successi ha colto nella sua carriera nella sua città, sempre bravissima sia su strada che in pista. Occhio però alla Monfreda, che corre bene…

Primo giro di circa un chilometro e mezzo nella zona più periferica, subito in testa Gaeta, segue un terzetto composto da Cangiulli, Uva e Catalano, poi Sardella, Didonna, Pazienza, insalata, Miglietti.

In campo femminile è prima Ceglia, vicinissima Monfreda, poi Iania, Zaccheo, Amatulli, Pischetola, Riti e Russo.

Vanno via gli atleti, vanno a percorrere la città, qualche auto sul percorso tra il quarto e il quinto chilometro pur fermate dagli addetti, finalmente si possono ammirare le bellezze di Altamura, il tracciato è tecnico, continui i saliscendi, non ci si annoia mai, poi la pioggia di questi giorni rende anche il fondo spesso scivoloso, occhio a mantenersi in piedi.

Ristoro a metà distanza, comincia il gran rientro verso la… periferia, il lungo viale apre finalmente al traguardo, occorre stare attenti e svoltare a sinistra, seguendo i coni ecco l’arco di arrivo, anche questa è fatta (proseguono diritto i liberi giungendo all’altro arco, quasi parallelo).

Tracciato di circa 9900 metri, grande prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), gran lavoratore e brillante atleta, che conclude in 32:24, precedendo l’aitante Gabriele Cangiulli (Atletica Don Milani Mottola), secondo in 33:06, e l’incredibile Francesco Minerva (Montedoro Noci), che partito quasi svogliato, ha rimontato quasi tutti, chiudendo terzo in 33:16.

Scende di un posto, rispetto alle ultime gare, pur comportandosi ottimamente, il bravo Luigi Catalano (Barile Flower Terlizzi), quarto in 33:50, davanti al capace Angelo Didonna (Amatori Atletica Acquaviva), quinto in 33:58, stesso tempo del sempre forte Michele Uva (Free Runners Molfetta), sesto. La saggezza di Angelo Pazienza (Dynamyk Fitness Palo del Colle), al settimo posto in 34:12, con il sofferente Vito Sardella (Montedoro Noci), ottavo in 34:23, il potente Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), nono in 34:55, e il reattivo Michele Insalata (Montedoro Noci), decimo in 34:57, a completare il lotto dei primi dieci uomini.

Al femminile, s’impone alla grande, tra il tripudio di tutto i presenti, concludendo in 38:28, l’esemplare Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo); segue Damy Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), sempre generosa, seconda in 39:08, entrambe sotto la guida tecnica di Michele Cuoco. Terzo posto per Silvana Iania (Free Runners Molfetta), che vive un ottimo momento di forma, al traguardo in 40:27.

5 secondi ed ecco giungere la rapidissima Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), quarta; quinto posto per la grintosa Rosalinda Pischetola (Nadir On the road Putignano) sesta in 41:20, davanti al duo della Montedoro Noci, le mai dome Francesca Riti, sesta in 41:26, e Mariantonietta Amatulli, settima in 42:05. Quasi gestendo le forze, senza troppe fatiche, è ottava Marissa Russo (Marathon Massafra) in 42:07, a precedere le inarrestabili Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), nona in 42:16, e Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), decima in 42:46.

A chiudere gli arrivi (916 i finisher) ci pensano Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), al femminile, in 1:22:57, e nonno Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), al maschile, in 1:32:44.

Da migliorare la gestione della zona arrivi delinenando e transennando meglio il corridoio che conduce al traguardo, facilitando l’individuazione degli ultimi metri agli affaticati atleti e, al contempo, evitando la presenza di persone non autorizzate sulla sede stradale. 

Buon ristoro finale con gelato (meglio però qualcosa di caldo, dato il freddo!), crostatina artigianale, yogurt e acqua; a parte consegna di una forma del tipico pane di Altamura, prodotto dop, che vale tutto il prezzo della fatica!

Presente il Sindaco di Altamura, Rosa Melodia: costretta però ad altri imminenti impegni, si decide di partire subito con la premiazione dei due vincitori, Gaeta e Ceglia: per loro trofeo e busta con prodotti alimentari, con i complimenti del primo cittadino, alla quale si cerca di estorcere la promessa della creazione della pista….

Pochi attimi di pausa e, alla presenza del giovanissimo assessore allo sport, Michele Cornacchia (più propenso a parlare della suddetta pista), si prosegue con la premiazione dei meritevoli di tutte le categorie per fascia di età (5 fino alla SM55 e alla SF50, 3 per le restanti), tutti premiati con la suddetta busta contenente prodotti alimentari.

A seguire la consegna della coppa ai primi tre liberi/e e la consegna di targhe alle prime sei società per numero complessivo di arrivati: vince la Montedoro Noci con 99 su Tommaso Assi Trani (92), Free Runners Molfetta (54), Nadir on the road Putignano (46), Bitonto Sportiva e San Giovanni Bosco Palagianello (42).

Prima dei saluti, la foto di gruppo dei bravi e volenterosi soci organizzatori, che guidati dal presidente Girolamo Filomeno, hanno portato a conclusione una pregevole manifestazione.

E il Corripuglia si concentra oramai sull’ultima prova a Monopoli: la Tommaso Assi Trani ha oggi aumentato il vantaggio sulla Montedoro Noci, vedremo come ci riserverà l’ultima tappa sulla distanza classica della mezza maratona, il prossimo 2 dicembre…

11 Novembre - La 40^ edizione della Istanbul Marathon (IAAF Gold Label Road Race) passa alla storia per il netto successo della keniana Ruth Chepngetich che si afferma in 2h18:35 (16:13 al 5° km; 31:59 al 10°; 48:15 al 15°; 1h08:22 alla mezza; 1h37:42 al 30°), realizzando pb, record della corsa e miglior prestazione di sempre sul suolo turco, ma soprattutto il settimo miglior tempo della storia, divenendo la 10^ atleta di sempre a scendere sotto le 2h19 e la 30^ sotto le 2h20.

Per la 24enne Chepngetich è il secondo successo in questa manifestazione, dopo la vittoria dello scorso anno quando, al debutto sulla distanza, si era affermata in 2h22:36; da ricordare che la stessa keniana ha un pb di 1h06.19 sulla mezza, ottenuto sempre a Istanbul nel 2017 ad aprile e che, sempre un anno fa, aveva vinto la Stramilano in 1h07:42 (in maratona quest’anno aveva ottenuto il secondo posto a Parigi in 2h22:59).  

Seconda, staccatissima, l'altra keniana Margaret Agai in 2h25:04; terza la etiope Fatuma Sado in 2h31:05.  

Tra gli uomini, vittoria per il keniano Felix Kimutai in 2h09:57 (miglior prestazione all time sul suolo turco), davanti a Abdi Ibrahim Abdo (Bahrain), secondo in 2h10:37; terzo il francese ex-keniano Abraham Kiprotich in 2h10:55, nona prestazione europea dell'anno.

Da ricordare, infine, che la maratona di Istanbul è definita la maratona dei due continenti, giacché parte dal territorio asiatico dell'Anatolia, attraversa il Bosforo sul Ponte dei Caduti del 15 luglio e va a terminare nell'Hippodrome, posto nell'European side.  

Martedì, 13 Novembre 2018 16:25

Matera - 24^ Matera-Picciano

11 Novembre - Edizione numero ventiquattro, ma la prima del nuovo corso, del rilancio, della ripartenza: dopo l’ultima mezza nel 2014, il fattivo Alessandro Donvito, presidente del Team Sport Matera, ha avuto la brillante intuizione di riproporre la Matera-Picciano, storica gara podistica lucana.  

Tracciato ridotto a 17 chilometri, a differenza delle ultime sulla distanza canonica della mezza maratona: per il resto l’oculata scelta della data, un gruppo compatto a lavorare, ottime collaborazioni per elevare decisamente il livello. 

Peccato, diciamolo subito, per il numero di partecipanti: 217 competitivi, più una trentina di cosiddetti liberi… tanti per la Basilicata, ma pochi considerando che la vicinanza dei pugliesi potrebbe elevare notevolmente la partecipazione, molto più di quanto fatto quest’anno. Ma ripartire non è mai facile, le positivissime referenze raccolte quest’anno saranno senz’altro da monito per gli assenti per gli anni a venire.   

Raduno fissato nella centralissima Via XX Settembre, dove nell’attigua Piazza Veneto si ritirano comodamente pettorali e pacchi gara; iscrizione fissata a 12 euro, con ricco premio di partecipazione, carico di prodotti alimentari e maglia tecnica celebrativa flou, con il logo dello sponsor tecnico, il Top Running di Castellaneta del competentissimo Giambattista Colangelo, un runner a servizio degli altri runner.

A disposizione degli atleti la pulita struttura dei bagni; meno pulita appare la città anche vista dal Belvedere, siccome troppi cantieri ancora la caratterizzano a meno di due mesi dal 2019, quando Matera sarà la capitale europea della cultura.

Meglio tornare alla res podistica e segnalare la presenza come speaker di Paolo Liuzzi, la voce di Puglia, che anche fuori regione mostra le solite qualità che tanto lo fanno gradire a corridori, familiari e pubblico delle gare di ogni domenica.

Giornata dal clima favorevole, non piove, non c’è vento, non fa nemmeno troppo freddo, almeno per chi si metterà a correre; debole il sole, cerca di farsi spazio in cielo e vi riuscirà soprattutto nel finale, a colorare gli arrivi.

I quali arrivi sono previsti presso il piazzale antistante il Santuario di Maria Santissima di Picciano: non appena indossati i completi sociali e calzate le scarpe per correre, occorre dunque lasciare la borsa all’apposito mezzo che le trasferirà al punto di destinazione; apposite navette trasferiranno gli atleti di nuovo a Matera, una volta terminata la manifestazione.

Frattanto, mentre l’orario di partenza, previsto per le 9.30, si avvicina, cominciano le operazioni di riscaldamento degli atleti, frammentate a selfie e foto targate Podisti.Net.

E’ il momento del richiamo dei giudici, gli atleti di dispongono sotto l’arco di via, manca l’ok della Polizia Urbana sul tracciato, passa qualche minuto, fin quando tutto è pronto: gli atleti possono partire, il giudice decreta il via con il suo colpo di pistola.

Vanno su Via XX Settembre, i primi chilometri quasi in leggera discesa si corrono tutti in Matera, il traffico è tenuto a bada da addetti e Vigili Urbani, si corre bene, solo un piccolo strappetto interrompe la facilità. Superato il primo ristoro, segue il tratto piatto, entro breve si imbocca la Strada Provinciale 6 in direzione Gravina di Puglia, il tracciato continua ad essere benevolo nei confronti di chi corre. Tutto procede bene, ma le salite “croccanti”, come le ha definite argutamente il buon speaker poco minuti prima del via, attendono gli atleti nel finale, una volta entrati in Contrada Picciano. In particolare gli ultimi tremila metri sono un continuo salire, il maestro Vito Giampaolo, ossia “Clarinet Runner” canterà “Salirò” di Silvestri, altri bestemmiano da pazzi, pronti a chiedere il perdono alla Madonna non appena giunti al traguardo.

E così salgono, salgono fino all’arrivo, ottimi spazi verdi accolgono gli atleti, la voce di Paolo che incita tutti, il tabellone dei cronometristi a comunicare il tempo impiegato, i giudici a rilevare il pettorale, Roberto a fotografare; un ricchissimo ristoro con frutta, acqua, succo di frutta e soprattutto panino con salsiccia (piccantella) appena cotta ai ferri e un bicchiere di vino permettono di riprendersi immediatamente. I panini sono tanti e qualche atleta non rinuncia al bis (certi persino al tris), gli organizzatori offrono a tutti, famigliari e pubblico presente compresi.  

La cronaca della gara descrive il lungo dominio del forte 23enne potentino Carmine Salvia, militare dell’Esercito Italiano, allenato da Giovanni Auciello e tesserato per la Podistica Amatori Potenza: ragazzo semplice e sincero, termina a braccia alzate, stanco ma sorridente, in 1h02:54. Sempre deciso, Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle) chiude in seconda posizione, mai messa in discussione, anzi in una fase Mele è riuscito a ridurre il gap dal vincitore, per poi ritrovarsi nuovamente staccato. Il podio è completato dall’ingegner Marco Calò (Montedoro Noci) che taglia il traguardo in 1h06:52 precedendo il compagno di squadra Savio Scattarelli, che sempre costante, va a chiudere in 1:07:24. Soli quattro secondi ed ecco giungere il primo atleta di casa, il combattivo Vito Ramaglia, al traguardo in 1h07:28, che precede Ignazio Pinto, sempre volenteroso, che – assente Giuseppe Moliterni per infortunio, pur presente in piazza - è il numero uno della Gravina festina lente!, sesto in 1h07:53. Anche da questa parti si fa onore la Pedone Riccardi Bisceglie con Angelo Schiavone, settimo in 1h08:35 davanti al capace Giuseppe Trabace (Atletica Amatori Irsinese), ottavo in 1h09:18. Affidabile da par suo, Felice Passarelli (Top Runners Laterza) giunge nono in 1h10:32, con il bravissimo Luigi Quaranta (Manzari Casamassima), a chiudere il plotoncino dei primi dieci uomini in 1h10:52.

Al femminile, correndo in Basilicata e per giunta in salita, la favorita numero uno della vigilia era la nazionale italiana di montagna, Lidia Mongelli: la portacolori dell’Atletica Correrepollino, un ottimo passato da marciatrice, conferma i pronostici e si afferma in 1h11:22, 13^ assoluta. Piazza d’onore meritata per l’intramontabile Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), vero spirito libero, che conclude seconda in 1h18:31; terzo posto per Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), sempre determinata, in 1h21:37.   Di rilievo il quarto posto di Francesca Pastore (Gioia Running) in 1h24:37 davanti alla bravissima e potente Janet Luis De Jesus (CorriCastrovillari), quinta in 1h27:36, e alla simpaticissima ascolana Mariele Costantini (ASA Ascoli Piceno), qui in vacanza (in compagnia del marito Corrado Clerici, giunto 15° assoluto in 1h11:51), sesta in 1h27:56. Settimo posto per la materana, ma da una vita con indosso la canotta della Runners Ginosa, Anna Francione, settima in 1h28:53 a precedere le altre tre ottime atlete che definiscono la graduatoria delle prime dieci signore: Anna Losito (Gioia Running), ottava in 1h29:42; Marina Rotolo (Athletic Team Palagiano), nona un 1h29:42; Mariantonietta De Tommaso (Dof Turi), reduce dalla notte in servizio in ospedale, decima in 1h30’05”.

207 gli arrivati, chiudono Maria Michela Fonseca (Athletic Team Palagiano) in 2h08:54 e Francesco Scalera (Happy Runners Altamura) in 2h08:55, complimenti anche a loro per l’abnegazione nel giungere al traguardo.

Mancando il rilevamento elettronico, gli arrivi sono segnati a mano dai giudici e i tempi rilevati dai cronometristi per poi essere inseriti, uno ad uno, nel sistema informatico: operazione che chiaramente allunga i tempi e genera dei piccoli brontolii tra i presenti, già vogliosi di rientrare a casa.

E, mentre qualche atleta comunque già sale sulla navetta che riporta a Matera, finalmente giungono i fogli con le varie graduatorie di categoria e si può procedere alle premiazioni: si comincia con i due vincitori assoluti, Salvia e Mongelli, che ricevono il Trofeo e una targa celebrativa, alla presenza dell’Assessore allo sport del Comune di Matera, Giuseppe Tragni.

A seguire salgono sul podio i primi tre di ciascuna fascia di età, tutti premiati con coppa, con il piacere e l’onore di salire sul podio.

Non essendo prevista alcuna graduatoria per le società, Paolo Liuzzi può dichiarare conclusa la manifestazione, non prima di un breve discorso del presidente Alessandro, che, dopo aver ringraziato partecipanti, addetti e collaboratori, si scusa per ogni eventuale disfunzione e promette di migliorare per le future edizioni.

La corsa alle navette o all’autobus di linea (con biglietto fornito dall’organizzazione) per rientrare a Matera è l’ultima scena di questa bellissima giornata di sport.

Dopo i naturali complimenti agli Organizzatori per aver rilanciato positivamente questa manifestazione, per aver accolto da ospiti i protagonisti, per aver cercato di appianare ogni loro difficoltà e per l’entusiasmo e l’amore che hanno messo e trasmesso, qualcosa andrà migliorata con l’integrazione di un sistema elettronico per il rilevamento degli arrivi e relative graduatorie, con l’arricchimento dei premi e velocizzando il ritorno degli atleti a Matera.

Sono convinto che per le qualità e la voglia di fare di Alessandro, di Simona e di tutti i soci del Team Sport Matera a breve questa manifestazione diverrà una gara top, noi cercheremo sempre di non mancare….

 

Servizio fotografico

http://www.podisti.net/index.php/component/k2/item/2808-11-11-2018-matera-24-matera-picciano.html

 

Martedì, 06 Novembre 2018 23:02

Corato (BA) - 15^ StraCorato

4 Novembre - Il Campionato Corripuglia è tornato a Corato, non so quanti anni dopo, ma è tornato.

Valida come ventesima tappa del massimo Trofeo regionale Master a tappe su strada, la 15^ StraCorato ha confermato la positiva organizzazione che l’ha sempre caratterizzata.  Anzi, se si considerano le difficoltà sopraggiunte per la contemporanea gara ciclistica cittadina, le manifestazioni militari nel giorno della loro festa e lo strascico del lungo ponte di Ognissanti e del ricordo dei defunti, che hanno portato ad in improvviso cambio di percorso, le lodi aumentano decisamente.

Peccato che il cambio di percorso abbia prodotto un giro completamente periferico, senza il caratteristico passaggio sul punto di via e alcuna veduta della città, svolgendosi su strade della zona industriale e di campagna, con la sola visuale delle piante di olivo che producono il tanto buono e rinomato olio coratino.

Tracciato lungo circa 9800 metri, veloce ma tecnico, con due cavalcavia al primo e al settimo chilometro, blindato al traffico, con ristoro a metà distanza con bottigliette d’acqua, troppe però le buche sul manto stradale in diversi punti.  

Riprendiamo però il racconto dall’inizio, sin dall’arrivo alla Villa Comunale in Via Sant’Elia, interamente a disposizione degli atleti, come il vasto attiguo spiazzo adibito a parcheggio, con tre bagni chimici subito evidenti.

Nella Villa, punto di ritrovo, presso la baita solitamente adibita ad accoglienza, si sbrigano immediatamente le pratiche di iscrizione, per poi più in fondo provvedere al ritiro del premio di partecipazione contenente prodotti enogastronomici. 7 euro il costo dell’iscrizione, solita tariffa Corripuglia; qualche atleta, poco attento alla lettura del regolamento, lamenta la mancanza della classica maglietta tecnica, che aveva contraddistinto il pacco gara dell’ultime edizioni della StraCorato, a cominciare da quella nel giorno della Befana.

Spogliatoi e bagni della Villa sono a disposizione degli atleti, come d’altronde panchine e fontanine, oltre ai vialetti interni per riscaldare i muscoli in totale sicurezza.

976 gli iscritti della vigilia, nelle ultime tre gare del Campionato, oltre a decidersi le varie graduatorie di categoria, si decide la Società vincitrice, con il gran duello tra i campioni uscenti dell’Atletica Tommaso Assi Trani e la Montedoro Noci, con i tranesi in netta risalita dopo un pigro avvio di stagione…

Partenza intelligentemente fissata per le ore 9.00: la città sarà liberata in anticipo, anche i podisti potranno far ritorno prima a casa, relativo nella fattispecie il vantaggio climatico, considerata la giornata non particolarmente calda, ma appesantita dalla forte umidità che caratterizza questo periodo in Puglia.

Con un timido solo che cerca a tratti di sfarsi spazio tra le nuvole, ci pensa speaker Paolo Liuzzi, anche oggi voce del Corripuglia, a rallegrare e a motivare corridori e spettatori, sempre simpaticamente ironico e preparato com’è.

La larga Via D’Elia è già imbandita per la partenza: in alto domina l’arco del major sponsor del campionato, la Depur System di Statte-Taranto, l’azienda del caro Antonello Cancellieri, uno di noi, anche oggi in gara, vestito con la sua canotta della Taranto Sportiva. 

Sotto l’arco, ben delimitata la zone pole riservata agli atleti più veloci, provvisti di bollino distintivo, precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia, anche se – anche oggi, come sempre - non mancano gli “abusivi”. Dietro, tutto il resto del plotone, prontamente ricongiunto a pochi attimi dal via.

Partenza quanto mai ordinata, gli atleti accettano senza problemi di sistemarsi regolamentarmente dietro la linea di via, favoriti anche dall’ampiezza della sede stradale, non vi sono polemiche: appena giunto il lasciapassare dai Vigili locali, ecco partire il colpo di pistola del Giudice che libera immediatamente gli atleti.

Vanno via e li vedremo soltanto per tagliare il traguardo, comincia la lunga pausa in attesa di notizie da radiocorsa, mentre i giudici provvedono a sistemare le transenne per formare gli imbuti per regolamentare gli arrivi; da segnalare, in zona, la presenza di un gruppo validi tecnici, da Gioacchino De Palma a Lofti Aghzala a Gianni Tullo…  

E Radiocorsa ci parla inizialmente di un duo in testa formato da Rosito e Gaeta, seguiti da Catalano e Betemariam Marinelli, poi Sardella, Miglietti, La Vista e Mimma. In campo femminile, è in testa Zaccheo, segue Tropiano, per la gioia dei locali…

Scorrono i chilometri, Rosito abbandona, Gaeta aumenta e vola verso il successo con un discreto vantaggio su Betemariam e Catalano; in campo femminile, tra il quarto e il quinto chilometro, la notizia che i coratini non avrebbero mai voluto sentire, Tropiano ha sorpassato Zaccheo!

Ma oramai è già tempo di prepararsi agli arrivi, ecco l’inconfondibile sagoma di Giuliano Gaeta, con indosso la oramai classica canotta a pallini biancoverdi della Montedoro Noci: il buon Giuliano, ragazzo serio ed educatissimo, va ad affermarsi in 31:58, aumentando il numero dei successi stagionali.

Bravissimo, Joseph Betemariam Marinelli (Aden Exprivia Molfetta) è secondo in 32:51, segue il capace Luigi Catalano (Barile Flower Terlizzi), classe 2000, terzo in 33:02, oramai gradito protagonista sul podio ogni domenica.

Altra splendida prestazione di Michele La Vista (Free Runners Molfetta), quarto in 33:25, seguito dall’inossidabile Vito Sardella (Montedoro Noci), quinto in 33:59, a sua volta seguito da due compagni di squadra, i “terribili foggiani” Matteo Mimma, sesto in 34:07, e Pino Miglietti, settimo in 34:14. Ottavo posto, altra perla del nostro movimento, Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), ottavo in 34:21, davanti ad altri due validissimi esponenti della Montedoro Noci, Michele Insalata, nono in 34:30, e Silvano Calicchio, decimo in 34:34. Riprende la regola dell’11° posto per il buon Antonio Di Giulio (Pro Canosa), in 34:37, meritandosi per questo la citazione.

Al femminile, nonostante i capelli più “lunghi” del solito, la magnifica Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) va a vincere in 38:49, quasi imbarazzata per aver rovinato la festa all’atleta di casa, Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), che sportivamente accetta il sorpasso, ammette la bravura di Daniela e chiude, comunque soddisfatta, in 39:44, godendosi l’affetto della sua città. Al terzo posto, sempre potente, Silvana Iania (Free Runners Molfetta), al traguardo in 40:10.

Reduce dal trionfo dell’ecotrail di giovedì, Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) chiude con un prestigioso quarto posto in 40:22, davanti alla grintosa Rosalinda Pischetola (Nadir on the road Putignano), quinta in 40:37, e all’elegante Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta in 41:02.  Precisa come un metronomo, ecco Marisa Russo (Marathon Massafra), settima in 41:25, con la decisa Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), ottava in 41:37, a precedere di un secondo la mai doma Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), nona; oramai abbinata alla top ten, ecco Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), decima in 41:57.

908 i finisher, bella la conclusione con i tre protagonisti appaiati e accompagnati dagli organizzatori: Margherita Lops (Amici del Cammino Barletta), Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) e il rientrante Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), chiudono in 1h33’41”.

Buon ristoro finale con gelato, banana, acqua e mela; personalmente, bloccato sulla linea di via fino all’arrivo degli ultimi, godo del ristoro personale con il caffè di Lena Attolico e i dolci di Floriana Piarulli, alle quali va il mio più sentito ringraziamento.

Pronte immediatamente le classifiche - e un plauso va agli addetti Fidal e ai Giudici, che vanno anche elogiati quando fanno bene, non solo bastonati quando sbagliano! - ben condotta e gestita da “the voice” Paolo, si comincia con la cerimonia di premiazione.

A premiare il simpatico presidente dell’Atletica Amatori Corato, il buon Giuseppe Fariello, che comincia con i due vincitori assoluti, Gaeta e Tropiano. Tantissimi i premi loro consegnati, dal trofeo al capo tecnico, dal vino all’insalata, a…, tanto da aver bisogno della collaborazione dei compagni di squadra per portar via il tutto.

A seguire la premiazione per i primi cinque/le prime cinque di tutte le categorie fino alla 60, i primi tre per le restanti: anche per loro premi che accontentano tutti, oltre a tanta insalata “Orto in Tavola”…

L’ultima premiazione riguarda le prime cinque società per numero di iscritti: vince la Montedoro Noci con 84 finisher, segue la Tommaso Assi Trani (82), poi Barletta Sportiva (51), Bitonto Sportiva (50), Free Runners Molfetta (38), premiate con targa e… insalata.

Il grido gioioso dei Tranesi della Tommaso Assi segnala il ritorno sulla vetta della graduatoria del Corripuglia dei Campioni uscenti: decisive le prossime due tappe, Altamura e la mezza di Monopoli!

Le targhe che premiano sponsor e collaboratori vari (peccato l’assenza di autorità cittadine…), la foto di gruppo dei bravi organizzatori e la manifestazione si conclude positivamente.

E, mentre sono già al lavoro per il ripristino della Villa e della Città allo stato naturale, non posso che ammirare la gioia e la serenità dei soci dell’Atletica Amatori Corato, gente che ti fa sentire bene solo a guardarla!   

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