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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Il 65enne pensionato milanese Renato Bettini aveva due grandi passioni, il Kenya e la corsa.

Era solito così trascorrere i mesi estivi nel paese africano, dove, nei pressi di Malindi, possedeva un piccolo appartamento.

E sulle rive del fiume Sabaki era solito fare il suo allenamento di corsa, in una zona paesaggisticamente bellissima, ma pericolosa e da evitare in solitaria.

E, purtroppo, proprio in riva al fiume è stato ritrovato il suo cadavere, successivamente identificato dalle autorità keniane anche grazie alla Farnesina, in canotta e pantaloncini, gravemente ferito al torace, probabilmente aggredito e morso da un ippopotamo.

La morte causata dall’aggressione di ippopotami sta divenendo un fenomeno sempre più diffuso in Kenya: come precisano le autorità locali nel 2018 sono stati circa una trentina i casi accertati, con il picco di sei nel mese di agosto sul lago Naivasha.

Martedì, 19 Febbraio 2019 22:23

Martina Franca (TA) - 3^ Sciot & Vnot

17 febbraio - Gara di grande fascino la Sciot & Vnot, un’andata e ritorno da Martina Franca a Locorotondo, in piena Valle d’Itria, una delle zone più belle d’Italia, tra verde, trulli e paesaggi caratteristici.

Gara di grande sacrificio e di dosaggio delle forze su un percorso altamente tecnico, pieno di saliscendi, una scalinata e una salita finale da… ricordare a lungo!  

Una giornata soleggiata, luminosa, ma fredda, accoglie i partecipanti a Martina Franca, in Piazza XX Settembre, in pieno centro storico.

Qualche difficoltà nel trovare parcheggio, soprattutto per i ritardatari, costretti ad allontanarsi per lasciare la vettura; ottima la distribuzione di pettorali e chip (fra l’altro già attiva dal sabato pomeriggio), con suddivisione tra competitivi, runcard, liberi e camminatori.

Iscrizione al costo di euro 10 per chi l’ha definita entro il 31 gennaio, 12 per gli altri che hanno atteso gli ultimi giorni: pacco gara elevato dallo scaldacollo celebrativo contenuto.

Presenta la manifestazione Paolo Liuzzi, voce calda e continuamente presente, sempre competente ma in una giusta armonia con aneddoti e battute, che lo rendono gradevolissimo per tutti.

900 gli iscritti alla competitiva che quest’anno è stata allungata alla distanza delle dieci miglia (km. 16.093); 116 sono i liberi che partecipano alla non competitiva sulla stessa distanza; 342 i camminatori, impegnati sul giro di 13km.

A disposizione degli atleti alcuni bagni chimici, quanto mai utili, trovandoci in pieno centro cittadino; in villa si aggiunge la storica struttura fissa, anche per evitare scene poco edificanti.

Il programma comincia alle ore 9.00 con la partenza dei camminatori: il loro via è dato nella parte storica di Martina, a guidarli il solito Maialino rosa, il simbolo di questa manifestazione; tra loro il marciatore Antonio Lopetuso, fresco di titolo italiano master di categoria in terra siciliana.

Alle 9.15 il via singolo per Cosimo Girolamo, l’atleta alberobellese che corre sulle sue due stampelle ed una sola gamba, un esempio per chi pensa di non potercela fare. Parte solitario Cosimo, ma gli applausi sono tutti per lui.

Alle 9.37, con ritardo di circa 7 minuti, il via della competizione agonistica, avvenuta in maniera corretta, sullo “Stradone”, Corso Italia, con tutti gli atleti dietro la linea di via, numerosi però gli atleti lenti presenti nelle prime fila, purtroppo ci si ostina a voler partire davanti e tra i più veloci, pur non avendone le dotti, mettendo a repentaglio la propria ed altrui sicurezza.   

Il breve tratto cittadino in discesa illude i partecipanti, ma ben presto si imbocca la strada secondaria che porta a Locorotondo, cominciando a gustare profumi e sapori della verde campagna circostante. In alto si vede Locorotondo, in tutto il suo fascino, ma bisogna raggiungerla e si sale, anche su alcuni gradini. La fatica, la prima stanchezza, ma Locorotondo è bella, il gruppo musicale che suona permette anche di sollevarsi lo spirito. Il breve tratto e giù in discesa, comincia la Vnot, per rientrare a Martina, si prende un sentiero di campagna, di qui il breve tratto di sterrato, si attraversa una Masseria, dove c’è altra musica, più folk, dolci note escono dalla fisarmonica, un bicchiere di the caldo al ristoro e si procede verso il rientro. Ma le sorprese non sono finite, ad un chilometro dalla fine, ecco un nuovo piccolo tratto di sterrato, la Chiesa dei Cappuccini e si presenta una salita di 300 metri a 45° gradi, tosta davvero! Ma oramai è fatta, gli ultimi metri nel centro di Martina dribblando le troppe persone a zonzo, la pericolosa curva a sinistra e giù in fondo verso Piazza Maria Immacolata dove è fissato l’arrivo, la voce di speaker Paolo, la foto di Roberto, il bip del chip, il rilevamento del numero di pettorale dei giudici.

Ecco l’agognata medaglia, in realtà è un terzo di un medaglione celebrativo che si completerà con le prossime due edizioni, ottimo investimento degli organizzatori, che fidelizzano gli atleti, “costretti” a tornare.

E poi, ancora, il ricco ristoro finale, panino con il caratteristico e gustoso capocollo di Martina, un bocconotto, frutta, acqua e the per riprendere le forze, il tutto preventivamente ed igienicamente preconfezionato.

Tracciato ben gestito e sorvegliato dagli addetti nella sua interezza, se si esclude la parte finale cittadina con troppo gente pericolosamente sul tracciato e l’arrivo, dove il voler dividere all’ultimo istante camminatori, competitivi e non, genera una gran confusione.  

Successo incerto fino all’ultimo chilometro, quando Vito Perta (GS Paolotti – Atl. Martina) ha messo la freccia e si è avviato verso il successo ottenuto in 57:58: eccellente Vito, davvero potente, peccato che le bici apripista l’abbiano voluto accompagnare fino al traguardo (e non siano state bloccate preventivamente) rovinando tutte le foto, nascondendo anche agli spettatori il vincitore.

Ottimo anche Pietro Carbotti (Martina Franca Running), a lungo in testa che ha pagato la salita finale e ha chiuso secondo in 58:39; terzo posto per il tenace Vito Loconte (Atl. Sprint Barletta), che chiude in 59:37.

Gran bella prestazione anche di Antonio Cardone (Dorando Pietri Fasano), quarto in 1h00:28, che precede l’attivo e giovanissimo Cosimo Demito (Atl. Amatori Cisternino), quinto in 1h01:27, e il forte neretino Samuele Dell’Assunta (Tre Casali San Cesario), sesto in 1h01:27. Settimo posto per il lucano dell’Amatori Atl. Acquaviva, Sandro Tudisco, in 1h01:42, davanti al primo Runcard, il leccese di Nociglia, Roberto Gianfreda, ottavo in 1h02:42. Sempre deciso, Pietro Roberto (Nocincorsa) è nono in 1h02:59, con Angelo Pazienza, il mister della Dynamyk Palo del Colle, oramai un po’ martinese, decimo in 1h03:04.

In campo femminile splendida affermazione per Damiana “Damy” Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), che taglia il traguardo in 1h08:24, 51^ assoluta!, ennesima dimostrazione di quanta determinazione abbia in sé questa dolcissima ragazza.

Secondo posto per Paola Bernardo (Atletica Amatori Corigliano), al rientro dopo un periodo di pausa, e già quasi rodata per grandi successi: 1h08:43 il suo crono. Terzo posto, più staccata, per la straordinaria Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), tanti chilometri e vittorie nella sua carriera, in 1h12:39.        

Altra esempio di costanza, Marisa Russo (Marathon Massafra) è quarta in 1h13:04, davanti alla “centista” salentina Viviana Verri (GS Lamone), quinta in 1h14:18, e alla caparbia Teresa Landriscina (Trani Marathon), sesta in 1h16:55. E’ settima Sonia Pascali (Tre Casali San Cesario), sempre brava, in 1h17:49 davanti alle energiche Grazia Anastasia (Podistica Grottaglie), ottava in 1h18:02, Angela Ricci (Crispiano Marathon Club), nona in 1h18:27, e Ornella Donghia (Nadir Putugnano), decima in 1:19:54.

854 gli arrivati competitivi, chiudono la graduatoria Michela Corbacio (Atletica Monopoli), tra le donne, in 2h04:53 e Vito Spada (Podistica Taras), tra gli uomini, in 2h28:13.

Mentre tanti atleti si affidano alle cure dei massaggiatori (gratuito!) o gustano un buon caffè presso lo stand di uno sponsor, si comincia la cerimonia di premiazione.

Manca il Sindaco, ma sono presenti numerosi rappresentanti del Palazzo di Città, a cominciare dalla vice presidente del consiglio comunale, Elena Convertini, chiamati a premiare, unitamente agli sponsor: si comincia con il podio maschile, per tutti cestino con prodotti tipici e medaglia. A Perta, il vincitore, il Trofeo “Locorotondo”, per Carbotti il trofeo Alessandro Morricella, per essere transitato per primo al traguardo volante di Locorotondo.  

A seguire le prime tre donne, premiate sempre con cesto di prodotti tipici e medaglione, oltre al trofeo “Martina Franca” per la prima, Monfreda.

A seguire i primi tre di ciascuna categoria, tutti ricompensati con cesto di frutta e bottiglie di vino, fino ad arrivare alle società, premiate per numero di iscritti.

Vince la Podistica Grottaglie (che ottiene il trofeo Denis Lusi), seconda la Montedoro Noci, terza una società di Lecce, della quale non sono riuscito a comprendere il nome.

Premiati anche Cosimo Girolamo, Vito Giampaolo “Clarinet Runner”, la ASD Plus Ultra di Trasacco, unita nel ricordo di Denis Lusi, e altri collaboratori.

La foto di gruppo degli organizzatori e la manifestazione è definitivamente conclusa, l’appuntamento è già per la 4^ Sciot & Vnot.

Sollecitato dall’amico Francesco Cervellera, il presidente della Martina Franca running, la società organizzatrice, evidenzio che per le future edizioni dovrà necessariamente essere migliorata la fase di arrivo, predisponendola magari in una zona meno centrale con meno passaggio di cittadini e turisti, riportandola in un posto più tranquillo come il Cinema Verdi. Al contempo, dovranno necessariamente essere scremati molto prima del traguardo competitivi e camminatori, evitando la confusione odierna e, inoltre, essere disciplinati meglio i collaboratori come ciclisti e vari addetti, spiegando loro che il taglio e il passaggio sul traguardo è consentito ai soli atleti in gara. Infine, anticiperei la partenza alle 9,00, guadagnando mezzora sull’invasione dei residenti e turisti, ai quali non si può certamente impedire di passeggiare per le strade.

Per il resto, è una manifestazione bella, caratteristica, stupenda dal punto di vista paesaggistico e fortemente allenante, una gara alla quale non si dovrebbe davvero rinunciare.  

Martedì, 19 Febbraio 2019 15:50

Canelli (AT) – 3^ MonferRun

17 febbraio - La valle Belbo, in Piemonte, ha ospitato la terza edizione della MonferRun, mezza maratona, con partenza da Canelli, passaggio nel centro di Calamandrana, attraversamento del centro di Nizza Monferrato e ritorno a Canelli.

Ad organizzare la Brancaleone Asti, in collaborazione con i Comuni di Canelli, Nizza e Calamandrana: splendida la giornata, soleggiata ma fredda, ideale per correre.

Ha vinto il keniano Philemon Kipchumba (Atletica Recanati) in 1h06:11, davanti a Stefano Guidotti Icardi (Cus Torino), secondo in 1h08:18, e al connazionale Dennis Bosire Kiyaka (Atletica Dolomiti Belluno,) terzo in 1h08:22.

Quarto il campione italiano di maratona, Nasef Ahmed (Atletica Desio) in 1h10:11, davanti a Michele Belluschi (Atletica Recanati), quinto in 1h10:35, e Francesco Grillo (Atletica Saluzzo), sesto in 1h10:50. Settimo Flavio Ponzina, primo atlet della società organizzatrice, in 1h11:16.

In campo femminile, il successo è della nazionale Fatna Maraoui (GS Esercito)  che si è imposta in 1h15:55 – 18^ assoluta – su Elisa Stefani (Brancaleone Asti, la società organizzatrice), seconda in 1h16:28; terza, staccatissima, Romina Casetta (GSR Ferrero), in 1h23:37. 

Flavio Ponzina e Elisa Stefani si sono aggiudicati anche il titolo di campioni provinciali assoluti astigiani. 

Il traguardo volante posto dopo 6 km, a Calamandrana, ha visto passare per primi e vincere Stefano Guidotti Icardi e Fatna Maraoui.   

515 gli atleti giunti regolarmente al traguardo. 

In contemporanea si è corsa anche la non competitiva di 6 km, dove era possibile correre anche con il proprio cane.

Classifica: http://www.podisti.net/index.php/classifiche/7957-monferrun.html?date=2019-02-17-00-00

Lunedì, 18 Febbraio 2019 21:32

Terni - 9^ Maratona di San Valentino

17 febbraio - Una fantastica giornata dal clima primaverile ha accolto i circa duemila partecipanti alla 9^ edizione della Maratona internazionale di San Valentino a Terni, suddivisi tra maratona, mezza e Family Run, la non competitiva di 4 o 8 chilometri, che hanno preso il via da Corso del Popolo.
Tra i partecipanti erano presenti atleti di quasi tutte le regioni italiane e 85 provenienti da Paesi esteri come Argentina, Inghilterra, Germania, Russia, Croazia, Polonia, Austria, Spagna e Marocco.
Prima della partenza è stato ricordato Leonardo Cenci, il mitico podista perugino che ha combattuto a lungo e a fronte alta contro il cancro: presenti il padre ed il fratello.  

Il 40enne, di origini marocchine, Mohamed Hajjy (Atletica Castenaso Celtic Druid), secondo nel 2018, ha vinto la maratona in 2h22:45, precedendo i connazionali Youssef Aich (Mondragone in corsa), secondo in 2h25:49, e  Youness Zitouni (Podistica il Laghetto), terzo in 2h39:58. Quarto Francesco Iacomelli (Runcard) in 2h43:55, quinto Egidio Serantoni (Amatori Podistica Terni), primo atleta della società organizzatrice, in 2h44:16.

Tra le donne vittoria per la 31enne croata Nikolina Šustić (Mk Marjan Croatia), famosa per aver vinto la 100 chilometri del Passatore e parecchie maratone non di primissimo piano in Italia, oggi sesta assoluta, che si è imposta in 2h44:47, davanti a Paola Salvatori (US Roma 83), seconda in 2h51:07, e a Federica Moroni (Golden Club Rimini), terza in 2h54:38.

627 i finisher della gara più lunga, 14 in più del 2018.

La mezza maratona è vinta da Francesco Tescione (Podistica Aprilia) in 1h12:27 su Antonello Petrei (Daunia Running San Severo), secondo in 1h12:32, e Cherkaoui El Makhrout, terzo in 1h12:45); tra le donne vince Anna Spagnoli (Edera Forlì) in 1h23:16 davanti a Pamela Gabrielli (Go Running), seconda in 1h25:58, e Tania Palozzi (Athletic Terni), terza in 1h27:01.

1070 i finisher, 44 meno dell'anno scorso.

 

Domenica, 17 Febbraio 2019 20:29

Doping: sospese Gemetto e Mazzolini

Ancora casi di doping, questa volta da un cross piemontese, il 21° Cross Città di Novi Ligure, che ha visto coinvolte Valentina Gemetto (Atletica Saluzzo) e Sonia Mazzolini (GAV Gruppo Atletica Verbania), le prime due classificate nella categoria promesse, al momento sospese, in attesa della difesa delle due atlete e delle successive analisi.

Ecco il comunicato Nado:   

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza di sospensione cautelare proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l'atleta Valentina Gemetto (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Benzoilecgonina a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara CSAIN “XXI CROSS –Città Novi Ligure” – svoltasi a Novi Ligure il 20 gennaio 2019.

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La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza di sospensione cautelare proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l'atleta Sonia Mazzolini (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara CSAIN “XXI CROSS –Città Novi Ligure” – svoltasi a Novi Ligure il 20 gennaio 2019.

 

17 febbraio - Quarto posto per Sara Dossena alla Monaco Run, la 5 chilometri sulle strade del Principato di Monaco, che conclude in 16:03, stabilendo così la miglior prestazione italiana sulla distanza, migliorando il 16:31 ottenuto da Yusneysi Santiusti a Oderzo nel 2017.

La 34enne bergamasca del Laguna Running, allenata da Maurizio Brassini,  è giunta al traguardo alle spalle  dell’olandese Sifan Hassan, che ha vinto con il record del mondo in 14:44, della britannica Laura Weightman, seconda in 15:29, e della danese Anna Emilie Moller, terza in 15:35.

Sara ha dichiarato: “Sono contenta per questo tempo, adesso il mio obiettivo è la maratona, ma questa gara mi è servita anche per correre a ritmi che per me sono insoliti. Credo sia giusto mettersi in gioco anche in distanze non proprie per migliorarsi sempre”.

Record del mondo anche in campo maschile: lo svizzero Julien Wanders vince in 13:29, miglior prestazione mondiale che segue i suoi recenti primati europei dei 10 km e della mezza maratona.

Secondo il norvegese Sondre Moen in 13:37, terzo il polacco Krystian Zalewski in 13:53.

E’ da ricordare, infine, che la IAAF, la Federazione mondiale di atletica, riconosce i primati sulla 5 chilometri solo dal 2018.

 

 

10 febbraio - Il keniano Eric Kiptanui e la etiope Roza Dereje sono i vincitori della eDreams Mitja Maratò Barcelona, la 21097 metri, IAAF Gold Label, che si è corsa nel capoluogo catalano.

La gara maschile si è risolta allo sprint con Kiptanui che ha preceduto l’etiope Abebe Degefa, in una competizione che non contemplava alcuna ricerca di record, non prevedendo neanche pacemaker.  

Il gruppo di testa è passato al 5° km in 15:03; ma il debuttante (sulla distanza) svedese Napoleon Solomon, specialista sulle siepi, preso il comando della gara, ha alzato il ritmo conducendo il gruppo a superare il 10° km in 29:26. Nel gruppetto di testa, con lo svedese, il trio keniano composto da Kiptanui, Jonathan Korir e Meshack Koech, il duo etiope formato da Abebe Degefa e Betesfa Getahun, l’ugandese Moses Kurong. Proprio l’ugandese, terzo un anno fa, si è ritirato poco dopo. 

Passaggio al 15° km in 43:52 sempre con lo svedese a guidare il sestetto; ma, poco prima del 20° km, passato in 58:16, ecco l’improvviso aumento di ritmo di Degefa e Getahun, ai quali ha risposto immediatamente Kiptanui: in velocità il 28enne keniano si è lasciato alle spalle i rivali ed è andato a chiudere vittorioso in 1h01:44, correndo l’ultimo mille in 2:30.  

Degefa ha chiuso ad un secondo, mentre Getahun, distaccato di tre secondi, ha tagliato il traguardo in terza posizione. 

La gara femminile ha registrato, invece, il dominio della 21enne Dereje che ha preceduto nettamente la connazionale Dibabe Kuma: Dereje era partita con l’obiettivo di battere il record mondiale di mezza maratona, ma ha terminato in 1h06:01, lontana 70 secondi dal primato del mondo (1h04:51 di Joyciline Jepkosgei, il 22/10/2017 a Valencia); non è riuscita neanche a migliorare il record nazionale, fermandosi a 16 secondi dal crono realizzato venerdì scorso da Senbere Teferi (e Netsanet Gudeta) a Ras Al Khaimah, “limitandosi” a migliorare di un minuto il proprio personale.   

Dereje, guidata dal pacer – il connazionale Fekele Darsema - è passata al 5° km in 15:37 (troppo lento per il record), con le sole Kuma e la keniana Lucy Cheruiyot a farle compagnia, mentre le keniane Sally Chepyego (a 12 secondi) e Celestine Chepchirchir (a 48”) seguivano più distaccate. Il passaggio al 10° km è avvenuto in 31:10, con Dereje in testa, inseguita da Kuma; distaccata di 24 secondi la keniana Chepyego.  

Al 15° km, superato in 46:51, con Dereje finalmente a ritmi da record (3:04 e 3:05 al km), Kuma è staccata di una trentina di metri, mentre lo svantaggio di Chepyego è divenuto oramai di 76 secondi.

Oramai solissima, Dereje è passata al 20° in 1h02:43, ma non è riuscita nelle ultime fasi a rimanere sotto i 66 minuti netti, chiudendo, come detto, in 1h06:01. 

Secondo posto per Kuma in 1h06:45, stessa posizione dello scorso anno ma con deciso miglioramento del personale stabilito proprio qui (1h08:37). Terza Chepyego in 1h08:30.

16391 gli atleti in classifica, 5117 le donne.

Classifiche:

Uomini -

1 Eric Kiptanui (KEN) 1:01:04

2 Abebe Degefa (ETH) 1:01:05

3 Betesfa Getahun (ETH) 1:01:07

4 Jonathan Korir (KEN) 1:01:10

5 Napoleon Solomon (SWE) 1:01:17

6 Robel Fsiha (SWE) 1:01:19

7 Meshak Koech (KEN) 1:01:21

8 Ashenafi Moges (ETH) 1:01:22

9 Rui Pinto (POR) 1:02:56

10 Samuel Barata (POR) 1:02:59

Donne

1 Roza Dereje (ETH) 1:06:01

2 Dibaba Kuma (ETH) 1:06:45

3 Sally Chepyego (KEN) 1:08:30

4 Lucy Cheruiyot (KEN) 1:08:32

5 Charlotte Arter (GBR) 1:09:41

6 Silenat Yismaw (ETH) 1:10:45

7 Ann-Marie Mcglynn (GBR) 1:12:00

8 Miriam Dattke (GER) 1:12:17

9 Sonia Samuels (GBR) 1:12:20

10 Lily Partidge (GBR) 1:12:20

 

Martedì, 12 Febbraio 2019 22:07

Barletta (BT) - Barletta Half Marathon 2019

10 febbraio - Gran lavoraccio per la Barletta Sportiva che ha organizzato l’edizione 2019 della Barletta Half Marathon, uno degli eventi più sentiti e partecipati di tutto il Meridione.

Numeri ufficiali sugli iscritti della vigilia non sono stato capace di rilevarli, in fase di partenza gli addetti ai lavori hanno parlato di 2500 partecipanti complessivi, tra ufficiali e 'portoghesi', so solo che una marea umana si è mossa allo sparo del Giudice.

Le classifiche ufficiali finali parlano di 2084 finisher, tra cui 292 donne, per un’autentica festa sportiva.  

Raduno fissato in Piazza Castello, in zona centrale, ottima l’idea di far lasciare le vetture degli atleti presso il parcheggio di un noto ipermercato non troppo distante.  

Sarebbe stata utile l’installazione di qualche bagno chimico in più dato il numero elevato di partecipanti, anche se in tanti non hanno compreso che nella villa antistante era a disposizione la struttura pubblica.

Giornata climaticamente perfetta, quasi primaverile, con aria fresca e cielo soleggiato, solo nel finale si sono sentiti gli effetti dell’aumento della temperatura, soffrendo un po’ questo improvviso e momentaneo caldo.   

Ben organizzata la distribuzione di pettorali e chip (già cominciata dalla sera prima), con suddivisione per zone di provenienza; un po’ distante il punto di consegna dei pacchi gara, pacchi gara contenenti la bella maglia a maniche lunghe celebrativa, oltre a prodotti alimentari.

Iscrizione fissata a 20 euro, senza step temporali, ma con la possibilità di realizzare sconti iscrivendosi contemporaneamente a eventi gemellati.

Purtroppo problemi si sono riscontrati a livello di segreteria, con alcune iscrizioni ricostruite in corso, ma che hanno portato a sforare i tempi tecnici, con la partenza avvenuta con circa mezzora di ritardo, rispetto alle ore 9.00 previste, con i tappeti di rilevamento elettronici sistemati all’ultimo istante, quando gli atleti erano già dietro la linea di partenza, pronti e “riscaldati”.

Ottimo il lavoro dello speaker Paolo Liuzzi, sempre vitale e frizzante, più forte di ogni difficoltà, oltre alla solita competenza.  Incredibile l’operosità degli addetti ai lavori, tutti hanno dato davvero il massimo, Enzo Cascella, il presidente, e Assunta Paolillo, erano dappertutto.

Fasi di pre-gara abbellite dagli sbandieratori, dai tamburi, dalle signore in costumi tipici, tutto “molto bello”, tutto a caratterizzare una manifestazione sempre molto ben gradita da tutti gli atleti.

Presente in fase di avvio anche il presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, poi richiamato a Palo del Colle per la contemporanea prova dei CdS di corsa campestre.

Partenza ritardata, dunque, ma che ha visto un primo via riservato ai campioni della solidarietà, gli spingitori con Spiry e Tommaso, l’incredibile Cosimo Girolamo da Alberobello, due stampelle e una gamba sola, persone che compiono vere imprese  che vanno oltre lo sport, esempi di vita.

Poi, finalmente dopo tanta attesa, il via alla Mezza competitiva: da subito in testa tre grossi calibri, Mimmo Ricatti, Pasquale Rutigliano e Pasquale Selvarolo, dietro gli outsider e poi un lungo lunghissimo fiume umano, che davvero sembrava non finire mai.

Il percorso, oramai, certificato e standardizzato, ha compiuto inizialmente un giro della zona Castello ripassando sul punto di partenza dopo circa un chilometro e mezzo, per poi avviarsi in città passando sotto la statua di Eraclio, con tratti anche sull’antica e scomoda pavimentazione e, progressivamente, avviarsi sul Lungomare Pietro Mennea, percorrendolo verso Levante, tornare indietro e, circa al 13° km, entrare nel fossato del Castello, sullo sterrato, e poi uscire verso il Lungomare, questa volta a ponente. Il giro di boa circa al 17° e il ritorno verso il traguardo, con l’ultimo tratto cittadino, il lungo viale, la svolta a sinistra e il tappeto rosso che conduce all’arrivo.   

Tracciato certamente non facile, con diverse curve e conseguenti cambiamenti di ritmo: alcuni mi parleranno della presenza di un leggero venticello nei tratti sul mare, altri lamenteranno la curva finale, un po’ pericolosa quando spingi al massimo.

Personalmente, per le prossime edizioni, effettuerei la blindatura della zona arrivo: troppi cittadini e troppi corridori già arrivati hanno attraversato il viale di arrivo, mettendo a repentaglio prestazione e salute di chi ancora arrivava. Poi, sarà stata la mezzora di ritardo, saranno state le troppe manifestazioni che si ripetono in città, ma per la prima volta ho sentito i residenti di Barletta lamentarsi dell’ennesima chiusura al traffico del centro cittadino…

Tornando alla cronaca, da registrare l’improvviso ritiro di Mimmo Ricatti al 7° km per un dolore al polpaccio: lotta per la vittoria ristretta così a Rutigliano e Selvarolo, con il secondo più giovane e ricco di forze. E, in effetti, il ragazzone di Andria, da quest’anno tesserato per l’Atletica Casone Noceto (Parma), mette in campo tutta la sua gioventù e va ad imporsi meritatamente in 1h09:53: per Pasquale Selvarolo il giusto tributo dalla folla che lo applaude convinta.

Secondo posto per il bitontino Pasquale Rutigliano (OlimpiaEur Camp Roma), instancabile e dovunque sempre sul podio, che chiude in 1h11:29, con il bravissimo Massimiliano Strappato (Atletica Amatori Osimo), terzo in 1h12:11.

Sempre deciso, Vito Loconte (Atletica Sprint Barletta) è quarto in 1h13.59, seguito dallo splendido duo della Free Runners Molfetta, i due compagni anche di allenamento, Pietro Antonio Tamborra e Michele La Vista, rispettivamente quinto e sesto in 1h14:06 e 1h14:10. Festeggia al meglio la nuova maglia della Runners Cerignola, Giuseppe Bonavita, settimo in 1h14:38, seguito dall’altro e altrettanto bravo rappresentante dell’Atletica Amatori Osimo, Mattia Franchini, ottavo in 1h15:23, e dal caparbio Emanuele Coroneo (La Mandra Calimera), nono in 1h15:34. Decimo il triatleta della Montedoro Noci, Michele Insalata, in 1:15:54.

1782 gli uomini classificati, chiude Pasquale Mastrapasqua (Barletta Sportiva) che realizza il suo record negativo, ma soprattutto sfida la sorte avendo corso con oltre 39° di febbre!

Tra le donne, è inizialmente in testa la molisana Paola Di Tillo, con Daniela Tropiano ad inseguire. Man mano, il divario diminuisce sempre più con Tropiano che raggiunge e scavalca la collega e si avvia verso l’ennesimo trionfo di queste ultime stagioni, affermandosi in 1h27:06. Il bello di Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) è che può vincere o perdere, ma non lascia mai il suo sorriso!

Sempre potente, Paola Di Tillo (Gruppo Sportivo Virtus Campobasso), deve accontentarsi del secondo posto in 1h28:49; è terza la forte salentina Alessandra Scatigna (Salento Is Running Carmiano), in 1:32:22.

Ottima Emoke Csilla Pummer (Free Runners Molfetta), quarta in 1h34:09, seguita dalla coriacea Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), quinta in 1h36:32, e dalla determinata Rosanna Simonetti (Running Academy Lucera), sesta in 1h38:01. Brava Marilena Piccirilli (I Podisti di Capitanata Foggia), settima in 1h38:24, seguita dalla mitica Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), ottava in 1h38:47, e dalla capace Anna Maria Natale (Atl. Padre Pio S. Giovanni Rotondo), nona in 1h38:52. Chiude la lista delle 10 top, Luana Chiara Piscopo (Dream Team Bari), che taglia il traguardo egregiamente in 1h39:03.

292 le donne giunte al traguardo: completa la lista Teresa Lops (Amici del Cammino Barletta) in 2h54:20.

Bellissima la medaglia al collo di ciascun finisher, i colori di Barletta e l’immagine di Ettore Fieramosca, uno dei simboli barlettani. Ricco, come tradizione, il ristoro finale, ma non c’è tempo perché, mentre ancora arrivano gli ultimi, comincia la cerimonia di premiazione…

Si celebrano subito i due podi maschile e femminile, le note di “We are the Champions” dei Queen celebrano i migliori tre uomini e le migliori tre donne. Il Trofeo, premio tecnico, premi alimentari ricompensano lo sforzo e la prestazione di questi valenti atleti.

E’ il turno delle varie categorie, sono chiamati i primi otto di ciascuna: targa e premio in natura anche per loro, già la gioia di salire sul podio ricompensa gli sforzi.

A chiudere, targhe e confezioni di gnocchi per le prime cinque società con più atleti giunti al traguardo:  nonostante le risorse umane sacrificate per l’organizzazione vince la Barletta Sportiva, che rinuncia al proprio premio e lo lascia agli altri team che seguono.

Un premio va anche a Cosimo Girolamo e a tutti i collaboratori, Enti e singoli, che hanno permesso l’effettuarsi di questa bella manifestazione e della conseguente mattinata di sport.

I saluti di speaker Paolo e via;  ora, il resto del lavoro per gli addetti per ripristinare la città al suo volto abituale…

Come già scritto, non è davvero facile organizzare una manifestazione di questo livello e con questi numeri, la mezza di Barletta si conferma gara di primo piano: sarebbe auspicabile magari trovare continuità nelle  collaborazioni esterne, perché questa manifestazione merita tanto, e tanto sa offrire ai suoi partecipanti.

Sei mesi di squalifica a Marco Bonfiglio, il maratoneta ed ultramaratoneta abbiatense: questa la sentenza definitiva della Prima Sezione del TNA, a seguito della positività accertata al Betametasone, dopo la 3^ edizione della Ticino Marathon, lo scorso 14 ottobre 2018.  

Ecco la sentenza: La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Marco Bonfiglio (tesserato FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.5.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di 6 mesi, a decorrere dall’11 febbraio 2019 e con scadenza al 10 giugno 2019, così dedotto il presofferto. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato conseguito in gara. Condanna il sig. Bonfiglio al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00.

Marco Bonfiglio (Impossibile Target) aveva vinto la 60 km in 4h14:01: a questo punto la vittoria dovrebbe passare al secondo classificato, Gianluca Pietra (Canottieri Ticino), che concluse in 4h57:37.

Bonfiglio, atleta molto amato e da anni tra i più valenti ultramaratoneti, aveva più volte espresso la sua buona fede, dichiarando pubblicamente “di aver assunto del Bentelan, ma ritengo giusto evidenziare che la cura è stata fatta sotto controllo e su prescrizione medica a fini terapeutici, come ampiamente documentato nelle opportune sedi. Quel che mi è stato correttamente contestato, infatti, è stata l’omessa comunicazione di utilizzo del farmaco, ma è stato altresì riconosciuto ed accertato dalla Procura Nazionale Antidoping che lo stesso è stato utilizzato per fini esclusivamente terapeutici. Purtroppo, con colpevole ignoranza della normativa, ricordando a tutti che sono un atleta amatoriale, in totale buona fede ho commesso una ingenuità che mi è costata cara".

 

Domenica, 10 Febbraio 2019 21:32

Tragico addio di Maura Viceconte

10 Febbraio - Sono quelle notizie che non si vorrebbe mai dare: ma Maura Viceconte, per 12 anni (2000-2012) primatista italiana di maratona, ha terminato di vivere oggi, a soli 51 anni.  

Sembrano non esserci più dubbi che  Maura si sia tolta la vita impiccandosi a un albero, davanti alla sua casa di Chiusa San Michele, in Val di Susa (TO): i carabinieri hanno ritrovato il corpo nel primo pomeriggio. Ancora sconosciuti i motivi del gesto, anche se per anni la maratoneta aveva combattuto con un tumore. A novembre dello scorso anno aveva diffuso un docufilm sulla sua vita, "La vita è una maratona - La corsa il modo di vivere".

Triste notizia davvero, soprattutto per chi – come chi scrive – l’ha vista correre e vincere numerose maratone, come Cesano Boscone (1994, campionessa italiana), Venezia (95), Montecarlo (97), Carpi (98), Roma (99), Vienna (2000, dove corse in 2h23:47, per anni il primato nazionale), Praga (2001) e Napoli (2003).

Agli Europei di Budapest nel 1998 aveva vinto il bronzo in 2h28:31 dietro la portoghese Manuela Machado (oro) e la russa Madina Biktagirowa (argento). Alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 chiuse dodicesima in 2:29.26.

E’ ancora oggi la detentrice del record italiano dei 10.000 con 31:05.57 stabilito nel 2000 a Heusden.

Addio Maura, nei nostri occhi resteranno per sempre le tue imprese!

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