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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

30 marzo - Nell’edizione 2019 dei Campionati Mondiali di corsa campestre disputatisi ad Aarhus, in Danimarca, incredibile risultato per l’Uganda che, per la prima volta nella storia, vince l’oro individuale e a squadre nella gara senior maschile. Il nuovo campione mondiale è Joshua Cheptegei, argento iridato dei 10.000 e primatista mondiale nei 15 km su strada, che s’impone in 31:40 sui 10240 metri del tracciato (riscattando il secondo posto di due anni fa quando a Kampala, in casa, crollò negli ultimi metri). Staccato solo nell’ultima salita, è secondo il 18enne connazionale Jacob Kiplimo (tesserato per l’Atletica Casone Noceto ), in 31:44; terzo il bicampione mondiale uscente, il keniano Geoffrey Kamworor, in 31:55, quarto l’eritreo Aron Kifle in 32:04), quinto l’etiope Selemon Barega in 32:16, sesto il keniano Rhonex Kipruto in 32:17. L’Uganda vince la classifica per nazioni con 20 punti su Kenya (43) ed Etiopia (46).

Nella gara senior femminile, sempre in testa dall’inizio, la keniana Hellen Obiri s’impone in 36:14 resistendo anche all’attacco finale della etiope Dera Dida, poi seconda in 36:16; terza l’altra etiope Letesenbet Gidey in 36:24. La Obiri diviene così la prima donna ad aver vinto un titolo cross, indoor e all’aperto; i campo maschile c’è riuscito il solo Kenenisa Bekele. L’Etiopia vince il titolo a squadre, davanti a Kenya e Uganda. Prima delle europpe la danese Anna Emilie Moller, 15^ in 37:51.

Tra gli Under 20 maschile vince l’etiope Milkesa Mengesha in 23:52 (7728 metri il tracciato)  sul connazionale Tadese Worku, secondo in 23:54; terzo l’ugandese Oscar Chelimo (tesserato per l’Assindustria Sport Padova) in 23:55. “Solo” 12° il  norvegese Jakob Ingebrigtsen, tre volte campione europeo U20 di cross, in 24:39. Nella graduatoria per nazioni vince l’Etiopia su Uganda e Kenya.

Tra le Under 20 femminili, sul tracciato di 570 metri, al termine di una volata incredibile, vince la keniana Beatrice Chebet in 20:50, sulle etiopi Alemitu Tariku e Tsigie Gebreselama, rispettivamente seconda e terza, anche loro con il crono di 20:50. Quarta l’ugandese Sarah Chelangat in 20:51. Prima non africana la giapponese Ayuka Kazama,  14^ in 21:58; prima delle europee la nostra Nadia Battocletti, 23^ in 22:24. 32^ l’altra italiana  Angela Mattevi in 22:53. Tra le nazioni vince l’Etiopia, davanti a Kenya e Giappone.

 Nelle staffette miste, due uomini e due donne in ordine libero, circa due chilometri a frazionista per un totale di 8070 metri, vittoria dell’Etiopia (Endale,Cheluke, Lemi e Worku) in 25:49, secondo posto per il Marocco (El Bakkali,Farkoussi, Iguider, Arafi) in 26:22 – prima squalificato per un cambio irregolare poi riammesso, terzo il Kenia (Kipruto, Mwasya, Manangoi e Mbithe) in 26:29, quarto USA in 27:01. Mwasya,

La prossima edizione dell’evento, la numero 44, si svolgerà nel 2021 a Bathurst, in Australia.

 

 

24 marzo - In una giornata dal clima primaverile si è disputata la 34^ edizione della Skechers Performance Los Angeles Marathon, che ha visto i successi del keniano Elisha Barno e della etiope Askale Merachi. 

Drammatico l’epilogo della gara maschile: John Korir, fratello minore del più noto Wesley (qui vincitore nel 2009 e 2010), dopo essersi staccato dal gruppo di testa e aver preso solitario il comando, ha cominciato a rallentare nel finale permettendo a Barno di riprenderlo e superarlo su Ocean Avenue a 150 metri dal traguardo: Barno si è imposto in 2:11:45, per Korir la seconda posizione in 2:11:52, con il messicano Jauan Luis Barrios, terzo in 2:11:59. Quarto l’altro keniano Milton Totich in 2:12:42, mentre il due volte vincitore (2016-2018) Weldon Kirui ha concluso quinto in 2: 13.24.

Per Barno, che aveva già vinto questa maratona nel 2017, ottima la seconda parte di gara: dopo essere passato alla mezza in 1:08:11, ha corso la seconda in 1:03:34. Ha però resistito nettamente il record della gara che resta nelle... gambe dell’etiope Markos Geneti che nel 2006 vinse in 2:06:35.    

Tra le donne, subito in testa il trio formato da Merachi e dalle keniane Cynthia Jerop e Lucy Karami; staccatasi Karami, Merachi e Jerop hanno proseguito insieme fino al 36° km, quando la etiope ha aumentato il ritmo ed è andata a vincere in solitaria in 2:24:11, stabilendo il nuovo record della manifestazione sinora appartenuto alla russa Lidiya Grigoryeva (che nel 2006 si affermò in 2:25:10) e migliorando il proprio primato personale di oltre 6 minuti.

Secondo posto per Cynthia Jerop in 2:25.54, che migliora il personale di nove minuti; terza Lucy Karimi in  2:26.15 (altro pb). Quarta l’ucraina Olha Skypak in 2:30:33, quinta l’altra keniana Jane Kibii in 2:32:12.       

23800 sono stati gli atleti a tagliare il traguardo posto nella pittoresca Santa Monica, sull’Oceano Pacifico, dopo essere partiti dal corso Stadium to the Sea, nei pressi del Dodger Stadium in pieno centro, ed aver attraversato tutte le zone più caratteristiche della città.  

I due vincitori, Barno e Merachi, hanno entrambi ricevuto il premio di 23.000 dollari. 

24 marzo - Doppietta etiope nella 6^ Beverly Wuxi Marathon, in Cina, evento IAAF Bronze Label road race: si affermano, infatti, Tsehay Gebre Getiso e Asnake Dubre Negawo, entrambi stabilendo il nuovo record della corsa, in una giornata dal clima fresco con temperatura tra i 9 e i 13 gradi per la durata della maratona.

La 26enne Getiso, dopo un entusiasmante duello con la connazionale 19enne Bekelu Beji, s’impone in 2:28:06, che cancella il precedente record della manifestazione (2:29:17 stabilito dalla etiope Ayelu Abebe Hordofa nel 2017) e migliora il primato personale di quasi cinque minuti (2:32.57 a Casablanca nel 2017). Per Getiso è il secondo successo della carriera, dopo la vittoria nella Kunming Marathon un anno fa.

La gara ha visto comandare un gruppo di 10 atlete per oltre 15 chilometri, comprendente la Getiso e la campionessa uscente, la keniana Priscilla Kipruto Chepatiy. Alla mezza (passaggio in 1:04:40) il gruppo di testa si è ridotto a 7 unità, per scendere a 5 dopo 24 chilometri. Al 30° km (superato in 1.46:10) l’azione decisiva di Getiso alla quale ha risposto unicamente Beji: le due hanno proseguito insieme sino al 39°, quando Getiso ha ulteriormente accelerato per poi andare a vincere, pur dovendosi guardare le spalle dalla connazionale che continuava a tallonarla. Beji ha chiuso in seconda posizione in 2:28:21, migliorando il pb di oltre quattro minuti.

Il podio, interamente etiope, è stato completato da Motu Megersa, terza in 2:30:46, pb anche per lei. Quarta ancora una etiope, Meka Wake Washo in 2:32:01, quinta la keniana Ruth Karanja in 2:33:32.

Nella gara maschile, dopo il passaggio del gruppo di testa composto da 13 atleti, al 15° in 46:27 e al 20° in 1:01:52, si è dovuto aspettare il 30° km (passaggio in 1.33.05) per vederlo ridotto a 11 unità. Al 32° km il burundese Olivier Irabaruta ha cercato l’allungo, ma è stato quasi immediatamente ripreso dal gruppo: solo al 40° km, il trio etiope formato da Negawo, Yihunle e Heye è riuscito a staccarsi dagli altri giocandosi la vittoria nella volata finale.

Nagano, al secondo successo della sua carriera, dopo la Shaoxing Marathon nel 2017, si è imposto in 2:10:21 (primato personale), precedendo il 20enne connazionale Balew Yihunle, secondo in 2:10:22 (pb migliorato di 31 secondi), e l’altro etiope Berhanu Heye, al debutto, terzo in 2:10:25.

Da segnalare che i primi otto uomini hanno tagliato il traguardo raggruppati jn appena 30 secondi, migliorando tutti il precedente limite della corsa, il 2:12:47 stabilito dall’etiope Berga Birhanu Bekele un anno fa.

Quarto ancora un etiope Beshan Yerssie Eskezia in 2.10.32, quinto il burundese Olivier Irabaruta in 2:10:33, sesto il keniano Sylvester Kimeli Teimet in 2:10:44, settimo l’etiope Bekele Sahlesilassie Nigussie in 2.10:46, ottavo il keniano Cheboi Cillins Kipkorir in 2:10:56.

Circa 20000 i partecipanti alla maratona, con 740 atleti che hanno chiuso sotto le 3 ore migliorando il precedente record della Maratona di Shanghai 2018.

 

24 marzo - Storico compleanno per la Marcialonga di San Giuseppe che raggiunge il quarantesimo anno di età: l’enorme partecipazione odierna garantisce eterna giovinezza a questa gara, una dei capisaldi del podismo pugliese.

Potrei stare a scrivere pagine e pagine sulla storia di questa manifestazione, sulla storia dell’ottimo sodalizio, gli Amatori Putignano, che da sempre l’organizza: resi i doverosi omaggi a chi si è sempre distinto nel panorama regionale e nazionale, affrontiamo l’esame dell’edizione 2019, valida come seconda prova del Campionato Corripuglia.

1481 gli iscritti alla gara competitiva, circa 3100 gli iscritti alla passeggiata (aperta a tutti) di 8 chilometri, la città si sveglia presto e interamente colorata dei colori delle tute, delle divise, delle maglie di chi è pronto a muoversi. 

Rapidamente, nell’atrio del Palazzo Comunale, si sbrigano le procedure di iscrizione (pettorali e chip sono unici e personali e in voga tutto l’anno per l’intero Corripuglia); gara nazionale, il costo è di 8 euro, con ritiro di un premio di partecipazione che garantisce la simpatica maglia tecnica celebrante il quarantennale e alcuni prodotti alimentari.  

La vasta zona mercatale ha concesso di parcheggiare comodamente la vettura all’arrivo; la schiera di bagni chimici in Piazza Moro risolve il primo annoso problema, in una giornata calda di piena primavera, soleggiata, che invita a correre.

La voce di speaker Paolo Liuzzi, pur stanca dopo la 6 Ore del sabato pomeriggio, http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/3611-putignano-ba-8-6-ore-di-san-giuseppe.html

impera nel centro di Putignano: anche oggi “the voice” si dimostrerà ampiamente all’altezza dell’incarico, gestendo al meglio ogni situazione.

Ampio il palco già allestito in piazza, nelle retrovie è stato sistemato il carro allegorico vincitore della 625^ edizione del Carnevale: “Chi è senza peccato scagli la prima mela”, contro l’omofobia, la realizzazione del maestro Deni Bianco è di gran valore, i podisti fanno a gara per cercare una foto davanti all’opera.

I minuti passano, lentamente la piazza si svuota, spariscono tutti i corridori per riapparire già pronti, hanno già indossato i completi per correre; eccoli, intenti nelle classiche operazioni di riscaldamento dei muscoli per evitare infortuni.

La città è un festival di colori, di emozioni, di risate, di sfottò, di brevi scatti; i cosiddetti liberi attendono ai margini, quasi spaventati, quasi tutti indossano la maglia della gara, con lo zio Sam che ricorda la ricorrenza.

Ben transennata la zona di avvio, con alte grate laterali che scoraggiano i furbetti: la prima zona è riservata agli atleti più veloci selezionati in anticipo dalla Commissione Master della Fidal Puglia e che hanno il pettorale contrassegnato da uno speciale bollino colorato.

Non mancano degli intrusi, l’importante è che siano rapidi e non creino intoppi agli altri, Corso Umberto I è largo, ma basta una indecisione per mettere a repentaglio la propria e l’altrui incolumità.

Gran lavoro degli organizzatori, gran lavoro dei giudici, tutti i podisti sono schierati perfettamente dietro la linea di via, si attende solo il lasciapassare dagli addetti sul percorso: il locale Sindaco, Domenico Giannandrea, è pronto a sparare il colpo di via.

Tutto sistemato, la pistola lascia partire il colpo e via, una mandria scatenata di podisti guadagna la strada, in un attimo sono già spariti. Solo due chilometri e saranno di nuovo qui, chiaramente già sgranati, attendiamo con ansia.

E, in effetti, si ode già il suono della sirena dell’auto apri-pista dei locali Vigili, ecco in testa Quarato, segue Susca, poi Uva, Gaeta, Perta, Di Giulio, il trio Tedone-Miccoli-Greco. Tra le donne comanda De Sanctis, segue Monfreda, come una settimana fa.

Il percorso si lancia ora lungo la pista ciclabile di Putignano in una sorta di andirivieni, prima della svolta che progressivamente riporta in città e offre le maggiori difficoltà altimetriche del tracciato. Tracciato descritto di 10200 metri, anche se tutti i gps segneranno meno, allenante ma non durissimo come quello di Canosa, ben presidiato e controllato degli addetti dell’organizzazione, con ristoro posto a metà distanza.

E, rispetto al primo passaggio, l’ordine deli primissimi non cambia, il brillante Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra) va meritatamente ad imporsi in 32:17, cogliendo il terzo successo in due weekend, mantenendo sempre il suo comportamento da ragazzo educatissimo e concreto.

Secondo posto per il rientrante Giovanni Susca (Atletica Amatori Cisternino), in 32:25: consentitemi un moto di gioia per questo ragazzo che sembra si stia avviando finalmente a superare i problemi fisici, anche sotto la guida tecnica di Antonio Petino, allenatore anche di Quarato.

Terzo posto in 33:45 per il “papà” Michele Uva (Free Runners Mollfetta): le sue splendide signorine crescono e lo reclamano, il papà continua ad andare forte per rientrare presto a casa!

Quarto posto in 33:49 per Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), superato nel lungo sprint da Uva: non appena Giuliano avrà assorbito i carichi di lavoro, sono sicuro che ci farà divertire. Finalmente in seria ripresa, ecco Denis Greco (Atletica Tommaso Assi Trani), poche parole e lamenti ma tanti fatti, quinto in 34:04, a precedere un altro stupendo ragazzo, Daniele Miccoli (Dynamyk Fitness Palo del Colle), sesto in 34:08, e quel gran simpaticone di Nicola Conte (Atletica Amatori Cisternino), settimo in 34:11. L’aitante Vito Perta (GS Paolotti – Atl. Martina) chiude ottavo in 34:12, davanti a Mimmo Tedone, il capitano della Dynamyk Palo del Colle, nono in 34:20, e al buon Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), che per la seconda volta consecutiva centra la top ten, decimo in 34:25.

Al femminile, doppietta (dopo Canosa) per Francesca De Sanctis (Atl. Casone Noceto Parma) che si afferma in 39:01, al termine di un’altra ottima prestazione: avanti così, che il peggio è passato! Secondo posto per la determinata Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), in 39:54, che ha dato davvero tutto, con Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), terza in 40:35, in parziale riposo dopo il forte avvio di stagione. Per la cronaca, un po’ come al maschile, le prime due sono allenate da uno stesso allenatore, Michele Cuoco.

Una macchina da guerra, Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) è quarta in 40:48, davanti all’esponente dell’altra Bitonto, Annarita Cazzolla (Bitonto Runners) sempre più forte, quinta in 41:26. Accattivante l’arrivo congiunto delle due Putignano, con Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), sesta in 41:37, e Mara Lavarra (Amatori Putignano), settima in 41:38. Caparbia, Francesca Riti è ottava in 41:57, stesso tempo della bravissima Delia Mastrorosa (Atletica Monopoli), in continuo miglioramento, nona. E con piacere ritrovo Marisa Russo (Marathon Massafra), che gestisce le forze per conquistare il decimo posto in 41:59.

Dispiace per la caduta che ha riguardato Luisa Labianca (Bitonto Sportiva) nelle prime fasi: la sfortunata è finita in ambulanza, per poi ritornare a casa con una distorsione, speriamo a breve guaribile.

1389 i finisher, hanno chiuso gli arrivi Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) e Pasquale Zupo (Atletica Polignano) in 1h38:37, complimenti per averla portata a termine!

Ristoro finale con acqua e latte, qualche piccola lamentela mi è giunta da alcuni atleti che avrebbero gradito qualcosa di solido da mettere sotto i denti.

Prima di proseguire devo complimentarmi con l’organizzazione per la gestione dei liberi, che (eccezion fatta per il passaggio degli ultimi tesserati al 2° km, che si son trovati davanti il muro dei camminatori già schierati per la partenza), non hanno minimamente influito nella gara dei Fidal, compreso l’arrivo, ottimamente e preventivamente differenziato dai competitivi.

Quasi immediato l’inizio della cerimonia di premiazione che è cominciata nel ricordare e premiare alcune eccellenze sportive putignanesi, come la nuotatrice Vittoria Bianco e i campioni dell’atletica, Gianni Leogrande, Giacinto De Cataldo, Vito Campanella e Vito Intini.

Ma ecco il momento più atteso, la gara odierna, cominciando dai due vincitori Quarato e De Sanctis, premiati con trofeo e ricco cesto di prodotti alimentari; a seguire, spesso inframezzati con la consegna dei trofei ai gruppi più numerosi della non competitiva, la premiazione dei meritevoli delle varie categorie per fasce di età, i primi/e cinque fino alla SM 65 e alla SF50, i primi/e tre delle restanti. Tutti questi splendidi protagonisti sono stati premiati con la sola coppa, scatenando la parziale delusione degli interessati, che mi hanno pregato di inoltrarla agli organizzatori.

A chiudere, la consegna dei trofei per le prime 13 società per numero complessivo di atleti giunti al traguardo: è prima la Nadir on the road Putignano con 71 iscritti su, nell’ordine, Atletica Monopoli (63), Amatori Putignano (62), Montedoro Noci (61), Gioia Running (52), Tommaso Assi Trani (47), Marathon Massafra (43), Pro Canosa (42), San Giovanni Bosco Palagianello (41), Amici Strada Tesoro Bari (40), Atletica Castellana (40), Bitonto Sportiva (34), Free Runners Molfetta (31).

I saluti di speaker Paolo, il ringraziamento all’assessore allo Sport, Gianni Delfine, presente in entrambe le manifestazione del weekend e l’arrivederci fra un anno.

Non ricordo a quante delle 40 edizioni ho partecipato, da atleta o da osservatore: evidenzio solo che questa manifestazione conserva quel fascino di quando nelle domeniche regionali c’era una sola gara, mantenendo inalterata quell’abilità organizzativa che la caratterizza da anni e che permetterà di proseguire questa fantastica storia di corsa.

Martedì, 26 Marzo 2019 11:22

Putignano (BA) - 8^ 6 Ore di San Giuseppe

23 marzo - Terminata la tradizionale kermesse del Carnevale, Putignano è tornata a vestirsi a festa per la due giorni podistica, la 6 Ore il sabato e la Marcialonga l’indomani, entrambe dedicate a San Giuseppe.  

La 6 Ore si sviluppa sul centralissimo giro di 1264,7 metri, sostanzialmente piatto, ma con l’aggravio dell’antica pavimentazione, a chianche, che accresce la fatica. Di contro, è impossibile annoiarsi, non si è mai soli, indigeni e turisti “accompagnano” continuamente gli atleti, tante sono poi le attrazioni che l’organizzazione offre.

Già, l’organizzazione, a cura degli Amatori Putignano, storica società che festeggia il quarantennale della Marcialonga, una serie di eventi nazionali organizzati ed ospitati, una lunga seria tradizione, garanzia di qualità.

E anche la 6 Ore, giunta oramai all’ottava edizione, è notoriamente apprezzata dagli ultramaratoneti, ogni anno avvicina a questo particolare tipo di gara numerosi neofiti.

La garanzia la offre Vito Intini, vice presidente nazionale IUTA, fresco dell’essersi riappropriato del record della 24 ore sul tapis roulant, milioni di chilometri nelle sue gambe, ora la candidatura a Sindaco, che farebbe di Putignano la città più in movimento del mondo. 

Numero massimo di iscrizioni fissato a 250 atleti, davvero sfiorato con 242 iscritti, di cui 38 donne; tassa di iscrizione limitata a 40 euro per chi abbia rispettato il limite del 9 marzo, 50 successivamente (ulteriori sconti per gli iscritti IUTA).

Pacco gara contenente la polo commemorativa, oltre prodotti alimentari e altri gadget, più buoni per il pasta party per il pre e il post gara.

Poi la zona neutralizzazione, per cambiarsi, riposarsi, farsi curare e massaggiare, approfittare dei bagni chimici; bagno presente anche sul tracciato per ogni evenienza.

Numero di giri rilevati dal rilevamento elettronico tramite chip, i giudici Fidal calcoleranno le frazioni finali.

Alle 14,00 precise la partenza, cominciano i giri, incita tutti Paolo Liuzzi, lo speaker della strada pugliese, che si distingue ottimamente anche nelle gare di livello nazionale.

Si comincia correndo tutti, allo scoccare della prima ora in tanti rallentano, in pochi proseguono a ritmo pieno; allo scoccare della seconda ora si va ancora più lenti, tranne le solite eccezioni, e così sarà con il passare delle ore e dei minuti, salvo ritrovare miracolosamente le forze nel finale, quando si ha tra le mani l’adesivo da incollare sull’asfalto per permettere ai Giudici di calcolare la distanza residua.

Il giro presenta tre stazioni: la prima in zona cambio, con il ristoro che offre ogni genere di bevanda, dall’acqua alla coca cola, vari cibi solidi e la voce di speaker Paolo ad incitare e ad informare della distanza percorsa; la seconda, in pieno centro storico, “L’ultima cena”, così definita perché la anima con estrema verve, brio, effervescenza, Mino Barletta, autentico showman, ma nella vita di ogni giorno… marmista; la terza a base di alcolici, liquori e birra, con i due birraioli, con tanto di grembiule a forma di alto boccale a invitare ad andare a… tutta birra!

Usciti sul corso principale, la visione del Carro allegorico vincitore la 625^ edizione del Carnevale, il “Chi è senza peccato scagli la prima mela”, contro l’omofobia, realizzato dal maestro Deni Bianco, davvero bello, al di là della condivisione o meno del messaggio.

Ma, perdonatemi, devo tornare su Mino Barletta, sul suo particolare ristoro, ha passato ore ed ore ballando, accompagnando gli atleti, risollevandoli moralmente, infondendo gioia e serenità, raggiungendo il massimo dello spettacolo quando si è travestito da donna, quasi costringendo tutti gli atleti a fermarsi un attimo, strappando a tutti un ballo, un cinque, una risata, una toccata… Ottimi poi i dolcetti caserecci offerti, sul tavolo che quasi passava inosservato per le gag di Mino, mi sonno dovuto sacrificare a consumarne un po’…

E la popolazione locale ha accettato con estrema educazione l’invasione, ha tifato, incoraggiato, anche coinvolti dall’ottima apparecchiatura acustica che portava la voce dello speaker in ogni dove. Bella e caratteristica Putignano, in una giornata fredda, ma non freddissima, soprattutto per chi era in movimento.

La gara è vissuta sul dominio incontrastato in campo maschile di Maurizio Di Paolo (US Acli Marathon Chieti) e in quello femminile di Lorena Brusamento (GS Gabbi Bologna): non hanno rallentato un attimo e meritatamente hanno confermato il successo di un anno fa.

Di Paolo si è imposto con 75579,3 metri sul fortissimo Nicolangelo D’Avanzo (Bisceglie Running) risalito fino a 73774,6 e sul costante Fabrizio Samuele (Passologico Pescara), terzo con 71718,2. Sempre abile, Maurizio Termite (Sei Sport monopoli) è quarto con 70776,5 davanti all’indistruttibile Giuseppe Mangione (Barletta Sportiva), quinto con 70442,5.

Seguono Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano) con 70342,5; Fabio Amabrini (Passologico) con 68831,8; Savio Marco Acquaviva (Barletta Sportiva) con 67686,1; Domenico Valenzano (Amatori Putignano) con 67521,1; Antonio Candido (La Mandra Calimera) con 67472,1.

Al femminile vince Lorena con 67542,1metri sull’instancabile Erica Delfine (Amatori Putignano) con 62107,3 e sulla mitica Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra) con 60842,6. Quarta Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), con 60029,9; quinta la decisa Maria De Carlo (Athletic Team Palagiano), con 57798,5.

A seguire troviamo Grazia Antonietta Fina (Podistica Faggiano) con 57347,5 metri; Valentina Greco (Podistica Copertino) con 56161,8; Alessandra Liberati (Passologico) con 54750,1; Mariana Polignano (Amatori Putignano) con 53924,4; Adriana Valdevies (Podistica Faggiano) con 53414,4.

Da lodare tutti i partecipanti, per impegno e dedizione, compreso chi l’ha vissuta in maniera non estremamente agonistica, correndo e divertendosi, mettendo comunque chilometri nelle gambe.

Splendida la medaglia consegnata a ciascun finisher, che finalmente si è potuto rimettere in sesto con una buona doccia calda offerta dagli organizzatori, per proseguire con il pasta party, con delizie locali (orecchiette e rape, focaccia, mozzarelle, patate al forno, arance, crostata, acqua e vino).

E, come si fa nelle gare ben organizzate, sono cominciate sollecitamente le premiazioni, inizialmente con la consegna di targhe e riconoscimenti relativi all’attività IUTA 2018, sotto la regia di Vito Intini e Gianni De Robertis, consigliere nazionale IUTA.

Ed è il momento di entrare nel vivo della gara odierna, con riconoscimenti per i primi cinque uomini e le prime tre donne assolute, che oltre le medaglie, hanno ricevuto un ricco cesto di prodotti locali ed eco, con consegna affidata all’assessore allo sport, Delfine. Il trofeo Giovanni Chiapperino è stato consegnato dal figlio Lello ai due vincitori assoluti, Di Paolo e Brusamento. A seguire la consegna delle maglie di Campione Nazionale IUTA per i primi di ciascuna categoria, con relativo trofeo, a concludere la lunga ma bellissima manifestazione.

E’ il momento dei saluti, Vito Intini ha parlato di record di partecipanti per una 6 Ore italiana, alcuni partecipanti mi hanno detto che forse è la più bella in Italia, francamente posso solo affermare che vale la pena viverla e soprattutto correrla, ciascuno secondo le proprie possibilità, contro il logorio della vita moderna…

Era attesa la sentenza che finalmente è arrivata: Luisa Betti è stata squalificata per 18 mesi.  

Ecco il comunicato Nado Italia:

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico della sig.ra Luisa Betti (tesserata FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.5.11 e 4.11.1 delle NSA, afferma la responsabilità della stessa in ordine all’addebito ascrittole e le infligge la squalifica di 18 mesi a decorrere dal 6 ottobre 2018 e con scadenza al 5 aprile 2020. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato eventualmente conseguito in gara. Condanna la sig.ra Betti al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00.

Riporto anche il comunicato della sospensione per ricordare i fatti:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare la sig.ra Luisa Betti (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della Manifestazione “100 Km delle Alpi – Torino -Foglizzo “ svoltasi a Foglizzo il 6 ottobre 2018.

Riporto, ancora, quando dichiarato dalla Betti, su questo sito e anche sulla sua pagina Facebook quando arrivò la sospensione cautelare:

“Prima di iniziare ad accusare e a crocifiggermi… sappiate almeno bene come sono andate le cose. Io non ho nulla da nascondere e spiegherò tutto, anche perché prima del controllo anti-doping (alla 100 km delle Alpi in cui sono arrivata quinta, figuriamoci) ho subito dichiarato l'uso di un farmaco a base cortisonica che ho dovuto purtroppo assumere per motivi di salute a fine settembre (causa blefarite, una grave infiammazione delle palpebre di natura allergica), ma solo per una decina di giorni. Prima del controllo l'ho DICHIARATO ed ho mostrato anche il CERTIFICATO medico che mi ero fatta fare nell'eventualità di un controllo (non lo posto solo per motivi di privacy), ma evidentemente non è bastato. Proprio poche ore fa mi è giunta la brutta notizia di una sospensione cautelare (che NON equivale a una squalifica, ci tengo a sottolineare) e mi sono subito affrettata a contestarla e ad avvisare chi di competenza, compreso il mio medico di fiducia. Forse non avrei dovuto gareggiare in quei giorni, è vero… ma sinceramente non pensavo che la situazione potesse rivelarsi così grave. E poi con il certificato mi sentivo tutto sommato abbastanza sicura, ignorando o quasi tutta la storia della procedura TUE. Certamente è stata una imperdonabile leggerezza di valutazione che pagherò a caro prezzo come è giusto che sia, non mi sto affatto giustificando per quello… ma sono comunque tranquilla e soprattutto ho la coscienza più che pulita, e fiduciosa di riuscire a chiarire la faccenda. Ho tutte le prove e le documentazioni che testimoniano la mia buonafede e non vedo l'ora di poterle mostrare a chi di dovere. Chi mi conosce bene sa chi sono, sa da quanto tempo corro e soprattutto per quali MOTIVI corro. Motivi non certo legati a tempi e vittorie, anche perché altrimenti mi allenerei come si deve e non correrei così tante gare di fila. Confido quindi nell'intelligenza e nella sensibilità di ognuno di Voi. Se poi dovrò scontare una pena la sconterò, come è giusto che sia… del resto la leggerezza è stata mia e sono concorde con la frase "la Legge non ammette ignoranza". Se siete comunque Amici, come in cuor mio spero… mi crederete e mi starete magari vicini in questo difficile momento, senza crocifiggermi ne’ darmi addosso. Anche perchè come è accaduto a me, una semplice Amatrice che ha sempre corso per pura passione, può accadere a qualsiasi altro. Spero solo che serva come monito e insegnamento non solo a me, ma a tutti quanti. Per adesso non ho altro da aggiungere, anche perchè sono ancora abbastanza scossa e abbattuta. Grazie a tutti della comprensione”.

Ecco ora le parole della Betti appena pubblicate sul suo profilo Facebook: 

"Solo tre cose: 1) a breve uscirá anche la MIA verità, che ho già raccontato per filo e per segno a diversi giornalisti. Sono convinta che un medico che dichiara il falso per insabbiare le sue scorrettezze e le sue violazioni di protocollo vada denunciato e fatto radiare, e giuro che sarà quello che cercherò di fare fino a che sarò viva, per evitare che danneggi altri come ha danneggiato me. Se le regole valgono per tutti, allora devono valere anche per i medici che controllano. 2) Ho sempre detto la pura e semplice verità, ho sempre ammesso di aver sbagliato e che avrei accettato di buon grado qualsiasi pena, purchè giusta ed equa. Questa non lo è stata affatto, credetemi, poichè sono state dichiarate cose false, oltretutto da un MEDICO, e guarda caso i miei testimoni (Stefano Romano e Costanzo Michelangelo, i quali ringrazio immensamente per la disponibilità), che lo avrebbero smentito, non sono nemmeno stati ascoltati. NON intenzionalità dichiarata, come dichiarato era il farmaco al momento del controllo, eppure alla sottoscritta DICIOTTO mesi di squalifica quando ad altri per casi analoghi (e farmaco NON dichiarato) solo SEI: perdonatemi ma non mi sembra proprio "equità". 3) Ovviamente farò ricorso e denuncerò al tribunale giudiziario il cosiddetto individuo, quindi non finisce qui... anzi, è appena iniziata. 4) Chi mi odia può stare tranquillo/a, poichè annuncio già da adesso che non gareggerò più. MAI PIU'. Già deciso. Preferirei mozzarmi un braccio e ingoiarlo piuttosto che rimettere piede in questo ambiente. Cinque mesi d'inferno, due esaurimenti nervosi in quattro mesi (tre con quello di oggi) sono bastati e avanzati. Non ne vale proprio la pena, e adesso lo so. A me non è mai fregato niente dei tempi, dei podi, di vincere, ho sempre corso per motivi ben più profondi e chi mi conosce lo sa. Quindi alla fine posso correre anche per conto mio, oramai mi sono abituata. Ma almeno voglio andarmene a testa alta, facendo trionfare la verità. Mi consola solo il fatto che io, a differenza di altri, potrò sempre guardarmi allo specchio la mattina. Altri invece continueranno a strisciare come topi di fogna, protetti dai loro sponsors e dalle loro raccomandazioni. Se questo è un ambiente che premia e favorisce questi ultimi, allora mi spiace, ma non può fare per me. Sono stata bene in questi anni, ho conosciuto tante persone meravigliose che porterò sempre nel cuore...ma dopo questa vicenda per me estremamente traumatica, che mi ha fatta comunque crescere e migliorare, è un capitolo definitivamente chiuso. Saluti dal "Santo Spirito" di Roma, rimango qui almeno fino a domani, quindi chi vuole mi venga pure a trovare (non spaventatevi però se mi troverete in uno stato comatoso). Non voglio likes, infatti questo profilo domani sarà sparito (affrettatevi pertanto a leggere e a screennare). E ricordatevi sempre che..."la Legge NON è uguale per tutti", specie in Italia e specie in questo ambiente. Grazie di cuore a chi mi ha sempre sostenuta e ha sempre creduto in me".

[F. M.] Aspettiamo le prossime puntate, condite (si spera) da fatti credibili e non da proclami e accuse dalla quantità indefinita (le "tre cose" sono già diventate quattro). Per restare nei numeri e nel settore medico, tre "esaurimenti nervosi" in quattro mesi ci sembrano un po' tanti, se alla parola "esaurimento nervoso" attribuiamo il significato medico tradizionale (peraltro oggi in disuso, e poco fondato scientificamente, dato che i "nervi" non si possono "esaurire"), di uno stato cronico che imponeva mesi se non anni di cura. Non dubitando di quanto asserisce Luisa Betti, immaginiamo e speriamo per lei che sotto questo termine abbia voluto indicare delle "crisi di nervi", delle situazioni acute momentanee di stress e sofferenza mentale, recuperate e recuperabili in pochi giorni. Quanto al ristabilimento della verità, non è minacciando di perseguire altri a 361 gradi che si acquista credibilità. Avendo dato prova di garantismo fin dalla prima messa in stato d'accusa di L. B. (chissà se l'interessata se ne è accorta) ci offriamo tra quei "giornalisti" disposti ad ascoltarla "per filo e per segno". Al momento, sappiamo solo che a un nostro giornalista erano stati promessi documenti che non ha mai avuto.

 

17 marzo - Thomas Kiplagat Rono (Kenya) e Desi Jisa Mokonin (Bahrain) sono i vincitori della Seoul Marathon, evento IAAF Gold Label road race, in Corea del Sud.

Il 32enne Kiplagat si è imposto in 2h06:00, terza vittoria della sua carriera, migliorando nettamente il proprio personale stabilito nel 2014 alla Joongang Marathon, la maratona autunnale sempre di Seoul. Resiste viceversa il primato della gara, il 2h05:13 stabilito dal keniano Wilson Loyanae Erupe nel 2016.

Sotto le 2h e 7 minuti hanno tagliato il traguardo altri tre atleti: i connazionali Elisha Kipchirchir Rotich, secondo in 2h06:12 (migliorando anch’egli il pb finora di 2h07:32, stabilito lo scorso ottobre ad Eindhoven) e Mike Kiptum Boit, terzo in 2h06:24 (pb) e l’etiope Fikre Bekele in 2h06:27 (pb). Quinto posto ancora per un keniano, Robert Kiplimo Kipkemboi in 2h07:11. 

Tra le donne successo per la 21enne Mokonin, alla prima vittoria della carriera sulla distanza, in 2h23:45, a soli sei secondi dal personale stabilito ad Amsterdam lo scorso ottobre (lontanissimo i record della gara stabilito nel 2016 da Zhou Chunxia in 2h19:51). La Mokonin era arrivata settima nel mondiale di mezza maratona disputato a Valencia nell’ottobre 2018.

La etiope Hirut Tibebu, campionessa uscente, ha concluso in seconda posizione in 2h24:10, seguita dalla keniana Celestine Chepchirchir, terza in 2h24:49 (pb) e dall’altra etiope Zinash Mekonen, quarta in 2h25:44.

Classifiche:                       

Uomini

  1. Thomas Kiplagat Rono, KEN, 2:06:00
  2. Elisha Kipchirchir Rotich, KEN, 2:06:12
  3. Mike Kiptum Boit, KEN, 2:06:24
  4. Fikre Bekele Tefera, ETH, 2:06:27
  5. Robert Kiplimo Kipkemboi, KEN, 2:07:11
  6. Tariku Kinfu, ETH, 2:09:06
  7. Sammy Kitwara, KEN 2:09:52 

Donne 

  1. Desi Jisa Mokonin, BRN, 2:23:45
  2. Hirut Tibebu Damte, ETH, 2:24:10
  3. Celestine Chepchirchir, KEN, 2:24:49
  4. Zinash Mekonen Lema, ETH, 2:25:44
  5. Mercy Jerotich Kibarus, KEN, 2:27:20
  6. Ahn Seul-Ki, KOR, 2:26:28
  7. Merima Mohamed, BRN, 2:27:34

 

17 marzo - Doppietta keniana nella New Taipei City Wan Jin Shi Marathon (Taiwan), evento IAAF Silver Label road race, con successi di Mathew Kipsaat e Naomi Jepkogei Maiyo, che hanno stabilito anche i nuovi record della gara in campo maschile e femminile.

Kipsaat, dopo aver corso fino al 29° km 'nascosto' in un gruppo di quattro atleti, ha poi deciso di prendere decisamente l’iniziativa tagliando solitario il traguardo in 2h11:17, che migliora il precedente limite della corsa stabilito da William Chebon Chebor nel 2016 in 2h13:05 (Kipsaat ha invece un primato personale di 2h09:19 stabilito a Roma nel 2017).

Secondo e terzo, in un podio tutto keniano, Philip Cheruiyot Kangogo in 2h13:57 e Alex Chepkwik Saekwo, terzo in 2:15:18.

Tra le donne, la Maiyo, dopo essere passata nel gruppo di testa composto da 5 atlete alla mezza in 1h16:58, ha staccato le avversarie dal 35° km, aumentando sempre più il suo vantaggio, fino a tagliare il traguardo in 2h34:08, che migliora di 54” il precedente limite della corsa, ma non il suo limite personale (2h31:31 a Cape Town nel 2017).
Seconda è Meseret Sisay in 2h34:51 che precede Ednah Mukhwana, terza in 2h35:01.

 

Chiuse le iscrizioni per la 25^ edizione dell’Acea Maratona Internazionale di Roma, in programma il prossimo 7  aprile: è stata, infatti, raggiunta, ben prima della scadenza del termine fissato per il 25 marzo prossimo, quota 10000 richieste, l'obiettivo che si erano prefissi FIDAL e Roma Capitale, gli attuali organizzatori.  

Gli stessi organizzatori, però, vista la continua richiesta di partecipazione che si sta verificando in questi ultimi giorni, comunicano che, dal 26 marzo, gli eventuali pettorali non assegnati a causa del mancato pagamento saranno messi a disposizione per soddisfare le tante richieste.

Sul sito federale sono stati pubblicati i criteri di selezione per la rappresentativa che rappresenterà ai prossimi Campionati Mondiali di 24 Ore in programma ad Albi, in Francia, in calendario per sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019, predisposti dalla Direzione Tecnica FIDAL, di concerto con IUTA (Associazione Italiana Ultramaratona e Trail).

Eccoli, riportati fedelmente:

Premesso che la formazione di una squadra completa, al femminile e al maschile, è subordinata alla possibilità di schierare Team sufficientemente competitivi, saranno iscritti alla gara individuale fino ad un massimo di 9 atleti/e gara. I 6 atleti M/F che andranno a comporre le squadre verranno definiti entro la data stabilita dalla IAU. Porteranno punteggio per la classifica a squadre i migliori 3 M/F delle squadre.

Le scelte degli/delle atleti/e verranno fatte in base a:

  1. 1° uomo e 1^ donna del Campionato Europeo IAU 24h 2018; Atleti preselezionati: Enrico Maggiola (242,391 km) e Francesca Innocenti (203,987 km);
  2. 1° uomo e 1^ donna del Campionato Italiano FIDAL individuale di 24 ore 2018 (Cesano Boscone 20/21 ottobre 2018), purché con almeno 225 km per gli uomini e con almeno 205 km per le donne; Atleti preselezionati: Tiziano Marchesi (244,248 km)
  3. 1° uomo e 1^ donna della gara di 24 ore del Campionato Italiano IUTA di Società 2018 (San Giovanni Lupatoto 22/23 settembre 2018), purché con almeno 225 km per gli uomini e con almeno 205 km per le donne; Atleti preselezionati: Matteo Ceroni (227,438 km);
  4. migliori prestazioni tecniche conseguite, nei 24 mesi precedenti la data di comunicazione delle convocazioni qui sotto riportata: in manifestazioni ufficiali sulla 24 ore, purché superiori a 230 km per gli uomini e a 210 km per le donne; oppure nei Campionati Europei e/o Mondiali purché superiori a 225 km per gli uomini e a 205 km per le donne; in caso di migliori prestazioni equivalenti (+/- 5 km), saranno preferiti gli atleti con le prestazioni conseguite nei 12 mesi precedenti e/o gli atleti che abbiano anche un ulteriore prestazione superiore a 220 km (per gli uomini) e a 200 km (per le donne), significativa della loro affidabilità;
  5. scelta tecnica, specie mirata alla valorizzazione di atleti di età inferiore ai 35 anni.
  6. prestazioni importanti su altre distanze: 12h (132 km uomini e 125 km donne); Spartathlon (28h uomini e 31h donne); Nove Colli Running (22h uomini e 25h donne)

La convocazione degli atleti sarà comunicata entro il giorno 22 Maggio 2019. La partecipazione alla manifestazione è subordinata alla verifica dello stato di salute dell’atleta e alla condivisione della programmazione tecnico-agonistica fra l’atleta convocato, il suo tecnico personale (laddove presente e tesserato) e la Direzione Tecnica. In particolar modo, gli atleti convocati dovranno concordare nel dettaglio con la Direzione Tecnica la partecipazione a manifestazioni agonistiche nel periodo che intercorre tra la comunicazione della convocazione e il Campionato Mondiale. In ogni caso, gli atleti non potranno portare a termine, dopo la convocazione, gare superiori alle 100 Miglia e partecipare ad altre gare di ultramaratona, condotte con ritmo medio di gara più veloce del 10% del ritmo gara del proprio personale della distanza percorsa.

17 marzo - Grandissima prestazione della keniana Vivian Cheruyiot che ha vinto la 29^ EDP Meia Maratona de Lisboa, evento IAAF Gold Label Race, in 1h06:34, migliorando il record della corsa – 1h08:22 stabilito dalla connazionale Rose Chelimo nel 2015 – e il proprio primato personale – 1h07:43 alla Great North Run di Newcastle nel 2018.

In una giornata climaticamente perfetta se non fosse stato per un fastidioso vento contrario, la 35enne campionessa olimpica sui 5000 nel 2016 ha distanziato le avversarie già dal 10° km avviandosi in solitaria verso il successo.

In preparazione per l‘imminente Maratona di Londra, dove l’anno scorso si affermò in 2h18:31, Cheruyiot ha mantenuto la promessa fatta venerdì in conferenza stampa di battere il proprio primato personale, dicendosi anzi rammaricata di essere stata rallentata dal vento, ma convinta di aver sostenuto un ottimo allenamento per Londra.

Secondo posto per la etiope Zeineba Yimer in 1h08:07 che precede la debuttante keniana Sandra Tuei Felis, terza in 1h08:14, seguita dalle connazionali Linet Masai (campionessa mondiale sui 10000 nel 2009), quarta in 1h08:51, e Caroline Chepkemoi, altra debuttante, quinta in 1h09:13. Splendido sprint per il sesto posto, con la svedese Meraf Bahta, anche lei al debutto, sesta sulla portoghese Sara Moreira, settima, ma entrambe in classifica con il crono di 1h12:09.  

In campo maschile, dove quattordici atleti hanno chiuso sotto i 61 minuti, vittoria per l’etiope Mosinet Geremew in 59:37, in una gara molto combattuta con 14 atleti nel gruppo di testa sino al 15° km.

Al 18° km è partita l’azione decisiva di Geremew che è andato a vincere sfiorando il proprio limite personale (59:11 nel 2014 a Nuova Dehli): l’etiope ha dichiarato a fine gara di non essere ancora nelle migliori condizioni di forma, pur sentendosi soddisfatto di questa gara, anche per lui un test per la Maratona di Londra.  

Secondo posto per l’etiope Berehanu Wendim Tsegu in 59:42, al debutto; terzo il keniano Isaac Temoi in 59:44, primato personale migliorato di quasi due minuti e mezzo. Quarto l’eritreo Abrar Osman in 59:47, a 32 secondi dal personale.

10600 i finisher.

Classifiche:

Uomini: 

1 Mosinet Geremew, ETH, 59:37

2 Berehanu Wendemu Tsegu, ETH, 59:42 PB

3 Isaac Kipsang Temoi, KEN, 59:44 PB

4 Abrar Osman, ERI, 59:47 PB

5 Kelvin Kiptum Cheruiyot, KEN, 59:54

6 Edwin Kiptoo, KEN, 59:58

7 John Loitang, KEN, 01:00:09 PB

8 Bernard Kimani, KEN, 01:00:11

9 Simon Cheprot, KEN, 01:00:12

10 Nicholas Kosimbei, KEN, 01:00:21 =PB

 

Donne:

1 Vivian Cheruiyot, KEN, 01:06:34

2 Zeineba Yimer, ETH, 01:08:07

3 Sandra Tuei Felis, KEN, 01:08:14

4 Linet Masai, KEN, 01:08:51

5 Caroline Chepkemoi, KEN, 01:09:13

6 Meraf Bahta, SWE, 01:12:09

7 Sara Moreira, POR, 01:12:09

8 Jéssica Augusto, POR, 01:13:07

9 Elena Loyo, ESP, 01:15:36

10 Monika Bytautiene, LTU, 01:16:01

 

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