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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 21:32

Due titoli italiani indoor per Domenico Caporale

Quello appena trascorso è un fine settimana che Domenico Caporale difficilmente dimenticherà, per la conquista di due titoli italiani ai Campionati Indoor di Atletica Leggera ad Ancona. Sabato, con uno sprint all’ultimo giro, si prende la vittoria ed il primato SM55 dei 3000 metri in 9:35.74, sottraendolo a Mauro Pregnolato, che alla fine di gennaio, sulla pista di Padova aveva ottenuto 9:36.04. Domenica invece va a conquistare un altro titolo, questa volta nei 1500 m, affrontando una gara tattica e come suo solito, con una volata dell'ultimo giro, si conferma campione italiano.

Per Domenico Caporale, quest’anno tesserato per la Daunia Running, si tratta di altri due titoli che impreziosiscono il suo già ricco palmares. 

 

24 febbraio - Nuovi record del percorso alla Safi International Half Marathon, in Marocco, con le vittorie del keniano Bernard Kipkorir Ngeno in 1h01:06 e della tanzaniana Failuna Abdi Matanga in 1h10:50, in una giornata soleggiata che ha visto gareggiare oltre 4000 atleti su un tracciato ondulato.  

Il 22enne keniano, favorito della vigilia (personale di 59:22 a Valencia nel 2018), ha lasciato nella prima parte condurre la gara al connazionale Edwin Koech e all’etiope Gizachew Hailu Negasa, che si sono alternati in testa. Ma, al 15° km, Ngeno ha prima raggiunto e poi staccato gli avversari avviandosi verso il successo e tagliando il traguardo in 1h01:06, migliorando nettamente il 1h03:11 stabilito dall’etiope Getaneh Molla nel 2018 e aggiudicandosi il premio di 30.000 dirham marocchini (2770 euro/ 3141 dollari USA).  

L’etiope Gizachew Hailu Negasa è giunto secondo in 1h01:33, terzo il keniano Edwin Koech in  1h01:41, quarto il marocchino Othmane El Goumri in 1h01:50.

La gara femminile ha visto a lungo in testa Matanga e le etiopi Asnakesh Awoke Mengesha e Hiwot Ayalew, con la tanzaniana che solo nella lunga salita finale è riuscita ad avvantaggiarsi sulle compagne di fuga, incrementando il vantaggio nella discesa finale.  

La 26enne Matanga (pb di 1h09:36) ha vinto la gara in 1h10:30, cancellando il precedente record della corsa di 1h13:37, detenuto dalla etiope Meseret Belete Tola.

Mengesha, al debutto sulla distanza, è giunta seconda in 1h10:57; terza Ayalew, due volte campionessa olimpica sui 3000m siepi, in 1h11:01.

Classifiche:

Uomini -

1 Bernard Kipkorir Ngeno (KEN) 1:01:06

2 Gizachew Hailu Negasa (ETH) 1:01:33

3 Edwin Koech (KEN) 1:01:41

4 Othmane El Goumri (MAR) 1:01:50

5 Mustapha El Aziz (MAR) 1:01:56

6 Faraja Lazaro Damasi (TAN) 1:02:20

7 Ashenafi Moges Weldegiorgis (ETH) 1:03:21

8 Jaouad El Jazouli (MAR) 1:03:24

9 Paul Kibet (KEN) 1:04:09

10 Abderrahmane El Moujib (MAR) 1:04:14 

 

Donne - 

1 Failuna Abdi Matanga (TAN) 1:10:50

2 Asnakesh Awoke Mengesha (ETH) 1:10:57

3 Hiwot Ayalew (ETH) 1:11:01

4 Sanae Achahbar (MAR) 1:12:29

5 Salome Jepkosgei Kipruto (KEN) 1:13:15

6 Gladys Chepkurui (KEN) 1:13:31

7 Rkia El Moukim (MAR) 1:13:37

8 Neheng Melida Khatala (LES) 1:16:09

9 Shuba Aman (BRN) 1:16:33

10 Wafa El Gazouir (MAR) 1:21:08

24 febbraio - Il keniano Abraham Kiptum, attuale detentore del record mondiale sulla distanza (58:18, Valencia 2018), è il vincitore della 33^ edizione della Mitja Marató de Granollers (Spagna) in 59:58, seconda miglior prestazione nella storia della gara.  

Secondo posto per l’altro keniano Edwin Soi (bronzo sui 5000 m a Pechino 2008)  in 1h00:24, che migliora il personale di tre minuti (1h04:45 il precedente); terzo l’etiope Teshome Mekonen in 1h01:38.

Quarto il marocchino Ridouane Harrouf in 1h02:09, segue il miglior spagnolo, il 40enne Carlos Castillejo, quinto in 1h04:48.

Subito un gruppo di quattro atleti keniani ha preso il controllo della gara: i keniani Edwin Soi e Abraham Kiptum, l’etiope Teshome Mekonen e il marocchino Ridouane Harroufi, con passaggio al 5° km in 14:42. Al 10° il passaggio di Kiptum in 29:17, con 3” di vantaggio su Soi e 9” su Mekomen. Al 15° km, sempre Kiptum a guidare in 43:13 con 9” su Soi e 51” su Mekonen, ma già in ritardo rispetto al record della gara.  Al 20° km il vantaggio di Kiptum (57:04) è aumentato fino a 22” sul connazionale Soi, oramai decisivo per il successo finale: ha resistito il record della gara di Sammy Wankiru (59:26 nel 2008).   

Tra le donne s’impone la spagnola Miriam Ortiz in 1h14.14, che ha migliorato il personale di oltre un minuto (1h15:36 nel 2018). Resiste ampiamente il record della corsa, stabilito dalla etiope Gete Wami in 1h10:24, nel 2006. Completano il podio le inglesi Jennifer Spink, di stanza in Spagna, seconda in 1h15:24, e Georgina Schwening, terza in 1h15:35.

In testa al 5° km le inglesi Cally Thackery e Georgina Schwening, la spagnola Miriam Ortíz e l’altra inglese Jennifer Spink in 17:32. Al 10° km Ortiz già guida in 35:50, seguita da Schwening a 14” secondi e Spink a 24”, vantaggio che aumenterà fino a 70 secondi finali. La Spink si aggiudica la lotta per la piazza d’onore su Schwening.  

Nelle 10 km concomitante  il portoghese Johan Vaz vince in 31:49 davanti a Albert Dausa e Alberto Viera; al femminile s’impone l’ecuadoriana Alexandra Toapanta in 40:39 su Nuria Rodríguez e Katherin Sandoval. Nella 5 km vittorie per Eloi Cabezas in 17:27 e Jakeline Gómez in 21:11. 

La gara si è svolta in una mattinata soleggiata, con 12°C di temperatura , umidità al 42% e leggerissimo vento.

Circa 10000 i partecipanti totali alle tre distanze.

 

 

 

Martedì, 26 Febbraio 2019 22:32

Ostuni (BR) - 5^ Ostuni una città che corre

24 febbraio - Il fascino di Ostuni, della Città Bianca, è sempre ammaliante, la novità per me erano gli organizzatori, la società locale più giovane, e la loro manifestazione.

Bellissimo il nome: “Ostuni, una città che corre”, già giunta alla quinta edizione; ad organizzare la Ostuni Runner’s, guidata dal presidente Giuseppe Lacorte;  prima presenza personale, quasi doverosa.

Ad Ostuni ho corso svariate edizioni di staffette, di mezze maratone (qui si svolse anche un campionato italiano master nel 2013), ma a questa più recente manifestazione ero sempre stato assente, nel gioco delle tante concomitanze.

Il preciso invito degli organizzatori ed eccoci qui ad osservare dal vivo, dal di dentro, le varie fasi della gara, a cominciare dal raduno in Piazza Italia, centrale, ma non centralissima, che offre la comoda possibilità di parcheggiare senza problemi.

Nella biblioteca della “storica” scuola elementare è fissata la consegna dei pettorali, operazione che avviene in estrema rapidità: 5 euro il costo dell’iscrizione, non è previsto alcun pacco gara. L’organizzazione offre immediatamente la possibilità di gustare un buon caffè a costo zero, non appena svoltato l’angolo; più in fondo, in zona discreta, ecco posizionati i bagni chimici, quanto mai utili in un contesto cittadino.

Lavorano con impegno i soci organizzatori, cercano di definire ogni dettaglio, si distraggono solo un attimo per salutare e accogliere al meglio gli ospiti; disponibilità e sorrisi sono sempre graditi.

Giornata fredda e ventosa, si affaccia anche il sole, ma dopo la tempesta del sabato va bene tutto: impossibile però stare fermi e all’ombra, si gela davvero in questo inverno che sembra non voler finire mai.

Presenta la manifestazione Michele Cuoco, che francamente ritrovo con piacere, un Michele quanto mai in forma, preciso e deciso in ogni suo intervento e citazione. 

Valevole come seconda prova del Circuito provinciale sulla “Vie del Brento”, sono 388 gli iscritti Fidal della vigilia, ai quali si sommano una cinquantina di atleti liberi. Vedremo al traguardo quanti saranno gli arrivati; spicca immediatamente l’assenza di Francesco Caliandro, che ha voluto a tutti i costi, venerdì, correre i campionati italiani master indoor di Ancona, dove purtroppo si è infortunato; e speriamo si tratti di qualcosa di rapidamente superabile.

Al contrario, visibilissima la presenza di Giorgio Calcaterra, il famoso maratoneta e ultramaratoneta romano, il più amato dagli italiani per la sua semplicità, la sua umiltà, la sua lotta al doping.

Frattanto, i partecipanti hanno già indossato le divise per correre e cominciato le operazioni di riscaldamento, nel vero senso della parola; l’orario di partenza, previsto per le ore 9.30, si avvicina sempre più.

E, in effetti, gli atleti vanno progressivamente a schierarsi dietro la linea di via, non occorre nemmeno l’istituzione della preventivata gabbia iniziale riservata ai più forti, perché intelligentemente le prime linee sono lasciate ai più veloci che partono in testa.

Tutto è pronto, si partirà in direzione Carovigno, il colpo di pistola del Giudice sorprende un po’ tutti, ma il corteo procede velocemente.

Per questa quinta edizione gli organizzatori hanno deciso di cambiare percorso, lo “storico” runner ostunese Pasquale Pignatelli mi ricorda che si è tornati a quello che sin dal 1974 , agli albori del podismo, costituiva il giro della Marcialonga di Sant’Oronzo. E, per descriverlo, faccio ricorso a quanto scritto dagli amici dell’Atletica Ceglie Messapica  sulla loro pagina social: “Partenza da Piazza Italia, breve giro nel centro, passando per il tratto panoramico della Città bianca, quasi del tutto in discesa. Poi la lunga salita fino ad arrivare al Santuario di Sant’Oronzo, con le gambe in piena crisi lattacida e i polpacci in evidente stato confusionario. Da qui in poi, saliscendi tra le campagne ostunesi fino a giungere all’arrivo, coincidente con la partenza”, ma in senso contrario.

Tracciato tecnico e allenante su un giro unico di circa 9.300 chilometri, mai banale e panoramico, che ha soddisfatto tutti i partecipanti, sofferenze a parte; ben sorvegliato dagli addetti, in un sol punto è sfuggita un'auto prontamente recuperata, il che ha portato alle immediate scuse degli organizzatori nel dopo gara.

Diversi gli atleti di spessore presenti: oltre a Re Giorgio, sempre valido su tutte le distanze, ecco Busto, Bianco, Quarta, Torroni, Cardone, Bellomo e Lacarbonara, tra loro uscirà il vincitore. Al femminile, Labianca rischia con Zahid, quest’ultima ha dalla sua la gioventù…

Le notizie provenienti da radiocorsa e prontamente diffuse dallo speaker Michele, che interrompe la splendida colonna sonora diffusa dagli altoparlanti (ciò che porta a complimentarmi con il deejay) descrivono, dopo una prima fase d’impasse, il dominio solitario di Luca Quarta; stesso discorso al femminile con Francesca Labianca in testa. E, per la gioia di Michele Cuoco, che allena questi due atleti, la situazione non varierà fino al traguardo…

Luca Quarta, salentino tesserato per la Montedoro Noci, validissimo atleta con ottimi risultati nel palmares, si afferma in 32:31, precedendo Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport) che dimostra la sua alta versatilità, passando con grande disinvoltura dalle lunghe alle brevi, secondo in 33:04. Terzo posto per l’aitante Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia), che conclude in 33:08.
Prosegue il graduale recupero di Nuccio Busto (Dof Amatori Turi), quarto in 33:13, davanti al bravissimo Antonio Cardone (Dorando Pietri Fasano), che ha purtroppo mollato nel finale, finendo comunque quinto in 33:52. Ancora alle prese con vari problemi fisici, Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport) è sesto in 34:48, seguito dal validissimo Nicola Bellomo (Dynamyk Fitness Palo del Colle), settimo in 35:05,  che a sua volta precede il tenace Giuseppe Lacarbonara (Atletica Talsano), ottavo in 35:11. Il giovanissimo Hamza Tangi (Atletica Città Bianca), nono in 35:16, e il caparbio Giuseppe De Gaetani (Olimpo Latiano), decimo in 35:17, chiudono la lista dei primi uomini.

Al femminile, Francesca Labianca (Bitonto Sportiva), nonostante alcuni problemini fisici, si conferma vincente in 40:01; piazza d’onore per la splendida 2001 Sabrine Zahid (Nova Siri Marathon), al traguardo in 41:57; terza piazza per l’indomabile Alessandra De Luca, prima rappresentante della società organizzatrice, in 42:38. Bravissima e simpaticissima Paola Massaroni (Calcaterra Sport ASD),  quarta in 43:48, davanti alla reattiva Carmen Albani (Atletica Polignano), quinta in 43:50, e alla tenace Maria Giovanna Turco (Atletica Carovigno), sesta in 43:55. La biondamora Cinzia Ammirato (Atletica Monopoli) è settima in 44:21, davanti alla raffinata e al contempo caparbia Daniela Pignatelli (Ostuni Runner’s), ottava in 44:26, e alla sempre capace Elvira Britannico (Podistica Grottaglie), nona in 44:49. Maria Pompea Bruno (Team Francavilla), sempre tra le primissime, completa la top ten femminile in 46:05.      

348 sono i finisher Fidal: Francesco Cito (Podistica Grottaglie) in 1h16:35 e Tiziana Catrella (Podistica taras) in 1h18:43 chiudono le rispettive graduatorie. A tutti gli arrivati è consegnata una splendida medaglia in legno a celebrare questa corsa, un ricordo sempre gradito.
Un sacco ristoro (quasi un pacco-gara), unitamente a frutta, birra, acqua e caffè, costituiscono il ricco ristoro finale, che permette di riprendere le forze.

Da segnalare l’arrivo del piccolo Teodosio che guidato da mamma Lara ha corso tutta la gara tagliando il traguardo sulle sue gambine, mostrandosi degno di papà Pietro Torroni.
Al contempo non posso non evidenziare l’ennesima corsa di Gabriele Pignatelli, che spinto dal papà Antonio, sullo speciale passeggino giunto dall’Olanda, ha concluso un’altra impresa. Gabriele, 10 anni, affetto da ischemia celebrale e dal morbo di Williams, ama correre con il suo papà, sensibilizzando la gente a combattere la malattia: che dire, Gabriele, oltre ad avere due genitori splendidi, ha tutto il popolo della corsa con lui!

Ma è già tempo di premiazioni, mentre Re Giorgio è letteralmente preso d’assalto, per foto, selfie, dediche, sempre con il sorriso e la massima pazienza. 
Si comincia con i due podi, i primi tre uomini e le prime tre donne, tutti insieme: bel quadretto di atleti forti, i trofei compensano gli sforzi di questi atleti.
E una confezione di due bottiglie di vino premia i primi tre di ciascuna categoria, fino ad arrivare alle società secondo il numero complessivo di iscritti.
E’ prima la Ostuni Runner’s, la società organizzatrice, ma con puro spirito sportivo e di ospitalità, si autoesclude: vince così l’Atletica Città Bianca su Atletica Carovigno e Polisport Ciclo Club Fasano.

Foto di gruppo degli organizzatori e la manifestazione è terminata.
Ottima organizzazione, ma per una volta voglio soprattutto tessere le lodi alle doti umane di questo gruppo, che avevo sospettato essere unito e coeso, regolamentato dal rispetto reciproco e mosso da tanta voglia di fare. Dopo un’intera giornata passata con loro, posso confermare quanto mi era apparso dal di fuori: il presidente Giuseppe, Daniela, Alfonso, Antonio, Giovanni, Fabio, Davide, Lucia, Salvatore, Francesco e così via sono persone splendide, vivono la vita e lo sport in maniera pura e pulita, come oramai accade raramente. Non posso che ringraziarli per l’invito, per la giornata trascorsa insieme, insieme anche a quel campione di umiltà che è Re Giorgio, in un quadro quasi perfetto.     

P.S: un ulteriore caro abbraccio a Carmelo Buongiorno, storico presidente della società di Carovigno, che ho materialmente abbracciato sul luogo e che spero di rivedere presto in forma.

Grosse novità per l’edizione dei Giochi Olimpici 2024 a Parigi: alla maratona  potranno partecipare non solo gli atleti d'élite, ma anche gli sportivi "normali". Il comitato organizzatore, presieduto dal campione olimpico della canoa, Tony Estanguet, ha annunciato, infatti, che la maratona dei Giochi sarà aperta anche ai runner di ogni livello di tutto il mondo. La proposta, già accettata dal CIO,  dovrà essere discussa nell’Esecutivo del 28-29 marzo per essere ratificata nella sessione in programma all'indomani dei Giochi di Tokyo 2020.

La maratona olimpica diverrebbe così una corsa di massa, identica a tutte le altre maratone del mondo, come la stessa Paris Marathon che con 42522 arrivati provenienti da 189 paesi (736 italiani) nel 2018, rappresenta la terza classica al mondo per numero di partecipanti, dopo New York e Chicago.

Resta, però, da definire se la partenza sarà unica o se avverrà con orari differenziati; più probabile la seconda ipotesi, con in mattinata le medaglie, al pomeriggio la maratona per tutti (o quanto meno, una partenza fortemente ritardata, che pero' nella dannata ipotesi di un percorso a circuito genererebbe un probabile caos); certamente il percorso sarà identico per tutti, dai maratoneti élite ai “tapascioni”.

“Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, gli spettatori potranno diventare attori”, ha commentato Estanguet.

Ma sarebbe un precedente pericoloso: se Pinco Pallino puo' iscriversi alla maratona, perche' non ai diecimila metri? E che senso avrebbero, per esempio, il CONI e le associazioni consorelle, incaricate di selezionare gli atleti, se chiunque potesse iscriversi per conto suo anche con 6 ore di record personale sui 42 km?

Al contempo, va avanti anche la proposta della IAAF che vuole riportare nel programma olimpico la gara di corsa campestre, esattamente un secolo dopo la sua ultima apparizione proprio ai Giochi di Parigi 1924. Il cross olimpico aveva già fatto l'esordio lo scorso ottobre a Buenos Aires nell'edizione giovanile dei Giochi. Appunto: stiamo un po' piu' coi piedi per terra.

Giovedì, 21 Febbraio 2019 22:20

Nuovi record alla maratona di Hong Kong

17 febbraio - Nonostante il caldo umido, il vento e la pioggia, l’edizione 2019 della Standard Chartered Hong Kong Marathon (IAAF Gold Label road race) vede migliorare i precedenti record della corsa con i successi del keniano Barnabas Kiptum e della bielorussa Volha Mazuronak.

La 29enne Mazuronak, campionessa europea di maratona nel 2018 a Berlino in 2h26:22 (nonostante la perdita di sangue dal naso…) e quinta alle Olimpiadi del 2016 a Rio in 2h24:48, si è imposta in 2h26:13 migliorando il 2:29:37 stabilito dalla etiope Gulume Tollesa lo scorso anno. Seconda è giunta Eunice Chumba del Bahrain in 2h30:02, terza la etiope Jemila Wortesa in 2h32:06.

Tra gli uomini, successo del 32enne Kiptum in 2h09:20, che migliora il 2h10:31 stabilito dall’etiope  Melaku Belachew nel 2017, e il proprio personale di un secondo (a Buenos Aires lo scorso settembre).

Secondo è l’etiope Wolde Dawit in 2h11:11, davanti al connazionale Tadese Getachew, terzo in 2h11:12, quarto l’altro keniano Joel Kimurer Kemboi in 2h11:13.

Per entrambi i vincitori, bonus compresi, un assegno di 65.000 dollari; 30.000 ai secondi e 15.000 ai terzi.   

 

Mercoledì, 20 Febbraio 2019 18:54

Trionfo etiope alla 35^ Maratón de Sevilla

17 febbraio - Doppietta etiope alla 35^ edizione della Maratón de Sevilla, IAAF Gold Label road race: Ayana Tsedat e  Guteni Shone si sono infatti imposti migliorando i rispettivi record della corsa.

Veloce e piatto il nuovo percorso che ha toccato tutti i monumenti più importanti come la Maestranza e la Torre del Oro (al 5° Km), la Macarena (al 16° Km), Plaza de Espana (al 35° Km), la Girlanda (al 37° Km).

Favoriti dalle condizioni meteo quasi ideali, il 22enne Tsedat ha chiuso in 2h06:36, 1:07 sotto il precedente limite (2h07:43); stesso discorso in campo femminile, dove la 27enne Shone ha vinto in 2h24:29, abbassando il precedente primato di 1:06 (2h25:35).

La gara maschile è cominciata con ritmi regolari di 3:00 al chilometro sotto la guida dei due pacer, l’eritreo Okubay Tsegay e il keniano Kenneth Kiplagat; passaggio al 10° km in 29:56, con gruppo di testa formato da 13 atleti, con il keniano Daniel Kipkore Kibet e gli etiopi Tsedat, Belay Asefa e Birhanu Berga subito a ridosso dei pacer.

Alla mezza, pacer Tsegay è passato in 1h03:18, seguito dal gruppo ridottosi a dieci atleti; al 27° Kibet ha aumentato il ritmo, raggiungendo in testa l’eritreo, per passare insieme al 30° in 1h30:11.

A questo punto, contrariamente a quanto previsto dal suo incarico di pacer, Tsegay non si è fermato e ha proseguito la gara rimanendo nel gruppo al comando composto anche da Kibet e dal trio etiope Tsedat, Asefa e Berga.

La gara si è decisa nell’ultimo chilometro quando Tsedat è partito deciso: staccatisi subito Kibet e Tsegay, sono rimasti in scia e in fila indiana Asefa e Berga, senza però riuscire ad avvicinarsi al fuggitivo.

Tsedat ha tagliato per primo il traguardo in 2h06:36, migliorando nettamente il proprio personale (2h09:26 – Barcellona 2018), con Asefa secondo in 2h06:39 e Berga terzo in 2h06:41, entrambi al personale.

Quarto posto per Tsegay, che, abbandonato il ruolo di pacer, ha chiuso in 2h06:46, nuovo record nazionale eritreo. Quinto Kibet in 2h06:49, con cinque atleti giunti sotto le 2h07.

Nella gara femminile, con il maratoneta spagnolo Roger Roca nel ruolo di pacer, i primi chilometri si sono corsi regolarmente in 3:26, con passaggio al 10° in 34:25, con gruppo di testa formato da dieci atlete.

Il passaggio alla mezza è avvenuto in 1h12:40 con in testa un gruppo formato da otto etiopi: Shone, Sifan Melaku, Dinkesa Yenenesh, Abeba Gebremeskel, Meseret Gebre Ayantu Abera, Urge Diro e Aberu Ayana; le ultime tre si sono però presto staccate.

Sempre guidate dal pacer Roca, il quintetto etiope di testa è passato al 30° km in 1h43:17; ma ben presto hanno aumentato il ritmo Shone e Gebremeskel che hanno superato il 35° in 2h00:17. Ma al 40° è già sola Shone che in 2h17:03 ha 12” di vantaggio su Gebremeskel, vantaggio che continua ad aumentare e porta Shone ad imporsi in 2h24:29. Gebremeskel è seconda in 2h24:53, con miglioramento del pb di circa 5 minuti; terza Yenenesh in 2h25:54, quarta Melaku in 2h06:46, quattro le donne sotto le 2h27.

Da segnalare, infine, il 13° posto dell’italiana Claudia Pinna in 2h40:47.

9148 i finisher.

Classifiche

Uomini -

  1. Ayana Tsedat, ETH, 2:06:36
  2. Belay Asefa, ETH, 2:06:39
  3. Birhanu Berga, ETH, 2:06:41
  4. Okubai Tsegay, ERI, 2:06:46
  5. Daniel Kibet, KEN, 2:06:49
  6. Samuel Kosgei KEN 2:09:28
  7. Hassan Chahdi FRA 2:09:55
  8. Maru Teferi ETH 2:10:11
  9. Stephen Kiplimo KEN 2:11:52
  10. Stephen Kipchirchir KEN 2:13:24 

Donne -

  1. Guteni Shone, ETH, 2:24:29
  2. Abeba Gebremeskel, ETH, 2:24:53
  3. Dinkesa Yenenesh, ETH, 2:25:54
  4. Sifan Melaku, ETH, 2:26:46
  5. Urge Diro ETH, 2:28:10
  6. Aberu Ayana ETH 2:28:51
  7. Charlotta Fougberg SWE 2:29:40
  8. Tesfanesh Merga ETH 2:33:01
  9. Ayantu Abera ETH 2:33:20
  10. Meseret Dekebo ETH 2:38:28

Il 65enne pensionato milanese Renato Bettini aveva due grandi passioni, il Kenya e la corsa.

Era solito così trascorrere i mesi estivi nel paese africano, dove, nei pressi di Malindi, possedeva un piccolo appartamento.

E sulle rive del fiume Sabaki era solito fare il suo allenamento di corsa, in una zona paesaggisticamente bellissima, ma pericolosa e da evitare in solitaria.

E, purtroppo, proprio in riva al fiume è stato ritrovato il suo cadavere, successivamente identificato dalle autorità keniane anche grazie alla Farnesina, in canotta e pantaloncini, gravemente ferito al torace, probabilmente aggredito e morso da un ippopotamo.

La morte causata dall’aggressione di ippopotami sta divenendo un fenomeno sempre più diffuso in Kenya: come precisano le autorità locali nel 2018 sono stati circa una trentina i casi accertati, con il picco di sei nel mese di agosto sul lago Naivasha.

Martedì, 19 Febbraio 2019 22:23

Martina Franca (TA) - 3^ Sciot & Vnot

17 febbraio - Gara di grande fascino la Sciot & Vnot, un’andata e ritorno da Martina Franca a Locorotondo, in piena Valle d’Itria, una delle zone più belle d’Italia, tra verde, trulli e paesaggi caratteristici.

Gara di grande sacrificio e di dosaggio delle forze su un percorso altamente tecnico, pieno di saliscendi, una scalinata e una salita finale da… ricordare a lungo!  

Una giornata soleggiata, luminosa, ma fredda, accoglie i partecipanti a Martina Franca, in Piazza XX Settembre, in pieno centro storico.

Qualche difficoltà nel trovare parcheggio, soprattutto per i ritardatari, costretti ad allontanarsi per lasciare la vettura; ottima la distribuzione di pettorali e chip (fra l’altro già attiva dal sabato pomeriggio), con suddivisione tra competitivi, runcard, liberi e camminatori.

Iscrizione al costo di euro 10 per chi l’ha definita entro il 31 gennaio, 12 per gli altri che hanno atteso gli ultimi giorni: pacco gara elevato dallo scaldacollo celebrativo contenuto.

Presenta la manifestazione Paolo Liuzzi, voce calda e continuamente presente, sempre competente ma in una giusta armonia con aneddoti e battute, che lo rendono gradevolissimo per tutti.

900 gli iscritti alla competitiva che quest’anno è stata allungata alla distanza delle dieci miglia (km. 16.093); 116 sono i liberi che partecipano alla non competitiva sulla stessa distanza; 342 i camminatori, impegnati sul giro di 13km.

A disposizione degli atleti alcuni bagni chimici, quanto mai utili, trovandoci in pieno centro cittadino; in villa si aggiunge la storica struttura fissa, anche per evitare scene poco edificanti.

Il programma comincia alle ore 9.00 con la partenza dei camminatori: il loro via è dato nella parte storica di Martina, a guidarli il solito Maialino rosa, il simbolo di questa manifestazione; tra loro il marciatore Antonio Lopetuso, fresco di titolo italiano master di categoria in terra siciliana.

Alle 9.15 il via singolo per Cosimo Girolamo, l’atleta alberobellese che corre sulle sue due stampelle ed una sola gamba, un esempio per chi pensa di non potercela fare. Parte solitario Cosimo, ma gli applausi sono tutti per lui.

Alle 9.37, con ritardo di circa 7 minuti, il via della competizione agonistica, avvenuta in maniera corretta, sullo “Stradone”, Corso Italia, con tutti gli atleti dietro la linea di via, numerosi però gli atleti lenti presenti nelle prime fila, purtroppo ci si ostina a voler partire davanti e tra i più veloci, pur non avendone le dotti, mettendo a repentaglio la propria ed altrui sicurezza.   

Il breve tratto cittadino in discesa illude i partecipanti, ma ben presto si imbocca la strada secondaria che porta a Locorotondo, cominciando a gustare profumi e sapori della verde campagna circostante. In alto si vede Locorotondo, in tutto il suo fascino, ma bisogna raggiungerla e si sale, anche su alcuni gradini. La fatica, la prima stanchezza, ma Locorotondo è bella, il gruppo musicale che suona permette anche di sollevarsi lo spirito. Il breve tratto e giù in discesa, comincia la Vnot, per rientrare a Martina, si prende un sentiero di campagna, di qui il breve tratto di sterrato, si attraversa una Masseria, dove c’è altra musica, più folk, dolci note escono dalla fisarmonica, un bicchiere di the caldo al ristoro e si procede verso il rientro. Ma le sorprese non sono finite, ad un chilometro dalla fine, ecco un nuovo piccolo tratto di sterrato, la Chiesa dei Cappuccini e si presenta una salita di 300 metri a 45° gradi, tosta davvero! Ma oramai è fatta, gli ultimi metri nel centro di Martina dribblando le troppe persone a zonzo, la pericolosa curva a sinistra e giù in fondo verso Piazza Maria Immacolata dove è fissato l’arrivo, la voce di speaker Paolo, la foto di Roberto, il bip del chip, il rilevamento del numero di pettorale dei giudici.

Ecco l’agognata medaglia, in realtà è un terzo di un medaglione celebrativo che si completerà con le prossime due edizioni, ottimo investimento degli organizzatori, che fidelizzano gli atleti, “costretti” a tornare.

E poi, ancora, il ricco ristoro finale, panino con il caratteristico e gustoso capocollo di Martina, un bocconotto, frutta, acqua e the per riprendere le forze, il tutto preventivamente ed igienicamente preconfezionato.

Tracciato ben gestito e sorvegliato dagli addetti nella sua interezza, se si esclude la parte finale cittadina con troppo gente pericolosamente sul tracciato e l’arrivo, dove il voler dividere all’ultimo istante camminatori, competitivi e non, genera una gran confusione.  

Successo incerto fino all’ultimo chilometro, quando Vito Perta (GS Paolotti – Atl. Martina) ha messo la freccia e si è avviato verso il successo ottenuto in 57:58: eccellente Vito, davvero potente, peccato che le bici apripista l’abbiano voluto accompagnare fino al traguardo (e non siano state bloccate preventivamente) rovinando tutte le foto, nascondendo anche agli spettatori il vincitore.

Ottimo anche Pietro Carbotti (Martina Franca Running), a lungo in testa che ha pagato la salita finale e ha chiuso secondo in 58:39; terzo posto per il tenace Vito Loconte (Atl. Sprint Barletta), che chiude in 59:37.

Gran bella prestazione anche di Antonio Cardone (Dorando Pietri Fasano), quarto in 1h00:28, che precede l’attivo e giovanissimo Cosimo Demito (Atl. Amatori Cisternino), quinto in 1h01:27, e il forte neretino Samuele Dell’Assunta (Tre Casali San Cesario), sesto in 1h01:27. Settimo posto per il lucano dell’Amatori Atl. Acquaviva, Sandro Tudisco, in 1h01:42, davanti al primo Runcard, il leccese di Nociglia, Roberto Gianfreda, ottavo in 1h02:42. Sempre deciso, Pietro Roberto (Nocincorsa) è nono in 1h02:59, con Angelo Pazienza, il mister della Dynamyk Palo del Colle, oramai un po’ martinese, decimo in 1h03:04.

In campo femminile splendida affermazione per Damiana “Damy” Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), che taglia il traguardo in 1h08:24, 51^ assoluta!, ennesima dimostrazione di quanta determinazione abbia in sé questa dolcissima ragazza.

Secondo posto per Paola Bernardo (Atletica Amatori Corigliano), al rientro dopo un periodo di pausa, e già quasi rodata per grandi successi: 1h08:43 il suo crono. Terzo posto, più staccata, per la straordinaria Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), tanti chilometri e vittorie nella sua carriera, in 1h12:39.        

Altra esempio di costanza, Marisa Russo (Marathon Massafra) è quarta in 1h13:04, davanti alla “centista” salentina Viviana Verri (GS Lamone), quinta in 1h14:18, e alla caparbia Teresa Landriscina (Trani Marathon), sesta in 1h16:55. E’ settima Sonia Pascali (Tre Casali San Cesario), sempre brava, in 1h17:49 davanti alle energiche Grazia Anastasia (Podistica Grottaglie), ottava in 1h18:02, Angela Ricci (Crispiano Marathon Club), nona in 1h18:27, e Ornella Donghia (Nadir Putugnano), decima in 1:19:54.

854 gli arrivati competitivi, chiudono la graduatoria Michela Corbacio (Atletica Monopoli), tra le donne, in 2h04:53 e Vito Spada (Podistica Taras), tra gli uomini, in 2h28:13.

Mentre tanti atleti si affidano alle cure dei massaggiatori (gratuito!) o gustano un buon caffè presso lo stand di uno sponsor, si comincia la cerimonia di premiazione.

Manca il Sindaco, ma sono presenti numerosi rappresentanti del Palazzo di Città, a cominciare dalla vice presidente del consiglio comunale, Elena Convertini, chiamati a premiare, unitamente agli sponsor: si comincia con il podio maschile, per tutti cestino con prodotti tipici e medaglia. A Perta, il vincitore, il Trofeo “Locorotondo”, per Carbotti il trofeo Alessandro Morricella, per essere transitato per primo al traguardo volante di Locorotondo.  

A seguire le prime tre donne, premiate sempre con cesto di prodotti tipici e medaglione, oltre al trofeo “Martina Franca” per la prima, Monfreda.

A seguire i primi tre di ciascuna categoria, tutti ricompensati con cesto di frutta e bottiglie di vino, fino ad arrivare alle società, premiate per numero di iscritti.

Vince la Podistica Grottaglie (che ottiene il trofeo Denis Lusi), seconda la Montedoro Noci, terza una società di Lecce, della quale non sono riuscito a comprendere il nome.

Premiati anche Cosimo Girolamo, Vito Giampaolo “Clarinet Runner”, la ASD Plus Ultra di Trasacco, unita nel ricordo di Denis Lusi, e altri collaboratori.

La foto di gruppo degli organizzatori e la manifestazione è definitivamente conclusa, l’appuntamento è già per la 4^ Sciot & Vnot.

Sollecitato dall’amico Francesco Cervellera, il presidente della Martina Franca running, la società organizzatrice, evidenzio che per le future edizioni dovrà necessariamente essere migliorata la fase di arrivo, predisponendola magari in una zona meno centrale con meno passaggio di cittadini e turisti, riportandola in un posto più tranquillo come il Cinema Verdi. Al contempo, dovranno necessariamente essere scremati molto prima del traguardo competitivi e camminatori, evitando la confusione odierna e, inoltre, essere disciplinati meglio i collaboratori come ciclisti e vari addetti, spiegando loro che il taglio e il passaggio sul traguardo è consentito ai soli atleti in gara. Infine, anticiperei la partenza alle 9,00, guadagnando mezzora sull’invasione dei residenti e turisti, ai quali non si può certamente impedire di passeggiare per le strade.

Per il resto, è una manifestazione bella, caratteristica, stupenda dal punto di vista paesaggistico e fortemente allenante, una gara alla quale non si dovrebbe davvero rinunciare.  

Martedì, 19 Febbraio 2019 15:50

Canelli (AT) – 3^ MonferRun

17 febbraio - La valle Belbo, in Piemonte, ha ospitato la terza edizione della MonferRun, mezza maratona, con partenza da Canelli, passaggio nel centro di Calamandrana, attraversamento del centro di Nizza Monferrato e ritorno a Canelli.

Ad organizzare la Brancaleone Asti, in collaborazione con i Comuni di Canelli, Nizza e Calamandrana: splendida la giornata, soleggiata ma fredda, ideale per correre.

Ha vinto il keniano Philemon Kipchumba (Atletica Recanati) in 1h06:11, davanti a Stefano Guidotti Icardi (Cus Torino), secondo in 1h08:18, e al connazionale Dennis Bosire Kiyaka (Atletica Dolomiti Belluno,) terzo in 1h08:22.

Quarto il campione italiano di maratona, Nasef Ahmed (Atletica Desio) in 1h10:11, davanti a Michele Belluschi (Atletica Recanati), quinto in 1h10:35, e Francesco Grillo (Atletica Saluzzo), sesto in 1h10:50. Settimo Flavio Ponzina, primo atlet della società organizzatrice, in 1h11:16.

In campo femminile, il successo è della nazionale Fatna Maraoui (GS Esercito)  che si è imposta in 1h15:55 – 18^ assoluta – su Elisa Stefani (Brancaleone Asti, la società organizzatrice), seconda in 1h16:28; terza, staccatissima, Romina Casetta (GSR Ferrero), in 1h23:37. 

Flavio Ponzina e Elisa Stefani si sono aggiudicati anche il titolo di campioni provinciali assoluti astigiani. 

Il traguardo volante posto dopo 6 km, a Calamandrana, ha visto passare per primi e vincere Stefano Guidotti Icardi e Fatna Maraoui.   

515 gli atleti giunti regolarmente al traguardo. 

In contemporanea si è corsa anche la non competitiva di 6 km, dove era possibile correre anche con il proprio cane.

Classifica: http://www.podisti.net/index.php/classifiche/7957-monferrun.html?date=2019-02-17-00-00

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