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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

28 Aprile - La Provincia autonoma di Trento apre da domani alla corsa senza limitazioni nel territorio, per ogni atleta, del proprio Comune, mantenendo la distanza di almeno due metri da altre persone. Obbligatorio portare con sé una mascherina, da indossare però solo in prossimità di altre persone.

Ecco il testo dell’ordinanza firmata dal presidente Maurizio Fugatti:

a) che, dal giorno 29 aprile 2020 e fino al giorno 3 maggio 2020 compreso, sia consentito lo svolgimento di attività motoria, limitatamente a passeggiate e corse a piedi, nel territorio del proprio Comune, mantenendo comunque la distanza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;
b) che l’attività prevista dalla lettera a) possa essere svolta con accompagnatore nel caso di persone non completamente autosufficienti e per i minori; 
c) che nello svolgimento dell’attività motoria prevista dalla lettera a), i minori possano essere accompagnati anche da entrambi i genitori, come disposto dall'ordinanza del presidente del 25 aprile 2020, o da congiunti facenti parte dello stesso nucleo familiare, sempre nel rispetto della distanza di un metro da ogni altra persona non facente parte del nucleo familiare o di due metri, nel caso di svolgimento di attività sportiva
d) che nello svolgimento dell'attività motoria, sia necessario portare con sé una mascherina, da indossare nel caso in cui ci si trovi in prossimità di altre persone, sempre comunque assicurando il rispetto delle distanze individuate dalla lettera a). Tale obbligo non vige per i bambini di età inferiore ai sei anni e per le persone che non tollerino l'utilizzo della mascherina a causa di particolari condizioni psicofisiche, attestate da certificazione medica, come disposto con ordinanza del presidente del 25 aprile 2020.

Restano altresì impregiudicate le ulteriori disposizioni recate dalle pregresse ordinanze del presidente della Provincia adottate in tema di emergenza epidemiologica da covid-19.

 
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28 Aprile - L’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, aveva dato la possibilità da ieri, lunedì 27 aprile, di “svolgere individualmente attività motoria all'aperto, ove compatibile con l'uso obbligatorio della mascherina, in prossimità della propria abitazione, e comunque con obbligo di distanziamento di almeno due metri da ogni altra persona - salvo che si tratti di soggetti appartenenti allo stesso nucleo convivente - nelle seguenti fasce orarie: ore 6,30-8,30; - ore 19,00-22,00".                      

Ma le immagini che ritraevano un’invasione di runner per le vie di Napoli, soprattutto sul Lungomare, e in tutta la Regione, avevano infastidito il Governatore che aveva fatto pubblicare una nota ufficiale sul sito della Regione:

"Oggi, lunedì 27 aprile, dopo molte settimane si è consentita la mobilità in due fasce orarie, dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 19 alle 22. E' stata una misura presa per dare respiro soprattutto alle famiglie con bambini.
Abbiamo verificato per strada un eccesso di persone senza mascherine, senza distanziamento sociale, con assembramenti pericolosi. E' indispensabile ribadire che l'ordinanza vigente rende obbligatorio:
1) uso delle mascherine
2) distanziamento sociale
3) mobilità solo nelle vicinanze della propria abitazione
Non è assolutamente consentita una mobilità senza limiti, non protetta, disordinata.
Le Forze dell'Ordine, le Polizie Municipali, sono invitate a garantire il rispetto rigoroso dell'ordinanza.
Il diffondersi di comportamenti irresponsabili, produrrebbe una ripresa forte del contagio e renderebbe inevitabile il ripristino immediato del divieto di mobilità.
E' evidente a tutti che se non c'è da parte di ogni singolo cittadino senso di responsabilità, si rischia di prolungare all'infinito l'emergenza e la sofferenza di tutti, soprattutto dei bambini". 

Evidentemente, l’invasione è continuata, e il risultato finale è  stato il dietrofront della Regione che, sfruttando l’impossibilità di svolgere attività motoria con le mascherine, ha nuovamente bloccato la corsa. Ecco il "chiarimento" apparso oggi sul sito della Regione Campania:
“L'Unità di Crisi attraverso il chiarimento n.21 all’Ordinanza n.39 del 25 aprile 2020 (Attività motoria) precisa ulteriormente quanto espresso nella stessa ordinanza: si può passeggiare, ma è vietato fare jogging. In particolare: "...non è permesso svolgere attività di corsa, footing o jogging, in quanto le dette attività sono incompatibili con l’uso della mascherina perché pericolose ove svolte con copertura di naso e bocca e tenuto conto che chi esercita tali attività emette microgoccioline di saliva (droplet) potenziali fonti di contagio. L’attività motoria permessa (sostanzialmente passeggiate) deve essere svolta in prossimità della propria abitazione, con divieto assoluto di assembramenti e con obbligo di utilizzo delle mascherine e di rispetto della distanza minima di due metri".

Ricordiamo, infine, che le misure previste dal Governo dal prossimo 4 maggio prevedono la possibilità di restrizioni da parte delle Amministrazioni Regionali e Comunali.

 
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27 Aprile - La nuova ordinanza della Regione Veneto, la numero 56 del 27 aprile 2020, è stata  resa nota dal presidente della Regione, Luca Zaia, che permette a tutti i cittadini veneti di uscire di casa per passeggiate e attività fisica all'aperto senza limiti nel territorio del proprio comune, ma obbliga all’uso della mascherina. Il tutto è entrato in vigore alle 18 del 27 aprile ed è valido fino alle 24 del 3 maggio.

Ecco il testo ufficiale: “È consentito lo spostamento individuale per attività motoria e attività all’aria aperta, anche con bicicletta o altro mezzo, in tutto il territorio comunale di residenza o dimora, con divieto di assembramenti e con obbligo di rispetto della distanza di m. 1 tra le persone, salvo quelle accompagnate in quanto minori e non autosufficienti, utilizzando mascherina e guanti o garantendo l’igiene con idoneo liquido igienizzante”.

 
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26 Aprile - Alle 20,20 è cominciata  la conferenza stampa del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha annunciato le novità che saranno incluse nel nuovo Dpcm, contenente le misure relative alla "fase 2" dell’emergenza coronavirus, che saranno valide dal 4 al 17 maggio 2020.

Avete dimostrato forza, ora inizia una nuova fase. Dobbiamo affrontarla con metodo e rigore. Dobbiamo evitare il rischio che il contagio torni a diffondersi, bisogna rispettare le precauzioni, anche nelle relazioni con i propri parenti: l’unico modo per convivere con il virus è mantenere la distanza sociale di almeno un metro. La curva del contagio potrà risalire, il rischio c’è, dobbiamo assumercelo e se vuoi bene all’Italia devi evitare la diffusione del contagio”, l’introduzione del Premier.

Per quanto riguarda ciò che più ci interessa, Conte ha confermato le indiscrezioni, affermando che “sin qui era possibile svolgere un’attività motoria e sportiva nei pressi o nelle immediate vicinanze della propria abitazione, invece adesso ci si potrà anche allontanare, ma attenzione, se l’attività sportiva sarà quella più dinamica, bisognerà rispettare la distanza di almeno 2 metri l’uno dall’altro, mentre se è semplice attività motoria basterà un metro”.

Ha proseguito: “Proprio per consentire una graduale ripresa delle attività sportive nel rispetto anche delle esigenze di tutelare principalmente la salute, saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti professionisti, e non professionisti ma riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive federazioni. Però attenzione,  saranno consentite solo rispettando le norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline individuali”.

Per gli sport di squadra la ripresa potrebbe essere  prevista per il 18 maggio.

Inoltre, potranno essere riaperti i parchi, purché “nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni di sicurezza e con ingressi contingentati”. 

Da evidenziare, infine, che Conte ha ricordato che ciascuna Regione o Comune potrà emanare norme più restrittive sia per l’attività motoria che per le aperture dei parchi.

Aspettiamo di leggere il decreto, anche per capire se, ed in quale misura, saranno obbligatorie le mascherine; mentre nel frattempo le regioni stanno emanando le proprie ordinanze, come informiamo nelle altre pagine.

 

 

 

 

 

 
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26 aprile – Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha firmato oggi una nuova ordinanza, la 22/2020, che allenta già da lunedì 27 aprile (e fino al 3 maggio) le restrizioni in materia di attività motoria eliminando la prossimità dall’abitazione, con la fascia oraria compresa tre le 6.00 del mattino fino alle 22.00.

Ecco il testo: "Il Presidente della Giunta Regionale della Regione Liguria ordina che è consentito svolgere le seguenti attività motorie e attività all’aria aperta: corsa e utilizzo della bicicletta, dalle ore 6.00 alle ore 22.00 ed esclusivamente in modalità individuale, nell’ambito del comune di residenza (o abituale domicilio) o del municipio di residenza (o abituale domicilio) per quanto riguarda il territorio del Comune di Genova; passeggiate all’aria aperta in modo individuale o coinvolgendo residenti nella stessa abitazione, nell’ambito del comune di residenza (o abituale domicilio) o del municipio di residenza (o abituale domicilio) per quanto riguarda il territorio del Comune di Genova dalle ore 6.00 alle ore 22.00”.  

 

 
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26 Aprile - Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha firmato oggi la nuova ordinanza, la numero 11, che, a partire dalla mezzanotte di oggi e fino al 3 maggio prossimo, allenta alcune delle restrizioni precedentemente in essere, come quella relativa all’attività motoria individuale nel comune di residenza, senza l'obbligo di mantenersi entro i 500 metri dal proprio domicilio, mantenendo l'obbligo a usare la mascherina (o comunque una protezione a copertura di naso e bocca) e la distanza interpersonale di almeno un metro.

Ecco il testo ufficiale: "Il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ordina che sia consentito svolgere individualmente attività motoria, limitatamente a passeggiate, corse a piedi e in bicicletta, nel territorio del proprio comune, indossando la mascherina o comunque una protezione a copertura di naso e bocca, mantenendo comunque la distanza interpersonale di almeno un metro, ad eccezione delle persone conviventi o che richiedano assistenza".

 
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Tornano a respirare i runner campani: con la nuova ordinanza N. 39 emessa e firmata oggi 25 Aprile dal Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, 8 pagine di cui 6 di premesse: 9 volte "visto", poi considerato, preso atto, ravvisato (anche il possibile ritorno all'attività motoria in esterni, d'accordo con l'Unità di crisi regionale) rilevato, ritenuto ecc., i podisti potranno svolgere un minimo di attività motoria, cinque ore al giorno.

Infatti, da lunedì 27 aprile e fino al 3 maggio, “fermo restando il divieto di svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto" sarà loro consentito "svolgere individualmente attività motoria all’aperto, ove compatibile con l’uso obbligatorio della mascherina (dispositivo di protezione individuale di cui all’art. 16 del decreto legge n.18/2020), in prossimità della propria abitazione, e comunque con obbligo di distanziamento di almeno due metri da ogni altra persona- salvo che si tratti di soggetti appartenenti allo stesso nucleo convivente- nelle seguenti fasce orarie: - ore 6,30-8,30; - ore 19,00-22,00”.

Un primo passo, nella speranza che presto scatti la fase due e che il vulcanico governatore De Luca non ponga nuove restrizioni locali.

 
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Ho descritto le maratone in casa di tanti atleti master, che corrono per pura passione.
Questa volta devo parlare di quella corsa da un campione, dal vincitore per due volte della maratona di New York, nel 1994 (2h11:21, nonostante un errore di percorso) e nel 1995 (2h11:00), e che rappresentò la sua nazione alle Olimpiadi nel 1992 e del 1996: il 52enne messicano Germán Silva Martínez.

Il 19 aprile Silva Martinez ha corso la sua maratona, in sostegno dei medici e infermieri che lottano “sul fronte” contro la covid-19, sul tapis roulant della sua casa di Querétaro, in Messico, chiedendo il sostegno anche ad altri, campioni e no, invitandoli a correre con lui almeno un chilometro.

Il messicano ha corso in 2 ore e 56 minuti, chiaramente ben lontano dal suo personale sulla distanza di 2h08:56 nel 1998 a Boston: a sostenerlo, fra gli altri, il 72enne Frank Shorter, il maratoneta americano campione olimpico a Monaco 1972, l’altro 72enne Bill Rodgers, maratoneta statunitense vincitore di 22 celebri maratone (4 volte New York e due Boston), e la 46enne britannica  Paula Radcliffe, campionessa mondiale nel 2005 e per anni primatista mondiale sulla distanza.

Per Silva  la seconda impresa benefica, dopo che nel 1994 utilizzò i soldi della sua vincita nella Grande Mela per portare l’elettricità nel suo villaggio natale di Tecomate, dove, appunto, vive tuttora.

E Michael Capiraso, presidente della New York Road Runners, l’organizzazione della maratona più famosa al mondo, l’ha voluto premiare con una medaglia consegnata durante una cerimonia chiaramente virtuale.

Il campione messicano ha così motivato la sua iniziativa: “Lo sport è bloccato e questo fermo deprime tutti. L’ho fatto perché la gente ha bisogno di motivazioni e obiettivi e bisogna dare l’esempio, donare speranza: anche da casa si possono raggiungere grandi obiettivi”.

 
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Grande risalto sta avendo la relazione di Vittorio Colao che nel documento redatto dalla “task force” da lui presieduta, e presentato al premier Giuseppe Conte per la ripresa nella cosiddetta “fase 2” ha chiesto di esonerare dal lavoro le persone con oltre 60 anni, limitandone le uscite di casa in quanto soggetti a rischio. 

Per la precisione, nella videoconferenza, a cui partecipavano anche il capo della Protezione civile Angelo Borrelli (anni 55), il commissario Domenico Arcuri (anni 56) e diversi sindacalisti, Colao (che di anni ne ha 58 e mezzo) ha chiesto per gli over 60 lo smart working se ruolo e mansioni lo consentono, altrimenti l’esonero, che verrebbe a costringere “i più grandi” a prolungare la quarantena per evitare di essere esposti a rischi maggiori, loro che sono i più vulnerabili.

Conte, pur ringraziando Colao, ha subito risposto che il Governo non avrebbe mai accettato questa richiesta, anche perché, come scritto dal Corriere della Sera, l’esonero degli over 60, “lavoro agile” a parte, riguarderebbe ben 17 milioni e 600.000 cittadini, pari al 29% della popolazione, con gravi ripercussioni sull’economia nazionale.

Sabino Cassese, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha sentenziato che l’ipotesi d’una quarantena a oltranza basata sull’età “è una follia” e sarebbe illegale perché “l’articolo 16 della Costituzione che riguarda la libertà di circolazione dice che si possono stabilire dei limiti con una legge in via generale. E ‘in via generale’ vuol dire che non si possono fare eccezioni. Non è che puoi dire: questa categoria sì quest’altra no. La ratio dell’esclusione di persone sopra una certa età è quella che sono più fragili, più aggredibili, perché ci sono fenomeni di co-morbilità. Se questa è la ratio, però, allora bisognerebbe anche escludere il trentenne iperteso, il quarantenne diabetico e così via. Di più: anche oltre i sessant’anni c’è tanta gente che sta benissimo. Conosco ottantenni che sono in piena forma. Che giocano a tennis… E allora?”

Ecco, è proprio questo il punto: quanti over60 che corrono ci risulta stiano in formissima, con tempi e prestazioni da fare invidia ai ragazzini?

Nel nostro mondo gli ultrasessantenni sono esempi di vita sportiva ed equilibrata, di fisici curati, di sacrifici anche a tavola, e sono perennemente seguiti anche a livello medico.
Egregio dottor Colao, preghi i componenti della sua task force di vedere i filmati delle nostre gare, affinché possano notare che splendidi atleti abbiamo nelle categorie più alte d’età, e ripensi alla sua relazione.
Come potrebbe ripensarci il dottor Sergio Venturi (66 anni, commissario all’emergenza nell’Emilia-Romagna), che dopo aver osteggiato la licenza di uscir di casa per i bambini, quando era stata deliberata dal governo, il 17 aprile Venturi ha proposto  “una sorta di patto generazionale: fino ad oggi sono stati i bambini e le bambine a stare a casa per proteggere i nonni. Ora tocca ai più anziani lasciare che i piccoli escano”: come se le due cose si escludessero, e l’aria aperta non facesse bene a tutte le età (fonte: Bolognaindiretta.it, e molte altre).

Andando oltre il mondo sportivo, basta vedere un Rosario Fiorello, il famoso showman, che a giorni (il 16 maggio) compirà appunto 60 anni, e si è permesso di scherzare in un TG1 su quanti non potrebbero uscire di casa, a partire da Ligabue, Baglioni e Venditti (cui aggiungiamo, dall’altra metà del cielo, una Lilli Gruber, 63 anni splendidamente compiuti domenica scorsa, o Isabella Rossellini, per arrivare fino ad Alba Parietti che ormai si avvicina ai 70…)

Più serio e professionale sarebbe, come ha dichiarato Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’Università di Firenze, Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, esperto di epidemiologia, prevenzione delle malattie infettive, invasive, batteriche e HPV, membro di numerose commissioni mediche internazionali,  “fare una valutazione medica sul singolo, magari affidata al medico di base che meglio conosce l’individuo, per capire il reale rischio che corre”. Aggiungendo l’invito, fatto già a inizio mese, all’uso generalizzato della “mascherina chirurgica”, che “ha uno scopo di tipo sociale, io proteggo le altre persone dal mio materiale biologico, ma non ho garanzia di protezione assoluta dagli altri”. Vista la situazione di emergenza sono utili anche quelle ‘fai da te’, magari fatte con tessuto in cotone: “non abbiamo prove scientifiche, ma sembra che qualcosa facciano” (alé famiglia Mandelli!).

E ricordando, da parte nostra, che le raccomandazioni dell’OMS indicano in 150 minuti settimanali di attività “a moderata intensità” la quantità indispensabile per restare in salute.

 

 
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24 aprile - Siamo oramai prossimi al 4 maggio, la data in cui dovrebbe iniziare la cosiddetta Fase 2 dell’emergenza covid19, e dunque l’opprimente blocco dovrebbe essere ridotto per far spazio alla cosiddetta convivenza con il virus, che renderà ancora più stringente il mantenere il distanziamento sociale e gli accorgimenti sanitari, come guanti e mascherine, nella vita quotidiana.

Questa fase, peraltro, secondo un lancio dell'agenzia Adnkronos delle 14,45, è stata anticipata dal presidente della regione Veneto Zaia (che, non dimentichiamo, fu tra gli organizzatori della prima maratona di Treviso):

A noi interessa l’aspetto sportivo, in particolare le misure che riguarderanno la corsa su tutto il territorio nazionale.

Ebbene, dalle indiscrezioni che filtrano, sicuramente si tornerà a poter correre liberamente, non più bloccati nella prossimità della propria abitazione, e senza limitazioni di orario, semmai con l’intelligenza di non strafare per non indebolire il proprio fisico. Chiaramente occorrerà correre da soli (a meno che non si tratti di una coppia che vive insieme o di un solo genitore con dei minori: questa eccezione vale per tutti gli sport), con il distanziamento di almeno due metri (forse 5 in scia); non dovrebbe essere obbligatorio l’uso di mascherine, anche perché creerebbero altri problemi a chi corre. Importante rincasare subito, appena finito l’allenamento.  

Da capire se ci sarà la riapertura dei parchi, ma sarebbe preferibile non correre all’interno, perché mancherebbero le suddette condizioni di distanziamento. Qui sarebbe possibile fare ginnastica, sempre soli e distanziati, senza l’uso di attrezzi comuni, evitando di bivaccare su panchine o sull’erba.

Saranno permesse le uscite in bici, qui il distanziamento sarà almeno di 20 metri, stando attenti a non finire in altre regioni, affrontando  lunghe pedalate.

Sarà possibile praticare anche le altre discipline individuali all’aperto, come le passeggiate, le arrampicate in montagna, parapendio o sport simili, sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Possibile anche l’apertura al tennis, con “guantino” per raccogliere le palline, accesso ai campi concesso a non più di due persone alla volta, e solo all’aperto, senza l’uso di docce e spogliatoi.

Autorizzate anche le attività in mare, nuotate solitarie, uscite singole (o al massimo in due, a distanza) in barca a vela, canoa e windsurf, poiché gli scienziati sostengono che in acqua salata il covid disperde la sua carica virale.

Non ci sarà invece riapertura per gli sport di squadra o di contatto, quindi stop a calcio, basket, pallavolo, pallanuoto, arti marziali e altri sport del genere.

Resteranno chiuse anche palestre, piscine (potrebbero riaprire solo quelle all’aperto, ma la questione è ancora in discussione), scuole di danza e tutte le attività al chiuso.

Complicato lo svolgimento dell’atletica leggera negli impianti (che andrà definita meglio e che comunque riprenderà per metà/fine maggio), per la gestione degli afflussi e per mantenere il solito distanziamento.
Diverso il discorso per gli atleti di interesse nazionale, che dovrebbero tornare ad allenarsi già la prossima settimana.  

 

 
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