Modena – Mezza maratona d’Italia, piuttosto male la prima edizione
Il sottotitolo potrebbe essere “ quando metti in piedi una manifestazione e fai bene tutto tranne… l’organizzazione della gara”.
30 marzo 2025. C’era una grande aspettativa riguardo a questa manifestazione, raccoglieva un’eredità davvero pesante da quelle parti (già, una volta si correva la Maratona d’Italia), però i mezzi c’erano tutti, soldi, sponsor, comunicazione, coinvolgimento gruppi sportivi, capacità organizzative, ma poi le cose all’atto pratico non sono andate bene.
Premesso che la gara ha visto sia in campo maschile sial femminile il successo dei kenioti, con la vittoria in 59:20 di Emmanuel Wafula, seguito da Cosmas Boi e Simon Dudi Ekidor (quarto e primo degli italiani Ahmed Ouhda); tra le donne, di Gladys Cherop (1:08:23), seguita dalla connazionale Ludwina Chepngetich e dall'italiana Sara Bottarelli; per il resto, ci chiediamo perché.
Basta farsi un giro sui cosiddetti “social” per scoprire come sono andate le cose, Già, i social, sono una cassa di risonanza potente, mostruosa, credibile, almeno sino a un certo punto. Ma stavolta sembra davvero aver raccolto testimonianze reali, di chi ha vissuto il delirio di un’organizzazione certamente non all’altezza della situazione, e ha smentito le rituali esaltazioni dal vertice dell'immediato post gara (tra cui una, disinformata e presto irrisa, dell'ex presidente di regione Bonaccini). Aggiungo di aver interpellato una decina di partecipanti, persone che ritengo attendibili, ed aver ricevuto commenti dello stesso tono.
A distanza di 48 ore gli organizzatori tacciono sui problemi capitati, c’è solo una promessa un po' generica:
Relativamente alle medaglie della 21Km, l’organizzazione garantisce la distribuzione a coloro che non l’abbiano ricevuta in quel lasso di tempo in cui sono mancate. Vi chiediamo cortesemente, al fine di potervi recapitare la medaglia meritata e dovuta, di mandarci una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Vediamo se e cosa faranno sapere sul resto.
La (classica) motivazione del numero elevato di partecipanti non regge proprio: da mesi gli uffici stampa riferivano di migliaia di iscritti, se ciò era vero, impossibile non prepararsi di conseguenza. Capitolo medaglie mancanti all’arrivo: secondo un’indiscrezione pare che in realtà ci fossero, però si trovavano ... alla partenza.
Deposito borse: qui c’è poco da discutere, disorganizzazione totale, sembra, tra le altre cose, che si trovassero sui camion nell’ordine sbagliato. Chi aveva avuto la disgrazia di consegnarla in anticipo, all’arrivo ha dovuto attendere tempi biblici, e magari si trattava proprio di quelli più veloci. Le scene viste sui social fanno veramente male, con tanto di intervento delle forze dell’ordine a placare la rabbia dei podisti (giustamente) arrabbiati.
Ristoro finale inesistente, mancava soprattutto l’acqua. Come è possibile che non ce ne fosse? Ricordo qualche anno fa ad una gara, per un disguido il camion era in ritardo, il bravo organizzatore ha sguinzagliato i volontari a requisire tutta l’acqua disponibile nei negozi dei dintorni. Era così difficile rimediare in questo modo?
Non si può discutere sulla bravura del gruppo podistico di riferimento, La Fratellanza, una storica ASD con una tradizione lunga addirittura 150 anni, e un’importante impronta nel settore giovanile ma, forse, ha pagato l’inesperienza nell’organizzare una gara di questa portata. Oppure, più semplicemente, avrà posto i problemi al comitato organizzatore, magari sottovalutati. Sarebbe un classico.
Poi ci sono altri dettagli.
Omologazione: qui gli organizzatori hanno giocato un tantino sulle definizioni. La distanza era certificata? SI. Il percorso era omologato? NO, o quantomeno possedeva un’omologazione di tipo B, che non è la stessa cosa di un’omologazione completa. Perché? Era in discesa, secondo i parametri Fidal, i quali prevedono una massimo di 1 metro/chilometro di pendenza negativa (quindi a favore), esempio: se in una mezza maratona parti a 22 metri di altitudine e arrivi a zero metri, non è omologabile, e qui la pendenza a favore è ben più di 22 metri (dislivello partenza/arrivo oltre 100 metri). Aggiungo che non rispondeva nemmeno ad un altro requisito, altrettanto importante: le gare possono dirigersi in un’unica direzione al massimo per il 50% del percorso totale: la logica è molto semplice, le condizioni (ad esempio del vento) devono favorirti, o sfavorirti, allo stesso modo. Questa è la ragione per cui certe gare prestigiose come la mezza maratona Roma-Ostia o la maratona di Boston non hanno un’omologazione totale (tipo A).
Costo di iscrizione. Prezzo medio di 33,5 euro ma ormai ho capito che non è un parametro attendibile per indurre o meno la gente a partecipare, almeno così pare: ci si lamenta di una mezza maratona a 25 euro magari super premiata, ottimamente organizzata e con tutti i servizi come si deve e poi si partecipa in massa a gare che non soddisfano i tradizionali (aggiungo io, doverosi) requisiti ma costano 40/45 euro. Ebbene sì, prendiamo atto che questo nostro mondo sta cambiando.
Insomma, al bravo Ivano Barbolini, che ho avuto il piacere di conoscere, comunque si trovi oggi, spero non arrivino gli echi di questa mezza maratona (i cui organizzatori peraltro l'hanno totalmente 'dimenticato'), ci rimarrebbe molto male. Di lui il prof. Giancarlo Chittolini mi disse molto tempo addietro “ha insegnato a tutti come si organizzano le maratone, ha tracciato un solco che dovrà essere seguito nel tempo”. Mah, forse le cose non sono andate proprio come auspicato.
Infine, davvero un ultimo dettaglio, a puro titolo di curiosità: Ferrari, malgrado le batoste regolarmente beccate in F1, festeggia in Borsa con un rialzo del 2,42%, con l’indice generale (MIB) cresciuto di 1,33%. Ma questo è un altro discorso.