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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

21 febbraio - Come temuto, il coronavirus comincia a diffondersi anche in Italia, e il primo contagiato è purtroppo un runner. 

Si tratta infatti di un ingegnere 38enne nativo di Castiglione d’Adda (M. M. le iniziali apparse su qualche giornale), residente a Codogno e che lavora a Casalpusterlengo all’Unilever. Ebbene, dopo aver cenato  a fine gennaio-inizio febbraio con un collega appena rientrato dalla Cina, avrebbe contratto il virus per poi contagiare anche la moglie incinta e un amico: il problema ulteriore è che prima di recarsi mercoledì scorso in ospedale, ha partecipato a due gare podistiche nell'ultimo mese, quando dunque era già affetto dalla malattia, senza saperlo.

In particolare, l’uomo, insieme ad altri podisti del GP Codogno, la sua società, ha preso parte alla Mezza Maratona Internazionale delle Due Perle di Portofino nel primo weekend di febbraio, per poi correre, una settimana dopo, una gara a Sant’Angelo Lodigiano. 

L'attivissimo sportivo (nel 2018 risulta abbia partecipato alle maratone di Brescia, Berlino e Salso-Busseto) sabato mattina ha poi preso parte a un corso della Croce Rossa a Codogno, e poi a una partita di calcio con la sua squadra, la Picchio di Somaglia, contro la squadra Amatori Sabbioni del campionato Csi Amatori. Avrebbe dovuto correre anche domenica scorsa 16, ma accusava già i sintomi della malattia.

E’ inutile dire, che, senza diffondere allarmismi, le autorità raccomandano la massima attenzione allo stato di salute per gli sportivi che hanno preso parte alle gare citate: anche se ci riesce difficile pensare a un contagio che si diffonde in ambienti aperti e 'aerati' come quelli dove si corre. Naturalmente il discorso cambia per ambienti chiusi quali spogliatoi, docce ecc.

Auguri a tutti, cominciando dal "paziente 1" (quello cosiddetto zero, che avrebbe 'esportato' il contagio dalla Cina, secondo alcuni sarebbe scomparso, ma comunque guarito), dalla sua consorte in attesa (podista pure lei), e infine a tutti gli altri, sportivi e no.

E' di questo sabato 22 mattino l'annuncio della sospensione dell'attività sportiva nelle province di Lodi e Piacenza, e una dichiarazione del presidente del CONI Malagò secondo cui "lo sport si deve allineare" a eventuali ordinanze sanitarie di pubblici amministratori. Per ora, Fidenza (dove domani transiterà la Verdi Marathon) è al di fuori della 'zona rossa'. Da 'utenti', non possiamo fare niente, salvo augurarci che non prevalga un allarmismo ingiustificato.

Un'immagine dal repertorio Podisti.Net dei due podisti lodigiani colpiti da Corona Virus. (Laus Half Marathon di Lodi del 2017).


 
Il post su Facebook del Presidente del GP Codogno




Dopo il gran risultato ottenuto sulla mezza lo scorso 26  gennaio, con vittoria, pb e terzo tempo italiano di sempre in 1h00:44, il 27enne veneto Eyob Faniel torna domenica a Siviglia, questa volta sulla distanza regina, la maratona.

Il bassanese di origine eritrea, capace anche il 31 dicembre 2019 di vincere la BOclassic a Bolzano (successo azzurro che mancava da un trentennio), correrà a Siviglia cercando di ottenere quel 2h11:30, standard di iscrizione per le Olimpiadi di Tokyo (con gara di maratona che si svolgerà a Sapporo), migliorando al contempo il personale, finora di 2h12:16 a Venezia nel successo del 2017.

Dal ritiro in Eritrea, ai 2300 metri di Asmara, da dove raggiungerà direttamente Siviglia, Faniel dichiara (come da sito Fidal): “Posso dire che sto bene  e le sensazioni sono buone. Anche quest’ultimo raduno, iniziato il 30 gennaio, sta trascorrendo come preventivato. Allenarsi qui, a un’altitudine tra 2300 e 2400 metri, è decisamente duro. Ma per me è sempre bello tornare nel mio paese di origine. Il tempo passa molto velocemente, nonostante la preparazione impegnativa. Sono riuscito a risolvere la contrattura al bicipite destro che ho sentito durante l’ultima gara, alla mezza di Siviglia, grazie ai fisioterapisti che mi seguono, a casa e anche in raduno dove è stato presente Maurizio Odorizzi. Mi alleno in compagnia di atleti locali, che conosco ormai da diversi anni, e posso imparare tanto anche da loro. Voglio riscattarmi dal risultato dei Mondiali, perché il quindicesimo posto di Doha in 2h13:57 non mi può certo lasciare soddisfatto. Non ho sconvolto il programma degli anni scorsi, ma solo cambiato qualcosa, aumentando un po’ il chilometraggio però senza strafare. Ho cercato di correre soprattutto a sensazione, con 12-13 sedute a settimana in quelle appena trascorse, mentre in questa sto scaricando e quindi farò 8-9 allenamenti. Il primo è sempre molto presto al mattino, con inizio tra le 6.30 e le 7.00”.

Favoriti sono i keniani Barnabas Kiptum (2h06:33 a Lisbona nel 2019) e  Birhanu Bekele (2h06:41 proprio a Siviglia nel 2019, terzo), gli etiopi Getu Feleke (2h04:50 nel 2012) e Bazu Worku (2h05:25 nel 2010).

In gara, tra gli altri quasi 14000 iscritti, ci sarà anche Yassine El Fathaoui (Circolo Minerva Parma), 37enne nato in Marocco ma residente in Italia, che a Berlino chiuse in 2h11:08, e del quale i nostri lettori conoscono grazie al ritratto di Francesca Andone.   

 

Mercoledì, 19 Febbraio 2020 22:47

Martina Franca (TA) - 4^ Sciot & Vnot

16 febbraio - Bella, unica, particolare, affascinante, ottimamente organizzata, stupenda, durissima: questi gli aggettivi più frequenti usati da chi l’ha corsa e vissuta quest’anno.

Io non c'ero, ma è come se ci fossi stato, conoscendo le abilità di Francesco Cervellera e dell’intera Martina Franca Running, dove l’unica preoccupazione è soddisfare il podista-ospite.
Parcheggi, bagni chimici, buon pacco gara, partenza differenziate tra competitiva e no, tracciato blindato al traffico e presidiato, gruppi musicali e folkloristici, la medaglia, il ricco ristoro finale (a cominciare dai panini ripieni di gustoso capocollo locale), differenziato per i vegani, premi in danaro per i primissimi, buoni premi per tutti i meritevoli, anche l’estrazione finale.

Tracciato bellissimo ed affascinante con la classica partenza dalla centralissima piazza XX Settembre di Martina Franca, per attraversare la Valle d’Itria, uno spettacolo unico, da gustare, per giungere in alto a Locorotondo e poi tornare indietro a Martina su diverse superfici, gradini, salite, discese, scalate, tunnel, panorami mozzafiato, insomma senza annoiarsi mai. La giornata di primavera ha fatto il resto, con il sole a rendere tutto più speciale.

Un minuto di raccoglimento prima di partire ha ricordato Leonardo Palmisano, straordinario 92enne contadino-podista di queste zone, due anni fa campione italiano di categoria di 10km su strada, oggi a correre su altri e più alti panorami. Poi l’Inno d’Italia e il drappo tricolore a scorrere sulle teste dei podisti, a ricordarci il concetto di Patria, regalando ancora un’emozione.

Al termine della 10 miglia (16,0934 km) è giunto per primo a tagliare il traguardo l’ottimo atleta di Palo del Colle Francesco Minerva (Montedoro Noci) in 56:41. Secondo Gianluca Tundo (Club Correre Galatina) in 56:23, terzo Emanuele Cotroneo (Amatori Corigliano) in 56:29.

Tra le donne si è imposta la forte salentina Elena Conte (Atletica Taviano 97 Onlus) in 1h10:46 su Cristina Galeone (Olimpia Grottaglie), seconda in 1h15:55, e su Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), terza in 1h16:38.

2552 gli iscritti complessivi con 1750 Fidal: tra questi ultimi, 1352 risultano arrivati di cui 243 donne.

Prima società per numero complessivo di arrivati la Taranto Sportiva con 52 finisher, su Podistica Grottaglie (42) e Tra Casali San Cesario (39)

Positiva la presentazione di Antonio Tau, lo speaker del Salento, che ha completato la splendida realizzazione di questa manifestazione, oramai un’autentica realtà del podismo pugliese, alla quale invitiamo a partecipare anche gli atleti delle altre regioni.  

16 febbraio - Nuovo record di partecipanti alla 30^ edizione della eDreams Mitja Marató de Barcelona con 23.000 iscritti (7.200 donne), e oltre 18.500 (5890 donne) al traguardo.

Vittoria per il 32enne keniano Victor Chumo in 59:58 (pb), secondo tempo di sempre nella storia della manifestazione e decimo crono mondiale dell'anno, che precede il debuttante ugandese Stephen Kissa e l'altro keniano Moses Koech, rispettivamente secondo e terzo, entrambi in 60' netti.

La gara ha visto subito in testa un gruppetto di tredici corridori africani (i keniani Victor Chumo, Moses Koech e Noah Kipkemboi, e gli ugandesi Victor Kiplangat, Mande Bushendich e Stephen Kissa, oltre ad alcune lepri), passato al 5° km in 14:18, cinque secondi in meno rispetto al tempo registrato nel 2018, quando l’etiope Washiun Mule stabilì il record della corsa in 59:44.

Al 10° km, con il gruppo ridotto a nove unità e guidato dai keniani Victor Chumo, Boniface Kibiwot e Moses Koech, il passaggio avviene in 28:05: 21 secondi in meno rispetto al record.

Al 15° km guidano l'ugandese Stephen Kissa, il keniano Victor Chumo e l'etiope Tesfahun Akalnew, con passaggio in 42:24: 23 secondi in meno rispetto al record.

Al 20° km, rallentati dal vento che soffia lateralmente, il passaggio dei primi avviene in 57:02, 14 secondi sopra il record; negli ultimi 500 metri l’azione decisiva di Chumo che accelera e va ad imporsi, migliorando il personale (precedente 1h00:30 nel 2018).

Le parole di Chumo: "Vincere è entusiasmante, ma migliorare nettamente il mio primato personale è ancora meglio. Il tracciato è veramente veloce, a lungo ho cercato di scendere sotto l'ora e finalmente oggi ci sono riuscito", ha dichiarato il vincitore. 

Tra le donne successo per la 31enne etiope Ashete Bereke in 1h06:37 davanti alla connazionale Asnakech Awoke, seconda in 1h07:04, e alla keniana Dorcas Kimeli, terza in 1h07:10. A sorpresa, è solo quarta la campionessa uscente, primatista della corsa (1h06:01 nel 2019) e favoritissima della vigilia, l'etiope Roza Dereje, che perde contatto dalle prime al 17° km, per poi chiudere in 1h08:38. 

Il passaggio al 5° km vede in testa un gruppetto formato dalle etiopi Roza Dereje, Anahkesh Awoke, Ashete Bekere e dalla keniota Dorcas Kimeli in 15:50, 12 secondi in più del record della corsa; al 10° km passano in 31:31, con 20” di ritardo rispetto al record, e al 15° in 47:23, con 31 secondi di ritardo. 
Al 17° il rallentamento della Dereje, forse per problemi di stomaco; al 20° km, con passaggio in 1h04:59, guida Asnakech Awoke seguita da Dorkas Kimeli.
Nell'ultimo chilometro, l’incredibile rimonta di Ashete Bekere, che supera le due rivali e va a vincere, migliorando nettamente il proprio personale (1h10:31 nel 2016).

Classifica maschile

1 Victor Chumo (KEN) 59:58
2 Stephen Kissa (UGA) 1:00:00
3 Moses Koech (KEN) 1:00:00
4 Abrar Osman (ERI) 1:00:06
5 Tesfahun Akalnew (ETH) 1:00:10
6 Mande Bushendich (UGA) 1:00:14
7 Victor Kiplangat (KEN) 1:01:04
8 Ben Connor (GBR) 1:01:34
9 Noah Kipkemboi (KEN) 1:01:53
10 Ashenafi Moges (ETH) 1:02:16

Classifica femminile
1 Ashete Bekere (ETH) 1:06:37

2 Asnakech Awoke (ETH) 1:07:04
3 Dorcas Kimeli (KEN) 1:07:10
4 Roza Dereje (ETH) 1:08:38
5 Charlotte Arter (GBR) 1:10:01
6 Alina Reh (GER) 1:10:08
7 Rachael Chebet (UGA) 1:10:13
8 Debora Schoneborn (GER) 1:11:37
9 Rebeca Schoneborn (GER) 1:11:40
10 Miriam Dattke (GER) 1:11:40 

18522 i finisher (5890 le donne). 

Nella classifica generale sono addirittura 48 gli atleti che hanno corso sotto i 65’, e 134 sotto i 70'. 

705 gli italiani giunti regolarmente al traguardo: primo uomo Marco Losio (152°) in 1h10:25; prima donna Irene Tosi in 1h23:06.

 

16 febbraio - La Running Heart, o più italianicamente Corsa del Cuore, è andata in scena per la quarta volta a Bari: stupenda la giornata, di primavera inoltrata al sole, meno calda all’ombra, quasi senza vento, l’ideale per correre insomma.

Quarta edizione, ma per me la prima, da studiare ed analizzare, anche perché costituisce la prima prova del 2020 del Trofeo Provinciale di corsa su strada, il Terra di Bari.

Ad organizzare l’Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e la Fondazione per il tuo cuore - HFC Onlus, con la collaborazione tecnica dell’ASD Bari Road Runners, guidata dal presidente, l’eterno Rino Piepoli.  

Annunciata come gara dal percorso omologato di 10000 metri esatti, si deve fare un passo indietro, avendo dovuto cambiare tracciato a causa del montaggio della struttura su Corso Vittorio Emanuele II che domenica 23 ospiterà a Bari il Papa Francesco.
Prima cattiva notizia per chi confidava con l’occasione di stabilire il primato personale e di iscriverlo nelle pagine della Fidal, favorito anche dal tracciato pianeggiante e quindi veloce, in ottime condizioni climatiche.

Il ritrovo è fissato in Piazza Ferrarese, il salotto buono del capoluogo pugliese, dove sin dal sabato è stato possibile ritirare pettorali, chip e pacchi gara; si prosegue comunque anche stamattina.
Gli atleti Fidal correranno la 10 km, per i cosiddetti liberi la possibilità di partecipare alla 5 km o alla passeggiata di 3,5 km, il menu è vario, sperando che non si arrivi a sovrapposizioni, come spesso accade in queste situazioni.

6 Euro l’iscrizione base per i competitivi, 4 euro in più con il pacco gara (sacchetto in nylon contenente maglietta “base” tecnica, una barretta energetica e due bustine di integratori), 10 euro tassativi per le non competitive: per fortuna l’intero incasso è devoluto in beneficenza alla Fondazione per il tuo cuore - HFC Onlus, e ad altre associazioni operanti nel sociale (così recita il regolamento ufficiale).

802 gli iscritti alla competitiva, sicuramente altrettanti quelli alla manifestazioni libere, il colpo d’occhio della piazza interamente occupata è imponente. Fra loro anche Antonio De Caro, sindaco di Bari e numero uno dell’ANCI, oltre a Pietro Petruzzelli, l’assessore allo sport del Comune di Bari, presente in tutte le manifestazioni su strada (anche se personalmente mi piacerebbe vederlo più interessato a creare strutture, leggi piste, per la diffusione dell’atletica a bambini e ragazzi).
Chiaramente presente anche il cardiologo Massimo Grimaldi, presidente dell’ANMCO, il promotore della manifestazione, apparsomi persona oltre che medico di buoni sentimenti e di ottimi intendimenti.
A presentare la manifestazione Paolo Liuzzi, anche oggi non si smentisce, offrendo qualità e quantità a chi ascolta e sogghigna!

A disposizione degli atleti anche il servizio pacer, i palloncini di Running Zen, che guideranno gli atleti a raggiungere i tempi di percorrenza desiderati.
Partenza prevista per le ore 10.00, si partirà da Piazza Ferrarese, per proseguire - nel percorso modificato - su Corso Cavour, prendere poi Via Piccinni, avviarsi tramite Piazza Massari sul Lungomare zona porto, continuare tangendo il Teatro Margherita, avviarsi sul Lungomare Nazario Sauro e allungarsi fino in fondo, sino al giro di boa, per tornare sempre sul Lungomare di nuovo in Piazza Ferrarese, dov’è previsto l’arrivo.

La zona partenza si rivela subito non larga, tutti lottano per posizionarsi in testa, non è prevista alcuna forma di scrematura, con creazione di gabbie per merito, non si capisce chi debba andare dietro, inoltre diventa difficile anche mentalmente andare in fondo al gruppone, il risultato è che - come oramai accade in tutte le gare dove non c’è filtro - la partenza diventa caotica e pericolosa (secondo me, l’avvio sul Corso Vittorio Emanuele, ben più largo ed accogliente, faciliterebbe le operazioni di via).

La fanfara dei Bersaglieri allieta i cuori, toccante come sempre l’inno di Mameli, incomprensibile non aver dedicato un minuto di raccoglimento in ricordo di Diego Romagnolo (deceduto un mese fa e del quale ricorrerebbe oggi il 55° compleanno) e di Leonardo Palmisano, storico podista 92enne deceduto in settimana. “Ci si dimentica subito”, commenta qualcuno: fa male, ma è così.

Parte il colpo di via, al solito i podisti si trasformano in questi attimi, rischia anche il Sindaco di essere travolto e il plotone si allunga subito. Lungo, lunghissimo, in coda stanno i partecipanti alla non competitiva, il timore è che possano fare da tappo o impedimento a chi corre molto più velocemente.

I primi chilometri, e Luigi Catalano è subito in testa, segue il trio formato da Bonavita, Greco e Uva. In campo femminile è subito in testa Damiana Monfreda, segue la Riti, non è facile scorgere le atlete, confuse tra gli uomini.

Purtroppo il punto dove dovrebbero girare i non competitivi della 5 km non è segnalato, tutti proseguono, salvo poi girare autonomamente, andando a creare il paventato ostacolo ai competitivi… Lo stesso sindaco confesserà di aver corso 10 km, pur essendo partito per i 5, a causa della mancata segnalazione.

Prosegue intanto la gara maschile, il tracciato è ridotto a meno di 9900 metri, Luigi Catalano (Running Team D’Angerla Sport), in ottimo stato di forma, va a cogliere il terzo successo stagionale tagliando il traguardo in 32:37. Contentissimo per Luigi, bravo anche caratterialmente, sempre gentile e sincero.

L’ottimo Mario Greco (Atletica San Giovanni Bosco Palagianello) è secondo in 33:31, seguito a soli 3 secondi dall’indomito Giuseppe Bonavita (Podistica Santo Stefano Cerignola), terzo.
Quarto Michele Uva (Free Runners Molfetta) in 33:52, il più felice perché accolto dalle sue bellissime bimbe, Carlotta e Matilda, che precede il combattivo Raffaele Nanula (Atletica Trinitapoli), quinto in 34:02, seguito a sua volta dall’esperto Mimmo Tedone (Montedoro Noci), sesto in 34:06. Settimo posto per il “pistaiolo” Roberto Rubino (Athletic Academy Bari), settimo in 34:22, seguito dal tenace Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), ottavo, in 34:46. Nono posto per il potente Pietro Torroni (Running Team D’Angela Sport) in 34:54, con il barese-salentino, il caro Massimiliano Bonadies (Tre Casali San Cesario), decimo in 35:25.

Tra le donne, dominio incontrastato di Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) che taglia il traguardo vittoriosa in 38:06, 38^ assoluta; splendida gara anche della 17enne Rebecca Volpe (Enterprise Giovani Atleti Bari), seconda in 40:39, a precedere quella forza di volontà e di impegno che risponde al nome di Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), terza in 41:03.
Sempre in evidenza, Roberta Fiorentino (Atletica Fiamma Giovinazzo) è quarta in 41:31, a precedere un’altra emergente, la 18enne Angelica Coviello (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 41:29, e la “generosa” Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta in 41:39.  L’energica Maddalena Carella (La Fenice Casamassima) è settima in 41:53, davanti alla costante Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), ottava in 42:17.  Mai arrendevole, Sandra Barbieri (Manzari Casamassima) è nona in 42:43, seguita dalla forte Tiziana Lamcchia (La Pietra Modugno), decima in 43:03. Undicesima - merita la citazione - la lombarda Barbara Ribolla (Atletica Paratico) in 43:11.

762 i finisher, con arrivi chiusi da Tonia Turitto (La Fenice Casamassima) in 1h25:59, e da Giovanni Ricci (Dream Team Bari) in 1h27:27, che l’hanno corsa al passo.

Da segnalare che anche l’arrivo si è rivelato stretto, con il traguardo suddiviso tra competitivi e non, con distinzione fatta a foce, creando anche discussioni tra il giudice addetto e chi non voleva essere confinato nell’anonimo corridoio secondario.

Ristoro finale con consegna di sola bottiglietta d’acqua; più tardi l’associazione sommelier offrirà del vino, ma a stomaco vuoto…

Pronte quasi immediatamente le classifiche, si procede con la cerimonia di premiazione condotta, tranne che per la parte più tecnica, dal locale comico Carlo Maretti.

Sul podio il dottor Grimaldi spiega la finalità della manifestazione e ricorda agli iscritti che nel premio di partecipazione c’è il bancomheart, la possibilità di effettuare un elettrocardiogramma gratuito presso le farmacie convenzionate.

E’ il turno del Sindaco, che oltre ad elogiare l’iniziativa e a celebrare Bari città sportiva, rimprovera a Piepoli... di avergli fatto correre 5 km in più per l’assenza di un segnale di deviazione.

Ma ecco i vincitori, Luigi Catalano e Damiana Monfreda, premiati con la sola coppa. A seguire i primi tre di ciascuna categoria: per tutti una coppa di differente dimensione secondo la posizione, al primo si aggiunge una bottiglia di olio.

L’ultima premiazione riguarda, infine, il gruppo più numeroso partecipante, inclusi liberi e bambini, con la coppa che va ad un circolo didattico di Casamassima.

Tra il disappunto della società Fidal più numerose per numero di arrivati (vince l’Atletica Adelfia con 44 su Dof Amatori Turi, 42, La Pietra Modugno, 41), che non ricevono alcun riconoscimento (seppur non previsto sul regolamento), termina la manifestazione, che rimanda sin da ora al prossimo anno.

Personalmente, vedrei la Running Heart come un’ottima non competitiva, una sorta di Deejay locale, con fini più alti di beneficenza; se, poi, proprio, si vuol mantenere l’aspetto agonistico, sposterei partenza e arrivo sul corso Vittorio Emanuele II, nettamente più ampio, differenzierei i percorsi tra competitiva e non evitando sovrapposizioni, curerei meglio pacco gara, ristori e premi finali, pur comprendendo la finalità benefica che personalmente vedo sempre bene come un fattore spontaneo e mai indotto.

18 febbraio - Il 19 giugno dello scorso anno avevano pubblicato il pezzo: Francesco Bassano non lascia, anzi raddoppia: la squalifica (https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/4258-doping-ulteriori-4-anni-di-squalifica-per-francesco-bassano.html ).

Questa mattina, la Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha aggiunto altri quattro anni di squalifica al suddetto Bassano, sicuramente per aver partecipato (di nuovo) da squalificato a manifestazioni come da articoli indicati delle NSA (4.12 Status giuridico durante la squalifica; 4.12.3 Violazione del divieto di partecipazione durante una squalifica).

Da commentare quindi che Bassano non raddoppia, ma triplica la squalifica…

Di seguito il comunicato Nado Italia: “La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Francesco Bassano (tesserato FIDAL), visti gli artt. 4.12, 4.12.3 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica per un ulteriore periodo di 4 anni, a decorrere dal 2 maggio 2025 e con scadenza al 1 maggio 2029.  Condanna il sig. Bassano al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00".    

16 febbraio - Record di iscritti (1161) e di arrivati (976, fra cui 180 donne, più 84 nella staffetta) alla 17^ edizione della Mezza Maratona Città di Scandicci “Di corsa contro le mafie”; a questi si aggiungono gli oltre 3000 partecipanti alla Passeggiata della Legalità di 5 km: tutte gare partite alle 9,30 da via Pantin, con colpo di via sparato dal Sindaco, Sandro Fallani.

In una giornata ideale per correre, con cielo sereno, gli atleti hanno invaso il tracciato, due giri identici nell’abitato di Scandicci, blindato al traffico e continuamente sorvegliato, con organizzazione a cura dell’ASD Podistica il Ponte, con la collaborazione del Comune di Scandicci e di Libera.

E i record sono poi proseguiti con il quarto successo di Jilali Jamali (GS Parco Alpi Apuane), dopo quelli del 2014, 2016 e 2017, che diventa il primatista di vittorie in questa manifestazione, affermandosi oggi in 1h10:33, il suo migliore crono a Scandicci.  
Il quasi quarantenne (li compirà il prossimo 12 marzo!) magrebino è riuscito solo nel finale ad avere la meglio su Filippo Bianchi, tesserato per la squadra di casa, Il Ponte Scandicci, che si è dovuto accontentare del secondo posto in 1h10:36; terzo Samuele Oskar Cassi (Atletica Calenzano) in 1h12:22.

Tra le donne, successo per Ilaria Lasi (Atletica Vinci), che ha tagliato il traguardo in 1h23:44, precedendo nettamente Michela Menegon (Polisportiva Volte Basse), seconda in 1h25:08, e Maria Rosa Costa (GS Gabbi), terza in 1h26:51.

Nella staffetta a due, con cambio sotto il traguardo al termine del primo giro, successo della coppia Abdeloulamed Lablaida e Bouras Ayoub (GS Maiano) in 1h12:48, davanti a Alessio Ottanelli e Alberto Tacconi (Luivan Settignano), secondi in 1h19:08, e a Gianni Gambetta Vianna e Valerio Corsinovi (Le Torri Podismo), terzi in 1h22:51.
Quarta la prima coppia mista, Patrizio Brogioni e Caterina Deiana (GS Maiano) in 1h25:41; 17^ la prima coppia femminile, Katia Ruggeri e Simona Conti (La Fontanina) in 1h40:23.

17 febbraio - La paura del contagio del coronavirus continua a colpire: è stata, infatti, annullata la maratona di Tokyo per gli amatori, la mass race, prevista per il primo marzo. Resteranno fermi quindi 38.000 corridori, tra cui 150 italiani, mentre parteciperanno solo circa 200 atleti élite professionisti invitati: nei prossimi giorni la lista ufficiale.

La Tokyo Marathon fa parte del prestigioso circuito delle 6 Major Marathon, insieme a Berlino, New York, Londra, Boston e Chicago, costituendo uno degli eventi di massa più importanti del pianeta: notevolissimo il danno economico, quantificabile in centinaia di milioni di dollari.

 "Siamo giunti alla conclusione che sfortunatamente è difficile organizzare l'evento dopo che diversi casi sono stati confermati a Tokyo", ha annunciato in un comunicato la Tokyo Marathon Foundation, applicando le azioni di profilassi contro l’epidemia disposte dal Governo nipponico.

Gli iscritti potranno partecipare nel 2021 a “costo zero”, anche se le condizioni definitive saranno annunciate dopo il 1° aprile.  

NdD: "A costo zero" cioè compreso viaggio e albergo se già prenotato e pagato? E speriamo che per imitazione non si diffonda il "vàirus" dell'annullamento: seguono a breve Parigi, Londra, Boston... [F.M.]

16 febbraio - Il nuovo primato mondiale dei 5 km su strada è stato stabilito oggi dal 23enne ugandese Joshua Cheptegei nella "Monaco 5 km" a Montecarlo: 12:51 il crono che migliora di 27 secondi il precedente limite sulla distanza ottenuto dal keniano Ronex Kipruto, che segnò 13:18 al passaggio intermedio lo scorso 12 gennaio a Valencia, nella gara che valse il record del mondo dei 10 km (26:24).  

Joshua Cheptegei, iridato sui 10000 metri in pista a Doha 2019, ha dichiarato: “Caspita, è un risultato davvero straordinario. Avevo in mente un tempo sui 13 minuti, ma quando ho sentito che le gambe giravano bene ho deciso di provare davvero a battere il record. Aver tolto tanti secondi al precedente primato mi rende davvero felice. Questa gara era un test importante in vista di questa importante stagione olimpica”.  

Contemporaneamente, il francese Jimmy Gressier, secondo, ha stabilito il record europeo sulla distanza in 13:18 (il precedente limite mondiale!) migliorando il precedente primato detenuto finora dallo svizzero Julien Wanders con 13:29. 

Terzo il britannico Nick Goolab che in 13:27 ha migliorato il primato nazionale, finora detenuto da Rob Denmark e Mo Farah in 13:30 rispettivamente nel 1996 e nel 2006.

Incredibilmente tragico: a distanza di un anno (e tre giorni), Simona Viceconte, 45 anni, si è suicidata come la sorella Maura, la campionessa italiana di maratona.

Simona si è, infatti, impiccata alla ringhiera delle scale del palazzo dove abitava, nel quartiere di Colleatterrato, a Teramo, dove si era trasferita dalla Valsusa per seguire il marito, funzionario di banca.

Al momento non c’è alcuna spiegazione che motivi l’estremo gesto.  

Il 10 febbraio del 2019 Maura, ex primatista italiana di maratona, dopo aver battuto anche un tumore, si era impiccata ad un albero del giardino, lasciando il  marito ed il figlio Gabriele di otto anni. (https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/3345-addio-a-maura-viceconte.html)

Proprio domenica prossima era in programma un ricordo di Maura al parco La Mandria, nell’area a lei dedicata: chiaramente, l’iniziativa è stata immediatamente annullata.  

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