Direttore: Fabio Marri

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Si avvicina la XXXVIII edizione del Golden Gala, la prestigiosa manifestazione di atletica leggera che si tiene allo stadio Olimpico di Roma, quest’anno giovedì 31 maggio. Otto i campioni olimpici presenti. Atteso Christian Coleman primatista mondiale dei 60 metri indoor, che competerà nei 100 metri. Nella stessa gara anche i due giovani italiani emergenti Filippo Tortu e Marcell Jacobs. Attesi anche Alessia Trost nel salto in alto e Yohanes Chiappinelli nei 3000 siepi.

Ad assistere allo spettacolo quest’anno anche un gruppo di persone in difficoltà economica, senza tetto, migranti e profughi. La FIDAL ha riservato posti gratuiti per “i poveri del Santo Padre” che saranno accompagnati da volontari della Comunità di S. Egidio, della Cooperativa Auxilium e dell’Athletica Vaticana, il sodalizio atletico formato dai dipendenti della Santa Sede.

Obiettivo, come si legge nel comunicato della Sala stampa vaticana, è “offrire una serata di festa e di amicizia attraverso la bellezza di uno sport universale e semplice come l’atletica”. Il desiderio è anche di rafforzare valori come l’accoglienza e la solidarietà. Papa Francesco in più di un’occasione ha ricordato che “i poveri hanno bisogno non solo di cibo, vestiti e un posto per dormire, ma anche di una parola amica, di un sorriso e di occasioni svago e sano divertimento”.

Gli invitati speciali di papa Francesco nel pomeriggio del Golden Gala riceveranno anche una cena al sacco, per una serata che resterà senz’altro nei loro ricordi. La manifestazione inventata da Primo Nebiolo nel 1980 potrà fregiarsi non solo di record sportivi, ma di un record di umanità.

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Domenica 13 maggio: quando dò la benedizione ai 700 atleti circa ci sono già più di 20 gradi, ma una leggera brezza marina salverà la giornata di gara,. Siamo a Porto Selvaggio nel comune di Nardò, provincia di Lecce, per una gara di 15,2 km in un parco naturale attrezzato davvero bello. Uno dei tanti angoli della nostra penisola ancora preservato dall’incuria e dalla barbarie, prima fra tutte la cementificazione selvaggia che nel decennio 1970-1980 ha invaso molte delle nostre coste meridionali. Qui va senz’altro ricordata la figura di Renata Fonte, assessore al comune di Nardò che si impegnò perché questo tratto di costa fosse mantenuto libero da interessi e speculazioni edilizie, pagando con la vita. Fu uccisa il 31 marzo 1984, prima vittima di mafia nel Salento. Aveva impegnato le sue energie per alti ideali e aveva lottato per la difesa del territorio contro le ingiuste lottizzazioni cementizie. Se oggi siamo qui a correre lo dobbiamo a lei. Una stele la ricorda a Porto Selvaggio, a Nardò una piazza e la sala consiliare del comune.

Ma torniamo alla gara, interamente corsa all’interno del parco nazionale regionale. 210 metri di dislivello positivo, quasi tutti nella seconda metà del percorso, passaggio sul mare al sesto e all’ottavo chilometro con conseguenti soste e code in salita per fotografare e riempire gli occhi, scalinata impegnativa al nono chilometro. Partenza e arrivo presso la Masseria Torre Nova, primi due chilometri e ultimi due su sterrato tranquillo, il resto è un percorso tecnico in saliscendi. Buoni e ben calibrati i ristori e le segnalazioni sul percorso (anche se bisogna registrare che uno degli atleti di testa, come a volte capita in circostanze analoghe, ha sbagliato percorso…), ottimo il ristoro finale e il pacco gara con maglietta tecnica.

La gara era associata ad una raccolta fondi in favore della ricerca sul tumore celebrale infantile nell’ospedale pediatrico Vito Fazzi di Lecce.

Vincono Mario Scrimieri de La Mandria Calimera in 1.01’.40’’ e Stefania Scatigna della Salento is running in 1.15’06’’.

I miei voti:

  • percorso: 8,5
  • ristori: 8,5
  • organizzazione: 9
  • costo di iscrizione: 8,5

 Classifica:

http://www.podisti.net/index.php/classifiche/2743-porto-selvaggio-natural-trail.html?date=2018-05-13-00-00

 

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Si avvicina la 24ma edizione della maratona di Roma, in programma domenica 8 aprile. 
Per il secondo anno consecutivo, il giorno precedente, sabato 7 aprile, l'Athletica Vaticana organizza una messa per i maratoneti (partecipanti e no) e per i loro familiari.  Il sodalizio, nato lo scorso anno, è formato da dipendenti del Vaticano e ha raggiunto i 70 iscritti.  Non si tratta di una società sportiva, ma di una rappresentativa della Santa Sede nel mondo dello sport, dell'atletica in particolare. 
La messa internazionale del maratoneta, segnalata anche sul sito ufficiale della maratona di Roma, sarà celebrata appunto sabato 7, alle ore 18 (sarà valida come messa festiva) nella centralissima chiesa della Santissima Trinità (via dei Condotti 41 - incrocio con via del Corso, altezza Largo Goldoni). La chiesa è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici di trasporto (Metro A fermata Piazza di Spagna / bus 80, 628, 51, 62, 85).
Fu fatta costruire dai padri Trinitari a metà del 1700 e venne rilevata successivamente dai Domenicani che la trasformarono in Collegio per le missioni dell’Estremo Oriente.
A celebrare la messa saranno i sacerdoti maratoneti. Al termine sarà recitata la "Preghiera del maratoneta", preparata e tradotta in 37 lingue da Athletica Vaticana.
La celebrazione è un’occasione per ritrovarsi a poche ore dal grande evento, pregare insieme, conoscersi e condividere le emozioni della vigilia. 

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Lo statunitenese Gallen Rupp, l’atleta ‘bianco’ più continuo in circolazione sulla maratona e sulla Mezza maratona, ha vinto la 44ma edizione della Mezza maratona Roma-Ostia svoltasi domenica 11 marzo. Il tempo di 59’47’’ equivale alla sua migliore prestazione sulla distanza.
In campo femminile ha prevalso l’etiope Hfatamenesh T. Haylu in 1’09’02’’.
Primo italiano Khalid Jbari in 1.07’51’’, tredicesimo assoluto, prima italiana Rosalba Console in 1.13’45’’, sesta assoluta.
Sul percorso filante che dal Palalattomatica di Roma porta al Lido di Ostia si sono schierati più di 11mila atleti in una mattinata tiepida e un po’ ventilata. La pioggia leggera, a metà percorso, non ha ostacolato la gara e il temuto vento si è fatto trovare puntuale solamente nell’ultimo chilometro di gara.
Per il sesto anno consecutivo il marchio IAAF Gold Label è stato attribuito alla Roma-Ostia. Si tratta del massimo riconoscimento della Federazione Internazionale di atletica. Consigliamo però alla IAAF di fare un sopralluogo sul percorso. Le famose buche delle strade romane assicurano una loro presenza anche da Roma a Ostia. Non ci meraviglieremmo se qualche partecipante ci segnalasse qualche incidente dovuto ad un appoggio precario del piede.

I miei voti
Percorso: 6,5
Ristori: 9
Organizzazione: 9
Costo iscrizione: 8

Roma Ostia 2018


 

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Finalmente si gira in senso antiorario sul lungomare Andrea Doria di Capo d’Orlando, domenica 11 febbraio in occasione dell’ottava edizione della Mezza Maratona Città di Capo d’Orlando. In una giornata ventosa si sono imposti Mohamed Idrissi (1.10’17’’) e Annalisa Di Carlo (1.30’49’’), entrambi della Mega Hobby Sport. La gara, una classica in terra siciliana, organizzata dall’ASD Podistica Orlandina, ha visto meno partecipanti rispetto alle precedenti edizioni: 381 gli arrivati nella mezza, e 167 nella terza edizione della 10km #Runforpassion vinta da Francesco De Caro (38’05’’) e da Tatiana Betta (41’06’’). La mattinata non prometteva granché. Previsioni meteo di leggera pioggia e vento freddo da Nord-Ovest, rispettate in pieno in quest’ultima parte. Il vento ha condizionato parecchio i partecipanti, come ha affermato anche il vincitore a fine gara. Ma è la variabile in più di una bella gara, che si corre sempre in questo periodo dell’anno. Quando non c’è il vento c’è una fine pioggerella a dettare legge, come dimostrano le ultime edizioni. Quartier generale in questa ottava edizione il Palazzetto dello Sport “Giuseppe Valenti” situato sul lungomare. Bella la medaglia consegnata ai partecipanti e ottimi i ristori previsti sul percorso e a fine gara. Nell’ambito della manifestazione si è svolta la prima edizione della Marcialonga, camminata ludico-sportiva #PinkProjectRun contro la violenza di genere.
I miei voti
Percorso: 8 Organizzazione: 7,5 Ristori: 8,5 Quote di iscrizione: 9

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A otto mesi dalla staffetta alla XI Supermaratona dell’Etna le emozioni sono ancora tante. Le foto iniziali, la sorpresa del servizio televisivo a TV2000, la marea di gente sul percorso, la sorpresa di essere arrivati secondi su una trentina di staffette, la premiazione… Tutto inizia sei mesi prima, nel mese di gennaio, quando mi viene in mente di chiamare due amici podisti, entrambi sacerdoti, per organizzare una staffetta che vorrei intitolare alla Evangelii Gaudium (La gioia del Vangelo) la lettera enciclica che papa Francesco ha consegnato alla chiesa e all’umanità il 24 novembre 2013 alla chiusura dell’Anno della fede. E’ il manifesto del suo pontificato, contiene le sue idee sulla chiesa e la sua visione del mondo di oggi, la maniera con cui intende governare in questi anni come successore di Pietro.
(Don) Gianni e (don) Vincenzo sono entusiasti dell’idea. Sono due atleti molto forti. Entrambi hanno da poco superato i quarant’anni, entrambi corrono da ragazzi. Basta vederli all’azione per rendersene conto. Fortissimi. Basta pensare che in questa staffetta hanno corso la rispettiva frazione con il miglior tempo! Tra lo stupore generale. Ma non c’è solo il gesto tecnico dietro questa partecipazione. C’è il desiderio di realizzare il voto di Francesco: una chiesa in uscita che incontra gli uomini dove lavorano, soffrono o trascorrono il tempo libero. Non c’è settore della vita personale e sociale che sia estraneo al Vangelo, non c’è situazione che non abbia bisogno di salvezza o di un orizzonte più ampio che le dia un senso autentico.
La gara è lunga 43 km con quasi tremila metri di dislivello. Conduce gli atleti dalla marina di Cottone, nel comune di Fiumefreddo di Sicilia (Ct), alla zona dell’osservatorio in cima del vulcano. Le tappe intermedie (dove avvengono i cambi) sono a Linguaglossa e Piano Provenzana. Il sottoscritto è il primo dei tre staffettisti. Dopo aver dato la benedizione a tutti, qualche minuto prima della partenza, mi metto in azione. Riscaldamento fatto, tutto in ordine. Mi attendono 14,5 km con un dislivello di 500 metri circa. Ho partecipato già ad una decina di maratone e a tante gare, ma questa ha un fascino particolare. Si parte sulla riva del mare, la giornata è perfetta per correre: giusta temperatura, niente vento. Vado su regolare. Nei primi chilometri mi segue la troupe di TV2000, che in serata farà uscire un bellissimo servizio nel TG.
Prima di partire, dico a don Gianni una previsione del mio tempo: ma impiegherò diversi minuti in meno. E infatti al cambio, Gianni non c’è. Ha dimenticato qualcosa in macchina. Di fatto a Linguaglossa non lo trovo. Vincenzo è agitatissimo… Perdiamo 3, forse 4 minuti. Gianni inizia mortificato la sua frazione. Gli do il cambio come undicesimo. Perdiamo almeno altre tre posizioni. Lo incoraggio e gli dico di non preoccuparsi. Don Gianni è un sacerdote della diocesi di Roma, ha vissuto molti anni negli Stati Uniti come formatore di giovani candidati al sacerdozio del Cammino neocatecumenale. Ma forse una cosa così non gli era mai capitata. Da tre anni è a Roma dove lavora al Dicastero Vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita. Ha disputato varie maratone in terra americana, chiudendone un paio sotto le 3 ore. Quello che si dice uno sportivo a tutto tondo, nel 2016 si è recato da Roma in Polonia in bicicletta! La sua frazione è lunga 19 km con 1300 metri di dislivello. Procede ad una buona velocità che lo porta a dare il cambio all’ultimo frazionista come sesto in classifica. Un ottimo recupero, considerando anche il ritardo alla partenza!
Ed è la volta di Vincenzo Puccio, sacerdote diocesano siciliano. Un vero fenomeno. Probabilmente il prete italiano più veloce di sempre in maratona. Vincenzo è finito di recente anche in un libro. Ha una licenza in teologia morale conseguita a Roma e sta lavorando al dottorato. Atleta formidabile capace di realizzare un pregevole 2.29’10’’ alla maratona di Treviso del 2015. Corre da quando era ragazzo, allenato da Tommaso Ticali, storico allenatore siciliano. La sua frazione, la terza, è di soli 10km ma la pendenza è impressionante: 1200 metri di dislivello. In cima arriva secondo, superando la terza staffetta un chilometro prima dell’arrivo e rispondendo con un sorriso (ed uno sprint) all’atleta che, superato, inizia ad inveire contro di lui.
Quando ridiscende sorridente a Piano Provenzana con le tre medaglie, non ci crediamo: siamo arrivati secondi! I primi erano comunque irraggiungibili. Don Gianni può dormire tranquillo: anche se il cambio fosse avvenuto nei tempi, Vincenzo non avrebbe potuto raggiungere la prima staffetta. Gli organizzatori della supermaratona avevano accolto molto volentieri questa staffetta un po’ singolare. Sono rimasti però indubbiamente spiazzati dal secondo posto. Per la cronaca, la staffetta Evangelii Gaudium ha impiegato 4 ore e 11 minuti per completare il percorso. A pranzo commentiamo la giornata. Siamo davvero contenti. Ci hanno accompagnato anche tre amici pure loro increduli di quanto è successo.
A Linguaglossa, prima della premiazione, celebriamo insieme la messa. Ringraziamo il Signore della bella giornata e preghiamo insieme. “E’ una gioia grande condividere una sorgente d'equilibrio come la corsa. Seguendo tanti giovani con diverse dipendenze mi rendo sempre più conto che lo sport può dare speranza ed equilibrio. - ha avuto modo di dire don Vincenzo - Cerchiamo di essere promotori di Evangelii Gaudium non solo come staffetta, ma come chiesa in uscita. Prego affinché la chiesa sappia parlare sempre con il dono dello Spirito”.


Il servizio di TV2000 del 10/06/2017 - www.youtube.com/watch?v=KMjaQ9yrioY&feature=youtu.be

I miei voti

Percorso: 8,5
Ristori: 8,5
Organizzazione: 5
Costo iscrizione: 6

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Questo primo contributo serve per presentarsi e anche per illustrare come io intendo la corsa. Il running è bello anche per questo: gli approcci sono vari, non ce n’è uno solo. Si va dall’agonismo esagerato alla corsa come beneficio e filosofia di vita. Alcuni miei amici podisti guardano ai montepremi, scrutano le iscrizioni alle gare per vedere se ci sono keniani o etiopi nella lista partenti, altri collezionano gare, chilometri, pettorali e medaglie. Qualcuno corre per riscattare la vita, per guarire interiormente. Sono un giramondo. Ho corso in tanti paesi… Dalla terra rossa della Guinea Bissau al santuario di Aparecida in Brasile, dalla riva laotiana del Mekong alle dighe del Sudafrica. Dovunque ho corso cercando l’Eterno e ho incontrato gente che corre: un fenomeno planetario. Ho stretto amicizie, alcune delle quali superano il limite del tempo e dello spazio. Un’amica, durante una gara, mi ha chiesto di… battezzare sua figlia! Sono un maratoneta lento, ma entusiasta. Uno di quelli che macinano chilometri per conoscere sé stesso. Non ho talento, ma un po’ di coraggio. Non particolari doti nel gesto tecnico, ma voglia di imparare e di migliorare. Ho letto tanto, in questi ultimi anni, anni sul podismo. Articoli, libri, blog, youtube… Ogni pagina o minuto mi ha insegnato qualcosa. La corsa è un beneficio che deve durarmi nel tempo e per questo non ci sono ‘pazzie’ nei miei programmi di allenamento. Tutto abbastanza proporzionato all’età (53 anni, sono del ’65), all’inizio dell’attività podistica (nel 2012, anche se da ragazzo praticavo sci di fondo, pallavolo e tennis), ai miei impegni e alla mia vocazione (sono un sacerdote missionario impegnato nella predicazione e nelle comunicazioni). Una sessantina di km a settimana (nelle settimane più tirate, poche…), ma anche tanto cross training (soprattutto bici), esercizi per il core, stretching, la mia salvezza… Il 2018 inizia con la sorpresa di podisti.net, un sito che ho sempre consultato e apprezzato in questi anni. Fabio Marri, che ringrazio per l’accoglienza e l’arguzia, mi invita a scrivere. Lo faccio volentieri. Scrivere è la mia vita, probabilmente una delle cose che mi riesce. “Correre con lo Spirito: in Italia e nel mondo” è il titolo di questa rubrica che mi appresto ad iniziare (questo è il primo post!). Cosa troverà chi vorrà leggere queste pagine? Tanta passione. Sicuramente. Le emozioni della corsa, i volti di persone conosciute in Italia e nel mondo, grazie al podismo. E anche qualche parere, espresso con precisione e allo stesso tempo con la disponibilità a rimetterlo in discussione. Qualche altra cosa prima di salutarvi. Sono direttore di una storica rivista missionaria che si chiama Missioni OMI (www.missioniomi.it). Ve ne parlerò… Ho un sito www.pasqualecastrilli.it dove tra l’altro c’è una sezione dedicata al running nella qualche annoto le mie gare. Grazie a Fabio e gli amici di podisti.net per l’ospitalità.

 

Come avete letto, con questa puntata diamo l’avvio a una rubrica gestita da un nostro nuovo amico, podista e non solo (come avete potuto leggere). Il padre Pasquale Castrilli, oltre a quanto vi racconta di sé in questo pezzo introduttivo, ha corso 11 maratone, tutte attorno alle 4 ore, più sotto che sopra. Nel giugno 2017 l'unico podio in carriera, nella staffetta alla Supermaratona dell'Etna: staffetta esclusivamente di sacerdoti! http://www.pasqualecastrilli.it/news/evangeliigaudiumunastaffettaspeciale
Sicuramente le sue scorribande, podistiche e molto di più, interesseranno molti lettori, e sarebbe bello anche che si instaurasse un rapporto, uno scambio di esperienze, di confidenze (non diciamo di “confessioni”, ma in un certo senso sì). Speriamo di leggerlo spesso. [F. M.]

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